Posts Tagged ‘Elena Romanello’

:: L’uomo che inseguiva i desideri, Patrick Phaedra, (Garzanti, 2016) a cura di Elena Romanello

17 novembre 2016
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Arthur Pepper ha perso da ormai un anno l’adorata moglie Miriam e decide di riordinare le sue cose, anche per svariare un po’ le sue giornate monotone e tristi. Tra gli altri oggetti trova un braccialetto che lo lascia perplesso visto che Miriam non portava gioielli, di fattura preziosa, con numerosi ciondoli a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti, ognuno che sembra simboleggiare qualcosa.
Su uno di questi è inciso un numero di telefono, dell’India, e Arthur non può fare a meno di chiamarlo, iniziando un viaggio che lo porterà lontano dal paesino inglese in cui si è chiuso, tra lo stupore dei figli e della vicina Bernadette, a scoprire il passato di una moglie che è stata governante in India, artista, modella tra Londra, Parigi e Goa.
Non è il primo libro che parla della cosiddetta terza età, che ha tra gli altri inconvenienti il veder morire affetti e amori, ma L’uomo che inseguiva i desideri si distingue innanzitutto per l’ottimo espediente narrativo di far partire il tutto da un oggetto simbolico, nascosto da anni in un cassetto ma capace di raccontare la storia di una vita, aspetti di una persona amata che non si conoscevano e che non rovineranno comunque il ricordo e l’amore che Arthur ha per sua moglie, tra situazioni commoventi e momenti veramente da rotolare dalle risate, telefonate intercontinentali e incontri ravvicinati con tigri domestiche ma pronte a tirare fuori un po’ di ferocia repressa. Del resto, spesso si sottovaluta l’importanza degli oggetti come evocatori di situazioni e storie del passato, anche se lo stesso Proust aveva già visto questo: con altri toni anche questa è una ricerca del tempo perduto, di un tempo mai conosciuto di una persona amata, e forse per questo ancora più affascinante.
Il tema dell’elaborazione del lutto è centrale nel libro, ma la cosa interessante è che non è raccontato in termini pietisti e tristi, ma come una ricerca, un inno alla vita e al reinventarsi, un invito a godere di nuove possibilità e inizi a qualsiasi età, in barba agli stereotipi sugli anziani e all’impossibilità di poter cambiare la propria vita. In fondo scoprire che persona era Miriam diventa una nuova ragione di vita per Arthur.
Una storia anche che rilegge l’archetipo del viaggio come strumento di conoscenza degli altri, in questo caso Miriam così diversa da giovane dalla donna che poi è invecchiata con Arthur, ma anche di riscoperta di se stessi da parte di un anziano abitudinario, abituato da anni a fare sempre le stesse cose, che parte alla fine verso l’ignoto, con non certo la predisposizione a viaggiare, con peripezie in jeans, sandali e zaietto.
Un libro per tutte le età, comunque, che vuole ricordare che là fuori c’è sempre una possibilità nuova per incominciare di nuovo, che mette insieme la provincia inglese di oggi con ricordi della Swinging London degli anni Sessanta, ormai cinquant’anni fa, e della Parigi artistica, senza cadere in stereotipi ma ricordando momenti lontani vissuti da giovani che volevano cambiare il mondo con il rock e la minigonna e che oggi sono gli anziani che si vedono in giro.

Phaedra Patrick ha lavorato come artista del vetro, come organizzatrice di festival cinematografici e come responsabile della comunicazione. Vive a Saddleworth, nel Nord dell’Inghilterra, con il marito e il figlio. L’uomo che inseguiva i desideri è il suo primo romanzo.

Source: inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Bianca dell’ Ufficio Stampa Garzanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Victoriana. Maschere e miti, demoni e dèi del mondo vittoriano, Franco Pezzini, (Odoya, 2016) a cura di Elena Romanello

16 novembre 2016
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I generi letterari così come li conosciamo oggi sono nati in un momento preciso, insieme a molti personaggi ormai di culto dell’immaginario: l’Inghilterra vittoriana del XIX secolo, dove nacque tra le altre cose l’editoria di consumo, rimasta abbastanza simile fino ad oggi.
Nelle proposte di Odoya dedicate ai generi intorno al fantastico trova spazio Victoriana Maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano, un tuffo in quel mondo ancora ben presente oggi scritto da Franco Pezzini.
L’autore non è nuovo a questo genere di opere letterarie, visto che ha raccontato in lungo e in largo l’immaginario dei vampiri, codificato proprio nell’Ottocento: qui si mira più in alto, raccontando tutto un mondo tra realtà e fantasia dove trovano spazio letteratura, arte, politica, scienza, esoterismo e tutta l’influenza e le riletture che poi oggi continuano ad esserci.
Del resto, nell’era vittoriana sono nati personaggi ancora oggi amati, letti, visti sotto varie forme, come Alice di Lewis Carroll, che ha vissuto mille vite da allora, Sherlock Holmes, che continua ad essere protagonista al cinema, nei fumetti e in tv, ovviamente Dracula e gli altri vampiri, la conturbante Carmilla, il dottor Jekyll e Mister Hyde, Tess dei d’Ubervilles, i protagonisti di Charles Dickens, Jane Eyre. Ma l’Ottocento è anche l’epoca delle lotte sindacali e dei diritti dei lavoratori messi al centro da Marx ed Engels, dei fattacci di cronaca nera come quello celeberrimo di Jack lo squartatore, delle teorie dell’evoluzione di Darwin, del satanismo organizzato di Aleister Crowley, dei pittori preraffaelliti che raccontarono una società ma rilessero anche leggende e fiabe e esaltarono la sensualità di donne che ancora oggi affascinano dai loro quadri.
L’Ottocento non ha mai lasciato il nostro tempo e oggi continua a vivere, non solo con le ristampe di romanzi e saggi, ma con film e sceneggiati ispirati ai classici ma anche con riletture contemporanee come la celebre serie tv Penny dreadful, con mostre e eventi in tema, con mode come lo steampunk che rilegge la fantascienza in una prospettiva vittoriana. Un libro quindi ricco di suggestioni, dove è difficile non trovare qualcosa a cui ci si è appassionati in questi anni, un classico, una visita ad un museo, una suggestione vista in un film o in un fumetto.
Victoriana è un saggio agile e raffinato, per chi nel corso degli anni è rimasto affascinato da un universo così lontano e così vicino a noi, ma anche per chi è curioso e vuole scoprire cosa si nasconde dietro alle atmosfere spaventose e suggestive di Penny dreadful o scanzonate dei film di Sherlock Holmes o dietro alla filosofia dei sempre più numerosi eventi steampunk. Il libro è incentrato sull’Inghilterra, ma ci sono riferimenti anche ad altri Paesi, come alla figura di Dumas, che ideò una serie di archetipi di eroi come Robin Hood che sono durati fino ad oggi o Salgari che scrisse di protofantascienza, distopie del futuro e vampiri e non solo di pirati e corsari.
Il libro è arricchito da un buon apparato iconografico, sin dalla copertina, con riproduzioni di quadri, copertine, immagini ma anche fotogrammi di film e serie tv, dai classici horror della Hammer ad Alice in wonderland di Tim Burton, che hanno riproposto negli anni un mondo che volenti o nolenti fa parte di noi.

Franco Pezzini vive e lavora prevalentemente a Torino, dove si occupa dei rapporti tra cinema, letteratura e antropologia, ma anche di mito, religione e fantastico. Collabora a svariati giornali on line e cartacei, è animatore della Libera Università dell’Immaginario ed è autore tra gli altri di Le vampire con Arianna Conti, The dark screen il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo e Peter & Chris I dioscuri della notte con Angelica Tintori.

Provenienza: invio della casa editrice, si ringrazia Paola Papetti dell’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Officina del macello, Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis (Eris Edizioni, 2016), a cura di Elena Romanello

4 novembre 2016

offIn questi anni sta ricorrendo il centesimo anniversario della Prima guerra mondiale o Grande Guerra: sono molte di conseguenze le proposte editoriali, con o testi originali dell’epoca riproposti magari dopo decenni o storie contemporanee di riflessioni.
Accanto a romanzi e saggi, trova posto anche una graphic novel, Officina del macello, scritta a quattro mani da Gianluca Costantini, disegnatore, e Elettra Stamboulis, sceneggiatrice, che racconta uno degli episodi più vergognosi, la decimazione nel 1917 della Brigata Catanzaro, per anni taciuta tranne che nel film degli anni Settanta Uomini contro di Francesco Rosi.
Il 1917 era il terzo anno di guerra di trincea, con case, affetti e famiglie ormai un lontano ricordo sofferto per molti soldati, come i membri della Brigata Catanzaro, formata dai figli di quella Questione meridionale mai risolta, molisani, calabresi, pugliesi e siciliani, per lo più analfabeti. A giugno viene promesso ai soldati un mese di riposo e sarebbe solo quello che chiederebbero, ma dopo essere arrivati in un piccolo paese del Friuli Venezia Giulia, Santa Maria la Longa, la promessa viene disattesa e la brigata Catanzaro si ribella. Una ribellione che sarà barbaramente punita: il 16 luglio 1917 un plotone di carabinieri procede alla decimazione della Brigata Catanzaro, cioè ad uccidere un soldato ogni dieci, scelto a casa, pratica orrenda seguita soprattutto nell’esercito italiano. Così termina una delle più importanti rivolte scoppiate durante la Prima guerra Mondiale nell’esercito italiano, una pagina nera della Storia italiana, un simbolo di ingiustizia enorme, che ebbe tra i pochi testimoni Gabriele D’Annunzio, che ne rimase disgustato.
In una serie di tavole essenziali e crude rivive quindi una storia da non dimenticare, basata su nuove ricerche, che hanno appurato tra l’altro che una parte delle vittime di questo eccidio è rimasta tutt’oggi senza nome. Accanto al fumetto ci sono quattro saggi storici di Sergio Dini, procuratore di Padova e già Presidente dell’Assocazione nazionale Magistrati militari, Lorenzo Pasculli, avvocato e dottore di ricerca a Trento, Silvio Riondato, professore di diritto penale a Padova, Giulia Sattolo, storica esperta sulla Grande Guerra e autrice di una tesi sulla fucilazione della Brigata Catanzaro, Massimo Vitale, giornalista Rai, e Matteo Polo, storico e saggista sulla Prima Guerra mondiale per completare il quadro di un episodio drammatico e vergognoso.
Officina del macello è uscita in una nuova edizione in vista del centenario della decimazione della Brigata Catanzaro.

Gianluca Costantini è un artista e disegnatore che si occupa di storie sulla realtà da una ventina d’anni, con opere come editori come Eris e Becco giallo, su argomenti che spaziano da Berlinguer a Julian Assange.

Elettra Stamboulis vive a Ravenna dove si occupa di progetti culturali e eventi espositivi, anche sui fumetti, come la mostra su Marjane Satrapi. Cura inoltre il festival del fumetto della realtà Komikazen e ha collaborato come sceneggiatrice a varie graphic novel di impegno sociale.

Provenienza: dono dell’editore, si ringrazia l’ufficio stampa Eris.

Nota: attualmente non disponibile su Libreria univeristaria.

:: Wolf la ragazza che sfidò il destino, Ryan Graudin (De Agostini, 2016), a cura di Elena Romanello

1 novembre 2016
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Una delle ucronie, cioè storie alternative del mondo in cui un determinato evento storico è andato in maniera diversa dalla realtà, più amate e nello stesso tempo più inquietanti è quella che immagina una vittoria della Seconda guerra mondiale da parte delle potenze dell’Asse. Dopo libri celebri come Fatherland di Robert Harris e soprattutto La svastica sul sole di Philip K. Dick è arrivato Wolf la ragazza che sfidò il destino, un titolo che sulla carta si rivolge ad un pubblico di adolescenti (o young adult se si preferisce) ma che può piacere davvero a tutti.
Negli anni Cinquanta di questo mondo alternativo, Germania e Giappone, che ha attaccato la Russia di Stalin anziché gli Stati Uniti, si sono spartiti il continente euroasiatico e ogni anno, per festeggiare questo, si organizza una gara in moto che raccoglie il meglio dei giovani di entrambi i Paesi, da Berlino a Tokyo, il cui vincitore ha l’onore di stringere la mano al Fuhrer nella capitale giapponese.
Yael, ragazza scampata ai lager dove è stata sottoposta ad esperimenti che le permettono di mutare il suo aspetto, fa parte da anni della Resistenza e accetta la missione di prendere le sembianze dell’unica giovane donna che ha vinto l’anno prima la gara per riuscire a rivincere e poter avvicinare e uccidere Hitler in diretta mondiale, dando speranza ai ribelli. Riesce ad entrare nella corsa, ma sulla sua strada troverà non pochi problemi e minacce, in un mondo e in un percorso oppresso ma anche stanco dalla dittatura.
Inevitabile il confronto con Hunger Games, anche se Yael è molto diversa dall’eroina suo malgrado Katniss: lei decide da bambina di portare avanti un progetto di vendetta, che non si esaurisce nelle pagine di un romanzo adrenalinico, interessante, ben documentato, visto che sono stati annunciati dei seguiti, mentre un film potrebbe forse essere un po’ difficile per l’espediente alla base della storia della trasformazione.
Yael rappresenta comunque un’altra interessante eroina, contraltare alle sottomesse di vampiri e cantanti di tanti romanzetti young adult che hanno diffamato il genere, in una storia che presenta un universo alternativo ma basato su fatti realmente accaduti. Nelle pagine trovano spazio orrori di cui si è sempre parlato poco come gli esperimenti compiuti dai nazisti sulle cavie dei lager, taciuti e con la fuga di Mengele grazie al Vaticano e con l’arruolamento in cambio dell’immunità di molti aguzzini tedeschi e anche giapponesi negli Stati Uniti come scienziati nell’ambito della famosa operazione Paper Clip. Non è la prima volta che il genere fantastico parla di questo, anche nella graphic novel Io sono legione e nel serial The X-Files si è ricordata una vergogna ignorata per opportunismo per troppo tempo.
Un libro di cui non si vede davvero l’ora di leggere il seguito, per ragazzi curiosi e per chiunque cerchi storie interessanti, oltre che un modo alternativo per non dimenticare.

Ryan Graudin è originaria di Charleston, nel Sud Carolina, dove si è laureata in Scrittura creativa. Vive con il marito e un cane lupo ed è autrice di vari libri, per ora inediti in italiano, dove ha esordito con Wolf. Il suo sito ufficiale è http://www.ryangraudin.com

Provenienza: libro preso in prestito nelle biblioteche dello SBAM torinese.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: I segreti della casa sul lago, Kate Morton (Sperling & Kupfer, 2016), a cura di Elena Romanello

30 ottobre 2016
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1933: in una dimora nobiliare in Cornovaglia la giovane Alice Edevane, figlia di un reduce di guerra, ha la testa piena di sogni e di intrecci misteriosi. Durante una festa d’estate vede sparire il fratellino Theo, di soli due anni, un fatto che porterà la sua famiglia a lasciare la casa e segnerà le vite di tutti. Settant’anni dopo, nel nuovo millennio, la poliziotta Sadie viene sospesa dal servizio per un arbitrio che si è presa in un caso su una donna scomparsa e si rifugia dall’adorato nonno Bertie, che vive a due passi da dove accaddero i fatti di tanti anni prima. Durante una passeggiata con i cani del nonno scopre una casa invasa dalla vegetazione e viene a conoscenza di cosa è successo: decide quindi di indagare sul fatto e cerca di contattare l’Alice di allora, ormai anziana e affermata autrice di gialli.
Kate Morton racconta anche questa volta una storia tra passato e presente, un cold case rimasto in tutto il suo dolore negli animi di chi è stato coinvolto e un’indagine nei sentimenti, e anche questa volta riesce a far centro, restituendo innanzitutto l’incanto della Cornovaglia, luogo di castelli, di laghi e di spazi verdi in cui da secoli si nascondono leggende e misteri. Di nuovo il tutto viene visto in una prospettiva al femminile, con due donne, una ragazza di ieri sognatrice e una ragazza di oggi ossessionata dall’abbandono e dalla perdita, che si incontrano per svelare un mistero che si infittisce, tra sottotrame, tragedie mai raccontate, ripicche, vendette, antiche passioni, voglia di far giustizia e scoprire la verità, forse l’unica cosa che può dare giustizia alle vittime.
Un thriller appassionante e insolito, che racconta due epoche della Storia inglese, concentrandosi in particolare sugli anni durante e dopo la Prima guerra mondiale e svelando il dramma spesso taciuto e sottovalutato dei reduci traumatizzati dalla guerra, una storia che commuove senza essere leziosa o patetica, su cosa si perde nel corso della vita, tragico quando tocca gli affetti più cari e soprattutto quando capita una scomparsa e non una morte, quindi un qualcosa che non si riesce a risolvere. Il personaggio di Alice è interessante sia da giovane nella sua incoscienza che da più anziana, spiace che resti sullo sfondo l’interessante sorella Clemmie, maschiaccio che diventerà una delle tante donne pilote della RAF, ma Sadie, donna con un segreto che l’ha resa attenta a scomparse e perdite, risulta più convicente, un’incarnazione originale dell’archetipo del detective in fondo inventato dalla narrativa anglosassone.

Kate Morton, australiana, si è laureata con una tesi sulla tragedia nella letteratura vittoriana e si è a lungo dedicata al tema del gotico nel romanzo contemporaneo.
A ventinove anni ha debuttato nella narrativa: tra le sue opere ricordiamo i grandi successi de Il giardino dei segreti, che Clint Eastwood ha opzionato per trarne un film, Una lontana follia e L’ombra del silenzio, tutti editi da Sperling & Kupfer come anche I segreti della casa sul lago. I suoi romanzi sono tutti ai vertici delle classifiche dei bestseller internazionali. Il suo sito ufficiale è http://www.katemorton.com

Source: libro preso in prestito nelle biblioteche dello SBAM torinese.

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:: Lo stupore di una notte di luce, Clara Sánchez, (Garzanti Libri, 2016), a cura di Elena Romanello

26 ottobre 2016
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Arriva finalmente in libreria il seguito di Il profumo delle foglie di limone, il libro che ha fatto scoprire nel nostro Paese e non solo il talento di Clara Sanchez, forse l’autrice spagnola di maggiore successo a livello nazionale e internazionale.
Tornano quindi, in un intreccio da giallo, Sandra e Julian, lei giovane donna ora mamma del suo bimbo e sfuggita ad una coppia di nazisti che l’avevano ingannata promettendole protezione durante la gravidanza, lui reduce da Mauthausen che ha dedicato la vita a dare la caccia a criminali che hanno trovato rifugio e prosperità sulle coste spagnole.
Sandra trova un giorno un biglietto anonimo che le chiede dove è finito Julian, con cui lei peraltro non ha più contatti, e poco dopo il suo bambino viene rapito, lanciandola in una ricerca spasmodica dove incontrerà vecchi alleati e nemici.
Una storia avvincente, che svela retroscena poco belli e molto realistici della Spagna, dove grazie al regime di Franco trovarono rifugio vari nazisti, anche se non i nomi più famosi che comunque da lì transitarono, un passato con cui la penisola iberica sta cominciando a fare i conti solo adesso e che ha continuato ad esistere anche dopo la caduta della dittatura, visto che molti di questi criminali hanno potuto continuare ad invecchiare serenamente sulle spiagge calde ispaniche senza pagare mai per quello che avevano fatto. Tutto questo viene raccontato in un intreccio thriller, ma gli anziani vecchietti tanto benevoli che solo in un secondo tempo mostrano il loro vero volto e che tornano nel secondo sono ispirati a figure realmente esistite, così come l’anziano Julian, che vuole giustizia e non vendetta e che crede che certe colpe non debbano comunque essere mai dimenticate o perdonate, soprattutto tenendo conto che gli anziani aguzzini hanno fatto proseliti presso persone giovani che possono essere quindi ancora più pericolose.
Lo stupore di una notte di luce va letto rigorosamente dopo Il profumo delle foglie di limone, a cui è legato, per una storia originale, concitata, appassionante, per trovare giustizia e verità.
Il personaggio di Sandra è cambiato rispetto al primo libro, ovviamente è diventata più consapevole e matura, meno ingenua e pronta a fidarsi, ma il vero eroe del libro resta Julian, cavaliere solitario che non rinuncia alla sua ricerca nemmeno da anziano, proprio perché certe persone non cambiano mai, né nel bene né nel male.
Come già Il profumo delle foglie di limone, anche Lo stupore di una notte di luce è un thriller originale e di denuncia, con un finale che può concludere ma può anche aprire a nuovi sviluppi. Perché certi tipi di male cambiano forse adeguandosi alle nuove epoche, ma non muoiono né spariscono mai.

Clara Sánchez ha raggiunto la fama mondiale con il bestseller Il profumo delle foglie di limone, in cima alle classifiche di vendita per oltre due anni. Con Garzanti ha pubblicato anche gli altri suoi libri, tra cui spiccano La voce invisibile del vento e Entra nella mia vita. È l’unica scrittrice ad aver vinto i tre più importanti premi letterari spagnoli: il premio Alfaguara nel 2000, il premio Nadal nel 2010 e il premio Planeta nel 2013 con Le cose che sai di me. Ha visitato più di una volta l’Italia, partecipando ad eventi come il Salone del libro di Torino.

Provenienza: libro inviato dall’editore al recensore, si ringrazia l’ufficio stampa Garzanti.

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:: Lucca 2016, non solo fumetti, a cura di Elena Romanello

26 ottobre 2016

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Un autunno non è tale senza Lucca Comics and Games, che torna anche quest’anno nel ponte di Ognissanti, per riempire la storica città toscana capitale della fantasia dei mille colori dell’immaginario tra fumetti, libri, giochi di ruolo, film, telefilm, videogames, cosplay e tanto altro.

Quest’anno è una data importante, perché Lucca festeggia i suoi primi cinquant’anni e di strada se ne è fatta davvero tanta: dal 28 ottobre al 1 novembre ci sarà la fiera vera e propria mentre sono già in corso le mostre temporanee. Si diceva quindi tutto quello che riguarda l’immaginario, libri compresi, anche se ormai di fumetti si parla sempre più spesso in termini di graphic novel, e quindi non esiste più una contrapposizione che per troppo tempo ha diviso i sogni su carta stampata.

In particolare gli editori di libri sono concentrati nel padiglione Carducci, appena fuori dalle mura e nel padiglione del Giglio e Napoleone, senza dimenticare editori come Kappalab nella ormai celeberrima Japan Town dedicata a manga, anime e tutto il mondo ad essi collegati. Poi, girando per Lucca, si possono scoprire le sue bellissime librerie, fumetterie e bancarelle, con offerte davvero interessanti, il tutto senza dimenticare lo spazio di corso Garibaldi dedicati a fumetterie e librerie da tutta Italia, reali e virtuali.

Tantissimi gli ospiti tra cui molti legati al mondo dei libri: Paolo Barbieri, illustratore delle copertine di vari libri fantasy tra cui quelli di Licia Troisi che presenta la sua nuova fatica Zodiaco, il letterato a tutto campo Stefano Benni, il decano del fantasy Terry Brooks, tornato alla ribalta con la serie tv su Shannara, l’illustratore Ciruelo Cabral, Paolo Bacilieri con Palla, Silvana de Mari con il nuovo capitolo della saga di Hania, Virginia de Winter che presenta il fantastorico La spia del mare, Steven Erikson con la saga di Malazan, Lavinia Petti autrice del successo Il ladro di nebbia, Cecilia Randall che parlerà della saga di Hyperversum, Philip Reeve con il fantascientifico Capolinea per le stelle, Brandon Sanderson autore di Elantris e di altri complessi e affascinanti universi fantasy, Alessia Mainardi che presenterà le sue incursioni nello steampunk e ovviamente l’immancabile Licia Troisi.

Per quello che riguarda i fumetti, non si possono non citare i nomi del nostrano Zerocalcare, autore anche del poster di quest’anno, di Charlie Adlard con The walking dead, Bruno Bozzetto, John Cassaday con il suo lavoro su Star Wars, Gabriel Hernandez Walta, autore di punta della Marvel, il veterano Milo Manara, il mostro sacro Frank Miller, Kaoru Mori mangaka autrice degli interessanti Emma e I giorni della sposa, Leo Ortolani con il suo Rat-man, Teresa Radice che parlerà dei suoi prossimi progetti dopo Il porto proibito.

Tra le mostre, da ricordare il tributo di sette artisti a Tolkien e la personale di Zerocalcare. Moltissimi gli incontri e eventi, da segnalare lunedì 31 la tavola rotonda sul fantasy al femmnile e il 1 novembre l’incontro con Terry Brooks e Steven Erikson. Il programma completo è nel sito http://www.luccacomicsandgames.com/it/2016/programma/

:: Exodus, Don Alemanno, (Magic Press, 2016), a cura di Elena Romanello

23 ottobre 2016
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Torna il personaggio di Jenus, al secolo Gesù, un Gesù decisamente diverso da quello che si conosce, ideato da Don Alemanno, in una nuova avventura, Exodus, che propone in chiave divertente un qualcosa di molto attuale e che non manca di far riflettere.
Per varie peripezie, il nostro eroe si trova infatti su una di quelle tante navi profughi che affollano il Mediterraneo, incontrando un destino difficile e non perdendosi d’animo, e facendo emergere tra una battuta e l’altra, tra un paradosso e l’altro, le contraddizioni del nostro mondo oggi.
Con quest’opera Don Alemanno si conferma come un autore ironico d’eccezione, capace di ideare un fumetto su alcuni dei nodi ancora irrisolti persino qui in Occidente, con al centro un’icona religiosa modificata nel corso dei secoli dalle varie dottrine, su cui si basa il credo cristiano e cattolico in particolare, senza essere comunque offensivo e facendo pensare su cosa può ancora dire questo Gesù vagamente mangofilo al pubblico contemporaneo.
Gesù viene rispedito dalla sua gente, gli alieni Elohim, sulla Terra tra la gente di oggi e vive le sue avventure, con una strizzata d’occhio alla storia originale e richiami all’attualità che in Exodus raggiungono uno dei punti più felici.
Ci si diverte leggendo questa nuova fatica di Don Alemanno, così come con le sue altre opere, per non parlare delle sue mostre temporanee che ormai allietano spesso le fiere del fumetto, ma non si può non pensare a tante cose, tipo come si possa raccontare il dramma dei profughi, presente anche se sotto il sorriso e la parodia, dall’esterno e dal punto di vista di chi, nato nella parte fortunata del mondo, non sa che cosa voglia dire rischiare tutto per arrivare in Occidente, insieme ad un Gesù smemorato che non ricorda chi è e crede di essere un profugo.
L’interesse delle opere di Don Alemanno è quello di coniugare riso e pianto, divertimento e riflessione sulla realtà, e di parlare di tragedie di oggi non in toni impegnati ma magari un po’ pesanti, ma con leggerezza, che non vuol dire superficialità. Per realizzare Exodus Don Alemanno si è documentato sul campo, andando a Lampedusa e parlando con tanti di quei ragazzi fuggiti da guerra e fame in cerca di un avvenire migliore, che racconta in un’opera buffa ma non certo stupida, con echi del lavoro parodico su religioni e miti che ha fatto un grande recentemente scomparso come Dario Fo.

Don Alemanno è lo pseudonimo nel mondo dei fumetti di Alessandro Mereu, classe 1981, che oltre a realizzare le strisce di Jenus di Nazareth, è un blogger e cantante con il gruppo Holy Martyr. Le strisce di Jenus hanno vinto il Macchia Nera Award e sono state pubblicate prima on line e poi in volumi da Magic Press.

Source: omaggio della casa editrice, si ringrazia l’Ufficio stampa di Magic Press.

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:: Kill the Granny 2.0. Finché morte non li separi, di Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora, (Dentiblu, 2016) a cura di Elena Romanello

21 ottobre 2016
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Dentiblù edizioni, che da alcuni anni si è fatto conoscere come editore di fumetti spassosi e dissacranti, riprende una vecchia storia precedentemente uscita altrove in un nuovo formato e quasi come antefatto con Kill the granny 2.0 Finché morte non li separi di Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora.
I due autori, noti nell’ambiente fumettistico come I Tatini, raccontano la storia di un gatto all’apparenza coccolone e simpatico, ma in realtà in preda ad un furore vendicativo perché la sua anziana padrona l’ha fatto castrare. Per questo motivo il micio stringe un patto con il diavolo, per riavere i suoi attributi ucciderà la sua convivente umana Evelina, venendo rifornito di nove vite per portare a termine la sua missione.
Le cose non andranno come aveva pensato, perché Evelina si dimostrerà un osso decisamente duro e saprà sopravvivere ad attentati e pericoli, man mano le vite del gatto verranno meno e ci sarà anche un diabolico colpo di scena finale.
Tra humour nero e satira, Kill the granny 2.0 si distingue come un fumetto che non lascia indifferenti, realizzato con tavole in colori pastello con richiami alla grande tradizione di illustratori anglosassoni e qualcosa dei manga nella caratterizzazione coccolona dei gatti. Il tema del doppio, buono e cattivo nello stesso personaggio, è al centro della storia, così come quello del patto con il diavolo, topos della narrativa romantica da Goethe a Wilde qui riletto in chiave felina.
Il risultato è una storia dissacrante e abbastanza irresistibile, autoconclusiva ma ci potrebbero essere anche altri sviluppi, sul rapporto tra gatti e umani e in particolare tra gatti e donne non più giovanissimi, ma non solo, con un forte elemento fantastico ma anche tante gag che richiamano l’età d’oro dei Looney Tunes in animazione. Un modo per rileggere in un nuovo formato un fumetto che aveva convinto già qualche anno fa ma che poi purtroppo era diventato di difficile reperibilità.

Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora si conoscono alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze, dove si diplomano. I loro lavori si basano su una totale intesa creativa: sebbene Francesca si concentri principalmente su storie e colori e Giovanni sui disegni, ogni fase dei loro progetti è sviluppata a quattro mani.
Il concept di Kill the Granny, presentato nel 2006 all’esame di fine corso della scuola di fumetto, colpisce l’editore Vittorio Pavesio e diventa la loro prima graphic novel. Al primo seguono altri quattro volumi e numerose presentazioni alle principali fiere con un numero crescente di fan in Italia e Francia.
In seguito collaborano come coloristi con Ankama Editions, RCS (Corriere della Sera), Progetto Radium e come character designers con Kinder Ferrero. Nel 2012 intraprendono il percorso dell’insegnamento, dando vita a due corsi di fumetto per il comune di Prato, mentre dal 2015 tengono workshops alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze.
Oggi Francesca e Giovanni sono disegnatori e coloristi per Disney Italia, Disney America e Dupuis, ma coltivano alcuni progetti personali che presto vedranno la luce.
Recentemente hanno ripreso in mano il loro primo progetto, reinterpretandolo e concentrandosi sui suoi punti di forza, per dar vita a Kill the Granny 2.0.

Source: omaggio della casa editrice, si ringrazia l’Ufficio stampa.

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:: Le strisce di Little Norby, a cura di Elena Romanello

19 ottobre 2016

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Gli animali, più o meno antropomorfi, sono da decenni amati dagli autori di fumetti e di strisce disegnate: tra di loro, ha un ruolo fondamentale come icona il gatto, con personaggi ormai celebri come Isidoro, Garfield e il giapponese Michael, giusto per citarne solo alcuni.
La giovane ma già molto attiva casa editrice di fumetti e graphic novel ManFont ha ideato una sua icona felina, Norberto, gattone nero protagonista di storie tra realtà e fantasia, a cui si sono affiancati i due volumetti (per ora) delle strisce di Little Norby, che raccontano le avventure paradossali di Norberto da piccolo.
Keep calm and purr (letteralmente stai calmo e fai le fusa) racconta alcune esilaranti spaccati di vita quotidiana, mentre Quando il gatto è in vacanza è incentrato su una trasferta al mare di Norberto. Gli albi sono formati di tavole con vignette a colori, con storie autoconclusive quasi sempre di una pagina con due o quattro immagini, dove interagiscono fantasia e realtà, con le imprese di Norby che sembra che avvengano in chissà quale universo fantastico quando in realtà sta combinando guai e cose buffe proprio nella camera da letto della sua convivente umana.
Il richiamo a personaggi storici come Garfield e Isidoro c’è tutto, ma Norby non è un loro clone, e possiede una sua individualità, tra umanizzazione e aspetti caratteristici che chiunque ha un gatto sa riconoscere, con un disegno che mescola suggestioni occidentali a quelle dei manga giapponesi con una sua grande pecularietà e originalità.
I due volumi (e altri seguiranno) di Little Norby sono letture perfette per ogni età, immancabili e imperdibili per ogni felinofilo che si rispetti, storie sia per chi ha amato le strisce dei gattoni del fumetto classico sia per chi è giovane e conosce il disegno di oggi. Una testimonianza dell’interesse e dell’attivismo del fumetto indipendente e giovane in Italia, dove si sperimentano vari generi guardando ai classici ma sapendo inventare qualcosa di nuovo.

Marco Daeron Ventura, diplomato alla Scuola di Comics di Torino, lavora da diverso tempo nel settore dei fumetti, è autore di varie opere come Milite Ignoto, Sex and the thrones e Arcana Mater Apocrypha e cura anche incontri nelle scuole torinesi sui fumetti oltre ad essere una delle menti dietro alla Manfont.

Jessica Ferrero ha studiato al Liceo Artistico Bianchi di Cuneo e all’Accademia Pictor di Torino in illustrazione, fumetto e cinema d’animazione. Ha collaborato a varie pubblicazioni della Manfont e spazia su vari generi di illustrazione. Corre voce che Norby sia il suo gatto reale.

Liana Recchione lavora per la Scuola di Comics di Pescara e collabora a varie iniziative editoriali, alcune legate anche a fiere importanti come Lucca Comics. Per Norby si è occupata in particolare della colorazione.

Ai due volumi hanno anche collaborato Jolie Carbone, diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e fondatrice dello studio di animazione NEM, Giulia Chiarle, grafica e impaginatrice, e Federica Zancato, editor e autrice del saggio Cartoon ladies, sulle donne del fumetto italiano.

Provenienza: acquisto del recensore. I libri di Little Norby e gli altri della ManFont sono ordinabili in fumetteria, reperibili alle fiere più importanti e acquistabili nel sito http://www.manfont.it

:: Vita e morte di due giornaliste a fumetti, a cura di Elena Romanello

13 ottobre 2016

annabeccogialloL’editore Becco Giallo, da sempre attento a proporre fumetti di tematica sociale e attuale, presenta nel suo catalogo le biografie parallele di due giornaliste attente alla realtà e pronte a denunciare ingiustizie e a svelare misteri, morte entrambe in circostanze misteriose.

Le due giornaliste sono l’italiana Ilaria Alpi e la russa Anna Politkovskaja, che rivivono in due volumi in cui non si racconta solo la loro vicenda a fumetti, ma il tutto è contornato da documenti, interviste e testimonianze che raccontano due vicende diverse ma parallele, quelle di due donne di oggi, la prima impegnata a raccontare una delle tante guerre dimenticate degli anni Novanta nel Terzo Mondo ma da cui dipendono molti dei problemi attuali, la seconda a denunciare i metodi dittatoriali di un regime ancora in carica in Russia soprattutto in alcune zone cosiddette di frontiera come la Cecenia.

Entrambe sono state assassinate in maniera mai chiara, nascosta sotto fatti di cronaca nera, la prima perché aveva scoperto qualcosa di losco e la seconda perché considerata troppo scomoda. I due volumi non svelano colpi di scena imprevisti, si limitano a raccontare i fatti, e sono un’occasione per scoprire o riscoprire due figure dell’oggi che forse si sono un po’ rimosse, in questa turbolenza di eventi di questi ultimi anni.

ilIlaria Alpi il prezzo della verità sceneggiato da Marco Rizzo con i disegni di Francesco Ripoli racconta gli ultimi giorni di vita di Ilaria e Miran Hrovatin, mentre scoprivano inquietanti verità su traffico di armi e rifiuti tossici, ancora oggi non chiarite. Il racconto a fumetti, essenziale e efficace, è corredato da una prefazione di Giovanna Botteri, giornalista Rai e compagna di scuola di Ilaria, da un’intervista a Giovanna Mezzogiorno, che ha interpretato Ilaria Alpi al cinema, e da un intervento a Mariangela Gritta Grainer, che presiede la commissione parlamentare che ancora oggi indaga su queste due morti misteriose.

Anna Politkovskaja di Francesco Matteuzzi alla sceneggiatura e i disegni di Elisabetta Benfatto si concentra in generale sul lavoro della giornalista, sulla sua opposizione a Putin, sui suoi reportage dalla Cecenia, partendo da quello che era il suo motto: L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede. La prefazione del libro è affidata a Ottavia Piccolo, che ha dedicato ad Anna Politkovskaja un monologo teatrale.

Marco Rizzo, classe 1983, è fondatore del portale Comicus e della rivista Mono. Come autore di fumetti ha spaziato su vari generi, ma si è poi specializzato nel giornalismo a fumetti, occupandosi di immigrazione, lotta alla mafia e raccontando le storie di figure quali Mauro Rostagno, Peppino Impastato e Marco Pantani.

Francesco Ripoli, classe 1971, si divide tra l’attività di disegnatore di fumetti con quella di insegnante di Disegno Grafico. Ha collaborato con vari editori, tra le sue opere Nuove magie su Alda Merini e Senza sangue da Alessandro Baricco.

Francesco Matteuzzi, è docente di sceneggiatura alla Scuola di Comics di Padova, e lavora come giornalista, sceneggiatore e autore di libri per ragazzi. Tra i suoi lavori, ha collaborato a L’Insonne, Jonathan Steele e The Secret, ha creato Maisha e sceneggiato Don Peppe Diana, oltre che il volume su Philip K. Dick per BeccoGiallo.

Elisabetta Benfatto è docente di illustrazione alla Scuola di Comics di Padova e lavora come illustratrice, fumettista e grafica, collaborando con varie realtà culturali, tra cui la Coniglio editore con ANIMAls e Futuro Anteriore del Napoli Comicon e del Centro fumetto Andrea Pazienza.

Provenienza: dono dell’editore, si ringrazia l’ufficio stampa.

:: Stranimondi a Milano, a cura di Elena Romanello

13 ottobre 2016

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Il 15 e 16 ottobre torna a Milano un appuntamento autunnale fisso, Stranimondi, il festival del libro fantastico, con presentazioni, convegni, mercatino di libri, tutto inerente un mondo i cui appassionati e stimatori non accennano a diminuire, anzi, ma è cresciuto come eventi, interesse e presenze.
L’evento si organizza, con varie modalità di accesso, su vari filoni, con la possibilità di confronto diretto con autori, autrici e professionisti.
In programma ci sono i Delos days, due giorni dedicati al meglio del fantastico di ieri e di oggi a cura della casa editrice Delos Books, specializzata in fantastico, che vuole fare il punto dello stato di un genere in Italia. Un genere che si articola su tanti mondi e immaginari.
Da non perdere il convegno Weirdiana, dedicato ad un filone eclettico del fantastico, quello del weird, che comprende strane storie in passati alternativi o con mescolanze di generi, con un approfondimento a cura di Paolo Bertetti sulle riviste pulp di fantastico partendo dalla collezione del Mufant di Torino appartenuta allo studioso Riccardo Valla.
Tra glli ospiti ci sono tra gli altri Franco Forte, Silvio Sosio, Danilo Arona, Silvia Treves, Tricia Sullivan, vincitrice dell’ultimo Hugo, Rampsey Campbell, Alan D. Alteri, Giuseppe Lippi, Dario Tonani, Alastair Reynolds, Massimo Polidoro.
Molti gli editori presenti, come Tabula Fati, Plesio, Nero Press, La Ponga, Watson, Imperium, Elara, con le loro novità e il loro catalogo, per scoprire vecchie e nuovi voci, spesso anche italiane del fantastico.
Stranimondi è alla UESM Casa dei Giochi, in via Sant’Uguzzone 8, raggiungibile con la metro rossa fermata Villa San Giovanni. Il sito web dell’evento, che non è solo una convention o una fiera dedicata al fantastico, ma un momento di incontro tra tutti, professionisti e appassionati, è sotto http://stranimondi.it/