
Figlia di una ricamatrice e di un galeotto, la quattordicenne Mary Saunders conduce nei bassifondi della Londra settecentesca una grigia esistenza, simile a quella di tanti giovani personaggi immortalati tra le pagine di Dickens. Mary ha l’occhio per il dettaglio, anela tutto ciò che è bello, sgargiante e pregiato e ambisce a una vita ricca e sofisticata. Il suo ardente desiderio per un lucente nastro rosso la porta presto a vendere l’unica cosa che veramente possiede: il proprio corpo. Il destino di Mary ha il volto di Doll Higgins, una prostituta appena più grande di lei, che la prende sotto la sua ala e la conquista, fisicamente ed emotivamente. Doll le insegna a sopravvivere per le strade di Londra e a usare ciò che tutti gli uomini pagherebbero per avere. Se Mary saprà giocare bene le sue carte, riuscirà a vivere la vita più libera e indipendente che si possa immaginare, indulgendo nei piaceri che ha sempre desiderato. Eppure il fatto di essere tacciata con l’epiteto “donna di facili costumi” la terrorizza fino a farle scegliere di tentare una carriera legale come cameriera presso una casa borghese. Eppure il destino sembra preservare finali differenti da quelli che l’abbandono della cattiva strada ci prospetta e nella vicenda di Mary c’è un ultimo inatteso personaggio: la violenza. Tratto da un’inquietante storia vera. Traduzione di Francesca Frulla.
Emma Donoghue è nata a Dublino nel 1969 . Suo padre è il critico Denis Donoghue. Vive a London, Ontario, assieme al partner e ai loro due figli. Il suo primo romanzo, “Stir Fry” (pubblicato nel 1994), racconta della scoperta della sessualità da parte di una giovane donna irlandese. A questo fa seguito nel 1995 “Hood”, altra storia contemporanea, a proposito di una donna che deve venire a patti con la morte della sua ragazza. Slammerkin” (2000) è un romanzo storico ambientato a Londra e nel Galles. È stato finalista all’Irish Times Irish Literature Prize for Fiction ha vinto l’edizione 2002 del Ferro-Grumley Award for Lesbian Fiction (nonostante l’assenza di contenuti a carattere lesbico). Del 2007, è “Landing” , del 2008 “The sealed letter” (2008), ultimo lavoro di fiction storica di Donoghue è basato sul Codrington affair, uno scandaloso caso di divorzio che appassionò la Gran Bretagna nel 1864. Nel 2007, il romanzo di Donoghue “Room” ( in Italia “Stanza, Letto, Armadio, Specchio”, edito nel 2010 da Mondadori) è stato inserito nella rosa dei candidati al Booker Prize, e il 7 settembre è entrato fra i finalisti. [ Rielaborazione della voce di Wikipedia dedicata all’autrice]
Dal sito ufficiale di Emma Donoghue:
“Slammerkin (London: Virago, 2000, reissued 2012; New York: Harcourt, 2000; Toronto: HarperCollins Canada, 2009). Inspired by a murder that took place in the Welsh Borders in 1763, Slammerkin, my third novel (and first historically inspired one), is about a prostitute obsessed with clothes. A surprise bestseller, it was a Main Selection of the Book of the Month Club and the Quality Paperback Book Club, a finalist in the 2001 Irish Times Irish Literature Prize for Fiction, a Barnes and Noble Discover Selection, a Book Sense 76 Selection, and one of the Notable Books of 2001 chosen by Publishers Weekly and the New York Times.”
http://emmadonoghue.com/books/novels/slammerkin.html
Per tutti gli amanti del brivido, della suspense e del viaggio nelle menti oscure degli esseri umani sta arrivando la XXII edizione del Courmayeur Noir in Festival. Da lunedì 10 a domenica 16 dicembre al Courmayeur Noir Festival saranno presenti scrittori e film dedicati la genere noir, per permettere al pubblico di scoprire le novità e i maestri del genere noir. La direzione è affidata a Giorgio Gosetti e Marina Fabbri che hanno deciso di aprire l’edizione del 2012 dedicandola ad un artista cinematografico massimo esperto del genere: Alfred Hitchcock. L’intera manifestazione dedicata al noir mostrerà, grazie alla vasta gamma di appuntamenti in calendario (per dettagli
“Mica male farsi ricoverare in ospedale prima che scoppi una rivoluzione, starsene a letto mentre la rivoluzione viene repressa e tornare a casa per la convalescenza. Così il destino ti protegge da eventuali decisioni sbagliate nei giorni critici, anzi da qualsiasi decisione, e soprattutto evita che chi decide della vita degli altri prenda decisioni sbagliate sul tuo conto durante e dopo la rivoluzione”
E’ uscito il 29 novembre nelle sale un film che subito ha attirato la mia attenzione grazie al trailer decisamente potente. Si intitola Lawless ed è diretto da John Hillcoat, nel cast Shia LaBeouf, Tom Hardy, Amy Adams, Jessica Chastain, Jason Clarke, Gary Oldman, Mia Wasikowska e Guy Pearce. Dopo la segnalazione di Stefano Di Marino, che spende parole lusinghiere soprattutto per la sceneggiatura di Nick Cave e l’interpretazione di Guy Pearce, nei panni di un feroce e corrotto agente speciale proveniente da Chicago per debellare il contrabbando clandestino di alcol durante il Proibizionismo, ho fatto una rapida ricerca e ho trovato il romanzo da cui il film trae ispirazione: The Wettest County in the World, scritto da Matt Bondurant. Con il titolo La contea più fradicia del mondo è uscito in aprile di quest’anno con la Baldini Castoldi Dalai, traduzione Paolo Falcone. In attesa di leggerlo vi presento la segnalazione.
L’ambientazione è nel Medioevo, nel 1188 per la precisione. Il luogo è un convento. Al centro dei questo thriller ad ambientazione medievale c’è una misteriosa pergamena con strani segni che tutti vogliono leggere e capire, però l’enigmatico documento è pericoloso, perché lascia dietro di sé un lunga scia di misteriose morti. Attenzione non c’è Guglielmo da Baskerville protagonista de Il nome della rosa – anche se la trama dal mio è punto di vista ricorda molto da vicino lo scritto di Eco-, ma una perspicace e coraggiosa donzella – Elysa da Bergheim- che indaga nel giallo storico La pergamena maledetta di Heike Koschyk. Tutto comincia un po’ per caso quando in una notte buia e tempestosa tal Fratello Adalbert ,dell’abbazia di Zweifalten, si presenta al monastero benedettino di Eibingen. Lui è stato un amico e confidente delle mistica Ildegarda fondatrice del monastero dove è appena giunto, ma il suo volto violato da un espressione di atroce terrore e l’agitazione perpetua, non fanno altro che incutere preoccupazione nelle suore che gli danno ricovero. L’uomo verrà ritrovato cadavere la mattina seguente con una misteriosa pergamena tra le mani e da quel momento in poi la pacifica vita di Eibingen non sarà più la stessa. La tranquillità del monastero fondato dalla mistica Ildegarda sarà scossa da inspiegabili incendi che distruggeranno la chiesa, e non solo, perché il male si insidierà sempre più tra le mura del luogo sacro, scatenando una rapida spirale di brutali omicidi, improvvisi suicidi ed episodi di avvelenamento ai danni delle monache del convento (ed ecco che ritorna Eco). Ad indagare sui fatti incomprensibili che tormentano il posto si presenta, sotto le mentite spoglie di novizia – della serie: “a volte è necessario dire qualche bugia a fin di bene”-, la giovane nobildonna Elysa da Begheim, accompagnata nel convento dal religioso Clemente. La pergamena maledetta è un coinvolgente thriller storico nel quale Elysa si fingerà quello che non è, il tutto per guadagnarsi la fiducia delle monache al fine di smascherare il colpevole dei brutali misfatti e magari riuscire pure a tradurre e comprendere il senso del misterioso alfabeto di Ildegarda. Intrighi di Stato, esponenti del mondo religioso che non sono esattamente l’esempio della santità, suore dalla fede incorruttibile sottoposte a dure prove fisiche – direi più adeguatamente torture – per testare la verità delle loro affermazioni e tanta suspense, caratterizzano il nuovo romanzo di Heike Koschyk. Il ritmo frenetico e la suspense sono un continuo crescendo che appassiona e spinge chi legge a voltare pagina per scoprire cosa accadrà ai diversi personaggi attivi sulla scena, ma soprattutto il lettore avrà modo di avvicinarsi ai misteriosi significati che si nascondono tra le parole della Lingua ignota di Ildegarda. Una buona lettura ideale per gli appassionati del genere per i neofiti, dove i diversi protagonisti – da Elysa, a Clemente, passando per le varie monache – dimostrano di essere figure sì letterarie, ma con una profonda sensibilità d’animo che evidenzia la loro fragilità e il sentirsi perennemente in bilico tra le passioni umane del cuore e quelle di fede. La pergamena maledetta è un giallo storico nel quale la realtà e la finzione si amalgamano con equilibro e dove non manca la giusta dose di intrighi, congiure, legami di sangue sconosciuti, colpi di scena sensazionalistici e realtà enigmatiche che tutti vorrebbero conoscere, ma che per il bene dell’umanità è meglio rimangano segrete.
In uno scenario apocalittico, a seguito di una crisi non precisata, la rendicontazione dei disastri non lascia spazio alla speranza. Il mondo è in preda all’isteria. Scoppiano nuove guerre, gli attacchi terroristici sono sempre più mirati, tecnicamente perfetti. La violenza dilaga, come direbbe un cronista a corto di parole, un uomo, una donna e un cane vivono isolati in una casa sul mare. L’isolamento, la solitudine sembrano le uniche cose a garantire la sopravvivenza in un mondo incrudelito in cui spadroneggiano bande armate. Il pianeta è ormai punteggiato di enclavi nelle quali insiemi vagamente omogenei inseguono la permanenza in vita. Ogni gruppo prova a isolarsi dal resto del mondo, costituisce la propria comunità in luoghi il più possibile appartati.
Dal 30 novembre in libreria
Una notte di Natale a New York di Henry Kane
Il catalogo di letteratura al femminile della Leggereditore si è arricchito di una nuova voce italiana, quella di Anna Bulgaris, che ne La notte del vento e delle rose racconta una storia d’amore, passione, rimpianto sullo sfondo della repressione dei moti rivoluzionari fatta dai Borboni e dagli inglesi tra Napoli e Palermo nel 1799. Un romance storico ma non solo.
Il romanzo storico è un genere che risulta tra quelli più ever green, quello che cambia nel corso degli anni è l’interesse per le singole epoche: dai tempi de I pilastri della terra di Ken Follett è aumentato in maniera esponenziale l’interesse per il Medio Evo, epoca per decenni snobbata come simbolo di oscurantismo e repressione, in realtà molto variegata e coinvolgente.
Premetto di aver da sempre apprezzato molto l’opera di Ken Follett arrivando a giudicare La cruna dell’ago uno dei più bei romanzi di spionaggio mai scritti. Lo stile semplice e diretto, che scorre sulla pagina con una naturalezza che sembra prodotta senza sforzo, il pizzico di erotismo, il gusto anarchico e il senso dell’umorismo tutto gallese, la ricerca storica quasi ossessiva che risulta evidente nella miriade di dettagli, anche apparentemente insignificanti, con cui ricrea le ambientazioni sono state sempre caratteristiche che mi hanno reso questo autore letterariamente simpatico, ancor di più quando si occupa di spy story.
























