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:: Stato di emergenza. Viaggi in un mondo inquieto di Navid Kermani (Keller 2019) a cura di Viviana Filippini

23 settembre 2019

Stato di emergenzaStato di emergenza. Viaggi in un mondo inquieto” è l’ultimo lavoro di Navid Kermani, pubblicato da Keller. Le pagine sono un vero e proprio affresco dettagliato del mondo mediorientale che l’autore, con la sua abile capacità di reporter, ha messo nelle pagine di un testo che è un vero e proprio viaggio letterario in quei Paesi del Medioriente dei quali sentiamo parlare alla televisione o leggiamo sui giornali. Kashmir, Agra, Gujarat, Pakistan, Afghanistan (parte prima e parte seconda), Iran, Iraq, Kurdistan, Siria, Palestina, fino a Lampedusa. Il reportage, tradotto da Fabio Cremonesi, permette a chi legge di conoscere quei mondi che sembrano così lontani e diversi da noi. Per esempio parlando del Kashmir, l’autore evidenzia come lo stato sia da tempo al centro dei “desideri” di Pakistan e di India, pronti anche a farsi la guerra pur di averlo. Di esso narra anche le bellezze naturali che non ti aspetti di trovare e la fuga delle popolazioni minacciate dai conflitti. Nel Gujarat, Kermani evidenzia, da una parte, i progressi economici e, dell’altra, la difficile convivenza tra induismo e religione musulmana. Non facile è la vita dei religiosi sufisti in Pakistan, che hanno serie difficoltà a poter vivere in modo completo e libero la propria dimensione mistica e di fede. L’autore ci pone attenzione sulla rivolta a Theran, in Iran, e della forte censura governativa che ha limitato in modo eccessivo la libertà di documentare la realtà e ciò che in essa accade. Stabilità politica molto difficile anche in Iraq dove, dopo la destituzione di Saddam Hussein, sembra che pace, ordina e stabilità sembra non riuscire proprio a radicarsi. Leggendo le pagine del libro di Kermani si nota la sua grande capacità di rendicontare dei mondi, delle culture, usi e tradizioni diversi che l’autore ha conosciuto vivendole in modo concreto. Ci sono inoltre degli elementi comuni che ritornano per ogni terra attraversata e che evidenziano una serie di problematiche condivise. C’è la mancanza di stabilità politica; la assenza di un adeguata stabilità economica che sia accessibile per tutti e non solo per qualcuno. Si percepisce anche un senso di mancanza di libertà di espressione un po’ ovunque; di vite che vorrebbero un po’ di pace e di tranquillità, ma che si trovano a vivere con un senso di precarietà che attanaglia in modo costante e che rende difficile fare progetti per il domani. Pagina dopo pagina “Stato di emergenza. Viaggi in un mondo inquieto” di Kermani mostra la sua profonda e dettagliata conoscenza sia del mondo occidentale, che di quello orientale, elemento che lo rende un vero e proprio punto di riferimento per i lettori interessanti a conoscere e comprendere la situazione del mondo mediorientale dell’oggi, per sapere come muoversi in esso nel prossimo futuro.

Navid Kermani è nato da genitori iraniani nella città tedesca di Siegen, il 27 novembre 1967. Già all’età di 15 anni, ha iniziato a scrivere per il giornale locale «Westfälische Rundschau». Dal 2000 al 2003, Kermani è stato Long Term Fellow al prestigioso Wissenschaftskolleg di Berlino. Oltre alla sua attività letteraria, Kermani ha pubblicato reportage giornalistici e articoli di fondo per i quotidiani tedeschi e la rivista «Spiegel». Dal 2006 al 2009, ha partecipato alla prima Conferenza islamica tedesca ed è stato il primo rappresentante della seconda generazione di immigrati in Germania a diventare membro dell’Accademia tedesca per la lingua e la poesia. Nel 2008, è stato fellow a Villa Massimo di Roma. Nel 2010 Kermani ha tenuto un ciclo delle prestigiose Lezioni di Francoforte sulla poetica. Quindi è stato visiting professor di Studi islamici presso l’Università di Francoforte (2013) e visiting professor di Letteratura tedesca al Dartmouth College (USA, 2014).  La sua ricerca accademica si concentra sulla mistica islamica e il Corano ma i campi di interesse e professionali di Kermani si allargano al reportage dedicati a regioni in guerra e in crisi. Le sue conferenze pubbliche affrontano spesso il rapporto tra la fede religiosa, la cultura e la società, così come il rapporto tra Oriente e Occidente. Dal 1988 vive a Colonia.

Source: richiesto dal recensore all’editore. Grazie all’ufficio stampa Keller.