Posts Tagged ‘Jo Nesbø’

:: L’impronta del lupo di Jo Nesbø (Einaudi 2026) a cura di Valerio Calzolaio

18 febbraio 2026

Minneapolis. Settembre 2022 (e ottobre 2016). Lo scrittore norvegese Holger Rudi arriva a Minneapolis dall’aeroporto di Oslo per fare ricerche su un caso di omicidi avvenuto lì sei anni prima. Il suo romanzo di true crime è già a buon punto, si è dato otto giorni di lavoro sul campo fra quartieri, edifici, strade e locali dei fatti accertati. Del resto, la metropoli statunitense è piena di immigrati, famiglie e accenti norvegesi, c’era già stato, si trova a suo agio. Il romanziere intende cercare di capire meglio come e perché l’accaduto è accaduto, di entrare un poco nella testa dell’assassino e di altre persone coinvolte, di narrare da tassidermista, di individuare forse l’umano nel disumano. La scena torna così indietro nel tempo, al 2016 (alla vigilia del convegno annuale Nra, la lobby dei produttori d’armi): da una parte il colpevole racconta in prima persona il tentativo di uccidere un mercante d’armi legato alle gang, mirando a distanza con la carabina M24 da un palazzo dove è conosciuto come Tomas, poi la fuga e il suo piano da adattare, visto che Marco Dante (grasso e scemo, che veste italiano, mangia italiano e parla con un finto accento italiano) è stato colpito ma non ucciso, ora resta in coma all’ospedale; dall’altra seguiamo i detective che indagano, in particolare l’agente investigativo della Omicidi Bob One-Night Oz (anche lui con bisavoli norvegesi, cacciati da fame e tempi grami), rabbioso dopo che Alice lo ha lasciato (insieme per dodici fedeli anni), collezionista di donne-da-una-notte e gran bevitore (formalmente così estromesso dal caso), brava persona, chiacchierone, basso e bruttino, occhi azzurri e capelli rossi, testardo più che geniale, insistente più che affascinante, sulla scia della “tosta” bartender Liza, capelli neri e frangetta, sfacciata aria sicura di sé nonostante la leggera zoppia.
L’ottimo talentuoso fortunato Jo Nesbø (Oslo, 1960), già calciatore di A, agente di borsa, giornalista, chitarrista e paroliere (spesso negli stadi con la sua band Di Derre), padre cresciuto a Brooklyn, da circa trent’anni è famoso nel mondo soprattutto per gli ottimi lunghi tredici noir (1997 – 2022) della serie Harry Hole (da tempo siamo tutti tragici holeomani), ma scrive spesso altre interessanti narrazioni di genere (quando non ha da suonare o arrampicarsi). Quest’ultimo godibile romanzo è ambientato a Minneapolis (la città dei noti omicidi contemporanei, George Floyd nel 2020 e ora quelli provocati dall’Ice), a inizio 2026 ecosistema umano complessivamente meno violento di altri, con popolazione molto eterogenea dal punto di vista etnico (ben spiegata). Del resto, probabilmente non c’è connessione tra l’incidenza del crimine in un luogo e la sua capacità di ispirare buone storie noir e crime, o gialle. Le peculiarità stilistiche restano efficaci: la narrazione alterna una terza persona varia al passato (Bob più spesso) a una prima persona al presente (più rara e breve, lo scrittore nel 2022 e l’assassino nel 2016). Frequenti i riferimenti alle presidenze Usa di Obama e Trump in quel decennio; oltre che al Sindaco e agli amministratori pubblici di Minneapolis. Nesbø non è certo di centrodestra, apprezza Piketty, si documenta, mira comunque all’intrattenimento e ritiene saggiamente che “la postura didascalica è sempre pericolosa per i romanzi”. Utili riflessioni sull’ideazione, su pregi e difetti, richiami e rischi, colori e rumori dei centri commerciali, a partire dal Southdale Mall. Come altre volte, la gestione dei diabetici gioca un certo ruolo. Whisky a gogo. Bob Dylan e Prince sono nativi del Minnesota, considerati di Minneapolis, lo scrittore ben lo sa. Oz guadagna un punto con la playlist del cellulare (versione di Emmylou Harris di Tougher Than The Rest, a volume basso).

Jo Nesbø è uno dei piú grandi autori di crime al mondo. I suoi libri hanno venduto oltre 40 milioni di copie. È nato a Oslo nel 1960. Ha giocato a calcio nella serie A del suo Paese, ha lavorato come giornalista free lance, ha fatto il broker in borsa. Tutt’oggi suona regolarmente con la band norvegese dei Di Derre. Della serie con protagonista l’ispettore Harry Hole, presso Einaudi ha pubblicato: Il leopardo, Lo spettro, Polizia, Il pipistrello, Scarafaggi, Nemesi, Il pettirosso, La stella del diavolo, Sete, L’uomo di neve, Il coltello e Luna rossa. Presso Einaudi ha pubblicato anche i thriller Il cacciatore di teste, Il confessore, Sangue e neve, Sole di mezzanotte (da cui l’omonimo film con Alessandro Borghi), Il fratello,La famiglia, la raccolta di racconti Gelosia, l’horror La casa delle tenebre e L’impronta del lupo (2026). Nella uniform edition in Super ET, con le copertine di Peter Mendelsund, sono finora usciti: Il pipistrello,Lo spettro, Scarafaggi, Il leopardo, Nemesi, La stella del diavolo, La ragazza senza volto, Sole di mezzanotte, Il confessore, Polizia, Il pettirosso, Sete, L’uomo di neve, Il coltello, Il fratello, Gelosia e La casa delle tenebre.

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:: Earl Grey Lady Blue Tè nero e Macbeth di Jo Nesbø

9 aprile 2018

Gentili lettori questo è l’ultimo tè del secondo cofanetto di campioni ricevuto da PETER’S TeaHouse. E’ un tè nero, molto intenso, adatto a chi ama degustare tè decisi. Earl Grey Lady Blue Tè nero è un tè profumatissimo, dal sentore floreale, composto da una miscela di tè nero Earl Grey e fiori di fiordaliso. E’ un tè indiano, proveninete dal Darjeeling, con la particolarità di essere prodotto dal primo raccolto. E’ un tè molto elegante e semplice. Asciutto, amaro e secco. Costa € 6,20 all’etto. Nella foto sotto potete vedere come si presenta il tè sfuso. Diversamente dagli altri tè lo sconsiglio se non zuccherato.
Earl Grey Lady Blue Tè nero
Preparazione, tempi e dosi

Per la preparazione del Earl Grey Lady Blue Tè nero è consigliato portare l’acqua a una temperatura di 95 °. (Spegnete il fuoco un attimo prima della piena bollitura). Assolutamente non fate bollire l’acqua a lungo perderebbe di ossigeno, e la qualità del sapore del tè ne risentirebbe.

Dosi consigliate: 1 cucchiaino di tè per tazza, uno per la teiera.

Tempo di infusione: dai 3 ai 4 minuti (un segreto, se lo volete più carico non aumentate i tempi di infusione, ma maggiorate la quantità di tè).

Per la preparazione di un’ ottimo tè e la conservazione del tè rimando a questo post precedente: qui

Per l’acquisto, troverete qui la pagina dedicata da PETER’S TeaHouse a questo tè.

Curiosità musicali

Tra i tanti nomi con cui fu conosciuta Billie Holiday (Filadelfia, 7 aprile 1915 – New York, 17 luglio 1959) c’era anche quello di Lady Blue. Non credo che questo tè sia direttamente ispirato a lei, ma mi consente il pretesto di questo omaggio a una delle più grandi voci del jazz e del blues, di cui proprio sabato si è festeggiato il compleanno.

Billie Holiday

Consiglio goloso

Earl Grey Lady Blue Tè nero lo consiglio con semplicissimi e friabili biscottini al cardamomo. Qui una ricetta gustosa e davvero facile.

E ora veniamo al mio consiglio di lettura:

Earl Grey Lady Blue Tè nero è perfetto leggendo Macbeth di Jo Nesbø, disponibile dal 17 aprile. Buona lettura!

E un ultimo consiglio, non abbiate fretta, sorseggiate il tè lentamente in compagnia di felici pensieri.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.

:: Recensione di L’uomo di neve di Jo Nesbø

3 gennaio 2011

6610-Uomo di neve.inddTra gli scrittori di thriller nordici merita un discorso a parte Jo Nesbø, norvegese, nato ad Oslo nel 1960, musicista rock, giornalista, molto amato da Michael Connelly, conosciuto in tutto il mondo per la serie del commissario Harry Hole.
Piemme ha pubblicato Il pettirosso, Nemesi, La stella del diavolo, La ragazza senza volto e negli ultimi mesi del 2010 L’uomo di neve a mio avviso uno dei più belli e dalle recensioni entusiaste dei lettori non sono io la sola a pensarlo.
Jo Nesbø ha uno stile particolare, alcuni l’ hanno paragonato allo stesso Connelly, quello migliore degli inizi, e sicuramente Nesbø è il più connellyano degli scandinavi, seppure ha mantenuto un’ impronta oserei dire regionalista molto marcata, non lo si potrebbe mai confondere con uno svedese per esempio.
Quando gli scandinavi tentano di scimmiottare gli americani producono sempre effetti mediocri, ma in questo caso la similitudine è più che altro incidentale. Nesbø ha un stile unico dicevamo, una sua forte personalità, un grande amore per i dettagli, la quotidianità, delinea sfumature del protagonista che a molti scrittori sarebbero sfuggite, non ne fa un eroe senza macchia e senza paura, lo sgualcisce, ne racconta i difetti, i limiti e ce lo rende umano e avvicinabile.
Ho cercato di intervistarlo più volte ma mi sono sempre imbattuta in un ferreo e cortese assistente che mi diceva che in quel momento era in Tailandia o in qualche altra parte sperduta del mondo e non poteva rispondere alle mie domande. Non mi arrendo e speriamo che con il 2011 abbia più fortuna.
Tornando alla trama di L’uomo di neve tutto ha inizio il 5 novembre 1980. Mentre la prima neve cade dal cielo incolore Sara Kvinsland va a trovare il suo amante lasciando il figlio piccolo in auto ad aspettarla. Solo allora vede un pupazzo di neve con gli occhi e la bocca fatti di piccole pietre nere che disegnano un sorriso e le braccia fatte con due rametti. Anche il figlio l’ ha visto e quando ritorna in auto dice alla madre: “Moriremo”.
Vent’anni dopo nel centro di Oslo al cadere della prima neve una donna Birte Becker scompare, anche lei con un figlio, anche lei con un pupazzo di neve misteriosamente immobile nel giardino.
Harry Hole chiamato ad investigare si rende subito conto che qualcosa non torna, e una lettera anonima lo porta a capire che c’è un serial killer ad Oslo che ha deciso di giocare con lui.
Molte donne sono sparite come Birte Becker e tutto sembra collegato alla scomparsa nel 1992 a Bergen di un poliziotto che aveva accettato la stessa sfida che ora Hole si trova a dover affrontare.
Mai come questa volta Harry Hole si troverà vicino alla morte, perché l’assassino lo conosce e gli è molto più vicino di quanto immagina.

Jo Nesbø, musicista rock, giornalista, ma soprattutto autore bestseller e di culto, non solo in Norvegia, dove è stato insignito di prestigiosi premi e i suoi thriller si trovano in ogni casa, ma in tutto il mondo.
Il pettirosso è il suo primo libro, votato in Norvegia come migliore crime novel e presentato in Italia al Noir in Festival di Courmayeur, dove ha suscitato grande interesse di pubblico e di critica. Per Piemme ha pubblicato anche Nemesi, La stella del diavolo, La ragazza senza volto e L’uomo di neve.

Aggiornamento 2017: il libro diventa un film con Michael Fassbender nei panni di Harry Hole.