Ciao, Monica! Innanzitutto ti faccio tantissimi complimenti per essere riuscita a scrivere un libro così bello a soli sedici anni! Ora vorrei porti qualche domanda a proposito di Mezzanima. Iniziamo?
Parliamo subito del rapporto che unisce i protagonisti: Arian e Robin sono una la metà dell’altro, un’anima divisa in due. Secondo te, nella realtà può esistere un legame simile? Credi nell’anima gemella?
Ciao! Grazie mille, per i complimenti e per le domande 🙂 I protagonisti, in effetti, sono uniti da un legame più unico che raro. Spero che un legame simile possa esistere davvero, secondo me non è impossibile, anche se molto difficile da creare. E credo nell’anima gemella, anche se non me la immagino perfetta. Sia Arian che Robin hanno i loro difetti e le loro debolezze, anche se quando sono insieme passano in secondo piano.
Tra le altre cose, il tuo libro parla di magia. Se potessi scegliere, quale potere speciale ti piacerebbe avere, e perché?
È una domanda difficile. Però credo di avere dato ai vari personaggi alcuni dei poteri che mi piacerebbe avere. I protagonisti sono a stretto contatto con il Buio, che è l’elemento che preferisco in assoluto.
Veniamo ora all’antagonista: che cosa rappresenta per te la Regina? Un incubo, una paura, un ostacolo da superare?
La Regina è tutte questo messo insieme: è un incubo e in alcune occasioni sembra insormontabile, ma è anche una paura che va sconfitta e un ostacolo che deve essere superato a tutti i costi.
Tra i comprimari troviamo diversi personaggi interessanti, uno fra tutti il giovane Ren: in un certo senso è come se lui fosse la mente, la ragionevolezza e l’intelligenza, laddove invece Arian e Robin sono il cuore, il sentimento e l’istinto. Sei d’accordo con quest’affermazione?
In un certo senso sì. Ren è l’amico e la guida. I due protagonisti si ritrovano improvvisamente in un mondo che non conoscono, in cui si muovono ancora a fatica. L’amicizia di Ren, oltre che a guidarli, li aiuta a sentirsi parte di quello che è il loro “ambiente”. E in un certo senso, in effetti, Ren è anche il freno all’impulsività dei protagonisti, che a volte potrebbe metterli in difficoltà, nonostante penso che l’intelligenza e la strategia accomunino tutti e tre.
Nel romanzo sono molto spesso le donne a possedere un carattere forte e deciso: pensiamo a Marine, alla Regina, alla stessa Arian… Nella tua vita c’è una “grande” donna cui vorresti assomigliare?
Sinceramente non ho una “grande” donna in particolare, direi forse di più che ho tanti piccoli pezzi di “grandi” donne che mi piacerebbe avere, per poi essere solo me stessa.
Nel corso della loro avventura, i due protagonisti incappano in molti pericoli e in situazioni spiacevoli, eppure riescono sempre a trovare una speranza nella reciproca compagnia. Quanto è importante per te l’amicizia?
Secondo me l’amicizia è molto importante. Ci sono amicizie diverse, alcune durano qualche giorno, altre invece vivono per anni. Sono convinta che, poi, ci siano amicizie uniche che rimangono tutta la vita e che ci completano. Penso che l’anima gemella consista un po’ anche in tutto questo, in fondo.
Arian e Robin sono dei ragazzini, ma le loro esperienze di vita li hanno costretti a crescere in fretta. Secondo te, qual è il momento in cui si smette di essere bambini?
Secondo me si smette di essere bambini quando non si prova più la forza per emozionarsi davanti alle cose e le si subisce e basta. Credo che sia molto brutto smettere di emozionarsi. Arian e Robin crescono, nel corso del loro viaggio, imparano e con le loro scelte si costruiscono col passare del tempo, ma non smettono mai di stupirsi, di arrabbiarsi, di avere paura e di provare tante altre emozioni. Secondo me, quindi, si può crescere sempre senza smettere di essere bambini.
Sinceramente, se un mattino ti capitasse di svegliarti e ritrovarti nel Regno, come reagiresti?
Per i primi due o tre minuti rimarrei ferma e mi convincerei di essere impazzita. Nei cinque minuti successivi credo che rischierei l’infarto almeno un paio di volte e sinceramente non so quante cose potrebbero passarmi per la testa. Credo che in fondo ne sarei felice, anche se probabilmente mi verrebbe voglia di tagliarmi le mani per alcuni degli effetti collaterali del Regno.
Un’ultima domanda prima di salutarci: come è cambiata la tua vita da quando Mezzanima è stato pubblicato?
Dopo la pubblicazione di Mezzanima non è che la mia vita sia cambiata tanto, se non per la grande soddisfazione di avere il “mio” libro in mano. Poi ci sono stati tanti eventi, tra le presentazioni in libreria e biblioteca. Ma credo che la cosa che mi ha emozionato di più, e che continua a farlo, sia leggere le opinioni delle persone. Ad esempio, adoro leggere le recensioni, nonostante abbia sempre un’ansia pazzesca quando me le trovo davanti.
Ti ringrazio tantissimo per la disponibilità e ti auguro tanta fortuna per tutti i tuoi progetti.
Alla prossima!

Il tempo della storia, il flusso delle notizie. La lunga durata degli eventi sociali ed economici, l’immediatezza della comunicazione nell’era di Internet. A volte sembra che l’informazione abbia una marcia in più rispetto alla realtà, ma l’informazione corre per poi consumarsi in fretta. La storia, invece, procede a piccoli passi, rivelando, col passare degli anni, novità sorprendenti.
Cinque racconti, fra horror e paranormale. L’argomento trattato è la medicina. Il difficile rapporto tra la precisione della scienza e l’inspiegabile. L’orrore di un parto anomalo, fatto di sangue e grasso; un caso clinico aberrante. Le telecamere in una sala operatoria a seguire un illustre chirurgo durante un intervento della massima urgenza; l’ego di questo medico è in diretta, la professionalità passa in secondo piano.Uno specchio che permette di guardare oltre se stessi; pazzia, dal punto di vista clinico; apparizione, tramandata da generazioni. Il diverso rapporto con conservanti e coloranti contenuti nei cibi confezionati, da parte di due sessantenni che vivono nello stesso palazzo. Due gemelli, uno medico e l’altro prete esorcista, alle prese con una bambina; è malata o posseduta? Un racconto paranormale, difficile da digerire.






Giovedì torniamo, questa vacanza ci voleva. Spero che almeno un pochino abbiate sentito la nostra mancanza. Questo post non era programmato. Nasce un po’ così. Per caso. Riflettendo mentre sfogliavo le pagine dei siti degli editori in cerca di novità o di libri che mi sono sfuggiti. E alcuni siti sono davvero belli. Ben fatti. Invitano i lettori a consultarli. Così mi è venuta questa idea: votare il sito più bello. Qui nei commenti. Non si vince niente, solo la soddisfazione di essere apprezzati. Non siete un po’ curiosi di scroprire quale sito è il più bello? E’ un modo di conoscerne anche nuovi. Buon voto!
























