Archive for the ‘Anniversari’ Category

:: Due libri per il bicentenario di Charlotte Brontë, a cura di Elena Romanello

7 aprile 2016

Duecento anni fa nasceva Charlotte Brontë, una delle più popolari autrici inglesi di sempre, icona romantica ma anche femminista, creatrice, con Jane Eyre, di uno dei più interessanti personaggi femminili della letteratura, fuori da ogni schema e stereotipo e antesignana di ruoli nuovi per la donna nell’immaginario e anche nella società.
A Charlotte Bronte Fazi editore dedica due nuove pubblicazioni, che vanno ad aggiungersi già alla sua proposta di due suoi classici meno noti come Villette e Shirley.
broLa casa editrice propone in italiano l’ottima biografia contemporanea di Lyndall Gordon, elogiata dalla critica britannica e vincitrice del Cheltenham Prize for Literature. Nelle pagine del libro, l’autrice dà un ritratto di Charlotte Bronte molto lontano dall’immagine patetica che ha dominato per troppo tempo, presentandola come una donna passionale, moderna, ironica, anticonformista, protofemminista, che vive nella sua vita due grandi passioni non solo platoniche e poi un breve e felice matrimonio. Un personaggio molto diverso dalle due tragiche sorelle Anne e Charlotte, morte prematuramente senza essersi spostate dal nativo Yorkshire, che viaggiò e mise molto di suo nei suoi romanzi, dove si parla anche di tematiche sociali e di condizione della donna.
cover7Oltre a questa nuova biografia, Fazi propone anche il primo romanzo di Charlotte Brontë, pubblicato in realtà postumo e bollato all’epoca come troppo realistico: Il professore. Nelle pagine del libro, l’autrice si mette nei panni di un protagonista maschile, William Crimsworth, che decide di lasciare le campagne inglesi che non gli propongono grandi prospettive se non lavori non in linea con il suo titolo di studio, per andare a vivere a Bruxelles, dove visse anche Charlotte, dove può fare l’insegnante e dove si innamora di una delle sue allieve, povera e con idee femministe. Un libro da riscoprire, molto attuale tra l’altro, visto che parla di fuga dei cervelli e di soddisfazione delle proprie aspirazioni.
Insomma, un’ottima occasione per scoprire il mondo di un’autrice che ha aperto le porte del mondo della cultura e della scrittura alle donne, e che ancora oggi, a duecento anni dalla sua nascita, sa essere appassionante e attuale.

:: Pier Paolo Pasolini

6 novembre 2015

pasolini-10Sono passati quarant’anni. La notte tra il 1º e il 2 novembre 1975 Pier Paolo Pasolini trovò la morte sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Ci sono state commemorazioni ufficiali e più personali, di gente comune, ma anche di scrittori, registi, critici. In Italia c’è il diritto di parola, per cui più o meno tutti hanno il diritto di pensare e dire cosa vogliono anche con toni violenti, accesi, forse sgradevoli. I comportamenti privati di Pasolini, per quanto alcuni oggettivamente discutibili, (sembra che tutti li conoscano nei minimi dettagli), non erano così rari e probabilmente non lo sono manco oggi. Pasolini sebbene fu anche vittima di calunnie, delle quali soffriva, era una persona trasparente, forse meno ipocrita di molti altri e ricordiamoci sempre il periodo storico in cui visse. C’era il delitto d’onore (le disposizioni sul delitto d’onore sono state abrogate in tempi recenti con la legge n. 442 del 5 settembre 1981), l’omosessualità era un reato, si finiva in carcere (l’Italia ha abolito il reato di omosessualità nel 1980). Pasolini non fu molto amato in vita e anche da morto crea ancora divisioni e polemiche. Per molti è fonte di imbarazzo, polvere che si vorrebbe nascondere sotto il tappeto, per altri un degenerato che pure come artista non era granché. Fu espulso dal partito comunista, subì processi, rischiò il linciaggio in varie occasioni. Non cercava il consenso, l’omologazione, passare inosservato. Non assumeva diciamo un basso profilo, un po’ forse per il talento che in lui strabordava esplosivo in un po’ tutti i campi e il dono della parola. Era un talento eclettico, molto rinascimentale. Il suo cinema era visione, la telecamera si spostava in maniera amatoriale (termine che non credo avrebbe disprezzato) per poi soffermarsi in primi piani catartici, seguendo una sua idea di cinema, molto più vicina a una decriptazione onirica della realtà. Pasolini mi ha sempre spaventato, o forse l’ho sepolto anche io nell’indifferenza. Ho letto poco di cosa ha scritto, ho visto pochi suoi film. Forse troppo presto ho letto Ragazzi di vita, non avevo ancora gli strumenti critici per affrontare un testo del genere. Sono un pessimo avvocato difensore, se mai ne avesse bisogno. Per questo ho preferito non intervenire in questi giorni. E già vedo che le acque si stanno calmando, già nessuno ne parla più, la soglia di attenzione nell’epoca dei social network è molto labile. E questo è il momento migliore per riflettere, a mente lucida. Fra dieci anni ci sarà un nuovo anniversario, e questa volta ci arriverò molto più preparata, consapevole, avrò modo di farmi una mia idea non inquinata da pregiudizi, o falsa coscienza. Credo fosse un uomo generoso, quando penso a lui lo vedo sempre in compagnia di Totò, mi sarebbe piaciuto conoscerlo. Dall’idea che mi sono fatta di lui, su cosa è successo in questi giorni credo avrebbe commentato così: Credo che questi siano problemi che interessino ai viventi. A coloro che attendono di morire. Io, come tutti sanno, non sono fra questi.

:: Happy Bloomsday 2013

16 giugno 2013

dublinIl 16 giugno di ogni anno si svolge a Dublino (ma non solo) una particolare celebrazione in onore del forse maggiore scrittore irlandese di sempre, James Joyce. Scrivo questo post per unirmi ai festeggiamenti, che ormai sono un’ occasione per parlare non solo dell’Ulisse, ma di quanto la letteratura sia importante nelle nostre vite.

Il 16 giugno 1904 era infatti il giorno in cui si svolge la celebre giornata di Leopold Bloom, pubblicitario in crisi, marito tradito, uomo senza qualità, specchio di un’umanità contemporanea complicata e in movimento, persa in un labirinto metaforicamente rappresentato dalle vie di Dublino.

Lasciate se volete nei commenti una frase, una citazione che vi ha particolarmente colpito dell’Ulisse, sarebbe un modo simpatico per ricordarlo. E naturalmente, buon Bloomsday a tutti!

:: Diario di Anna Frank

26 gennaio 2012

La mia migliore amica dei miei 11 anni si chiamava Anna Frank. Leggendo il suo diario scritto alla sua amica immaginaria Kitty provai la sensazione che si rivolgesse espressamente a me o meglio che il tempo non esistesse e un senso di continuità e comunione ci unisse. Per me è stata davvero un’ amica nel senso più vero del termine. Ho imparato molto da lei e cose del tutto inattese dato e considerato il triste esito della sua breve vita. Ho imparato l’allegria, l’ironia, e l’amore per la scrittura. Ormai sono passati molti anni e la copia del suo diario è un po’ sgualcita e da anni non ne sfoglio le pagine ma il ricordo di questa strana amicizia è ancora forte. Gli anni delle medie sono anni difficili, si passa dall’infanzia all’adolescenza e degli adulti non si ha grande stima nè fiducia, un coetaneo a volte può fare miracoli e per me Anna è stata una guida. Anni dopo studiando la storia mi sono trovata a studiare anche il periodo storico in cui visse e ad analizzare gli errori e gli orrori delle idologie, nel senso di idolatrie.  Grazie ad Anna non ho mai pensato che un popolo come quello tedesco avesse in sè il germe della follia, tutti gli esseri umani sono vittime degli stessi mali e se mi chiedessero se provo odio per i grandi dittatori della storia direi in tutta sincerità di no. L’odio non mi appartiene, nè la vendetta, ho poca memoria per certe cose ma ricordo le cose belle, questo sì, ricordo quello che basta ad essere felici in questo mondo dove la felicità è un lusso tropppo raro. Se avete figli adolescenti, consigliategli di leggere il Diario di Anna Frank credo sarà per loro un grande sostegno anche nella loro vita di adulti.