Posts Tagged ‘Rivoluzione francese’

:: Lady dal fiocco blu? Cinquant’anni con Oscar, Silvia Stucchi (Graphe.it, 2022)A cura di Viviana Filippini

14 luglio 2022

C’è una figura indimenticabile nella mia mente di bambina. Quella figura della quale ho il mio primo ricordo televisivo nel 1982, è quella ragazza coraggiosa dai lunghi capelli biondi, occhi azzurri, una bellezza unica tanto leale e coraggiosa. Lei è Oscar, o meglio Lady Oscar per tutti coloro che sono nati e cresciuti negli anni’80. Oggi, a 40 anni dalla serie tv e 50 dal manga, è uscito il libro “Lady dal fiocco blu? Cinquant’anni con Oscar” di Silvia Stucchi per Grpahe.it. L’autrice ha messo nel volume tutto quello che ha raccolto e scritto su Oscar nel corso degli anni, restituendo al lettore un saggio dettagliato e accurato che indaga a fondo la vicenda e la persona di Oscar. La cosa interessante che la Stucchi fa è il porre attenzione sulle differenze tra il manga e la serie televisiva, per la quale sono state create anche delle situazioni ad hoc, non presenti nel fumetto. Per esempio, se nel manga l’adolescente madamigella Oscar ama indossare la divisa per difendere la regina, nell’anime tv, Oscar non è convinta di seguire l’imposizione del padre che la cresce come se fosse un maschio. Altra differenza tra il manga e l’anime è che il secondo, adattato alla tv in 40 puntate, ha un tasso di drammaticità molto più elevato. “Lady dal fiocco blu? Cinquant’anni con Oscar” è un cammino profondo che dimostra non solo quanto sia stata accurata la ricostruzione storica messa in atto dalla Ikeda per i fatti storici e i personaggi, ma ha in sé la volontà di narrare il lato umano di Oscar, di Andrè e di alcuni loro comprimari. Interessante è pure la parte finale del volume nella quale si trova un approfondimento su due delle figure reali presenti che vengono raccontate dalla Stucchi per come erano veramente: la contessa du Barry, ultima favorita di Luigi XV di Francia, e Jeanne de-Saint-Rémy-de Luz de Valois, contessa de La Motte, nota come Jean Baleau per il cartone animato e sorellastra di Rosalie. Quello che mi piace però del libro di Silvia Stucchi è l’analisi psicologica svolta nei confronti di Oscar e André che dona loro una profonda umanità, rendendoli persone reali con tutte le loro paure, dubbi, emozioni e tormenti del cuore. Vero è pure il fatto che Oscar nasconde il suo corpo sotto abiti maschili – e notate che le tre divise che indossa: bianca, rossa e blu, richiamano i colori della bandiera francese- ma, nonostante questo, Oscar è consapevole del suo essere donna, del suo sentire e vivere con un cuore di donna. Si guardi per esempio il rapporto tra Oscar e Rosalie, per la quale madamigella Oscar è una sorella maggiore, un’amica, un àncora di salvezza e una sorta di madre che la accudisce, la alleva e, a modo suo, le dona affetto. Stessa cosa è forte il legame di amicizia e stima tra Oscar e Maria Antonietta, messo in crisi solo alla fine dalla loro visione diversa dell’imminente Rivoluzione Francese. Certo è che nel saggio di Silvia Stucchi, Oscar, la cui lealtà e coraggio fanno pensare ad una versione femminile del cavaliere, è sempre donna, dalla prima all’ultima puntata e dalla prima all’ ultima pagina. Un donna che ha sempre amato André (come ha fatto lui con lei), ma che ha compreso il suo sentimento forse un po’ troppo tardi. Oscar e André sono giovani, belli e anche un po’ ribelli se vogliamo per i loro tempi, visto che ad un certo punto decidono di fare di testa loro andando oltre gli schemi sociali del tempo e stabilendo da soli della propria vita. Sono i due eroi, un po’ come quelli della mitologia antica, che muoiono giovani sacrificando la loro vita e trovando la consacrazione eterna che, ancora oggi, ogni 14 luglio fa ricordare Oscar.

Silvia Stucchi, bergamasca, laureata in Letteratura Latina, insegna latino nei licei e presso l’Università Cattolica di Milano. Autrice di monografie e saggi scientifici su Petronio, Seneca tragico, Ovidio, Cassio Emina e la cucina dell’antica Roma, collabora con riviste e testate giornalistiche, e nel tempo libero coltiva l’interesse per la letteratura poliziesca, la storia e la letteratura francese, i fumetti, e, naturalmente, per «Le Rose di Versailles».

Source: richiesto dal recensore. Grazie all’ufficio stampa 1A.

:: Maria Antonietta e il conte svedese von Fersen, tra l’amore e la Ragion di Stato, il carteggio (censurato) finalmente disvelato

3 ottobre 2021

Uscirà a fine ottobre in Francia un libro destinato a far scorrerere fiumi e fiumi di inchiostro: il carteggio finalmente in chiaro tra la regina Maria Antonietta e il suo devoto conte svedese von Fersen. Un amore che sembra destinato se vogliamo a cambiare anche il giudizio storico sui due persoanggi in questione e sul periodo. Ricco insomma di implicazioni anche politiche e diplomatiche. Che i due si amassero, già si sapeva almeno a livello ufficioso, nonostante i due amanti avessero fatto di tutto per tenerlo nascosto. Maria Antonietta aveva distrutto le lettere ricevute da Fersen, mentre Fersen, (per motivi che esulavano dal valore puramente sentimentale) le aveva conservate, censurando solo i passaggi più spiccatamente compromettenti, per il bene della Regina, per salvarne da vero gentiluomo la sua reputazione. Gli eredi di Fersen hanno infine consegnato queste preziose missive alla Francia e alcuni ricercatori della Sorbona, hanno fatto il miracolo: hanno fatto emergere cosa il conte svedese aveva prudentemente cancellato con scarabocchi e sbarrature.

Così ora sappiamo con prove documentate quanto fu vivace e appassionato il legame tra i due, che durò anche nel tempo. Sappiamo di quanto cercò di salvarla cercando di convincerla a lasciare la Francia più volte. Naturalmente sappiamo come finì entrambi trovarono la morte tragicamente ma questo carteggio può senz’altro fare luce su un periodo storico di cui ancora si discute. Sempre che non spuntino altre lettere e altre rivelazioni. Insomma il lavoro degli storici non si ferma mai. Ed è appassionante proprio per questo.

:: Un caffè con Robespierre, Adriana Assini (Scrittura & Scritture, 2016) a cura di Elena Romanello

12 Maggio 2016

Robespierre

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Dopo aver viaggiato in altre epoche, Adriana Assini sceglie per la sua nuova fatica uno dei periodi storici più interessanti e ultimamente poco praticati, e cioè la Rivoluzione francese, nel periodo del Terrore intorno al 1793, momento culminante di uccisioni che costò la vita ad aristocratici e oppositori, ma anche a semplici sospettati o a chi non era particolarmente entusiasta dell’andazzo.
Un caffè con Robespierre mette a confronto un dramma privato con il dramma collettivo della Rivoluzione: Bertrand e Manon sono una coppia che per anni è stata fedelmente al servizio dell’Ancien Regime, lui come cuoco e lei come modista con tra le sue clienti la stessa Maria Antonietta. I nuovi tempi rivoluzionari li dividono irrimediabilmente: lui resta fedele, rischiando anche personalmente, ai vecchi padroni e al vecchio ordine, mentre Manon è attratta dalle nuove idee di giustizia e libertà, tanto da cominciare a frequentare il salotto di Robespierre, che abita a due passi da casa sua e di cui assistirà ai trionfi e poi alla caduta.
Ci sono stati negli anni tanti romanzi sulla Rivoluzione francese e sui suoi protagonisti, con toni altalenanti dalla storiella sentimentale con quell’evento sullo sfondo alla vicenda più impegnata e complessa. Il libro di Adriana Assini è senz’altro più vicino alla seconda tipologia di romanzi, una storia non banale che racconta temi importanti come il rapporto tra pubblico e privato, il ruolo della donna in un’epoca in cui cambiò molto anche se non come si sperava, l’impatto che ha sulla vita dei singoli il corso della Storia, soprattutto quando ci sono cambiamenti radicali che mettono in discussione ordini stabiliti da decenni.
Una storia per gli amanti del romanzo storico, non tanto d’azione ma soprattutto meditativi, con particolare interesse per il ruolo della donna: Manon, così come il marito, è un personaggio inventato ma ispirato a Rose Bertin, sarta e modista di Maria Antonietta, che poi a differenza di lei preferì scappare all’estero così come la sua ritrattista ufficiale Madame Vigée Lebrun.

Adriana Assini vive e lavora a Roma ed è sia pittrice che scrittrice. Per Scrittura & Scritture ha pubblicato vari romanzi storici come Le rose di Cordova, Un sorso di arsenico, Il mercante di zucchero e La riva verde.

Source: libro inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Vincenza dell’Ufficio Stampa Scrittura & Scritture.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.