
Tra il Circolo Polare Artico e l’Oceano Atlantico sorge l’Islanda,”la terra del fuoco e del ghiaccio”, un’isola meravigliosa fatta di vulcani, geyser, e ghiacciai. Meta turistica sempre più ambita in cui si possono ammirare il sole a mezzanotte e l’aurora boreale. Morellini Editore dedica una guida di Nicolò Cesa a questa nazione relativamente giovane. L’Islanda è stata infatti uno degli ultimi angoli del nostro pianeta a essere abitati. La sua scoperta avvenne fra l’VIII e il IX secolo ad opera di alcuni monaci irlandesi. Tra l’Ottocento e il 1050 i Vichinghi partendo dalla Norvegia la colonizzarono. La conversione al cristianesimo avvenne nel 999. Oggi l’Islanda è un paese in cui il mercato turistico ha un posto di rilievo sia per le sue bellezze naturali e paesagistiche che per il suo fervore culturale. Bella l’intervista a Pietro Biancardi editore Iperborea, casa editrice milanese che porta il lontano Nord in Italia. Tra le attrattive turistiche un posto di rilievo l’ha la cucina islandese, in cui la qualità e la freschezza delle carni e del pescato attirano sempre più turisti. Piatti tipici sono lo skyr, un formaggio fresco a base di latte, l’agnello, imperdibile la Kjotsupa, la zuppa di carne d’agnello e verdure. E la birra artigianale islandese, una delle più rinomate. Reykjavik è la capitale ed è conosciuta per la sua vivace vita notturna assieme a Akureyri, la seconda metropoli di Islanda. Famosi i fiordi dell’Ovest, ospitano le migliori piscine termali di tutto il paese. Chi ama il trekking, troverà poi sentieri spettacolari sia brevi che lunghi. Si consiglia di arrivare in Islanda via mare, con il traghetto, che salpa dal nord della Danimarca. Ricca di notizie e curiosità la guida fornisece informazioni aggiornate, indirizzi e numeri di telefono, oltre ai numeri per le emergenze e l’indirizzo dell’Ambasciata e del Consolato d’Islanda in Italia. L’elenco degli hotel e dei ristoranti dove prenotare è aggiornato e puntuale, come quello dei musei con orari di visita. Insomma l’Islanda è una meta turistica di prim’ordine dove tutto è pensato a misura di viaggiatore. E una volta visitata non è raro essere colpiti dal mal d’Islanda che ci spingerà a ritornare per saziare la nostalgia e la malinconia che resta dopo il primo viaggio.
Nicolò Cesa, sociologo di formazione e cosmopolita per necessità, ha girato l’Europa come busker e raggiunto Islanda e Fær Øer per la prima volta nel 2011, a bordo di un camper del 1981. Ha ideato e cura la rubrica HoboSapiens, per QCode Magazine. Nel 2015 ha curato la traccia La guerra è solo vittime per l’ONG Emergency, in occasione del centenario dell’inizio della Prima guerra mondiale. Negli anni ha pubblicato reportage per diverse riviste culturali e di viaggi. Trascorre il suo tempo tra l’Italia, la Serbia e tutti quei luoghi a un passo dal Circolo Polare Artico, tra cui l’Islanda, dove lavora come guida turistica. Collabora con l’Ente Nazionale del Turismo della Serbia. Per Morellini ha pubblicato Serbia (2018).


Come è nata l’idea del volume “Delitti di lago 4”?
Tra le mete più interessanti, a basso budget e soprattutto ancora non affollate dal turismo di massa c’è senz’altro Sofia, capitale della Bulgaria, città antichissima, per alcuni più antica ancora di Roma o Atene, ricca di stimoli culturali, bellezze architettoniche, parchi, giardini, mercati, centri termali e di notte movimentata e a misura dei giovani. Insomma una città tutta ancora da scoprire, e grazie alla guida Sofia di Anna Masetti, edita da Morellini, sarà un piacere farlo. Crocevia tra Oriente e Occidente, Sofia è una città pronta ad accogliere i turisti, ricca di alberghi, ristoranti dove gustare i piatti tipici della cucina bulgara, pub, caffè e pasticcerie. Meta anche dello shopping, tanti sono i negozi ricchi della merce più varia, tra cui da non perdere come souvenir le ceramiche decorate con i motivi tipici di Troyan (coloratissimi) e le boccette di legno di essenza di rosa.
La verdissima Estonia è un paese tutto da scoprire, e grazie alla guida insider di Alessio Franconi, edita da Morellini editore, molto più accessibile di quanto si possa pensare.
Oggi giovedì 28 Ottobre esce in libreria Sulla sedia sbagliata, edito da Morellini Editore, esordio narrativo di una giovane e promettente scrittrice genovese, Sara Rattaro, che con questa opera si inserisce a pieno titolo nel filone della narrativa italiana che ispirandosi a fatti di cronaca tratta temi importanti come il trapianto di organi, il carcere, l’anoressia, la malattia mentale, la droga. Sulla sedia sbagliata raccoglie le storie di persone comuni accomunate da grandi tragedie che influenzano le loro vite e le portano ad interrogarsi su questioni basilari, senza reticenze o ipocrisie. Francesca si interroga, con dolore e rimpianto, sul suo ruolo di madre di un figlio, Andrea, accusato di aver ucciso barbaramente a martellate la fidanzata Barbara, ancora minorenne, in un raptus omicida con la coscienza annebbiata dalla droga. Delitto passionale, motivi futili, vittima ancora minorenne, massiccia dose di sostanze stupefacenti nel sangue dell’assassino, tutto concorre ad aggravare ancora di più le responsabilità del delitto. Zoe aspetta un trapianto d’organi per essere finalmente libera di vivere una vita normale e innamorarsi e per la legge sulla privacy non può conoscere il nome del donatore e saper quindi chi ringraziare. Paolo è accusato di aver strangolato la madre e la ragazza che lo ama Valeria si interroga sulle ragioni di quel gesto e sull’amore. Sulla sedia sbagliata con profondità e rispetto, sia per le vittime che per gli assassini, è un libro corale in cui tante voci creano un sottofondo doloroso e amaro in cui la vita emerge in tutti i suoi aspetti anche i meno eclatanti e sensazionalistici. La vita e la morte, i due estremi che regolano l’esistenza di tutti gli individui, diventano i temi principali di questo libro scritto con sensibilità e tenerezza da una ragazza giovane ma che dimostra una matura conoscenza dell’animo umano, delle debolezze, delle fragilità che spesso vengono amplificate dai media e invece qui vengono narrate quasi sottovoce. La Rattaro scrive bene, in modo coinvolgente e appassionato, con un ritmo narrativo compiuto e preciso, pieno di sfumature e di tocchi leggeri, perché parla di sentimenti, mai banali ma vivi e pulsanti. Non ci si aspetta un lieto fine da queste storie più che altro un messaggio di speranza, in cui la comprensione umana diventa un veicolo per superare la tragedia e l’assurdo del quotidiano per vivere una vita degna di essere vissuta.























