
Qualche mese fa, ho avuto l’opportunità di incontrare la scrittrice Anna Maria D’Ambrosio, la quale nata a Novara si laurea in Pedagogia presso l’Università di Torino. Nel 2011 vince il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta “Costretti a calpestare l’erba”, finalista al concorso Manzoni 2013. Con la casa editrice Interlinea pubblica il libro d’esordio, la raccolta poetica “Di fiori e di foglie” nel 2013, con il quale ha conseguito il primo premio del Giovane Holden Edizioni 2015 e la competizione letteraria Kafka 2015. Anna Maria D’Ambrosio gentilmente ha risposto alle mie domande.
Cosa rappresenta per lei la scrittura?
Per me la scrittura è un modo di vivere: guardare la realtà in maniera indiretta, rielaborarla e restituirla nella scrittura, secondo il mio punto di vista. La rielaborazione prevede un passaggio profondo per cui i dati esteriori perdono peso, mentre prevalgono quelli interiori e cioè i sentimenti, gli stati d’animo, le osservazioni, le riflessioni, i pensieri.
Qual è il suo genere letterario preferito?
Il mio genere letterario preferito è la poesia perché parla per immagini, usa la metafora, ricorre a un linguaggio interiore per esprimere ciò che solitamente nel quotidiano non si dice. Amo tanti poeti, senz’altro: Rainer Maria Rilke, Cesare Pavese, Emily Dickinson, Eugenio Montale…
In quale momento della sua vita ha compreso che nella sua vita che come lavoro avrebbe la scrittrice?
Già dall’adolescenza mi sono sentita portata alla scrittura, ma non individuo un momento in cui ho compreso che mi sarei dedicata completamente alla scrittura. Ciò è avvenuto molto gradualmente e, purtroppo, con lunghi periodi di stasi.
Potrebbe, per favore, descrivere brevemente la trama del suo ultimo libro ‘’Devi solo cadere con me’’?
“Devi solo cadere con me” è un romanzo di formazione, in cui ho principalmente espresso, attribuendolo alla protagonista, il disperato bisogno di essere se stessi, la ricerca della propria identità nonostante tutto, il desiderio di avere un nome vero corrispondente a quello che si è interiormente, senza scissioni, senza sdoppiamenti. In breve, Alina scappa dal suo compagno, che ha accumulato debiti di gioco, a causa della dipendenza dalle slot machine, e prova a voltare pagina e a ricominciare da sola una nuova vita. Durante la fuga ripensa al passato e ricompone la sua vita girovaga…
A cosa si è ispirata per scrivere tale opera? A un fatto realmente accaduto?
Per scrivere quest’opera mi sono ispirata a un gruppo di girovaghi, che ho incontrato casualmente durante una vacanza al mare. Nel gruppo era presente una bambina; notando in lei molti segni di trascuratezza, io ho pensato alle sue difficoltà, allo svantaggio di nascere e vivere in una determinata condizione. Mi sono immedesimata in lei: ne è scaturita la mia Alina, una bambina che della danzatrice aveva il fisico e la postura, non lo studio, non la disciplina.
Pensa che ‘’Devi solo cadere con me’’ sia un testo adatto alla lettura di ragazzi giovani?
Il romanzo “Devi solo cadere con me” è un testo adatto ai giovani, anzi mi sentirei di consigliarlo proprio agli adolescenti. Infatti, chi meglio di un adolescente può capire lo smarrimento che si prova davanti alla propria vita, bellissima sì, ma tutta da definire? La noia, il rischiosissimo senso del vuoto nascono dal disagio di dover rispondere a se stessi, come per la prima volta succede proprio nell’adolescenza.


Ciao, Monica! Innanzitutto ti faccio tantissimi complimenti per essere riuscita a scrivere un libro così bello a soli sedici anni! Ora vorrei porti qualche domanda a proposito di Mezzanima. Iniziamo?
Il tempo della storia, il flusso delle notizie. La lunga durata degli eventi sociali ed economici, l’immediatezza della comunicazione nell’era di Internet. A volte sembra che l’informazione abbia una marcia in più rispetto alla realtà, ma l’informazione corre per poi consumarsi in fretta. La storia, invece, procede a piccoli passi, rivelando, col passare degli anni, novità sorprendenti.
Cinque racconti, fra horror e paranormale. L’argomento trattato è la medicina. Il difficile rapporto tra la precisione della scienza e l’inspiegabile. L’orrore di un parto anomalo, fatto di sangue e grasso; un caso clinico aberrante. Le telecamere in una sala operatoria a seguire un illustre chirurgo durante un intervento della massima urgenza; l’ego di questo medico è in diretta, la professionalità passa in secondo piano.Uno specchio che permette di guardare oltre se stessi; pazzia, dal punto di vista clinico; apparizione, tramandata da generazioni. Il diverso rapporto con conservanti e coloranti contenuti nei cibi confezionati, da parte di due sessantenni che vivono nello stesso palazzo. Due gemelli, uno medico e l’altro prete esorcista, alle prese con una bambina; è malata o posseduta? Un racconto paranormale, difficile da digerire.





























