:: Recensione di Questo suono è una leggenda di Esi Edugyan, (Neri Pozza 2013) a cura di Viviana Filippini

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suono leggendaPrendete un bel ragazzo di colore – Hieronymus Falk- con un genio musicale innato e mettetelo in una jazz band – gli -Hot Time Swingers-  assieme a musicisti afroamericani –  Chip Jones e Sidney Griffith- ,  arrivati in Europa (Berlino e Parigi) negli anni ’40 del Novecento. Poi, lasciate che la musica proveniente dalla tromba suonata dal giovanotto travolga il pubblico in sala conquistandolo con fenomenali jam-session. Tutto sembra filare al meglio per questi musicisti in ascesa al successo, ma sarà la minacciosa irruzione dell’esercito nazista a cambiare per sempre le sorti dei protagonisti di Questo suono è una leggenda, il romanzo di Esi Edugyan. Dal passato bellico la narrazione balza nel 1992 quando il vecchio Sid viene trascinato prima a Berlino e dopo in Polonia dallo scapestrato e arzillo Jones alla scoperta di una verità impensabile che permetterà a Sid di fare finalmente i conti con gli spettri del suo passato. In questo nuovo lavoro dal ritmo altalenante tra presente passato sono diverse le tematiche umane e storiche affrontate dalla Edugyan. In primo luogo spicca il razzismo di cui sono vittime non solo gli ebrei, ma tutti quegli europei dalla pelle scura come Hieronymus Falk. Hiero è figlio di una donna bianca e di un soldato di origine senegalese – così dichiarano i ben informati nella narrazione- e rientra nel piccolo gruppo etnico soprannominato i “bastardi della Renania”. Uno status che renderà non facile la vita al talento della tromba nell’Europa degli  anni ’40. Accanto a Hieronymus ci sono i suoi due nuovi amici arrivati dall’America – Chip C. Jones e Sidney Griffith – afroamericani approdati nel Vecchio Continente con la speranza di lasciarsi alla spalle l’imperante razzismo presente negli Stati Uniti del Sud. La realtà che incontreranno sarà ben diversa e poco dopo il duo deciderà di partire per ritornare nel Nuovo Mondo. L’intenzione di Chip e Sid è di portare con loro anche Hiero per salvarlo dal drammatico corso della Storia, ma qualcosa andrà storto e i documenti necessari all’espatrio dell ragazzo non arriveranno mai. Tutto precipiterà quando la Gestapo irromperà in un locale, arrestando Falk con l’accusa di essere un apolide comunista e corruttore della purezza ariana. La narrazione del romanzo della Edugyan si sviluppa in modo sincopato proprio come la musica jazz, portando noi lettori in una danza tra lo ieri e l’ oggi del 1992 alla scoperta di traumatiche verità nascoste che solo il potere della musica riesce a pacificare. E non a caso uno degli altri temi importanti di Questo suono è una leggenda è il jazz che permea tutta l’opera, nei modi di parlare, di fare  e  nel diverso “sentire musicale” degli artisti. Sidney Griffith suona, ma è un semplice esecutore e lui ne è consapevole, mentre Chip Jones e, ancora di più, Hieronymus Falk hanno il jazz nelle vene. Anzi, Hiero è il jazz fatta persona, perché quando suona riesce a riprodurre un sound estatico, mai sentito prima, così potente ed emozionale che lo stesso Louis Armstrong ne rimarrà affascinato. L’accurata ricostruzione storica compiuta dall’autrice mette in luce la destabilizzazione della vita sociale ed economica causata della guerra che irrompe con brutale violenza nella vita sociale della gente comune segnandone in modo irreparabile i destini. Perché leggere Questo suono è un leggenda? Per addentrarsi nei meandri complessi dell’amicizia, del rancore e della frenesia tipica del jazz e di un mondo nel quale il “diverso” era vittima di pregiudizi insensati. Traduzione di Massimo Ortelio.

Esi Edugyan si è laureata in scrittura creativa alla University of Victoria e alla Joh Hoplins University. I suoi lavori sono apparsi in diverse antologia tra cui Best New American Vocies 2003. Questo suono è una leggenda è il suo secondo romanzo, vincitore del Scotiabank Giller Prize, dell’Ethel Wilson Fiction Prize e dell’Anisfield-Wolf Book Award. Finalista del Man Booker Prize, dell’Orange Prize for Fiction, del Walter Scott Prize for Historical Fiction. Selezionato come uno dei migliori romanzi del 2011 della New York Times Book Review.

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