Archive for the ‘Fiere Festival Presentazioni’ Category

:: A Londra al Coronet di Notting Hill il Festival dell’ Italian Literature a cura di Elena Romanello

20 ottobre 2017

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Il 21 e il 22 ottobre Londra ospita il festival dell’Italian Literature, nel quartiere di Notting Hill, per decenni laboratorio di integrazione non sempre difficile tra varie etnie, oggi luogo alla moda e di cultura dopo il celebre film che l’ha fatto conoscere in tutto il mondo, oltre che teatro di manifestazioni e di uno dei più amati mercati britannici.

In due giorni di eventi sono previsti oltre trenta ospiti, italiani, britannici, internazionali. Si parlerà della Brexit, che Londra aveva respinto con il suo voto, di letteratura, politica, migrazioni, genere, Italia, del passato e futuro della capitale britannica, una delle città più amate della modernità, da decenni e da varie generazioni.

Il festival è nato da un’idea dei coordinatori Marco Mancassola e Claudia Durasanti ed è organizzato con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, diretto da Marco Delogu ed è nato nel clima inquieto del dopo referendum sulla Brexit. Infatti è stato allora che un gruppo di autori, giornalisti, intellettuali italiani residenti nella capitale inglese hanno iniziato a riunirsi e a sentire la necessità di organizzare un nuovo evento culturale.

Il Salone del libro di Torino è partner dell’evento, rafforzando un ideale ponte Londra-Torino, per un evento che presenta dibattiti, incontri, letture, Dj set, mescolando voci italiane e non, ragionando sui temi.

Il luogo principale dell’evento sarà il Coronet, il teatro storico di Notting Hill, con i suoi spazi tra auditorium, studio e caffè: gli eventi saranno tutti in inglese o in italiano.

Tra gli eventi e gli ospiti sono da segnalare la conferenza Citizens of Nowhere, con Melania Mazzucco e Lauren Elkin, il medico di Lampedusa Pietro Bartolo che presenterà l’edizione inglese del suo libro testimonianza, Iain Sinclair che presenterà la sua ultima fatica The Last London, il curatore della Tate Modern Andrea Lissoni, Gianfranco De Cataldo che parlerà di romanzo e serialità per celebrare il lancio mondiale su Netflix della serie Suburra, Zerocalcare che presenterà l’edizione inglese di Kobane calling incontrando per la prima volta il pubblico londinese, Pierdomenico Baccalario che parlerà di The Brexit of Children.

La letteratura italiana sta piacendo molto in Gran Bretagna: negli anni sono stati sempre tradotti molti autori, ma dopo il successo di Elena Ferrante c’è un nuovo interesse e nuova attenzione.

Il programma completo con date, orari e dettagli è nel sito ufficiale del festival www.fill.org.uk.

:: Spaghetti Fantasy: zappe & sganassoni a Stranimondi 2017

13 ottobre 2017

zappa e spadaA Stranimondi verrà presentata domani alle 15, 30 l’antologia a cura di Mauro Longo, in questo momento in viaggio da Tenerife per Milano, Zappa & spada – Spaghetti fantasy. Con Lorenzo Fantoni, Luca Mazza, Michele LaughingFist Gonnella, Jari Lanzoni, Federica Leonardi, Mala Spina, Davide Mana, Mauro Longo, Nerdheim, Diegozilla.

Tutto su Zappa e Spada nel Blog di Mauro Longo: www.CaponataMeccanica.com

Se volete dare un’ occhiata al libro: sito dell’ editore.

Ho fatto qualche domanda ad alcuni della simpatica marmaglia. Ecco le risposte di Davide Mana, Mala Spina e Mauro Longo. (Posto in ordine di arrivo).

Davide Mana

Ciao Davide. Allora inizio col farti una domanda facile facile: come se la passa il  fantastico in Italia?

Credo che il fantastico in Italia si trovi in un momento di svolta: cresce l’interesse, cresce l’offerta. Mai come oggi ci sono state tante diverse esperienze, e tante voci diverse.
Come sempre, le opportunità sono accompagnate da rischi – primo fra tutti quello di un divorzio fra stimolo intellettuale e intrattenimento, i due elementi che da sempre caratterizzano la buona letteratura d’immaginazione. Spesso pare che il mercato si stia polarizzando in due schieramenti, uno che si vergogna disperatamente di divertirsi e uno che aborre qualunque cosa abbia la parvenza di un’idea seria.
Perché il fantastico nel nostro paese prosperi sarà necessario tenere uniti la mente e il cuore del genere. E sfuggire alla facile tentazione di ingozzare il pubblico con “la solita roba”.
E noi ci si prova.
Come dicevano i cinesi, viviamo in tempi interessanti.

Parlaci del tuo racconto Spaghetti Fantasy italico. Come si intitola?

La mia storia si intitola “Tre Diavoli in Fausto” ed è una storia di teatranti sgangherati alle prese con qualcosa di più grande di loro. L’idea è spudoratamente rubata a un saggio del 1630, scritto da un puritano inglese, sui mali che il teatro diffonde fra la brava gente. In un ardito esperimento, mi picco anche di essere stato il primo al mondo a incrociare la Pistola di Chekhov con il Gatto di Schrodinger, presentando nella mia storia il Gatto di Chekhov. Il mio amico Mauro Longo mi ha garantito che un giorno scriverà  una storia in cui compaia la Pistola di Schrodinger.
Spero che il pubblico si divertirà  a leggere il mio racconto quanto io mi sono divertito a scriverlo.
O come diceva quel tale, ho sofferto per la mia arte, ora tocca a voi.

Lo Spaghetti Fantasy avrà  lo stesso successo anche all’estero dello Spaghetti Western?

Chi può dirlo? Certo sarebbe bello, e noi nei nostri sogni più selvaggi proviamo anche a sperarci un po’. In effetti, lo spaghetti western venne capito e apprezzato di più all’estero che non in Italia, per cui chissà, potrebbe capitare anche a noi.
Ma in realtà  credo che nessuna delle storie in Zappa & Spada sia stata scritta col desiderio di trasformare il genere, o di fare qualche strana rivoluzione: volevamo semplicemente raccontare delle buone storie, quella era la direttiva principale.
Ma se non altro, si tratta di qualcosa di diverso dal solito, e il pubblico del fantastico dovrebbe apprezzare la novità. O no?

Mauro Longo

Sei il curatore dell’antologia Zappa e spada. Come è nato il progetto?

Ciao Giulietta, l’idea nasce da un brainstorming durato settimane tra me, Davide Mana e Samuel Marolla. Samuel cercava qualche buon progetto per realizzare un’antologia di racconti a tema, come le altre – splendide – della casa editrice che dirige, Acheron Books. A poco a poco è venuta fuori questa trovata… dopotutto siamo tutti e tre appassionati di fantasy, di buona fantasia eroica e di fantastico declinato “all’italiana”. Mettere assieme Brancaleone e Kata Kumbas, Attila Flagello di Dio e l’Orlando Furioso, Il Mestiere delle Armi e il Cuntu de li cunti è forse un azzardo, ma noi pensiamo che possa funzionare.

Sei ottimista o pessimista sul futuro del fantasy in Italia?

Per mia inclinazione personale sono un ottimista e una persona assertiva. Il fantasy è un genere immortale, abbiamo bei titoli, bravi autori, case editrici che si danno da fare e una messe (piccola? grande?) di lettori. Se si trovano le formule giuste e non si cede alle flagellazioni, al culto dell’ “età dell’oro che non tornerà più” e al “maiunagioia”, si può realizzare di tutto.

Perché non c’è un tuo racconto nell’antologia?

Mi piace scrivere racconti e adoro il fantasy. Mi sarebbe piaciuto molto essere nell’antologia e avevo anche già preparato un racconto adeguato, ma poi, riflettendoci meglio, ho pensato di ritagliarmi solamente il ruolo di curatore e coordinatore. In questo modo ho lasciato più spazio nella raccolta per i concorrenti del concorso legato all’antologia e per gli autori che abbiamo contattato a parte. Magari in futuro, nell’edizione deluxe del venticinquennale, inseriremo il mio racconto nella raccolta e finalmente tutti potrete leggerlo! Ci vediamo tra venticinque anni.

Mala Spina

Tu e Federica siete le uniche donne della combriccola di autori Zappa E Spada. Portate una voce femminile al genere. Dicci di più.

A dire la verità, non so se ho aggiunto alcunché di femminile con il mio racconto. Francamente ne dubito perché ho contribuito con una storia che vira sulla commedia grottesca, alla maniera de “L’armata Brancaleone”.

Come è nato il tuo racconto? Come si intitola?

L’oro dell’Uomo nero” è nato da un’idea piuttosto semplice: Gaglioffi contro Mostri. Così sono venuti fuori i tre membri della banda scalcagnata che si appresta a fare il colpo della vita e rubare alcuni crocifissi benedetti d’oro massiccio. Secco, il protagonista, non è spuntato fuori subito e all’inizio avrebbe dovuto essere una spalla, poi però mi ci sentivo così bene nei suoi panni che l’ho promosso a “conduttore”. Quando ha preso in mano le redini della storia, tutto è filato liscio e ha mantenuto il suo tono burlesco fino alla fine.

Pensi che i lettori apprezzeranno questo tentativo di coniugare lo spaghetti western (di cui è chiaro omaggio) al fantasy?

E chi lo sa? Per certe previsioni ci vorrebbe la sfera di cristallo. Spero che i lettori siano incuriositi da questa strana commistione di generi e vogliano scoprire un fantasy un po’ diverso, non tanto per l’ambientazione italiana ma per il tipo di storie marrane di Zappa e Spada.

:: Torna Stranimondi con l’edizione 2017 a cura di Elena Romanello

13 ottobre 2017

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Il 14 e 15 ottobre torna a Milano Stranimondi, l’ormai consueto appuntamento con la narrativa e la cultura del fantastico, imperdibile per i cultori di questo mondo, presso la Casa dei Giochi UESM in via Sant’Uguzzone 8.

Saranno presenti varie case editrici mainstream e indipendenti che si occupano da anni di pubblicare letteratura fantastica, con nomi di punta nell’editoria del settore come Nero Press, Watson edizioni, Plesio, Hypnos, con varie presentazioni e proposte, sia commerciali che con incontri di approfondimento.

Molti gli ospiti con nomi noti come quelli di Alda Teodorani, Giuseppe Lippi, Franco Forte, Annarita Guarnieri, Jan Siegel, Davide Mana, Pat Cadigan, la regina del cyberpunk, Paolo Barbieri che firma il manifesto, Marta Duò, Valerio Evangelisti, che festeggia il ritorno di Eymerich.

Tanti gli argomenti trattati nelle conferenze, dal tema del mare pericoloso dall’Odissea ad Edgar Allan Poe al tema della memoria e della manipolazione dei ricordi nei romanzi di fantascienza, da un tributo ad uno dei padri del fantastico moderno, Clark Ashton Smith al mistero dei cosiddetti astronauti antichi, dal tema della distopia allo scrivere horror oggi, dai robot al ruolo delle donne come protagoniste del fantastico, partendo dalle serie tv, alla space opera che riprende temi classici come il viaggio per portarli nel cosmo.

Si potranno inoltre conoscere due nuovi nomi di prossima pubblicazione in Italia, Jan Siegel, autrice di una saga fantasy, e Anne-Sylvie Salzman, nome del weird francese che parlerà anche di come è percepito questo genere oltralpe.

La tavola rotonda con tutti gli autori del fantastico è domenica alle 12, dove si esamineranno le sfumature di generi che trovano sempre qualcosa da dire, rileggendo spesso archetipi in chiavi nuove. Inoltre all’interno della manifestazione ci saranno i Delos Day, organizzati da Delos Digital.

Il programma completo di Stranimondi è disponibile su stranimondi.it/programma. L’accesso all’esposizione degli stand e alle presentazioni librarie è gratuito, mentre si deve pagare un ticket per partecipare alle conferenze e agli incontri con gli ospiti, anche on line dal sito stranimondi.it

Come arrivare

La UESM Casa dei Giochi può essere facilmente raggiunta con la Metro rossa (linea 1) fermata Villa San Giovanni, o col l’autobus 81 e 51.

:: A Torino torna Portici di Carta – a cura di Elena Romanello

3 ottobre 2017

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Il 7 e 8 ottobre torna a Torino la kermesse libresca autunnale Portici di carta con l’edizione 2017, che quest’anno si estenderà anche in via Nizza e via Sacchi, con spazi sul cibo, i prodotti del Paniere Gastronomico e un bookcrossing.

Siamo all’undicesima stagione di una manifestazione che attira visitatori, turisti e curiosi, per due chilometri e mezzo di estensione, con il suo nucleo tra piazza Carlo Felice, via Roma e piazza San Carlo. Dietro ci sono il Salone internazionale del libro, il sostegno di Comune e Regione e la partecipazione dei librai torinesi coordinati da Rocco Pinto, titolare della libreria Il Ponte sulla Dora in zona Vanchiglia.

In Piazza Carlo Felice tornano i librai dell’usato dell’associazione Il libro ritrovato, che ogni prima domenica del mese danno appuntamento a bibliofili, appassionati e ricercatori con libri e fumetti anche d’epoca. Negli altri portici spazio per librai di Torino e provincia e editori del Piemonte, organizzati in venti aree tematiche, dalla letteratura per ragazzi alla scienza, dalla psicologia al femminismo, dalla narrativa di genere allo sport, dai viaggi all’arte.

Sono oltre venti i librai e editori che partecipano all’evento per la prima volta, tra cui la libreria I sette pazzi, nata da meno di un anno in corso Rosselli e già famosa per i molti eventi di cultura rivolti ai giovani, tra graphic novel e saggi sulla cultura geek.

L’edizione 2017 è dedicata a Paolo Villaggio, autore best-seller con i libri di Fantozzi, nonché innovatore della lingua italiana: verrà ricordato sabato 8 alle 17 all’Oratorio di San Filippo in via Maria Vittoria 5 con Stefano Bartezzaghi, i due figli, letture dei suoi libri a cura di Giuseppe Culicchia e un intervento del regista Mario Sesti che ha dedicato un film intervista a Villaggio presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia.

Gli spazi per gli eventi saranno appunto l’Oratorio di San Filippo, lo Spazio Bambini in piazza San Carlo, il Gazebo Sambuy di piazza Carlo Felice nei giardini, con la collaborazione dell’associazione il Giardino Fiorito e lo Spazio Lux-Fiorfood di Galleria San Federico.

Tra gli autori presenti, la vincitrice del Premio Campiello 2017 Donatella di Pietrantonio, Ernesto Ferrero, Sergio Staino, Bruno Gambarotta, Erri De Luca, Massimo Nivelli, Enrico Pandiani. Gli editori ospiti sono Bollati Boringhieri, che festeggia i suoi sessant’anni, e Minibombo, prolifico nel settore dell’editoria per ragazzi, che ha visto i suoi libri tradotti in varie lingue tra cui il cinese.

Quest’anno Portici di carta lancia l’iniziativa Il libro in più. Condividi iil tuo consiglio di lettura, con cui si potranno donare libri alle Biblioteche civiche di Torino condividendo le proprie passioni con uno sticker personalizzato.

Tornano in piazza anche i giovanissimi di Nati per leggere, i ragazzi di Bookblog, il concorso Lingua madre e le Passeggiate letterarie, con proposte che vanno da quella sulle Pietre d’Inciampo, per ricordare le vittime della Shoah a quella sulla Bollati Boringhieri passando per la Torino Noir. Occorre prenotarsi a passeggiate@salonelibro.it

Gli orari di apertura sono sabato dalle 10 alle 24, domenica dalle 10 alle 20, il sito ufficiale con il programma dettagliato è porticidicarta.it

A Torino Giorni Selvaggi – a cura di Elena Romanello

7 settembre 2017

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La nuova stagione letteraria inizia sotto la Mole con Giorni selvaggi, progetto del Circolo dei Lettori e del Salone del libro, che porta a Torino alcuni dei nomi più celebri dell’ultima stagione letteraria, con tra gli altri tre Premi Pulitzer, un National Book Award, un maestro dell’Europa orientale, un inglese di culto.

Giorni selvaggi vuole essere un’importante occasione di crescita, con il coinvolgimento del Salone OFF 365, del Circolo dei lettori, dei gruppi di lettura delle Biblioteche civiche, delle scuole superiori, della Scuola Holden e i librai del Colti, il Consorzio delle librerie torinesi indipendenti.

Si apre con Richard Mason, nato a Johannesburg nel 1978, diventato un caso editoriale con Anime alla deriva uscito quando aveva solo 22 anni, giovedì 7 settembre alle 21, in dialogo con Francesco Pacifico a parlare de Il respiro della notte, sua ultima fatica.

Lunedì 11 settembre, ore 18 è la volta di Fernando Aramburu, con Michela Murgia di nuovo al Circolo dei lettori, autore di Patria (Guanda), salutato da alcuni come il Guerra e pace iberico, bestseller in Spagna con quasi 500 mila copie, incentrato sulle vicende legate all’Eta, il gruppo terroristico spagnolo.

Sempre l’11 alle 21 e di nuovo al Circolo dei lettori spazio a William Finnegan, vincitore del premio Pulitzer con Giorni selvaggi, libro che dà il titolo alla manifestazione e che l’ha rivelato come una delle voci più interessanti degli Stati Uniti di oggi. Finnegan dialogherà con Massimo Vincenzi, vice direttore La Stampa.

Il 12 settembre alle 18 e 30 spazio per Elizabeth Strout, reduce dal successo della sua raccolta di racconti Olive Kitteridge, diventata una serie tv prodotta dalla Hbo, che parlerà del suo nuovo libro Tutto è possibile con Elena Varvello.

Yu Hua è il quinto autore protagonista di Giorni Selvaggi: un’occasione per scoprire uno dei migliori scrittori contemporanei cinesi, feroce critico del capitalismo socialista in salsa orientali, che alla Biblioteca Civica Centrale mercoledì 13 settembre alle 18 presenterà Il settimo giorno.

Sabato 16 settembre alle 18 di nuovo al Circolo dei lettori interverrà il romeno Norman Manea, che ha conosciuto il regime stalinista del dopoguerra e la dittatura di Ceausescu e da trent’anni vive negli Stati Uniti. L’autore presenterà con lo scrittore Andrea Bajani e con il filosofo Edward Kanterian Corriere dell’Est, la sua biografia definitiva.

Dopo quasi un mese, un nuovo appuntamento alla Scuola Holden il 21 ottobre alle 21 con Colson Whitehead e La ferrovia sotterranea, libro amato da Oprah Winfrey e Barack Obama: con uno stile che ricorda quello cinematografico di Tarantino, Whitehead è vincitore sia del National Book Award che del Premio Pulitzer.

L’ultimo incontro previsto con data è quello con Geoff Dyer, uno dei più importanti scrittori inglesi, appassionato di letteratura, musica e fotografia, che parlerà del suo Sabbie bianche, un misto tra romanzo, raccolta i racconti e saggi, che sarà presentato al Circolo dei lettori martedì 21 novembre, ore 21.

La rassegna non finisce qui: nei prossimi mesi arriveranno anche Patrick McGrath, con il nuovo thriller La costumista che descrive una Londra del dopoguerra cupa e violenta e Andrew Sean Greer, autore bestseller con Storia di un matrimonio, con il suo nuovo libro Less, entrambi al Circolo dei lettori.

:: Liberi di Scrivere al Salone Internazionale del Libro di Torino 2017 – trentesima edizione

19 Maggio 2017
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L’immagine è disegnata da Gipi

Sarà un post in progress, aggiornerò pian piano con il contributo di tutti i collaboratori che ci racconteranno la loro esperienza.

Per una concomitanza felice di circostanze, ieri ho visitato la fiera, nella giornata inaugurale (la manifestazione si terrà dal 18 al 24 maggio). Ed è stato molto divertente, non ostante ci stia stata poco. Ma a suffcienza per farmi un’ idea delle cose. Tanta gente, tante scolaresche, tanti bambini e giovani, tante blogger (abbiamo fatto la fila per ricevere il pass in Sala Stampa).

Incremento della sicurezza. Quest’anno i controlli all’ingresso sono stati più capillari con metal detector e controllo visivo di cosa avevi in borsa, sacchi, zaini. L’allerta terrorismo insomma ha cambiato anche la fisionomia del Salone.

Comunque superate queste formalità si entra nel Salone vero e proprio. Tantissimi stand, circa 100 editori in più rispetto all’ anno socorso, secondo le stime. Una cosa che ho notato è l’assenza di panche per fare soste (penso sempre per motivi di sicurezza), tanto che quasi volevamo sederci nello stand delle crocerossine. Anche nei punti di ristoro, interni al Salone, si mangia in piedi, proprio per invitarti a consumare e allontanarti.

Alcuni volontari raccoglievano libri in ceste di ferro per i carcerati, mi è sembrata una bella iniziativa.

Passando gli stand che ho notato di più sono stati quelli de La nave di Teseo, Feltrinelli, Sellerio, Bollati Boringhieri (questo è il suo 60° anniversario). Da Newton Compton, la cui fila alla cassa era significativa (per lo meno quando sono passata io vendevano parecchio) ho comprato un libro e ritirato un gadget per blogger (utile oltre che carino). Già che c’ero ho preso qualche catalogo, ma bisognerebbe tornare. Non sono stata a nessun incontro specifico, più che altro ho vagato per i corridoi e gli stand.

Mancavano i grandi editori Mondadori, Rizzoli, gruppo Gems etc…, lo sapevo che non ci sarebbero stati, ma vederlo davvero fa piuttosto impressione. Riuscire a trovare l’uscita è stato avventuroso, sì c’erano alcuni cartelli, ma bisognava fare un percorso un po’ accidentato. (Se cercate l’uscita, trovate anche le toilette).

Per oggi è tutto, ci aggiorniamo alla prossima.

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Il mio bottino al Salone

Sabato 20 maggio, grazie a mio fratello che mi ha sostituito (a cui ho preso una maglietta carinissima e un libro di cucina africana, da uno dei ragazzi che vendono libri fuori dal Salone) sono potuta tornare anche sabato. Una folla incredibile, più gente certo di giovedì, ma è normale naturalmente. Non amo particolarmente la folla, la confusione, ma di certo è una buona cosa per il libro, la lettura e l’editoria, (più ancora che  la stucchevole diatriba Torino/Milano, che spero finisca presto).

Tanti bambini, concentrati negli stand dei libri per l’infanzia, tante file davanti alle sale dove si tenevano incontri (con molta gente fuori, in quelli già iniziati). Sono passata da Bompiani, ma anche qui la gente era tanta, era difficile fermarsi per leggere i risvolti dei libri bloccando la fila. C’è un Camus che comq mi pento di non aver preso. Sarà per la prossima volta. Non sono entrata da Feltrinelli, ma anche lì folla immensa. Da Exorma ho preso la maglietta (Ignoranza esci da questo corpo) che per miracolo va bene a mio fratello. Temevo la small fosse troppo piccola.

Avevo in programma di passare da alcuni amici (mi riprometto di tornare lunedì, sparando ci sia meno gente), poi ho finito per riuscire a passare solo da Il Galeone, che se vi capita cercatelo è un piccolo editore di Roma con pochi libri ma interessanti.

Come Cenerentola ho poi dovuto lasciare il ballo ancora sacramentando perché i nastrini a cui attaccare il pass erano finiti e cercando l’ uscita (ho di nuovo fatto un giro un po’ tortuoso) per puro caso e in maniera del tutto inaspettata ho incrociato il Direttore Nicola Lagioia, era esausto ho preferito lasciarlo in pace e ai suoi impegni, e così la mia giornata al Salone si può dire conclusa. Ci aggiorniamo, sperando che lunedì possa riuscire a fermarmi a qualche incontro.

Ah, stasera al Valentino e Borgo Medievale c’è la festa per Tolkien, da non perdere assolutamente, se siete a Torino.

Lunedì 22 maggio, e così siamo arrivati alla fine, di una bella esperienza, di quelle che racconteremo ancora fra molti anni (ehi, ti ricordi il Salone del 2017!).

La cosa strana è che c’era folla pure oggi. Tanta gente, per lo più ragazzi, con il loro sacchettino colmo di acqusiti librari. Bambini piuttosto ubbidienti in fila indiana con le loro sacche di tela con il logo della fiera. Volevo la maglietta (finirà che la collezionano) con il logo di Gipi, ma ho preferito acquistare un libro, un bel libro di Mabanckou.

All’ incontro a cui volevo partecipare sono arrivata tardi. Alcuni amici che volevo incontrare li ho persi per un soffio, altri erano già andati via ieri e non lo sapevo. Ho salutato la ragazza dello stand cinese, sembrava felice pure lei.

Mi hanno fermato in ordine Greenpeace, Medici senza Frontiere, e un ragazzo che vendeva (credo) un metodo per l’apprendimento veloce. (Se non vi ferma sappiate che c’è qualcosa che non va).

C’era lo stand Albin Michel, spero che l’anno prossimo ce ne siano di più di stand stranieri.

Sono andata via che c’era ancora confusione, volevo aspettare fino alle 20 ma non ho potuto. Che dire è stato bello, (segnalo però che l’ascensore all’inzio del ponte pedonale del Lingotto non funziona, e per chi soffre di vertigini è un po’ così). Un cartello scritto a mano dava l’appuntamento al Salone del 2018, chiudo questo post estendendo l’invito anche a tutti voi che mi leggete.

:: Il Salone Off a Torino, a cura di Elena Romanello

12 Maggio 2017

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In parallelo al Salone del libro a Torino dal 18 al 22 maggio, tutta la città subalpina si attiva con il Salone Off, che animerà le serate (al Lingotto quest’anno si chiude alle 20) e non solo, in posti come musei, biblioteche, case del quartiere, librerie, negozi, ma anche in sei ospedali e in quattro case circondariali del Piemonte, oltre che la mongolfiera Turin Eye al Balon, il Cimitero monumentale e il sommergibile Provana al Valentino, mescolando quindi luoghi aulici e della cultura a posti insoliti. Ci saranno anche dei privati che faranno eventi a casa propria, svelati poco prima del loro svolgimento.
In totale, sono previsti cinquecento eventi a Torino e in dieci Comuni dell’area metropolitana, tra reading, feste, incontri, performance, concerti e tanto altro, per rendere Torino sempre più una città del libro e della cultura, in una grande festa per coinvolgere tutti, in particolare nell’orario serale.
Gli eventi sono quasi tutti ad ingresso gratuito o comunque con varie convenzioni di riduzioni, per formare un vero e proprio Salone parallelo, come ha detto l’Assessora alla cultura del Comune di Torino Francesca Leon. In ogni caso, le tariffe a pagamento sono indicate chiaramente, così come gli eventi a ingresso gratuito.
Impossibile elencare tutto, tra gli altri eventi sono da segnalare domenica 14 dalle 14 al Cecchi Point di via Cecchi 17 Cerea, evento per scoprire fumettisti e illustratori piemontesi e torinesi, una realtà in crescita e che pubblica con editori italiani e stranieri, dalla Disney alla Marvel, da Bao a Bonelli.
Non mancherà la poesia con i versi di Kerouac, Ginsberg e tanti altri autori americani in vari locali della città oltre a Metro Poetry con letture nella metropolitana di Torino di vari autori, con anche poi Poetry Slam, il torneo di poeti, in finale il 22 da Luna’s Torta, bar libreria di via Belfiore, nel cuore di San Salvario.
Non manca la musica, con i concerti di Narrazioni Jazz, mentre tra gli eventi con gli autori spicca Daniel Pennac al Grattacielo Intesa Sanpaolo il 18 maggio alle 21, il reading di Furore di Steinbeck di Alessandro Baricco e l’omaggio a Murakami venerdì 19 maggio alle 20 e 45 alla Cascina Roccafranca con Igor Tuveri, in arte Igort, Fabio Geda ed Antonietta Pastore, sua traduttrice in italiano, atto finale di Leggermente.
Per gli amanti del fantasy, da non perdere la festa su Tolkien di sabato 20 al Borgo medievale a partire dalle 19, con incontri e concerti in tema, e l’evento fantasy di domenica 21 al Mufant. Ma c’è davvero tanto e per tutti i gusti, sparso per Torino e dintorni.
Il programma completo è nel sito http://www.salonelibro.it, con possibilità di poter selezionare e cercare solo gli eventi del Salone Off, anche per luogo, costo e zona.

:: Presentato il Salone del Libro 2017, a cura di Elena Romanello

28 aprile 2017

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Dal 18 al 22 maggio torna al Lingotto, dopo varie traversie ma anche molte conferme, il Salone del libro, giunto alla trentesima edizione, con come tema portante Oltre il confine. Tante le conferme e le novità, cosa non male per chi dava la manifestazione per spacciata meno di un anno fa.
In fiera ci saranno 424 stand, tra cui 390 case editrici con stand propri e 360 editori italiani e stranieri ospitati in spazi condivisi, a cui si aggiungono di ritorno dopo alcuni anni dieci tra case discografiche ed editori musicali, i dodici spazi regionali con la Toscana come regione ospite, e i tre stand internazionali di Cina, Romania e Marocco, oltre allo spazio sugli Stati Uniti, il Paese ospite.
Agli Stati Uniti è dedicata appunto la sezione Another side of America, per raccontare contraddizioni di un continente, con spazio per le librerie indipendenti e le voci di Richard Ford, Jonathan Lehem, Alan Friedman, Brian Turner, Bruce Sterling, Emily Witt, dell’autrice canadese Miriam Toews che dialogherà con Daria Bignardi e del prete messicano Alejandro Soladinde che parlerà della sua lotta contro i narcos con Lucia Capuzzi, Moni Ovadia e padre Alex Zanotelli. A questo va aggiunto un tributo al genere hard boiled e l’omaggio a Stephen King per il suo settantesimo anniversario.
Non mancheranno gli autori e autrici di culto, molto habitué del Salone da anni, come Daniel Pennac, Luis Sepulveda, Roberto Saviano, Annie Ernaux, Amitav Ghosh, Alicia Giménez Bartlett, Corrado Augias, Fabio Geda, Luciano Canfora, Paolo Giordano, Luciana Litizzetto, Dacia Maraini, Concita di Gregorio, Furio Colombo, Alessandro Baricco.
Spazio inoltre alle donne con il percorso di incontri Solo noi stesse, con ospiti quali la drammaturga Yasmine Reza, Lidia Ravera, Lella Costa, Elena Loewenthal, Farian Sabahi, Loredana Lipperini, Valeria Parrella, Monica Guerritore.
Sia al Salone che fuori città nell’ambito del Salone off, si terrà la rassegna Festa mobile, con letture di professionisti della cultura famosi dei loro libri preferiti, come Marcello Fois che leggerà Cuore di De Amicis, Bruno Gambarotta con Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, Eugenio Allegri con Il nome della rosa di Eco, e altri ancora, tra cui Alessandro Barbero, Alessandro Bergonzoni, Eraldo Affinati, Enzo Bianchi, coinvolgendo vari luoghi della cultura e non solo in giro per Torino.
Spazio anche alle commemorazioni e ai ricordi di persone e fatti speciali, come i trent’anni dalla morte di Primo Levi, i quaranta da quella di Roberto Rossellini, i cinquanta di Totò ma anche il centoventinquesimo compleanno di Tolkien, i cinquecento anni della Riforma luterana e il centenario dalla Rivoluzione d’Ottobre.
Non mancherà un tributo alle zone terremotate, con spazio a scrittori e editori di quei territori, e incontri in tema tra gli altri con Mario Tozzi, Vittorio Sgarbi, Melania Mazzucco.
Cibo e libri saranno al centro dello spazio Gastronomica, in collaborazione con Slow Food, con workshop, libreria internazionale, editori e la partecipazione di nomi come quelli di Oscar Farinetti, Philippe Daverio, Carlo Petrini.
E poi ancora il match tra Arte e letteratura, tra scritto e disegnato, dalla pittura al fumetto, con contributi di Alessandro Bergonzoni, Milo Manara, Zerocalcare, Leo Ortolani, Daniel Cuello, Igort, un focus su Hugo Pratt e uno sui trent’anni di Dylan Dog.
La già citata sezione sulla musica, a cui si affiancherà in giro per la città il festival Narrazioni Jazz, vedrà la presenza di molti musicisti di ieri e di oggi, come Levante, Fabio Concato, Pino Strabioli, i Dik Dik, Don Backy e un tributo a Gianmaria Testa.
Il Salone del libro di Torino è gemellato inoltre con settantun festival culturali di tutta Italia, che avranno il loro spazio per incontri e confronti: tra le realtà presenti, il Festival del Mondo antico di Rimini, il Festival della Comunicazione di Camogli, I Boreali di Milano, La Grande Invasione di Ivrea, Pordenonelegge, Scrittorincittà di Cuneo, Urbino e le città del libro, Women’s Fiction Festival di Matera, Cagliari Festivalscienza, Garfagnana in giallo, Luccautori, Tuttestorie di Cagliari.
Al Salone del libro saranno protagoniste anche le Biblioteche, con una piazza dei lettori aperta a tutti, e ci sarà il mercato dei diritti, con 370 operatori all’International Book Forum, e la nuova sezione Book to screen, per gli adattamenti sullo schermo, che occuperà in particolare il Museo Carpano di Eataly. Partecipano tra gli altri professionisti da Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Canada, Egitto, Giappone, Stati Uniti, con realtà produttive come Cattleya, Lucky Red, Fox, Mediaset, Rai Fiction, Studio Canal, HBO, Netflix.
Non manca il Bookstock Village, con libreria e fumetteria e spazio per parlare di libri con i giovani e giovanissimi, con ospiti, workshop e tanto altro, dove ci saranno il disegnatore Disney Federico Taddia, Syusy Blady, Patrizio Roversi, Piergiorgio Odifreddi, ma anche il progetto Nati per leggere, per i più piccoli, e Adotta uno scrittore, che ha coinvolto scuole superiori, un ospedale e quattro case circondariali.
Il programma completo e dettagliato, e del Salone del libro e di quello Off, è disponibile nel sito www.salonelibro.it

:: Tempo di Libri 2017, qualche riflessione

24 aprile 2017

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Si è chiusa ieri, domenica 23 aprile, la prima edizione della fiera del libro di Milano, Tempo di Libri. Che dire? Ho seguito la manifestazione da Torino, vedendo foto, leggendo commenti di chi partecipava, traendo alcune conclusioni che non si discostano molto da cosa ho pensato a caldo nei giorni della nascita di questa fiera e del suo “divorzio” da Torino. Continuo a pensare che fare due fiere di tale importanza così ravvicinate nel tempo sia uno spreco di fondi ed energie,  ma queste sono le scelte fatte finora con cui bisogna conviverci. La scelta infelice dei giorni, a ridosso del week end di Pasqua e del 25 aprile,  che ha portato pochissimi visitatori mercoledì, giovedì, e venerdì (con un significativo incremento nel weekend, tanto da raggiungere in totale poco meno di 70,000 visitatori) forse non ci permette di analizzare approfonditamente la portata di questa iniziativa, ma ci dà l’idea abbastanza precisa che nessuno può agire da solo, ma bisogna interagire, giungere a compromessi, rinunciare a qualche campanilismo, (chiamiamolo egoismo in più) per il bene di un settore piuttosto affaticato, che è un errore considerare dal mero punto di vista economico. L’editoria, i libri, la cultura, sono uno spazio in cui si spendono tanti entusiasmi, tanta energia creativa, tanta voglia di fare, e vedere tanti giovani partecipare a Tempo di Libri, mi ha dato il senso di quanto ci sia ancora da fare, e quanto ancora si abbia voglia di farlo. Gli spazi alla fiera di Rho erano immensi, luminosi, mi piacerebbe sapere il numero di libri che materialmente erano esposti, tutto era nuovo, pulito, funzionale. La cura di chi ha organizzato il tutto era evidente. Da torinese certo ho vissuto la nascita di questa fiera non a cuor leggero, ma l’assenza di visitatori dei primi giorni non mi ha granchè fatto giubilare, la riproposizione di schemi collaudati mi ha anche un po’ deluso, (pensavo più a una italiana fiera di Francoforte, che a una riedizione milanese del Salone di Torino), ma c’era poco tempo, poca esperienza, insomma solo una sinergia vera tra Torino Milano potrebbe davvero fare la differenza e competere con realtà come la fiera del libro di Londra, Parigi, Francoforte appunto. Il punto forte di Torino è il suo essere internazionale, è la sua storia, i suoi monumenti, i suoi caffé ottocenteschi, il suo clima culturale vivace e multietnico. Adesso a maggio ci sarà il nuovo Salone, si festeggerà il 30° anno, spero senza polemiche e senza boicottaggi, anzi sono quasi sicura che non ce ne saranno, sarà una festa del libro e dei lettori, e il prossimo anno si vedrà. Augurandoci sempre che il buon senso prevalga.

:: Qualche riflessione sui due “Saloni”

29 luglio 2016

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Ha senso organizzare due Saloni del libro in concomitanza, negli stessi giorni? Lascio a voi lettori la risposta pur considerando che noi guardiamo il problema da fuori, senza conoscere i dettagli, a quanto pare neanche tanto resi chiari ai dieci editori indipendenti che per protestare sui “metodi”, si sono dimessi dall’ AIE. L’impressione, sempre esterna, è che invece di unirsi e sodalizzare l’editoria italiana sia frammentata da due forze contrapposte: i grandi contro i piccoli. Dinamiche simili le viviamo anche nel mondo dei blogger, anche se in proporzione circolano molto meno soldi. Uno spreco di tempo, di forze, di ingegni, in un’ Italia che legge sempre meno e sicuramente è assillata da problemi ben più bravi che toccano la sussistenza stessa delle persone. L’editoria muove tuttavia ancora milioni di Euro, forse concentrati in alcuni poli imprenditoriali, la Mondadori su tutti, e questa guerra di “Saloni” rientra senz’altro in queste dinamiche di gestione. Ha dunque senso spostare a Milano la Fiera del libro più importante d’Italia, da trent’anni? La ricaduta economica su Torino è significativa in termini di investimenti, turismo, pubblicità, circa 50 milioni di euro lo scorso anno. Il Salone del Libro è per Torino insomma una delle ancora poche attività che rendono, non ostante gli scandali, la mala amministrazione, la poca limpida gestione del Salone, (ma ricordo che neanche l’Expo di Milano ha brillato per correttezza) quindi non è detto che una manifestazione simile sia per forza gestita meglio tolta ai torinesi. Che appunto è piuttosto ingenuo pensare che stiano con le mani in mano, o addirittura rinuncino alla loro in favore di Milano, che ricordiamo ha già Bookcity e Bookpride e altre fiere minori legate ai libri d’antiquariato. Ma Milano vuole il primato, vuole essere la città dell’Editoria, e giusto il Salone le mancava. Sono anni che ci prova a ottenerlo, non è una questione di questi giorni. Invece di gemellarsi, Torino e Milano si fanno la guerra e questo non giova a nessuno, tanto meno agli editori coinvolti. Soprattutto perché non si capiscono le peculiarità delle due città. Milano hai i capitali, ma Torino ha la tradizione, il lavoro nel sociale, l’attenzione per la cultura d’impegno. Se la parte sana del Salone funzionava era anche per queste peculiarità che non si comprano con i soldi. Ben venga dunque una Fiera del libro di Milano, sul modello della Fiera del libro di Francoforte, più simile a un mercato che a un Festival, e bene venga il Salone del Libro di Torino, una festa per i lettori. In date diverse, in mesi diversi. I milanesi facciano quello che sanno fare meglio, i torinesi lo stesso. Per il bene dell’editoria tutta, insomma. E non diano questo brutto spettacolo di sé a chi è fuori. Non giova a nessuno.

:: Milano avrà la sua Fiera del libro

27 luglio 2016

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Dopo Bookcity e Bookpride si terrà a Milano anche la Fiera del Libro di Milano. Così ha deciso dopo una sofferta votazione (17 voti favorevoli, 7 contrari e  8 astenuti) l’AIE, Associazione Italiana Editori. Tra gli editori che hanno votato contro: Feltrinelli, Marcos y Marcos, Gallucci, Polillo, Manni e due editori scolastici, uno dei quali è Principato. Nei giorni scorsi una serie di piccoli e medi editori si erano già pronunciati negativamente al trasferimento a Milano tra cui E/O, Sellerio, Iperborea, Fazi, Nottetempo, SUR e miminumfax – preoccupati che gli interessi dei grandi editori avrebbero schiacciato l’editoria indipendente. Comunque il Salone del Libro di Torino a maggio si terrà, festeggerà il suo trentesimo anno, ma ciò non toglie che un evento similare nello stesso mese, a pochi km di distanza, specie se si porrà uno spiacevole diktat agli editori (o Milano o Torino) costituirà un notevole danno per la città all’ombra della Mole. Sembrano non essere queste le intenzioni dell’ AIE, che sembra decisa a dare alla Fiera un taglio più internazionale, e per addetti ai lavori, sul modello della Fiera del Libro di Francoforte. Riusciranno nella scommessa? E’ presto per dirlo. Quello che è certo il titolo se vogliamo di città del libro e dell’editoria sono anni che le due città se lo contendono. Se Milano è la sede di alcune delle maggiori realtà editoriali, pensiamo solo a Mondadori, Torino per lo meno ha sempre difeso il ruolo onorario di città del libro e della cultura. E il Salone del libro era il centro di questo sforzo condiviso di competere con meno mezzi ma con più creatività e fantasia, lasciando anche largo spazio ai piccoli e medi editori. Nonostante a caldo la notizia possa scaldare gli animi, a mente lucida si può giungere alla conclusione che i due avvenimenti saranno diversi e quindi si spera almeno posti in mesi diversi, lasciando il tempo a chi vi interverrà di organizzarsi e partecipare a entrambi. Nei prossimi giorni si vedrà se l’interesse per il bene comune prevarrà su gli interessi di parte. Basta solo che il Salone del Libro di Torino non diventi il Salone degli editori a pagamento. L’unico modo davvero perchè una trentennale esperienza, più positiva che negativa, finisca.

:: Al via il Festival ‘Il Libro possibile’ di Polignano a Mare, a cura di Elena Romanello

10 luglio 2015

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Dall’8 al 13 luglio torna a Polignano a Mare, in Puglia, il festival letterario Il libro possibile, giunto alla tredicesima edizione.
Ogni sera, alle 20 e 30 sono previsti incontri a ingresso gratuito con varie personalità letterarie, nell’ottica di mettere il libro in piazza: quest’anno si prevedono 100mila visitatori, italiani e stranieri, con 350 ospiti e 150 interventi, per coinvolgere un borgo a strapiombo sul Mediterraneo, in piena estate, con un modo per completare la propria vacanza partendo dai libri e proponendo incontri, conferenze, reading, spettacoli, lection magistralis, tavole rotonde sugli argomenti più disparati.
In questa nuova edizione sono previste alcune novità, come la presenza di carri del Carnevale di Putignano che celebrano il mondo dei libri, lo spazio Libri verdi dedicato ai bambini con laboratori creativi, interventi e un reading con Geronimo e Tea Stilton
Tra gli ospiti ci sono Luca Bianchini, Pietrangelo Buttafuoco, don Luigi Ciotti, Carlo Freccero, Nino Frassica, Gabriella Genisi, Michela Marzano, Paolo Mieli, Ferzan Ozpetek, Federico Rampini, Lidia Tavera, Katia Ricciarelli, Farian Sabahi, Vittorio Sgarbi, Luca Telese, Marco Travaglio, Roberto Vecchioni. Tra gli eventi da segnalare l’11 la presenza del segretario della CGIL Susanna Camusso e il reading su Pasolini di Nichi Vendola.
Per il programma completo visitare il sito www.libropossibile.com