Archive for the ‘Incontri’ Category

:: Regole Di Sangue – Scrivere Pulp Fiction – Sabato 14 maggio, incontro con Stefano Di Marino

8 Maggio 2016

regole di sangue eventoFantasia, creatività, capacità di trasformare ogni stimolo in uno spunto narrativo. Voglia di raccontare sempre e comunque. Queste sono qualità innate, che si possono coltivare ma non apprendere se non si possiedono. Ma scrivere significa anche conoscere la tecnica e migliorarla con l’esercizio, la dedizione e la sperimentazione. Ci sono risvolti tecnici che possono essere insegnati e devono costantemente essere sottoposti ad aggiornamenti e miglioramenti. Il fulcro di questo incontro è appunto la trattazione di questi aspetti. Myamoto Musashi, spadaccino e pittore del 1600 nipponico, autore de Il Libro dei Cinque Anelli, un testo ancora oggi usato come viatico per manager, generali e artisti marziali, equiparava la figura del generale a quella del carpentiere e dello spadaccino. Credo che non sia un’esagerazione avvicinarla anche a quella del narratore. Un buon carpentiere, come un bravo generale, diceva, esercita un mestiere. Conosce i suoi strumenti e i materiali che impiega in modo di fare l’uso migliore di ogni attrezzo o risorsa a seconda delle situazioni. Ciò significa usare il legno più solido per le strutture portanti, quello più pregiato per le decorazioni e quello di minor qualità per correggere buchi e zeppe. Si presume che chi pratica una professione, quale che sia il suo livello innato di abilità, ne conosca gli aspetti anche più tecnici. Ciò significa praticare la Via della Spada, diceva Musashi. E questo vuol dire essere narratori, dico io. Prima di ogni altra cosa è necessario rendersi conto che, se esiste un lato più ‘alto’ dell’attività del narratore legato all’ispirazione e alla necessità di far partecipi gli altri delle proprie emozioni, ne esiste uno decisamente più tecnico. Per esercitare il mestiere dello storyteller è necessario applicarsi sia nelle attività puramente creative (che richiedono tecnica oltre che passione) anche in tutte quelle fasi che vanno dalla proposta del proprio lavoro alla promozione. Se non ci sentiamo di farlo e preferiamo restare chiusi nel nostro studio come in una torre d’avorio dove solo l’Arte è importante, è meglio che scriviamo per noi stessi. Soprattutto oggi, visto che le case editrici poco fanno per la promozione e la diffusione dei lavori dei loro autori. Salvo pochissimi casi, il narratore deve essere manager e ufficio stampa di se stesso. Usare la Rete e ogni altra occasione per proporsi al suo pubblico, farsi conoscere e apprezzare. Oltre a ciò, apprese le tecniche di scrittura e applicate alla propria creatività è necessario imporsi un’autodisciplina. Scrivere sempre, anche poco, costantemente, concentrarsi su progetti selezionati e portarli a termine. Tutte cose che, ad alcuni, possono sembrare restrizioni, addirittura attività poco gradite o antitetiche alla creazione. Purtroppo, l’attività di scrittore comporta anche una notevole aderenza alla realtà, capacità di superare ostacoli, non ultimo quello della frustrazione che è sempre in agguato. In pratica, scrivere non è un’attività mistica. Non credo a quegli autori che dicono di cominciare un romanzo come si entra in una nebbia e poi procedere a seconda di quello che suggerisce la Musa della Creatività. Tutto ciò è molto bello, persino accattivante da dirsi. Crea un’immagine idealizzata dell’autore, ma non corrisponde a verità. Scrivere è un lavoro come costruire sedie o fare il pane. Merita lo stesso rispetto e richiede il medesimo impegno. Mi irrito sempre un po’ quando qualcuno mi chiede: Come fai a scrivere così tanto? Come se alla mattina chiedessi al mio panettiere come fa a sfornare michette, pizze e focacce tutti i giorni. Mi alzo presto e comincio a lavorare. Ecco come faccio. L’idea che un testo più è lavorato nel tempo più è bello e valido artisticamente, è una finzione. Un po’ snobistica se vogliamo. Legata a quella visione della ‘letteratura alta’ che purtroppo affligge il mercato editoriale italiano che è stato ed è ancora dominato da editor e funzionari di formazione classica che privilegiano criteri crociani nella scelta dei testi. Come se, d’altro canto, adesso non imperassero regole di marketing che, al contrario, disdegnano il contenuto al di fuori di dogmi commerciali per cui il libro buono è quello che vende. Tra queste due deleterie tendenze il narratore deve mediare, districarsi per produrre un lavoro che sia al tempo stesso vendibile e non tradisca la sua ispirazione. È questo che hanno sempre fatto i narratori pulp.
E perciò questo è il tema di questo incontro, che è una guida alla scrittura creativa di genere. Questa non disdegna la qualità ma, anzi, l’abbina alla fruibilità da parte del lettore. Che vuol essere intrattenuto, emozionato, stimolato. In pratica, vuole che gli si racconti una bella storia. Le belle storie sono sempre una fusione di forma e contenuto. Raccontare il genere – quale che sia – significa appunto applicare la nostra fantasia a una tecnica che ci permetta di plasmarla in modo da renderla comprensibile e divertente per un pubblico vasto che non ci conosce personalmente ma con il quale è necessario stabilire un ponte, trovare affinità nei gusti e nei desideri.
Leggere è soddisfazione di bisogni psicologici. Scrivere il genere significa appagare tali bisogni. Giallo, thriller, spy-story, romance, fantascienza, fantasy, western, avventura, storico, erotico. I generi secondo un’etichetta commerciale e sottilmente dispregiativa. Barriere e formati stabiliti dalle reti di vendita per identificare prodotti a basso costo che, si suppone, ripetano sempre se stessi secondo formule care a un popolo di lettori ingenui. I ‘generi’, in realtà, sono molti di più e decisamente più intercambiabili e inclini a mescolarsi tra loro di quanto non si immagini. Soprattutto, sono una parte estremamente vitale della Narrativa Popolare sin dai suoi esordi.
I generi sono il campo d’azione specifico per chi legge questo manuale che è una guida a chi vuol cimentarsi con la scrittura creativa d’intrattenimento, ma anche una serie di spunti di riflessione per chi si qualifica semplicemente come ‘lettore’.
Perché il lettore forte, quello che sceglie e con il suo acquisto, alla lunga, influenza il mercato è quello che ha elaborato un giudizio personale. Il lettore che sa non solo dire cosa gli piace e cosa no, ma è anche in grado di sapersi spiegare il perché.
Il lettore, infine, che non si ferma alle piramidi di best seller esposte in libreria ma va a scartabellare negli scaffali divisi ‘ovviamente’ per genere alla ricerca del prodotto che lo soddisfa. Non si creano nuovi autori di qualità se non si coltivano i gusti dei lettori tra i quali una piccola, ma significativa percentuale, passerà dietro la tastiera con cognizione di causa.

Stefano Di Marino

REGOLE DI SANGUE- SCIRVERE PULP FICTION

Incontro con STEFANO DI MARINO

Sabato 14 maggio- ore 14,30

Sala delle associazioni di Milano via Marsala 8 (metrò Moscova)

:: L’edizione 2016 del Salone Internazionale del Libro di Torino, a cura di Elena Romanello

29 aprile 2016

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Ormai è ufficiale: dal 12 al 16 maggio torna al Lingotto l’edizione 2016 del Salone del libro, la più importante fiera libraria italiana e una delle più importanti a livello europeo, dopo mesi di illazioni e con la doccia fredda che questo sarà l’ultimo anno con il Padiglione 5, che è stato venduto all’8 Gallery e verrà destinato ad altri usi rispetto a quelli culturali dell’evento.
Ma occorre pensare al momento contingente: tornano tutti gli editori e gli spazi già confermati, e la prima novità riguarda il Paese ospite, non più un Paese in senso lato, ma un insieme di culture, quelle del mondo arabo, lacerate tra desiderio di modernità e democrazia e rigurgiti integralisti e totalitari. Tra gli ospiti di queste culture in espansione ci sono il direttore del Museo del Bardo Moncef Ben Moussa, lo scrittore ormai di casa al Salone Tahar Ben Jelloun, la saggista egiziana Ahdaf Soueif, la docente di studi arabi May Telmissany, gli autori di fumetti Magdy El Shafee e Muhammad Shennawi, ma anche riflessioni sull’Islam con Franco Cardini, Maurizio Molinari e Lilli Gruber.
Gli ospiti internazionali non si esauriscono qui: ci sono anche il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, sempre da un Paese di cultura islamica, l’Iran, Antoine Leris, che ha commosso il mondo con il suo Non avrete il mio odio sulla strage del Bataclan in cui ha perso la moglie, la giapponese Marie Kondo con la sua arte del mettere in ordine, Michael Cunningham, Muriel Barbéry, Amitav Ghosh, Jeffrey Deaver e Clara Sanchéz.
Ma anche i nomi italiani sono interessanti, ci sono habitué e nuovi arrivi, con Claudio Magris, Erri de Luca, Romana Petri, Antonio Scurati, Roberto Saviano, Walter Veltroni, Chiara Gamberale, Dacia Maraini, Massimo Gramellini, Simonetta Agnello Hornby, Paola Mastrocola, Corrado Augias, Massimo Carlotto, Mariapia Veladiano. La Regione ospite d’onore è la Puglia, con appuntamenti con Checco Zalone, sul centenario della nascita di Aldo Moro e sul nuovo MATA, il Museo archeologico di Taranto, che racconta l’epoca irripetibile della Magna Grecia.
Non manca il Bookstock Village, ancora nel quinto padiglione e purtroppo per l’ultimo anno: si parlerà di migrazioni, realtà virtuale, bullismo, ma anche del centenario della nascita di Road Dahl, con molti ospiti, con nomi quali l’immancabile Licia Troisi, ma anche Fabio Geda, Michela Marzano, Samanta Cristoforetti, Sergio Staino, Silver, Zerocalcare, Leo Ortolani, il direttore del Museo Egizio Christian Greco e Karim Franceschi, l’unico italiano che ha combattuto con i curdi contro l’Isis per liberare Kobane.
Il programma completo, con anche gli eventi del Salone Off, che interessa tutta Torino e vari Comuni della Città metropolitana, è nel sito http://www.salonelibro.it

:: Al via la quattordicesima edizione di Più Libri Più Liberi, Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, 4/8 dicembre 2015, Roma (a cura di Federica Guglietta)

30 novembre 2015

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Partirà, tra meno di una settimana, Più Libri Più Liberi – Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria. L’appuntamento con il meglio dell’editoria indipendente si rinnova ogni anno per cinque giorni nella prima settimana di dicembre al Palazzo dei Congressi (Roma, zona EUR).

Tantissimi gli stand da visitare e “saccheggiare”: saranno presenti, infatti, solo per citarne qualcuno, Marcos y Marcos, minimum fax, edizioni SUR, e/o edizioni, Iperborea, Voland, Edizioni Lindau, Mimesis Edizioni, Sellerio, tunué, Bao Publishing, Salerno editrice, Giulio Perrone Editore, Keller, Gorilla Sapiens Edizioni, Tempesta Editore, Edizioni Ensemble, Quodlibet, Exòrma.

Nell’ambito della manifestazione romana si alterneranno reading a mini concerti, tavole rotonde a improvvisazioni teatrali, con il contributo della Regione Lazio e di AIE – Associazione Italiana Editori.

Nove le sale a disposizione, che ospitano ben oltre 350 eventi. Al link (qui) trovate il programma completo degli eventi, ma possiamo già anticiparvi che, tra i tanti ospiti, ci saranno anche: Merritt Tierce – autrice di Carne Viva, di cui abbiamo già parlato qui su Liberi di Scrivere, per edizioni SUR -, Marco Peano, Tommaso Pincio, Paolo Di Paolo, Marcello Fois – che presenterà il suo Ex voto, edito da minimum fax -, Erri De Luca, Graziano Graziani, Nicola Lagioia, Massimo Carlotto, Annie Ernaux – autrice de Gli anni, pubblicato da L’Orma editore -, Zerocalcare – che presenterà L’elenco telefonico degli accolli con Michele Foschini di Bao Publishing -, Giordano Meacci, che con Francesca Serafini e Nicola Lagioia presenta il suo Improvviso il Novecento. Pasolini Professore, uscito in occasione del quarantennale della morte di P.P.P. ed edito da minimum fax, Alessandro Leogrande, Chiara Valerio, Luciano Funetta – che, con Vanni Santoni e Pier Paolo Di Mino, presenterà il suo ultimo romanzo Dalle rovine, edito da tunué -, Dacia Maraini, Ascanio Celestini e tanti, ma tanti, altri.

:: Dal 6 all’8 novembre Microeditoria di Chiari (Brescia) a cura di Viviana Filippini

5 novembre 2015

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Nutrire la mente, nutrire la gente” è il motto della tredicesima edizione della Microeditoria di Chiari (www.microeditoria.it ) che prenderà il via Venerdì 6 novembre. Per tre giorni la storica Villa Mazzotti della cittadina in provincia di Brescia, sarà animata dalla presenza di piccoli e medi editori italiani, alternati ai grandi nomi della cultura e letteratura nazionale, alle tante presentazioni di libri e ai vari appuntamenti artistici e musicali in calendario. Saranno 100 le piccole case editrici presenti, oltre 80 eventi e 10 ospiti d’eccezione, per una tre giorni di cultura a 360°, dove libri, parole scritte e parlate, intrattenimento e divertimento si mescoleranno alla perfezione. Tra gli ospiti in scaletta ricordiamo: Sabato 7 novembre, alle 16.30, Andrea Vitali. Domenica 8 novembre, viaggio letterario Inghilterra, alle 17, con Antonio Caprarica che presenterà il suo ultimo saggio Tanto sesso, siamo inglesi. Domenica 8 novembre alle 16 sarà la volta di Carlo Giuseppe Gabardini, già Olmo di Camera Cafè e ora conduttore del programma di attualità serale “Si può fare”, in onda tutti i giorni su Radio 24, che alla Microeditoria, in veste di scrittore, presenterà il suo libro Lettera a mio padre sulla vita ancora da vivere. E non mancheranno tanti laboratori per i bambini. La rassegna è promossa dall’Associazione Culturale l’Impronta, in collaborazione con il Comune di Chiari e il patrocinio della Provincia di Brescia, della Regione Lombardia e della Consigliera provinciale di Parita’. Sede della manifestazione la bellissima cornice di Villa Mazzotti. I tanti visitatori delle passate edizioni L’edizione (nel 2014 sono state 10.000 le presenze) testimoniano il successo crescente di un evento che, di anno in anno, incuriosisce sempre di più il pubblico grazie alle proposte particolari, raffinate e di nicchia, che vengono offerte durante la tre giorni. Gli stand saranno aperti con orario continuato sabato e domenica dalle 10 alle 20. Ingresso libero. Il taglio del nastro è fissato per venerdì 6 novembre alle 17.30.
Per raggiungere Villa Mazzotti, in viale Mazzini 39, a Chiari trovi le informazioni qui http://www.microeditoria.it/come-arrivare

:: Lucca Comics and Games, fumetti e non solo a cura di Elena Romanello

28 ottobre 2015

lucca-comics-games-2015-logo-Dal 29 ottobre al 1 novembre Lucca torna ad ospitare l’evento per cui è celebre non solo in Italia: Lucca Comics and Games, la fiera di fumetti e cultura geek e nerd prima in Europa a livello di importanza e a livello mondiale accanto solo al Komiketto di Tokyo e al Comicon di San Diego.
Per quattro giorni Lucca ospiterà tra le sue mura romane, le sue chiese e piazze medievali, i suoi palazzi e piazze rinascimentali un evento che attira pullman di appassionati da varie città italiane e non solo, con stand di case editrici, autoproduzioni, disegnatori, gadget, fumetterie d’occasione, concerti, parate di cosplayer, conferenze, mostre, artigianato in tema e tanto altro ancora.
Il programma completo dell’evento è nel sito ufficiale http://www.luccacomicsandgames.com, da molti anni Lucca non è solo fumetto ma tutto quello che fa parte dell’immaginario e della fantasia, quindi anche la letteratura, con un grande spazio per quella di genere fantastico in senso lato. Le case editrici di libri, con nomi come Mondadori, Mauri Spagnol, La Corte, Fanucci, sono quasi tutte ospiti nel padiglione Carducci appena fuori delle mura, mentre negli stand sulle mura si possono incontrare autori e autrici indipendenti.
Tra gli ospiti legati alla letteratura si segnalano affezionati come Pierdomenico Baccalario e Licia Troisi, ma anche Herbie Brennan, che presenta il suo La principessa degli elfi , Fabio Geda che parlerà del suo romanzo distopico I fuochi di Tegel scritto a quattro mani con Marco Magnone, Alwyn Hamilton, esordiente con il fantasy Rebel che combina l’archetipo della ragazza guerriera con atmosfere da Mille e una Notte, Lavinia Petti che ha ricevuto molti consensi per Il ladro di nebbia, e Andrzej Sapkowski con in anteprima nazionale La signora del lago, nuovo tassello della saga di The Witcher.
A Lucca ci sarà anche un ovvio spazio a quella che è una saga molto amata, letteraria prima e cinematografica poi: Hunger Games, prima una serie di libri di Suzanne Collins, poi di film, di cui l’ultimo uscirà il 19 novembre prossimo. Hunger Games ha fatto riscoprire al pubblico più giovane la fantascienza distopica, in quello che è diventato anche un fenomeno di costume, con la costruzione di una nuova icona femminile dell’immaginario.
Ma di libri Lucca sarà piena, negli stand delle fumetterie e librerie dell’usato, nelle tante librerie e bancarelle di cui è pieno il centro, nel padiglione Carducci e in giro, e non c’è mai da rimanere delusi. Senza contare che ormai il mondo del cosplay, nato in Giappone incentrato sui personaggi dei manga e negli Stati Uniti sul fandom di Star Trek e Star Wars, si è aperto da tempo alla letteratura, magari riletta dal cinema, in un gioco di rimandi che comprende gli universi di Tolkien e di Harry Potter, di Hunger Games e de Il trono di spade, di Alice nel paese delle meraviglie e delle fiabe tradizionali.
Insomma Lucca Comics and Games è una manifestazione dai mille volti, tra cultura e fantastico, tra immaginario e sogno, per scoprire la forza delle storie, a fumetti, scritte, in animazione, filmate, raccontate in mille modi, nella vita di ciascuno, dall’infanzia in poi.

:: Torna a Torino Portici di carta a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2015
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Portici di Carta – Nb Libreria

Sabato 10 e domenica 11 ottobre si rinnova anche quest’anno a Torino l’appuntamento con Portici di carta, la kermesse letteraria che trasforma il centro storico sotto la Mole in una gigantesca libreria all’aperto, tra piazza Carlo Felice, via Roma, piazza San Carlo e piazza Castello.
L’edizione di quest’anno è la nona, realizzata come sempre dal Salone Internazionale del Libro, promossa da Città di Torino e Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, realizzata con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crt e la partecipazione dei librai piemontesi coordinati da Rocco Pinto, titolare de Il ponte sulla Dora in via Pisa, una delle librerie indipendenti più vive e vitali di Torino.
I portici subalpini saranno anche quest’anno piacevolmente invasi da oltre 120 librerie indipendenti, di catena, remainders, d’antiquariato, e da una quarantina di piccoli e medi editori piemontesi. Purtroppo da diversi anni a Torino si registrano chiusure di librerie, tra le ultime vittime ricordiamo FNAC, Coop, Millevolti, la libreria Giolitti, ma per fortuna c’è sempre una buona partecipazione a questo evento che è diventato uno dei più amati dai bibliofili non solo torinesi.
Librerie ed editori sono organizzati in diciotto aree tematiche, mentre piazza Carlo Felice ospita un’edizione straordinaria de Il Libro ritrovato, il mercatino di ogni prima domenica del mese.
Non mancano in parallelo gli inconti con gli autori, le presentazioni e le tavole rotonde, oltre che lo spazio per ragazzi: quest’anno il loro teatro è cornice l’Oratorio di San Filippo Neri in via Maria Vittoria 5. Gli ospiti di quest’anno vedono i nomi di Arturo Brachetti, Alessandro Barbero, Paolo Cognetti, Giuseppe Culicchia, Fabio Geda, Antonio Manzini, Paola Mastrocola, Vittorio Nessi, mentre si ricorderanno Sebastiano Vassalli e Luca Rastello.
Portici di carta ripropone anche le passeggiate letterarie (con prenotazione obbligatoria a passeggiate@salonelibro.it) e lo spazio dedicato al Concorso Lingua Madre. In parallelo si svolge in piazza Carlo Alberto il festival dell’Oralità popolare, dove ci sarà anche un estratto della Biblioteca di Tullio de Mauro, con libri in consultazione davvero unici e utili.
Il programma completo è nel sito ufficiale http://www.porticidicarta.it/

:: Festival e Premio Rodari

25 settembre 2015

unnamedIl 23 ottobre si terranno a Omegna, città natale di Gianni Rodari, il Festival di Letteratura per Ragazzi e il Premio Rodari. Iniziative che mi sembra simpatico segnalare per il mio debito di riconoscenza verso Rodari. Se da piccolina ho imparato ad amare i libri è un po’ merito suo e quindi ecco parte del comunicato stampa che ho ricevuto:

I sogni dei bambini non finiscono mai. Il 23 ottobre 2015 prende il via la seconda edizione del Festival di Letteratura per ragazzi Città di Omegna, all’interno del quale, sabato 7 novembre verranno premiati i vincitori del Premio Rodari 2015, un premio che assegna il prestigioso riconoscimento ad autori e illustratori che con la loro arte proseguono nel segno di Gianni Rodari l’opera di incantare con storie fantastiche e poetiche.

Per questa edizione, per le sezioni albi-illustrati e fiabe e filastrocche, la giuria del Premio, presieduta da Pino Boero e composta da Maria Teresa Ferretti Rodari, Walter Fochesato, Anna Lavatelli e Alessandro Buzio, ha selezionato i due vincitori e assegnato anche tre menzioni speciali.
Mentre per la sezione teatro, una giuria, composta da ottanta ragazzi delle scuole cittadine, ha assegnato il Premio alla Compagnia Teatrale Il Dottor Bostik di Torino.

Con il titolo “H2rOdari – i racconti si trovano… nuotando sott’acqua” Gianni Rodari torna a casa.
Durante la kermesse sarà possibile anche visitare una mostra che raccoglie una grande quantità di scritti originali; tra le opere presenti, inedita al grande pubblico, c’è la poesia che Rodari scrisse al suo maestro in terza elementare, primo segno del suo futuro talento.

Giovanni Francesco Rodari, in arte Gianni Rodari, nasce il 23 ottobre 1920 a Omegna, sul Lago d’Orta.
Nel 1937 si diploma maestro, poi si iscrive all’Università Cattolica di Milano che lascia dopo pochi esami.
Durante la guerra milita nella resistenza lombarda e dopo il 1945 inizia la carriera giornalistica, scrivendo per il giornale ciclostilato Cinque punte, dirigendo poi L’Ordine Nuovo e approdando in seguito alla redazione milanese de L’Unità dove diventa responsabile della rubrica La domenica dei piccoli.
Collabora con Paese Sera, con la BBC e con la Rai, come autore della fortunata trasmissione per bambini Giocagiò. Nel 1968 accetta l’offerta di Giulio Einaudi a collaborare con la sua casa editrice e nel 1970 vince il premio Hans Christian Andersen, primo scrittore italiano a riceverlo. Nel 1973 pubblicò il saggio La grammatica della fantasia, considerato ancora testo formativo per insegnanti ed educatori per ragazzi. Si spegne a Roma il 14 aprile del 1980. La sua opera ha inaugurato una nuova stagione per la letteratura italiana per l’infanzia mutandone profondamente il segno e aprendo una nuova epoca.

Info e social:
cultura@comune.omegna.vb.it
http://www.comune.omegna.vb.it
https://www.facebook.com/festivalrodari
https://instagram.com/explore/tags/premiorodari/

:: Liberi di Scrivere al Salone Internazionale del Libro di Torino 2015 – tra il quarantennale della morte di Pasolini, piccoli editori e modernità, a cura di Federica Guglietta

19 Maggio 2015

Piccola premessa a quest’articolo (no, scherzo, chiamatelo post, sproloquio, riassuntone, fate un po’ come volete) straordinariamente di parte (e c’era da aspettarselo): io amo i libri, ma generalmente odio le fiere. Di qualsiasi tipo.

Per quale motivo?

La gente, il rumore, gli spintoni, il vociare, le code, il caldo, gli altoparlanti, l’aver dimenticato il trolley vuoto da riempire di libri, perdersi incontri con scrittori e/o su vasti ambiti dell’editoria vecchia e nuova, così come ci si perde fisicamente in uno spazio enorme, per fortuna ben organizzato. Non stiamo parlando di un evento letterario così come si parla della prima sagra di paese che potrebbe balenarvi in mente, sia chiaro.

Insomma, il Salone Internazionale del Libro di Torino al Lingotto Fiere, giunto ormai alla sua XXVIII edizione (dal 14 al 18 maggio 2015), è un evento imperdibile.

Eppure io non ci ero mai stata.

Quest’anno, grazie alla mia collaborazione con Liberi di Scrivere, ho avuto modo di partire ed esserci, almeno per un giorno.

Vi racconto com’è andata.

1Sabato 16 maggio. Mattina.

In programma una miriade di cose da fare, vedere, leggere e, perché no, comprare.

Meno male che, per facilitarci le cose, il SalTo2015 è stato organizzato in modo tale da essere girato senza paura di perdersi, non avevamo bisogno di bussole, mappe e navigatori: l’App ufficiale dell’evento si dimostrata in grado di fare da Cicerone senza intoppo alcuno.

Una gigantesca fiera dell’editoria, quindi. Grandi e piccoli editori si incontrano e si scontrano, non si si incrociano quasi mai. I grandi nomi acclamatissimi, gli emergenti hanno avuto la fortuna di farsi conoscere di più o se ne stanno lì con l’amaro in bocca.

Alla base di tutto c’è la commercializzazione della cultura. In tutti i settori. Quella cultura che dovrebbe essere alla portata di tutti viene, se si può dire, mercificata.

Cosa ci vai a fare alla Fiera del Libro, se poi pensi queste cose? – direte voi. Ci sono andata per gli eventi, gli incontri e la possibilità di scambio di idee. Niente di più. I grandi editori dovrebbero limitarsi un pochino, i piccoli, al contrario, dovrebbero imparare a cacciar fuori un po’ gli artigli. Soprattutto attraverso i social, grande mezzo per far conoscere il proprio lavoro dappertutto. Molti sottovalutano questo aspetto… e fanno male.

Altra parentesi criticona a parte, per me è stata una bellissima esperienza dal punto di vista formativo e professionale e spero di ripeterla anche in futuro.

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Infatti, da brava neofita di un evento di tale portata, avevo riempito la mia to do list di mille, ma che dico, diecimila eventi, incontri e conferenze. Della serie: o tutto o niente.

Qualche esempio?

L’incontro con Marco Santagata sui 750 anni dalla nascita di Dante, quello su Moravia, Calvino e Sciascia, un altro incontro su Dante, con Dante, per Dante, un workshop su scrittori e social network e un altro sullo storytelling digitale… e ancora un altro sul mondo dei blogger e del selfpushing, per non parlare di quello sulla distribuzione degli e-book messa in relazione al mondo dell’editoria cartacea… e, quel giorno, poi c’erano Alberto Angela, Daria Bignardi e tanti altri.

Mancando, purtroppo, del dono dell’ubiquità ho scelto col cuore e ho assistito all’incontro tenuto alle 17 in nella Sala Rossa, quello su Pasolini fuori dal mito. Fila chilometrica e conseguente sala gremita di gente. Quella sala di un bel rosso acceso che tanto sarebbe piaciuto allo stesso P.P.P.

A fare da relatori c’erano Lidia Ravera, scrittrice e giornalista, madrina del SalTo2015, assessore alla Cultura della Regione Lazio e membro della Commissione tecnico-scientifica che ha il compito di promuovere e coordinare le iniziative culturali in ricordo di Pasolini a quarant’anni dalla sua scomparsa; così come fa parte della stessa commissione Walter Veltroni, ora regista e scrittore, ma con una lunga carriera politica alle spalle, in cui ha avuto anche il privilegio di conoscere il Pasolini ideologo da vicino negli anni ‘70; presente anche Walter Siti, curatore dell’opera omnia di Pier Paolo Pasolini per la collana I Meridiani (Mondadori), di cui scrive anche l’introduzione; last but not least, la relatrice anagraficamente più giovane, Chiara Valerio, scrittrice e critica letteraria.

Al centro dell’intera conferenza c’era la figura di Pasolini come quella di scrittore più discusso che letto e più ammirato che amato. Questo a causa della risaputa aggressione del tutto pasoliniana verso l’altro da sé, del suo essere un classico – non classico perturbante e moderno. Più moderno dei moderni.

Pasolini amava la verità, in tutte le sue forme.

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Non si sarebbe mai fatto seppellire dalla benevolenza dei trapassati.

Secondo Lidia Ravera, l’opera tutta di P.P.P. non è da considerarsi un classico, è sì immortale, ma ancora si dimostra divisivo. Più che un classico, è diventato un brand: da una parte per la sua rappresentazione delle borgate romane, dei ragazzi di vita, dell’opinione pubblica, della tanto amata campagna friulana e dall’altra parte per la sua “preveggenza” ideologica e sociale e per il suo pensiero sempre fuori dal coro. Figura intellettuale “postumamente post moderno”, è capace di esibire la sua vita e la sua omosessualità. Anche queste due caratteristiche fanno parte della sua verità.

Walter Siti considera P.P.P. un artista completo: sicuramente come scrittore non è stato il migliore della sua epoca. Era diventato più un’icona pop, poco letto, ma apprezzato molto più per il suo cinema. Altra peculiarità dell’uomo Pasolini era la sua onnipresente inquietudine: non stava mai fermo, non era mai soddisfatto. Da solo cominciò la sua battaglia contro i media, come un titano puramente intellettuale. Tuttavia, non va idealizzato: nelle sue convinzioni, molte volte, aveva anche torto e, a metà degli anni ’60,  scatenò non poche polemiche, come quella mossa contro il suo cinema dai semiotici, sulla sua concezione di Dante mossagli da Segre e sull’aborto. Inoltre, all’inizio del suo operato, non era il Pasolini coraggioso degli ultimi anni, ma ha saputo reagire solo quando venne toccata la sua opera. Anche il suo profetismo si rivelò tante volte inesatto, come quando in Betulle Nane immaginò l’URSS come un posto piacevole per vivere a vent’anni da quella parte.

Si interessava al mondo per capire se stesso, come se fosse per lui un bisogno fisico e carnale: “Io non riesco a respirare, se il mondo diventa così brutto.”, in quest’affermazione è racchiusa anche buona parte della sua visione politica.

Pasolini provava uno spropositato amore per il dubbio, le certezze non esistono, non sono altro che figlie del dubbio.

Walter Veltroni incontra per la prima volta Pasolini alla sezione del PCI di via Scarlatti a Roma, al comitato di base del Tasso : entrò si mise in fondo e cominciò a prendere appunti anche delle ‘castronerie’ che allora che quei giovani militanti dicevano. Probabilmente, dice,  è da quelle visite che nacque la celebre invettiva di Valle Giulia a difesa dei poliziotti – figli dei poveri e contro i figli di papà. Concorda con Siti sul fatto che sia stato molto in tutti gli ambiti, ma mai il primo.

Chiara Valerio pone l’accento sul libro – documentario L’odore dell’India in cui lo scrittore avrebbe paragonato l’Italia all’India: una casta fatti di dominanti e dominati, ricchi e poveri, immobilità in un paesaggio metafisico. Anche la Valente concorda sul fatto che per P.P.P. si dovesse guardare fuori di sé per guardarsi dentro.

Sul delitto Pasolini, una sola ed unica verità: Pino Pelosi non era solo.

L’incontro si conclude con l’assunto che non esiste né, probabilmente, esisterà mai un altro Pier Paolo Pasolini perché la nostra società dà per scontato che un cambiamento sia politico che culturale radicale sia del tutto negativo.

Sono stata sinceramente stupita di trovare la Sala Rossa così piena di persone interessate alla vita e alla memoria di questo artista poliedrico e per l’affluenza al SalTo2015 più che positiva.

Che dire, costruiamoci un Salone delle Meraviglie personale continuando a leggere, leggere, leggere ad infinitum.

(www.salonelibro.it)

© foto Enrico Tribuzio

:: Al via il Salone del Libro di Torino 2015, a cura di Elena Romanello

12 Maggio 2015

imagesOrmai ci siamo quasi: dal 14 al 18 maggio torna a Torino, nello spazio fieristico del Lingotto, il Salone del libro, la più importante manifestazione fieristica italiana dedicata ai libri e all’editoria e uno dei più importanti a livello europeo.
Quattro sono i padiglioni in cui si snoda l’evento: l’1, dedicato all’editoria indipendente con lo spazio Officina gestito da Giuseppe Culicchia e l’Incubatore, il 2 e il 3 con le proposte editoriali di editori grandi e non, il 5 incentrato sulla letteratura per bambini e ragazzi del Bookstock Village.
L’argomento di quest’anno sono Le meraviglie d’Italia, meraviglie in senso lato, dalla cucina alla letteratura passando per cinema, moda, arte, paesaggio, mentre gli ospiti d’onore sono la Germania come Paese straniero e il Lazio come Regione.
Nei cinque giorni si parlerà di cucina, nello spazio CookBook, di libri e tecnologie, in Book to the future, di fumetti e graphic novel nel Bookstock village, delle professioni legate al libro, di schierarsi contro le ingiustizie per i più giovani, dei settant’anni dalla fine della guerra, oltre agli incontri con autori e autrici, nelle Sale dai vari colori, presso il Caffè letterario e nell’Auditorium.
Come sempre, tanti gli ospiti, molti ormai fissi dell’evento: oltre a Lidia Ravera, madrina dell’evento, ci sono i nomi di Corrado Augias, Camilla Lackberg, Licia Troisi, Mauro Corona, Catherine Dunne, Jann Assmann, Valerio Massimo Manfredi, Aldo Busi, Zerocalcare, Aldo Cazzullo, Gianrico Carofiglio, Margherita Oggero, Vanessa Diffenbauch, sono solo alcuni nomi presenti in cinque giorni che si preannunciano intensissimi.
Ma il Salone del libro è anche il Saloneoff, cinquecento eventi, tra mostre, spettacoli teatrali, passeggiate letterarie, concerti, presentazioni, reading, bookcrossing, mercatini, in tutte le Circoscrizioni di Torino e in tredici Comuni della nuova Città metropolitana. Gli eventi avverranno in scuole, biblioteche, librerie, bar, palestre, piazze, parchi e altri luoghi non canonici.
A questo vanno aggiunti anche gli incontri di Voltapagina, in alcuni istituti penitenziari del Piemonte, punto finale di percorsi di lettura fatti.
Il programma completo è www.salonelibro.it

:: Al via il conto alla rovescia per il Salone del Libro di Torino 2015, a cura di Elena Romanello

21 febbraio 2015

saloneDal 14 al 18 maggio torna al Lingotto di Torino il Salone del libro e fervono ormai i preparativi e il conto alla rovescia, ricordando che grazie all’iniziativa Salone off 365 ormai tutto l’anno Torino è la città del libro, con incontri in biblioteche e luoghi vari che vanno oltre i giorni del Salone.
Un’edizione che si presenta con conferme e novità, come è ormai nella tradizione di quella che è la più grande kermesse in tema sul mondo del libro e della cultura italiana: tornano ovviamente tutti gli appuntamenti di sicuro successo, come il Bookstock Village con un angolo sulle graphic novel nel Padiglione 5, lo spazio Officina editoria di un progetto, nel Padiglione 1, a cura di Giuseppe Culicchia sull’editoria indipendente, l’iniziativa Adotta uno scrittore, Nati per leggere, il Concorso Nazionale Lingua Madre, lo spazio Incubatore per i nuovi nati in ambito editoriale, lo spazio goloso Casa CookBook e tutti gli incontri del Salone Off, che quest’anno si allargheranno ancora ad altri Comuni e luoghi. Confermata la presenza di tutti i più importanti stand editoriali italiani nei padiglioni, con un’ampia scelta di proposte di libri di tutti i tipi.
Il tema quest’anno, dopo vari tentennamenti perché si pensava di avvicinarlo all’Expo, sarà le Meraviglie d’Italia, diverso e complementare con Milano, e si parlerà di arte, architettura, letteratua, musica, lingua, paesaggio, moda, cinema, cucina e di tanto altro ancora, partendo tra le altre cose da un compleanno illustre, il 750esimo di Dante Alighieri. Tra gli ospiti che parleranno di questo ci saranno Flavio Caroli, Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Salvatore Settis e uno degli argomenti caldi sarà la gestione dei beni culturali, vero tesoro italiano.
Il Paese ospite d’onore è la Germania, già al centro delle iniziative di Torino incontra Berlino, con vari nomi come Markus Garbriel, Wolfgang Streeck, Gunther Walrauff e l’egittologo Jan Assmann, oltre ad una presenza cospicua all’IBF di editori tedeschi. La Regione italiana ospite d’onore è invece il Lazio, con la presenza fissa dell’Assessore alla cultura e politiche giovanili Lidia Ravera e vari momenti interessanti, tra cui spicca un ricordo di Pasolini nel quarantennale della morte, oltre a colazioni e apericena letterari con ospiti e discussioni.
Tanti i temi trattati, come il far leggere a scuola, la situazione in Medio Oriente, con la presenza di esperti come Domenico Quirico, i vari aspetti della letteratura oggi, le eccellenze italiane, il rapporto con la Germania e altri Paesi, i nuovi media e gli editori emergenti.
Non resta quindi che tenere d’occhio il sito www.salonelibro.it per gli aggiornamenti in tempo reale e le aggiunte man mano da qui a maggio, con ospiti, eventi, fino al calendario completo.

:: Il Cile paese ospite d’onore al XXVI Salone Internazionale del Libro di Torino Lingotto Fiere dal 16 al 20 Maggio 2013

7 Maggio 2013

pablo-nerudaQuest’anno sarà il Cile il paese ospite d’onore del Salone del libro di Torino 2013. Molti gli appuntamenti dedicati alla cultura del Cile, dunque.
Per la poesia in una serata condotta da Luis Sepulveda con Bruno Arpaia si leggeranno testi di Gabriela Mistral, la prima donna latinoamericana a ottenere il Premio Nobel nel 1945, di Pablo Neruda, anch’egli premio Nobel, di Gonzalo Rojas, Vicente Huidobro e Nicanor Parra. Con loro una nuova generazione di poeti come Oscar Hahn, Raul Zurita, e Elikura Chihuailaf, esponente di spicco della minoranza mapuche.
Per la narrativa la moglie Carolina Lopez, Javier Cercas, e Roberto Brodsky ricorderanno Roberto Bolaño sabato 18 alle ore 21 Sala rossa, accompagnati da nuove voci come quelle di Alejandro Zambra, Lina Meruane e Maria José Viera-Gallo.
Luis Sepulveda presenterà il suo nuovo libro Ingredienti per una vita di formidabili passioni, (Guanda) oltre al quale il decano degli scrittori cileni Jorge Edwards, narratore e diplomatico (oggi ambasciatore a Parigi), sarà presente per un incontro con l’autore venerdì 17 alle ore 18, Spazio Cile.
Ci saranno inoltre Roberto Ampuero, padre dell’investigatore Brulé, protagonista di sei romanzi tradotti da Garzanti e  Arturo Fontaine, che si misura con il tema del tradimento attraverso la storia di tre donne che, già militanti di sinistra, diventano tra le più spietate collaboratrici del regime di Pinochet. Alejandro Zambra presenterà il suo romanzo Modi di tornare a casa tradotto da Mondadori. Poi ci saranno Lina Meruane, di origini palestinesi con «Sangue negli occhi» (La Nuova Frontiera) e Maria-José Viera Gallo che racconta i difficili percorsi di formazione di giovani donne nel Cile dello sviluppo industriale

Per il programma completo degli incontri dedicati al Cile rimando al sito del Salone del Libro http://www.salonelibro.it/programma/eventlist.html?filter=%20-%20paese%20ospite:%20il%20Cile&filter_type=title

:: LE CORDE DELL’ANIMA – Cremona, dal 31 maggio al 2 giugno 2013

6 Maggio 2013

image001Milano, 6 maggio 2013. Presentata oggi la quarta edizione per il Festival “Le corde dell’Anima” di Cremona che si tiene quest’anno dal 31 maggio al 2 giugno e si conferma uno tra gli appuntamenti più interessanti del variegato panorama dei festival culturali italiani, con una formula originale che unisce letteratura e musica in un unico grande spettacolo. Forte del grande successo della passata edizione che ha visto raddoppiare in soli tre anni il numero degli spettatori – 30mila nel 2010, 40mila nel 2011, 60mila nel 2012 –  anche quest’anno il Festival ha in programma oltre 40 incontri con più di 100 protagonisti, per la gioia del pubblico che si è sempre mostrato appassionato e caloroso. Piazza Duomo, il Cortile Federico II, Piazza della Pace, Palazzo Affaitati, Palazzo Calciati, il recentissimo Museo del Violino, luoghi storici della città nota in tutto il mondo per la sua grande tradizione musicale, fanno da suggestivo palcoscenico a scrittori, musicisti e artisti che si alternano in un accostamento continuo di voci diverse, di parole, note e suoni in dialogo, con un ricco programma di incontri e concerti, reading, anteprime, spettacoli e laboratori.

Le anteprime

Tre gli appuntamenti in anteprima per il pubblico di Cremona: anteprima mondiale per il Premio Pulitzer Paul Harding che sul palco di piazza del Duomo legge pagine dal suo prossimo libro, Eron (Neri Pozza) in uscita in autunno, cimentandosi anche alla batteria, con l’accompagnamento di Tony Bowers al basso; anteprima italiana per la regina del thriller internazionale Tess Gerristen che debutta con il nuovo romanzo, L’ultima vittima (Longanesi), mostrandosi nell’inedita veste di violinista; e per Karim Miskè che presenta il suo singolare noir Arab Jazz (Fazi) ambientato nella Parigi multietnica la cui atmosfera è ben restituita dalle note jazz di Rita Marcotulli e Luciano Biondini.

Gli ospiti internazionali

La carrellata di ospiti internazionali continua con Quim Monzò, celebrato sceneggiatore dei film di Bigas Luna, il cui mood ironico è qui ben interpretato dallo scanzonato duo The Sweet Life Society; Sergio Alvarez accompagnato dalle sonorità sudamericane degli Atlantico Negro; Tim Parks con l’ultimo avvincente romanzo Il sesso è vietato (Bompiani) insieme ad Alice; le scrittrici spagnole Alicia Gimenez Bartlett, signora del giallo e grande appassionata di jazz, insieme a The Thrust; e Clara Sanchez, l’autrice più letta del momento, accompagnata dalla voce di Antonella Ruggero e dalle letture di Federica Fracassi.

Gli ospiti italiani

Non meno noti gli ospiti italiani, pronti a raccontarsi e confrontarsi in un dialogo eccellente tra parole e musica: Daria Bignardi, che nella sua Acustica perfetta (Mondadori) narra di un violinista, incontra Uto Ughi; Lella Costa con il suo sguardo ironico dialoga con Pacifico; Pupi Avati presenta la sua recente autobiografia, che svela una vita nel cinema volendo essere un musicista, accompagnato dalla celebre tromba di Paolo Fresu; Salvatore Niffoi racconta la grande amicizia con Fabrizio De André, insieme a Dori Ghezzi e il figlio Cristiano; Vinicio Capossela prosegue il suo omaggio alla Grecia e presenta la nuova fatica letteraria Tafteri. Il libro dei conti in sospeso (Il Saggiatore) fresco di stampa; Franco Battiato e Manlio Sgalambro scoprono, attorno al libro Teoria della canzone (Bompiani), un’amicizia e un’alleanza creativa; Gianni Biondillo e Luca Crovi incrociano le loro atmosfere noir con le musiche di Carlo Fava, Gianni Mura svela le sue passioni tra le pagine di Tanti amori (Feltrinelli), in uscita a breve, accompagnato dalla chitarra di Ricky Gianco; Lorenzo Amurri ripercorre in Apnea (Fandango) la sua drammatica storia, diventata un caso letterario, con il sonoro di Laura Arzilli e Roberto Sinigaglia; Daniele Bresciani, accompagnato dalle canzoni di Roberto Angelini, presenta il recentissimo Ti volevo dire (Rizzoli); Francesco Carofiglio parla di Wok (Piemme) con la colonna sonora di Guano Padano mentre Luca Bianchini si affida alle melodie di Bianco per raccontare il nuovo romanzo sull’amore ritrovato Io che amo solo te (Mondadori). Chiude il Festival, domenica sera in Piazza Duomo, il recital per pianoforte e voce di Moni Ovadia e Carlo Boccadoro.

Musica, musica, musica…

Come da tradizione, nei tre giorni del Festival grande attenzione è data alla musica in tutte le sue declinazioni, spaziando dalla classica, al jazz, dal pop al rock alla musica etnica. Si va dalle 500 storie che hanno fatto la storia del rock di Ezio Guaitamacchi riproposte dalla bella voce di Brunella Boschetti Ventura, all’appassionata narrazione autobiografica delle canzoni degli ultimi 50 anni di Luigi Manconi, con Maurizio Maggiani presentatore d’eccezione e Vasco Brondi di Luci della Centrale Elettrica al pianoforte;  dal dj set di Laura Gramuglia e Guido Vitiello agli aneddoti sul panorama musicale emergente di Francesco Bommartini accompagnato dai Perturbazione. Non mancano gli omaggi, la musica dei ricordi. Primo fra tutti quello a Lucio Dalla con il racconto appassionato di Marco Alemanno Dalla luce alla notte (Bompiani) e la reinterpretazione dei brani più celebri del cantautore di Marta sui tubi. Alla leggenda dei Beatles è dedicato l’incontro con Andrea Kerbaker, Alberto Tonti e Franco Zanetti che con Let it Beatles (Skira) celebrano i 50 anni dalla nascita del più famoso gruppo musicale del Novecento, con la partecipazione del complesso Miscellanea Beat. Molto attesi anche gli appuntamenti dedicati agli amanti della musica classica, con il maestro iraniano Ramin Bahrami che accompagnandosi al pianoforte testimonia la fuga dall’oppressione descritta nel libro Come Bach mi ha salvato la vita (Mondadori); con il musicologo di vasta e raffinata sensibilità Paolo Terni che nel suo La melodia nascosta (Bompiani) ripercorre lo straordinario percorso esistenziale; con il fascino immortale delle atmosfere veneziane pervase dalla Sonata a Kreuzer  descritte da Giorgio Caponetti in Due belle sfere di vetro ambrato (Marcos y Marcos), qui accompagnato al pianoforte da Massimo Fiocchi Malaspina.

Cambia mestiere

Due originali appuntamenti chiudono le giornate di venerdì e sabato, Due incontri nei quali scrittori, musicisti, attori e giornalisti giocano a mostrarsi in vesti insolite. Niccolò Ammaniti svela il suo volto inedito di profondo conoscitore di musica contemporanea, accompagnato al piano da Vittorio Cosma; la voce del gruppo cult Virginiana Miller Simone Lenzi veste con La generazione (Dalai) i panni dello scrittore e dialoga con il beniamino del pubblico Marco Malvaldi, per l’occasione cantante, e Thony, cantante nei panni di attrice nel film di Virzì di prossima uscita tratto dal romanzo.

Suggestioni etniche

Sabato dopo la mezzanotte tre celebri poeti dagli Emirati Arabi evocano le atmosfere del loro mondo tra tradizione e modernità, accompagnati dai virtuosismi di Marwan Abado, maestro di oud. Una Notte Araba resa possibile grazie alla Fondazione Sheikh Zayed Book Award, promotrice di un prestigioso premio letterario tra i più ricchi al mondo, il cui obiettivo è far nascere, sviluppare e consolidare i rapporti tra tutte le culture. Frutto della collaborazione con il progetto Lingua Madre, rinnovata anche quest’anno, è l’incontro con le tre autrici vincitrici dell’VIII edizione del Concorso Lingua Madre, la cui premiazione avverrà al Salone Internazionale del Libro di Torino il prossimo 20 maggio. Dalla Turchia, dal Brasile e dalla Romania fino all’Italia, Guel Ince, Karla Pegorer Dias  e Irina Turcanu raccontano le loro esistenze divise a metà con l’accompagnamento musicale dell’Orchestra di via Padova.

Le attività collaterali

Arricchiscono il programma del Festival diverse attività collaterali e iniziative di turismo culturale che guideranno i visitatori alla scoperta di percorsi ed esperienze insolite. Tra le principali: In rotta sul Po, battello in partenza dal pontile Largo Marinai d’Italia, sul quale  Guido Conti presenta Il grande fiume Po (Mondadori). Curiosità e aneddoti in navigazione con l’accompagnamento musicale di Vladimir Dennisenkov alla fisarmonica (sabato 1 giugno, alle 17 e alle 18).
Genius Loci, un percorso (parkour) di arte partecipativa per “sentire” i luoghi della città, scandito da un banditore che guiderà il pubblico in un’originale sequenza di “reinaugurazioni” di alcuni celebri monumenti cremonesi (domenica 2 giugno dalle 15 alle 17).
Lib(e)ro Scambio. Se ami un libro lascialo libero: un’intera strada, Corso Campi, organizza il primo appuntamento di bookcrossing della città, un modo “diverso” per scambiarsi consigli, suggerimenti e libri, lasciando che siano loro a trovare i lettori, grandi e bambini.
Picnic Library, un parco pubblico che si trasforma in una insolita biblioteca all’aperto e un cestino del picnic nel quale durante i giorni del Festival i bambini troveranno insieme alla merenda racconti da leggere sull’erba.
pAssaggi Accordati, per coniugare cibo, musica e letteratura (Palazzo Cattaneo, domenica 2 giugno dalle 10 alle 17).
In seno al festival. Musica, letteratura e informazione contro il tumore al seno:  l’anima del Festival fa vibrare le proprie corde solidali sostenendo la Scuola italiana di senologia e offrendo alle donne di Cremona un’opportunità per approfondire le tematiche della prevenzione e della diagnosi precoce (Palazzo Trecchi, venerdì 31 Maggio alle ore 18).

Nato da un progetto di Anna Folli e Nicoletta Polla-Mattiot, il Festival si avvale di un comitato scientifico composto inoltre da Vittorio Cosma e Mercedes Meloni ed è reso possibile sotto il profilo organizzativo e finanziario, grazie a PubliAEventi, agenzia che fa capo alla Società editoriale cremonese presieduta da Antonio Piva, oltre a una serie di altri sponsor privati.

LE CORDE DELL’ANIMA – Cremona, varie location del centro storico dal 31 maggio al 2 giugno 2013

Ingresso libero – Info per il pubblico +39 0372 404512

Tutto il programma su www.lecordedellanima.it