Posts Tagged ‘graphic novel’

:: La mia vita con Mr.Dangerous, di Paul Hornschemeier (Tunué, 2016) a cura di Giulia Gabrielli

3 ottobre 2016
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«Di tutte le teste qui… Solo la tua chiede a dei cartoni di essere dei lucchetti»

Amy è una ragazza che ha appena compiuto 26 anni, lavora come commessa in un negozio d’abbigliamento, vive da sola con il suo gatto Moritz, si è appena lasciata col suo ragazzo e per il compleanno ha ricevuto in regalo dalla madre una maglia fuxia con un unicorno.
Ma soprattutto Amy è appassionata, anzi direi proprio ossessionata, da un cartone animato, Mr. Dangerous, i cui personaggi sono diventati un filtro e un veicolo per i suoi pensieri e sogni (ad occhi aperti e non) e anche un metro di valutazione nelle sue relazioni con gli altri.
Le relazioni di Amy con gli altri sono difficili, è spesso sola, incastrata in un lavoro poco gratificante e al di sotto delle sue capacità: solo con la madre sembra avere un legame stabile, ma si tratta comunque di un rapporto in cui è più quello che non si dicono a riempire i loro pranzi assieme. La madre infatti è una donna dolce, affettuosa, che ama profondamente la propria bambina, ma anche stanca, sfinita da un lavoro che non ama (lo stesso di Amy) e dall’età.
I rapporti con gli uomini poi sono ancora più disastrosi: del padre non c’è proprio traccia, se non per un cenno al fatto che abbia lo stesso umorismo di Amy; mentre cinque/sei relazioni si sono susseguite nella vita della ragazza, ma senza trovare mai qualcuno con cui poter davvero condividere qualcosa, relazioni che alla fine l’hanno lasciata ancora più sola, piena di complessi col proprio fisico e insicurezze.
L’unico vero legame profondo di Amy è con Michael, l’amico lontano, trasferitosi a San Francisco, presente però solo come una voce al telefono e mai nemmeno inquadrato in una vignetta. Una presenza insomma che si fa sentire soprattutto per la sua assenza. Michael condivide con lei lo stesso amore per Mr.Dangerous, per le avventure folli e i racconti strampalati, lo stesso tipo di umorismo; ma è lontano, spesso irraggiungibile al telefono. E anche Michael fa parte dell’immaginario di Amy, proiettato nel suo “teatro mentale” sotto forma di un gatto nascosto dietro una barba posticcia.
Michael è a tutti gli effetti il centro delle relazioni di Amy, la persona che più influenza le sue giornate, ma è un centro lontano, fuori dalla sua vita quotidiana per colpa della distanza.
La solitudine e i silenzi della vita di Amy sono ingabbiati in una griglia regolare, fatta di vignette dalla suddivisione classica, e in un disegno pulito, preciso, dal tratto un po’ “morbido”. I colori, senza sbavature o effetti di chiaro-scuro eccessivi, restano sempre tenui, mai carichi o saturi se non per certe scene oniriche in cui Amy trasforma se stessa in un personaggio del cartone di Mr. Dangerous e che finiscono con l’essere i momenti di introspezione più veri della ragazza.

Paul Hornschemeier è autore completo delle sue opere: testi, disegni e colori. Nato nel 1977 da genitori avvocati, cresciuto nel sud dell’Ohio, in una piccola città, le sue opere, famose per smascherare i meccanismi con cui si mente a se stessi, sono state tradotte in molte lingue e gli sono valse diversi premi, tra cui tre Eisner (Best Limited Series; Best Writer/Artist; Best Coloring). Ha lavorato con la Dark Horse che ha pubblicato il suo primo fumetto, Mother, come home, nel 2004 e con la Marvel per la quale ha colorato e diretto una mini serie.
La mia vita con Mr.Dangerous, 2011, è stato inserito tra i New York Time Best Seller.

Source: inviato dall’ufficio stampa di Tunué

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Basilicò, Giulio Macaione, (Bao publishing, 2016) a cura di Viviana Filippini

5 settembre 2016
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Giovanni, Agata, Diego Maria, Rosalia e Santo, sono i quattro fratelli protagonisti della graphic novel Basilicò di Giulio Macaione edita da bao publishing. Tutti i ragazzi si trovano catapultati a casa della madre non però per festeggiare il compleanno della donna come avevano in previsione, ma per la sua morte improvvisa. Il libro a disegni di Macaione parte da un fatto drammatico per ricostruire la vita di questa famiglia dove la madre, Maria, ad un certo punto si troverà da sola a crescere tutti i figli. La storia per immagini è un viaggio alternato tra presente drammatico dei ragazzi, che devo confrontarsi con l’improvvisa scomparsa dalla congiunta e il passato fatto da flashback molto utili a lettore per comprendere delle verità non del tutto chiare per i ragazzi. O meglio, chi legge il libro le conosce subito, mentre i protagonisti della vicenda le apprenderanno piano piano e questo stravolgerà per sempre l’immagine che avevano della madre e quella del padre. I frammenti dell’esistenza della famiglia di Maria sono intervallati da sfiziose ricette di cucina, corredate da un unico e solo ingrediente segreto, che evidenziano quanto per la donna sia importante mantenere viva la tradizione culinaria siciliana. Leggendo Basilicò si scopre come la vita di Maria non si stata facile, anzi la donna ha sempre combattuto e lottato per dare ai propri figli il giusto benessere e valori importanti e solidi attraverso i quali costruire le proprie vite. In realtà più ci si addentra nella storia, più ci si accorge di come le esistenze di Giovanni, Agata, Diego Maria, Rosalia e Santo siano molto complesse e pure in conflitto con quello che la madre ha insegnato loro. Giovanni ha sposato una donna che pensa più all’apparire e all’essere; Agata lavora precariamente in un call center ed è convinta che prima o poi (ad un certo punto sembrerà sempre poi) i suoi quadri avranno successo. Diego Maria passa da un fidanzato all’altro; Rosalia ha sposato un medico, ma non esita a farsi un amante e Santo, il più piccolo, fa il giornalista giramondo. Esistenze sull’orlo della crisi che entrano in conflitto costante tra loro e con la madre, Maria sottolinea questo stato di profonda precarietà che le caratterizza. La mamma punzecchia in modo continuo i figli, non lo fa con cattiveria, ma questo suo modo di fare, che vorrebbe per portare i figli a riflettere sulla loro vita, non fa altro che infastidirli e creare conflitti con lei e pure tra di loro. Ad un certo punto i ragazzi, tutti riuniti attorno alla salma della madre verranno a conoscenza di una dolorosa e impensabile verità, che stravolgerà per sempre l’idea che avevano dei due genitori. Il fumetto di Macaione ha un andamento circolare, nel senso che all’inizio si incontra la morte ed essa torna anche alla fine, con dati e fatti più concreti e corposi per i protagonisti e per i lettori che comprenderanno il senso di tante cose dette e fatte dalla donna. Basilicò di Giulio Macaione è il ritratto di una famiglia dove la cucina è il collante tra le parti e le sue immagini mettono in evidenza quanto a volte il mentire non sia da interpretare come un atto di meschinità, ma piuttosto è lo strumento migliore utilizzato per poter tutelare in modo costante l’ esistenza delle persone amate.

Giulio Macaione è nato a Catania nel1983, è cresciuto a Palermo e vive a Bologna dove si è diplomato all’Accademia delle Belle arti. Nel 2005 ha debuttato con il corto Mortén, vincitore del concorso “Otto tavole per Mondo Naif” indetto da Kappa Edizioni. Sempre con Kappa, pubblica i romanzi grafici The Fag Hag e Innamorarsi a Milano, entrambi su testi di Massimo De Giovanni. Con Comma 22 pubblica Ofelia, tradotto anche in Francia da Edithion Physalis. Con Renbooks pubblica I colori del vicino e sta lavorando al prossimo fumetto Alice from dream to dream, ambientato negli Stati Uniti, dove ha vissuto per un periodo. Il suo blog è giuliomacaione.blogspot.it.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Daniela dell’Ufficio Stampa Bao Publishing.

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:: Chanbara – La via del samurai, Roberto Recchioni e Andrea Accardi ( BAO Publishing, 2015) a cura di Elena Romanello

25 giugno 2016
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Chanbara o chambara sono in Giappone le storie, essenzialmente i film di cappa e spada ambientati tra Medio Evo e Settecento, dove si raccontano le storie di samurai in lotta tra di loro o con signorotti. Un genere molto presente nei film di Akira Kurosawa e noto anche a chi legge i manga, anche se da noi in Italia si sono preferite altre storie da tradurre, ma che ha sedotto anche due autori italiani come Roberto Recchioni e Andrea Accardi.
Bao Publishing ha unito in un unico volume due storie di ambientazione giapponese del duo uscite in precedenza per l’editore Bonelli, La redenzione del samurai e I fiori del massacro, con una nuova impaginazione, colorazione e una veste grafica sontuosa e raffinata, che richiama la cultura nipponica classica.
Il risultato è davvero molto interessante, un tuffo in un mondo che ormai ha affascinato più di una generazione, lontano ma incredibilmente suggestivo, restituito da tavole che uniscono il gusto dei maestri occidentali (volevamo fare un Tex giapponese, hanno detto gli autori) alle stampe e alle atmosfere giapponesi, tra crudeltà e incanto.
Le storie raccontate, che non sfigurerebbero nelle pellicole di Kurosawa (che tra gli altri ha ispirato Sergio Leone e George Lucas), sono entrambe di vendetta, la prima su un samurai che ha visto morire il suo signore, la seconda sulla figlia di un nobile che diventerà guerriera per distruggere chi ha ucciso la sua famiglia. Due storie senza tempo, spietate ma affascinanti, che raccontano il mondo del Giappone feudale, lontano ma simile al feudalesimo europeo, tra katane, ciliegi in fiore, duelli, viaggi.
Chanbara è un’opera che si rivolge innanzitutto a chi mette sullo stesso piano la narrativa scritta con quella disegnata, come possibilità di ricreare un mondo che stravolge e avvince e da cui è davvero difficile staccarsi. Poi è per tutti coloro che amano il Giappone, Paese incredibile, dalla cultura millenaria ma capace di proporsi come uno dei più efficaci inventori di immaginario pop, soprattutto per chi del Paese del Sol levante ama gli aspetti storici e classici. Ma è anche un’opera per capire come il fumetto sia un linguaggio universale, con rimandi culturali e tematici, che ha una scuola di tutto rispetto anche in Italia, senza nulla togliere a successi e opere stranieri.

Roberto Recchioni, romano, ha alle spalle una carriera ultra ventennale come fumettista: per la Bonelli ha sceneggiato vari numeri di Dylan Dog e Tex e nel suo curriculum ci sono anche partecipazioni a Orfani, a Joe Dante, a Diabolik, alle Cronache del mondo emerso dal romanzo di Licia Troisi e a Topolino.

Andrea Accardi, palermitano, ha iniziato la sua carriera a fine anni Ottanta collaborando alla Granata Press, la casa editrice che portò i manga in Italia, per poi passare a Kappa edizioni e partecipando alla nuova edizione di Lupin III all’inizio del Duemila. Da tempo è un disegnatore Bonelli.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: Cattive ragazze, Assia Petricelli e Sergio Riccardi (Sinnos, 2016) a cura di Elena Romanello

18 giugno 2016
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In questo periodo si festeggiano i settant’anni del voto alle donne in Italia, ma in parallelo dal nostro Paese e dall’estero arrivano notizie inquietanti e terribili, tra ragazze e donne uccise perché osano lasciare compagni violenti e oppressivi o perché si ribellano contro totalitarismi religiosi e politici.
Per questo motivo, qualunque età si abbia, merita prendere in mano la graphic novel Cattive ragazze, ideata a quattro mani da Assia Petricelli e Sergio Riccardi, con al suo interno quindici biografie eccellenti, di donne degli ultimi due secoli, che si sono ribellate a imposizioni sociali e culturali, perseguendo una loro strada e raggiungendo dei risultati.
Sono donne più o meno note, ma spesso non così famose, e non solo per le giovani generazioni, forse perché fuori dagli schemi imposti, e sfogliando le pagine di un libro di grande formato e impaginato in maniera gradevole e visibile, si possono scoprire davvero storie intriganti e particolari. Come quella di Olympe de Gouges, rivoluzionaria francese, forse la prima femminista della storia, che si batteva per i diritti delle donne e delle cittadine, e che per questo fu ghigliottinata da uomini che non volevano rinunciare ai propri privilegi, malgrado combattessero contro la nobiltà. O come Nellie Bly, che negli Stati Uniti dell’Ottocento fu la prima donna ad esercitare la professione di giornalista investigativa sotto copertura, o ancora Antonia Masanello, unica donna a arruolarsi con i Mille di Garibaldi per contribuire all’Unità d’Italia. Per non parlare di Elvira Coda Notari, la prima regista italiana e una delle prime al mondo, dell’attivista egiziana Nawal El Saadawi, vittima da bambina della vergogna dell’infibulazione, della scienziata Marie Curie, di Aleksandra Kollontaj, prima donna ministro e femminista tra i Soviet, della campionessa di ciclismo Alfonsina Morini Strada, dell’attivista afroamericana Angela Davis, dell’artista Claude Cahun, esponente del surrealismo, della pasionaria boliviana Domitilla Barrios de Chungara, di Franca Viola, che si ribellò al matrimonio riparatore, della combattente contro l’apartheid sudafricano Miriam Makeba, dell’attrice e scienziata Hedy Lamarr, che anticipò la tecnologia degli smart phone, della partigiana Onorina Brambilla.
Una galleria di ritratti eccezionali, per giovani e meno giovani, per rilanciare un’idea di libertà e diritti delle donne in un mondo che molto spesso li attacca, e ovviamente non si parla solo delle zone dominate dall’Isis, e anche la prova di come il fumetto sia narrativa disegnata e capace di raccontare ogni tipo di storia e proporre spunti di riflessione sul mondo.

Assia Petricelli è laureata in Lettere con una tesi in Storia del cinema su antifascismo e Resistenza, è sceneggiatrice e documentarista. Si occupa di storia contemporanea, arte e archeologia, questioni di genere. E’ autrice di fumetti e graphic novel per adulti e ragazzi e ha collaborato alla realizzazione di documentari storici per la Rai e di progetti audiovisivi in ambito educativo.

Sergio Riccardi è napoletano, ha lavorato come scenografo in tv e al cinema e poi si è dedicato al disegno, come fumettista, illustratore, animatore. Attualmente vive a Roma.

Source: inviato al recensore dall’editore, ringraziamo l’uffico stampa Sinnos.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Maschiaccio, Liz Prince (Vanda Epublishing, 2016) a cura di Micol Borzatta

10 Maggio 2016
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Liz è sempre stata una ragazza fuori dal comune. Si è sempre definita un maschiaccio. Odiava le femmine, odiava tutto ciò che era femminile e odiava la visione del mondo sul comportamento che dovrebbero avere le donne.
Mentre in famiglia il suo comportamento inusuale viene accettato, fuori casa è sempre bersaglio sia dei bulli che delle ragazze.
Un fumetto molto ironico quanto biografico che racconta in una veste semplice e intrigante le difficoltà reali che una persona che non si adegua ai canoni standarizzati che ci impone la società deve sopportare.
Disegni semplici e dialoghi leggeri sono un ottimo mix per avvicinare qualsiasi tipo di lettore, dal più giovane al più grande in modo da poter prendere spunto e meditare seriamente sugli insegnamenti dati e ricevuti.
Una graphic novel che denuncia in modo perfetto come la società sia di oggi che di trent’anni fa trasmette ai propri figli, generazione dopo generazione, preconcetti che hanno solo il compito di rovinare la vita altrui.

Liz Prince nasce a Boston nel 1981 ma cresce a Santa Fe nel New Mexico.
Finite le scuole dell’obbligo frequenta la Museum of Fine Arts a Boston dove si diploma.
Autrice e illustratrice di magazine underground vive poco fuori Boston.
Ha già pubblicato Will you still love me if I wet the bed? che ha vinto l’Ignatz come miglior esordio nel 2005 ed è stato candidato per diversi premi.
Ha collaborato con la CartoonNetwork con lavori come Adventure Time, Regular show e Clarence.
Nel 2014 ha pubblicato A graphic memoir.
Attualmente scrive per la rivista punk Razorcake e disegna la copertina degli album di diverse band.

Source: ebook inviati dall’editore, ringraziamo Fabia dell’Ufficio Stampa VandA ePublishing.

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Nota: solo in ebook.