:: Chanbara – La via del samurai, Roberto Recchioni e Andrea Accardi ( BAO Publishing, 2015) a cura di Elena Romanello

Chanbara

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Chanbara o chambara sono in Giappone le storie, essenzialmente i film di cappa e spada ambientati tra Medio Evo e Settecento, dove si raccontano le storie di samurai in lotta tra di loro o con signorotti. Un genere molto presente nei film di Akira Kurosawa e noto anche a chi legge i manga, anche se da noi in Italia si sono preferite altre storie da tradurre, ma che ha sedotto anche due autori italiani come Roberto Recchioni e Andrea Accardi.
Bao Publishing ha unito in un unico volume due storie di ambientazione giapponese del duo uscite in precedenza per l’editore Bonelli, La redenzione del samurai e I fiori del massacro, con una nuova impaginazione, colorazione e una veste grafica sontuosa e raffinata, che richiama la cultura nipponica classica.
Il risultato è davvero molto interessante, un tuffo in un mondo che ormai ha affascinato più di una generazione, lontano ma incredibilmente suggestivo, restituito da tavole che uniscono il gusto dei maestri occidentali (volevamo fare un Tex giapponese, hanno detto gli autori) alle stampe e alle atmosfere giapponesi, tra crudeltà e incanto.
Le storie raccontate, che non sfigurerebbero nelle pellicole di Kurosawa (che tra gli altri ha ispirato Sergio Leone e George Lucas), sono entrambe di vendetta, la prima su un samurai che ha visto morire il suo signore, la seconda sulla figlia di un nobile che diventerà guerriera per distruggere chi ha ucciso la sua famiglia. Due storie senza tempo, spietate ma affascinanti, che raccontano il mondo del Giappone feudale, lontano ma simile al feudalesimo europeo, tra katane, ciliegi in fiore, duelli, viaggi.
Chanbara è un’opera che si rivolge innanzitutto a chi mette sullo stesso piano la narrativa scritta con quella disegnata, come possibilità di ricreare un mondo che stravolge e avvince e da cui è davvero difficile staccarsi. Poi è per tutti coloro che amano il Giappone, Paese incredibile, dalla cultura millenaria ma capace di proporsi come uno dei più efficaci inventori di immaginario pop, soprattutto per chi del Paese del Sol levante ama gli aspetti storici e classici. Ma è anche un’opera per capire come il fumetto sia un linguaggio universale, con rimandi culturali e tematici, che ha una scuola di tutto rispetto anche in Italia, senza nulla togliere a successi e opere stranieri.

Roberto Recchioni, romano, ha alle spalle una carriera ultra ventennale come fumettista: per la Bonelli ha sceneggiato vari numeri di Dylan Dog e Tex e nel suo curriculum ci sono anche partecipazioni a Orfani, a Joe Dante, a Diabolik, alle Cronache del mondo emerso dal romanzo di Licia Troisi e a Topolino.

Andrea Accardi, palermitano, ha iniziato la sua carriera a fine anni Ottanta collaborando alla Granata Press, la casa editrice che portò i manga in Italia, per poi passare a Kappa edizioni e partecipando alla nuova edizione di Lupin III all’inizio del Duemila. Da tempo è un disegnatore Bonelli.

Source: acquisto personale del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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