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:: Quello che cerchi sta cercando te di Kader Abdolah (Iperborea 2025) a cura di Valentina Demelas

15 Maggio 2026

Ci sono libri che arrivano nel momento giusto, quando si sente il bisogno di rallentare, fare silenzio e tornare a interrogarsi sulle cose essenziali. Quello che cerchi sta cercando te. Un viaggio mistico nella vita e nella poesia di Rumi, pubblicato da Iperborea, con la traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo, è uno di quei libri. E non soltanto perché racconta la vita di Rumi, poeta mistico amatissimo ancora oggi in tutto il mondo, ma perché Kader Abdolah riesce a trasformare la sua storia in qualcosa che parla profondamente anche al presente: identità, perdita, libertà, desiderio di appartenenza, bisogno di senso.

Abdolah, scrittore iraniano rifugiato nei Paesi Bassi dagli anni Ottanta, sceglie di raccontare Rumi non come una figura distante e intoccabile, ma come un uomo attraversato dalla storia, dall’esilio e dalle trasformazioni interiori. Ed è proprio questo uno degli aspetti più riusciti del libro: il fatto che la spiritualità non venga mai trattata come qualcosa di astratto o decorativo, ma come un’esperienza profondamente umana, viva, concreta.

Rumi, pseudonimo di Mowlana Jalaloddin Mohammad Balkhi, nasce nel 1207 a Balkh, in un’epoca di straordinario fermento culturale destinata però a essere travolta dalla violenza dell’invasione mongola guidata da Gengis Khan. La fuga insieme al padre segna l’inizio di un lungo viaggio che attraversa Baghdad, La Mecca, Aleppo e la Via della Seta fino a Konya. Un percorso geografico che nel libro coincide anche con una continua trasformazione interiore.

La scrittura di Abdolah è evocativa, ma molto accessibile, capace di costruire atmosfere senza mai risultare pesante. Le città, i bazar, le madrase e i deserti diventano luoghi vivi, mai semplici fondali esotici. Si ha spesso la sensazione di attraversare una grande fiaba antica, ma con una sensibilità molto contemporanea.

Il cuore emotivo del libro arriva con l’incontro tra Rumi e Shams di Tabriz, il mistico che cambia radicalmente il suo modo di guardare il mondo. Abdolah racconta molto bene questa trasformazione: il passaggio da una spiritualità legata alle regole e allo studio a qualcosa di più libero, intuitivo e totalizzante. Non a caso una delle frasi più potenti del libro è: La religione dell’amore è tutta diversa dalle altre religioni. Una frase che sintetizza perfettamente la visione di Rumi e che oggi, in un tempo spesso dominato da divisioni e rigidità identitarie, suona sorprendentemente moderna.

Molto bella anche la scelta di inserire nel volume novantadue poesie e numerosi racconti attribuiti alla tradizione di Rumi. Fra i versi più intensi c’è sicuramente Non senza te:

Da anni mi chiedo:

chi sono?

Sono fuoco?

Desiderio?

Una scintilla del tutto?

Sì, cosa, chi sono?

Quando ti ho incontrato,

l’ho capito.

Che

senza di me tu non potevi essere

e

io non senza di te.

È difficile non leggere queste parole come una sorta di dialogo con Dio, o comunque con una dimensione assoluta capace di superare i confini dell’ego e della separazione.

Ed è proprio qui che si comprende anche il senso profondo del titolo. Quello che cerchi sta cercando te è una delle massime più celebri attribuite a Rumi e richiama una visione profondamente legata alla tradizione sufi: ciò che desideriamo autenticamente non è separato da noi, ma entra in relazione con il nostro modo di vivere, pensare, agire. In questa prospettiva anche il karma non viene inteso come punizione o premio, ma come una forma di attrazione spirituale e umana. Le azioni, le intenzioni e persino la consapevolezza che sviluppiamo contribuiscono a orientare ciò che entra nella nostra vita. È anche per questo che i versi di Rumi, a distanza di secoli, continuano a parlare ai lettori contemporanei: perché affrontano temi universali come nascita, morte, destino, desiderio e trasformazione con una semplicità solo apparente.

Uno degli elementi più interessanti del libro è il legame tra Abdolah e il suo protagonista. Entrambi esuli, entrambi costretti a lasciare la propria terra, entrambi profondamente legati alla parola e alla memoria culturale come forma di resistenza.

Quello che cerchi sta cercando te è quindi molto più di una biografia romanzata. È un libro che parla di ricerca interiore senza retorica, di spiritualità senza dogmi e di identità senza confini rigidi. Colto, ma scorrevole, intenso, ma mai pesante, riesce a riportare Rumi nella contemporaneità con grande eleganza, ricordandoci quanto alcune domande umane restino universali, anche a distanza di otto secoli.

Kader Abdolah, nato in Iran, perseguitato dal regime dello scià e poi da quello di Khomeini, dal 1988 è rifugiato politico nei Paesi Bassi. Da quando ha cominciato a scrivere nella «lingua della libertà», coniugando le tradizioni letterarie di Oriente e Occidente, è diventato uno dei più importanti e amati scrittori di questo paese. Con Scrittura cuneiforme ha conquistato il pubblico internazionale e con La casa della moschea ha ottenuto in Italia il Premio Grinzane Cavour nel 2009. Tra gli altri suoi romanzi, pubblicati in Italia da Iperborea, si ricordano Il viaggio delle bottiglie vuote, Un pappagallo volò sull’IJssel, Uno scià alla corte d’Europa, Il sentiero delle babbucce gialle, Le mille e una notte e Il messaggero.

Elisabetta Svaluto Moreolo, dopo la laurea in traduzione alla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori – Università degli Studi di Trieste, dal 1988 svolge l’attività di lettrice e traduttrice letteraria dal nederlandese e dall’inglese, collaborando con diverse case editrici italiane. Fa parte dei traduttori accreditati della Dutch Foundation for Literature e del Rijksmuseum di Amsterdam, e dal 2000 insegna traduzione dal nederlandese alla Civica Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Milano. Tra i numerosi autori da lei tradotti si annoverano Kader Abdolah, Gerbrand Bakker, Hugo Claus, Leon De Winter, Willem Jan Otten, Allard Schröder e Tommy Wieringa.Source: libro gentilmente inviato dall’editore, ringraziamo Francesca Gerosa, ufficio stampa Iperborea.

:: Quello che cerchi sta cercando te di Kader Abdolah dal 12 novembre in libreria

12 novembre 2025

Kader Abdolah, in bilico tra la fiaba e la biografia, racconta la vita di Rumi, poeta in esilio, ponte tra le culture d’Oriente e Occidente.

Poeta, mistico sufi, libero pensatore, propagatore e innovatore di una tradizione millenaria, Rumi nacque nel 1207 a Balkh, oggi in Afghanistan, circondato dalla grande letteratura persiana e dalla magia dell’arabo coranico. Ma era il tramonto di un’epoca, quella del califfato di Baghdad, l’età d’oro della cultura islamica, stroncata dall’invasione di Gengis Khan: è la sua violenza che per tutta la vita Rumi rifugge, da quando, ragazzino, scappò da Balkh con il padre. Amato ancora oggi in tutto il mondo, per Kader Abdolah, cresciuto con le sue poesie, non è solo un mito, ma uno spirito affine: come lui esule, come lui emissario di una cultura così antica da sopravvivere ai capricci del potere sanguinario. Come lui, ha trovato una nuova vita nell’esilio. Lungo la Via della Seta, il giovane Rumi conosce il mondo: tra madrase e bazar, visita Baghdad, La Mecca, Aleppo, impara il greco di Platone e il latino. Finché, nella nuova casa in Turchia, a Konya, con moglie e figli, conosce l’amore: quello di Shams di Tabriz – il Sole di Tabriz, come dice il suo nome, rifugio da un’esistenza di rigide regole e ispirazione per indimenticabili poesie. Amore, dolore, fuga, il senso della vita, la gioia della libertà e dell’istinto: tra Persia e Olanda, l’umanità è sempre in cerca di una verità che potrà trovare solo in se stessa, ed esprimere solo con la letteratura. Abdolah, cantastorie esule afflitto dalla nostalgia, racconta il viaggio di Rumi come una fiaba delle Mille e una notte, aggiungendo le sue personali versioni di oltre novanta poesie e molti racconti del grande mistico. E in questo modo diventa un ponte tra il Medioevo persiano e l’Europa contemporanea.

Elisabetta Svaluto Moreolo Dopo la laurea in traduzione alla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori – Università degli Studi di Trieste, dal 1988 svolge l’attività di lettrice e traduttrice letteraria dal nederlandese e dall’inglese, collaborando con diverse case editrici italiane. Fa parte dei traduttori accreditati della Dutch Foundation for Literature e del Rijksmuseum di Amsterdam, e dal 2000 insegna traduzione dal nederlandese alla Civica Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Milano. Tra i numerosi autori da lei tradotti si annoverano Kader Abdolah, Gerbrand Bakker, Hugo Claus, Leon De Winter, Willem Jan Otten, Allard Schröder e Tommy Wieringa.

Kader Abdolah Nato in Iran, perseguitato dal regime dello scià e poi da quello di Khomeini, dal 1988 è rifugiato politico nei Paesi Bassi. Da quando ha cominciato a scrivere nella «lingua della libertà», coniugando le tradizioni letterarie di Oriente e Occidente, è diventato uno dei più importanti e amati scrittori di questo paese. Con Scrittura cuneiforme ha conquistato il pubblico internazionale e con La casa della moschea ha ottenuto in Italia il Premio Grinzane Cavour nel 2009. Tra gli altri suoi romanzi, pubblicati in Italia da Iperborea, si ricordano Il viaggio delle bottiglie vuoteUn pappagallo volò sull’IJssel, Uno scià alla corte d’Europa, Il sentiero delle babbucce gialle, Le mille e una notte e Il messaggero.

:: Kader Abdolah racconta Le Mille e una Notte

2 novembre 2023

Nella sua famiglia è tradizione che tutti gli anziani rielaborino un classico della letteratura persiana da lasciare in eredità ai propri discendenti: Kader Abdolah ha deciso di farlo con Le mille e una notte.

È forse la favola più famosa del mondo, un classico che da secoli seduce i lettori di Oriente e Occidente. Ma è anche un’opera millenaria e stratificata in cui si mescolano tradizioni persiane, arabe e indiane, rimasta a lungo nell’ombra prima che un arabista francese del Settecento ne mettesse in luce lo splendore letterario. Per Kader Abdolah è «quel libro maestoso che è sempre stato sulla mensola del camino» della casa paterna e che lo ha accompagnato per la vita. Seguendo una tradizione di famiglia che invita ogni anziano a riscrivere un testo antico da lasciare in eredità ai discendenti, ma rivolgendosi a noi europei, l’autore iraniano racconta le sue Mille e una notte, una versione moderna che conserva tutta l’atmosfera fiabesca e il fascino sensuale della fonte originaria. Notte dopo notte, per avere salva la vita, la bella Shehrazade ammalia il sultano sanguinario con un fiume di racconti nei racconti che parlano di califfi e visir, principesse e schiave, mercanti, jinn, metamorfosi e magie, mettendo in scena il potere, il desiderio, l’amore e il gioco del destino. Un labirinto incantato di storie a cui Kader Abdolah aggiunge brevi note per raccontare ciò che sta dietro le quinte: le complesse origini dell’opera e della sua protagonista, le modifiche che ha subito attraverso i secoli e le culture, i personaggi storici che nasconde, il ruolo delle figure femminili in un mondo violentemente patriarcale. Ma è soprattutto il piacere di raccontare che si ritrova in ogni pagina di questo libro, i cui protagonisti sono la parola e l’immaginazione con il loro potere di salvarci, di fermare il tempo per più di mille e una notte.

Kader Abdolah, nato in Iran nel 1954, perseguitato dal regime dello scià e poi da quello di Khomeini, dal 1988 è rifugiato politico nei Paesi Bassi. Da quando ha cominciato a scrivere nella «lingua della libertà», coniugando le tradizioni letterarie di Oriente e Occidente, è diventato uno dei più importanti e amati scrittori di questo paese. Con Scrittura cuneiforme ha conquistato il pubblico internazionale e con La casa della moschea ha ottenuto in Italia il Premio Grinzane Cavour 2009. Tra gli altri suoi romanzi, pubblicati in Italia da Iperborea, si ricordano Il viaggio delle bottiglie vuote, Un pappagallo volò sull’IJssel, Uno scià alla corte d’Europa e Il sentiero delle babbucce gialle.