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:: Un tramonto a Parigi, Jenny Colgan, (Piemme, 2014) a cura di Elena Romanello

30 luglio 2014

un-tramonto-a-parigiUn titolo poco incisivo, quello italiano, rispetto all’originale The loveliest chocolate shop in Paris, ma speriamo che non allontani le lettrici e magari qualche lettore da un libro che non è la solita storiella chick lit leggerotta e non molto intelligente, ma una riflessione sui nuovi inizi e sulle occasioni perdute, e non solo.
Protagoniste sono due donne, Claire, adolescente in una famiglia bigotta all’inizio degli anni Settanta, che scopre la vita e l’amore a Parigi come ragazza alla pari, ma che si scontrerà con i casi della vita, salvo poi ritrovarsi anziana e malata decenni dopo, e Anna, sua allieva di francese, una trentenne di oggi che dopo una delusione d’amore e un grave infortunio sul lavoro, va a vivere nella Ville Lumière dove troverà nuovi impulsi per una vita che credeva ormai giunta ad un punto morto.
Forse non è uno schema nuovo, ma Jenny Colgan, già autrice di Appuntamento al Cupcake Café e La bottega dei cuori golosi, riesce a raccontare due vicende in parallelo fresche e non scontate, due percorsi al femminile tra un passato che ormai è lontano e dove si pensava di cambiare il mondo e un presente in cui dominano ormai disincanto e mancanza di voglia di fare.
Claire, ex ragazza desiderosa di una vita nuova e ormai anziana e malata, e Anna, single un po’ goffa provata dall’incidente, sono due personaggi comunque interessanti e poco stereotipati, lontane dal modello decisamente un po’ irritante di Bridget Jones e indubbiamente più realistiche e accativanti.
La grande protagonista è Parigi, città vista e raccontata mille volte, ma sempre capace di essere iconica e di stupire. Anche perché Jenny Colgan decide di raccontare un aspetto forse non così noto, se non ai buon gustai, e cioè quello delle fabbriche artigianali di cioccolato (così diverse da quella di tipo industriale in cui la protagonista Anna ha il suo incidente all’inizio), quasi tutte situate nel cuore della città, sull’Ile de la Cité, l’isola al centro della Senna in cui sorge la cattedrale di Notre Dame.
Anche il cioccolato non è un tema nuovissimo, basti pensare ad un libro come Chocolat, comunque diverso, ma funziona sempre, e non solo per le golosissime ricette in appendice al libro. Tra l’altro, tra le righe l’autrice inserisce anche un paio di discorsi sull’alienazione contemporanea interessanti, quali la contrapposizione tra industrie, dove ormai persino una prelibatezza come il cioccolato non sa più di niente, e artigianato, dove si possono ritrovare sapori perduti, e di conseguenza tra due concezioni di vita, quella dove si lavora sempre e in continuazione per comprare cose inutili nel poco tempo libero e un’altra con ritmi diversi e più rilassati per godersi l’esistenza. Un discorso attualissimo qui in Italia.
Un tramonto a Parigi è senz’altro un libro rilassante da leggere in quest’estate strana e un po’ morosa (sperando che ad un certo punto arrivi), ma è anche una storia piacevole e intelligente e un pretesto per riflettere su tanti modi di vivere oggi. Magari senza dimenticare di condire il tutto con un po’ di cioccolato.

Jenny Colgan Grazie al grande successo di Appuntamento al Cupcake Café, La bottega dei cuori golosi e Un tramonto a Parigi si è affermata come una delle autrici di romanzi femminili più amate in Gran Bretagna, dove conquista immancabilmente i vertici delle classifiche. Nel 2012 ha vinto il Melissa Nathan Award per la miglior commedia romantica. Vive tra Londra e la Francia con il marito e i tre figli.

:: Regine Deforges (1935-2014) a cura di Elena Romanello

28 aprile 2014

regineIn questo ultimo mese non ci ha lasciati solo Gabriel Garcia Marquez, ma anche un’ altra autrice, molto amata in Francia ma nota anche in Italia, soprattutto una ventina d’anni fa, quando conobbe una notevole stagione di successo.
Regine Deforges, classe 1935, se ne è andata dopo una breve malattia, e fin dall’adolescenza aveva mostrato ribellione e anticonformismo. Negli anni Quaranta scandalizzò i benpensanti del paesino di Montmorillon per un amore proibito allora per una coetanea, da adulta lavorò come libraia e fu la prima donna in Francia a fondare una casa editrice, specializzata in romanzi erotici, beccandosi anche querele e sequestri.
Negli anni Ottanta creò un’immagine forse più tranquillizzante di sé scrivendo la saga al femminile La bicicletta blu, che racconta le avventure di una giovane donna, Lea Delmas, partigiana durante la Seconda guerra mondiale e poi cacciatrice di nazisti, trasposta una quindicina d’anni fa in tv con una giovanissima Laetitia Casta. La bicicletta blu le valse un processo per plagio da parte degli eredi di Margaret Mitchell, l’autrice di Via col vento, che vedevano troppe somiglianze tra la vicenda di Lea e quella di Rossella O’Hara: dopo varie condanne, Regine Deforges fu assolta, anche perché l’eventuale analogia era solo iniziale, poi le vicende si sviluppavano, in maniera abbastanza ovvia, diversamente.
In Italia i primi tre libri della serie, La bicicletta blu, Avenue Henri Martin 101 e Le vigne di Montillac, uscirono con molto successo negli anni Ottanta, per Rizzoli e con le copertine realizzate niente meno che da Milo Manara. Due dei libri successivi, Nero come un tango e Sulla via della seta, uscirono invece per Salani, mentre restano inediti tutti i libri successivi. Sempre della Deforges in Italia era uscito negli anni Ottanta ancora per Rizzoli Sotto il cielo di Novgorod, storia di una principessa francese che nel Medio Evo diventò regina della Russia.
Purtroppo i libri di Regine Deforges in Italia non sono più reperibili se non nel mercato dell’usato e in qualche biblioteca, e non sarebbe male che il triste evento della sua dipartita avesse come conseguenza una loro riproposta nelle librerie. In attesa, una loro ricerca e rilettura, anche se frammentaria, può dare non poche soddisfazioni.

:: Classici al femminile per Neri Pozza a cura di Elena Romanello

27 febbraio 2014

Edith_WhartonLa casa editrice Neri Pozza presenta, in occasione dell’8 marzo, la nuova collana, Le Grandi scrittrici, dedicata ai classici della narrativa femminile, per leggere o rileggere opere entrate nell’immaginario e scoprire figure di donne in anticipo sui loro tempi, sia tra i personaggi proposti che tra le autrici.
Non si può non iniziare con Charlotte Brontë e la sua Jane Eyre, prototipo dell’eroina moderna, in contrasto con le svenevoli fanciulle dell’epoca vittoriana: una ragazza non bella, molto intelligente, che lavora per vivere ma anche per affermare se stessa e che trova l’amore in maniera totalmente anticonformista. Jane Eyre, uno dei libri più amati da Virginia Woolf, viene presentato nella traduzione di Monica Pareschi, con l’introduzione di Tracy Chevalier, una delle migliori autrici contemporanee di romanzi storici al femminile, a cominciare da La ragazza con l’orecchino di perla. Jane Eyre è stato l’alter ego di Charlotte Brontë, autrice che creò scompiglio con i suoi personaggi di donne nuove nella rigida società vittoriana, tanto che dovette in un primo tempo firmare i suoi libri con uno pseudonimo maschile. Sorella di Emily e Anne, anche loro scrittrici, Charlotte volle raccontare per la prima volta di donne che cercavano la loro indipendenza dallo sguardo maschile e dai ruoli familiari tradizionali: il libro Jane Eyre ha ispirato vari adattamenti cinematografici, tra cui quello del 1996 di Franco Zeffirelli con Charlotte Gainsborough e quello del 2011 con Mia Wasikowska e Michael Fassbender.
Da leggere o rileggere La casa della gioia di Edith Wharton, ritratto di Lily Bart, ragazza di buona famiglia nella New York di fine Ottocento, che resta vittima di un mondo in cui conta l’apparire e dove è facile rimanere vittime del sistema. Una storia attuale, tradotta da Gaja Cenciarelli e con l’introduzione di Benedetta Bini, che torna dopo quasi quindici anni in libreria, da quando uscì il bel film, da riscoprire, di Terence Davies con protagonista Gillian Anderson. Edith Wharton è stata una delle testimoni più interessanti e efficaci della vita delle classi agiate tra Otto e Novecento negli Stati Uniti: per molti la sua vera eroina è proprio Lily Bart, ma non si può dimenticare nemmeno Ellen Olenska de L’età dell’innocenza , portata sull schermo da Michelle Pfeiffer.
Il terzo titolo proposto di questo primo giro è La piccola Fadette di George Sand, apologo sulla diversità e sui pregiudizi sociali, ambientato nella Francia rurale dell’Ottocento, con al centro un’eroina che lotta per affermare la sua individualità, in un mondo che la discrimina in quanto donna e perché vive con la nonna accusata di essere una strega. Un alter ego dell’autrice, intellettuale anticonformista che creò scandalo nella Francia del XIX secolo, per i suoi amori sia maschili che femminili, per le sue idee sociali progressiste e per la sua abitudine di vestirsi in abiti maschili. La piccola Fadette rivive con una nuova traduzione di Alexandre Calvanese e l’introduzione di Daria Galateria.
Grazie a Neri Pozza quindi si potrà fare un viaggio tra classici e riscoperte scritti dalle donne sulle donne e per far nascere nuove consapevolezze nelle medesime. Un discorso quanto mai attuale oggi, particolarmente qui in Italia.

:: DI NUOVO I PORTICI DI CARTA A TORINO a cura di Elena Romanello

17 settembre 2010

Sabato 18 e domenica 19 settembre il centro di Torino ospita l’edizioni del 2010 di Portici di carta, dove la passeggiata tra piazza Carlo Felice, di fronte a Porta Nuova, e piazza Castello passando per via Roma e piazza San Carlo diventa una gigantesca libreria all’aperto, protetta dalle intemperie (purtroppo le previsioni per il week-end danno pioggia) e dall’accesso di calore, proponendo poi in piazza San Carlo gli spazi per gli incontri e i dibattiti.

 

Quest’anno Portici di carta spegne le quattro candeline: è riuscita a sopravvivere più che dignitosamente ai tagli alla cultura e alla crisi, anche se non si possono più mettere in palio Fiat 500 piene di libri, ma in compenso si focalizza il tutto sul mondo dei libri, tenendo conto che quest’anno non ci sono sovrapposizioni con Torino Spiritualità, che si terrà il week-end successivo. In ogni caso l’entusiasmo di presentare e confrontarsi sui libri resta uguale, in una città come Torino che conta su uno dei migliori sistema bibliotecari italiani, su oltre cento librerie indipendenti e su un Salone del libro annuale al Lingotto, a cui Portici di carta è collegato dalla stessa fondazione, La Fondazione per il libro e la cultura.

 

Come sempre i libri verranno organizzati per aree tematiche, con nome di vie, in base all’argomento: ci sarà una via apposita degli editori piemontesi, la Via dei ragazzi, uno spazio dedicato alla degustazione del cioccolato, e lo spazio interessantissimo del Libro ritrovato, dove acquistare i best-seller di qualche anno fa.

 

La parte più interessante degli incontri di piazza San Carlo riguarderà Italo Calvino, con una conferenza sabato alle 21 e una passeggiata tra i luoghi dell’autore domenica dalle 10, e Gianni Rodari, grande protagonista dello Spazio ragazzi, gestito dalle Biblioteche torinesi, che propongono anche letture di fiabe popolari in varie lingue, a cominciare da Pinocchio letto in cinese. Tra gli altri appuntamenti, si potranno ascoltare i docenti universitari Carlo Ossola e Gian Luigi Beccaria, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che parlerà del suo libro La sfida, l’autrice albanese Ornella Vorpsi che parlerà di emigrazione, così come Nejma Bani e Daniela Boarino.

 

Ma Portici di carta è innanzitutto un’occasione per poter passeggiare in mezzo ai libri, essere informati sulle novità, confrontarsi con librai ed editori. L’accesso alla manifestazione e a tutti i suoi appuntamenti è gratuito, per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.porticidicarta.it/

 

 

 

Elena Romanello