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:: L’occupazione di Alessandro Berselli (Elliot Edizioni 2026) a cura di Valentina Demelas

11 Maggio 2026

Alessandro Berselli, con L’occupazione, pubblicato da Elliot, torna a esplorare quelle zone fragili, incandescenti e contraddittorie dell’essere umano che attraversano da sempre la sua narrativa. Ambientato nel maggio del 1978, il romanzo si muove tra contestazioni studentesche, tensioni ideologiche e desiderio di cambiamento, sullo sfondo di uno dei momenti più drammatici della storia italiana recente: i giorni del caso Moro.

Matteo e Zoe sono adolescenti politicamente impegnati, accomunati dalla stessa educazione sentimentale e culturale, dalle stesse passioni musicali e da un legame sospeso tra amicizia, attrazione e bisogno reciproco di riconoscersi. Frequentano il liceo scientifico Schopenhauer – in una città che richiama chiaramente Bologna pur senza mai nominarla esplicitamente – occupato dai collettivi di sinistra proprio nelle ore che precedono il ritrovamento del corpo di Aldo Moro. Quello che dovrebbe essere uno spazio di confronto e partecipazione si trasforma però rapidamente in un ambiente attraversato da rivalità, tensioni interne, paure e conflitti sempre più difficili da contenere.

Il contesto storico viene utilizzato con grande efficacia, evitando sia la nostalgia, sia la semplice ricostruzione d’epoca. La grande Storia entra continuamente nelle vite private dei protagonisti e altera ogni equilibrio. La morte di Moro e quella di una ragazza durante i giorni dell’occupazione segnano infatti uno spartiacque drammatico, facendo precipitare il romanzo in un clima sempre più cupo e disilluso. La politica, qui, non è mai teoria astratta: invade i rapporti umani, modifica le emozioni, esaspera le fragilità e mette continuamente alla prova identità ancora instabili.

Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio la costruzione dei personaggi. Matteo non viene mai trasformato in un simbolo generazionale artificiale: è un ragazzo che desidera lasciare un segno, essere riconosciuto, sentirsi importante. La paura di una vita mediocre e anonima attraversa costantemente i suoi pensieri. Vuole cambiare il mondo, ma desidera anche essere visto e amato. Nel rapporto con Zoe convivono idealizzazione, desiderio, vulnerabilità e competizione emotiva, restituendo con autenticità l’intensità assoluta tipica dell’adolescenza.

Significativa anche la figura di Igor, ex militante di Lotta Continua e presenza carismatica durante l’occupazione. Attraverso di lui il romanzo mostra quanto il fascino della leadership politica possa facilmente trasformarsi in seduzione personale, soprattutto in un’età in cui tutto viene vissuto in maniera radicale e totalizzante.

L’autore ricostruisce il clima culturale della fine degli anni Settanta attraverso riferimenti musicali, cinematografici e letterari che non diventano mai semplici elementi decorativi o nostalgici. La musica accompagna costantemente gli stati emotivi dei personaggi: David Bowie, Iggy Pop con Lust for Life, i Jefferson Airplane, Patti Smith, i Ramones, Lou Reed, i Talking Heads, Francesco Guccini e Bruce Springsteen diventano parte integrante del romanzo e del suo immaginario generazionale. Nel testo compare anche Father and Son di Cat Stevens, evocata come simbolo del conflitto tra generazioni e del desiderio di cambiamento.

Lo stile è diretto, asciutto, molto visivo. La scrittura evita il tono ideologico o pedagogico e lascia che siano soprattutto i fatti, le relazioni e le conseguenze delle azioni a parlare. L’occupazione osserva senza semplificare e restituisce con lucidità il clima di una stagione storica attraversata da entusiasmo, rabbia, desiderio di appartenenza e progressiva perdita delle illusioni.

Ed è forse proprio qui che il romanzo trova il suo nucleo più autentico: nella scelta di raccontare l’adolescenza come esperienza universale. Cambiano le epoche, i linguaggi e i riferimenti culturali, ma restano identici il bisogno di sentirsi importanti, il desiderio di essere amati, la paura di non lasciare traccia e l’illusione di poter cambiare il mondo vivendo tutto per la prima volta.

Quello che resta alla fine della lettura è soprattutto il senso di una frattura. Ragazzi convinti di poter costruire qualcosa di nuovo si ritrovano lentamente schiacciati da una realtà molto più dura delle loro aspettative. Ed è proprio questa collisione tra sogno politico, desiderio personale e violenza della Storia a rendere L’occupazione un romanzo intenso, amaro e profondamente umano.

Alessandro Berselli, nato nel 1965 a Bologna, è scrittore e docente di tecniche della narrazione sin dagli anni Novanta. Tra i suoi ultimi romanzi ricordiamo Le siamesi (Elliot, 2017), La dottrina del male (Elliot, 2019), Il liceo (Elliot, 2021, vincitore del Premio Giallo Garda) e Gli eversivi (Nero Rizzoli, 2023).Source: libro gentilmente donato dall’editore, ringraziamo Valentina Cela, responsabile dell’ufficio stampa Elliot Edizioni.

:: Gli eversivi di Alessandro Berselli (Rizzoli, 2023) a cura di Patrizia Debicke

15 novembre 2023

Un avvio col botto per Gli eversivi di Alessandro Berselli con la sfarzosa e futuristica presentazione, ambientale della residenza in collina di La Marple, l’agenzia investigativa al femminile gestita dalla splendida ex anoressica guarita, Ginevra Martino.
Trentaquattro anni, fisico da urlo, in taglia da mannequin, laureata in legge con successivo master in criminologia, un curriculum da paura di successi professionali dietro le spalle, la dottoressa Martino, dopo la lunga ma riuscita terapia nelle mani della forse migliore psi bolognese, cela oggi con disinvoltura i postumi di un’adolescenza e prima giovinezza complessate da un allontanamento e successivo ritorno all’ovile di una madre farfallona.
Oggi Ginevra Martino è una donna all’apparenza molto sicura, ruvida ma di temperamento e dotata dì una inquieta vita sentimentale, che gestisce con pugno di ferro il team di tre collaboratrici investigatrici ai suoi ordini dell’agenzia investigativa più nota di Bologna La Marple. Agenzia composta da Chloe, giovane informatica, tenace virgulto dei collettivi bolognesi di sinistra, Greta, sempre attenta e la più brava nei pedinamenti, Camilla, perfetta e serenamente gay dichiarata, brillante ma dotata di spiccato senso del dovere, supportate dall’ultima arrivata, Nicole, interinale per ora e segretaria tutto fare, ancora in rodaggio.
Ed è proprio Ginevra Martino, la direttrice dell’agenzia, che il facoltoso avvocato Liam Bonaga quarantanovenne vuole ingaggiare e alla fine sarà lei che riuscirà miracolosamente a convincere, con reiterate insistenze e suppliche, di provare almeno a vedere chiaro nell’indagine che intende affidarle, per sapere di più sulle infelici frequentazioni di sua figlia Asia. Appena ventenne, Asia Bonaga, figlia unica, adorata ma fin dall’adolescenza riciclatasi da adorabile bambolotta prima a bella ribelle drogata poi a inveterata squadrista, sarebbe purtroppo, secondo il padre, impelagata fino al collo con un gruppo di sovversivi fondatori di una certo Laboratorio Hengel, un controverso movimento pseudo intellettuale. Non basta, perché la ragazza in più pare anche sentimentalmente legata a un certo nome noto tra i più assidui fiancheggiatore dell’ estrema destra, tale Omar Giordani. A supporto della sua tesi, Liam Bonaga mostra alla Martino alcuni scritti e documenti da paura che suggerirebbero intanto, se fondati e veritieri, la necessità di una preventiva denuncia alla polizia. Cosa subito dichiarata dalla sua interlocutrice, ma l’amore paterno, nonostante le sbrigative e poi circostanziate ripulse della direttrice dell’agenzia, si spingerà fino a riuscire a coinvolgerla. Ma come contropartita per la sua accettazione del caso, Ginevra Martino gli chiederà di accettare una inderogabile proposta.
Liam Bonaga pagherà a La Marple un cachet di sessantamila Euro per un mese di inchiesta sul campo senza condizioni e con l’unico patto che, alla fine, l’agenzia riferirà quanto appreso in merito. Ciò nondimeno, se detta inchiesta dovesse far saltar fuori giochi eversivi e pericolosi la Marple sarà libera di passare quanto scoperto alla polizia.
Un caso dunque ben remunerato ma che si rivelerà, a ben guardare, molto difficile e impegnativo per le nostre agenti di Bologna.
E infatti, convocata la sua squadra, Ginevra Martino, appena passate le prime istruzioni , lancia in resta andrà subito donchisciottescamente a caccia, sotto falsa identità in suolo ostile, infilandosi con molta e forse troppa spavalderia nel territorio riservato del Laboratorio Hengel, dove farà presto la conoscenza di alcuni membri e soprattutto di Asia e del suo compagno Omar Giordani, fascinoso uomo di punta del movimento.
La sua indagine dunque e quella di tutte le ragazze della Marple si proietterà sull’organizzazione di eversivi, su Asia Bonaga ma e soprattutto su Giordani, considerato l’anima del movimento. Intanto la Martino, impegnata in prima persona e purtroppo per lei emotivamente coinvolta, non si renderà conto di andare a infilarsi in un gioco troppo pericoloso e ormai pronto a sfuggirle di mano. Ben presto infatti dovrà constatare che, con tutta la faccenda avviata su di una china incontrollabile, è ormai troppo tardi per fare altre scelte, ribellarsi e cambiare il corso degli eventi. Lei e la sua squadra tutta si troveranno di fronte a un bivio: decidere se accettare la sfida e confrontarsi con l’ineluttabilità della situazione o provare in qualche modo a cambiarne i termini. Ma il cerchio si stringe fatalmente, bisogna correre ai ripari anche se per qualcuno tra loro ormai potrebbe diventare inutile.
Con una città deputata a fare da cornice e che spesso si trasforma quasi in coprotagonista della storia, scopriamo una Bologna inedita e molto particolare che dal suo cuore più antico, superando la cortina della nebbia, ci guida e ci trasporta fino al verde ancora incontaminato dei colli.
Una trama funambolica che a una persona come me nata tanti ma tanti anni fa (parlo dell’altro secolo) richiama gli indimenticabili echi delle avventure televisive, fine anni settanta-inizio anni ottanta, delle Charlie’s Angels (a detta anche dell’autore), tre donne detective con il felice supporto esterno di un capo, solo una voce senza volto, per 115 episodi.
Parole, dettagli e fatti quelli di Gli eversivi di Alessandro Berselli, puntualmente calati oggi invece in un’atmosfera a metà tra il thriller e la spy story, che però alla fine guarda fantascientificamente e con cruda preoccupazione all’attualità politica italiana.
Una storia intrigante e una analisi che costringe a riflettere su certi perversi meccanismi che ormai caratterizzano troppi fatti e quotidiani contesti della società

Alessandro Berselli, scrittore italiano, docente di tecniche della narrazione, inizia la sua attività negli anni novanta, collaborando con le riviste Comix e L’apodittico e il sito di satira on line Giuda.Dal 2003 inizia una carriera parallela come romanziere noir.
Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore di morte e di follia (Arpanet, 2005) e Anni zero (Arpanet, 2012), nella sua bibliografia troviamo i romanzi Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop, 2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010) e Il metodo Crudele (Pendragon, 2013), che sancisce il suo ritorno all’umorismo caustico e corrosivo degli esordi. Ultimo romanzo è, ad oggi, Anche le scimmie cadono dagli alberi (2014, Piemme Open).

:: La dottrina del male di Alessandro Berselli (Elliot Edizioni 2019) a cura di Federica Belleri

17 aprile 2019

La dottrina del maleTorna Alessandro Berselli con un nuovo libro. Piccole dimensioni, grande contenuto. La vicenda che ci racconta è centrata su Ivan Cataldo, trainer aziendale specializzato in marketing partitico. Uomo piacente, abbigliamento ricercato, amante della cucina raffinata e alternativa. Una moglie, una figlia vicina alla maggiore età e una in arrivo. Cosa gli manca? In apparenza nulla. È realizzato, i soldi non sono un problema, tutto sta procedendo al meglio. Finché … gli viene fatta una proposta lusinghiera, legata a nuove e ambiziose idee politiche. La sua curiosità si accende, i suoi equilibri diventano incerti. Superare o no la sottile linea che ha curato giorno dopo giorno in modo quasi maniacale? Non vi svelo altro.
La dottrina del male smuove ogni cosa. L’affetto e l’amore, la fiducia incondizionata e il tradimento, l’idealizzazione e la paura di fallire. La dottrina del male controlla ogni cosa, facendo pressione psicologica. Fa a pezzi la coscienza per seguire un delirio politico. Inganna, uccide e non lascia spazio alle alternative. La dottrina del male mette in discussione i rapporti di coppia e quelli tra genitori e figli, a più livelli di generazione.
Linguaggio attuale, ritmo incalzante, non una parola fuori posto. Toni legati al noir. Ottima la chiave di lettura relativa al mondo dei social e alla struttura piramidale che domina l’intera storia.
Assolutamente consigliato.

Alessandro Berselli è nato a Bologna nel 1965. Umorista, scrittore, docente di tecniche della narrazione, inizia la sua attività negli anni Novanta, collaborando con le riviste «Comix» e «L’apodittico». Dal 2003 intraprende una carriera parallela come romanziere noir. Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore, di morte e di follia (Arpanet, 2005) e Anni zero (Arpanet, 2012), ricordiamo i romanzi Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop, 2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010), Il metodo crudele (Pendragon, 2013), Anche le scimmie cadono dagli alberi (Piemme, 2014) e Kamasutra Kevin (Pendragon, 2016). Dell’autore, Elliot ha pubblicato il romanzo Le siamesi (2017).

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’Ufficio stampa.

:: Kamasutra Kevin, di Alessandro Berselli (Pendragon, 2016) a cura di Federica Belleri

13 giugno 2016

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Kevin ha diciassette anni, l’apparecchio ai denti e nessun gusto nel vestire. Ama leggere ma non rielabora tutte le informazioni, che il suo cervello butta fuori al momento meno opportuno. Davanti alle ragazze ad esempio, con evidente imbarazzo. È strano Kevin e soprattutto non ha mai fatto sesso, se non da solo. È cresciuto con un padre quasi sempre assente e una madre troppo superficiale. Vorrebbe essere un adolescente normale, ma non ci riesce. Già ma, che cos’ è la normalità?  Vestirsi tutti allo stesso modo e partecipare a feste fichissime? Possedere un cellulare di ultima generazione e non riuscire poi a comunicare occhi negli occhi? Considerare un coetaneo solo in base ai “like” ricevuti su facebook? Bere, utilizzare allucinogeni e sballarsi per divertirsi non ricordando assolutamente nulla?
Alessandro Berselli ci presenta Kevin Costetti, in balia della sua vita di adolescente sfigato. Un ragazzo che vorrebbe solo una famiglia normale, con la quale poter cenare la sera. Un giovane bisognoso d’affetto, senza una strada sicura da percorrere. Kevin, che trattiene la rabbia, trasformandola con preciso sarcasmo ma nel luogo sbagliato. Kevin che provoca, per soffrire meno. Kevin che tenta di galleggiare, senza essere visto. Kamasutra Kevin. Una possibilità, per il protagonista, di avere un’alternativa. Una crescita forzata tra sentimenti e sconfitte dolorose. Un dialogo con se stessi e Dio, il vecchio barbogio.
Scrittura pulita, essenziale, ma non ridotta. Nessuna sfumatura. Tutto è chiaro e comprensibile. Ironia e riflessioni perfettamente mixate. Davvero ottimo. Buona lettura.

Alessandro Berselli Umorista, scrittore e docente di tecniche della narrazione, Alessandro Berselli inizia la sua attività negli anni Novanta, collaborando con la rivista «Comix», «L’apodittico» e il sito di satira on line «Giuda», partecipando anche al Maurizio Costanzo show. Dal 2003 inizia una carriera parallela come romanziere noir.  Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore di morte e di follia (Arpanet, 2005) e Anni zero (Arpanet, 2012), pubblica i romanzi Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop, 2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010), Il metodo Crudele (Pendragon 2013), Anche le scimmie cadono dagli alberi (Piemme, 2014), Kamasutra Kevin (Pendragon 2016).

Source: proprietà del recensore.

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