Posts Tagged ‘La preda’

:: La preda di Émile Zola (Edizioni Clichy 2018) a cura di Greta Cherubini

23 febbraio 2018
zola

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«Ardeva in piena Parigi come un colossale falò. Era l’ora in cui la corsa per la preda palpitante riempie una parte della foresta con il latrato dei cani, lo schioccare delle fruste e il fiammeggiare delle torce. Gli appetiti sfrenati si appagavano finalmente, nell’imprudenza del trionfo, al rumore dei quartieri che crollavano e dei patrimoni costruiti in sei mesi. La città non era più ormai che una grande orgia di milioni e di donne».

Parigi, Secondo Impero. Aristide Saccard, giunto dalla provincia carico di sfrenata ambizione, approfitta del grandioso piano di ammodernamento della città voluto da Napoleone III per mettere in moto una spregiudicata serie di speculazioni edilizie. All’ombra del suo successo, la seconda moglie Renèe, in cerca di nuovi stimoli ai suoi insaziabili appetiti, intreccerà una relazione incestuosa con il figliastro Maxime, in un crescendo vorticoso di vizio e lussuria.
La preda è il grandioso affresco degli anni dello sventramento di Parigi, sbranata dai famelici appetiti di speculatori corrotti e senza scrupoli e consumata dai voraci istinti dei parvenue; nello scintillante mondo del Secondo Impero, tra balli sfrenati e fiumi di denaro, lussureggianti palazzi e abiti d’alta moda, si consumerà l’agghiacciante ascesa di Aristide Saccard e la parabola degenerativa di Renèe, i «mostri sociali» frutto di un’era dominata dal profitto personale.
L’edizione curata da Federica Fioroni per la collana Père Lachaise di Edizioni Clichy – edizione pregevole sia per la sapiente scelta del titolo, che conserva la metafora venatoria dell’originale, sia per la precisione documentaria dell’introduzione, cui fa seguito una piccola appendice iconografica – ha il merito di restituire al lettore un romanzo da lungo tempo introvabile: La Curée di Zola, inizialmente pubblicato a puntate sulla rivista «La Cloche» nel 1871 e poi sospeso dalla censura per via dello scandalo suscitato dall’incesto.
Un romanzo reportage – “opera d’arte e di scienza”, la definisce Zola nell’introduzione – che smaschera i vizi e la dissoluzione di una società corrotta e senza freni, devota unicamente ai miti dell’oro e della carne.

Émile Zola (1840-1902) è stato uno scrittore francese, caposcuola del naturalismo, di cui fissò i principi nel saggio Il romanzo sperimentale (1880). Coinvolto in varie polemiche, si schierò con gli innocentisti nel caso Dreyfus. I suoi romanzi compongono il ciclo dei Rougon-Macquart e sono spietati ritratti di vita sociale, cultura e politica, ispirati ai canoni del determinismo positivistico.

Source: libro inviato al recensore dall’editore. Ringraziamo l’ufficio stampa Clichy.

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:: La preda di Irène Némirovsky (Adelphi 2017) a cura di Nicola Vacca

18 dicembre 2017
la preda

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Leggere Irène Némirovsky significa frequentare la grande letteratura. La scrittrice ucraina, tradotta e pubblicata in Italia dal 2005 dall’Adelphi, raggiunge uno straordinario stato di grazia. I suoi romanzi lasciano senza fiato. Conducono il lettore in un vortice avvincente. Una volta che si prende in mano un suo libro, è difficile mollarlo. Si va spediti verso la fine, senza alcuna tregua.
Questo accade anche ne La preda, un vero e proprio gioiello della Némirovsky, che la casa editrice guidata da Roberto Calasso manda in libreria nella collana Gli Adelphi.
Jean –Luc Daguerne conduce una vita disagiata nella periferia parigina. Siamo a metà degli anni’30 e il giovane decide di lasciare la sua famiglia in rovina per cercare fortuna a Parigi.
In fuga da se stesso, nella capitale francese conosce Edith Sarlat, figlia di un facoltoso banchiere che ha interessi nella politica.
Edith è stata promessa al figlio di un uomo ricco per interesse. Jean-Luc non si rassegna, anche se si sente perduto.
Nella sua mente scatta la molla dell’ambizione e improvvisamente si lascia conquistare da un bisogno sfrenato di raggiungere il potere. Così mette incinta Edith e anche contro il parare del ricco padre banchiere riesce a sposarla.
Dopo il matrimonio le, cose cambiano. La vita dell’ambizioso Jean –   Luc subirà cambiamenti radicali. Con la nascita del figlio si accorge di non aver mai amato sua moglie.
Nel frattempo egli diventa intimo di Calixte –Langon, potente uomo politico che ha nelle sue mani il destino del mondo. Diventerà la sua ombra, il suo segretario tuttofare.
Jean – Luc entra nel mondo della politica e del potere, dove ottiene agiatezza e la promessa di una brillante carriera parlamentare.
Il suocero banchiere si uccide, dopo essere stato coinvolto in uno scandalo. Finisce anche il suo matrimonio con Edith.
Resta solo e si accorge che “il successo, quando è lontano, ha la bellezza del sogno, ma non appena si trasferisce su un piano di realtà appare sordido e meschino”.
Jean –Luc ha voluto aggredire la vita ma è stato stritolato dall’accanimento del suo stesso destino.
Alla fine scoprirà la dolcezza. e l’amore in Marìe, l’amante di un suo vecchio amico finito in prigione. La donna non lo ricambierà, e il nostro protagonista cadrà in una crisi fatale. Confesserà di essere stato nella sua vita preda di un amore vile. L’amore di se stesso, di tutto quello che non ha avuto, di tutto quello che ha rifiutato. Jean –Luc non avrà altra scelta che un drammatico punto di non ritorno.
La preda fu pubblicato nel 1938, esattamente negli stesi mesi in cui arrivò in libreria La nausea. Non furono pochi i critici che allo “stile contorto, artificioso, pesante, perfino troppo denso” di Jean – Paul Sartre contrapposero il “talento vigoroso, lucido, veramente creativo” di Irène Némirovsky.

Irène Némirovsky (1903-1942), ebrea di Kiev, si trasferì in Francia. Sebbene convertita al cattolicesimo insieme al marito, fu deportata con lui ad Auschwitz, dove entrambi morirono. Le figlie riuscirono a salvarsi, e a custodire i manoscritti della madre.

Suorce: libro inviato al recensore dall’editore.

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