Arriva nel panorama della giallistica italiana una nuova protagonista: Silvana Santi. La donna è una curiosa e intrigante ispettrice di Polizia uscita dalla penna di Paolo Delpino. Ne Il caso è risolto, prima avventura con protagonista la Santi, la donna dovrà sbrogliare la complicata matassa che ha per protagonisti una serie di persone ed eventi senza nessuna apparente relazione concreta. La struttura del romanzo è quella tipica del giallo ed è ambientano nella quotidianità giornaliera che rende il libro di Delpino vicino a noi lettori e alla realtà che ogni giorno i giornali e i media ci raccontano. In Il caso è risolto c’è il sequestro di un ingente carico di droga, poi la misteriosa scomparsa di un informatore, due cadaveri dei quali non si comprende nulla, una rapina con la sparizione della refurtiva che, poi, non si sa come e perché viene ritrovata. Silvana Santi grazie al suo fiuto femminile e all’aiuto dei suoi colleghi, cercherà di ricostruire la rete di indizi che hanno determinato questi drammatici fatti per scovare il colpevole o i colpevoli. La protagonista creata da Delpino non è il tipico stereotipo del personaggio indagatore che agisce solo ed esclusivamente per risolvere un caso. Silvana Santi è un donna a 360° della quale conosciamo, pagina dopo pagina, aspetti della vita privata che la rendono un personaggio letterario umano con pregi e difetti come tutti noi. Silvana ha un passione per il gioco degli scacchi le cui regole e abilità le saranno utili nella risoluzione dello spinoso enigma che le hanno affidato. Non solo, la donna vive da sola e ha come compagno un piccolo gatto –Diablito- che sta cercando di crescere recuperando consigli utili da esperti gattofili, mentre per quanto riguarda l’amore, la Santi ha un insana attrazione per relazioni complicate che mettono a dura prova il suo cuore di donna forte e indipendente. La narrazione de Il caso è risolto scorre via veloce dando a chi legge la sensazione di essere dentro ad un sorta di pellicola cinematografica accanto ai protagonisti dalle identità sfaccettate che non sempre corrispondo a quello che dicono di essere. Tutto sembra filare liscio, ma a complicare il lavoro della donna, rendendolo pieno di ostacoli e insidie, la sconvolgente scoperta dell’esistenza di una faida segreta tra le forze dell’ordine e il potere e ambiguità del genere umano che evidenziano quanto a volte gli individui siano disposti a tutto, anche ad uccidere, pur di ottenere quello che vogliono. Accanto a Silvana ci sono i tanti colleghi che la aiutano nel lavoro e, figura simpatica e originale direi, il suo superiore dall’accento marcatamente romano parlando per citazioni letterarie e filosofiche fornisce alla perspicace Silvana Santi ottimi spunti per direzionare le indagini. Paolo Delpino crea un giallo avvincente e intrigante, caratterizzato dal ritmo frenetico che cattura l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina con la stessa tensione emotiva di chi sta cercando di fare scacco matto al re.
Paolo Delpino è nato a Bologna nel 1948 e vive a Milano. Scrive prevalentemente racconti brevi di genere poliziesco, alcuni dei quali sono stati pubblicati sulla rivista «Inchiostro». Nel 2007 ha vinto i concorsi “Il Giogo” e “Giallocarta” e nel 2010 ha vinto il secondo premio per la narrativa del “Premio Baratella”. Per la Todaro editore ha pubblicato, come coautore, il romanzo Al civico 6.
Michael Sears
Ancora viva (Last Seen Alive, 2007) di Carlene Thompson, edito da Marcos Y Marcos e tradotto da Silvia Viganò, è un thriller psicologico con tinte paranormali, genere abbastanza comune in America, dove il paranormale non è solo visto come un’eccentricità tipica di qualche strambo adepto della New Age, se pensiamo che è pratica comune chiedere aiuto ai sensitivi, anche la polizia lo fa, per ritrovare per esempio persone scomparse. Non sono una profonda conoscitrice del paranormal thriller, a cui preferisco nettamente l’horror dichiarato, ma non mi è mai capitato di cassare un libro perché l’utilizzo di elementi paranormali contribuisce alla conclusione di un’indagine.
“Nulla è più potente della lettura, nessuno è più bugiardo di chi afferma che leggere un libro è un gesto passivo. Leggere, sentire, studiare, capire è l’unico modo di costruire vita oltre alla vita, vita a fianco della vita. Leggere è un atto pericoloso perché dà forma e dimensione alle parole, le incarna e le disperde in ogni direzione. Capovolge tutto, fa cadere dalle tasche del mondo monete e biglietti e polvere. […] Conoscere è iniziare a cambiare.”
Tempo ormai estivo, e la Newton Compton propone una serie di raccolte di romanzi nella collana I Mammuth decisamente interessanti.
I classici sono qualcosa di eterno e di sempre amato e attuale, e rifarsi a loro in letteratura non sempre è una cosa facile. Ma in qualche caso la ciambella esce con il buco, come in L’ereditiera americana, della giornalista inglese Daisy Goodwin al suo debutto come scrittrice.
Siamo nel 1960, Montana. Dell Parsons racconta la storia della sua infanzia.
Dal 10 luglio in libreria
E’ in uscita, il 25 giugno, il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, I bastardi di Pizzofalcone, sempre per Einaudi. So che molti suoi lettori cercano le sue prossime uscite e no, non è una storia di Ricciardi. Chi ha letto
Grazie Rosario per aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberi di Scrivere. Mi metto lo scafandro, perché un intervistatore in scafandro e al sicuro anche se fa domande importune o banali. Quindi iniziamo: Rosario Palazzolo è un’ anima inquieta e versatile, (mi raccomando correggimi dove sbaglio) ha un grandissimo senso dell’umorismo (che si evince dalle risate che mi ha fatto fare leggendo il suo ultimo libro), è uno scrittore, un attore e un regista teatrale, è di Palermo, ama cucinare, ma è sconsigliabile accettare suoi inviti dopo uno spettacolo, gioca con le parole e ha un concetto anarchico della punteggiatura, che mi fa sospettare sia infondo infondo un vero rivoluzionario. Ora tocca a te. Raccontaci chi sei veramente, svelaci qualcosa del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.
Prendete un bel ragazzo di colore – Hieronymus Falk- con un genio musicale innato e mettetelo in una jazz band – gli -Hot Time Swingers- assieme a musicisti afroamericani – Chip Jones e Sidney Griffith- , arrivati in Europa (Berlino e Parigi) negli anni ’40 del Novecento. Poi, lasciate che la musica proveniente dalla tromba suonata dal giovanotto travolga il pubblico in sala conquistandolo con fenomenali jam-session. Tutto sembra filare al meglio per questi musicisti in ascesa al successo, ma sarà la minacciosa irruzione dell’esercito nazista a cambiare per sempre le sorti dei protagonisti di Questo suono è una leggenda, il romanzo di Esi Edugyan. Dal passato bellico la narrazione balza nel 1992 quando il vecchio Sid viene trascinato prima a Berlino e dopo in Polonia dallo scapestrato e arzillo Jones alla scoperta di una verità impensabile che permetterà a Sid di fare finalmente i conti con gli spettri del suo passato. In questo nuovo lavoro dal ritmo altalenante tra presente passato sono diverse le tematiche umane e storiche affrontate dalla Edugyan. In primo luogo spicca il razzismo di cui sono vittime non solo gli ebrei, ma tutti quegli europei dalla pelle scura come Hieronymus Falk. Hiero è figlio di una donna bianca e di un soldato di origine senegalese – così dichiarano i ben informati nella narrazione- e rientra nel piccolo gruppo etnico soprannominato i “bastardi della Renania”. Uno status che renderà non facile la vita al talento della tromba nell’Europa degli anni ’40. Accanto a Hieronymus ci sono i suoi due nuovi amici arrivati dall’America – Chip C. Jones e Sidney Griffith – afroamericani approdati nel Vecchio Continente con la speranza di lasciarsi alla spalle l’imperante razzismo presente negli Stati Uniti del Sud. La realtà che incontreranno sarà ben diversa e poco dopo il duo deciderà di partire per ritornare nel Nuovo Mondo. L’intenzione di Chip e Sid è di portare con loro anche Hiero per salvarlo dal drammatico corso della Storia, ma qualcosa andrà storto e i documenti necessari all’espatrio dell ragazzo non arriveranno mai. Tutto precipiterà quando la Gestapo irromperà in un locale, arrestando Falk con l’accusa di essere un apolide comunista e corruttore della purezza ariana. La narrazione del romanzo della Edugyan si sviluppa in modo sincopato proprio come la musica jazz, portando noi lettori in una danza tra lo ieri e l’ oggi del 1992 alla scoperta di traumatiche verità nascoste che solo il potere della musica riesce a pacificare. E non a caso uno degli altri temi importanti di Questo suono è una leggenda è il jazz che permea tutta l’opera, nei modi di parlare, di fare e nel diverso “sentire musicale” degli artisti. Sidney Griffith suona, ma è un semplice esecutore e lui ne è consapevole, mentre Chip Jones e, ancora di più, Hieronymus Falk hanno il jazz nelle vene. Anzi, Hiero è il jazz fatta persona, perché quando suona riesce a riprodurre un sound estatico, mai sentito prima, così potente ed emozionale che lo stesso Louis Armstrong ne rimarrà affascinato. L’accurata ricostruzione storica compiuta dall’autrice mette in luce la destabilizzazione della vita sociale ed economica causata della guerra che irrompe con brutale violenza nella vita sociale della gente comune segnandone in modo irreparabile i destini. Perché leggere Questo suono è un leggenda? Per addentrarsi nei meandri complessi dell’amicizia, del rancore e della frenesia tipica del jazz e di un mondo nel quale il “diverso” era vittima di pregiudizi insensati. Traduzione di Massimo Ortelio.
Il 16 giugno di ogni anno si svolge a Dublino (ma non solo) una particolare celebrazione in onore del forse maggiore scrittore irlandese di sempre, James Joyce. Scrivo questo post per unirmi ai festeggiamenti, che ormai sono un’ occasione per parlare non solo dell’Ulisse, ma di quanto la letteratura sia importante nelle nostre vite.
























