Archivio dell'autore

:: Il gigante, Edna Ferber, (Astoria 2025) A cura di Viviana Filippini

28 luglio 2025

“Il gigante”, romanzo di Edna Ferber, uscito per la prima volta nel 1949 arriva in libreria grazie alla collana narrativa vintage, proposta dalla casa editrice Astoria.Ā  In realtĆ  lo si conosce forse più per l’omonimo film uscito nel 1956 diretto daĀ George Stevens, con Rock Hudson, Elizabeth Taylor eĀ James Dean, alla sua ultima apparizione cinematografica, visto che morƬ pochi mesi dopo, nel settembre del 1955, in un tremendo incidente stradale. Il libro ĆØ un ritratto della provincia americana, in particolare del Texas. Il protagonista ĆØ Jordan Bick Benedict che perde la testa per Leslie Linnon. Tra Bick, appartenente ad una ricca famiglia di allevatori texani, e la moglie ci sarĆ  sempre amore, ci saranno anche dei figli, ma non mancheranno degli intoppi, soprattutto all’inizio della loro convivenza. Grazie al suo fascino del Maryland, Leslie riuscirĆ  a conquistare tutti e ad appianare gli screzi. Alcuni ostacoli deriveranno dalla diversitĆ  della visione della vita, più provinciale per Bick e per tutta la sua grande famiglia fortemente attaccata al Texas, e più cittadina da parte di Leslie, che imparerĆ  pian piano a conoscere e accettare il mondo del marito, molto diverso da quello dove lei ĆØ nata e cresciuta. Oltre alla coppia c’è la numerosa famiglia di Bick, la sorella Luz, Jett Ritt che ĆØ un dipendente della famiglia Benedict, un po’ sbruffone, sopra le righe, con una passione segreta per Leslie e la voglia di diventare come i suoi datori di lavoro. Il giovanotto vedrĆ  cambiare in modo radicale la propria esistenza nel momento in cui riceverĆ  in ereditĆ  un pezzo di terreno e troverĆ  lĆ  sotto l’oro nero (petrolio), quell’oro nero che Bick non ha mai considerato fino in fondo.Ā  Il romanzo della Ferber, che va dagli anni Venti del 1900 fino alla Seconda Guerra Mondiale, non ĆØ solo un ritratto della vita, usi e costumi del Texas, ma ĆØ un’indagine anche in quelli che sono i caratteri umani dei personaggi protagonisti con Benedict fortemente radicato nel suoĀ  mondo, nel suo passato e in quello che gli hanno trasmesso i suoi avi e che lui stesso vorrebbe trasmettere ai figli. Dall’altra parte Leslie, che vuole conoscere in modo profondo il Texas, tanto amato dal marito, anche se non sarĆ  lui ad aiutarla in queto, ma l’incasinato Jett Ritt. Questo approfondire il nuovo contesto non reciderĆ  il rapporto della donna con il suo passato, anzi esso resterĆ  sempre vivo, ed ĆØ quello che la sosterrĆ  fino al grande e radicale cambiamento nella famiglia Benedict, con le scelte dei figli, che non prenderanno le redini dell’azienda di famiglia. Jordan, il maggiore deciderĆ  di fare il medico e sposerĆ  Juana, un’infermiera messicana. Judy, la sorella minore, sposerĆ  invece il fidanzato di sempre Bob, un vero texano, con il quale avvierĆ  una fattoria tutta loro, invece di riprendere la gestione della proprietĆ  familiare. Vere e proprie rotture di schemi tradizionali che rappresentano un colpo tremendo per il loro padre Bick, mentre sono una svolta decisiva al cambiamento per la madre Leslie. Poi c’è lui, Jett Ritt, sƬ sbruffone, sƬ in crisi con ogni moglie sposata, ma ĆØ la rappresentazione di colui che punta alla scalata sociale, a diventare come – e più potente- dei suoi datori di lavoro. Con una ricchezza conquistata e ostentata, in realtĆ  in lui si nascondono un dolore e una infelicitĆ  di fondo data dall’impossibilitĆ  di ricevere amore dalla persona che ama, perchĆ© sposata ad un altro (Leslie). “Il gigante”, romanzo di Edna Ferber, ĆØ uno sguardo sull’America degli inizi del Novecento dove la tradizione si dovrĆ , anno dopo anno, confrontare con una nuova visione del mondo data dalle generazioni più giovani non sempre disposte a restare legate al mondo dal quale arrivano, ma pronte a fare il salto e ad affrontare difficoltĆ , nel caso si presentassero, per un domani nuovo tutto da costruire.

Edna Ferber nasce a Kalamazoo, Michigan, nel 1885, ma ancora molto giovane si trasferisce nel Wisconsin. Diventata giornalista a soli diciassette anni, pubblica il suo primo romanzo nel 1911 e raggiunge subito una grande popolaritĆ . Negli anni ’20 scrive alcune commedie di enorme successo, che vengono messe in scena a Broadway, e nel 1925 ottiene il premio Pulitzer con il romanzo So big. Una storia americana, che viene poi adattato per il cinema, proprio come accadrĆ  con Il gigante, su cui ĆØ basato il leggendario film di George Stevens con Rock Hudson nella parte di Bick, Elizabeth Taylor in quella di Leslie e James Dean in quella di Jett, la sua ultima, grande interpretazione prima dell’incidente stradale in cui perderĆ  la vita, a soli ventiquattro anni. Ferber muore a New York nel 1968, ma le sue opere sono ristampate e ammirate ancora oggi. Donna schietta e dalle opinioni forti, ĆØ stata definita dal New York Times ā€œla più grande scrittrice americana della sua epocaā€. (Fonte Astoria edizioni)

Source: richiesto all’editore.

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:: Indagine apparente, Luca Poldelmengo (Gallucci 2025) A cura di Viviana Filippini

16 luglio 2025

Può una persona scomparire nel nulla, proprio durante il breve tragitto tra il bar e casa propria? Spesso i fatti di cronaca ci raccontano di improvvise e inspiegabili sparizioni, ed ĆØ quello che accade anche in ā€œIndagine apparenteā€ di Luca Poldelmengo. Ed ĆØ proprio la scomparsa di uno dei personaggi chiave del romanzo, edito da Gallucci, che porteranno la pm Letizia Riva a fare il possibile per trovare lo scomparso: suo marito Aldo e padre dei suoi due figli. Letizia Riva ĆØ definita dai colleghi ā€œla stronzaā€, per il suo modo di fare mirato, preciso che punta ad ottenere sempre quello che vuole. Una donna, una certezza. Poi, però, tutto comincia a frantumarsi nel momento in cui il marito Aldo scompare nel nulla senza un perchĆ©, senza tracce, segni o avvisaglie (o forse ci sono anche state ma la protagonista, come si renderĆ  conto poi, non le ha sapute cogliere). Unico indizio  e appiglio dal quale partire un’immagine poco nitida di una telecamera di videosorveglianza del bar dove Aldo ĆØ stato prima di sparire e dove lavora un ex compagno di scuola del figlio. Letizia non si abbatte e parte con la sua indagine, un agire che la porterĆ  a incrociare la sulla strada con malviventi di ogni stampo, italiani e stranieri, impegnati nel traffico di animali, donne e uomini che mai nella sua vita avrebbe pensato di incontrare e conoscere cosƬ da vicino. Accanto a questa ricerca per ritrovare Aldo, la Riva dovrĆ  fare i conti anche con quello che accade a casa, con la figlia piccola che sta diventando un’adolescente e Mattia, il figlio studente universitario che sembra incerto su cosa fare davvero nel e del suo futuro. Una situazione di tensioni che si percepiscono nell’atmosfere e dove la Riva stessa, poco a poco si accorgerĆ , come  la sua sfera privata e quella lavorativa non sono poi cosƬ separate come lei crede. Poldelmengo costruisce un romanzo nero dalla trama solida, dove non mancano inaspettati colpi di scena che dimostrano al lettore non solo quanto il confine tra veritĆ  e menzogna sia sottile, ma evidenziano anche quanto le persone non sempre sono davvero quello che ci sembrano all’apparenza o vogliono far credere di essere. Letizia Riva sarĆ  pronta a fare tutto il possibile per ritrovare Aldo, per riportare un po’ di pace e di serenitĆ  nella sua famiglia, ma le cose non saranno cosƬ facili come la donna crede. Passo dopo passo, incontro dopo incontro la protagonista sarĆ  infatti costretta a scontarsi e confrontarsi con eventi e veritĆ  del tutto inaspettate e impensabili che riguardano la sua stessa famiglia. Questo porterĆ  l’integerrima Letizia Riva rivedere e rivalutare in modo completo il suo  modo di percepire le cose e le persone, comprese quelle più vicine a lei. Un riflettere che indurrĆ  la protagonista stessa a compiere azioni che mai avrebbe pensato di poter mettere in atto. ā€œIndagine apparenteā€  di Luca Poldemengo ĆØ un thriller avvincente, appassionante, nel quale oltre alla trama di eventi che si concatenano alla perfezione, l’autore indaga non solo la psiche, ma anche i sentimenti presenti dell’animo umano, evidenziando quanto a volte sia forte e non facile da gestire il contrasto tra la dimensione razionale e quella emotiva. Un rapporto conflittuale dove in certe situazioni le due parti convivono in equilibrio ma, in altre, magari quando ci sono di mezzo le persone che si amano, una vince sull’altra portando ad azioni del tutto inaspettate.

Luca Poldelmengo (Roma, 1973) ĆØ scrittore, sceneggiatore per il cinema e producer a Rai Fiction. Il suo romanzo d’esordio Odia il prossimo tuo (2009), tradotto anche in Francia, ha vinto il Premio Crovi come migliore opera prima. Tra i suoi noir L’uomo nero (2012), finalista al Premio Scerbanenco, Nel posto sbagliato (2014), I pregiudizi di Dio (2016), Negli occhi di Timea (2018). Ha scritto i film Cemento armato (2007), Calibro 9 (2020) e Bastardi a mano armata (2021). Con il libro Valerio e la scomparsa del professor Boatigre ha esordito con Gallucci nella narrativa per ragazzi. (fonte ed. Gallucci)

Source: inviato dall’editore.

:: La ribelle di Marineda, Emilia Pardo BazĆ”n (Bonfirraro editore, 2025) A cura di Viviana Filippini

17 giugno 2025

“La ribelle di Marineda” di Emilia Pardo BazĆ”n ĆØ un esempio di letteratura naturalista spagnola del XIX secolo e la trama narrativa si ambienta durante la rivoluzione del 1868 con la conseguente nascita di un nuovo governo dove non ha spazio la monarchia di Isabella II (i Borbone torneranno al potere nel 1874). Protagonista la giovane Amparo che cresce e lavora nel negozio di famiglia, poi però la voglia di costruirsi da sĆ© e di essere indipendente la spingono ad andare a cercare lavoro altrove, trovandolo in una fabbrica dove si lavorano le foglie di tabacco per fare sigari e sigarette. Questo permette alla ragazza non solo di apprendere una nuova manualitĆ  lavorativa, ma la aiuta a conoscere in modo più profondo il mondo della fabbrica, le dinamiche di lavoro in essa presenti, quali sono le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici e quanto si dovrebbe fare per migliorarle. In questo ambiente nuovo, la giovane Amparo vive una maturazione, poichĆØ comincia a comprendere cosa si intende per lotta sociale, cosa vuole dire il rispetto dei diritti dei lavoratori per andare oltre le ingiustizie e cosa si dovrebbe fare per renderlo concreto. Le vita per Amparo però comincia a prendere una piega diversa quando la sua strada si incrocia con quella di Baltasar. Lui, aitante giovanotto, arriva da Ā una famiglia benestante, mentre Ā Amparo ĆØ di umili origini, ma questo non impedisce (almeno cosƬ appare all’inizio) alla passione d’amore di nascere tra i due. Ogni cosa sembra andare per il meglio, ma quando la ragazza rimarrĆ  incinta, il giovanotto la lascerĆ  da sola ad affrontare il nuovo percorso della vita. “La ribelle di Marineda” della Pardo BazĆ”n, tradotto da Fabiana Chillemi, ĆØ un romanzo che affonda le radici nella storia della Spagna proletaria e in una ribellione ad un governo che non si vuole più, immergendo il lettore nel mondo della fabbrica dove gli operai non solo lavorano per portare a casa il pane, ma lottano nel tentivo di vedere migliorare le loro vite e le condizion di lavoro. Allo stesso tempo, attraverso la figura della protagonista Amparo conosciamo anche il valore dell’amore che lega due giovani nonostante le differenze sociali. In realtĆ , con grande attenzione e luciditĆ , l’autrice dimostrerĆ  come la differenza di posizione sociale, unito al legame ad essa graveranno sulla relazione tra i due giovani con l’annuncio dell’arrivo di un figlio. L’abbandono del giovanotto verso la futura madre ĆØ la dimostrazione non solo del fatto che la differenza sociale pesa sulla loro relazione, ma ĆØ anche il segno che forse l’amore vero ĆØ solo quello provato da Amparo, mentre per Baltasar la relazione ĆØ solo un passatempo e un po’ anche una mancata volontĆ  di assumersi le proprie responsabilitĆ . Certo ĆØ che indipendentemente dall’allontanamento di Baltasar, Amparo de “La ribelle di Marineda” continuerĆ  con le sue forze il suo cammino esisitenziale con maggiore maturitĆ  e consapevolezza per affrontare il nuovo domani e i cambiamenti della propria vita con l’arrivo del figlio e con i cambiamenti della societĆ  in fermento che la circonda.

Emilia Pardo BazĆ”n (1851-1921) ĆØ stata una scrittrice spagnola di grande influenza nel XIX e XX secolo, particolarmente nota per il suo ruolo nel movimento naturalista spagnolo. Nata a La CoruƱa, ha prodotto una vasta opera letteraria che include romanzi, racconti e saggi critici, affrontando tematiche sociali e politiche con uno sguardo acuto e innovativo. Fu anche una fervente sostenitrice dei diritti delle donne e dell’istruzione femminile, considerata una precorritrice del femminismo spagnolo. Autrice prolifica, la sua ereditĆ  ĆØ ancora oggi celebrata in tutto il mondo, ritenuta una delle autrici più importanti della letteratura spagnola. (fonte biografia Bonfirraro)

Source: editore Bonfirraro.

:: La fabbricante di Barcellona, Dolors MonserdĆ  i Vidal, (Bonfirraro editore,Ā 2025) A cura di Viviana Filippini

3 giugno 2025

Arrivato nelle librerie “La fabbricante di Barcellona” della scrittrice spagnola Dolors MonserdĆ  i Vidal, nata a Bercellona nel 1845Ā  e autrice attenta ai movimenti sociali attivi dell’ epoca e proprio per la sua attenzione alla condizione femminile del suo tempo ĆØ stataĀ considerata una delle prime femministe catalane. In questo romanzo, edito da Bonfirraro e tradotto da Carlo Ludovico Bruni, la trama Ā si sviluppaĀ nella Barcellona del passato dove si sta manifestando il cambiamento e la trasformazione della societĆ  scatenata dall’arrivo dell’era industriale.Ā Qui appare Antonieta Corominas, figlia di artigiani tessitori,Ā che vive in modo umile prendendosi cura del fratello e in attesa che le cose cambino per entrambi, perchĆ© deve esserci la possibilitĆ  di migliorare per avere un domani migliore. Soprattutto la giovane vorrebbe una vita più autonoma e indipendente e questa sua aspirazione ĆØ qualcosa di innovativo e anche un po’ controcorrente per la societĆ  spagnola del XIX secolo. Il fratello di Antonieta seguirĆ  le tappe consuete della vita sposando Florentina,Ā  donna che ama la bella vita,Ā  il benessere,Ā  viaggiare,Ā  leggere libri.Ā  Questo atteggiamento,Ā  unito ad alcuni intoppi economici, porteranno l’uomo a vedere andare in frantumi in modo completo il proprio sogno ideale di famiglia perfetta. Tanto ĆØ vero che la cognata di Antonieta ad un certo punto, non solo se ne andrĆ  lasciando in solitudine il marito che secondo lei non l’ha mai capita. La donna porterĆ  conĀ  sé  i due figli, lasciando l’uomo senza più nessuno e con gravi problemi economiciĀ  causati da investimenti sbagliati in borsa.Ā  A cercare di metterci le pezze ci proverĆ  Antonieta cheĀ  nel corso della tramaĀ  subirĆ  una vera e propria trasformazione che si potrebbe vedere come una maturazione e una rinascita. Mi spiego meglio ora.Ā  All’inizio la giovane donna vive quasi nascondendosi e sembra avere un approccio timoroso alla vita, ma pagina dopo pagina, inizia il cambiamento di Antonieta che con il matrimonio con Pere Joan Grau e gli antichi telai di famiglia provano a tessere nuovo futuro. I due cominciano come filatori nella speranza di diventare fabbricanti, cosa che accadrĆ  passo dopo passo, con tanta fatica attenzione e impegno per il proprio lavoro. AntonietaĀ  ĆØ quindi una donna, un esempio di umiltĆ ,Ā di tenacia,Ā costanza,Ā  dedizione, tutte qualitĆ  che le permetteranno di trovare il suo giusto equilibrio tra lavoro e casa e il proprio posto nel mondo. Questa evoluzione permetterĆ  alla protagonista, in quanto donna di avere una nuova posizione sociale ed economica autonoma, che nella Barcellona di inizio XX secolo ĆØ qualcosa del tutto nuovo,Ā  perchĆ© da piccolaĀ  produttriceĀ la Corominas diventerĆ  imprenditrice,Ā  portando la sua produzione da artigianale a industriale, seguendo quello che ĆØ il cambiamento sociale in atto. “La fabbricante di Barcellona” ĆØ un affresco narrativo della societĆ  spagnola ai tempi del nascente sviluppo industriale grazie al quale Dolors MonserdĆ  i Vidal racconta il cambiamento relativo alla societĆ , che ha ricadute anche sul singolo,Ā  in questo caso Antonieta, donna intraprendente che vuol essere autonoma e indipendente. Inoltre il libro Il testo fa parte della collana le Sibille che comprende le voci femminili più potenti e ispiratrici della letteratura mondiale, celebrando la forza, la saggezza e la bellezza dell’esperienza femminile.

Dolors MonserdĆ  i Vidal (1845-1919) nata a Barcellona. Scrittrice, si avvicina ai movimenti sociali in fermento all’epoca; per il suo interesse per la condizione femminile del suo tempo ĆØ considerata una delle prime femministe catalane. Si dimostra un’autrice di successo fin dal suo ingresso nel panorama letterario, grazie a poesie a tema politico, religioso e patriottico. Tuttavia, il campo in cui eccelle ĆØ il romanzo, nel quale rivela la sua modernitĆ  non tanto per lo stile, che poco si conforma alle teorie estetiche, bensƬ per i contenuti, ossia la prospettiva femminile che rivela, e analizza, la condizione socioculturale della donna dell’epoca. La produzione della MonserdĆ  si rivolge alle donne, ma non come prodotto di svago ed evasione dalla quotidianitĆ , bensƬ come vero e proprio insegnamento di carattere pedagogico, e questo ĆØ evidente più che mai nella sua opera più riuscita, “La fabricanta” (La fabbricante di Barcellona). (fonte editore Bonfirraro)

Source: editore Bonfirraro

:: La danza delle streghe. Cunti e credenze dell’arcipelago eoliano. Macrina Marilena Maffei, (Armando Editore, 2024) A cura di Viviana Filippini

19 Maggio 2025

Le Eolie, isole dal fascino paesaggistico e non solo, perchĆ© nel libro “La danza delle streghe. Cunti e credenze dell’arcipelago eoliano”, edito da Armando editore, l’autrice Macrina Marilena Maffei fa compiere a noi lettori un vero e proprio viaggio antropologico dentro alle radici più ataviche della cultura eoliana. Ecco che il lettore troverĆ  nei racconti, negli elementi del mondo naturale, nei modi di fare e porsi delle persone componenti di un mondo sognato dove elementi che hanno a che fare con il sogno e il fantastico si materializzano nel quotidiano e assumono forme tali e precise, da evidenziare nella tradizione e cultura popolare eoliana la presenza di figure femminili identificate spesso come streghe.

Nel libro ci sono racconti – i cunti – trasmessi oralmente che da zona a zona, racconto a racconto, tornano e si somigliano per dettagli e particolari da cogliere durante la lettura.  Essi narrano vicende dove la realtĆ  e la finzione si mescolano. I temi che tornano sono le donne  che volano come streghe,  i tesori nascosti che si devono cercare e trovare e spiriti e serpi che hanno capelli.  Questi sono quindi alcuni degli argomenti che sono il motore di tutte le vicende raccolte nel corso del tempo dall’autrice Macrina Marilena Maffei. Sono storie che arrivano dalla voce popolare e che sono state messe per iscritto per permettere a quelle donne e uomini che andavano per mare e terra di raggiungere le generazioni dell’oggi e del domani. 

Il saggio della Maffei ĆØ uno sguardo sulla tradizione che ci porta dentro alla cultura e alle storie popolari di tutte le isole Eolie.  A raccontare a chi scrive sono le persone più o meno anziane che hanno ricevuto in dono questi racconti della tradizione, nei quali si capisce come ogni cosa accaduta, non sia avvenuta per caso e ha un qualcosa che la giustifica.  Dalle storie ascoltate e trascritte emerge attaccamento alla tradizione, ma anche sentimenti come paura, timore, rispetto profondo per qualche qualcosa di misterioso che arriva nella vita delle persone da una dimensione lontana, atavica, quasi primordiale. 

ā€œLa danza delle streghe. Cunti e credenze dell’arcipelago eolianoā€ di Macrina Marilena Maffei ĆØ un’importante testimonianza e documento con il quale ai lettori di oggi possono avere la possibilitĆ  di attuare un scoperta o riscoperta delle radici più profonde e folcloriche regionali,  in questo caso isolane,  presenti nella cultura popolare folclorica italiana.

Macrina Marilena Maffei, antropologa del mare e fiabologa, ha raccolto i repertori narrativi orali di vaste aree dell’Italia centro-meridionale e delle isole conservati in gran parte negli Archivi Sonori del MiC. Ha realizzato per la Commissione delle ComunitĆ  Europee e il Ministero del Turismo e dello Spettacolo il primo censimento dei Musei del Mare in Italia e nel Mediterraneo, 1991-1993. Ha curato la mostra Le Polene per il MiC nel 2009. Dal 1981 ha sistematicamente rilevato i patrimoni narrativi e le memorie tradizionali delle isole Eolie. ƈ cittadina onoraria di Lipari. Tra i suoi volumi: Capelli di serpe (1995, Premio Scanno 1996); La tonnara di Procida nel racconto dell’ultimo rais (2000); I confini irreali delle Eolie (2002); La Grande Guida dei Musei del Mare del Mediterraneo. Dall’ingegno all’incanto, con R. Parisi (2003); Le polene (a cura di, 2009); Eolo e la Papessa. Racconti di dei e storie di donne nelle Eolie del Novecento (2011); Donne di mare (2013); La maga e il velo. Incantesimi, riti e poteri del mondo magico eoliano (2021). (Fonte biografica sito Armando editore)

Source: grazie a 1A Comunicazione.

:: A brulichio, Pasquale Vitagliano (Oligo editore, 2025) A cura di Viviana Filippini

24 aprile 2025

C’è la Puglia che giĆ  un po’ conosciamo e quella tutta ancora da scoprire. Questo ĆØ quello che troviamo in ā€œA brulichioā€ il libro di Pasquale Vitagliano, edito da Oligo editore, con prefazione di Raffale Nigro. L’autore, che si ĆØ anche occupato della realizzazione delle immagini contenute all’interno del volume dove ci sono i racconti, ci prende per mano e ci porta alla scoperta della Puglia in ognuna delle sue sfaccettature, come per mostrarci tanto di quello che ancora noi lettori e, magari, futuri visitatori non conosciamo di essa. Pagina dopo pagina ci addentriamo in un mondo rapido, frenetico in continuo subbuglio e movimento dove c’ĆØ una sensazione di moto di grandi masse umane. Ecco tutto questo ĆØ l’a brulichio del titolo del libro di Vitagliano. Partendo dalla descrizione della conformazione geografica della Puglia (ĆØ lunga 400 km) che l’autore ci disegna pure per farci capire che questa regione ĆØ stretta e lunga come fosse una lingua bagnata dal mare Adriatico e dallo Ionio, comincia il viaggio. Ā L’autore ci racconta la Ā terra di Puglia attraverso luoghi, chiese, santi e non, mostrando al lettore una regione ricca di storia, fede e anche di qualche cosa che non va, come (per citarne una) l’incendio che nel 1991 devastò il Teatro Petruzzelli a Bari, poi rimesso a nuovo. Non manca una passaggio a Taranto, o per Soleto dove si venerano (come a Bari), San Giovanni Crisostomo e Santo Stefano. Poi ci sono i riferimenti ai fatti storici quali la fuga a Bari di Vittorio Emanuele III dopo la firma dell’ArmistizioĀ o l’8 agosto nel 1991, quando all’orizzonte del porto di Bari si vide arrivare laĀ  nave ā€œVloraā€ carica di un numero indefinito di persone. Che dire poi della provincia del BAT nata dall’unione di Barletta, Andria e Trani o quando, facendo un salto nel passato, nel 1222, in Puglia giunse Francesco d’Assisi per la visita alla grotta di San Michele a Monte Sant’Angelo e poi finƬ ospite di Federico II nel castello svevo a Bari. ā€œA brulichioā€ ĆØ un libro dinamico, ricco di dettagli e curiositĆ  che mostrano in modo insolito la Puglia dove il lettore si trova a Sud, in quello che ĆØ un vero e proprio pellegrinaggio in una terra affasciante, misteriosa, piena di Storia e storie, Ā nelle quali i destini delle persone più o meno note si sono intrecciati -e si intrecciano- in una terra tutta da scoprire e riscoprire.

Pasquale Vitagliano poeta e scrittore, ĆØ nato e vive in Puglia. Collabora con la ā€œGazzetta del Mezzogiornoā€, ā€œil Manifestoā€, la rivista ā€œIncrociā€ e con il blog La poesia e lo Spirito. Ha pubblicato numerose opere letterarie e saggi. Suoi racconti, articoli e poesie possono essere letti sul blog Nazione Indiana. (Fonte Oligo editore)

Source: editore. Grazie allo studio di Comunicazione 1A

:: Intervista ā€œVoci sul Decalogo: una viaggio nella contemporaneitĆ ā€ di Emiliano Tognetti (Graphe.it 2025) A cura di Viviana Filippini

16 aprile 2025

Che valore hanno nel mondo di oggi i comandamenti dell’Antico Testamento? Questo ĆØ quello che si chiede Emiliano Tognetti nel libro  ā€œVoci sul Decalogo: una viaggio nella contemporaneitĆ ā€  edito da Graphe.it. In questo volume, grazie ad una serie di interviste con esponenti (uomini e donne) delle tre religioni monoteiste che si riconoscono nel Decalogo, l’autore ci porta in una serie di conversazioni  che riflettono sui comandamenti, sul loro valore, su come esso sia cambiato nel tempo e quale ĆØ il rapporto del Decalogo con la contemporaneitĆ . Teologia, storia delle religioni, psicologia e sociologia convivono in queste pagine dove quello che ĆØ scritto nelle tavole, per chi crede o anche non crede, appare come strumento di libertĆ  per un percorso di scelte dove oltre alla libertĆ  stessa figurano la pace, la fratellanza. Ne abbiamo parlato con l’autore.

PerchĆ© un libro di indagine interreligiosa tra fede e ragione per i giorni d’oggi? PerchĆØ, a mio parere, checchĆ© ne dica una parte del mondo contemporaneo, sono temi che per molte persone sono ancora  sentiti ed importanti. Fede e ragione sono dinamiche che prescindono da definizioni sociologiche ed il bisogno dell’uomo di avere risposte per il domani, risposte che diano senso alla vita, meritano di essere affrontate ancora oggi.

Come ha scelto le persone da intervistare per raccontare il Decalogo? Le ho scelte in base alla religione e alla confessione che rappresentavano. Ovviamente essendo un libro ed essendo i versetti del capitolo dell’esito limitati, ho dovuto scegliere in modo da avere rappresentanti, maschili e femminili, di Cristiani, Ebrei e Musulmani. Però direi che la scelta ĆØ stata azzeccata, perchĆ© si tratta di persone ā€œdi qualitĆ ā€ ed il libro, per merito loro, ritengo che sia veramente un buon libro che la gente potrĆ  apprezzare.

Leggendo le loro biografie degli intervistati, arrivano da esperienze diverse, come hanno recepito questo libro che indaga i Dieci comandamenti? Direi bene. Ovviamente questi sono coloro che hanno accettato di mettersi in gioco e di rispondere alle mie domande; altri hanno gentilmente declinato l’invito, ma non ho rimpianti. Chi ha risposto, sono persone che veramente hanno tenuto il punto, sono stati cortesi e ā€œhanno studiatoā€!

Quanto ĆØ importante comprendere a pieno i contenuti del Decalogo dal punto di vista della fede e razionale? Direi molto. PerchĆ© ĆØ importante uscire da una interpretazione ā€œtradizionaleā€, che va per ā€œsentito direā€ e per il quale spesso i comandamenti risultano ā€œantipaticiā€, se cosƬ si può dire. Non parlo ovviamente del ā€œsensus fidei fidelisā€, che spesso ĆØ un’applicazione ā€œconcretaā€ e ā€œspontaneaā€, ma non per questo meno raffinata di dotte interpretazioni, di certi teologi o esperti di religione. La ragione si declina in molte sfumature, dalla persona più semplice (il detto dice ā€œcontadino, scarpe grosse cervello finoā€), alla più “studiata”, ma quello che conta ĆØ il cuore con il quale questa ragione viene applicata alla luce della fede.

Tra le interviste fatte, ce n’è qualcuna che l’ha colpita in modo particolare? Se sƬ perchĆ©? Ma in realtĆ , quella che mi ha colpito di più ĆØ quella del Vescovo, quella iniziale, perchĆ© permette di vedere il resto degli argomenti del libro in un’ottica contemporanea. Questo credo che sia il contributo più originale, perchĆ© permette di leggere in un’ottica complessa, integrata la sfera della fede e della ragione, con la personalitĆ  dell’essere umano e con le molteplici sfaccettature che nel mondo di oggi.

Che funzione ha questo testo per chi studia e si occupa di fede  e per le persone comuni? Credo che possa essere un punto di partenza per vedere la Fede e  la Ragione in un’ottica nuova ed integrata, come ricordato poco fa. L’uomo di oggi, ha delle conoscenze che le persone di ieri non avevano, ha strumenti di studio e conoscenza, come la Psicologia o altre nuove scoperte scientifiche, che permettono di leggere testi antichi e sempre nuovi con nuove lenti e di interpretare insegnamenti e significati che possono arricchire tutti, dalla persona più istruita a quella con un livello di istruzione e conoscenza più elementare. Fede e ragione, sono un patrimonio per tutti e tutte e poterne apprezzare la ricchezza e la profonditĆ  ĆØ un bene che può dare veramente una marcia in più a chi, liberamente, può aprirsi all’altro e all’Alto.

Emiliano Tognetti (1984) ĆØ nato a Pontedera, in Toscana. ƈ giornalista, psicologo, psicoterapeuta e progettista sociale. Attualmente collabora professionalmente con Enti del Terzo Settore e con varie riviste locali o nazionali. Ha la passione per le interviste che pubblica sul magazine online 7Gifts.org dell’associazione Mamre, di cui fa parte assieme ad alcuni amici. Trovi i suoi contatti nella sezione Redazione del sito 7Gifts.org. (Biografia dal sito di Graphe.it e foto autore: Mihaela Oana Marcu).

::La Lunga notte di Emerio Medina, (Oligo editore 2025) A cura di Viviana FilippiniĀ 

2 aprile 2025

“La Lunga notte” di Emerio Medina, edito da Oligo editore, comprende due racconti: “La lunga notte” eĀ  “La partenza”. In tutte e due le storie ci sono sƬ dei personaggi che impariamo a conoscere, ma accanto a loro, la principale protagonista ĆØ Cuba, con le sue atmosfere torbide cupe e capiamo che essa c’ĆØ, Ā sembra lei, ma non la percepiamo in modo netto e nitido. Nel primo racconto – “La lunga notte”- Ā quello che domina ĆØ l’oscuritĆ  che tutto avvolge, nasconde e rende irriconoscibili le cose e le persone per giorni. Ogni elemento che compare nella storia -dagli edifici, alla giovane coppia di sposi e al comitato di persone in cammino verso la luce- ĆØ velato dalle tenebre tanto che nulla si vede in modo netto, anche se ne deduciamo le forme e i rumori. Medina ci pone sullo stesso livello dei protagonisti che si muovono all’interno di questa oscuritĆ  senza poterla comprende e vanno avanti a tentoni tra luci che si accendono e spengono, nella speranza che il chiaro torni e renda più luminoso il presente, ma anche il futuro. Nel secondo racconto – “La partenza”- torna ancora quel senso di vago, indefinito, di un partire per allontanarsiĀ  e di andare per arrivare nella localitĆ  nota come Il Punto. I protagonisti sanno che attraversare la boscaglia non ĆØ facile, anzi sono consapevoli che ciò comporta difficoltĆ  e imprevisti e a testimoniarlo ci sono i corpi ritrovati di chi purtroppo non ĆØ riuscito nell’impresa. Non importa però, perchĆ© per cambiare si deve partire. Andare, allontanarsi verso una meta che ĆØ la libertĆ , anche se del tutto sconosciuta e tutta da scoprire. Con un linguaggio avvolgente l’autore ci porta alla scoperta dei mondi esteriori e interiori dei diversi personaggi protagonisti di queste due storie, permettendoci cosƬ di entrare a fare parte delle loro vite, di muoverci al loro fianco e di scoprire cosa li tormentaĀ  nell’animo, ma anche quello che loro desiderano. “La lunga notte” di Emerio Medina ĆØ un libro appassionante che ci porta dentro i meandri di un mondo lontano capace di conquistare con il suo misterioso fascino e con un’umanitĆ  pronta a rischiare per lasciare ciò che la opprime e dare il via ad un nuovo inizio, anche se non mancano dubbi e perplessitĆ , in un mondo tutto nuovo e da scoprire. Traduzione di Davide Barilli.

Emerio MedinaĀ (MayarĆ­, Cuba, 1966) ha studiato ingegneria meccanica nell’ex URSS. Ha iniziato a scrivere tardi, nel 2003, ma ha ottenuto i più importanti premi letterari di Cuba, come il Casa de las AmĆ©ricas, nel 2011, con il libro di racconti La bota sobre el toro muerto. Tra i suoi libri ricordiamo “SarubƬ; el preferido de la luna” (romanzo per bambini, 2009); “CafĆ© bajo sombrillas junto al Senna” (2010, Premio UNEAC per il racconto 2009); “La linea en al mitad del vaso” (2016, Premio Alejo Carpentier per il racconto); “Los fantasmas de hierro” (2015); e “Los Habaneros nunca invitan a comer” (2024). (Fonte bio Oligo Editore)

::Vini, spezie, pastelli volativi e confetti di zucchero, Davide Chiolero (Graphe.it, 2025) A cura di Viviana Filippini

13 marzo 2025

“Vini, spezie, pastelli volativi e confetti di zucchero. Breve storia della cucina e dell’alimentazione nel Medioevo” ĆØ il libro di Davide Chiolero, edito da Grpahe.it, che porta i lettori alla scoperta di come si mangiava in Europa in epoca medievale. Quello che emerge dalla pagine del saggio, non ĆØ solo il fatto che nel Medioevo alcuni degli alimenti che oggi utilizziamo in cucina non fossero presenti in Europa. Tra di essi ricordiamo il mais, la patata, il pomodoro, il cacao, i fagioli, il tacchino per citarne qualcuno. Ciò che si scopre ĆØ che l’uomo medievale ha definito se stesso e anche il suo mondo pure in base al cibo, a come lo cucinava, condiva, o se era legato a delle ritualitĆ  sociali e religiose. Cibo quindi non solo come nutrimento, ma come elemento fondamentale per definire se stessi e il proprio ruolo, o della propria famiglia/casata, all’interno della societĆ . La cosa interessante del saggio ĆØ che ci permette di scoprire come, per esempio, in epoca medievale fossero molto usate spezie, non solo per insaporire, ma per nascondere l’odore sgradevole che esso poteva assumere, visto che non c’erano i frigoriferi per la conservazione come ai tempi nostri. Ā Spezie alla portata di tutti perchĆ© avevano costi accessibili e spezie più eleitarie che, invece, potevano essere comprate solo dai ricchi e questo era per loro un modo di dimostrare la propria potenza. A raccontarci però come si cucinava e cosa si mangiava ci sono, e vengono citati in apposita sezione, alcuni antichi trattati che ci aiutano a capire di più, compreso il fatto che esistesse una cucina più ricca di solito per i nobili che, avendo maggiori fondi economici, potevano anche permettersi di acquistare alimenti e condimenti più costosi. Accanto ad essa c’era una cucina povera, non solo perchĆ© tipica delle classi meno abbienti, ma perchĆ© proprio basata su ingredienti meno costosi. Un esempio pratico, i più ricchi prediligevano prodotti freschi e il pane bianco, i più poveri il pane nero e fonti di proteine alternative alla carne, come le uova. Certo ĆØ che oltre al potere economico, il cibo veniva scelto in base alla stagionalitĆ  e a quello che essa offriva e alla religione che dettava ieri, più di oggi, basi su come gestire l’alimentazione in rapporto al calendario liturgico. Non solo perchĆ© c’era un sistema alimentare ispirato all’epoca romana e uno più vicino ai barbari. La differenza?Ā  Nel caso dei romani c’erano alcuni elementi come pane, vino e olio, mentre quella barbarica aveva al centro carne, lardo e birra. In epoca medievale questi alimenti si mescolarono determinando l’alimentazione del periodo dell’anno mille. Altri due tratti fondamentali della cucina medievale erano, uno, i sapori/ gusti che prevalevano in cucina, principalmente forte-dolce-acido. L’altro aspetto era più legato alla presentazione scenografica del cibo con l’ostentazione della propria ricchezza grazie, per esempio, all’esaltazione dei colori e attraverso Ā le pietanze di qualitĆ  e presenti in gran in quantitĆ , accuratamente preparate e mostrate come gioielli agli occhi dei commensali. Ā Tra di essi ā€œil pastello volativoā€, una torta ad effetto con sorpresa. Altra curiositĆ  ĆØ che in un Europa medievale dove era molto diffuso il consumo di carne, il pesce era usato nei monasteri ed era legato al segno di rinuncia e ai pasti di magro. Altri alimenti molto utilizzati nella cucina medievale erano i cereali (segale, avena, sorgo, miglio e panico) e i legumi (piselli, fave, cicerchie) e quando c’erano momenti di carestia, entrava in gioco in modo più consistente il consumo di formaggio come fonte calorica. “Vini, spezie, pastelli volativi e confetti di zucchero. Breve storia della cucina e dell’alimentazione nel Medioevo” di Davide Chiolero ĆØ un viaggio curioso e ricco di dettagli nella cultura gastronomica medievale, alla scoperta di un’identitĆ  culinaria fatta di gusti, colori, sapori, aromi e cibi strettamente legati alla sopravvivenza e nutrimento umano e alla dimensione socio-culturale-religiosa- econmica del Medioevo.

Davide ChioleroĀ (1991) dopo la laurea magistrale in Scienze Storiche all’UniversitĆ  degli Studi di Torino ĆØ docente di lettere e storia dal 2017. Nel 2023 ĆØ diventato titolare di cattedra presso l’istituto di istruzione secondaria di primo grado di Montechiaro d’Asti. Nel 2021 ĆØ entrato a far parte della redazione di ā€œArma Virumqueā€, rivista universitaria torinese di storia militare, per la quale ha pubblicatoĀ ā€œElmi con le corna e asce bipenni: l’equipaggiamento del vero guerriero vichingoā€Ā (2021). I suoi interessi principali riguardano numerosi aspetti della storia culturale e materiale del periodo medievale. ƈ autore deĀ ā€œI vichinghi e la morte. La ritualitĆ  funebre scandinava fra migrazione e stanzialitĆ ā€ (sec. VIII-XI)Ā eĀ ā€œIl bestiario del TrĆ©sor di Brunetto Latiniā€, editi Ā da Il Cerchio.Ā 

::Enrico Fermi. Il genio atomico, Andrea Pau (Gallucci 2024) A cura di Viviana Filippini

25 febbraio 2025

Enrico Fermi, lo consociamo perchĆ© fu padre del primo reattore nucleare e protagonista del ā€œProgetto Manhattanā€, ossia Ā un piano di studio, ricerca e sviluppo in ambito militare dal quale presero forma le primeĀ  bombe atomiche durante la Seconda guerra mondiale. A condurlo ci furono Stati Uniti d’America, Regno Unito e Canada. In realtĆ , Enrico Fermi lo conosciamo anche perchĆ© ricevette il Nobel per la fisica nel 1938 e il suo fare ebbe una forte influenza sul mondo e sulla sua storia, tanto ĆØ vero che grazie a Fermi, l’Italia provinciale dei primi anni del XX secolo si trovò ad essere nota a livello internazionale. A raccontarci la figura di Enrico Fermi ci pensa Andrea Pau con il libro ā€œEnrico Fermi. Il genio atomicoā€ edito da Gallucci con consulenza scientifica del professor Vincenzo Barone. Attraverso quattro punti di vista diversi, con un perfetto mix di realtĆ  e fantasia, il lettore scopre al meglio la figura del grande fisico italiano, naturalizzato in America. Accanto ai grandi scienziati con i quali Fermi lavorò, l’autore decide di fare narrare lo scienziato a persone del tutto quotidiane che nella trama si incorciano le loro vite co quella di Fermi. Per esempio, nella prima parte il libro ha il punto di vista di Gertrude e va dal 1900 al 1922, anno della Marcia su Roma, che avrebbe cambiato la vita a molti italiani. In questa fase ĆØ grazie agli occhi della vicina di casa di Fermi, che lo vediamo crescere giorno dopo giorno, e cosƬ scopriamo come in casa il piccolo Fermi fosse soprannominato dalla madre ā€œPiccolo fiammiferoā€, per quel suo stare zitto zitto per giorni interi ed esplodere poi all’improvviso. Il secondo periodo di vita di Fermi ha il punto di vista di Giuseppe, giovane inventore che dal 1923 al 1938 fu al Ā fianco di Fermi in via Panisperna Ā e i due si dividevano tra l’affermarsi sempre maggiore del del Fascismo e del Nazismo, gli studi universitari, i primi amori per qualcuno Ā e gli esperimenti per qualcun altro. Poi arriva Anthony, scienziato e soldato italoamericano ai tempi della Seconda guerra mondiale e della bomba atomica vicino a Fermi dal 1939 al 1946, che osservò lo stupore di coloro che ascoltavano Fermi e che venivano rapiti dalla passione che ci metteva nello spiegare i concetti della fisica, compresa la termodinamica. L’ultima che ci racconta un po’ lo scienziato ed ĆØ anche la più giovane, ĆØ la piccola Sarah (dal 1946 al 1954) che conosce Fermi perchĆ© giocava con Laura e Judd, i suoi figli. In “Enrico Fermi. Il genio atomico”, Andrea Pau riunisce quattro punti di vista diversi, grazie ai quali possiamo conoscere nel tempo la figura dei Enrico Fermi e quelle sue scoperte scientifiche che cambiarono per sempre il mondo del XX secolo.

Andrea PauĀ ingombra la Sardegna dal 1981. Dopo la laurea in Scienze politiche comincia, astutamente, a fare tutt’altro: scrive fumetti, romanzi per ragazzi, cartoni animati. Collabora con diversi editori e con la Fondazione Sardegna Film Commission. Appena ne ha la possibilitĆ , passeggia per il mondo, ascolta concerti, assume carboidrati (dal sito di Gallucci).

Source: inviato dall’editore Gallucci.

:: Il richiamo del sentimento, Fabrizio Guarducci (Lorenzo De’ Medici Press) A cura di Viviana Filippini

13 febbraio 2025

ā€œIl richiamo del sentimentoā€ ĆØ il romanzo di Fabrizio Guarducci edito da Lorenzo De’ Medici Press che ruota attorno alla ricerca di una profonda veritĆ  esistenziale dal passato. Protagonista ĆØ Elvira alle prese con un’ indagine sui Catari, antico movimento religioso scomparso. L’intento della sua ricerca, che lei vuole trasformare in un libro, ĆØ quella di capire quanto ancora i principi e valori dei Catari siano validi al giorno di oggi. Il movimento dei Catari era un gruppo ereticale cristiano che si radicò in diverse zone dell’Europa (Linguadoca e Occitania in Francia, Italia, Bosnia, Bulgaria e impero bizantino) nel Medioevo e attivo dal X al XIV secolo. Tra i valori cardine del movimento dei Catari per esempio la contrapposizione tra il bene spirituale e il male materiale, ma anche il rifiutare le ricchezze, la corruzione del clero e i Sacramenti della chiesa cattolica. Per queste ragioni il movimento venne duramente attaccato e preso di mira, poi l’arrivo della crociata albigese e dell’Inquisizione portarono il movimento alla scomparsa. Attorno a questo enigmatico gruppo Elvira, nata dalla penna di Guarducci, muove i suoi passi per trovare tutte le informazioni e contenuti sul movimento religioso. La ricercatrice, che non sarĆ  sola ma avrĆ  degli aiutanti (amici, ricercatori, professori), oltre ad analizzare testi antichi trovando relazioni impensabili tra i essi, si recherĆ  da Firenze nei luoghi della Francia dove il movimento si radicò. Torniamo agli scritti, perchĆ© trovarli, leggerli e capirli per Elvira ĆØ un vero e proprio bisogno, una ossessione. Tra gli antichi testi in cui la studiosa si imbatte c’è la ā€œKephalaiaā€, un trattato gnostico; poi tocca alla ā€œPistis Sophiaā€, una vangelo gnostico dove Gesù, dopo la sua morte, rimase per un po’ di anni (11) con gli apostoli, spiegando loro cosa ci sarebbe e accadrebbe all’uomo dopo la morte. Accanto a questi testi, compare anche un Vangelo apocrifo di Giovanni e quello della Maddalena. In realtĆ  c’è una altro elemento, che piano piano mostrerĆ  la sua importanza. ƈ Ā un giovane che ogni tanto compare nella vita di Elvira proprio mentre lei sta volgendo al sua ricerca sui Catari. SarĆ  questo ragazzo – tra il suo essere terreno, ma forse non del tutto- con le sue parole durante i dialoghi con Elvira, che la condurrĆ  ad una importante scoperta sui testi esaminati e sulle dottrine dei Catari e Ā sul quel loro pensare ad una societĆ  dove uguaglianza ĆØ fondamentale. Certo nella trama non mancano ostacoli, colpi di scena, parti di documenti trafugate o fatte sparire per non far emergere il vero, ma l’obiettivo della protagonista ĆØ sempre lo stesso: trovare la veritĆ  e il senso del vivere che i Catari cercavano e che si rivelerĆ  attuale ancora ai tempi di oggi , proprio per quei principi universali che vanno oltre il tempo e lo spazio. In ā€œIl richiamo del sentimentoā€ di Fabrizio Guarducci, Elvira vive un percorso, anzi un cammino nella Storia del passato, nel Medioevo, per conoscere, capire e dare un senso a quello in cui i Catari credevano. Allo stesso tempo, la ricercatrice sperimenta un cammino di formazione umana e spirituale profondo che la porterĆ  a mettere in discussione il senso del vivere e ad analizzarlo con i valori e gli insegnamentiĀ che apprenderĆ  durante questo cammino di ricerca che dal passato possono aiutare ad affrontare il tortuoso presente.

Fabrizio Guarducci, scrittore, saggista e autore, regista e produttore cinematografico. La sua formazione avviene con i principi della dottrina politica e sociale e umana del giurista Giorgio La Pira. G. ha vissuto il movimento Underground alla fine degli anni Sessanta negli Stati Uniti e poi fondato il Dipartimento di Antropologia culturale dell’Istituto Internazionale Lorenzo de’ Medici di Firenze e ha insegnato Mistica, Estetica e Tanatologia e si ĆØ dedicato alla ricerca dei linguaggi come strumenti per migliorare l’interioritĆ  dell’individuo e per trasformare in positivo la realtĆ  che ci circonda. Tra le sue opere i saggiĀ “La parola ritrovata”Ā (2013),Ā “Theoria. Il divino oltre il dogma”Ā (2020) e i romanziĀ “Il quinto volto”Ā (2016),Ā “La parola perduta”Ā (2019),Ā “La sconosciuta”Ā (2020),Ā “Duetto”Ā (2021),Ā “Amor”Ā (2022),Ā “Il villaggio dei cani che cantano”Ā (2022) edĀ “Eclissi”Ā (2022).

Source: inviato dall’editore. Grazie all’ ufficio stampa 1A Comunicazione.

:: PerchĆ© leggere Dostoevskij,Ā Antonio Schlatter Navarro (Graphe.it Edizioni, 2024) A cura di Viviana Filippini

7 febbraio 2025

ā€œPerchĆ© leggere Dostoevskijā€ ĆØĀ un saggio di Antonio Schlatter Navarro, con prefazione di Valerio de Cesaris, rettore dell’UniversitĆ  degli Studi di Perugia, dedicato al grande scrittore russo che ha l’intento di indagare i temi presenti all’interno delle sue opere, i quali sono ancora oggi attuali. Non so se sia vero che tutti leggono o hanno letto Dostoevskij, ma questo saggio che lo analizza in modo dettagliato ĆØ la Ā dimostrazione che i temi affrontati dall’autore russo e che hanno al centro il vivere quotidiano, il rapporto con Dio, la fede, sono ancora radicati nella nostra quotidianitĆ  e noi, lettori odierni, possiamo confrontarci ancora con essi e, se non lo abbiamo ancora fatto, provare a leggere i libri di Dostoevskij, senza tanto pensare al numero di pagine, ma ai possibili elementi utili che da esso potremmo trarne. Schlatter Navarro si concentra su alcune opere dello scrittore russo considerando i personaggi protagonisti sui quali Dostoevskij proiettava i sentimenti, le emozioni e le riflessioni che lui stesso visse in prima persona e sulla propria pelle. Tra di essi ci sono il senso di colpa, il giudizio e il pregiudizio, il senso del divino che si manifesta nel quotidiano e nel reale che circonda. Trovano però spazio anche quelle tenebre costanti e perenni, presenti anche con la luce, nelle quali i personaggi si muovono quasi sempre nell’attesa della rivelazione o veritĆ  che salva. C’è un senso di libertĆ  che ognuna delle singole creature letterarie Ā cerca e desidera, ma c’è anche il senso di un insieme di persone che formano il Ā popolo come forza viva e motrice. Queste sono alcune delle tematiche che Navarro analizza, perchĆ© esse erano fondamentali per lo scrittore russo che le metteva nei suoi romanzi e nei diversi personaggi impegnati in un lungo processo di ricerca di redenzione e salvezza. Schlatter Navarro sottolinea ed evidenzia poi altri argomenti costanti per Dostoevskij come la fede in Dio, la figura di Cristo e della sua grande capacita di perdonare tutto, il ricercare i suoi/loro insegnamenti nel quotidiano che lo spingevanoĀ  all’analisi e all’indagine della realtĆ  che lo circondava e nel suo animo in rapporto a essa. Altra fonte di ispirazione per Dostoevskij furono le sue visioni, quelle che lo affliggevano e tormentavano quando aveva gli attacchi di epilessia e che lo conducevano in una sorta di mondo altro, tutto da comprendere e decifrare. Questi elementi, uniti alle esperienze drammatiche di vita quotidiana minata dai problemi economici, dolori familiari dovuti alla morte prematura della madre, quelli di alcolismo del padre, la morte della moglie, il secondo matrimonio parecchio lontano dalla felicitĆ , e i suoi problemi con il gioco d’azzardo, affiancati aĀ traumi di diverso genere, colpirono Dostoevskij che poi li esorcizzò (o almeno di provò) mettendoliĀ  nelle sue opere letterarie. Quello che emerge dal saggio di Navarro ĆØ che la scrittura, inventare trame e intrecci, dare forma a personaggi dall’animo tormentato e in subbuglio, furono per Dostoevskij una vera e propria valvola di sfogo per analizzare la sua dimensione più profonda, il suoĀ  animo eĀ  i tormenti che lo caratterizzavano. Suoi sƬ, ma comuni anche a tutti gli altri esseri umani del suo tempo e, come ci dimostra Navarro in queste pagine, del nostro. Interessante alla fine del libro anche un “Epilogo” con le indicazioni dell’ipotetico e ideale ordine di lettura degli scritti di Dostoevskij. Con “PerchĆ© leggere Dostoevskij”, tradotto in italiano da Natale Fioretto, Navarro ci prende per mano e ci accompagna alla lettura delle opere di dell’autore di “Delitto e castigo” (per citarne uno), proprio per aiutarci a comprendere i suoi testi che a volte paiono cupi e criptici, quasi difficili da decifrare, ma che nascondo illuminanti veritĆ  esistenziali per non avere più timore e affrontare il domani.

Antonio Schlatter Navarro, nato a Siviglia, ĆØ un sacerdote della Prelatura dell’Opus Dei. Ha esercitato il ministero in diverse diocesi della Spagna: Murcia, Valencia e Saragozza e attualmente a Cordova. Laureato in Giurisprudenza all’UniversitĆ  di JaĆ©n, dove ha esercitato la professione di avvocato, ha conseguito la laurea in Teologia alla Pontificia UniversitĆ  della Santa Croce in Roma e il dottorato in Filosofia all’UniversitĆ  di Navarra. Tra le sue pubblicazioni : “Mero Catolicismo” (Palabra); “A la mesa con Dios”  e “Trabajo del hombre, trabajo de Dios” (entrambe per Rialp); “Murillo con ojos nuevos” (Eunsa); “Miguel MaƱara” (Sinergia). “Por quĆ© leer a Dostoyevski” (Eunsa) ĆØ il suo ultimo libro e il primo a essere tradotto in italiano.

Source: grazie all’ufficio stampa 1A Comunicazione.