:: Recensione di Babooshka di Luigi Bernardi (Perdisa – EPop, 2012)

babooIn uno scenario apocalittico, a seguito di una crisi non precisata,  la rendicontazione dei disastri non lascia spazio alla speranza. Il mondo è in preda all’isteria. Scoppiano nuove guerre, gli attacchi terroristici sono sempre più mirati, tecnicamente perfetti. La violenza dilaga, come direbbe un cronista a corto di parole, un uomo, una donna e un cane vivono isolati in una casa sul mare. L’isolamento, la solitudine sembrano le uniche cose a garantire la sopravvivenza in un mondo incrudelito in cui spadroneggiano bande armate. Il pianeta è ormai punteggiato di enclavi nelle quali insiemi vagamente omogenei inseguono la permanenza in vita. Ogni gruppo prova a isolarsi dal resto del mondo, costituisce la propria comunità in luoghi il più possibile appartati.
La civiltà è al collasso, la società civile un ricordo vago e confuso. Si stampano ormai pochi giornali e ancora meno riviste. Poche pagine, molte fotografie, la pubblicità ormai assente, così come la politica nazionale, dissolta in un pateracchio improbabile che cerca altrettanto improbabilmente di salvare il salvabile.
Dell’uomo, testimone di questa rovina e voce narrante del racconto, in cui non è difficile vedere riflesso l’autore, sappiamo poco della sua vita precedente quando c’era l’elettricità, i computer e il mondo come lo conosciamo noi, intravediamo solo qualcosa della sua personalità: ha una mente lucida e analitica, calcola i pro e i contro con razionale concretezza, lasciando quasi nulla al caso anche se poi una imprudenza segnerà un evento fondamentale della narrazione, è dotato di un feroce realismo con cui giudica non lasciando prevalere il pessimismo, e grazie ad una amara ironia stempera l’accettazione della sua fragilità e debolezza, non accettata passivamente. Della donna, amata con tenerezza dal personaggio principale, sappiamo il nome, Maddalena, e avvertiamo la sua forza, la sua bellezza e sensualità, la sua vitalità, la sua concreta ragionevolezza e praticità. E’ un personaggio femminile concreto, delicato e allo stesso tempo solido che trasmette coraggio e risolutezza, positività e determinazione. Poi in ultimo, ma non meno importante degli umani, c’è Babooshka, una femmina di pastore maremmano, il pelo lungo, bianco, gli occhi scuri e la stazza imponente  che sceglie e adotta i protagonisti e decide di prendersene cura, di difenderli, di concedergli la sua fedeltà, il suo amore. Poi un evento destabilizzante, un vulcano, il Vesuvio mai nominato, esplode e porta con se morte e annientamento. Per rendersene conto, per accettare quell’evento, quasi attratto in maniera violenta, il protagonista decide di recarsi sul luogo della distruzione. Porta con sé Maddalena e Babooshka e inizia il viaggio, avventuroso, imprevedibile, pericoloso e necessario.
Babooshka di Luigi Bernardi, in uscita il 6 dicembre, quarto titolo della collana ePop, racconti proposti esclusivamente in formato digitale e impreziositi dalle copertine di Ivana Stoyanova, ispirate ai test di Rorschach, è un racconto che rivisita e destrutturalizza un genere, la letteratura apocalittica, passato dalla fantascienza alla narrativa letteraria non di genere, grazie anche autori come Cormac McCarthy che ne La strada ha svincolato il genere dalle precedenti caratterizzazioni sensazionalistiche, facendone un manifesto della crisi del mondo contemporaneo e della conseguente degenerazione che porterà il nostro mondo all’inevitabile estinzione. Filosoficamente ed eticamente complesse sono le riflessioni che sgorgano intorno alla fine del mondo o meglio della società come ora la consociamo. Si dissolveranno i rapporti esistenti, gli equilibri, il concetto stesso di umanità e la crisi globale che il mondo ormai attraversa rende non tanto fantascientifiche né le premesse, né le conseguenze, ma forse il mondo continuerà ad esistere, con scampoli di umanità sopravvissuta e temprata dalla dura legge della sopravvivenza. Bernardi mi invita a non cercare di capire tutto, a lasciare libera l’immaginazione e questo è il consiglio migliore da dare a chi si avvicina alla lettura di questo racconto. Babooshka è un racconto breve e fatto di suggestioni, di archetipi rivisitati e resi essenziali. C’è l’evento terrificante, cataclismatico, e atteso come potrebbe essere il Big One in California a cui non si pensa ma si sa che il suo possibile verificarsi non è pura immaginazione. La paura dell’ignoto, dell’imponderabile, e il fascino che gli eventi lontani da ogni controllo umano, suscitano sgomento. C’è un mondo al di là della legge e l’ordine, un mondo in dissoluzione. C’è un rapporto tra un uomo e una donna, solidali, uniti, stretti contro il disastro. C’è un cane, che in un mondo di rapporti sociali frantumati, mantiene l’etica del branco, affida la sua vita ai suoi amici-genitori umani.

Luigi Bernardi è narratore, sceneggiatore e drammaturgo. Ha scritto alcuni libri sui rapporti fra crimine e contemporaneità, fra i quali: “A sangue caldo” (DeriveApprodi, 2001), “Pallottole vaganti” (DeriveApprodi, 2002), “Il male stanco” (Zona, 2003). Come narratore ha pubblicato un libro per ragazzi, i romanzi “Tutta quell’acqua” (Dario Flaccovio, 2004), “Atlante freddo” (Zona, 2006), “Senza luce” (Perdisa Pop, 2008), “Niente da capire” (Perdisa Pop, 2011) e quattro raccolte di racconti, la più recente delle quali è “Maddalena e le apocalissi” (Senzapatria, 2011). Per il teatro ha scritto: “Colpevole” (2003), “La conta” (2005, nuova edizione 2008), “Gaijin!” (2006, ripreso anche in un libro illustrato da Onofrio Catacchio e pubblicato da Black Velvet) e “I tempi stanno per cambiare” (2007), quest’ultimo insieme a Rosario Palazzolo. Per il fumetto ha sceneggiato “Fantomax/Non temerai altro male”, disegni di Onofrio Catacchio (Coconino Fandango, 2011) e “Carriera criminale di Clelia C.”, disegni di Grazia Lobaccaro (Black Velvet, 2011). Vive e lavora a Bologna, di cui ha raccontato storie e memoria in: “Macchie di rosso” (Zona, 2002). Il suo sito internet è www.luigibernardi.com.

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