Archive for the ‘Consigli di lettura’ Category

:: Luci dall’Olanda: “De wraak van Vondel” di Frank van Pamelen

14 giugno 2025

Una giovane lettrice dai Paesi Bassi, Marta Sampers, ci consiglia la lettura di un adrenalinico thriller letterario pubblicato nel suo paese nel 2015 dal titolo “De wraak van Vondel” ovvero “La vendetta di Vondel” di Frank van Pamelen, titolo che da noi in Italia non è mai arrivato, ma per originalità lo vedrei bene tra i thriller esoterici della Newton Compton. Il romanzo è il primo capitolo della serie Olivier Huizinga, per ora composta da tre romanzi, questo, il secondo De Vliegende Hollander e il terzo Het derde boek.

Siamo ad Amsterdam, il 29 aprile 2013. Diciotto ore all’abdicazione. Nella Chiesa Vecchia viene trovato un cadavere su un epitaffio di Vondel. La polizia sostiene che sia suicidio, ma la giornalista Maaike van Reede non ci crede. Inizia a indagare e prima di rendersene conto si ritrova in un labirinto di versi poetici e riferimenti criptici. Il professor Olivier Huizinga la aiuta nella sua ricerca.

Il romanzo è dunque la storia della vendetta di Vondel, (Colonia, 17 novembre 1587 – Amsterdam, 5 febbraio 1679) il più grande poeta della storia olandese. Membro di una delle misteriose camere della retorica del XVII secolo. Insieme ad altri scrittori, poeti e artisti, lasciò il segno ad Amsterdam. Vondel e i suoi seguaci ebbero una missione nascosta. Un segreto conservato nel passato. Anzi quattro missioni. Quattro percorsi rivelatori. Quattro settori di Amsterdam. Vondel si convertì alla fede cattolica. Nell’Amsterdam del XVII secolo, era praticamente un peccato mortale. L’Alteratie del 1578, (l’Alteratie è il nome dato al cambio di potere che si verificò ad Amsterdam il 26 maggio 1578, quando il governo cattolico della città venne deposto in favore di quello protestante) aveva alterato i rapporti religiosi a tal punto che i calvinisti erano al potere. Ai cattolici era permesso riunirsi solo in segreto. Anche i retori, molti dei quali provenienti dal Brabante cattolico, venivano sempre più relegati in vecchie soffitte e buie cantine. Divulgare l’arte, renderla accessibile al popolo, uno dei principi della Nederduytse Academie, non era compito delle autorità. Il fatto che Amsterdam in seguito abbia acquisito un famoso parco pubblico, intitolato a Vondel, circondato da strade frequentate da retori, che delimita il cuore artistico dei Paesi Bassi e il cui Rijksmuseum è stato progettato da un architetto cattolico, dimostra che questo settore rappresenta la vendetta di Vondel.

Grazie a Marta possiamo sapere qualcosa in più del libro: è composto di 355 pagine e diviso in tre parti con prologo ed epilogo. Sulla trama un piccolo approfondimento. Maaike van Reede è una giovane giornalista dell’NRC Next e ha in programma un’intervista con il poeta Jan Rosveld. Poco prima dell’intervista, però, viene trovato morto nella Oude Kerk. Stranamente il poeta ha con sé i primi due versi di una poesia su un pezzo di carta e un tatuaggio con la scritta WLI. Maaike pensa che sia stato assassinato e, insieme al suo collega Thijs, va alla ricerca del resto della poesia ad Amsterdam. Con l’aiuto del professor Olivier Huizinga continuano la ricerca dei versi e saranno tante le scoperte che faranno anche riguardante la stessa Maaike, e soprattutto su un grande pericolo che incombe sullo stesso principe ereditario.

Non diremo altro della trama per evitare spoiler, ma la particolarità della storia è quella di raccontare una pagina della storia olandese sconosciuta ai più.

Frank van Pamelen (1965) è uno scrittore, poeta e cabarettista. Realizza spettacoli teatrali, presenta programmi radiofonici e ha un podcast settimanale e una rubrica radiofonica sulla lingua.

:: Le meravigliose avventure della coraggiosa Yuan Jing di Shanmei – In prenotazione!

6 giugno 2025

In uscita il 30 giugno 2025

Clicca per prentare la tua copia…

:: Noi vivi: L’ultima indagine del Generale Luigi Bianchi di Shanmei – in prenotazione

13 gennaio 2025

II Guerra Mondiale, il Generale Luigi Bianchi ormai in pensione si è ritirato a vivere nella sua nativa città del Piemonte con sua moglie, sua figlia e i sui nipoti, mentre il genero è prigioniero di guerra in India, e febbrili si fanno le trattative con l’aiuto della Croce Rossa Italiana per portarlo a casa. La domanda di essere inviato al fronte gli è stata respinta per sopraggiunti limiti di età, ma non per questo sta con le mani in mano. Occupandosi di incarichi civili dirige l’accoglienza degli sfollati provenienti da Torino dove i bombardamenti degli Alleati sugli stabilimenti FIAT si fanno frequenti. C’è da proteggere anche una famiglia di ebrei, nascosti in una fattoria nelle campagne circostanti, e un delitto insanguina l’autunno del 1944: un soldato tedesco è stato ucciso in circostanze misteriose, e il vecchio Generale ha 48 ore di tempo per trovare il colpevole, se no venti prigionieri delle carceri locali saranno passati per le armi come rappresaglia.

In prenotazione: qui.

Data prevista di pubblicazione 15 Agosto.

:: I libri del topolino di Monique Felix tornano finalmente in Italia!

31 ottobre 2024

Escono domani, 1 novembre, due deliziosi albi per bambini, in attesa di sfogliarli vi presento il comunicato stampa e qualche immagine.

Tornano in Italia dopo decenni di assenza i deliziosi albi senza parole di Monique Felix, le avventure di un topolino sgranocchiatore di pagine!

Una serie da tre milioni di copie vendute nel mondo, già tradotta in 17 lingue: sono I libri del topolino di Monique Felix, che Camelozampa, nella ricerca dei “classici contemporanei” per bambini, riporta finalmente anche ai piccoli lettori italiani, a cominciare dai primi due titoli, La merenda e Il vento.

Le storie del topolino mangia-pagine danno voce al potere infinito dell’immaginazione. Sono albi senza parole da leggere insieme, in dialogo, per meravigliarsi dei mondi incredibili che possono nascondersi tra le pagine di un libro.

La merenda

C’è un topolino intrappolato dentro un libro, tra le pagine bianche. Dopo un momento iniziale di panico, gli viene un’idea: forse, rosicchiando le pagine del libro, potrà scoprire il mondo che c’è oltre! La sua perseveranza e i suoi dentini lo portano a una bellissima campagna, dove potrà trovare delle spighe con cui fare merenda… Ma come ci arriverà? La risposta è ancora tra le pagine del libro!

Un silent book sorprendente e ironico, che celebra la fantasia e invita a immergersi nelle infinite avventure che un libro può offrire. Premiato, alla sua uscita, con la Mela d’oro alla Biennale di Illustrazione di Bratislava, è un classico che torna in Italia dopo decenni di assenza, in una nuova raffinata edizione. Rispetto al titolo della sua prima uscita, C’era una volta un topo chiuso in un libro, Camelozampa d’accordo con l’autrice lo ripropone con un titolo che gioca scherzosamente con il finale della storia.

Il vento

Il nostro topolino è ancora dentro alle pagine bianche di un libro, ma ormai conosce il segreto: basta rosicchiare e… qualcosa succederà di sicuro! Non si aspettava, però, il vento furioso che trova una volta staccata la pagina, e che rischia di travolgerlo! Tra aquile, elicotteri e aeroplani, troverà anche lui il suo mezzo di trasporto per planare in tranquillità.

Vincitore del Premio Critici in erba alla Bologna Children’s Book Fair, anche questo è un piccolo e prezioso classico, un’esplorazione dell’inesauribile capacità di sognare e di evadere che un libro ci può regalare.

Monique Felix, nata nel 1950 a Morges, in Svizzera, vive a Pully (Losanna). Ha studiato Graphic design all’Ecole cantonale d’Art appliqué di Losanna, poi ha lavorato nella pubblicità, nell’animazione, nel fashion design e nell’interior design. Con questo suo primo albo, uscito nel 1981 come C’era una volta un topo chiuso in un libro…, ottiene numerosi riconoscimenti, tra cui il premio della Biennale di Bratislava. Da allora, il suo topolino dispettoso ha vissuto otto nuove avventure, sbarcando in 17 Paesi e vincendo svariati premi. A oggi Monique Felix ha illustrato una cinquantina di album, pubblicati principalmente da The Creative Company e tradotti in tutto il mondo. Tra i premi che ha ottenuto la Mela d’oro alla Biennale d’Illustrazione di Bratislava, il Premio Grafico alla Bologna Children’s Book Fair e il Premio Octogone a Parigi.

:: Profili d’autore: Pierre Lemaitre

11 ottobre 2024

Forse uno dei più interessanti, e amati dai lettori, scrittori d’oltralpe, Pierre Lemaitre si inserisce nella corrente degli autori di polar di qualità capaci di dare anche un’occhiata alla società francese contemporanea sia da un punto di vista sociologico che introspettivo. Nato a Parigi nel 1951, Pierre Lemaitre è un autore fortunato, vincitore di diversi premi e tradotto all’estero. Uno dei pochi scrittori francesi che viva della sua scrittura. Faccio qualche titolo la trilogia letteraria dedicata al periodo tra le due guerre Ci rivediamo lassù (Au revoir là-haut, 2013), I colori dell’incendio (Couleurs de l’incendie, 2018), Lo specchio delle nostre miserie (Miroir de nos peines, 2020) e la serie polar dedicata al commissario Camille Verhœven, ma forse è L’abito da sposo (Robe de marié, 2009) il libro per cui è più conosciuto in Italia. Se non li avete letti recuperateli, meritano sicuramente. Per capirci nel 2013 vinse il Goncourt proprio per Ci rivediamo lassù, e fu il primo autore di romanzi polar a ottenere il prestigioso riconoscimento. Lemaitre conosce alla perfezione i meccanismi del poliziesco e li applica con una certa disinvoltura ispirandosi forse anche a molta letteratura statunitense di thriller e di noir, ma alla francese, con come sfondo la società francese, molto diversa da quella statunitense, che indaga anche nelle sue pieghe più sinistre. E poi non scrive solo polar, anzi Il Serpente Maiscolo ha annunciato è il suo ultimo polar, ma anche romanzi picareschi e saggistica, oltre a scrivere sceneggiature per il cinema. Insomma se non lo conoscete ancora ognuno dei suoi libri è un ottimo consiglio di lettura.

:: Nonnamatta e la caccia ai mostri di Moni Nilsson, Illustrazioni di: Anna Fiske (Gallucci Editore 2024)

5 ottobre 2024

Tra spedizioni notturne, trappole per mostri e portali segreti nella foresta, una nonna eccentrica e piena di risorse accompagna il suo nipotino in un’avventura scaccia paure.

Da quando a scuola ha sentito parlare di mostri, Frasse ha gli incubi e non riesce a dormire se non ha vicino il papà. È un bel problema: dovrà rinunciare al pigiama party a casa di Pollicione? Per fortuna è giovedì e a prenderlo a scuola verrà la sua formidabile nonna, che tutti chiamano Nonnamatta perché un nipotino che non riusciva a pronunciare il suo nome, Marta, lo ha storpiato così. Nonnamatta non è come gli altri della sua età: lei non parla di acciacchi, non ha paura di niente, è una fonte inesauribile di avventure spericolate e in più sa tutto di magia. Quando scopre della paura di Frasse, le viene subito un’idea: nonna e nipote preparano lo zaino e partono in treno per una spedizione nel bosco mostruoso. Per vedere se i mostri esistono davvero e nel caso affrontarli una volta per tutte. Frasse è spaventato a morte, ma anche emozionato: e se riuscissero a catturare un vero mostro? Comincia così un’impresa piena di sorprese più esilaranti che spaventose, fra veglie notturne, trappole per mostri, portali segreti, incontri inattesi – e la scoperta che niente, in fondo, è come sembra. Età consigliata: a partire da 6 anni.

Moni Nilsson è una delle più apprezzate autrici per l’infanzia svedesi, premiata con la Targa Nils Holgersson e membro dell’Accademia svedese dei libri per bambini. Si è affermata a livello internazionale con la serie dedicata a Tsatsiki.

Laura Cangemi Laureata in Lingue e Letterature Moderne all’Università Statale di Milano, dal 1987 svolge l’attività di traduttrice dallo svedese e dall’inglese. Tra gli autori svedesi che ha tradotto si annoverano Ulf Stark, Maria Gripe, Annika Thor, Åsa Lind, Henning Mankell, Per Olov Enquist, Mikael Niemi, Peter Englund, Katarina Mazetti, Ingmar Bergman, Klas Östergren. Collabora con le più importanti case editrici italiane e ha al suo attivo oltre duecento titoli. Nel 1999 ha ricevuto il Premio San Gerolamo per la traduzione (sezione letteratura per l’infanzia) e nel 2013 il Premio per la traduzione della Fondazione Natur & Kultur, assegnato dall’Accademia di Svezia. È inoltre interprete di conferenza grazie a un corso frequentato al Parlamento Europeo e coordinatrice dei servizi di interpretariato e traduzione del Festivaletteratura di Mantova, con cui collabora fin dalla prima edizione. Dal 2013 al 2016 ha coordinato e condotto un seminario di formazione per traduttori di letteratura svedese per ragazzi finanziato dallo Swedish Arts Council.

:: Segnalazione: L’insaziabile di A.K. Blakemore

30 settembre 2024

Esce domani, 1 ottobre, per Fazi Editore, L’insaziabile di A.K. Blakemore, il romanzo più atteso della stagione, sarà all’altezza delle aspettative? Lo sapremo presto.

Sul giovane Tarare se ne dicono tante. Pare che abbia divorato ogni sorta di creatura: oggetti, animali, perfino una bambina. Ma lasciamo a lui l’onere di raccontare la sua storia. Nato nelle campagne francesi a fine Settecento, figlio bastardo di una giovane nubile, rimane orfano di padre il giorno stesso in cui nasce; per mantenerlo, la madre comincia a prostituirsi e presto gli dà una sorellina. Cresce nella miseria più crudele, Tarare, finché, quando è ormai un ragazzo, il contrabbandiere che vive con la madre non lo costringe a fuggire. È proprio in questo momento che in lui accade qualcosa di strano: un appetito insaziabile, sconfinato, mostruoso inizia a perseguitarlo. Non lo abbandonerà mai. Solo al mondo, privo di qualsiasi scopo, costantemente attanagliato dalla fame, Tarare intraprenderà una lunga, disperata peregrinazione attraverso la Francia, che lo vedrà unirsi a una combriccola di ladri nelle vesti di fenomeno da baraccone grazie alle sue abbuffate, e poi giungere a Parigi, dove si aggregherà alle truppe rivoluzionarie nella speranza di essere nutrito. A guidarlo in questo incredibile viaggio, soltanto una vana, segreta speranza: quella di ricongiungersi prima o poi con l’amata madre.
Traendo spunto dalla storia di un personaggio realmente esistito, A.K. Blakemore, stella emergente della letteratura inglese che ha già ammaliato i lettori con Le streghe di Manningtree, dimostra ancora una volta un’abilità straordinaria nel riportare in vita il passato. L’insaziabile è un romanzo vivido e perturbante, caratterizzato da un’eleganza stilistica e narrativa senza pari e unanimemente riconosciuto in patria come uno dei migliori libri dell’anno. Traduzione di Velia Februari.

A.K. Blakemore È autrice di due raccolte di poesie: Humbert Summer (Eyewear, 2015) e Fondue (Offord Road Books, 2018), a cui è stato assegnato il Ledbury Forte Poetry Prize 2019. Ha anche tradotto l’opera della poetessa sichuanese Yu Yoyo (My Tenantless Body, 2019). I suoi scritti sono apparsi su numerose riviste letterarie, tra cui «London Review of Books», «Poetry», «The Poetry Review» e «The White Review». Le streghe di Manningtree, pubblicato da Fazi Editore nel 2023, è il suo primo romanzo, vincitore del Desmond Elliott Prize per il miglior esordio del Regno Unito e finalista, tra gli altri, al Costa Book Award for First Novel e all’RSL Ondaatje Prize. L’insaziabile, il suo secondo romanzo, è stato finalista al Dylan Thomas Prize.

:: Pallottole su Shanghai di Shanmei

18 settembre 2024

Shanghai, primi anni ’20. Lo champagne scorre a fiumi, le fumerie d’oppio fanno affari d’oro, il gioco d’azzardo rovina grandi eredi di fortune e il jazz impazza. Un giorno arriva a Shanghai Jack Burton, un uomo d’affari americano, in realtà imprendibile ladro di gioielli internazionale, sulle tracce nientemeno che del tesoro dei Romanov, trafugato avventurosamente a Shanghai da un corrotto signore della guerra cinese, vecchio dignitario del decaduto impero Qing. Il signore della guerra muore in un attentato e si perdono le tracce del tesoro che attira oltre Burton, emissari del governo sovietico, avventurieri internazionali e la temibile Banda Verde, la Triade più potente di Shanghai, tutti pronti a tutto per recuperare l’inestimabile bottino. Sulle tracce di Burton un ispettore di polizia cinese incaricato di arrestarlo. A dividerli l’amore per Vera, un’affascinante contessa russa decaduta, che si adatta per sopravvivere a umili lavori nella speranza di ottenere un visto che consenta a lei e suo padre di tornare in Europa. Tra sparatorie, inseguimenti e divertenti battibecchi la storia si snoda per le vie di Shanghai fino all’imprevedibile finale…

In uscita il 26 settembre…

:: Hong Ying: una scrittrice dalle rive dello Yangtze

15 settembre 2024

Hong Ying è cresciuta sulle rive dello Yangtze. Attualmente vive tra Londra e Pechino. Narratrice, poetessa e autrice di una fortunata autobiografia, La figlia del fiume.

I ricordi della seta

È l’alba e il battello fende le placide acque dello Yangtze. La rugiada riflette in milioni di gocce la luce di un pallido sole. Mentre le anatre selvatiche si alzano in volo, Hong Ying lascia la sponda del fiume e comincia a correre. Questo è l’ultimo tratto del viaggio che l’ha riportata nella natia Chongqing, il più doloroso. Perché sta correndo verso il capezzale della madre.
Una madre adorata, ma allo stesso tempo fredda e distante. Forse troppo impaurita dal fare anche solo una carezza alla figlia di un amore proibito. Un amore che ha sfidato tutte le convenzioni imposte dalla Rivoluzione Culturale cinese, ma a cui ha dovuto rinunciare per la famiglia. Hong Ying non riesce ad arrivare in tempo, gli occhi della madre si sono chiusi per sempre. Ma accarezzando il suo qipao di seta, ancora pervaso del suo delicato profumo, sente i ricordi dell’amore e delle ombre che si sono accumulati nel suo cuore. Ombre che riguardano i segreti della sua famiglia, ma che l’amore può trasformare in lucenti perle che risplendono nel futuro.
Questa è la storia di una figlia illegittima, del suo amore disperato per la madre, di legami contraddittori e inscindibili. È una grande epopea contemporanea, animata dalle innumerevoli voci di personaggi profondamente umani. Perché l’amore e la radice ultima della pace interiore si trovano nell’umano perdono.
Hong Ying, una delle più grandi scrittrici cinesi, si è fatta conoscere al mondo occidentale dopo aver vinto molti premi ed essere diventata una delle stelle più brillanti nel firmamento della grande letteratura contemporanea. Dopo Figlia del fiume, ritorna a Chongqing, alle sue radici, alla sua storia. Quella di una donna ribelle eppure fragile come un piccolo fiore color porpora.

La donna vestita di rugiada

Shanghai, 1941. I giornalisti si affollano ai piedi della grande scalinata di marmo del Park Hotel, l’albergo più lussuoso della città. Una donna vestita di un lungo abito di seta così cangiante e impalpabile da sembrare fatto di gocce d’acqua, scende lentamente i gradini, illuminata dai flash dei fotografi. Yu Qin, la grande attrice e cantante, è tornata in patria dopo una lunga assenza e il suo rientro sulle scene di Shanghai è l’evento più atteso del momento. Ma Yu Qin non è solo la stella più splendida del firmamento teatrale d’Oriente. Nel suo passato si nasconde un segreto. Un segreto che risale a molti anni fa, quando Yu Qin era solo una bambina rimasta tragicamente orfana. Il suo padre adottivo, Fred Hubert, un libraio franco americano, l’ha allevata con un preciso scopo: lavorare, come lui, per i servizi segreti americani. Grazie ai suoi insegnamenti Yu Qin è diventata una spia pericolosa e letale. Adesso che ha terminato l’addestramento a Hong Kong è arrivato il suo momento, la missione più importante: scoprire i piani di attacco giapponesi. Il destino del conflitto mondiale è nelle sue mani, e per portarlo a termine deve usare tutta l’astuzia e le armi di seduzione di cui è capace. Ma il compito si rivela più difficile del previsto, perché il cuore di Yu Qin batte ancora per la sua patria, la Cina, e lei è disposta a tutto, anche a sacrificare sé stessa pur di salvarla.

La regina di Shanghai

1907. L’alba illumina un piccolo villaggio sullo Yangtze. La quindicenne Yuegui non ha dormito tutta la notte, è rimasta sulla spiaggia ad aspettare con ansia la nascita del nuovo giorno: oggi la sua vita potrebbe cambiare per sempre. In paese è attesa la tenutaria del bordello più famoso di Shanghai: cerca giovani ragazze da istruire fino a renderle le concubine più ricercate della città. È l’occasione che Yuegui attende dall’età di sette anni, quando è rimasta orfana e ha giurato a sé stessa di fuggire dal duro lavoro nelle risaie. Ma a Shanghai il suo sogno si spezza in un istante: non potrà mai diventare concubina. Colpa di quel fisico così prorompente, lontano dai canoni di bellezza in auge in Cina. Una serva, occupata nei lavori più umili: è questo il suo destino. Almeno fino al giorno in cui il venerabile Chang Lixiong, capo della Triade, non si accorge di lei. Colpito dal suo sguardo spavaldo e dalle sue forme generose, Chang, dopo averla iniziata alle raffinate arti dell’erotismo, ne fa la sua concubina. Sotto la sua protezione Yuegui entra nei meandri più oscuri della malavita cinese, ne impara le dure regole e conosce i pericolosi intrighi tra mafia e politica. E alla fine, quando la città sembrerà voltarle le spalle ancora una volta, Yuegui troverà da sola la forza di riscattarsi. Saranno le sue doti amatorie e la sua personalità ad aprirle la strada fino a farla diventare la stella più splendente dell’Opera di Shanghai. Ora lei è la regina, la città è ai suoi piedi. Ma a quale prezzo?
Ispirandosi a un personaggio realmente esistito, La regina di Shanghai porta sulla scena la storia di un’eroina forte e appassionata, sensuale e determinata, trascinando il lettore in un vortice di passioni dirompenti e intrighi politici sullo sfondo dell’indimenticabile Shanghai del primo Novecento.

Gli amanti del tempio

Liu, affermata ricercatrice genetica, e suo marito Li sono dei privilegiati, fulgido esempio della nuova borghesia della Cina di oggi: prestigiosi studi all’estero, una bella casa, un vita in ascesa soprattutto da quando Li è stato nominato capo del progetto della Diga delle Tre Gole, nella remota Contea di Liang.
Una coppia all’apparenza perfetta, almeno fino al giorno in cui Liu riceve una telefonata misteriosa. Una voce femminile afferma di dover consegnare urgentemente un regalo, da parte di Li. Ma, alla vista del dono, un costoso profumo femminile, così lontano dalla fredda personalità di Li, lo spettro del tradimento si insinua nella mente di Liu, che decide di partire immediatamente per raggiungerlo. Sulle sponde del fiume Yangtze, mentre fervono i lavori per la costruzione della diga, Liu s’imbatterà in verità sconvolgenti. Ma sarà l’incontro con l’enigmatico pittore Yueming a svelarle il passato segreto della sua famiglia e a darle una nuova consapevolezza del presente e di ciò che realmente sacrifichiamo sull’altare dello sviluppo industriale.

:: Marsiglia 1937 di Shanmei, a cura di Paola Rambaldi

13 settembre 2024

Marsiglia 1937 è una storia che evoca i noir di Simenon e i bei film con Jean Gabin, Marlene Dietrich, Humphrey Bogart e Lauren Bacall, ambientati negli anni ‘30. Stessi luoghi, stesse atmosfere.

André Durand, L’alsaziano, è un trentacinquenne biondastro dagli occhi chiari, che si è fatto da solo. Un duro, elegantemente vestito, che ha imparato presto a leggere, scrivere e far di conto per portare avanti le sue attività: un locale con annessa balera e un paio di negozi dislocati nella zona vecchia di Marsiglia, la partepiù malfamata della città.

Un posto rude e pericoloso come i luoghi in cui è cresciuto, dove vive gente brutta, sporca e cattiva che, come lui, ha già provato la galera per un furto, una spiata o per un colpo andato a male, ma che, come lui, non fa la spia e non tradisce i propri complici. Complici che, in cambio del suo silenzio, gli hanno tenuto da parte una ricca parte di bottino, con cui ha potuto rilevare le sue attività. Attività prettamente legali, anche se non disdegna di organizzare altri colpi come il prossimo che ha già in mente. Certo dopo la galera la polizia non ha mai smesso di tenerlo d’occhio e il commissario Pierre Marchal non gli dà tregua soprattutto per una vecchia ruggine che risale a quando erano giovani per colpa di una donna che non era neppure bella.

Intanto Marie Matignon, venticinque anni, arriva a Marsiglia in corriera per raggiungere l’anziana madre con gravi problemi di salute. Una madre anaffettiva che non l’ha mai amata, che l’ha chiamata solo perché non è più in grado di pagarsi le medicine e che vuole che trovi immediatamente un lavoro sul posto per mantenerla.

“So che sei un’inetta, un’incapace, non sai fare nulla, neanche trovarti un marito a 25 anni suonati, ma devi trovarti un lavoro. Abbiamo bisogno di soldi. Le medicine costano e io sono quasi sempre a letto. Esci e vai, finché non hai trovato un lavoro, non tornare”.

Marie è alta, magra, poco vistosa, povera ma elegante. Non indossa gioielli anche perché non ne ha i mezzi. Marsiglia non le piace, ne detesta lo squallore, ma ora sarà costretta a bussare a tutte le porte per elemosinare un lavoro. E sarà proprio André a darle da lavorare. Nel suo locale cercano una guardarobiera. André osserva Marie con occhio critico. Non la trova bella ma è elegante e ha qualcosa di misterioso che l’attira. Al lavoro poi se la cava, è veloce e sorride ai clienti.

Marie è consapevole di essere in un locale equivoco ma ha troppo bisogno di soldi per pensarci. Intanto sua madre muore, il colpo che André aveva in mente comincia a presentare qualche problema e l’attuale amante Jojo non è per nulla contenta dell’arrivo della nuova guardarobiera, per non parlare del commissario Marchal che continua a tenerli d’occhio. Cosa succederà?

Mentre leggi Marsiglia 1937 ti scorrono davanti le immagini del film in bianco e nero che l’autrice ha abilmente confezionato. Una scrittura essenziale dove tutto è descritto in frasi asciutte con colpi di scena rarefatti in favore dell’atmosfera.

:: Libri ambientati a Shanghai, la Parigi d’Oriente

13 settembre 2024

Tanti davvero sono i libri ambientati a Shanghai, città portuale del sud della Cina che sin dalle Guerre dell’Oppio ha attirato le mire delle potenze occidentali che ne fecero il punto nevralgico dei loro traffici, inaugurando in seguito alla firma dei Trattati ineguali la celebre Concessione internazionale. Bagnata dal fiume Huangpu, situata sul delta del Fiume Azzurro, Shanghai è una città cosmopolita e internazionale dedita non solo agli affari ma anche al divertimento. La vita notturna di Shanghai è celebre dall’età del jazz in poi. La sua natura internazionale e accogliente ospitò poi negli anni profughi provenienti da ogni paese, soprattutto ebrei e nobili russi rovinati dalla Rivoluzione d’ottobre, che cercavano una via di riscatto o anche solo di mera sopravvivenza. Nel corso del Novecento drammatiche furono le conseguenze poi dell’occupazione giapponese durante la guerra sino-giapponese che si protrasse dal 1937 al 1945, con la sconfitta del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, e infine la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949. Molti sono i libri ambientati a Shanghai come vi dicevo, ve ne segnalerò alcuni tra i tanti da me letti e inizierei con Shanghai Surprise di Tony Kenrick, a cui sono molto affezionata, divertente libro forse famoso anche grazie al film con interpreti Madonna e Sean Penn. Poi molto bello Intrigo a Shanghai di Xiao Bai, edito da Sellerio, dove amore e spionaggio si intrecciano in una storia ricca di tensione e di mistero. Da leggere Shanghai di Riichi Yokomitzu edito da Asiasphere che ci porta nella vita notturna di Shanghai tra locali notturni e centri massaggio. La biografa e romanziera Jung Chang ha dedicato poi un bel libro, edito da Longanesi, dal titolo Le signore di Shanghai. Le tre sorelle che cambiarono la Cina, a tre delle donne più importanti e influenti dietro a Chiang Kai-shek e Sun Yat-sen, fondatore e padre della Repubblica cinese. Famose le storie del poliziotto Chen Cao, di Qiu Xiaolong sempre ambientate a Shanghai che ho abbondantemente recensito su questo blog, e infine Le ragazze di Shanghai e Le perle del drago verde, di Lisa See.

:: Kerry Greenwood e l’ineffabile Miss Phryne Fisher

2 settembre 2024

Kerry Greenwood è un’autrice australiana di indubbio talento nota forse agli amanti del mystery denominato cozy (all’Agatha Christie per intenderci) soprattutto per la serie di romanzi con protagonista l’intrepida investigatrice privata Miss Phryne Fisher, ambientati nella Melbourne degli anni Venti. Ottimo quadro storico, intelligenza brillante, battute spumeggianti, sensualità, ironia, coscienza sociale e soprattutto lei Miss Phryne Fisher, giovane, anticonformista, elegante, coraggiosa, spregiudicata, indipendente, dalla vita sessuale piuttosto vivace, una Philippe Marlowe in gonnella con abiti sontuosi e taglio di capelli alla Lulu. Medaglia dell’Ordine dell’Australia, per il servizio alla letteratura come scrittrice, Kerry Greenwood è un personaggio eccentrico quanto le sue eroine (vive con un Mago diplomato) e sicuramente vale la pena dare un’occhiata alla sua vasta produzione, sia di romanzi che di racconti, sia in lingua originale, che in italiano. Polillo ha un’intera collana dedicata alla Greenwood e finora ha tradotto di suo ben 10 volumi partendo da Il re della neve (Cocaine Blues aka Death by Misadventure, 1989) che narra il suo arrivo da Londra nella pericolosa Melbourne, e da cui consiglio di partire per accostarsi alla sua produzione.

Esiste anche una serie televisiva con una splendida Essie Davis di tre stagioni andata in onda in patria dal 2012 al 2015, ora disponibile su Prime Video (senza tagli credo) dal titolo Miss Fisher – Delitti e misteri (Miss Fisher’s Murder Mysteries). Abbastanza penalizzata da RAI UNO, quando l’aveva programmata, che l’aveva trasmessa in ore improbabili e quindi è possibile che in pochi l’abbiano vista. Nel 2020, è stato trasmesso il film, Miss Fisher e la cripta delle lacrime (Miss Fisher & the Crypt of Tears) e l’anno prima nel 2019, è stato trasmesso lo spin-off, I casi della giovane Miss Fisher (Ms Fisher’s Modern Murder Mysteries). Dunque una serie da non perdere da leggere alla sera tornati a casa dal lavoro per non rimpiangere troppo le vacanze estive appena concluse.