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:: La vedova Couderc di Georges Simenon (Adelphi 2018) a cura di Nicola Vacca

18 dicembre 2018
cs

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La vedova Couderc è un romanzo di Georges Simenon uscito nel 1942.
André Gide entusiasta lo accostò allo Straniero di Albert Camus aggiungendo che il romanzo di Simenon si spingeva «molto oltre, quasi inconsapevolmente».
Adesso Adelphi lo ripropone (traduzione di Edgardo Franzosini).
Un romanzo duro, anzi durissimo, in cui il grande scrittore belga scende nell’abisso dell’animo umano.
C’è una finezza straordinaria dell’indagine psicologica, una discesa meticolosa nell’abisso di due esistenze.
Con una scrittura limpida e sintetica Simenon racconta, senza mai rinunciare a un ritmo incessante, una storia in cui l’angoscia e il disagio non concedono alcuna via di scampo.
Jean è un giovane appena uscito dal carcere e vaga senza una meta. Su un autobus che scorrazza per la campagna francese incontra la vedova Couderc. Lui finisce per fare il garzone nella fattoria di questa donna. Trai due si stabilisce uno strano rapporto. Lei gli si concede sessualmente senza alcuna complicazione sentimentale.
Jean vive in simbiosi con il nuovo ambiente. La vedova Couderc è una donna sola, odiata dai suoi parenti con cui ingaggia una guerra. Tra questi c’è la giovane nipote di cui Jean si innamora.
Jean comincia a abituarsi alle regole di quel rozzo mondo rurale nel quale è capitato per caso. Simenon è grande nelle descrizioni di questa strana campagna francese dove il progresso non è arrivato e i rapporti umani sono duri e difficili.
La vedova Couderc (Tati nel romanzo) è possessiva, Jean non riesce a sottrarsi al fascino della nipote.
Simenon entra nei dettagli dello squallore di queste esistenze disagiate che non riusciranno a sottrarsi al loro destino.
Jean, lo straniero che improvvisamente si trova coinvolto in un microcosmo di passioni di famiglia perverso e depravato, sarà travolto dagli eventi fino a essere coinvolto in un finale tragico che sarà la sua condanna definitiva.
La vedova Couderc è uno dei capolavori di Georges Simenon. Un romanzo sociale dalle intense tinte noir, uno spaccato della condizione umana dove troviamo ancora una volta i suoi personaggi: uomini e donne che si portano dentro inconsapevolmente un male di vivere che li annienterà.

Georges Joseph Christian Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903 – Losanna, 4 settembre 1989) è stato uno scrittore belga di lingua francese, autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese.

Source: Libro inviato dall’Editore al recensore. Ringraziamo Benedetta Senin dell’Ufficio Stampa “Adelphi”.

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