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:: Jeffery DEAVER e Isabella MALDONADO, Tutta la morte davanti, in libreria da oggi

24 febbraio 2026

Se il giorno più bello diventa l’ultimo…
Tra le colline dorate di Hollywood, un elegante ricevimento di nozze si trasforma in incubo quando uno degli sposi muore per un incidente. Le risate si spengono in pianti, i balli cedono il passo alla fuga, la gioia più grande si trasforma nell’orrore più puro. Sul luogo della tragedia sopraggiungono l’agente Carmen Sanchez e il suo collega Jake Heron, esperto di sicurezza digitale. Ciò che inizialmente appare come una crudele fatalità rivela presto una verità ben più inquietante: questo infatti è il terzo matrimonio che si conclude con la morte di uno degli sposi. E il filo rosso sangue che lega tra loro questi omicidi porta dritto a un serial killer spietato, ossessionato non solo dalla morte, ma dalla distruzione emotiva che ne deriva. Un artista del dolore che colpisce dove l’amore è più luminoso. Mentre Carmen e Jake cercano di scoprire la sua identità per poterlo fermare, il killer ha già scelto la prossima coppia perfetta da distruggere… ed è proprio la loro. In questa caccia mortale dove i ruoli si confondono e gli inseguiti diventano inseguitori, l’amore diventa l’arma più pericolosa di tutte. Perché il killer non vuole solo uccidere: vuole assistere alla sofferenza di chi resta, goderne e firmare con il dolore il suo più grande capolavoro.

Jeffery Deaver è uno dei più famosi scrittori viventi, autore di thriller da milioni di copie che finiscono puntualmente in cima alla classifica del New York Times, tradotti in venticinque lingue e stampati e venduti in 150 paesi. Ex cantautore, ex giornalista ed ex avvocato, ha raggiunto la fama nel 1997 grazie a Il collezionista di ossa (da cui è stato tratto il film con Angelina Jolie e Denzel Washington) che ha rappresentato il punto di partenza per una produzione letteraria prolifica e di alta qualità, capace di conquistare i lettori di tutto il mondo. Recentemente è stato insignito del titolo di Grand Master of ­Mystery Writers of America, un riconoscimento ottenuto in precedenza da autori del calibro di Agatha Christie, Elmore Leonard e Mickey Spillane. Con Fatal Intrusion (2025), scritto con Isabella Maldonado, èapprodato per la prima volta in Longanesi.

Isabella Maldonado prima di impugnare una penna impugnava pistola e distintivo. Si è diplomata all’Accademia Nazionale dell’FBI di Quantico ed è stata la prima donna latinoamericana del suo dipartimento a ottenere il grado di capitano. Durante gli anni nelle forze dell’ordine ha ricoperto ruoli diversi, tra cui ufficiale di pattuglia, negoziatrice di ostaggi e portavoce. Sulla base della sua esperienza decennale ha ideato il personaggio di Nina Guerrera, protagonista del suo primo romanzo edito in Italia, La superstite (Longanesi 2023). Vive a Phoenix (Arizona) con la famiglia.

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:: Due chiacchiere con Jeffery Deaver, a cura di Elena Romanello

30 Maggio 2016

deverJeffery Deaver, uno dei maestri del thriller, è stato in Italia, al Salone del libro di Torino a presentare il suo ultimo romanzo Il bacio d’acciaio e Verona dove è stato insignito del premio letterario Ilcorsaronero.
A Torino il suo incontro è stato molto affollato, da un pubblico di tutte le età, che da anni segue le avventure di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, in Il bacio d’acciaio impegnati in una nuova indagine che li riavvicina dopo un periodo in cui ognuno è andato per la sua strada.
Lincoln Rhyme è un eroe anomalo, un poliziotto geniale e disabile, che usa come arma non la forza fisica ma il suo cervello: Tutti abbiamo visto i film d’azione, con attori come Tom Cruise che affrontano lotte corpo a corpo con l’antagonista di turno, riuscendo poi ad uscirne con un colpo segreto di kickboxing o un’arma che esce al momento giusto. Ma io volevo fin dall’inizio fare qualcosa di nuovo, proporre un altro tipo di personaggio e stupire i miei lettori, perché credo che questo sia il nostro compito di autori, ha ricordato Jeffery Deaver di fronte ai suoi fan a Torino.
Non si può dire che non ci sia riuscito, e la sua forza è stata anche quella di parlare del dolore in una storia d’intrattenimento, oltre a quello di non mettere mai nel suo libro scene gratuite di violenza e di sangue. Il mio modello non è uno scrittore ma un regista, e cioè Alfred Hitchcock, che non metteva mai scene crude nei suoi film ma puntava tutto sulla suspense. Ritengo che comunque i miei libri possano essere letti in tanti modi, io parlo di dolore ma alla fine c’è anche speranza nelle mie storie, ha continuato Jeffery.
Stavolta Lincoln e Amelia, con l’aiuto di Juliet, la nuova protetta di lui che condivide anche lei una condizione di disabilità, devono investigare su un serial killer che sabota oggetti di uso quotidiano per uccidere le persone, con qualche richiamo, come ha fatto notare a Torino Donato Carrisi, che era insieme a Deaver all’incontro, alla vicenda italiana di Unabomber. L’idea per questo mio romanzo risale a mie esperienze di anni fa, quando facevo l’avvocato e mi occupavo di cause e responsabilità delle aziende produttrici, con di fronte i movimenti dei consumatori, ha ricordato Jeffery, che presenta nelle pagine del suo libro una caccia all’uomo cieca, verso un attentatore che non si capisce se sia in lotta contro il consumismo o se abbia altri moventi.
Su una cosa Deaver è certo: non ucciderà mai Lincoln e Amelia: Non sono George R.R. Martin con le sue morti improvvise, magari posso pensare di eliminare il personaggio secondario e carino che di colpo diventa importante ma loro due ci saranno sempre.
Jeffery Deaver è autore di trentanove romanzi e sessanta racconti e ha le idee chiare sulla scrittura e su cosa sono gli artisti: Io penso che ci sarà sempre che scrive storie e ci saranno sempre libri. Rembrandt, Mozart e Shakespeare sono stati all’epoca degli artisti che lavoravano su commissione, faticando per rispettare le scadenze, ma non per questo le loro opere sono brutte e scadenti, anzi. Vorrei anche citare qualcuno di più recente per quello che ha creato, l’amico Giorgio Faletti, che non posso non ricordare venendo qui a Torino.
Insomma, Jeffery Deaver è uno di quegli autori che sa coinvolgere e emozionare, non solo nei suoi libri ma anche di persona.