Posts Tagged ‘Heike Koschyk’

:: Un’intervista con Heike Koschyk a cura di Giulietta Iannone

14 dicembre 2012

pergamena_maledettaGrazie Heike per aver accettato questa mia intervista e benvenuta su Liberi di Scrivere. Sei nata a New York, ma ora vivi in Germania con la tua famiglia. Raccontaci qualcosa di te. Chi è Heike Koschyk? Punti di forza e di debolezza.

Molte grazie per il tuo interesse!

Chi sono? Una persona con una passione incredibile per la storia e le storie. Mi piace ascoltare ed entrare in empatia con le persone, al fine di comprendere le loro motivazioni. Questa è anche una debolezza. Chi può comprendere tutti i punti di vista spesso ha problemi a vedere il proprio punto di vista.

Raccontaci qualcosa del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.

Ho trascorso la maggior parte della mia infanzia a Travemünde, un villaggio costiero nel quale non succedeva niente tranne che nei mesi estivi. Così mi sono trasferita a Monaco di Baviera subito dopo essermi diplomata (“Abitur”), per studiare letteratura tedesca e la lingua cinese.

Quando hai capito che avresti voluto essere una scrittrice? Qual è il momento in cui hai capito che la passione per la scrittura si stava trasformando in un vero lavoro?

Volevo scrivere da quando ero bambina. Ma ci sono voluti anni per capire che questo avrebbe potuto essere il mio vero lavoro. Un giorno, quando ormai i miei libri erano già stati pubblicati regolarmente da noti editori, ho preso la decisione di seguire il mio cuore. Sapevo solo che non avrei voluto fare altro che scrivere.

Raccontaci qualcosa del tuo debutto. La tua strada verso la pubblicazione.

In quel periodo lavoravo come istruttore medico. I miei seminari prevedevano tali estese documentazioni, che decisi di pubblicarle in un libro. Questo fu l’inizio. Il libro successivo fu un thriller – un genere in cui mi sono sentita subito a casa.

Hai esordito in Italia, grazie alla Newton Compton, con La pergamena maledetta (Pergamentum, 2009). E’ il tuo primo romanzo? Hai scritto altri romanzi?

Ho già scritto due romanzi polizieschi e una biografia di Ildegarda di Bingen. “Pergamentum” è stato il mio primo romanzo storico, seguito da un altro: “Die Alchemie der Nacht” un thriller che si svolge nel 18 ° secolo e conduce il lettore agli inizi della medicina moderna, in un mondo tra superstizione e scienza.

La pergamena maledetta è un thriller storico ambientato nel Medioevo che si basa su una storia avventurosa e di investigazione. Tutto avviene tra le mura di un monastero in cui si nasconde un segreto che potrebbe mettere fine alla Cristianità. In una misteriosa pergamena, scritta in un codice da decifrare, è nascosta una profezia che lascia dietro di sé molte morti misteriose. Qual è stato il punto di partenza nel processo di scrittura?

Durante le ricerche per la biografia di Ildegarda di Bingen ho notato che una parte molto importante del suo lavoro era stata quasi ignorata dagli storici: la Lingua Ignota. La Santa ha usato questo linguaggio segreto per comunicazioni confidenziali? E perché? Appena ebbi finito la biografia, scrissi la trama di Pergamentum  e immediatamente mi trovai nel bel mezzo della storia.

Ad indagare la giovane nobildonna Elysa da Begheim. Parlaci della tua protagonista.

Elysa è una donna molto volitiva, all’inizio forse un po’ superficiale. Grazie a suo zio, che è un insegnante presso la cattedrale di Mainz, ha ricevuto una eccellente educazione. Per questo motivo si ritrovata involontariamente nel ruolo di investigatrice. Nel corso della storia impara ad essere attenta e sviluppa una comprensione per le suore e la vita nel monastero. E solo grazie all’ intuizione che sarà in grado di scoprire il segreto della pergamena maledetta.

Raccontaci qualcosa anche degli altri personaggi del libro.

Oltre a Margherita, che è molto compassionevole, e Jutta, la suora del monastero versata nell’arte Medica, mi piace il personaggio di Ida – una suora che ci insegna che il primo parere non è sempre quello corretto.

Inoltre Clemente di Hagen è una persona molto importante. Egli è l’iniziatore delle indagini e prosegue la ricerca al di fuori delle mura del monastero. E’una persona che svolge un ruolo importante nella vita Elysa.

Forse il più famoso giallo storico ambientato nel Medioevo è Il nome della rosa di Umberto Eco. L’hai letto? Ti ha influenzato nella stesura de La pergamena maledetta?

Umberto Eco è uno dei miei autori preferiti. E, naturalmente, ho letto “Il nome della rosa.” Sono rimasta colpita da come intreccia magistralmente i simboli all’interno della trama. E mi ha ispirato soprattutto riguardo alla semiotica (la scienza dell’uso dei segni). Così ho esaminato l’ opera di Ildegarda di Bingen,  a proposito dei segni nascosti e li ho inseriti all’interno della storia di Pergamentum. Chi legge con attenzione noterà che le descrizioni, il ruolo degli elementi o il gioco di superstizione e di religiosità, fanno notare che i segni corrono come un filo conduttore attraverso il libro, ed infine conducono alla soluzione.

Quanto tempo è durato il processo di scrittura di La pergamena maledetta?

Incluso il lavoro di ricerca per la biografia, circa un anno.

La ricostruzione di eventi reali e storici nelle tue storie è prevalente, o preferisci utilizzare la fantasia?

Lo sfondo è autentico e storicamente corretto. Ma la storia stessa è nata dalla mia immaginazione, anche se comunque si basa su una supposizione, che fino ad ora nessuno aveva presentato in questo modo. Ma oltre  alla correttezza: io amo mostrare la storia – come avrebbe potuto essere – in un modo da intrattenere e pittoricamente.

La mistica Ildegarda di Bingen è un personaggio realmente esistito e fu una delle donne più importanti del Medioevo. Ho avuto modo di leggere La sognatrice di Anne Lise Marstrand- Jorgensen, ma so che anche tu hai scritto una sua biografia. Vuoi parlarci di questa affascinante e leggendaria donna.

Hildergard era una donna davvero notevole e moderna nel suo modo di pensare. In quei tempi, mentre tutti avevano paura dell’ inevitabile destino, e tutti pensavano, che non c’era nulla che rendesse la vita migliore se non pregare, chiese alla gente di agire in modo responsabile. Herefor la paragonò all’interazione tra uomo e natura come in un’orchestra in cui ogni suono –  distorto o armonioso – ha un effetto sulla composizione nel suo insieme. L’uomo al centro della creazione, con la libertà, ma anche la responsabilità, deve contribuire ad ottere una vita felice e soddisfacente per l’intera umanità. Questa affermazione è valida ancora oggi – la questione della sostenibilità è più attuale che mai.

Che tipo di ricerche hai svolto per il tuo libro?

Ho avuto la fortuna di avere accesso diretto alla Biblioteca Universitaria di Amburgo. Negli archivi ci sono informazioni eccellenti sul Medioevo, come ho ben scoperto per le fonti su Ildegarda di Bingen. Ho lavorato molto con i vecchi libri e i documenti e non appena il romanzo fu quasi finito, visitai i siti storici per verificare le descrizioni.

Ritieni che il tuo stile sia cinematografico? Ci sono film in generale o un film in particolare che ha influenzato lo stile o la sostanza del tuo lavoro? Ci sono attualmente in corso progetti di film tratti dai tuoi libri?

Ogni volta che scrivo, voglio che il lettore si crei un cinema mentale al fine di dargli anche una esperienza visiva. E sarebbe il mio più grande desiderio vedere le mie storie su uno schermo reale. Mi chiedo spesso per esempio come un regista o un produttore immaginerebbero la mia storia. Per Pergamentum una società cinematografica aveva già manifestato il suo interesse, ma non è riuscita a causa del costo.

Nel 2008 hai vinto l’Agatha Christie Krimipreis, il più importante riconoscimento tedesco per i racconti gialli. Che ricordi hai di questo premio?

E ‘stato quasi come un suggerimento del cielo, perché in quel momento mi trovavo di fronte alla decisione di accrescere la mia attività di naturopata e smettere di scrivere. Ho pregato per un segno – e c’è stato. Ora scrivo e ho abbandonato la pratica.

Cosa stai leggendo in questo momento?

Ho appena iniziato il nuovo libro di Carlos Ruiz Zafon (“Il prigioniero del cielo”). Mi piace il suo stile di scrittura – una miscela di mistero, emozione e umorismo, e sono felice che Daniel Sempere e il suo amico Fermin siano ancora una volta presenti in questa storia.

Leggi le recensioni dei tuoi libri?

Sì, certo. Solo allora so se ho raggiunto il lettore. Le critiche giustificate mi incoraggiano costantemente a migliorare il mio lavoro . Le recensioni entusiastiche mi rendono felice, perché scrivo per intrattenere i miei lettori.

Verrai in Italia per presentare i tuoi romanzi?

Fino ad ora non ci sono piani.

Infine, nel ringraziarti per la disponibilità, vorrei concludere questa intervista chiedendoti a cosa stai lavorando ora, e quali sono i tuoi progetti per il futuro.

Sto scrivendo un thriller storico ambientato in Italia alla fine del 19 esimo secolo. Ma in questo momento non posso darti ulteriori dettagli …

:: Recensione di La pergamena maledetta di Heike Koschyk (Newton Compton, 2012) a cura di Viviana Filippini

2 dicembre 2012

pergamena_maledettaL’ambientazione è nel Medioevo, nel 1188 per la precisione. Il luogo è un convento. Al centro dei questo thriller ad ambientazione medievale c’è una misteriosa pergamena con strani segni che tutti vogliono leggere e capire, però l’enigmatico documento è pericoloso, perché lascia dietro di sé un lunga scia di misteriose morti. Attenzione non c’è Guglielmo da Baskerville protagonista de Il nome della rosa – anche se la trama dal mio è punto di vista ricorda molto da vicino lo scritto di Eco-, ma una perspicace e coraggiosa donzella – Elysa da Bergheim- che indaga nel giallo storico La pergamena maledetta di Heike Koschyk. Tutto comincia un po’ per caso quando in una notte buia e tempestosa tal Fratello Adalbert ,dell’abbazia di Zweifalten, si presenta al monastero benedettino di Eibingen. Lui è stato un amico e confidente delle mistica Ildegarda fondatrice del monastero dove è appena giunto, ma il suo volto violato da un espressione di atroce terrore e l’agitazione perpetua, non fanno altro che incutere preoccupazione nelle suore che gli danno ricovero. L’uomo verrà ritrovato cadavere la mattina seguente con una misteriosa pergamena tra le mani e da quel momento in poi la pacifica vita di Eibingen non sarà più la stessa. La tranquillità del monastero fondato dalla mistica Ildegarda sarà scossa da inspiegabili incendi che distruggeranno la chiesa, e non solo, perché il male si insidierà sempre più tra le mura del luogo sacro, scatenando una rapida spirale di brutali omicidi, improvvisi suicidi ed episodi di avvelenamento ai danni delle monache del convento (ed ecco che ritorna Eco). Ad indagare sui fatti incomprensibili che tormentano il posto si presenta, sotto le mentite spoglie di novizia – della serie: “a volte è necessario dire qualche bugia a fin di bene”-, la giovane nobildonna Elysa da Begheim, accompagnata nel convento dal religioso Clemente. La pergamena maledetta è un coinvolgente thriller storico nel quale Elysa si fingerà quello che non è, il tutto per guadagnarsi la fiducia delle monache al fine di smascherare il colpevole dei brutali misfatti e magari riuscire pure a tradurre e comprendere il senso del misterioso alfabeto di Ildegarda. Intrighi di Stato, esponenti del mondo religioso che non sono esattamente l’esempio della santità, suore dalla fede incorruttibile sottoposte a dure prove fisiche – direi più adeguatamente torture – per testare la verità delle loro affermazioni e tanta suspense, caratterizzano il nuovo romanzo di Heike Koschyk. Il ritmo frenetico e la suspense sono un continuo crescendo che appassiona e spinge chi legge a voltare pagina per scoprire cosa accadrà ai diversi personaggi attivi sulla scena, ma soprattutto il lettore avrà modo di avvicinarsi ai misteriosi significati che si nascondono tra le parole della Lingua ignota di Ildegarda. Una buona lettura ideale per gli appassionati del genere per i neofiti, dove i diversi protagonisti – da Elysa, a Clemente, passando per le varie monache – dimostrano di essere figure sì letterarie, ma con una profonda sensibilità d’animo che evidenzia la loro fragilità e il sentirsi perennemente in bilico tra le passioni umane del cuore e quelle di fede. La pergamena maledetta è un giallo storico nel quale la realtà e la finzione si amalgamano con equilibro e dove non manca la giusta dose di intrighi, congiure, legami di sangue sconosciuti, colpi di scena sensazionalistici e realtà enigmatiche che tutti vorrebbero conoscere, ma che per il bene dell’umanità è meglio rimangano segrete.

Heike Koschyk è nata a New York nel 1967. Ha diretto un’azienda tessile ed ha esercitato per anni l’attività di medico empirico, prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Ha pubblicato diversi romanzi e un biografia dedicata alla santa e mistica tedesca Ildegarda di Bingen. Nel 2008 ha vinto l’ “Agatha Christie Krimpreis”, il più importante riconoscimento letterario tedesco per i racconti gialli. Vive ad Amburgo con la famiglia. Potete visitare il suo sito www.heike-koschyk.de .