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:: La bellezza non ti salverà, Francesca Battistella, (Scrittura & Scritture, 2016)

26 novembre 2016
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Terzo capitolo della saga dedicata alla profiler Costanza Ravizza e ad Alfredo Filangieri, quarto romanzo della scrittrice Francesca Battistella, esce nella collana Catrame di Scrittura & Scritture, La bellezza non ti salverà, un giallo classico, forse con sfumature leggermente più noir dei precedenti, ambientato in uno dei luoghi più pittoreschi della provincia italiana, tra Novara e il Lago d’Orta. Francesca Battistella ha uno stile di scrittura molto classico, molto sobrio, misurato, per cui spiccano ancora di più i due temi di stretta attualità, se vogliamo, che sviluppa nel romanzo: i pericoli della rete, del dark web, e le infiltrazioni della mafia al nord. Due sono le indagini parallele infatti di cui la profiler con i suoi colleghi si dovrà occupare: una quella più istituzionale, fortemente voluta dal suo capo, il dottor Giamasso, riguardante la morte del proprietario di una discarica di rifiuti edili adiacente al comune di Romentino, accoltellato più volte mentre si trovava a tarda sera nel suo ufficio accanto alla discarica. Un delitto in odor di mafia si ipotizza, sia per le modalità del delitto (si sospetta un killer al soldo di una famiglia di camorra), sia per le frequentazioni della famiglia della vittima. La seconda, quasi un’ ossessione per Costanza, riguardante la sparizione di tre ragazzi, (due femmine e un maschio) il cui unico collegamento sembra da trovarsi in rete, dove sembrano essere tutte e tre finiti nella rete di un predatore seriale. Anche Alfredo Filangieri, amico di famiglia di costanza Ravizza, e ospite sul Lago d’Orta della sorella Teresa, sembra volerci vedere più chiaro, e contribuire alle indagini. C’è un mafioso, presunto pentito, in soggiorno obbligato con la sua famiglia, un’ affascinante nobile che il vizio del gioco ha fatto cadere in disgrazia, facendolo finire a dirigere una beauty farm, e una camelia rarissima, che cresce solo in alcuni luoghi al mondo, che servirà da traccia alla profiler per trovare il rapitore seriale, specialmente quando anche la figlia di Giamasso, la ingenua Diamante, finirà nelle sue mani. Insomma tanta carne al fuoco, tanti termini tecnici stranieri, per descrivere il lavoro del profiler, che ormai conosciamo anche solo ad orecchio dai tanti telefilm e film americani che passano in tv, una bellissima ambientazione, dall’autrice descritta con dovizia di particolari e vero affetto, e il crimine, sempre più nero, spietato, volgare. I toni da commedia sono più stemperati, la presenza di Alfredo Filangieri dei suoi amici e della sua famiglia, che dovrebbero alleggerire insomma la tensione della trama sono più sullo sfondo, come le vicissitudini sentimentali della Ravizza (che sembra aver trovato un nuovo amore), questa volta La Battistella, da cadenze più drammatiche e noir al romanzo, ma sicuramente questo fa parte dell’evoluzione della sua scrittura, che porterà nuovi lettori ad avvicinarsi ai suoi romanzi. Insomma se volete leggere un giallo ben scritto, con temi anche attuali e personaggi ben caratterizzati, La bellezza non ti salverà fa per voi. Una nota a margine per la bellissima copertina, molto elegante. Buona lettura.

Francesca Battistella vive sul Lago d’Orta. Ha trascorso quattro anni a testa in giù (Nuova Zelanda) dove ha insegnato lingua italiana e storia contemporanea presso la Auckland University. Attrice di cinema e teatro d’avanguardia negli anni ’70 e ’80, ha alcune grandi passioni: viaggiare, ballare l’hip hop come Michael Jackson, leggere disperatamente e, naturalmente, scrivere. Suoi i fortunati, per critca e pubblico, Re di bastoni, in piedi (2011), selezionato per un adattamento in sceneggiatura cinematografica, La stretta del lupo (2012), dove mette in scena per la prima volta gli esilaranti, e a tratti ironici, personaggi che si ritroveranno poi anche in Il messaggero dell’alba (2014) e in La bellezza non ti salverà (2016).

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Vincenza dell’Ufficio Stampa Scrittura & Scritture.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Un caffè con Robespierre, Adriana Assini (Scrittura & Scritture, 2016) a cura di Elena Romanello

12 Mag 2016
Robespierre

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Dopo aver viaggiato in altre epoche, Adriana Assini sceglie per la sua nuova fatica uno dei periodi storici più interessanti e ultimamente poco praticati, e cioè la Rivoluzione francese, nel periodo del Terrore intorno al 1793, momento culminante di uccisioni che costò la vita ad aristocratici e oppositori, ma anche a semplici sospettati o a chi non era particolarmente entusiasta dell’andazzo.
Un caffè con Robespierre mette a confronto un dramma privato con il dramma collettivo della Rivoluzione: Bertrand e Manon sono una coppia che per anni è stata fedelmente al servizio dell’Ancien Regime, lui come cuoco e lei come modista con tra le sue clienti la stessa Maria Antonietta. I nuovi tempi rivoluzionari li dividono irrimediabilmente: lui resta fedele, rischiando anche personalmente, ai vecchi padroni e al vecchio ordine, mentre Manon è attratta dalle nuove idee di giustizia e libertà, tanto da cominciare a frequentare il salotto di Robespierre, che abita a due passi da casa sua e di cui assistirà ai trionfi e poi alla caduta.
Ci sono stati negli anni tanti romanzi sulla Rivoluzione francese e sui suoi protagonisti, con toni altalenanti dalla storiella sentimentale con quell’evento sullo sfondo alla vicenda più impegnata e complessa. Il libro di Adriana Assini è senz’altro più vicino alla seconda tipologia di romanzi, una storia non banale che racconta temi importanti come il rapporto tra pubblico e privato, il ruolo della donna in un’epoca in cui cambiò molto anche se non come si sperava, l’impatto che ha sulla vita dei singoli il corso della Storia, soprattutto quando ci sono cambiamenti radicali che mettono in discussione ordini stabiliti da decenni.
Una storia per gli amanti del romanzo storico, non tanto d’azione ma soprattutto meditativi, con particolare interesse per il ruolo della donna: Manon, così come il marito, è un personaggio inventato ma ispirato a Rose Bertin, sarta e modista di Maria Antonietta, che poi a differenza di lei preferì scappare all’estero così come la sua ritrattista ufficiale Madame Vigée Lebrun.

Adriana Assini vive e lavora a Roma ed è sia pittrice che scrittrice. Per Scrittura & Scritture ha pubblicato vari romanzi storici come Le rose di Cordova, Un sorso di arsenico, Il mercante di zucchero e La riva verde.

Source: libro inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Vincenza dell’Ufficio Stampa Scrittura & Scritture.

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