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:: Omaggio a Jane Austen, a cura di Ippolita Luzzo

18 luglio 2017

drawing janeIl 16 dicembre 2010 Google il motore di ricerca più diffusa nel mondo dedica il doodle presente nella homepage a Jane Austen per celebrare il 235° anniversario della nascita.
Nel 1995 il film inglese “Ragione e Sentimento” tratto dall’omonimo romanzo ottiene sette nomination all’Oscar e una statuetta per la sceneggiatura alla Thompson che era candidata anche come attrice.
Nel 2007 il film “Becoming Jane”, tratto in parte da Orgoglio e Pregiudizio, racconta la vita romanzata della scrittrice.
Ancora nel 2007 il film “Il club di Jane Austen”, vede protagonista il club letterario creato da cinque donne per consolare Sylvia, abbandonata dopo vent’anni di matrimonio. Le cinque donne decidono di leggere i libri della Austen e di discuterne la trama ogni mese per cinque mesi.
Che meraviglia! che dialoghi! altro che “Uomini e Donne” su Canale 5!
Otto marzo quindi, lei Jane sapeva già tutto, i ritratti delle donne, che la Austen fa, sono così attuali. Donne che parlano, consigliano, indirizzano, descrivono, si parlano addosso. A volte si alleano, più spesso si combattono. Gli uomini sembrano comprimari.
La Austen descrive la vita in maniera calma, così come la trova, arrogante nella sua banalità. Veniva naturale a Jane Austen descrivere le persone attraverso i loro difetti, senza amarezza, lei satireggia sulla assurdità della vita senza desiderare che le cose possano essere diverse da come sono. Era solo una tranquilla signora nubile con a disposizione carta e inchiostro e con questi strumenti ebbe l’ingegno di darci il senso della significatività della vita, al di là di ogni personale simpatia e antipatia, della bellezza e della continuità al di sotto della corrente in superficie.
Jane Austen nasce il 16 dicembre del 1775 nella contea dello Hampshire, la sua è una famiglia molto unita, non ricca ma benestante, tanti figli, Jane è una delle ultime figlie. Nel 1802 un uomo la chiede in sposa, Jane prima accetta ma la mattina seguente rifiuta. Anche lei avrà avuto un amore, un uomo del quale non ha mai potuto parlare, un amore relegato in un angolo nascosto del suo cuore e bandito per sempre.
A diciannove anni aveva già pronte le bozze di “Ragione e Sentimento” ma solo nel 1811 scrive e pubblica a sue spese anonima, By a Lady, i tre volumi di Sense and Sensibility.
Nel 1813 viene pubblicato Orgoglio e Pregiudizio che raggiunge una tiratura di mille copie, pagò lei stessa la pubblicazione del primo romanzo e nel 1815 il suo libro venne tradotto in francese. Dopo la pubblicazione dei primi due libri la carriera letteraria di Jane è avviata, ma lei rifiuta la notorietà e la vita di società. Continuerà a pubblicare anonimi i suoi romanzi. Nel 1816 si ammala del morbo di Addison, allora incurabile, e a quarantadue anni muore, la salma riposa nella cattedrale di Winchester. Alla sua morte Cassandra farà sparire tutta o quasi la corrispondenza della sorella, una donna che scrive è pur sempre stravagante e lei lo farà per pudore, per salvaguardare i suoi pensieri più intimi, per proteggerla, ma a noi manca tanto un suo diario segreto che recentemente una scrittrice Syrie James lo ha immaginato e scritto.
Da allora i suoi romanzi come fiumi in piena hanno invaso le fantasie dei suoi numerosissimi lettori, le sue donne sono prese ad esempio. Gli uomini da lei valutati per la loro rendita, per la loro posizione, per il loro carattere, un esame dettagliato che li renderà degni dei progetti matrimoniali di splendide fanciulle. Tutte abbiamo letto “Orgoglio e Pregiudizio”
La Elisabeth di Orgoglio e Pregiudizio è la donna intelligente, saggia, è quella che sa portare avanti qualsiasi argomento in modo logico, brilla di luce propria. È la donna femminista e femminile per eccellenza. Nessuna prima di lei, nessuna come lei. Darcy è solo il mezzo per far brillare le sue capacità. Elisabeth è l’unica capace di capire le situazioni e prendere decisioni appropriate, è sempre cosciente di ciò che fa e cerca di agire con razionalità. Non è una ragazza ipocrita e non è interessata al denaro ma sceglierà il suo uomo dopo che comprenderà il carattere positivo e l’onestà. La sua vivacità intellettuale la porta a non sottomettersi alle convenzioni sociali e porta avanti idee proprie
Orgoglio e pregiudizio: Un difetto o una virtù? Gli uomini, penso sono più abituati alla sfida, al predominio, le donne invece cercano di placare gli animi in nome della tolleranza, della comprensione dei difetti altrui. Non è così? Lei, la Austen, prima di tanti trattati di psicologia ci delinea il difetto di persone orgogliose, con sentimenti implacabili, che sono sempre pronti a pensare male, a detestare il prossimo perché lo considerano inferiore, Elisabeth riconosce subito il carattere difficile di Darcy e lo fa riflettere, avremmo saputo noi fare altrettanto?
Elinor di Ragione e Sentimento. Emma dell’anonimo romanzo. Fin qui gli esempi positivi.
Poi ci sono le donne perfide e la Fanny di Ragione e Sentimento è proprio una cognata. Come tante. Troppo simile alle nostre cognate. Ho letto più volte il primo capitolo di Ragione e Sentimento, perché è così reale e vero che sarà capitato anche a voi di sentire o subire un ragionamento così, e agli uomini sarà capitato nel passato di tornare a casa con una decisione buona e di cambiarla senza accorgersene dopo averne parlato con la moglie! Fanny è la moglie di John, il quale ha tre sorellastre. Il padre in punto di morte gli ha fatto promettere che si sarebbe preso cura delle sorelle e della matrigna donne generose e amorevoli, escluse dalla eredità dello zio scapolo che pure avevano accudito. Ma tant’è! L’eredità era passata direttamente dallo zio a John e al figlioletto di quattro anno di questi. Fanny, moglie di John, non appena terminato il funerale del suocero, arrivò nella casa con figlio e servitù al seguito e senza badare che in quel luogo vi abitavano le sorelle e la matrigna del marito le degradò alla condizioni di ospiti. Lei pensava che nessun legame affettivo potesse esistere tra i figli avuti da un uomo da matrimoni diversi. Qualsiasi proposta John faccia Fanny ha le sue perplessità, addirittura conclude: ”Sono convinta che tua padre non avesse affatto per la mente che dessi a loro del denaro, penso che l’aiuto a cui si riferiva era quello di trovare loro una piccola casetta, mandare omaggi di pesce e cacciagione quando è stagione. E poi che diamine possono volere quattro donne più di questo? Vivranno in modo frugale. La cura della casa richiederà poco o nulla. Non avranno carrozza, cavalli, né servitù, e quasi non avranno ospiti, potrebbero non avere spese di alcun genere, considera solo quanto sia assurda la tua intenzione di dare loro altro denaro. Saranno loro forse a poter dare a te qualcosa. Tuo padre ha pensato solo a loro, se avesse potuto avrebbe lasciato a loro tutte le fortune del mondo.”
L’argomento era irresistibile egli si convinse che sarebbe stato inopportuno se non addirittura indecoroso avere per la vedova e le figlie del padre sue sorelle avere più riguardo di quanto suggerito dalla moglie.
Ah le donne! Rifletto e più rifletto, più penso, che uno specchio della verità non ci farebbe poi tanto male. Vi vedremmo riflessi avarizia, egoismo, invidia, tutti sentimenti che ci impediscono di essere leggere e ci appesantiscono, tenendoci legate mani e piedi ad un marito che non ci ama più, ad un padre, ad un fratello, perché si sa, un uomo fa sempre comodo e questi sentimenti invece di unirci leggiadre e leggere ci rimandano l’una contro l’altra. Non è rabbia però il sentimento generale che percepisco tra noi è la delusione, deluse da chi credevamo senza macchia, senza paura, deluse da noi stesse, perché non raggiunte le mete che avevamo in mente. Ecco l’otto marzo, che è anche una bellissima data per me, perché è nato il mio unico figlio, deve essere la nascita della consapevolezza nuova che anche noi a volte sbagliamo, che anche noi a volte dobbiamo chiedere scusa, e lievi senza pesi poter guardarci l’un l’altra.
Forse dovremmo recuperare la ragione di Elizabeth, anche se c’è troppo illuminismo in questa ottimistica fiducia nella ragionevolezza e nel trionfo di questa, oggi che i nostri punti sono incerti, confusi. La ragione non illumina più. Le conquiste fatte dalle donne hanno permesso a tutte di accedere nelle aule dei Tribunali, nelle sale operatorie, sulle cattedre universitarie. Ma ora una generazione di fanciulle adolescenti, non tutte, per carità con birra in mano e sigaretta in bocca, scimmiottano comportamenti negativi. Evidentemente le conquiste sociali ora devono lasciare il passo alle conquiste individuali. Conquiste che devono darci la consapevolezza di essere donne senza essere vittime della nostra viltà, da dipendenze amorose, senza accettare il disprezzo di un uomo pure di non perderlo, consapevolezza che stiamo scegliendo noi il nostro giorno perché come diceva qualche tempo fa la pubblicità dell’Oreal “IO VALGO” e voglio rispetto.
Rispetto, verso se stesse, verso i nostri genitori e figli. Non vuol dire accondiscendere, ma tenere una dirittura che implica sacrificio e costanza. La ragione di Elizabeth, di Elinor, la ragione del settecento, ci sia da luce nel nostro fumoso cammino.

:: Forever, Jane – A 200 anni dalla morte di Jane Austen

18 luglio 2017

jacportrDopo tutto, devo dire che non c’è svago migliore della lettura. Si finisce per stancarsi di tutto, ma mai di un libro. Quando avrò la mia casa, sarò contenta solo se ci sarà una grande biblioteca.

Il 18 luglio 1817 moriva a Winchester, nell’ Inghilterra meridionale, Miss Jane Austen. Proprio oggi cade il bicentenario di questa ricorrenza e l’Inghilterra, e il mondo tutto si apprestano a dare il via alle celebrazioni. Anche noi di Liberi vogliamo ricordarla con un ciclo di recensioni legate ai suoi libri: Ragione e sentimento, Orgoglio e pregiudizio, Mansfield Park, Emma, L’abbazia di Northanger, Persuasione, Lady Susan.
Già ci siamo chiesti, riferendoci a Orgoglio e Pregiudizio quale è il segreto di questo libro? Cosa gli ha permesso di passare indenne nel tempo? Raccogliere appassionati consensi tra lettori e lettrici di ogni epoca e gruppo sociale? Forse resterà un mistero, che nessuno sarà in grado di scandagliare, ma probabilmente è quasi certo che tra 200 anni (quando ormai avremo abbandonato la terra per qualche altro pianeta, da come si stanno mettendo le cose) si starà ancora a discutere sulle opere di questa scrittrice dotata come nessun’altra di ragione e sentimento.
Jane nacque in un piccolo villaggio dello Hampshire il 16 dicembre del 1775. Dotata di scarsa avvenenza, figlia di un pastore anglicano progressista, attento all’educazione anche delle figlie femmine, Jane ebbe modo di dedicarsi alla scrittura, pubblicare i suoi libri, non sposarsi (non le permisero di sposare l’uomo che amava, ma almeno non l’obbligarono a un matrimonio di convenienza), e ottenere una certa indipendenza economica, senza in realtà che il suo nome circolasse tra i lettori comuni mentre era in vita.
La grandezza di Jane Austen e se vogliamo la sua capacità di analizzare molto più di un’ epoca attraverso i suoi personaggi, sta nell’atteggiamento, nel punto di vista chiaro e diretto con cui osserva il mondo. L’eroine dei suoi libri non sono donne straordinarie, non compiono gesti eclatanti, sono ragazze comuni (a volte anche ingenue e maldestre) che sognano candidamente di innamorarsi ed essere felici. E nonostante tutto la loro indipendenza di pensiero le rende incredibilmente moderne e emancipate, soprattutto l’Elizabeth Bennet di Orgoglio e Pregiudizio, forse la più vicina alterego dell’autrice.
L’intelligenza, la cultura, l’umorismo di cui sono dotate, illumina personaggi che vivono vite familiari dove quasi nulla accade. Qualche festa, qualche viaggio (il luogo più eccitante è Londra), qualche camminata a cavallo sotto la pioggia, qualche morte, qualche passaggio di proprietà di tenute che le figlie femmine non possono ereditare, qualche pettegolezzo.
Nei suoi libri si parla apertamente di soldi, di rendite, di buoni partiti, (di contro di povertà, di ingiustizie finanziarie, di cacciatori di dote) con semplicità, con una pragmaticità e concretezza tutta britannica definibile come buon senso. Che non offusca i sentimenti, perlopiù sinceri, che legano i personaggi.
I suoi personaggi insomma non vivono sulle nuvole, ma nel mondo reale, un mondo spesso ingiusto, falso, determinato dall’apparenza, dalle convenzioni, e haimé dal denaro, non amichevole verso chi detta le sue scelte di vita seguendo il proprio cuore. Ma Jane nonostante tutto chiude le sue storie con l’immancabile lieto fine, l’ amore trionfa e il bene con lui (con annessa sopravvivenza economica).
Se non poté far sì che accadesse nella sua vita, lo fece sempre accadere nei suoi romanzi. Nei quali era l’unica artefice, la sola a decidere sorti ed evoluzione dei personaggi.
La bellezza e perfezione della sua scrittura si fonda con la bellezza dell’intelligenza, della perspicacia, della sensibilità capace di vedere sfumature che un occhio più superficiale non scorgerebbe. La profondità delle sue riflessioni, dei suoi giudizi, della sua anche feroce assenza di preconcetti, ci consegnano ritratti di ambienti, di persone, di oggetti, attraversati dalla luce della sua lucidità e della sua grazia.
Forse Virginia Woolf ha trovato le parole più efficaci, più bilanciate, per definire il suo genio, la sua spregiudicata seduzione di cui unica vittima sembra essere il lettore. Attraverso la sua lente ben pochi vizi o debolezze sfuggirono, in questo è spietata e forse fredda, come da qualcuno è stata accusata (che si risentiva quando l’accostavano a Shakespeare). Le venne imputata la scarsa esperienza delle cose del mondo, lei signorina che aveva poco viaggiato, sempre protetta dalle fitte maglie della sua famiglia. Ma anche Emily Dickinson, quasi uscita mai dalla sua stanza, non aveva bisogno di molto perché il suo animo sondasse le profondità delle cose, dei sentimenti, delle mutevolezze dell’essere come del cielo.
Apriamo dunque i festeggiamenti, e ricaviamoci il tempo per rileggere i suoi libri. E’ tempo ben speso.

:: Cuori in viaggio: Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen (Garzanti, 2004)

26 febbraio 2017

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I Bennet vivono con le cinque figlie a Longbourne, nello Hertfordshire. Charles Bingley, ricco scapolo, va ad abitare vicino a loro con le due sorelle e un amico, Fitzwilliam Darcy. Bingley e Jane, la maggiore delle Bennet, si innamorano; Darcy, attratto dalla seconda, Elisabeth, la offende con il suo comportamento altezzoso. L’avversione aumenta quando le sorelle riescono a separare Charles da Jane. Darcy chiede la mano di Elisabeth, non nascondendo però quanto la cosa costi al suo orgoglio. La ragazza, sdegnata, lo respinge. In un secondo tempo Elisabeth apprende che la sorella Lydia è fuggita con Wickhman. Con l’aiuto di Darcy i fuggiaschi vengono rintracciati e fatti sposare. Infine Darcy e Elisabeth, Bingley e Jane si fidanzano.

Tra gli amori letterari quello tra Elisabeth Bennett e Mr Darcy, personaggi principali del celeberrimo Orgoglio e Pregiudizio (Pride and Prejudice, 1813) di Jane Austen, splende di luce propria e se vogliamo è ancora in grado di competere, per freschezza e spontaneità, con tante storie d’amore anche più recenti e contemporanee. Non male per una storia d’amore presente in un romanzo edito nel 1813, che non dimostra affatto i suoi più di 200 anni, e che è di fatto una delle storie d’amore più lette al mondo. Non è stato perciò difficile scegliere e rileggere questo libro per questa bella iniziativa, Cuori in viaggio, dedicata da 28 blogger all’amore. Ho pensato a Il dottor Živago, Anna Karenina, Romeo e Giulietta, poi ho scelto loro, l’antipatico per eccellenza e scorbutico signorotto di città e l’intelligente e ironica Elisabeth, appartenente a una modesta famiglia della borghesia di campagna. Quale è il segreto di questo libro? Cosa gli ha permesso di passare indenne nel tempo? Raccogliere appassionati consensi tra lettori e lettrici di ogni epoca e gruppo sociale? Rimanere così moderno e contemporaneo, sebbene i riti e i costumi sociali di quel periodo siano ormai irrimediabilmente cambiati se non evoluti (anche se c’è da dire che l’animo umano è cambiato ben poco dall’Era della Pietra)? Ecco forse le risposte sono esattamente ricavabili dalle domande stesse. Lo spirito arguto di Jane Austen è stato capace di parlare d’amore universalizzando i contesti e le opportunità concesse a una donna, non solo nel lontano 1813. Elisabeth Bennett è a modo suo un modello, un’ eroina capace di tenere testa a tutti personaggi maschili della storia, a partire da suo padre, che tra l’altro l’adora. Gli scontri, i battibecchi con Mr Darcy sono d’antologia, come il rifiuto alla sua prima proposta di matrimonio. Elizabeth difende la sua identità, la sua singolarità e non si piega ai mille compromessi che la sua seppur modesta condizione sociale imporrebbe. E lo fa con leggerezza, humour, straordinaria perspicacia. Ama sinceramente Mr Darcy, ma non permette a questo amore di cambiarla, limitarla, e in questo credo consista la bellezza e l’ anticonformismo di questo personaggio, quanto mai moderno e rivoluzionario. Concreta, realista, testarda, romantica Elizabeth Bennett è la perfetta metà di Mr Darcy, il suo complemento e la sua compiutezza. Se non avete ancora letto Orgoglio e Pregiudizio, fatevi un regalo, leggetelo in lingua originale o nella bella traduzione di Isa Maranesi. Se già conoscete la storia, rileggetela, non vi annoierà, potete contarci, la Austen ha uno stile di scrittura che è il trionfo dell’intelligenza, una gioia per qualsiasi lettore.

Edizione considerata: Garzanti editore 1975- 1982, XXII edizione marzo 2004, introduzione di Attilio Bertolucci, traduzione di Isa Maranesi.

Jane Austen. Scrittrice inglese. Compì la sua educazione quasi interamente in casa, sotto la guida del padre ecclesiastico.
Nel 1801 si trasferì con la famiglia a Bath; nel 1805, dopo la morte del padre, a Southampton; poi, nel 1809, a Chawton, Hampshire, dove scrisse quasi tutti i suoi romanzi.
Profondamente attaccata alla famiglia, in particolare alla sorella Cassandra, la Austen non si sposò mai e trascorse un’esistenza raccolta e casalinga, interrotta solo da brevi visite a Londra e ai luoghi di villeggiatura sulla costa meridionale inglese.
Il suo primo romanzo completo a noi pervenuto è L’abbazia di Northanger (Northanger abbey), pubblicato solo nel 1818.
Il romanzo è centrato sul tema della maturazione di una giovane ingenuamente romantica, convinta, all’inizio, che la vita sia fatta a somiglianza dei romanzi «gotici» della Radcliffe (dei quali il libro costituisce la garbata parodia) e che alla fine arriva a comprendere, realisticamente, la realtà quotidiana.
Lo stesso tema (la maturazione di un’anima romantica attraverso l’esperienza) è al centro di Ragione e sentimento (Sense and sensibility, 1811), iniziato nel 1797 col titolo di Elinor and Marianne, e ritorna in Orgoglio e pregiudizio (Pride and prejudice, 1813), rifacimento del giovanile e non pubblicato Prime impressioni (First impressions, iniziato nel 1796).
Anche in Mansfield Park (1814), romanzo di complessa struttura narrativa e di ammirevole sincerità, in Emma (1816), considerato uno dei suoi capolavori, e in Persuasione (Persuasion), che fu pubblicato postumo insieme a Northanger Abbey ed è forse la sua opera più ricca e sottile, l’autrice compie un’analisi dei rapporti tra valori personali e valori sociali e della validità delle emozioni come guida del comportamento.
Il mondo descritto non si estende mai al di là dei limiti della vita e degli ambienti da lei direttamente conosciuti; ma il suo fine tocco ironico, la sua prosa elegante e fredda, la sottigliezza con cui analizza e descrive il conflitto tra esigenze psicologiche e morali di varia natura conferiscono a questa narrativa una non comune complessità e collocano la Austen tra i più grandi nomi del romanzo inglese.
Parzialmente tratto da: Enciclopedia della letteratura, Garzanti 2007

Source: acquisto personale.

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