Archive for the ‘Premi letterari’ Category

:: Liberidiscrivere Award quarta edizione

1 gennaio 2014

cropped-liberi-scrivere-testa.jpgCari amici, siamo giunti alla quarta edizione del Liberidiscrivere Award, premio che permette di  votare il migliore libro edito nel 2013, italiano o straniero, senza preclusione di generi.

La votazione, a insindacabile giudizio dei lettori di questo blog,  avverrà senza mediazioni, con voto diretto.

In questo post potrete lasciare il titolo del vostro libro prescelto, rigorosamente edito nel 2013, e resta intesa la possibilità di voto anche ai volumi da edicola, agli ebook, agli autoprodotti, ai libri di piccoli editori, anche fumetti e graphic novel. Come l’anno scorso verrà data menzione per il miglior traduttore, scelto considerando il libro straniero più votato.

C’ è tempo di votare fino alla mezzanotte di mercoledì 15 gennaio, il giorno seguente ci saranno i conteggi definitivi, e sabato 18 gennaio avverrà la proclamazione del vincitore.

Dunque iniziate a votare! (Vale un voto solo!) E lasciate un solo commento, mi aiutate così nella verifica dei conteggi. Siate corretti, votate solo libri che avete letto, non votate con account diversi, gli scrittori che hanno scritto questi libri meritano la vostra onestà.

Nota: Esercizi sulla madre di Luigi Romolo Carrino, libro tra l’altro molto bello, è edito nel 2012, a malincuore annullo i voti.

La Morte Mormora di Fabrizio Borgio è edito nel 2012.

Mi fanno notare che La mano del morto di Chiconi è edito nel 2010.

Classifica generale della votazione:

1. Apologia di uomini inutili di Lorenzo Mazzoni, Edizioni La Gru. 488
2. 200 secondi di Antonia Dininno, Ad est dell’ equatore. 171
3. Carie di città Nicolas Alejandro Cunial, Edizioni La Gru. 140
4. Casilina. Ultima fermata di Enrico Astolfi, Ed Ponte Sisto. 106
5. 19 sfumature di peperoncino di Andrea Gamannossi,
Pagliai. 76
6. Il male dentro di Maria Giovanna Luini, Cairo Publishing. 46
7. Il demone sterminatore di Vincent Spasaro, Edizioni Anordest 43
8. Crepe di Luigi Bernardi,  Il Maestrale. 40
8. I mastini di Dallas di Peter Gent, 66th and 2nd. 40
9. Qvimera di Gino Marchitelli 37
10. Il male di Massimiliano Santarossa, Hacca. 28
11. Alice e gli echi del passato di Ambra Pellegrini,
Del Bucchia ed. 24
12. I Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio de Giovanni, Einaudi. 23
13. Buio di Maurizio de Giovanni, Einaudi. 22
14. Termodistruzione di un koala di Mazzoni e Amaducci,
Koi Press. 19
15. Juggernaut di Alan D. Altieri, TEA. 11
16. Zitto e muori di Alain Mabanckou, 66th and 2nd. 12
17. Che casino, Kowalski di  Antonio Chiconi, Koi Press. 9
17. La donna di troppo di Enrico Pandiani, Rizzoli. 9
18. Fine impero di Giuseppe Genna, Minimum Fax. 8
19. Il caso editoriale dell’anno di Roberto Saporito, Ed Anordest. 6
19. La scelta di Lazzaro di Alessandro Bastasi, Meme Publishers. 6
19. Il signore degli orfani di Adam Johnson, Marsilio. 6
20. La porta del paradiso di Alfredo Colitto, Piemme. 4
21. Tango Irregolare di Stefano Medaglia, ed. Edifolini. 3
21. Il paese che amo di Simone Sarasso, Marsilio. 3
22. Gli anni belli di Marco Proietti Mancini, Edizioni della Sera. 2
22. Arnoamaro di Simone Togneri, Fratelli Frilli. 2
22. Come cerchi nell’acqua di William McIlvanney, Feltrinelli. 2
22. La casa di mio padre di Orhan Kemal, Elliot Edizioni. 2
22. L’oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman, Mondadori. 2
23. L’arena dei perdenti di Antonin Varenne, Einaudi. 1
23. Wanted di Lavie Tidhar, Gargoyle Books. 1
23. Le colpe dei padri di Alessandro Perissinotto, Piemme. 1
23. Io sono lo straniero di Giuliano Pasini, Mondadori. 1
23. Terra Ignota – Risveglio di Vanni Santoni, Mondadori. 1
23. Con i tuoi occhi di Lorenza Ghinelli, Newton Compton. 1
23. Cacciatori di frodo di Alessandro Cinquegrani, Miraggi. 1
23. I vivi i morti e gli altri di Claudio Vergnani, Gargoyle. 1

Grazie a Michele Di Marco per la verifica dei conteggi.

Traduttori:

Fabio Montrasi

Lorenzo Vetta e Annabella Campanozzi

Alfredo Colitto

Roberto Serrai

Federica Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco

Carlo Prosperi

:: Gran Premio delle Lettrici di Elle: Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh (Garzanti)

9 Maggio 2013

image003Gran Premio delle Lettrici di Elle
Romanzo dell’Anno 2012
Il linguaggio segreto dei fiori
di Vanessa Diffenbaugh

      (Garzanti)

Premiazione
giovedì 16 maggio, ore 18.30
Boutique Montblanc, Via Roma 104 – Torino
(nell’ambito del fuori Salone)

E’ Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh (Garzanti) il romanzo vincitore della terza edizione del Gran Premio delle Lettrici di Elle, votato da una giuria di 80 lettrici tra 24 titoli in concorso.

Il romanzo verrà premiato giovedì 16 maggio alle ore 18.30, nell’esclusiva boutique Montblanc a Torino, alla presenza dell’autrice, del direttore di Elle, Danda Santini, e della redazione.
Diventato in breve tempo un caso editoriale, il libro racconta la storia di  Victoria, una giovane donna capace di trovare pace e serenità solo quando è a contatto con i fiori, comunicando attraverso di loro le sue emozioni. Una storia che ha saputo arrivare al cuore delle lettrici e toccarne le corde più profonde.
Lanciato dall’edizione francese di Elle nel 1970, il Gran Premio delle Lettrici di Elle, che prevede i romanzi come unica categoria di opere in concorso, è subito apparso totalmente diverso rispetto ai premi letterari tradizionali. Vere protagoniste sono infatti le lettrici. La giuria, rinnovata ogni anno, è composta da 80 donne, scelte dalla redazione di Elle, tutte volontarie e rigorosamente coperte dal più assoluto anonimato. In soli due anni, le richieste di farne parte sono passate da poche centinaia alle 1500 di quest’anno, a conferma del fatto che le donne di oggi sono grandi divoratrici di cultura e buone letture.
Il meccanismo è semplice: la redazione ogni mese seleziona tre romanzi tra le opere letterarie di recente pubblicazione e li sottopone, a turno, alle valutazioni delle lettrici giurate, divise in 8 giurie mensili composte da 10 lettrici ciascuna. Ogni giuria mensile designa un Libro del mese, al quale viene dedicato un focus su Elle e, attraverso il sito e il blog, un dibattito con le altre lettrici, che possono interagire con i loro commenti e seguire  in tempo reale la sfida tra i 24 titoli in concorso.
Insieme al romanzo dell’anno designato dal Gran Premio delle Lettrici di Elle, nel corso della serata verrà assegnato anche il riconoscimento speciale “Nel segno di Grace” istituito per il secondo anno da Montblanc, marchio particolarmente attento alla cultura, in omaggio al personaggio letterario che per grazia, spirito artistico e animo appassionato possa evocare più di altri l’iconica Grace Kelly. La sfida è stata ardua, ma la giuria di qualità formata dai giornalisti della redazione di Elle alla fine ha scelto la piccola Cica, protagonista del romanzo Il negativo dell’amore di Maria Paola Colombo (Mondadori). Cica è una ragazzina fragile ma ostinata, un’anima leggera e coraggiosa che diventa grande con il libro. Sopravvissuta al trauma di una madre che tenta di suicidarsi, cresce lottando, confrontandosi con il mondo, diventando un modello di giovane donna.

Questi gli otto romanzi finalisti che si sono contesi il Premio:

Il male quotidiano di Massimo Gardella (Guanda); La Masnà di Raffaella Romagnolo (Piemme); Così in terra di Davide Enia (Dalai Editore); Esecuzione di Angela Capobianchi (Piemme); Il negativo dell’amore  di Maria Paola Colombo (Mondadori); Da qui a cent’anni di Anna Melis (Frassinelli); La bambina che diceva sempre di sì di Maud Lethielleux (Frassinelli), Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh (Garzanti).

https://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2013/05/14/liberi-di-scrivere-intervista-eugenio-gallavotti-vicedirettore-di-elle-e-maria-paola-colombo/

:: Un’ intervista con Fabio Gamberini

29 gennaio 2013

the prestigeCiao Fabio, benvenuto su Liberi di Scrivere e grazie per avere accettato questa mia intervista. Menzione speciale per la migliore traduzione alla terza edizione del Liberi di Scrivere Award per la traduzione di The prestige di Christopher Priest,  Miraviglia editore. Dopo tanti scrittori ho l’opportunità di intervistare un traduttore, e inizierei col parlare di te. Sei nato a Bologna nel 1979, sei traduttore di narrativa, fumetti e videogiochi. Vuoi descriverti ai nostri lettori?

Ciao e grazie per l’ospitalità e per la menzione per la mia traduzione di The prestige.
Sono un avido divoratore di tutto ciò che contenga un pizzico di magnifico, siano libri, fumetti, film o serie tv. La traduzione è la mia passione, il mio lavoro e il mio passatempo. Non saprei che altro fare nella vita! Faccio questo mestiere da diversi anni e arrivare a poter tradurre un titolo prestigioso (scusate il gioco di parole!) come il romanzo di Christopher Priest è stata una grande soddisfazione, tanto personale quanto professionale.

Parlando di premi, esistono premi dedicati ai traduttori? Pensi che la vostra qualifica professionale sia giustamente valorizzata?

Che io sappia non esistono premi per traduttori, almeno niente di paragonabile ai più celebri riconoscimenti per scrittori. Scrivere un romanzo o un racconto è certamente più impegnativo che tradurne uno, perché il traduttore non deve compiere il processo creativo: la storia è già sulla pagina, con il suo inizio, sviluppo e finale, efficace o meno che sia. Al traduttore, però, spetta il compito di adattare il testo alla propria lingua e cultura. Pertanto, tradurre certi romanzi può essere molto impegnativo e il traduttore meriterebbe un riconoscimento maggiore, invece tende a restare nell’ombra e a non essere notato dal lettore.
Conosco molti lettori smaliziati che hanno iniziato a fare caso al nome del traduttore solo da quando faccio questo mestiere. Prima, il libro veniva letto senza porsi troppe domande sull’impianto professionale dietro la creazione del volume editoriale. Apprezzo molto quelle edizioni (purtroppo poche) che citano in copertina il nome del traduttore.

Quando hai deciso di diventare traduttore? Come è nata la passione per questo lavoro difficile, oscuro, ma nello stesso tempo bellissimo?

Se dico da sempre suono banale? Eppure è così. Credo che la scintilla sia nata leggendo uno dei primi fumetti Marvel: ho provato subito una grande ammirazione tanto per chi li scriveva quanto per chi mi dava la possibilità di leggerli nella mia lingua.

Ci sono qualità, caratteristiche psicologiche, doti necessarie per intraprendere questa professione?

Una profonda conoscenza della lingua source del testo ma, ancora di più, della lingua target. La prima cosa che insegnano o che si impara all’atto pratico è che è la resa finale quella importante, a costo di stravolgere l’originale. Per questo, condivido appieno il detto: “Traduttore traditore”.
Come doti particolari, è importante una marcata versatilità nell’adattare il proprio stile per riprodurre in modo efficace quello dell’autore, altrimenti si rischia di risultare monocordi, di rendere un italiano corretto ma privo di verve. Ah, e una buona dose di velocità nel tradurre è sempre apprezzata.

Che studi hai fatto? Quali scuole, stage, corsi di specializzazione mirati alla traduzione sono necessari per iniziare questo lavoro? Quali sono le scuole più formative che tu consiglieresti a chi volesse intraprendere questa professione?

Sono laureato in lingue e letterature straniere all’università di Bologna e ho frequentato un master in traduzione letteraria alla Sapienza di Roma. So che esistono numerosi corsi sulla traduzione ma non ne conosco molti direttamente: come in ogni cosa, ce ne saranno alcuni più validi di altri. Quelli che ho frequentato sono stati importanti, ma il “grosso” della formazione è avvenuto sul campo, dove è l’esperienza pratica a insegnare. Purtroppo, in questo settore più che in altri, è richiesta parecchia esperienza fin da subito e non è semplice trovare qualcuno disponibile a insegnarti, a metterti alla prova, ad accettare possibili errori dettati dall’inesperienza, nonostante tutta la buona volontà e il talento che ci puoi mettere.

Ci sono maestri, sulle cui traduzioni hai studiato, che ti hanno insegnato qualcosa? Da chi hai imparato di più?

In ambito di narrativa, sicuramente Roberta Rambelli, le cui traduzioni di fantasy e fantascienza mi hanno accompagnato fin dai tempi dell’adolescenza. Negli ultimi anni sono state preziose le lezioni di Alfredo Colitto, impareggiabile traduttore di thriller. In campo fumettistico, invece, gli albi tradotti da Pier Paolo Ronchetti e da Andrea Plazzi mi hanno insegnato ad affrontare quel tipo di testi, per cui è necessario un approccio diverso, più mirato alla sintesi a causa degli spazi ristretti imposti dai balloon e a un’efficacia “d’impatto”.

Hai tradotto più di venti romanzi per Fanucci, Miraviglia, Multiplayer Edizioni e Panini. Quando un traduttore si sente pronto a mettersi alla prova come contatta le case editrici? Mandando direttamente curricula, iscrivendosi a banche dati di traduttori, o si viene chiamati e scelti direttamente dagli editori ? Chi seleziona i traduttori? Nel tuo caso come è andata all’inizio, immagino che dopo aver iniziato a lavorare tutto sia più automatico o mi sbaglio? Dopo molto incide sulla reputazione maturata e sui lavori svolti.

Inviare curricula è sicuramente un buon modo, anche se nella maggior parte dei casi si ricevono risposte negative o non si riceve risposta alcuna (non per malafede dell’editore, ma perché i candidati che si propongono sono tantissimi). Credo che il segreto sia trovarsi al posto giusto nel momento giusto, proporsi a una casa editrice proprio mentre questa sta lanciando un progetto in linea con il proprio curriculum e per il quale sta cercando nuove risorse.
Per questo, credo sia importante non desistere e inviare regolarmente il proprio CV aggiornato. Nel mio caso, ho cominciato con Fanucci tramite lo stage del master a cui accennavo prima, dopodiché la collaborazione è continuata. Con Panini, invece, abbiamo iniziato con qualche volume saltuario, poi mi è stata affidata una nuova collana di classici e da lì le collaborazioni sono aumentate considerevolmente. In ogni modo, è sicuramente come dici tu: una volta avviata una collaborazione, se soddisfacente per entrambe le parti, è piuttosto normale che prosegua in modo continuativo.

La scelta del libro da tradurre. Come avviene? Come selezioni il testo che potrebbe essere più adatto per le tue competenze, per i tuoi gusti personali? La conoscenza personale con l’autore è un punto di forza?

Solitamente a occuparsi della scelta del libro da tradurre sono gli editor, non i traduttori. A me non è mai capitato di scegliere il libro su cui lavorare. Il committente mi fa una proposta e sta a me accettarla o meno. Naturalmente, di solito tale proposta è basata sul mio bagaglio d’esperienze o sull’attinenza ad altri progetti analoghi già svolti per quel committente. Per esempio, quando la Panini ha lanciato una nuova testata mutante (nello specifico, la bellissima “Wolverine e gli X-Men”), mi è stata affidata perché traducevo già gli altri mensili mutanti.

Come organizzi il tuo lavoro? Programmi una scaletta, dividi il testo rientrando immagino entro una data di consegna concordata? Ti è mai capitato di sforare questi limiti?

Esatto, proprio così. Quando mi viene affidata una traduzione faccio un paio di giorni di “prova”, per calibrare la difficoltà del lavoro ai miei tempi. Dopodiché organizzo una scaletta nella quale assegno un determinato numero di pagine a ciascuno dei giorni che ho a disposizione, cercando sempre di stare largo e poter così gestire eventuali imprevisti o parti di lavoro particolarmente ostiche. Per fortuna, non mi è mai capitato di sforare una deadline.

Raccontaci una tua giornata tipo dedicata alla traduzione.

In realtà non è molto diversa da una normale giornata di lavoro, tranne per il fatto che non devo recarmi sul posto di lavoro e che posso organizzarmi liberamente gli orari. È una bella fortuna!
Cerco comunque di essere regolare nel rispettare la scaletta, in modo da non trovarmi con troppe pagine da tradurre a pochi giorni dalla data di consegna. Amo lavorare alle prime ore del mattino, mentre trovo faticosissimo mettermi al computer dopo cena. Ma ogni traduttore ha i propri ritmi: so di alcuni miei colleghi che lavorano solo di notte, come vampiri!

Vuoi svelarci qualche segreto del mestiere? Come si ricrea lo stile, il ritmo, la parlata magari gergale di un autore? Leggi altri testi tradotti di questo autore, quando ci sono? Ti immedesimi, respiri la sua aria?

Mi fai una domanda molto difficile, nel senso che non esistono regole fisse a cui attenersi.
Ricreare lo stile dell’autore è una sfida sempre nuova, e molto sta nel modo in cui è scritto il romanzo: a volte sembra di non lavorare nemmeno, tanto l’opera di adattamento risulta naturale, mentre altre è più impegnativo. Per quanto possibile cerco sempre di dare brio anche a quelle parti che in originale risultano – a mio parere – meno efficaci. Tutto questo senza mai stravolgere il testo, s’intende, ma tenendo a mente – come dicevo prima – che è il risultato finale a contare, quello che il lettore italiano si trova per le mani.
Quando possibile, leggere altri libri dello stesso autore può essere utile per verificare eventuali deviazioni da uno stile più o meno abituale, così come è consigliabile leggere traduzioni precedenti – se ce ne sono – di quell’autore, in modo da farsi un’idea di come il pubblico italiano è abituato a conoscerlo.

Consegnata una traduzione, viene revisionata dall’editore. Arrivati a questo punto che passaggi sono necessari prima che il testo sia pubblicato?

Sia che si parli di traduzioni di narrativa, di fumetti o di videogiochi, il testo tradotto passa sempre sotto le abili mani (o per meglio dire occhi) di revisori esperti con i quali il traduttore ha spesso un contatto diretto in caso di problemi o di scelte stilistiche da concordare. Superato questo passaggio, il testo viene controllato anche dai correttori di bozze, i quali si occupano di rimuovere i refusi e di controllare nuovamente il testo.

Parliamo  della traduzione di The prestige di Christopher Priest, testo che ti ha segnalato al nostro premio. Quale è stata la parte di più difficile, quella più affascinante?

Conoscevo The Prestige grazie al film di Christopher Nolan, ma non il libro, che ho letto soltanto prima di iniziare la traduzione. Mi sono trovato davanti qualcosa di completamente diverso, a livello di approccio narrativo, benché la storia fosse la medesima. I diari di Rupert Angier e Alfred Borden mi hanno assorbito completamente. La parte più difficile sono state alcune pagine intorno alla metà del libro, nelle quali si “accenna” al segreto di Borden. Sapevo bene di cosa si stava parlando, ma dovevo fare attenzione a sciogliere quei passaggi senza rivelare troppo al lettore.

Collabori con Panini Comics, per cui curi la traduzione delle testate da edicola degli X-Men, degli Avengers e numerosi altri volumi. Fumetti, cinema, narrativa ti appassionano. Che differenza c’è tra tradurre un fumetto e un testo narrativo?

La differenza principale è data dalla ristrettezza degli spazi dei balloon. In un romanzo, un riferimento culturale o un gioco di parole possono essere sciolti o spiegati prendendosi la libertà di spendere qualche parola, a volte inserendo anche una battuta in più, mentre in un fumetto bisogna necessariamente essere concisi. È lo stesso problema che devono affrontare i traduttori per il cinema e per la tv, per intenderci. Nel loro caso il limite è la durata del labiale, nel mio la capienza dei balloon (a volte davvero minima!). Al tempo stesso, però, la traduzione di un fumetto è facilitata dalla presenza dei disegni, che forniscono contesto e spesso sono utili per sciogliere espressioni o riferimenti ostici. Personalmente, poi, mi sento più a mio agio nel tradurre i dialoghi, anche nei romanzi, e data la loro presenza massiccia all’interno dei fumetti, questa mia propensione si sposa bene con il genere dei comics.

A cosa stai lavorando in questo momento?

Traduco i quattro mensili dedicati agli X-Men e a tutti i gruppi di contorno (Nuovi Mutanti, X-Factor e molti altri), e il mensile dedicato agli Avengers. Sto traducendo anche importanti novità per i lettori di comics Marvel in vista dell’evento Marvel NOW!, ma non mi è concesso svelare nulla! Oltre a questi, sono al lavoro su interessanti volumi Marvel e Image, tanto per appassionati di fumetto quanto per chi non ha familiarità con il genere.

Grazie della tua disponibilità, sono sicura che quanto da te detto sarà utile a molti che si avvicinano alla tua professione, magari scoraggiati dalle mille difficoltà. Vedere che qualcuno ha trasformato la sua passione in lavoro è un ottimo punto di partenza.

Grazie a voi della menzione sul blog e dell’intervista. Un saluto a tutti!

:: Liberi di Scrivere Award terza edizione – I vincitori

16 gennaio 2013

occhi-violaFabio Mundadori è nato a Bologna nel 1966, ma oggi vive a Latina.
Scrive da molti anni di fantascienza, horror e giallo, dando prova di amare la contaminazione tra generi.  Il suo primo racconto “Eroi” viene premiato nel 2006 a Fondi (premio Ieri Oggi Domani) e nello stesso anno inizia la collaborazione con “I narratori di Puerto Eden”.
Nel 2008 vince la seconda edizione del premio “Giallolatino” con il racconto “Notti di Luna Iena”.
Dal 2009  fa parte del gruppo letterario pontino “I duri della Palude” con il quale ha pubblicato nel 2011 il racconto breve “La Tigre: il ritorno” uscito nell’istant-book celebrativo dedicato a Salgari “I Duri di Mompracem”.
Nel 2010 pubblica “Il faro” nell’antologia “Virtù e Peccato” (Arpanet) mentre  il racconto “Bassa marea”, arrivato finalista al premio letterario “Garfagnana in giallo”, viene pubblicato all’interno di “Antologia Criminale 2010”(Prospettiva Editrice).
Con “Vivi da Uomo” ha partecipato all’iniziativa benefica “365 storie cattive” (Il mio libro) a sostegno di A.I.S.E.A. onlus.
A ottobre 2010 ha esordito in libreria con l’antologia personale “Io sono Dorian Dum” (EGO Edizioni) introdotto dalle prefazioni di Biagio Proietti e Andrea Carlo Cappi.
Nel Novembre 2011 con il racconto “FB” vince la terza edizione di “Garfagnana in giallo”.
Sul web magazine www.duridellapalude.com, cura “Ai confini della realtà” e “Zona Negativa”, rubriche dedicate rispettivamente ai fumetto e fantascienza noir l’una e attualità l’altra.
Il suo sito personale è www.fabiomundadori.it.
Esce nel 2012 il suo nuovo romanzo “Occhi viola”, un thriller dai risvolti horror ambientato nella campagna emiliana. [bio tratta da Thrillerpages]

roma per sempreMarco Proietti Mancini, romano del 1961. Vive dello stipendio in una multinazionale dell’informatica e si diverte, da sempre, scrivendo di tutto. A scrivere professionalmente ha iniziato tardi, nel 2009, con la pubblicazione del suo primo romanzo “Da parte di Padre” ora fuori distribuzione e in  attesa di nuova pubblicazione nel 2014.
Collabora con riviste, siti e blog, scrive racconti, articoli, poesie, recensioni letterarie, prefazioni e postfazioni, ha scritto anche l’atto unico teatrale “In morte dell’uomo Cesare”.
A settembre 2012 è uscita la raccolta “Roma per sempre” (Edizioni della sera). A ottobre 2012 il libro fotografico “Roma, Caput mundi?”  un volume a tiratura limitata e distribuzione privata pubblicato per beneficienza, di cui ha curato i testi. A novembre 2012 è uscita l’antologia “Cronache della fine del mondo” (Historica Edizioni), raccolta di racconti di autori vari ispirati al tema della profezia Maya sulla fine del mondo il 21 dicembre 2012. All’interno dell’antologia è presente il suo racconto “Ogni venerdì”.
Molte le attività già definite per il 2013. A gennaio la pubblicazione della seconda edizione di “Roma per sempre” con molti inediti aggiunti. Ai primi di marzo la pubblicazione di una seconda antologia per un progetto misterioso con un editore molto importante e alla fine dello stesso mese la pubblicazione del suo secondo romanzo con Edizioni della Sera.
A fine maggio farà parte della giuria di un concorso letterario bandito in occasione di una manifestazione libraria a Subiaco, paese di origine della sua famiglia.
Nel frattempo è terminata la stesura di un nuovo romanzo, in attesa di pubblicazione, ed è in corso la stesura di un altro ancora. In mezzo a tutta questa frenesia letteraria continua a campare del lavoro e dello stipendio della multinazionale, provando a mettere un po’ di fantasia anche nel mondo del business.
Attualmente non ha un sito, rimando alla sua pagina di Facebook. e a questa su Liberarti
Rassegna stampa.

rose-di-axumGiorgio Ballario è nato a Torino nel 1964. Giornalista, ha lavorato per l’agenzia di stampa Agi, è stato corrispondente per svariati quotidiani nazionali (Il Messaggero, Il Giorno, L’Indipendente) e redattore del settimanale Il Borghese. Dal 1999 lavora a La Stampa, dove si è occupato di cronaca nera e giudiziaria.
Nel giugno del 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo, Morire è un attimo (Edizioni Angolo Manzoni) che ha ottenuto un lusinghiero successo di critica e pubblico ed è stato ristampato a dicembre dello stesso anno. Morire è un attimo ha anche partecipato ad alcuni premi letterari del genere giallo-noir (Premio Scerbanenco, Premio Azzeccagarbugli, Premio Acqui Storia sezione romanzo storico). Nel settembre 2010 ha vinto il Premio Archè Anguillara Sabazia Città d’Arte per la narrativa edita.
Nel gennaio 2009 ha pubblicato il racconto My Generation sulla rivista online www.thrillermagazine.it, nella sezione “Libri gialli, anni di piombo”, dedicata al periodo della violenza politica degli Anni Settanta e Ottanta. Il racconto è poi uscito nell’antologia Crimini di piombo, pubblicata da Laurum Editore nell’autunno dello stesso anno.
Nell’ottobre 2009 è uscito il secondo romanzo del ciclo “coloniale” del maggiore Morosini, Una donna di troppo, sempre pubblicato dalle Edizioni Angolo Manzoni. Il volume è stato selezionato tra i cinque finalisti del Premio Acqui Storia 2010, sezione romanzo storico, vinto poi da Antonio Pennacchi con Canale Mussolini.
Nel novembre 2010, ancora una volta per i tipi delle Edizioni Angolo Manzoni, è uscito Il volo della cicala, nuovo romanzo noir, questa volta di ambientazione contemporanea, in cui fa la sua comparsa il detective italo-argentino Hector Perazzo.
Ha partecipato con un racconto (Il Natale del colonnello, ambientato nel sud del Brasile all’epoca della guerriglia alla quale prese parte Giuseppe Garibaldi) all’antologia di racconti ucronici Altri Risorgimenti, curata da Gianfranco de Turris e uscita a fine maggio del 2011 per le Edizioni Bietti.
Nel marzo del 2012 è uscito il terzo romanzo del “ciclo coloniale”, Le rose di Axum, pubblicato da Hobby&Work Publishing.
Il racconto Il rigore più lungo del rigore più lungo del mondo, scritto per i quindici anni della morte dello scrittore argentino Osvaldo Soriano, è stato pubblicato nel numero di luglio di “E”, il mensile di Emergency diretto da Gianni Mura.
Il suo sito: http://www.giorgioballario.it/
Rassegna stampa

Fabio Gamberini – bolognese, classe 1979. Laureato in lingue straniere a Bologna, è traduttore di narrativa, fumetti e videogiochi. Ha tradotto più di venti romanzi per Fanucci, Miraviglia, Multiplayer Edizioni e Panini. In ambito videoludico, ha partecipato a importanti progetti come Dragon Age e Mass Effect. Vive a Modena e collabora con Panini Comics, per cui cura la traduzione delle testate da edicola degli X-Men, degli Avengers e numerosi altri volumi. Patito di fumetti, narrativa, cinema e tutto quanto di bizzarro esista a questo mondo.

:: Liberidiscrivere Award terza edizione – Le votazioni

31 dicembre 2012

Giunto alla terza edizione il Liberi di Scrivere Award permette di  votare il migliore libro edito nel 2012.

C’ è tempo di votare fino alla mezzanotte di martedì 15 gennaio, scegliendo tra i libri candidati.

Vale solo un voto per lettore.

Menzione speciale per la migliore traduzione.

Dunque iniziate a votare lasciando un commento a questo post!

Prego i lettori di lasciare un solo commento con il voto, mi serve come verifica per il conteggio dei risultati. Grazie a tutti.

I candidati:

  • Io, Anna di Elsa Lewin (Corbaccio, 2012) Traduzione di Valeria Galassi VOTI 1
  • Pessime scuse per un massacro di Enrico Pandiani (Rizzoli, 2012) VOTI 2
  • Le rose di Axum di Giorgio Ballario (Hobby&Work, 2012) VOTI 123
  • Nero Criminale – Stefano Di Marino (Edizioni della Sera, 2012) VOTI 3
  • Roma per sempre di Marco Proietti Mancini (Edizioni della Sera, 2012) VOTI 159
  • Dieci piccoli indiani di Agatha Christie (Mondadori, 2012) Traduzione di Beata della Frattina
  • Stoner – John E. Williams (Fazi, 2012) Traduzione di Stefano Tummolini VOTI 1
  • Qualcosa di più dell’amore– Orlando Figes (Neri Pozza, 2012) Traduzione di Serena Prina
  • I falò dell’autunno– Irené Nèmirovsky (Adelphi, 2012) Traduzione di Laura Frausin Guarino
  • La stretta del lupo di Francesca Battistella (Scrittura & Scritture, 2012) VOTI 19
  • La puntualità del destino di Patrick Fogli (Piemme, 2012)
  • Alle radici del male  di Roberto Costantini (Marsilio, 2012) VOTI 14
  • Occhi viola di Fabio Mundadori (Ego edizioni, 2012) VOTI 164
  • Sherlock Holmes e la morte del Cardinale Tosca, di Luca Martinelli (UR Edizioni, 2012) VOTI 64
  • Chiunque io sia, di Biagio Proietti (Hobby&Work, 2012) VOTI 1
  • I Boschi dell’Odio, di Sara Bovolenta (Foschi, 2012) VOTI 24
  • Angel Heart di William Hjortsberg (Tre Editori, 2012) Traduzione di Anna Cascone
  • Più alto del mare – Francesca Melandri (Rizzoli, 2012)
  • Fai bei sogni – Massimo Gramellini (Longanesi, 2012) VOTI 3
  • Tre settimane a dicembre – di Audrey Schulman (EO, 2012) Traduzione di Nello Giugliano VOTI 1
  • Amnesia, Jean Christophe Grangé, (Garzanti, 2012) Traduzione di Doriana Comerlati
  • L’avvoltoio di Tom Franklin, (Piemme, 2012) Traduzione di Sebastiano Pezzani
  • La notte alle mie spalle, Giampaolo Simi, ( E/O, 2012) VOTI 39
  • Il prossimo sarai tu,  Gregg Hurwitz, (Giunti, 2012) Traduzione di Mauro Boncompagni e Luca Conti
  • Respiro corto, Massimo Carlotto, (Einaudi, 2012)
  • Il metodo del coccodrillo, Maurizio de Giovanni, (Mondadori, 2012) VOTI 6
  • The prestige – Christopher Priest  – (Miraviglia ed., 2012) Traduzione di Fabio Gamberini VOTI 25
  • Uccidere il padre – Amélie Nothonb ( Voland ed., 2012) Traduzione di Monica Capuani
  • Il circo della notte – di Erin Morgenstern – (Rizzoli, 2012) Traduzione di Marinella Magrì