Posts Tagged ‘Compagni segreti’

:: Un intervista con Qiu Xiaolong a cura di Giulietta Iannone

19 marzo 2026

Benvenuto Xiaolong, è un grande piacere rivederti sulle pagine virtuali di Liberi di scrivere per l’uscita del tuo nuovo romanzo della serie di Chen Cao, “Compagni Segreti”, tradotto da Fabio Zucchella, tuo storico traduttore italiano, e pubblicato da Marsilio. Siamo al quattordicesimo episodio. Una serie molto longeva che, se non altro, ci ha accompagnato in tutti questi anni. Dedicherai altre storie al tuo personaggio, Chen Cao?

R: Sì, certo. Ho già terminato un nuovo manoscritto. Si intitola History’s Cunning Passages:  (The Untold Origin of the Cultural Revolution)  An Inspector Chen Investigation. Sarà pubblicato anche questo da Marsilio.

Ho notato un maggiore pessimismo e se vogliamo anche un maggiore romanticismo, è una mia impressione o è davvero voluto?

R: Hai ragione. Ed è un’ottima domanda. Mi ricorda una poesia pessimista ma anche romantica intitolata “Dover Beach” di Matthew Arnold. Quando non c’è più nulla in questo mondo triste, l’amore diventa l’unica, fredda consolazione. Non credo sia intenzionale, è semplicemente realistico.

Tu affronti con molto coraggio temi si può dire delicati della Cina contemporanea, paese che io amo molto per la sua cultura, la sua cucina, la sua gente. La situazione è così drammatica, o drammatizzi per ragioni narrative? Sorveglianza capillare, un personaggio del libro viene prelevato senza processo e gli sono tolte le libertà personali per accuse che poi si riveleranno infondate, corruzione, prevaricazione da parte di persone che non vogliono il bene comune ma meri interessi personali e di carriera. Insomma, uno scenario molto fosco, accenni a numerose persone che cercano il modo di lasciare la Cina. E’ così doloroso vivere in Cina, oggi?

R: Apprezzo molto il tuo amore per la Cina. Anch’io amo molto la Cina, ma non il PCC. Per quanto riguarda la drammatizzazione o meno, lascia che ti faccia un esempio concreto. Durante il mio ultimo viaggio in Cina, un pomeriggio mi trovavo sul balcone dell’appartamento di un amico. All’improvviso, un drone è apparso sopra la mia testa ed è rimasto a volteggiare per più di mezz’ora. La cosa più sorprendente è che, non appena sono rientrato in camera, il drone è improvvisamente scomparso. Il mio amico ha affermato che il drone doveva essere venuto per me.

E noto un maggiore romanticismo: la redenzione personale, passa per il sentimento, per l’amore? Credi ancora nell’amore come forma di riscatto e di salvezza personale e collettiva?

R: Questa è un’altra ottima domanda. La redenzione personale può arrivare attraverso sentimenti come l’amore. Per essere più precisi, l’amore per la Cina. Che sia personale o collettivo. Ci credo ancora.

E la poesia antica è sempre presente nei tuoi noir. Anche la bellezza e l’arte sono veicoli di salvezza?

R: La poesia classica cinese è sempre una parte importante della mia serie dell’ispettore Chen. Si può certamente dire che sia un veicolo di salvezza. Per Chen, appare anche come un’oasi verde nell’infinito deserto, immaginaria o meno.

Tornando al tuo coraggio, il romanzo contiene accuse politiche molto nette, forse è il tuo romanzo più estremo da questo punto di vista. Alcuni lettori lo reputano al fatto che da molti anni non vivi più Cina, ma immagino hai ancora in questo paese parenti e amici, o legami. Il tuo impegno è onesto, ti conosco, ma il socialismo con caratteristiche cinesi sta prendendo davvero derive così oppressive e antidemocratiche, la libertà personale è davvero sacrificata più che al bene comune, comunitario e forse utopico, all’interesse di poche élite o del partito? Pensi davvero questo? O vedi strade da percorrere, decisioni che devono essere ancora prese?

R: La sanguinosa repressione di Piazza Tian’anmen del 1989 rimane l’argomento politico più delicato nella Cina di oggi. Sono ben consapevole del rischio di scriverne. Per me, è un libro che avrei dovuto scrivere da tempo. In un certo senso, si potrebbe persino dire che rappresenta una sorta di redenzione personale. Quanto alla tua domanda se il socialismo con caratteristiche cinesi abbia davvero assunto una connotazione così oppressiva e antidemocratica, il punto di svolta per me è arrivato circa dieci anni fa con la modifica della Costituzione cinese, che ha abolito il limite di mandati, permettendo così all’imperatore di regnare a vita. Questo concetto trova eco anche nella storia narrata da X in “Red Dust Lane”. Come avrei potuto, quindi, non scriverne?

L’indagine si sviluppa su più livelli. Da un lato, Chen e la sua efficiente e acuta collaboratrice Jin – la “piccola segretaria” – ricostruiscono i movimenti di X, interrogano vicini, scavano, con l’aiuto di un giovane hacker, nei registri immobiliari e nelle reti di relazione che legano affari, politica e speculazione edilizia. Dall’altro, la ricerca assume un carattere sempre più intimo: c’è un eco nostalgico per la tua giovinezza?

R: Per quanto riguarda l’indagine che si sviluppa su più livelli, è una storia radicata nella storia reale e che si è protratta per molti anni. D’altra parte, si può certamente dire che è un’eco nostalgica della mia giovinezza. Come avrai notato, la parte della ribellione di X contro il PCC è basata sull’esperienza di Yang Xianyi. Yang è stato un mentore nella mia giovinezza e mi ha aiutato molto in diversi modi. E Via della Polvere Rossa era anche un quartiere che mi era molto familiare in quegli anni.

Stai scrivendo un nuovo romanzo di Chen Cao o altri libri?

R: Sto anche scrivendo una trilogia sull’inchiesta del giudice Dee; i primi due volumi sono già stati pubblicati e sto lavorando al terzo. Per me, si tratta anche di un tentativo di esplorare il funzionamento del sistema giudiziario nell’antica Cina. Poteva davvero essere indipendente dalla politica? Ecco questa è un’interessante domanda.

:: Compagni segreti di Qiu Xiaolong (Marsilio, 2026) a cura di Giulietta Iannone

14 febbraio 2026

Compagni segreti (The Secrets Sharers, 2024) di Qiu Xiaolong, pubblicato da Marsilio nella collana Farfalle, e tradotto da Fabio Zucchella, è il quattordicesimo libro dedicato al ex ispettore capo della polizia di Shanghai, e ora direttore dell’Ufficio per la Riforma del Sistema Giudiziario, Chen Cao.

Profondo conoscitore della Cina contemporanea, seppure viva dalla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti, Qiu Xiaolong (in Cina il cognome si antepone al nome che significa Piccolo Drago) ci presenta una serie poliziesca atipica nella corrente del giallo investigativo: elementi biografici, analisi approfondita del substrato, politico, sociale  culturale cinese, brani di poesie classiche si intrecciano a indagini poliziesche coerenti in cui la violenza non è mai conclamata ma più presente a causa di un sistema politico, e di conseguenza sociale, il celebre socialismo con caratteristiche cinesi, con derive sempre più oppressive e autoritarie.

La presenza ossessiva di telecamere di sorveglianza, che col controllo satellitare sono sempre più invasive, grava in tutta la storia dando una tensione costante e opprimente che aggiunge una componente se vogliamo noir al romanzo.

Ho riscontrato un pessimismo e un romanticismo più marcato rispetto alle altre storie, e anche una più accesa critica politica, descrivendo una società sempre più gravata da scandali, crisi economiche post Pandemia, speculazioni edilizie, bolle finanziarie, corruzione diffusa, persone che in tutti i modi cercano di scappare all’estero. Certo che lo scenario che emerge dal romanzo è sempre più drammatico, e fa da sfondo a storie investigative dove la caratura morale dei personaggi acquista in filigrana sempre più importanza. Qiu Xiaolong ci presenta infatti una società sull’orlo del collasso, e in questo contesto si muovono i suoi personaggi ancora capaci di gesti di generosità disinteressata, altruismo e amore.

La vicenda si apre a Shanghai, dove l’ex ispettore capo Chen, in convalescenza forzata dopo essere stato promosso in una carica dell’apparato burocratico cinese, proprio quando il Paese sembra vacillare sotto il peso delle contraddizioni della modernizzazione, viene coinvolto dal suo vecchio amico Vecchio Cacciatore in un’indagine diversa dal solito: ritrovare un uomo scomparso — Xiaohui, meglio conosciuto come X –, ex professore di filosofia caduto in disgrazia dopo i fatti sanguinosi di piazza Tienanmen, avendo apertamente definito il governo come fascista nel caso in cui l’esercito avesse sparato contro i giovani manifestanti, e ora misteriosamente sparito.

Ma chi è davvero X? Relegato a vivere quasi al limite dell’indigenza in una minuscola shikumen nel suggestivo Vicolo della Polvere Rossa, sopravvivendo come indovino: seduto su uno sgabello di bambù, interpretava ideogrammi e simboli per clienti in cerca di risposte. E soprattutto chi è Mei, la donna che si rivolge alla agenzia investigativa dove lavora Vecchio Cacciatore, pronta a pagare qualsiasi cifra pur di ritrovare Xiaohui?

L’indagine si sviluppa su più livelli. Da un lato, Chen e la sua efficiente e acuta collaboratrice Jin – la “piccola segretaria” – ricostruiscono i movimenti di X, interrogano vicini, scavano, con l’aiuto di un giovane hacker, nei registri immobiliari e nelle reti di relazioni che legano affari, politica e speculazione edilizia. Dall’altro, la ricerca assume un carattere sempre più intimo: Chen individua inquietanti parallelismi tra la propria giovinezza e quella dell’uomo scomparso. Anche lui, un tempo, studiava inglese su una panchina del Bund, coltivando sogni e ambizioni in un’epoca segnata dalla Rivoluzione Culturale.

Man mano che Chen si avvicina alla verità comprende che ritrovare Xiaohui significa anche confrontarsi con i propri compromessi, con le scelte fatte per sopravvivere nel sistema e con gli errori che ancora lo tormentano. L’urgenza dell’indagine diventa quindi doppia: salvare X da un destino forse più grande di lui e tentare, allo stesso tempo, una personale redenzione.

In definitiva, Compagni segreti è un giallo atipico: un’indagine che scava nelle ferite della storia cinese recente e nei rimpianti personali del suo protagonista, trasformando la ricerca di un uomo scomparso in un viaggio nella memoria, nell’amicizia, nell’amore e nella possibilità – fragile ma necessaria – di riscatto.

Qiu Xiaolong, scrittore e traduttore, è nato a Shanghai e dal 1989 vive negli Stati Uniti, dove insegna letteratura cinese alla Washington University di Saint Louis. La pluripremiata serie dell’ispettore Chen, dodici episodi, è stata tradotta in venti lingue e adattata per una popolare serie radiofonica di Bbc Radio, e diventerà anche una serie televisiva. Di Qiu, Marsilio ha inoltre pubblicato i due romanzi che raccontano le storie del Vicolo della Polvere Rossa, e una raccolta di poesie dedicate a Chen Cao.

Source: acquisto personale.

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:: Compagni segreti di Qiu Xiaolong da oggi in libreria!

10 febbraio 2026

Mentre la Cina è scossa da una serie di scandali e da una bolla finanziaria che minaccia di esplodere, l’ex ispettore capo Chen, ora direttore dell’ufficio per la Riforma del sistema giudiziario, riceve una richiesta d’aiuto da Vecchio Cacciatore. L’investigatore privato è alle prese con un incarico affidatogli da una celebre immobiliarista di Shanghai alla disperata ricerca di un certo Xiaohui, più noto come X.

In nome dell’antica amicizia che li lega, Chen decide di accettare e, completamente assorto nella nuova indagine, comincia a individuare curiosi parallelismi tra il proprio passato e la storia dell’ex professore di filosofia di cui si sono perse le tracce. Allontanato dall’università dopo i fatti di piazza Tian’anmen, X si nascondeva in una minuscola shikumen di Vicolo della Polvere Rossa, dove si guadagnava da vivere come indovino, interpretando gli ideogrammi seduto su uno sgabello di bambù. Da lì, un giorno, è scomparso. Con l’aiuto di Jin, la sua brillante “piccola segretaria”, Chen farà di tutto per ritrovarlo e permettere così a Mei di salvare l’uomo che la ama in segreto (ricambiato) da quasi quarant’anni.

Scoprire che fine ha fatto Xiaohui, che un tempo – proprio come lui – studiava inglese su una panchina del parco del Bund, è per Chen anche un modo di rievocare la propria giovinezza durante la Rivoluzione Culturale. E mentre cerca di ricostruirne la vita, l’ex ispettore capo è preso dall’urgenza non solo di salvare il misterioso X, le cui inclinazioni risuonano sorprendentemente con le sue, ma anche di riscattarsi dai propri errori.

Traduzione dall’inglese di Fabio Zucchella

Xiaolong Qiu, scrittore e traduttore, è nato a Shanghai e dal 1989 vive negli Stati Uniti, dove insegna letteratura cinese alla Washington University di Saint Louis. La pluripremiata serie dell’ispettore Chen, dodici episodi, è stata tradotta in venti lingue e adattata per una popolare serie radiofonica di Bbc Radio, e diventerà anche una serie televisiva. Di Qiu, Marsilio ha inoltre pubblicato i due romanzi che raccontano le storie del Vicolo della Polvere Rossa, e una raccolta di poesie dedicate a Chen Cao.

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