Archive for the ‘Recensioni’ Category

:: Dedollarizzazione. Il declino della supremazia monetaria americana di Giacomo Gabellini (Diarkos Editore 2023) a cura di Giulietta Iannone

8 dicembre 2024

Capiterà al dollaro quello che successe alla sterlina un secolo fa? Sembra che il processo, seppure lento e con mille criticità, sia irreversibile e Giacomo Gabellini nel suo libro Dedollarizzazione Il declino della supremazia monetaria americana edito da ‎Diarkos Editore ce ne spiega in modo lucido e sistematico le ragioni sia storiche, che economiche, finanziarie e politiche alla base di questa “rivoluzione” che definisce uno spostamento strutturale del baricentro macroeconomico mondiale, evidenziando le ragioni geostrategiche che sussistono all’origine.

L’unipolarismo dominante degli anni ’90 che faceva degli Stati Uniti una potenza egemonica mondiale sembra definitivamente tramontato per ragioni complesse e difficilmente comprensibili senza un’analisi sistematica dei processi, ed eventualmente anche degli errori che sono stati commessi, alla base di molti cambiamenti in atto. Che gli Stati Uniti non rivestano più un ruolo egemonico è evidente essenzialmente per tre motivazioni: il consolidamento dei Brics, la creazione della New Development Bank e soprattutto l’avanzata della Cina come potenza globale al centro della geopolitica mondiale.

Ma non vorrei fare una recensione troppo specialistica, me ne riserverò di farla in altre sedi, mi limiterò a enunciare alcuni tratti salienti emersi dalla lettura di questo libro, complesso ma estremamente interessante soprattutto per chi ha anche i più elementari rudimenti di macroeconomia. Se il dollaro non scomparirà del tutto, sarebbe utopistico e irrazionale affermarlo, sicuramente subirà un ridimensionamento negli scambi commerciali, soprattutto da quando molti paesi emergenti ne hanno individuato la strumentalizzazione fatta dagli Stati Uniti a loro discapito e hanno cercato un’alternativa.

Che sia la moneta dei Brics, o il Yuan Renminbi cinese non è dato sapere, pochi economisti hanno la sfera di cristallo, ma quello che è certo questa alternativa è stata cercata e si continuerà a cercarla. Interessante il ruolo delle sanzioni esercitate dagli Stati Uniti che hanno spinto i paesi colpiti dagli effetti devastanti rilevati, (pensiamo al Venezuela, o peggio all’Iraq di Saddam Hussein), a trovare nuove soluzioni e spingendo per esempio paesi come la Russia ad allinearsi con Pechino e cambiare i criteri di valuta. Che la pressione esercitata attraverso dazi e sanzioni abbia generato la cosiddetta “geopolitica del caos” con la diffusione del disordine su scala globale per sopperire, è un altro dato enunciato, che si inserisce in una strategia non sempre capace di ripagare nei risultati non avendo certo ridato agli USA il ruolo che deteneva a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

A dare un’accelerazione al disallineamento e al processo di dedollarizzazione, prima della guerra in Ucraina, ha sicuramente influito la crisi del 2008 quando sulla scia dei fallimenti di Bear Stearns e Lehman Brothers, il sistema finanziario statunitense si trovava letteralmente sull’orlo del precipizio. Questa crisi sebbene sia stata in parte arginata, ha segnato il pericolo che possa ripetersi e questa volta con effetti ancora più devastanti minando alle basi quella sicurezza che fino allora aveva dettato le politiche monetarie.

Per quanto riguarda il disallineamento, fu per prima la Cina a manifestare i primi segnali di insofferenza, e Gabellini dà grande importanza e analizza nel dettaglio le politiche economiche intraprese da questo paese, già da tempo evidenziato dagli USA come il maggior competitor.

Molte altre sono le riflessioni che Gabellini porta avanti, alcune di grande acume pur appoggiandosi al lavoro di grandi economisti, seppur inserendo le varie tematiche in un discorso originale, indipendente e coeso. Ne invito la lettura per ampliare le vostre conoscenze, confidando che i punti di riflessione e le numerose informazioni contenute in questo testo vi aiutino a fare una vostra valutazione personale dei fatti e della storia. Introduzione di Flavio Piero Cuniberto. Prefazione di Jacques Sapir.

Giacomo Gabellini (1985) è saggista e ricercatore specializzato in questioni economiche e geopolitiche, con all’attivo collaborazioni con diverse testate sia italiane che straniere, tra cui il centro studi Osservatorio Globalizzazione e il quotidiano cinese «Global Times». È autore dei volumi Ucraina. Una guerra per procura (Arianna, 2016), Israele. Geopolitica di una piccola grande potenza (Arianna, 2017), Weltpolitik. La continuità politica, economica e strategica della Germania (goWare, 2019), Krisis. Genesi, formazione e sgretolamento dell’ordine economico statunitense (Mimesis, 2021) e Dottrina Monroe. Il predominio statunitense sull’emisfero occidentale (Diarkos, 2022). Vive a Terre Roveresche (PU).

:: Qof di Alessandro Bastasi (Arkadia Editore 2024) a cura di Federica Belleri

6 dicembre 2024

Torna in libreria Alessandro Bastasi e lo fa alla grande. Con un romanzo intimo, introspettivo, devastante.

Qof è una lettera ebraica, che significato ha?

Qof è un viaggio, distorto. Allucinante, che sconvolge. È un percorso dentro e fuori da sé, con o senza “l’altro”. È una salita faticosa per riemergere dal buio, per il protagonista che sta cercando disperatamente una sorta di equilibrio. Ma è consapevole di ciò che gli sta accadendo? Perché attorno a lui succede di tutto. Dall’episodio irrazionale a quello più  logico possibile. Al punto da farlo dubitare di ogni evento, insieme al lettore, che si pone mille e più domande. Accanto a lui compaiono personaggi che mi hanno ricordato Federico Fellini e le sue opere migliori, fatte di originalità e di ricchezze mimiche ai margini della società. Personaggi in grado di incutere timore e accogliere sguardi malevoli.

Dentro di lui, invece, convivono due anime che lottano in eterno, come Caino e Abele. Sulla sua fronte, una cicatrice apparsa improvvisamente, che ha proprio la forma “Qof”.

Alessandro Bastasi propone ai lettori una trama particolare, intensa. Che avvolge e respinge allo stesso tempo. Capace di fare dubitare e cadere nella trappola del destino, di ciascuno.

Assolutamente consigliato.

Buona lettura.

Alessandro Bastasi Nato a Treviso nel 1949. Laureato in Fisica si è trasferito a Milano dove attualmente vive. Nel passato è stato attore e autore di numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore e quotidiani. Dal 1990 al 1995 ha trascorso lunghi periodi all’estero, in particolare a Mosca tra il 1990 e il 1994, e in India, Cina, Vietnam e Medio Oriente tra il 1994 e il 1995. Ha pubblicato i romanzi La gabbia criminale (2010) e Città contro (2011) con Eclissi; per Frilli ha dato alle stampe Era la Milano da bere (2016), Morte a San Siro (2017), Notturno metropolitano (2018), Milano rovente (2019), Milano e i pensieri oscuri (2020), Omicidi a Milano (2022). Per Divergenze ha pubblicato La scelta di Lazzaro (2020) e La seconda volta (2023). Suoi racconti sono presenti in varie antologie e siti letterari. Per Arkadia Editore ha pubblicato Qof (2024).

Fonte: omaggio dell’autore.

:: La badante e il professore di Bruno Morchio (Mondadori, 2024) a cura di Valerio Calzolaio

5 dicembre 2024

Genova e dintorni (ça va sans dire). Un dicembre del 2002 (e molti anni dopo, addirittura nel 2036). Ormai è trascorso tantissimo tempo, Filippo Fil Sarzetto Sarzana decide di raccontare precisamente la storia, appuntata prima in un diario e poi in un dattiloscritto (quando frequentava con profitto l’istituto tecnico informatico): quel dì aveva appena dodici anni, magro come un chiodo, timido e sveglio, la mamma donna delle pulizie vedova già da dieci (padre muratore caduto da un ponteggio) e la cara sorella Teresa con dieci anni di più (se ne era sempre occupata lei di lui nel piccolo comunello dove vivevano). Il mitico professor Canepa (stimato extraparlamentare di sinistra in gioventù), ormai prossimo agli ottant’anni, gli faceva gratuitamente ripetizioni dopo aver insegnato per decenni Letteratura italiana nel più prestigioso liceo classico della vicina Genova, due volte alla settimana, il martedì e il giovedì pomeriggio. Fu ucciso. Aveva in casa da nemmeno un anno la governante ucraina Natalia Kovalenko, alta e slanciata, una bellezza triste e timorosa, capelli quasi biondo cenere, tagliati corti con frangetta, nasino minuscolo all’insù e occhi magnetici d’un azzurro stinto, della quale tanti erano invaghiti in paese, forse lo stesso professore e certo pure lui bambino. Il crimine avvenne martedì 5 dicembre, Filippo e Natalia erano usciti poco dopo le diciotto per andare al bar a prendere una cioccolata calda, lo trovò lui tornando a recuperare lo zaino: nello studio qualcuno aveva spaccato in testa a Canepa il busto di marmo di Leopardi. La vittima era parsimoniosa e benestante: la casa, un cospicuo patrimonio e una preziosa collezione di quadri. La badante fu la prima sospettata, ovviamente, ma potevano essere stati altri (parenti e non solo). Districandosi fra i sentimenti, accanto alle infastidite forze di polizia, anche Filippo indagò, con l’interessato aiuto di un giovane giornalista locale innamorato della sorella (peraltro lesbica), fra pettegolezzi altarini segreti.

Un giallo “classico” per il grande scrittore Bruno Morchio (Genova, 1954), psicologo pubblico in pensione e psicoterapeuta. Il volume è significativamente dedicato al vero “professor Canepa, che mi ha insegnato l’amore per i libri e la verità”, oltre che a un amico scrittore. La narrazione è in prima persona al passato, il bambino in piena pubertà si conquista con parole e fatti il ruolo di protagonista, giovane acuto testimone dei rapporti fra adulti, innanzitutto quello legato al caso criminale e al titolo letterario (in copertina, invece, l’illustrazione che allude al busto del poeta recanatese). Per seguire gli incontri misteriosi dell’amata, Filippo andrà pure a scoprire il “pudore” della bellissima città vecchia, secondo Teresa “piena di bellezze, che però non si lasciano vedere. Dietro portoni che ricordano quelli di una stalla si aprono scale di marmo e pareti decorate con meraviglioso azulejos”, affascinanti ceramiche artistiche. Poco alcool a quell’età, pur se il maggiorenne amico di successo Serafino Costa Costamagna scola durante il pranzo familiare di Natale con gusto e speranza sia la bottiglia di Rossese che quella di Spumante Asti, dopo aver portato un libro di cucina per l’affettuosa padrona di casa e un sontuoso mazzo di rosse per la smaliziata sorella, a quel punto la mamma prova ad aprirgli gli occhi, senza troppi peli sulla lingua.

:: Green Stone. La vendetta di Alia di Fabrizio Borgio (Segretissimo Mondadori, 2024) a cura di Giulietta Iannone

28 novembre 2024

I nostri analisti temono un’escalation su due frontiere della Serbia: con il Kosovo verso sud e con la Bosnia sul lato occidentale. Una guerra nei Balcani si ritiene potrebbe essere uno sviluppo utile ai russi adesso che sono in una situazione di stallo parziale in Ucraina. Spostare la tensione nei Balcani darebbe loro modo di rinfocolare il fronte ucraino, estendendo un conflitto a bassa intensità per logorare Kiev.

Leone Nosenzo, nome in codice Greene Stone, atterra a Camp Butmir, presso Sarajevo, per una delicatissima missione vitale per gli equilibri geostrategici mondiali: raccogliere informazioni su un misterioso polo industriale e tecnologico in costruzione su iniziativa di una open joint-stock company straniera, con l’appoggio della FIPA, l’agenzia per la promozione degli investimenti stranieri di Bosnia ed Erzegovina, probabilmente per la fabbricazione di droni da impiegare per uso bellico. La questione è seria perchè AISE, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, teme un’escalation in Serbia e l’allargamento del conflitto ucraino nei Balcani è esattamente cosa i Russi vorrebbero per precipitare una situazione in stallo e distogliere l’opinione pubblica. La situazione naturalmente è più complessa e ramificata e trae origini da quello che successe a Srebrenica nel lontano luglio del 1995 e vide come testimone degli orrori perpetrati una ragazzina di tredici anni, oggi donna d’affari di successo, che ha pianificato per trent’anni una vendetta terribile e non ha scrupoli nel perseguire i suoi intenti anche a rischio di incendiare i Balcani. Ecco in breve la trama di Green Stone. La vendetta di Alia di Fabrizio Borgio, spystory militare edita con Segretissimo di novembre. Fabrizio Borgio, ex militare di professione con conoscenze specifiche di intelligence e vita militare, costruisce una storia drammaticamente credibile su dinamiche geostrategiche poco discusse, ma temute da molti analisti internazionali, su un probabile allargamento del conflitto in corso nell’Est Europa nei Balcani, i cui focolai di instabilità e tensione si trascinano dal dissolvimento dell’ex Jugoslavia, rendendolo uno dei punti caldi del pianeta. Partendo da questo Borgio costruisce una storia degna delle migliori spystory, dosando tensione, mistero e avventura senza tralasciare lo scavo psicologico dei personaggi. Borgio ha una penna felice e abilità tecniche e di costruzione di trame che l’accostano ai migliori scrittori di Segretissimo, con un’attenzione tutta italiana alla narrativa di genere e una sensibilità per l’attualità che permette di approfondire e analizzare le dinamiche in atto.

Fabrizio Borgio, classe 1968, ex militare, scrittore e sceneggiatore piemontese di narrativa di genere, con una predilezione per gialli, noir, horror e spy stories, vive a Costigliole d’Asti, a cavallo di Langhe e Monferrato, sulla cima di un bricco. Padre dell’agente speciale Stefano Drago (“Masche” e “La morte mormora” per la Frilli e “Il Settimino” per Acheron Books) e dell’investigatore privato Giorgio Martinengo le cui storie sono pubblicate dalla Fratelli Frilli Editore: “Vino rosso sangue”, “Asti cenere sepolte”, “Morte ad Asti”, “La ballata del re di Pietra”, “Panni sporchi per Martinengo” e “Il pittore di Langa”. Alcuni suoi libri hanno ricevuto riconoscimenti presso prestigiosi festival e concorsi tra i quali Giallo Garda con due menzioni speciali e il premio premio col Concorso eno-letterario Vermentino della Camera di Commercio di Sassari. Finalista al preimio Alan D. Altieri 2022.

Source: acquisto personale.

:: Il mercato della virtù. Critica del consumo etico di Estelle Ferrarese (Castelvecchi, 2024) a cura di Valentina Demelas

28 novembre 2024

Estelle Ferrarese, professoressa di Filosofia morale e politica all’Università Picardie Jules Verne, con Il mercato della virtù – pubblicato in Italia da Castelvecchi con la traduzione dal francese di Giulia Prada – ci guida in un’esplorazione lucida e provocatoria del “consumo etico”. Questo libro invita a riflettere su quanto le nostre scelte “responsabili” possano davvero cambiare il sistema economico o, al contrario, finire per rafforzarlo. Con una scrittura chiara ed essenziale, Ferrarese mette in discussione idee radicate senza mai essere cinica o moralista.

L’autrice non critica chi sceglie prodotti cruelty-free, sostenibili o equo-solidali. Al contrario, riconosce il valore di queste pratiche. Tuttavia, ci spinge a chiederci: basta comprare etico per sentirci a posto? O c’è il rischio che queste azioni, senza una riflessione più profonda, diventino strumenti per alimentare il capitalismo, creando nuove opportunità di profitto? Secondo Ferrarese, il consumo etico può trasformarsi in una sorta di ideologia: un gesto che sembra virtuoso, ma che spesso finisce per rinforzare le stesse logiche che vorrebbe combattere.

Il libro si rifà alla teoria critica della Scuola di Francoforte, in particolare agli scritti di Theodor W. Adorno e vuole dimostrare come il mercato sia così flessibile e adattabile da inglobare persino le migliori intenzioni morali, trasformandole in opportunità per crescere economicamente. Il capitalismo, sostiene l’autrice, è una macchina talmente perfetta che, anziché contrastarlo, il consumo responsabile spesso gli offre nuova energia, rendendo ancora più difficile un vero cambiamento.

Un concetto chiave del libro è quello di “misura”, che viene esplorato come un equilibrio tra moderazione e calcolo. Da una parte, il consumo responsabile punta a ridurre sprechi e danni; dall’altra, si affida a logiche e strumenti che si integrano perfettamente con le dinamiche capitalistiche. Questo paradosso è centrale: mentre cerchiamo di fare del bene, rischiamo di rimanere intrappolati in un sistema che alimenta ciò che vorremmo superare. L’autrice si interroga anche su cosa significhi davvero un prezzo “giusto”, analizzandolo non solo dal punto di vista economico, ma anche attraverso le sue implicazioni etiche e sociali.

Il libro affronta anche le teorie di pensatori contemporanei come Axel Honneth e Rahel Jaeggi, che vedono nel mercato uno spazio dove possono emergere valori morali. Estelle Ferrarese, però, si discosta da questa idea. Per lei, il capitalismo non può essere corretto attraverso scelte individuali: la sua natura è orientata all’accumulo di capitale, non al bene comune.

Un altro tema affascinante è il legame tra consumo etico e narrazioni apocalittiche, come quelle sul cambiamento climatico: pur nascendo da preoccupazioni sincere, queste retoriche rischiano di ridurre il consumo responsabile a un gesto di auto-conservazione, più che a una vera azione collettiva per il cambiamento. Così, il consumo etico finisce per diventare una rassicurazione personale.

Questo saggio non offre risposte semplici, ma invita a guardare oltre le apparenze. Estelle Ferrarese illumina le zone d’ombra delle nostre scelte quotidiane e ci sfida a chiederci: stiamo davvero cambiando qualcosa o stiamo solo adattandoci meglio al sistema?

Si tratta di una lettura indispensabile per chi cerca un’analisi intellettualmente stimolante e coraggiosa delle dinamiche del capitalismo contemporaneo e del ruolo, a volte ambiguo, che le nostre azioni giocano al suo interno. Il lettore viene sfidato a guardare oltre la superficie del “bene” e del “giusto”, non limitandosi a smontare le illusioni di virtù legate al consumo responsabile, ma aprendosi a nuovi spazi di riflessione e di consapevolezza.

Estelle Ferrarese è Professoressa di Filosofia morale e politica presso l’Università Picardie Jules Verne e membro senior dell’Institut Universitaire de France. È stata visiting professor presso la New School for Social Research di New York, fellow della Fondazione Alexander von Humboldt presso la Humboldt Universität di Berlino e research fellow presso il Marc Bloch Franco German Center of Social Science Research di Berlino. Ha dedicato diversi lavori al pensiero politico di Jürgen Habermas, alla filosofia di Theodor W. Adorno e alle teorie femministe. Si occupa di teoria critica, filosofie femministe, teorie della democrazia e dello spazio pubblico, filosofia della vulnerabilità e politiche delle forme di vita. Castelvecchi ha pubblicato Manifesto per una teoria critica femminista e La fragilità della cura degli altri (2023).

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Castelvecchi.

:: Note di lettura di Patrizia Baglione: Quel fazzoletto color melanzana di Arianna Mortelliti

28 novembre 2024

Lara ha trent’anni quando decide di tornare a Castel Cielo, il suo paese d’origine. Sua madre e suo padre sono morti in un incidente d’auto e oltre a cercare le risposte di come tutto ciò sia avvenuto, Lara ne troverà altre sul suo conto e il suo passato. Sarà dunque l’assenza dei sui genitori a portarla sulla strada della verità. “Nulla si costruisce se prima non si distrugge”. Un viaggio, questo, che scava dentro la vita della protagonista, puntando il focus anche sulla sua famiglia e su un paese di provincia, che sempre possiede il suo “matto del quartiere”. Franco, però, non è un matto qualsiasi: lui è buono, ma soprattutto ha dato nuova vita a una macchina fotografica e da quel giorno immortala ogni angolo di Castel Cielo. Con questo libro, che somiglia a una matrioska, Arianna Mortelliti ci porta a esplorare l’abisso e ciò che si nasconde dietro le apparenze, insegnandoci ad andare al nodo di ogni questione, così da scioglierlo e finalmente, tornare a vivere in consapevolezza.

:: Aurora di Marina Visentin (Laurana Editore 2024) a cura di Federica Belleri

26 novembre 2024

Chi è Gemma, chi è Vittorio? Chi è Aurora? Chi sono realmente i protagonisti di questa storia? Sono davvero quelli che impariamo a conoscere attraverso le parole dell’autrice o indossano una maschera? 

Queste sono solo alcune delle domande alle quali siamo chiamati a rispondere dopo aver letto questo libro. Domande complesse perché aprono scenari inquietanti, bui. La vita di Gemma, gallerista di successo, ad un certo punto si ribalta, si spezza.

 Qualcosa la sbatte al muro agendo  nell’ombra  e spaventandola.  Tutto si ribalta, si confonde e la confonde. Tutti sembrano puntarle il dito contro. Che fare, fuggire o affrontare? 

La trama è decisamente gialla con una tensione da thriller. I personaggi ruotano su se stessi cercando una spiegazione alla paura, che rasenta l’irragionevolezza. Perché non si può fuggire davanti alle proprie responsabilità, non si può incolpare gli altri per qualcosa che non li riguarda. Non ci si deve convincere di essere innocenti, perché ciascuno di noi ha un lato oscuro. Ognuno possiede un segreto. Ognuno è terrorizzato da ciò che vede o crede di vedere …

Aurora, di Marina Visentin, ci porta a Milano nel periodo natalizio. Dove i colori e gli addobbi lasciano il posto al mistero e alla crudeltà. Dove la ricerca della verità è impresa ardua, quasi impossibile. Oppure no? Magari, semplicemente, non è opportuno parlarne per evitare complicazioni. 

Ho apprezzato questo libro per la ricchezza di contenuti e l’ambientazione. L’intreccio misterioso è ben strutturato. Lo consiglio, buona lettura.

Fonte: omaggio dell’ autore.

:: Il sesso dei moderni: Pensiero del Neutro e teoria di genere di Éric Marty (Castelvecchi, 2024) a cura di Valentina Demelas

26 novembre 2024

Éric Marty, con Il sesso dei moderni: Pensiero del Neutro e teoria di genere – pubblicato in Italia da Castelvecchi e tradotto dal francese da Silvano Facioni – ci accompagna in un viaggio intellettuale affascinante, esplorando due concetti cruciali per il nostro tempo: il Neutro e il genere. Non aspettatevi un manuale di gender studies o una lettura leggera: questo libro è un vero e proprio tuffo nella filosofia contemporanea, che invita a riflettere e a mettere in discussione idee radicate.

Il cuore del libro è il dialogo tra due prospettive che sembrano simili ma, in realtà, si muovono in direzioni molto diverse. Da un lato c’è il Neutro, un concetto profondamente legato alla tradizione filosofica francese e al pensiero di Roland Barthes, che lo vede come una sospensione delle categorie. Il Neutro non cerca di definire, ma di liberare, aprendo uno spazio per sfuggire alle rigide opposizioni come maschile/femminile, attivo/passivo, singolare/plurale.

Dall’altro lato c’è la teoria del genere, rappresentata da Judith Butler e dal pensiero anglosassone. Qui non si parla di eliminare le categorie, ma di espanderle, ridefinirle e moltiplicarle. Per Butler, il genere non è qualcosa di fisso, ma una costruzione sociale che si manifesta attraverso i nostri comportamenti, il linguaggio e le norme culturali. Marty mette a confronto queste due visioni, mostrando come, pur condividendo l’obiettivo di superare le rigidità, il Neutro e il genere seguano strade radicalmente diverse.

Una delle qualità più grandi del libro è la capacità di Marty di intrecciare il pensiero di alcuni giganti della filosofia moderna. Roland Barthes, con il suo desiderio di sfuggire alle classificazioni, Derrida e il suo approccio decostruttivo, Foucault e l’analisi del potere, fino a Judith Butler e la teoria del genere come performance. L’autore non si limita a citarli: li fa dialogare, creando connessioni e sottolineando differenze.

Ad esempio, Barthes vede nel Neutro quasi un atto poetico, un gesto di resistenza contro le strutture imposte. Butler, al contrario, analizza come il genere sia costruito e ricostruito continuamente attraverso le nostre azioni. Il lettore viene accompagnato in questo confronto con una scrittura che, pur densa di riferimenti, riesce a rimanere accessibile a tutti.

Pagina dopo pagina, non ci vengono offerte risposte preconfezionate, ma ci vengono poste domande essenziali. Cosa significa davvero parlare di genere? In che modo il Neutro può aiutarci a ripensare le identità? E quali sono le conseguenze culturali e politiche di queste teorie? Leggere questo libro significa confrontarsi con questioni che vanno oltre il mondo accademico e toccano il nostro quotidiano. Il dibattito su genere e identità, infatti, non è solo filosofico: è vivo, urgente e centrale nella società di oggi.

Nonostante la complessità dei temi, Marty riesce a mantenere il suo discorso chiaro e coinvolgente. Ogni capitolo aggiunge un tassello a un mosaico che si completa man mano, offrendo una visione sempre più ampia e profonda di queste tematiche che fanno ormai parte del nostro quotidiano. Non serve essere esperti per seguire il ragionamento, ma curiosità e apertura mentale sono indispensabili.

Una lettura preziosa per chiunque voglia andare oltre le semplificazioni e capire davvero cosa significhi parlare di identità, genere e Neutro. Non si tratta solo di teoria, ma di strumenti per interpretare le dinamiche culturali e sociali che ci circondano.

Con questo libro, Éric Marty ci invita a riconsiderare le nostre certezze e ad aprirci a nuove prospettive. Il confronto tra Neutro e genere non è una questione astratta: è una chiave concreta per comprendere le tensioni e le sfide della modernità. Leggerlo significa mettersi in gioco, riflettere e, forse, cambiare il modo in cui vediamo il mondo. Il sesso dei moderni: Pensiero del Neutro e teoria di genere non è solo un saggio, è un invito a pensare. Se si desidera approfondire i temi più discussi dell’oggi, questo libro è davvero un punto di partenza fondamentale.

Éric Marty è Professore emerito di letteratura contemporanea all’Université Paris-Cité. Scrittore e saggista, si è occupato, tra gli altri, di Sade, André Gide e Roland Barthes, di cui ha curato l’edizione delle opere complete. In italiano è uscito L’engagement estatico. Su René Char (Quodlibet, 2020).

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Castelvecchi.

:: Note di lettura di Patrizia Baglione: Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi

26 novembre 2024

Il caffè, in questo libro, diventa simbolo di transitorietà e fragilità della vita. La regola di tornare nel passato solo finché il caffè è caldo rappresenta il tempo limitato che abbiamo per affrontare le nostre emozioni e rimediare ai nostri errori. Questo elemento di tempo crea una tensione narrativa, poiché i personaggi devono affrontare le loro esperienze in un arco temporale ristretto. Uno dei messaggi più forti del romanzo è che, sebbene non possiamo cambiare il passato, possiamo imparare da esso. Le storie mostrano che è possibile trovare una forma di felicità e pace interiore anche dopo esperienze difficili. La connessione con gli altri, il perdono e la comprensione sono elementi chiave per affrontare le sfide della vita. Kawaguchi utilizza un linguaggio semplice ma evocativo, creando una prosa che è accessibile ma profondamente toccante. I dialoghi sono naturali e riflettono le emozioni dei personaggi, permettendo ai lettori di immedesimarsi nelle loro esperienze.

:: Abbiamo tutti bisogno di un amico fragile di Nicola Vacca (Edizioni Qed, 2024) a cura di Giulietta Iannone

25 novembre 2024

Ci vuole una grande ostinazione
per essere liberi
nella prigione del mondo.
Perché libertà è amore
nonostante le catene dell’ordine costituito.

Chi ha amato la poesia dolente e sofferta di Fabrizio De Andrè troverà ristoro nella lettura della silloge Abbiamo tutti bisogno di un amico fragile di Nicola Vacca, Edizioni Qed, omaggio al poeta genovese a venticinque anni dalla scomparsa. Nicola Vacca è un poeta fuori dal coro, usa un linguaggio graffiante e incisivo per protestare contro un mondo, una società, in lento avanzato decadimento. Non ha paura di sporcarsi le mani, di usare parole forti, anarchiche, piene di rabbia e di giusto sgomento. Ci vuole coraggio a immergersi nel magma del suo “fare poesia” senza filtri, compiacimento, rassicuranti illusioni. Vacca scoperchia il calderone dell’ipocrisia con tagli netti, chirurgici, che a volte fanno male, e lo fa per guarire, per scuotere le coscienze, per risvegliare le anime di chi da troppo tempo è assonnato o inerte. Leggere le poesie di Nicola Vacca è sempre un’esperienza catartica, rivoluzionaria, che può turbare anche nel profondo. Scrivo queste righe a fatica con la morte nel cuore, è appena morto un amico, e sto cercando di reagire, di andare avanti, di superare l’angoscia che provo, Nicola Vacca mi perdonerà se questo commento sarà breve, ha sempre tanto rispetto e stima da mandarmi ogni suo nuovo libro per sapere il mio parere e non voglio deluderlo neanche questa volta. Oltre alle poesie da leggere in conclusione la postfazione vibrante dedicata a Fabrizio De André Il nostro Faber – La vibrante protesta di Faber il poeta. Da segnalare i disegni di Mauro Trotta.

Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È  scrittore, opinionista, critico letterario,  collabora alle pagine culturali  di quotidiani e riviste. Svolge, inoltre, un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea. Dirige la riviata blog Zona di disagio. Ha  pubblicato: Nel bene e nel male (Schena,1994), Frutto della passione (Manni 2000), La grazia di un pensiero (prefazione di Paolo Ruffilli, Pellicani, 2002), Serena musica segreta (Manni, 2003), Civiltà delle anime (Book editore, 2004),  Incursioni nell’apparenza (prefazione di Sergio Zavoli Manni 2006), Ti ho dato tutte le stagioni (prefazione di Antonio Debenedetti, Manni 2007Frecce e pugnali (prefazione di Giordano Bruno Guerri, Edizioni Il Foglio 2008) Esperienza  degli affanni (Edizioni il Foglio 2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (Edizioni Il Foglio 2010), Serena felicità nell’istante (prefazione di Paolo Ruffilli, Edizioni Il Foglio 2010),  Almeno un grammo di salvezza (Edizioni Il Foglio, 2011), Mattanza dell’incanto  ( prefazione di Gian Ruggero Manzoni Marco Saya edizioni 2013), Sguardi dal Novecento (Galaad edizioni 2014) Luce nera (Marco Saya edizioni 2015, Premio Camaiore 2016), Vite colme di versi (Galaad edizioni 2016), Commedia Ubriaca (Marco Saya 2017), Lettere a Cioran (Galaad edizioni 2017), Tutti i nomi di un padre (L’ArgoLibro editore 2019), Non dare la corda ai giocattoli (Marco Saya edizioni 2019), Arrivano parole dal jazz (Oltre edizioni 2020).

Source: libro inviato dall’editore.

::”Verso l’India. 1879″, Isabel Burton, (Lorenzo de’ Medici Press, 2024) A cura di Viviana Filippini

23 novembre 2024

L’India, le sue meraviglia, i profumi e i colori, uniti a usi e costumi sono i protagonisti di “Verso l’India 1879” di Isabel Burton, un vero e proprio diariodi viaggio – tradotto per Lorenzo de’ Medici Press da Simona Bauzullo- grazie al quale il lettore segue, tappa dopo tappa, il percorso attraverso l’Europa della seconda metà dell’ Ottocento svolto dalla Burton e dal marito per raggiungere l’amata India. Si parte dalla terra d’origine della coppia, per passare poi alla Francia, scendendo in Italia ancora alle prese con la fase di riorganizzazione dopo l’Unità d’Italia, dove c’è  Cavour, ma ci sono anche Milano, Brescia, Venezia, Trieste, Roma e i territori circostanti tutti da scoprire. Un viaggio lungo, dove non mancarono degli intoppi, ma che permise all’autrice di vedere da vicino tanti luoghi, comprese le terre dell’Albania  e ben  oltre. Man mano che i coniugi navigano sulla Calypso – imbarcazione costruita a Glasgow-  si vedono scorrere posti che cambiano forma, colore , luce e dalla fredda Europa (non mancano riflessioni sull’Austria e sui magiari dell’Ungheria) si arriva a Port Said, in Egitto; a Gedda teatro di un tragico evento nel 1858, con passaggio nelle zone del Monte Sinai, fino a Aden dove molti viaggiatori arrivavano spesso provati dai chilometri fatti e dove si percepisce anche La Mecca. Il tragitto continua e pagina dopo pagina, si giunge a Bombai, ai suoi profumi, colori, mucche che girano indisturbate nella città controllata verso la metà del XVI secolo dai portoghesi che poi la cedettero poi agli inglesi. Quello che la Burton fa è documentare, raccontare, fermare attraverso le parole il suo viaggio, i posti, le persone, i loro aspetti e caratteri, in quello che è un fare importante che permette a chi legge oggi di comprendere come era il mondo esplorato dalla Burton con il marito. “Verso l’India 1879” è un libro curioso, interessante dove si conferma quanto per la cultura anglosassone del XIX secolo fosse importante mantenere attiva e dinamica la letteratura di viaggio. Non solo, perché nella prefazione scritta dalla Bauzullo e leggendo il libro stesso, emerge un aspetto insolito e innovativo dell’epoca vittoriana, dove era abitudine sociale che la dimensione maschile imponesse il suo essere su quella femminile. Questo non accade nella coppia dei Burton che superò ogni barriera sociale e religiosa (lui era anglicano, lei cattolica) dimostrando di essere uniti, affiatati e complici. Affermo questo perché Sir Richard Francis burton, diplomatico ed esploratore, sosteneva  in modo completo l’intraprendenza e la voglia di conoscere e scoprire della moglie Isabel, la quale riempiva di appunti interi taccuini di viaggio. Questo traspare anche dal libro edito da Lorenzo de’ Medici Press dove, accanto all’esploratrice c’è il consorte, però più che essere lei ad accompagnare lui, è il contrario: è lui che accompagna lei, restando un passo indietro per lasciare campo libero alla voce narrante della moglie Isabel. “Verso l’India 1879” di Isabel Burton, non è solo un viaggiare in luoghi e vederli come erano nel XIX secolo, è osservarli attraverso gli occhi e la sensibilità femminile di una donna curiosa e intraprendente che, nelle sue pagine, oltre al voler far conoscere “il resto del mondo”, ha la volontà di mostrare l’altro, il diverso e ignoto per poterlo scoprire, apprezzare e rispettare.

Isabel Burton (1831-1896) è stata una scrittrice ed esploratrice britannica, moglie dell’esploratore Richard Francis Burton, con il quale viaggiò molto arrivando anche in luoghi come l’Arabia  e l’India che, di rado erano visitati della donne della sua epoca. Tra le sue opere “Inner Life os Syria, Palestine, and the Holy Land” e nel 1879 “ Arabia, Egypt, India”.

Source: inviato dall’editore. Grazie all’ ufficio stampa 1A Comunicazione

:: Sono io il tuo destino di Domenico Cacopardo Crovini (Ianieri, 2024) a cura di Patrizia Debicke

19 novembre 2024

L’adulterio, benché dal 1981 il delitto d’onore sia stato trasformato dal codice penale in un normale delitto, può scatenare ancora nel 2002 risposte assassine? E fornire una qualche ragione per giustificarle? Magari potrebbe bastare il fatto di avere origini messinesi o meglio di Monturi Superiore?
Tanto meno per loro una coppia di successo, Temoteo Barraci e Berenice Stellanotte detta Nice, da anni trasferita in terra Padana e più precisamente in provincia di Reggio Emilia? Lui medico chirurgo che lavora bene come medico di base e lei veterinaria, collaboratrice di uno studio prestigioso, con frequentazioni di alto livello, diventati soci del locale ed esclusivo Golf .
Unico neo, la mancanza di figli. Quello in arrivo e per il quale si erano sposati prima del previsto è saltato per colpa di un maledetto incidente sul lavoro, il calcio di un cavallo, che aveva privato Berenice della possibilità di averne ancora. Ma non pareva aver intaccato la solidità del loro rapporto matrimoniale ben rodato. Non per loro, una coppia moderna con la testa sulla spalle. Oddio per Temoteo la mancanza di un figlio maschio gioia e onore di ogni siciliano… E ohimè l’idea di una possibile adozione prospettata a Nice, e che non aveva mai avuto alcun seguito, gli provocava sorda inquietudine. Alla quale dare sfogo in diverse saltuarie e successive relazioni, il maschio è sempre maschio e la tentazione della carne sovrana, mentre lei , invece, circa sette anni dopo cederà solo alla confortante, continua e comoda e ben più che affettuosa presenza in casa loro ospite, di Santo, un giovane cugino messinese. In teoria venuto per studiare, ma decisamente negato e scioperato nell’animo. Nel frattempo però Temoteo ha intrapreso una soddisfacente relazione con Molly, una graziosa maestrina con i capelli rossi e gli occhi verdi (che gli ha detto : “Sono io il tuo destino!”) e dovrebbe e potrebbe poterlo essere davvero, basterebbe rispettare le regola del viver civile: separarsi dalla moglie e poi divorziare …
Se non… Temoteo non si fosse lasciato goffamente intrappolare nella sicilianissima e tentatrice rete del delitto d’onore osannata da una visione siciliana tuttora in vigore, quando a essere leso è il maschio, ridesta un qualcosa di incontrollabile e in cui domina la diffusa mentalità isolana (il cambiamento delle leggi non ha toccato una cultura intrinseca, caratterizzata ancora al patriarcato). Insomma come i diritti femminili continuino indefinitamente ad essere subordinati a quelli “superiori” dei maschi, per cui l’uomo con le corna deve reagire in qualche modo sennò…
E rubando l’iconica frase descrittiva di Alessandro Manzoni riferita alla Monaca di Monza: Cacopardo si compiace di trasformarla al maschile in : “e lo sventurato rispose” prima di regalarla al suo protagonista, affidandogli il gravoso compito di compiere un “vendicativo” ma improvvido e maldestro delitto padano per lavare l’onore leso dalla moglie, con il suo “domestico”, e ripetuto tradimento con il cugino Santo.
Insomma Cacopardo impugna la bacchetta magica e, in uno Zac, crea con intelligente ma crudele ironia il suo tragico giallo/noir siculo parmense.
Ci offre come su un vassoio d’argento un delitto premeditato, un amore irregolare, la clandestinità, il lungo processo e i tanti vantaggio ottenibili da un detenuto “ben appoggiato”. Viviamo con i personaggi della sua storia certune realtà culturali e sociali, lo scandalo, siamo testimoni della commedia processuale condotta come uno scenografico balletto in un ideale palcoscenico destinato oltre che agli spettatori, a televisione e testate giornalistiche.
Viviamo purtroppo in un’epoca molto “italiota ” con i femminicidi all’ordine del giorno, con la cronaca nera che ci squaderna quotidianamente le foto dell’ennesima vittima . Non solo vittima di un uomo ma anche di una società che non riesce a emanciparsi dal suo passato. La necessaria strada del cambiamento pare diventata impercorribile.
L’ amore però, quello vero, non fa commettere crimini. Temoteo il protagonista non pensa certo all’amore quando uccide per un superato pregiudizio sociale. Quell’osceno pregiudizio che non permette di immaginare la persona amata altro di una proprietà, una proprietà da considerare come un malriposto e onorifico emblema da difendere a ogni costo e purgare solo versando sangue.
Un osceno e lo ripeto, pregiudizio sociale per cui il protagonista ha rovinato la sua vita e ogni possibile futura felicità. Una storia di infelicità che ci dimostra come ciascuno possa farsi artefice e nemico del proprio fato.
Un romanzo particolare in cui Domenico Cacopardo prova a coniugare l’ inginocchiarsi a vecchie e aberranti tradizioni con una distopica futura visione italiana. Infatti partendo dal prologo ma poi arrivando a far finire la sua storia nel 2026, dopo che s’è consumata una vera e propria rivoluzione con l’anticostituzionale occupazione di una immaginaria Padania. Occupazione portata avanti con un colpo di stato leghista e scissionista al nord, con l’appoggio di truppe mercenarie della Brigata Wagner sponsorizzate dalla Russia, nel tentativo di dividere la nuova entità politica e territoriale dall’Italia, ci propone una surreale ma temibile realtà in divenire?

Domenico Cacopardo Crovini, nato nel 1936, è vissuto in giro per l’Italia al seguito di suo padre, funzionario pubblico, Consigliere di Stato in pensione, ha collaborato e collabora con numerose testate giornalistiche nazionali e locali. Ha insegnato nelle università di Torino e Roma-Luiss. Ha scritto venti romanzi, tra i quali la nota e fortunata serie di gialli che ha per protagonista il magistrato Agrò, edita da Marsilio. Ha pubblicato anche con Mondadori, Baldini&Castoldi, Diabasis e altri. Per la Ianieri Edizioni ha pubblicato Pater (2022) e Pas de Sicile. Ritorno a Candora (2023).