Posts Tagged ‘thriller carcerario’

#StephenKingChallenge – Il miglio verde

3 settembre 2017

1

Oggi siamo felici di ospitare la seconda tappa della nostra prima Reading Challange dedicata niente meno che a Stephen King, il Re che da quando è stato bannato da Trump su Twitter è diventato il mio mito assoluto. A parte gli scherzi scrive libri che apprezzo molto, per cui sono stata felice di aderire. E credo vi divertirete anche voi a partecipare.

Ma prima di entrare nello specifico vorrei spiegare cosa è una Reading Challange per i lettori che pur avendo già sentito questo termine non avessero molto approfondito.
E’ una semplice sfida di lettura. Puoi porti l’obbiettivo di leggere 70 libri in un anno, o fare un tour a tappe tra tanti blog che pongono delle sfide ai loro lettori. Quella di oggi è del secondo tipo. Clarissa di Questione di libri, fan storica di King, ha proposto a me e a altre blogger di partecipare a questa iniziativa dedicata ai libri di King nella nuova edizione Pickwick di Sperling & Kupfer (che collabora ufficialmente con noi mettendo a disposizione i premi).

Per voi lettori partecipare è facile, (è più difficile spiegarlo che farlo insomma). Si tratta di scattare una foto legata al libro che il blog propone, per ogni blog partecipante alla Challange. Si tratta in tutto di 14 foto da postare sulle pagine Facebook o Istagram di ogni blog, una per libro. Nel mio caso non avendo Istagram, dovrete postare la foto su FB https://www.facebook.com/liberidiscrivereblog/ con due semplici hashtag (cancelletto e parole chiave) che sono:

  • #stephenkingchallenge
  • #ilmiglioverdeSKC

Il libro da me scelto dunque è Il miglio verde. Un libro bellissimo. Avevo visto il film, ma ero curiosissima di leggere anche il libro, così l’ho comprato con la scusa di questa iniziativa. Speravo di farne la recensione, ma non ce l’ho fatta, per cui spero di poterla fare in seguito.
Tornando alla Challange sempre io sceglierò la foto più bella (almeno tra quelle della mia tappa) tra quelle scattate dai partecipanti, (non cercate di farmi gli occhi dolci, sono incorruttibile) che potrà accedere allo step successivo (saprete tutto il 30 settembre sul blog di Clarissa) in cui si proclameranno i felici vincitori di un misterioso pacco dono. Io so cos’è, non parlo, ma per i fan di King è davvero ghiotto. Quindi ne sarete contenti. Un’ indicazione sui miei criteri di scelta però la do: sceglierò la foto più divertente, sempre a mio insindacabile giudizio.

La sfida è la seguente:

Scattate una foto che abbia per tema l’illusionismo o la magia.

1Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come “Il Miglio Verde”, i detenuti come lo psicopatico “Billy the Kid” Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l’enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Chi è Coffey? Un mostro dalle sembianze umane o un essere diverso da tutti gli altri? Il capolavoro da cui è tratto il film omomino con Tom Hanks.

Stephen King, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Shining, Stand by me – Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde – per citarne solo alcuni – , sono seguitissime anche le sue serie TV, ultima in ordine di apparizione quella tratta da 22/11/’63. Recentemente King si è dedicato ai social media e in breve tempo ha conquistato oltre un milione di follower su Facebook e soprattutto su Twitter. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts.

Prezzo: 11,90
Pagine: 552
Formato: tascabile
Scheda editore: qui
Leggi il primo capitolo: qui

Date, blog, libri

2

(Credit Sandy Mercado)

Bene è tutto, se conoscete fan di Stephen King passate parola!

Source: acquisto personale.

Importante: per partecipare è necessario NON essere collaboratori di Liberi e avere residenza o domicilio in Italia.

:: Recensione di Cella 211 di Francisco Perez Gandul a cura di Giulietta Iannone

28 aprile 2010

Mai presentarsi al lavoro con un giorno di anticipo. Perché non farlo assolutamente? Beh perché vi potrebbe capitare di avere un mancamento proprio mentre state visitando il braccio più pericoloso del carcere di massima sicurezza dove avete appena avuto la sventura di trovare lavoro come secondino, e potrebbe darsi anche che vi lascino su una brandina della famigerata cella 211 proprio nel giorno in cui Malamadre il leader indiscusso dei criminali più pericolosi ha la sventurata idea di guidare una sommossa. Ecco a Juan Oliver capita proprio questo, proprio a lui un tipo tranquillo, a posto, un tipo educato, quasi timido, con una bella moglie incinta, un tipo a cui di norma non capitano mai grane. Ed ora che fare? Dire a tutti quei nerboruti pluriassassini di essere uno dei carcerieri “un nemico”? Non sia mai, bisogna infiltrarsi, fingersi sporco, brutto e cattivo, tirare fuori le palle anche quando non si era mai creduto di averle perché nelle situazioni più disperate esce sempre il meglio, voglio dire il peggio di ognuno noi. E allora ci si può scoprire, arrabbiati, violenti, spietati, pronti a tutto pur di riguadagarsi la libertà e seppure Malamadre non è del tutto sicuro che Juan sia chi dice di essere, può nascere un’ inattesa amicizia, fino ad iniziare a credere che i pericolosi criminali non hanno poi tutti i torti a volersi ribellare, che non è detto che la colpa sia sempre solo da un solo lato della barricata. Tra accordi sottobanco, terroristi baschi politicamente scorretti, corruzioni più o meno marcate, critiche ad un sistema carcerario ben poco propenso a riabilitare coloro che finiscono in cella, Francisco Perez Gandul ci porta nel claustrofobico mondo di una prigione per parlarci di libertà, coraggio e amicizia e lo fa in modo originale e violento, cupo e disperato, al limite tra un noir e una tragedia greca. Non aspettatevi un’ opera agiografica, il linguaggio è crudo, disturbante, i personaggi spigolosi, urticanti e difficilmente vi metterete dalla loro parte e tiferete per loro anche se l’interrogativo che vi spingerà a giarare pagina dopo pagina  superando l’istintiva repulsione è sapere se Juan riuscirà a uscirne vivo. Non vi dirò di certo il finale, quello spetterà a voi conquistarlo ma quello che posso dirvi è che per essere un’ opera prima, giunta alla quinta ristampa, non è affatto male e soprattutto ci si chiede cos’altro ci proporrà Gandul negli anni a venire. Stiamo all’erta forse è nato un grande scrittore.