Posts Tagged ‘Valentina Demelas’

:: Per sempre tuo di Abby Jimenez (Newton Compton Editori 2025) a cura di Valentina Demelas

3 giugno 2025

Per sempre tuo. Yours Truly di Abby Jimenez, pubblicato da Newton Compton Editori con la traduzione di Mariafelicia Maione, è una commedia romantica dallo slow burn avvolgente, ricca di tensioni emotive profonde. L’autrice padroneggia con sorprendente equilibrio momenti brillanti e scene toccanti, esplorando con delicatezza temi complessi come l’ansia sociale, la ferita di un divorzio e il sacrificio implicito in un trapianto d’organo. La sua scrittura resta leggera e scorrevole, ma non rinuncia a una profondità che invita a riflettere, garantendo al tempo stesso risate genuine e un lieto fine capace di scaldare il cuore.

Fin dalle prime pagine incontriamo Briana Ortiz, dottoressa del pronto soccorso, alle prese con una vita in bilico: il divorzio è ormai alle spalle, ma il rimorso e la solitudine si fanno sentire; suo fratello lotta contro una grave malattia in attesa di un donatore di rene, e la sua salute è appesa a un filo. Quando Jacob Maddox, chirurgo trasferito per sfuggire alla pressione della propria ansia sociale, entra in corsia, i due comprimari di un’ipotetica promozione diventano subito antagonisti. Tra corridoi bianchi e turni massacranti, la tensione sale fino al primo colpo di scena ironico: Jacob, impacciato con i colleghi e in evidente difficoltà a gestire la propria patologia da outsider, decide di inviare una lettera a Briana. Da quel gesto nasce una corrispondenza fatta di confidenze, battute e piccoli aneddoti che svelano gradualmente il loro lato più autentico.

La dinamica tra Briana e Jacob si trasforma presto in un’amicizia fuori dal comune: incontri furtivi e scambi di messaggi sempre più intimi mettono da parte i precedenti attriti. È in questa fase che il romanzo raggiunge il suo cuore pulsante: Jacob scopre di essere compatibile con il fratello di Briana e, senza esitare, si offre come donatore. Quel gesto di generosità assoluta capovolge ogni resistenza: ogni rancore, ogni esitazione sul proprio sentimento si sciolgono davanti all’atto d’amore più grande, spingendo i protagonisti verso un’intimità nuova e profonda.

La verve di Jimenez si rivela nelle scene di vita quotidiana, l’autrice non edulcora la sofferenza legata alla malattia cronica né oscura il peso psicologico di un passato che torna a galla. In un attimo, il lettore può passare da un sorriso liberatorio alle lacrime, guidato da battute pungenti e da pagine di struggente vulnerabilità.

Non ci viene raccontata soltanto una storia d’amore: si tratta anche un’esplorazione delle relazioni umane in tutte le loro sfumature. Jimenez affronta la fiducia tradita e riconquistata, la fragilità di due persone protette da difese costruite per sopravvivere e la potenza della generosità come motore di rinascita. Il ritmo lento, sorretto da una struttura senza sbalzi eccessivi, permette di assaporare ogni tappa di questo viaggio emotivo, rendendo la lettura piacevole e al contempo ricca di spunti di riflessione. Pagina dopo pagina, si scopre piacevolmente come l’amore possa crescere al di là delle premesse e delle aspettative, come la fiducia sia un atto quotidiano e come il gesto più estremo – donare una parte di sé – possa portare vita e possibilità. Si arriva al punto finale con un sorriso malinconico e un senso di speranza.

Abby Jimenez si conferma una voce inimitabile nel romance contemporaneo, capace di unire ironia e profondità, leggerezza e sostanza, in un’opera che rimane.

Abby Jimenez è una scrittrice di romanzi rosa contemporanei che vive in Minnesota. Nel 2007 ha fondato Nadia Cakes, una pasticceria di successo specializzata in cupcake. Da allora ha aperto diverse sedi in due Stati, ha vinto numerosi concorsi su Food Network e ha conquistato un vasto seguito internazionale. La Newton Compton ha pubblicato Restiamo solo amici, Perfetti innamorati. Life’s Too Short, Non voglio mica la luna, Sono parte del tuo mondo. Part of your World e Per sempre tuo. Yours Truly.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampaNewton Compton Editori.

:: Preludio di Carla Madeira (Fazi Editore 2025) a cura di Valentina Demelas

7 Maggio 2025

Carla Madeira, l’autrice bestseller brasiliana che con L’amore è un fiume ha conquistato migliaia di lettori, è tornata a scuotere le nostre certezze con Preludio, pubblicato in Italia da Fazi Editore, con la traduzione di Giacomo Falconi. Fin dalle prime righe, il romanzo ci rende spettatori di un gesto estremo: Vedina, giovane madre sopraffatta dalla solitudine e dal tradimento, abbandona il figlio sul marciapiede. Quel momento drammatico non è una parentesi, ma prelude a un’indagine profonda sulle dinamiche familiari e sul momento prima della caduta, quell’istante in cui tutto può ancora cambiare, oppure spezzarsi.

Da questo punto il testo si sviluppa con una struttura non lineare che alterna il presente di Vedina Maria dos Santos e la ricerca disperata di suo figlio Augusto, a un flashback che racconta la genesi della tragedia. Seguiamo Tonico Antunes, padre alcolizzato che registra i gemelli con i nomi di Caim e Abel per far dispetto alla moglie Custódia, donna devota e ossessionata dall’idea di proteggere i figli fino allo stremo; e poi i due fratelli, nati in perfetta simbiosi, eppure destinati a strade opposte: Caim, solare e brillante a scuola, idolatrato dai compagni, e Abel, timido, introverso, consumato dall’invidia e dall’amore non corrisposto. L’incontro e lo scontro tra queste esistenze mostrano come l’amore, plasmato dalle aspettative – di maternità, di devozione, di successo – possa trasformarsi in violenza, colpa e annientamento dell’identità.

Preludio è più di una storia: è uno specchio. Un invito silenzioso e profondo a guardarsi dentro, a interrogarsi su cosa significhi davvero vivere, sentire, scegliere. Attraverso una narrazione che si fa simbolo, il romanzo mette in scena la complessità dell’animo umano, oscillante tra l’empatia e il veleno, tra il desiderio disperato di redimersi, liberarsi, guarire, e l’inconsapevolezza che può ferire più di ogni gesto deliberato, se stessi e gli altri. La società che fa da sfondo, così come le relazioni tra i personaggi, diventa metafora potente di un mondo che può salvare o distruggere, a seconda dello sguardo con cui lo si attraversa.

Il finale, aperto eppure profondamente eloquente, si presta a interpretazioni opposte: può essere letto come un gesto di salvezza o come l’ultima illusione di chi non riesce a sciogliere i nodi antichi del dolore. Anche l’atto più apparentemente generoso può contenere, per chi ha occhi e cuore per sentire, il peso sgradevole di una ferita ancestrale; ma in questa ambivalenza sta la verità più profonda del libro: tutto dipende dalla consapevolezza. È solo scegliendo di vedere, di percepire davvero, che si può abitare il dolore senza esserne consumati, parassitati; restare puri senza essere ingenui, custodire uno spiraglio di speranza anche nel buio più fitto.

In fondo, Preludio ci ricorda che la luce non è assenza di ombra, ma la forza di attraversarla.

Un romanzo che non offre consolazioni: il finale non ricuce i cocci, ma resta ancorato alla verità più spietata sul dolore e il senso di colpa che gravano sulle famiglie. Le parole consentono ogni tipo di realtà, dal giudizio amaro alla condanna, alla compassione, alla salvezza. Tuttavia, è proprio nella brutalità che risiede la forza del romanzo. L’autrice ci ricorda che dietro le porte chiuse spesso si consumano lotte profonde e silenziose, e che il momento che precede la crisi può essere l’ultimo appiglio per cambiare rotta.

In questo labirinto di relazioni, Carla Madeira disegna con cura anche il tema della maternità come doppio filo di salvezza e dannazione, mettendo a nudo il fallimento dei ruoli familiari e la crudele assenza di redenzione. La fede di Custódia diventa gabbia, la fragilità di Vedina esplode in un atto di abbandono, mentre i gemelli ereditano nomi che pesano come condanne. L’autrice porta allo scoperto le trappole emotive di padri incapaci di amare senza dramma e madri pronte a sacrificare ogni cosa pur di controllare, in un carosello di colpe che nessuno saprà davvero espiare.

La scrittura di Madeira è al tempo stesso tagliente e poetica. Non si risparmiano descrizioni vivide – l’amaro dell’alcol, il fruscio del traffico attorno a Vedina, il peso dei nomi biblici – e il ritmo alterna momenti di respiro a sequenze quasi cinematografiche, scandite da frasi brevi e incisive. Il lettore viene trascinato in un’esperienza intensa, fatta di immagini che restano impresse e dialoghi che graffiano. Il risultato è un testo in cui bellezza e crudeltà si mescolano, dove l’orrore della violenza domestica convive con lampi di tenerezza, rendendo la lettura tanto disturbante quanto impossibile da interrompere.

Carla Madeira è nata a Belo Horizonte nel 1964, ha abbandonato gli studi di Matematica e si è laureata in Giornalismo e pubblicità. È stata professoressa di Scrittura pubblicitaria presso l’Università Federale di Minas Gerais ed è socia e direttrice creativa dell’agenzia di comunicazione Lápis Raro. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo, L’amore è un fiume: uscito inizialmente in una tiratura molto bassa, grazie a un passaparola davvero inarrestabile è diventato un caso editoriale da 450.000 copie, rendendola l’autrice più venduta del Brasile. Preludio, il suo nuovo romanzo, è a sua volta un grande successo: bestseller da 170.000 copie, verrà presto adattato da HBO Max in una serie tv.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Fazi Editore.

:: Outsiders di Lyndall Gordon (Fazi Editore, 2025) a cura di Valentina Demelas

5 Maggio 2025

Outsiders di Lyndall Gordon, pubblicato in Italia da Fazi Editore con la traduzione di Sabina Terziani, racconta le storie di cinque romanziere – Mary Shelley, Emily Brontë, George Eliot, Olive Schreiner, Virginia Woolf – e dei loro famosi romanzi, presentandosi come un vibrante coro di voci femminili che hanno saputo lasciare un segno indelebile nella storia della letteratura.

Il titolo del volume rimanda esplicitamente al pamphlet pacifista Le tre ghinee di Virginia Woolf – pubblicato nel 1938, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale – in cui l’autrice denunciava il nesso tra patriarcato, militarismo e regimi totalitari, invitando le donne – escluse dalle stanze del potere – a sfruttare la propria marginalità per ostacolare la guerra e immaginare nuove forme di azione politica. Le Outsiders di cui l’autrice di questo libro ci racconta, sono sì figure tenute al di fuori delle convenzioni sociali, dei gruppi e delle norme dominanti della società, emarginate, limitate, ma sono anche, e soprattutto, ribelli, geniali, fuori dagli schemi e dall’ordinario.

Lyndall Gordon sceglie di abbandonare il tradizionale modello biografico unico per abbracciare una narrazione a mosaico, in cui le cinque figure emergono con il proprio messaggio autentico, esemplare, chiaro. Ognuna delle autrici – ostacolata da leggi, convenzioni e pregiudizi – ha saputo trasformare l’esclusione in carburante creativo. Shelley incanala il lutto e l’angoscia gotica nella genesi di Frankenstein; Brontë trasforma la solitudine delle brughiere dello Yorkshire in un lirismo feroce; Eliot incrina le barriere vittoriane adottando uno pseudonimo maschile; Schreiner fonde romanzo e attivismo nell’Africa coloniale; Woolf sviluppa il flusso di coscienza e teorizza l’indipendenza femminile in Una stanza tutta per sé.

La struttura del libro alterna brevi capitoli monografici – ognuno dedicato a una singola protagonista – a sezioni tematiche trasversali che esplorano i fili comuni tra epoche e contesti diversi: l’assenza di un modello materno, la ricerca di una voce autonoma, il confronto con la cultura maschile dominante. Questo approccio frammentario rispecchia l’idea di fondo di Outsiders: l’estraneo non è chi siede semplicemente ai margini, ma chi decide di smontare le regole del gioco e di inventarne di nuove.

Il grande merito di Gordon sta nell’equilibrio fra il rigore del documentario e la leggerezza narrativa che invita a soffermarsi sui passaggi più significativi senza provare senso di smarrimento. È vero che chi cerca una narrazione lineare potrebbe sentirsi disorientato dai continui salti di tempo e di luogo, ma proprio questa scelta strutturale rafforza il messaggio dell’autrice: l’esperienza condivisa di marginalità, attraversando quasi due secoli di storia letteraria, ha generato un’inesauribile creatività, capace di ridefinire i confini del romanzo e di tracciare nuove strade per le generazioni successive.

Si tratta di un testo davvero prezioso, che conferma come quasi sempre la negazione di una voce possa risvegliare e accendere la scintilla creativa di una rivoluzione culturale, in ogni contesto e in ogni epoca. Questo saggio, accessibile e accuratamente documentato, non si limita a celebrare il passato, ma si pone come un invito attuale: riconoscere nella differenza – di genere, di cultura, di opinione – la risorsa più importante e innovativa per la società e l’arte.

Lyndall Gordon è nata nel 1941 a Città del Capo, è autrice di importanti biografie letterarie amate da pubblico e critica, come quelle di Charlotte Brontë (Charlotte Brontë. Una vita appassionata, Fazi Editore, 2016) ed Emily Dickinson (Come un fucile carico. La vita di Emily Dickinson, Fazi Editore, 2017). Ha inoltre scritto un’importantissima opera monografica su T.S. Eliot (T.S. Eliot: An Imperfect Life), risultato di vent’anni di ricerca. Gordon ha studiato Storia e Letteratura inglese nella sua città natale e Letteratura americana del XIX secolo alla Columbia University di New York. È membro della Royal Society of Literature e vive a Oxford, dove fa parte del corpo accademico del St Hilda’s College.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Fazi Editore.

:: Mostri e streghe della mitologia classica di Alessandra Pagano (Newton Compton Editori 2024) a cura di Valentina Demelas

8 marzo 2025

Fin dall’antichità, le storie di creature terrificanti hanno aiutato l’uomo a dare una forma alle proprie paure, trasformandole in figure mitologiche potenti e suggestive. La mitologia greco-romana è ricca di mostri e incantatrici, esseri straordinari che hanno plasmato l’immaginario occidentale: dal Minotauro intrappolato nel labirinto di Cnosso al ciclope Polifemo, dalla letale chioma di serpenti di Medusa, all’Idra dalle teste che ricrescono, fino alle enigmatiche figure di Circe e Medea, celebri per il loro dominio sulla magia e per le loro azioni crudeli.

Nel suo libro Mostri e streghe della mitologia classica, edito da Newton Compton, Alessandra Pagano accompagna il lettore alla scoperta di queste figure leggendarie, proponendo una rassegna esaustiva delle creature più inquietanti dell’antichità. Con un approccio chiaro e coinvolgente, l’autrice esplora le origini, le caratteristiche e i significati di queste entità mitologiche, attingendo alle principali fonti classiche per ricostruire le diverse versioni dei racconti che le vedono protagoniste.

Ogni capitolo è dedicato a una figura specifica, arricchito da una prosa semplice, scorrevole, ma accurata e minuziosa ricca di approfondimenti, ricostruzione delle genealogie, caratteristiche e vicende narrate nei testi antichi. La narrazione permette di seguire l’evoluzione dei miti attraverso il tempo, grazie a un’attenta analisi delle interpretazioni fornite dagli autori classici. Il risultato è un libro accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta alla mitologia, ma al contempo dettagliato e ricco di informazioni per chi ha già familiarità con l’argomento.

Sfogliando le pagine, si incontrano figure emblematiche come Argo, il gigante dai cento occhi, la ninfa Scilla, i selvaggi Centauri, il serpente Pitone e la “madre di mostri” Echidna, oltre ai già citati Polifemo e Minotauro. Un ruolo significativo è riservato anche alle donne della mitologia dotate di poteri straordinari e non mancano riferimenti a creature meno conosciute, esplorate in un’appendice dedicata ai miti meno noti, che permette di scoprire figure spesso dimenticate.

L’autrice offre un quadro completo, evitando di spettacolarizzare le leggende, ma al contempo mantenendone intatta la forza evocativa con uno stile fluido e mai eccessivamente accademico, rendendo la lettura piacevole senza sacrificare l’accuratezza storica. Ogni racconto è supportato da riferimenti letterari e citazioni tratte direttamente dalle opere di autori antichi, come Omero, Eschilo e Diodoro Siculo, per dare maggiore profondità al discorso e permettere ai lettori di entrare in contatto diretto con le fonti.

Più che una semplice raccolta di storie, questo magnifico saggio invita a riflettere sul significato simbolico delle figure mitologiche: i mostri rappresentano il caos e l’ignoto, la minaccia all’ordine imposto dagli dèi e dagli uomini, mentre le streghe incarnano il timore dell’arcano e della trasgressione delle leggi naturali. Questi racconti non solo affascinavano gli antichi, ma servivano anche a trasmettere insegnamenti morali, ammonendo, ad esempio, contro l’arroganza, la sete di potere e l’eccesso di fiducia nelle proprie capacità.

Un’opera generosa di spunti di riflessione che si rivolge sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questo universo narrativo, sia a chi è già appassionato di miti antichi e vuole approfondire la conoscenza di figure straordinarie. Perfetto per chi ama le storie senza tempo e il fascino dell’immaginario mitologico.

Alessandra Pagano è nata a Cosenza nel 1982 e si è laureata in Conservazione dei beni culturali presso l’Università della Calabria. Insegnante nei licei, è anche giornalista pubblicista dal 2011. Collabora, tra gli altri, con «Storica National Geographic». Si interessa di storia dell’arte, ricerca genealogica e storia della Chiesa. La Newton Compton ha pubblicato 1001 quiz sulla storia dell’arte, La storia d’Italia in 100 opere d’arte e Mostri e streghe della mitologia classica.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton Editori.

:: Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda di Paolo Gulisano (Newton Compton Editori 2024) a cura di Valentina Demelas

6 marzo 2025

Tra boschi incantati e pietre intrise di leggenda, nel cuore dell’Inghilterra medievale, Paolo Gulisano ci conduce nel regno di Camelot con il suo saggio Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda, edito da Newton Compton. Nel seguire le gesta di Re Artù e dei suoi fedeli cavalieri, il lettore viene coinvolto da una sapiente ed emozionante narrazione. C’è la meraviglia pura di fronte alle imprese eroiche di Lancillotto e Galahad, l’ammirazione per la saggezza di Mago Merlino e per il coraggio incrollabile dei cavalieri. Ogni capitolo è un viaggio emotivo: dalle esultanze per vittorie nelle battaglie feroci fino alla commozione per i sacrifici compiuti in nome dell’onore e dell’amicizia. Le pagine scorrono con un ritmo avvincente, facendo riecheggiare nel cuore del lettore il clangore delle spade, il battere degli zoccoli e i sussurri di segreti custoditi nei boschi di Avalon.

La bellezza di questo libro risiede nella sua potenza evocativa. Gulisano infonde nuova vita alla leggenda di Artù, presentandola con una freschezza che fa risplendere personaggi e luoghi come se si rivelassero per la prima volta. Le descrizioni sono vivide e poetiche: si può avvertire il profumo dell’erba bagnata nei giardini di Camelot all’alba e si può vivere la trepidazione dei cavalieri in partenza per un’impresa rischiosa. Il racconto, pur rispettando il sapore epico della tradizione, tocca corde intime dell’animo umano, affrontando sentimenti universali: il tradimento che lacera il cuore, l’amore che redime e consola, l’amicizia che perdura oltre il tempo e le avversità.

Tuttavia, Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda non è solo un’opera narrativa, ma anche un vero e proprio saggio. Attraverso un’analisi dettagliata, l’autore inserisce la leggenda arturiana nel suo contesto storico e geografico, offrendo una panoramica affascinante sulla Britannia pre e post romana. Gulisano ci guida attraverso le antiche radici della leggenda, partendo dalla resistenza dei Britanni contro gli invasori sassoni e arrivando alla mitica corte di Camelot.

L’opera ripercorre la storia di Re Artù con attenzione, soffermandosi sugli autori che hanno contribuito alla sua immortalità nel tempo, come Goffredo di Monmouth, autore dell’Historia Regum Britanniae, e Sir Thomas Malory, che con La Morte di Artù ha consolidato il mito nella letteratura occidentale. Ogni episodio chiave viene trattato con precisione e passione: dall’ascesa di Artù alla sua ultima battaglia contro Mordred, dalla ricerca del Santo Graal ai tormenti d’amore tra Lancillotto e Ginevra, senza dimenticare la storia di Tristano e Isotta.

Alla fine del viaggio, il lettore chiude il libro con la sensazione di aver vissuto un’avventura straordinaria. Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda è molto più di un semplice resoconto storico o di una narrazione epica: è un’opera che cattura l’anima della leggenda, rendendola accessibile a tutti e davvero coinvolgente. Gulisano riesce a far rivivere il mito con una scrittura avvincente, capace di trasportare chi legge in un’epoca di eroi e di valori senza tempo. Il risultato è un tributo splendido a una delle saghe più amate della storia, capace di ispirare generazioni e di mantenere viva la fiamma della cavalleria e dell’onore.

Paolo Gulisano è saggista, scrittore, profondo conoscitore della cultura celtica, autore di numerosi saggi biografici e storici dedicati a personaggi e temi della cultura britannica, è considerato uno dei maggiori esperti italiani di letteratura fantasy. Ha scritto oltre 40 libri su figure come Tolkien, Lewis, Chesterton, Wilde, Melville, Newman, Thomas More, Stevenson e Conan Doyle, oltre che testi storici sulla Scozia e l’Irlanda. Molti dei suoi libri sono stati tradotti e pubblicati all’estero. Vice presidente della Società Chestertoniana italiana, collabora con diverse riviste e siti web. La Newton Compton ha pubblicato Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton Editori.

:: SeGreta Garbo La prima diva queer di Stefano Mastrosimone (Love – Compagnia Editoriale Aliberti 2024) a cura di Valentina Demelas

5 marzo 2025

Pubblicato sotto il marchio Love della Compagnia Editoriale Aliberti, SeGreta Garbo. La prima diva queer di Stefano Mastrosimone offre un ritratto inedito e affascinante di una delle più grandi stelle del cinema mondiale, un’icona senza tempo. Il libro non si limita a raccontare l’ascesa artistica di Greta Garbo, ma ne svela il lato più autentico e rivoluzionario, restituendole il ruolo di pioniera queer in un’epoca che ancora non aveva parole per definirla.

Pagina dopo pagina si va oltre la storia conosciuta dell’attrice, oltre la sua immagine: si scopre e si abbraccia un simbolo di libertà, eleganza, modernità e ribellione. Greta Garbo fumava, guidava, indossava pantaloni e giacche maschili con disinvoltura e parlava di sé stessa al maschile, scardinando le convenzioni di genere già alla fine degli anni Venti. Mastrosimone ricostruisce con precisione e passione il percorso di questa donna straordinaria, nata in una famiglia operaia di Stoccolma nel 1905 e diventata, nel giro di pochi anni, una diva inarrivabile. Il libro segue la sua carriera fulminante: dagli esordi in Svezia alla scoperta da parte del regista Mauritz Stiller, fino alla consacrazione a Hollywood grazie alla casa di produzione cinematografica Metro Goldwyn Mayer, di cui divenne rapidamente l’attrice di punta fra gli anni Venti e gli anni Quaranta.

Oltre alla carriera, il libro illumina la sua complessa vita sentimentale, raccontandola senza morbose curiosità, mostrando la sua inclinazione affettiva al di là delle etichette. Ne emerge un ritratto di donna libera, poco incline ai compromessi e determinata a rimanere padrona della propria esistenza. È proprio nell’indagine della sua identità e della sua immagine pubblica che questa biografia trova il suo punto di forza. L’autore sottolinea come il fascino androgino della Garbo fosse al tempo stesso il segreto del suo successo e la causa di una certa diffidenza da parte dell’industria cinematografica maschilista. Con straordinario anticipo sui tempi, la Garbo incarnò un’idea di genere fluida e un’identità che oggi definiremmo non binaria, anticipando molte battaglie contemporanee.

Un passaggio molto interessante dell’opera è l’analisi delle ragioni del ritiro dalle scene della Divina,avvenuto nel 1941 quando aveva solo 36 anni. Mastrosimone analizza le ragioni di questa scelta: la disillusione nei confronti di Hollywood, il desiderio di sottrarsi alle pressioni dello star-system e il bisogno di autenticità. Dopo due decenni di successi, l’attrice scelse il silenzio, rifiutando offerte milionarie e lasciando dietro di sé un’aura di mistero che alimentò il suo mito.

SeGreta Garbo. La prima diva queer è una biografia avvincente e rigorosa, capace di restituire la Garbo non solo come leggenda del cinema, ma come donna moderna, anticonformista e coraggiosa. Un libro imperdibile per chi vuole riscoprire un’icona che ha sfidato il suo tempo e continua a ispirare ed emozionare ancora oggi.

Stefano Mastrosimone è autore/ideatore di programmi televisivi, ha lavorato con alcuni dei volti più amati della televisione: Fabrizio Frizzi, Lorella Cuccarini, Amadeus, Antonella Clerici, Gerry Scotti, Enrica Bonaccorti, Alberto Castagna e Al Bano. Ha pubblicato i libri: “Una specie di follia” (Aliberti editore, 2010) e “Donne dell’altro mondo”. È ideatore e sceneggiatore dei due film documentario “Conversazioni con Alda Merini” e “Valentina Cortese. L’ultima Diva”.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Love – Compagnia Editoriale Aliberti.

:: Il Giubileo di Papa Francesco Riflessioni sull’Anno Santo e sul suo significato di Antonio Preziosi (Newton Compton Editori 2024) a cura di Valentina Demelas

3 marzo 2025

Il saggio Il Giubileo di Papa Francesco: Riflessioni sull’Anno Santo e sul suo significato di Antonio Preziosi, pubblicato da Newton Compton Editori, rappresenta una guida affidabile per una riflessione profonda, un punto di riferimento per l’approccio a un percorso significativo di preparazione spirituale e culturale. L’autore, rinomato giornalista e scrittore, invita il lettore a considerare il Giubileo non solo come un evento liturgico, ma come un’occasione per il rinnovamento interiore. Il testo intreccia la tradizione giubilare con il messaggio universale della Misericordia, proponendo spunti di riflessione capaci di elevare il pensiero e l’anima.

Il volume si apre con una prefazione firmata da Monsignor Rino Fisichella, figura di grande autorevolezza incaricata dal Santo Padre dell’organizzazione dell’Anno Santo. Questo intervento iniziale, caratterizzato da solennità e rigore teologico, conferisce al libro una forte valenza istituzionale e incoraggia il lettore ad intraprendere con fiducia un cammino di evoluzione. Preziosi, con una prosa chiara e misurata, analizza il significato del Giubileo, evidenziando la continuità tematica tra l’evento straordinario della Misericordia del 2015 e l’attuale Anno Santo del 2025.

Il cuore del saggio è appunto il tema della misericordia, presentata dall’autore non solo come un valore etico, ma come un invito a una sincera apertura del cuore. La misericordia si configura come una forza trasformatrice che ha attraversato i secoli, manifestandosi costantemente nei pontificati di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Il percorso del penitente, l’accesso all’indulgenza e la speranza nel perdono vengono descritti come atti elevanti, capaci di arricchire la dimensione spirituale dell’individuo.

Un altro elemento rilevante del volume è l’analisi dei riti tradizionali legati al Giubileo. L’autore guida il lettore alla scoperta del significato dell’apertura della Porta Santa e del pellegrinaggio verso Roma, illustrando le radici storiche e le implicazioni morali di queste pratiche. Con un approccio critico e appassionato, Preziosi collega i vari momenti pontifici, dimostrando come il tema della misericordia abbia rappresentato, sin dal Concilio Vaticano II, un fil rouge nella storia della Chiesa moderna.

Questa visione integrata rende l’opera uno strumento importante non solo per i fedeli che intendono prepararsi con consapevolezza all’Anno Santo, ma anche per studiosi e appassionati di teologia e non solo, per chiunque senta il desiderio di approfondire ogni aspetto di questo evento così speciale.

Attraverso una lettura attenta e meditata, il saggio guida il lettore lungo un percorso che unisce storia, fede, tradizione e speranza. Questo testo rappresenta un punto di vista chiaro e stimolante della Fede contemporanea ed è un invito a riflettere e a ritrovare la propria strada con convinzione.

Antonio Preziosi è giornalista, saggista e scrittore. A lungo corrispondente del servizio pubblico da Bruxelles, ha svolto per anni l’incarico di inviato speciale seguendo i principali avvenimenti di politica interna e internazionale. Ha diretto Radio Uno, Giornale Radio e Gr Parlamento. Studioso di questioni religiose e vaticane, è stato anche Consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Tra le sue pubblicazioni: Il papa doveva morire (San Paolo, 2021).

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton Editori.

:: Non già ieri, non ancora domani di Antonio Tricomi (Marcos y Marcos 2024) a cura di Valentina Demelas

5 febbraio 2025

Non già ieri, non ancora domani di Antonio Tricomi edito per i tipi di Marcos y Marcos, è un’opera che si muove tra poesia e prosa, un prosimetro che sfida le convenzioni narrative, costruendo, e al tempo stesso disgregando, una trama tenue, sfuggente, come un frammento di memoria. L’opera si compone di brevi testi – un patchwork di poesia, racconto, diario, partitura teatrale, libretto d’opera; una variazione jazzistica di generi, appunti e citazioni, concatenati tra loro – che, pagina dopo pagina, seguendo un filo conduttore, non si limitano a narrare una vicenda, ma ne esaltano la discontinuità, trasformandola in un racconto autobiografico volutamente incerto.

L’autore affronta la scrittura con uno spirito spregiudicato, mischiando generi e trasgredendo strutture con un’urgenza lirica che non si riduce mai a puro esercizio di stile. Ogni parola è scelta con precisione chirurgica, ogni frase si muove tra il lirismo e la riflessione critica, generando un testo che non è mai solo racconto, mai solo poesia, ma una continua metamorfosi tra i due registri.

Questo approccio rende il libro un oggetto letterario difficilmente classificabile, un esperimento che si colloca a metà tra la ricerca formale e l’indagine esistenziale. L’autore non si limita a descrivere, ma osserva e destruttura il reale con uno sguardo che alterna attonimento e sarcasmo, testimoniando l’incapacità del nostro tempo di lasciarsi alle spalle un abbrutimento ormai cronico, pur lasciando emergere accennati, ma persistenti, desideri di rinnovamento e speranza.

Il titolo stesso suggerisce una sospensione temporale che non è solo personale, ma collettiva. Non già ieri, non ancora domani è la fotografia di un’epoca in bilico, un viaggio per lettori audaci e curiosi. Un’opera che interroga il presente attraverso le incertezze della memoria e del contemporaneo, in cui il passato è già dissolto e il futuro ancora inaccessibile. È in questo spazio intermedio che la scrittura di Tricomi trova la sua forza, trasformandosi in una coscienza critica capace di illuminare le crepe del nostro tempo.

Non è un libro che concede appigli facili, né un testo da leggere con leggerezza: richiede attenzione, complicità, disponibilità a perdersi tra le sue pagine e i suoi intrecci testuali. È un’opera che sfida il lettore, lo costringe a interagire con il testo, a cercare un significato che non è mai univoco né immediato, ma che – tra storia autobiografica e storia collettiva – in un percorso a tappe tra miserie, contraddizioni, dialoghi, frenesie, rassegnazione e speranza, amore, sogni, riflessioni, resoconti, porta ad accorgersi, inevitabilmente della bellezza – non scontata, non banale – che fa da sfondo a ogni vita.

Con questo testo Antonio Tricomi compone un’opera inclassificabile e necessaria, un viaggio nella parola e nella coscienza, che si offre come specchio deformante del nostro presente. Un libro per chi ama la letteratura che inquieta, interroga e, soprattutto, resiste alle definizioni.

Antonio Tricomi è nato a Catania nel 1975. Vive nelle Marche, dove insegna discipline letterarie in un istituto tecnico. È stato a lungo docente a contratto nelle Università di Macerata e Urbino. Ha pubblicato una sola raccolta di versi: la polvere (Stamperia dell’Arancio, Grottammare 2006). Numerosi, invece, i suoi volumi di saggistica. Tra questi: La Repubblica delle Lettere. Generazioni, scrittori, società nell’Italia contemporanea (Quodlibet, Macerata 2010); Fotogrammi dal moderno. Glosse sul cinema e la letteratura (Rosenberg & Sellier, Torino 2015); Pasolini (Salerno Editrice, Roma 2020); Epidemic. Retroversioni dal nostro medioevo (Jaca Book, Milano 2021); Macerie borghesi. Genealogie letterarie del presente (Rogas, Roma 2023).

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Marcos y Marcos.

:: La porta delle stelle di Ingvild Rishøi (Iperborea 2024) a cura di Valentina Demelas

30 gennaio 2025

La porta delle stelle, pubblicato in Italia da Iperborea con la traduzione accurata di Maria Valeria D’Avino, è una favola moderna che illumina le ombre della realtà – rievocando le atmosfere di Lindgren, Dickens e Andersen – ma è anche, e soprattutto, un ritratto nitido della contemporaneità, capace di intrecciare sogno e crudezza, poesia e realismo, attraverso una narrazione che pulsa di umanità.

La storia è ambientata a Tøyen, un quartiere periferico di Oslo, durante un inverno rigido e ostile. Qui incontriamo Ronja, una bambina di dieci anni dalla vivace intelligenza e dal cuore grande, e sua sorella Melissa, appena diciassettenne, ma già costretta a indossare le vesti dell’adulta in una famiglia difficile. Il padre, nonostante il suo affetto sincero, è troppo fragile per essere un vero sostegno, mentre la precarietà economica e sociale si insinua in ogni aspetto della loro esistenza.

La voce di Ronja, infantile, diretta e priva di artifici, guida il lettore tra le difficoltà della vita con uno sguardo che, pur ingenuo, non manca mai di profondità. Melissa, invece, incarna il peso delle responsabilità troppo grandi per una ragazza della sua età. Il loro rapporto, fatto di tensioni, ma anche di affetto e di una solidarietà indistruttibile, è il vero perno emotivo del testo.

Il periodo natalizio fa da sfondo alla narrazione, donandole un’aura senza tempo. Le lucine, la neve e i piccoli rituali del Natale richiamano le fiabe più classiche – ad esempio La piccola fiammiferaia – senza mai scivolare nel didascalico. Questa atmosfera, densa di simbolismo, si fonde con una contemporaneità spietata, creando un contrasto potente che amplifica il coinvolgimento del lettore.

La forza del racconto risiede nello stile di Ingvild Rishøi: minimalista e delicato, ma capace di scavare a fondo nel cuore di chi si immerge in questa esperienza di lettura. Ogni frase è calibrata con precisione, ogni immagine evoca un’emozione o una riflessione. Attraverso una prosa essenziale e poetica, l’autrice trasforma le piccole vicende quotidiane in un racconto universale, esplorando con sensibilità temi complessi. Eppure, accanto a ogni ombra, pulsa una luce potente: quella dell’innocenza dei bambini, della capacità di resistere e della speranza che a Natale un miracolo possa davvero capitare.

L’autrice evita con maestria le insidie del sentimentalismo, si muove con equilibrio tra durezza e tenerezza, lasciando spazio a momenti di solidarietà, piccoli gesti commoventi di umanità che illuminano anche le situazioni più cupe. Pur trattando temi intensamente emotivi, la narrazione non scivola mai nella retorica o nel patetico. Ogni lacrima che il libro può suscitare è autentica, mai forzata.

La porta delle stelle è un libro da assaporare e custodire, una lettura che invita a guardare oltre le apparenze e a scoprire la bellezza nascosta nelle piccole cose, anche nei momenti più difficili. È una favola classica che parla al cuore senza essere stucchevole, capace di emozionare, far riflettere, ma è anche «un lucido racconto della contemporaneità, crudo e onirico, che con sottile eleganza si muove tra la cura dell’altro e lo sconforto, tra la bellezza della speranza infantile e la fame che rende le prede predatori».

Consigliato a chi cerca storie capaci di toccare l’anima con grazia e profondità, questo libro è una piccola gemma che non lascia indifferenti.

Ingvild Rishøi è nata nel 1978, è una delle più importanti scrittrici norvegesi contemporanee. Ha conquistato i lettori con la sua narrazione essenziale ma potente, con un occhio attento per le meraviglie della vita quotidiana e per i personaggi vulnerabili ai margini della società. Le sue storie rievocano le atmosfere di grandi scrittori del passato come Astrid Lindgren, H.C. Andersen e Charles Dickens. I suoi libri, pubblicati in oltre venti paesi, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Brage, il Premio della critica e il Premio Dobloug dell’Accademia svedese.

Maria Valeria D’Avino è nata a Roma, ha studiato letterature della Scandinavia in Italia, dove si è laureata presso l’Università La Sapienza, e a Copenaghen. Ha lavorato per circa dieci anni per la RAI (Radio, Multimedia), collabora con l’Associazione Asinitas come insegnante di italiano L2 in corsi rivolti alle persone migranti e tiene seminari di traduzione e scrittura. Collabora con varie case editrici per consulenze e scouting e traduce soprattutto narrativa danese e norvegese (Iperborea, Marsilio, Feltrinelli, Orecchio Acerbo). Tra gli autori tradotti, Knut Hamsun, Cora Sandel, Jørn Riel, Dag Solstad, Thorkild Hansen, Johan Harstad, Dan Turèll, Monica Kristensen, Gaute Heivoll, Jussi Adler-Olsen, Gunnar Staalesen, Janne Teller, Gunnar Gunnarsson.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Francesca Gerosa, ufficio stampa Iperborea.

:: Editoria in versi Fare e pubblicare poesia presentazione di Maurizio Cucchi (Edizioni Santa Caterina 2024) a cura di Valentina Demelas

29 gennaio 2025

Il volume Editoria in versi Fare e pubblicare poesia, curato dal poeta, critico letterario, pubblicista e traduttore Maurizio Cucchi e pubblicato dalle Edizioni Santa Caterina, offre un’analisi dettagliata del processo che porta alla nascita e alla diffusione di un libro di poesia. Con uno sguardo attento al “dietro le quinte” dell’editoria, il testo rappresenta un’indagine coinvolgente, molto interessante e approfondita sull’intero percorso editoriale. Nato dal Master in Professioni e prodotti dell’editoria dell’Università di Pavia, il testo è stato presentato in anteprima a BookCity Milano il 16 novembre 2024 presso il Centro Internazionale di Brera. L’evento, moderato da Roberto Cicala e arricchito dall’intervento di Cucchi, ha visto la partecipazione degli studenti del Master, che hanno condiviso il lavoro di ricerca e scrittura alla base del progetto. Durante l’incontro sono stati affrontati temi fondamentali come la storia delle collane poetiche, l’influenza della tecnologia sulla poesia contemporanea e le prospettive future di questo genere letterario.

Nel panorama editoriale attuale, la poesia si colloca tra tradizione e innovazione, cercando di affermarsi in un mercato in continua trasformazione. Il lettore è guidato a esplorare da vicino il processo creativo e professionale che porta alla realizzazione del “prodotto poesia”. Un aspetto di grande interesse è lo studio delle abitudini dei lettori e delle loro preferenze, con dati utili per comprendere il pubblico odierno. L’approccio multidisciplinare è un elemento distintivo del libro: tramite interviste, saggi e approfondimenti, Editoria in versi Fare e pubblicare poesia analizza tutte le fasi della pubblicazione, dalla selezione dei manoscritti all’editing, fino alla promozione e alla distribuzione. Particolare attenzione è dedicata all’impatto delle tecnologie digitali e al ruolo crescente dell’intelligenza artificiale in ambito editoriale.

Un aspetto rilevante è lo spazio dedicato a generi meno esplorati, a dimostrazione della capacità della poesia di rinnovarsi e di adattarsi a pubblici e contesti differenti. Non sorprendono la ricchezza e la varietà degli argomenti trattati: dai testi introduttivi, si passa a un’analisi del lavoro degli autori e dei curatori, con un focus su figure di spicco come Biancamaria Frabotta e Bruno Tognolini. Ampio spazio è dedicato alla traduzione, con approfondimenti sulla resa della poesia giapponese e sulle edizioni curate da Mondadori. Un’interessante sezione è riservata al paratesto e al lavoro redazionale, con esempi che spaziano dalle edizioni de I fiori del male alla poesia per ragazzi di Gianni Rodari. Il volume esplora anche le principali collane di poesia italiane, come la Bianca di Einaudi e gli Oscar Mondadori, senza trascurare le nuove contaminazioni tra poesia e altri linguaggi e si sofferma sulle nuove forme di espressione nate nell’era digitale. Fenomeni come la graphic poetry, le sperimentazioni musicali di Kae Tempest e la poesia diffusa sui social media hanno contribuito ad ampliare il pubblico e a trasformare le modalità di fruizione del testo poetico, offrendo nuove opportunità agli autori emergenti. Infine, il libro si interroga sulla ricezione della poesia nel mercato editoriale, analizzando il ruolo dei festival e il fenomeno della poesia contemporanea più commerciale, come il caso editoriale di Rupi Kaur.

Oltre a rappresentare un punto di riferimento per chi opera nel settore editoriale, questo libro si rivela un contributo prezioso per i lettori appassionati, curiosi di scoprire la storia e l’evoluzione della poesia e i meccanismi che ne determinano il successo. Il volume richiama un’affermazione significativa: «La cultura ha guadagnato soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso», evidenziando come, pur essendo spesso considerata una nicchia, la poesia continui a svolgere un ruolo essenziale nella produzione culturale.

Il Master “Professioni e prodotti dell’editoria” dell’Università di Pavia presso villa Necchi del Collegio universitario S. Caterina da Siena, collegio di merito, dal 2008 ha lo scopo di formare professionisti nel mondo dei libri in grado di inserirsi nelle diverse fasi della filiera produttiva. La preparazione offerta dal Master offre, attraverso lezioni frontali, incontri con esperti e professionisti, infine stage, la possibilità di acquisire e mettere a frutto le competenze richieste dal settore. Frequentato da studenti provenienti da ogni parte d’Italia, si è distinto tra i migliori master italiani in tema editoriale, con citazioni e riscontri positivi su quotidiani e riviste.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa di Edizioni Santa Caterina.

:: Il libro segreto degli elfi d’Islanda di Rán Flygenring e Hjörleifur Hjartarson (Iperborea 2024) a cura di Valentina Demelas

21 gennaio 2025

Un viaggio incantato, un’esperienza che intreccia parole e illustrazioni per guidare il lettore nel cuore dell’immaginario islandese: Il libro segreto degli elfi d’Islanda di Rán Flygenring e Hjörleifur Hjartarson, edito da Iperborea, è una lettura imperdibile per chi ama la cultura e il folklore nordico, raccontato per mezzo di un’ottima scrittura, tra sogno e ironia.

In occasione della presentazione milanese del libro, nell’ambito di Bookcity, il pubblico è stato guidato in un’esperienza che si è rivelata tanto immersiva quanto illuminante. La traduttrice del libro Silvia Cosimini ha saputo, con grande maestria, grazie ad aneddoti e passaggi molto interessanti, trasferire l’anima dell’opera, restituendo ai partecipanti non solo la bellezza delle storie raccontate, ma anche la vibrazione magica che permea la cultura islandese, dove la natura, le leggende e il quotidiano si mescolano in un’unica narrazione.

Iperborea, casa editrice sempre attenta a proporre testi che risuonano con l’essenza delle tradizioni, ha colto appieno la sfida lanciata da questa opera: un viaggio tra il visibile e l’invisibile. Illustrazioni e testo sono complementari, veri e propri compagni di viaggio. Le immagini evocate dal testo si materializzano in disegni che rivelano, oltre la superficie, un mondo nascosto fatto di suggestioni, misteri e leggende senza tempo.

Nel cuore di questa narrazione, troviamo una nuova visione degli elfi, più complessa e profonda rispetto all’immaginario comune. Questi esseri non sono creature fiabesche, ma entità che popolano la cultura islandese con una presenza tangibile, capaci di influenzare la realtà con poteri misteriosi. Gli autori, con uno stile che mescola leggerezza e serietà, ci guidano alla scoperta di un popolo nascosto che vive accanto a noi, ma al di là della nostra percezione. Gli elfi islandesi non sono solo un prodotto di racconti antichi, ma sono figure capaci di sconvolgere il corso degli eventi senza mai dimenticare il loro carattere imprevedibile.

Il tuo vicino è diventato ricco e non ti spieghi come? La costruzione di una nuova strada si arena di colpo? Questo libro ti racconta perché. Ogni capitolo è un viaggio che mescola storia e mito, da amori impossibili resi possibili da un intervento invisibile a storie di trasformazioni e prodigi. Le narrazioni sorprendono, ma non si limitano a raccontare le leggende. Gli elfi, in questo libro, emergono come entità sorprendentemente moderne: combattenti per l’ambiente, progressisti nelle loro riflessioni sociali, e custodi di una tradizione che resiste al passare del tempo.

Una delle caratteristiche più affascinanti dell’opera è la sua capacità di affondare nelle radici più profonde del folklore, ma anche di trasformare questo materiale in qualcosa di completamente nuovo. Lo stile limpido e incisivo è capace di evocare immagini potenti senza mai appesantire la lettura. Le parole non si limitano a raccontare storie, ma ci invitano a entrare in esse, a diventare parte integrante di un mondo che è simultaneamente tangibile e surreale. La scrittura, ricca di umorismo e poesia, riesce a fondere la leggerezza della narrazione con una profondità che lascia il lettore pensieroso e affascinato.

Le illustrazioni di Flygenring, con il loro stile giocoso, ma ricco di dettagli, non sono solo una cornice, ma un dialogo continuo con il testo. Le sue immagini non fanno che accentuare la sensazione di trovarsi di fronte a un mondo che sfugge alla nostra comprensione, ma che possiamo comunque percepire.

Un libro che è dunque molto più di una semplice raccolta di leggende. Ogni pagina invita a essere sfogliata più volte, per cogliere dettagli nascosti o semplicemente per il piacere di perdersi nell’arte visiva. Ogni pagina del libro è un invito a guardare più da vicino, a scoprire i dettagli nascosti che arricchiscono la storia e le storie, riuscendo a trasformare la lettura in un’esperienza sensoriale completa. Un’opera unica, capace di regalare leggerezza e profondità allo stesso tempo. È un invito a rallentare, a osservare il mondo con occhi nuovi, a riscoprire la bellezza che si cela nell’invisibile. In un’epoca in cui siamo costantemente proiettati verso l’esterno, questo libro rappresenta una pausa rigenerante, una porta verso un altrove che risuona con le corde più intime della nostra immaginazione.

Consigliato a chi cerca un rifugio dalla frenesia quotidiana, a chi ama le storie che sfidano la realtà senza prendersi troppo sul serio e a chi desidera sorridere e riflettere nello stesso momento. È un libro da leggere con una tisana calda in mano e perché no, un pizzico di meraviglia nel cuore.

Non soltanto un omaggio alla cultura islandese, ma anche una celebrazione della magia nascosta nel mondo e dentro di noi. Sfogliare questo libro significa accettare l’invito a esplorare un regno che si svela solo a chi è disposto a fermarsi a osservare e ascoltare, consapevole che la magia, dopotutto, non ci abbandona mai.

Rán Flygenring è nata nel 1987. Spesso viene definita «una bizzarra via di mezzo tra un’elfa e una severa aguzzina», in realtà è una scrittrice e disegnatrice. Dal 2011 ha illustrato di tutto, cimentandosi non solo con gli uccelli di Fuglar, ma anche con francobolli, rapporti sulla caccia alle balene e sulla parità di diritti, inviti a matrimoni e fiere campionarie, vulcani e donne alla presidenza della Repubblica.

Hjörleifur Hjartarson è nato nel 1960. Si occupa di scrittura, musica e teatro, ma anche di tanto altro. Ha pubblicato romanzi e raccolte di versi e insieme al suo gruppo musicale Hundur í óskilum (Cane sciolto) ha scritto e messo in scena spettacoli teatrali e musical dai toni sociali. Con Rán Flygenring ha realizzato anche Fuglar. Inventario non convenzionale degli uccelli d’Islanda, pubblicato in Italia da Quinto Quarto nel 2021.

Silvia Cosimini è nata a Montecatini Terme (PT) nel 1966. Si laurea in filologia germanica a Firenze e nello stesso anno si trasferisce in Islanda per un progetto di ricerca all’Istituto Arnamagnæano, laureandosi in lingua e cultura islandese all’Università di Reykjavík con una tesi sulla traduzione. In Italia frequenta il Master in traduzione letteraria della Ca’ Foscari di Venezia e il corso di specializzazione «Tradurre la Letteratura» della SSIT di Misano Adriatico. Da più di vent’anni si dedica esclusivamente alla traduzione e alla promozione della letteratura islandese contemporanea e medievale: ha tradotto autori quali Halldór Laxness, Thor Vilhjálmsson, Guðbergur Bergsson, Arnaldur Indriðason, Hallgrímur Helgason, Jón Kalman Stefánsson, Andri Snær Magnason e molti altri. Nel 2011 le è stato assegnato il premio nazionale per la traduzione dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, e nel 2019 il premio Orðstír dal Presidente della Repubblica islandese. È tutor didattico presso il dipartimento di Filologia Germanica dell’Università degli Studi di Bologna e docente a contratto di lingua e letteratura islandese all’Università Statale di Milano.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Francesca Gerosa, ufficio stampa Iperborea.

:: Il mercato della virtù. Critica del consumo etico di Estelle Ferrarese (Castelvecchi, 2024) a cura di Valentina Demelas

28 novembre 2024

Estelle Ferrarese, professoressa di Filosofia morale e politica all’Università Picardie Jules Verne, con Il mercato della virtù – pubblicato in Italia da Castelvecchi con la traduzione dal francese di Giulia Prada – ci guida in un’esplorazione lucida e provocatoria del “consumo etico”. Questo libro invita a riflettere su quanto le nostre scelte “responsabili” possano davvero cambiare il sistema economico o, al contrario, finire per rafforzarlo. Con una scrittura chiara ed essenziale, Ferrarese mette in discussione idee radicate senza mai essere cinica o moralista.

L’autrice non critica chi sceglie prodotti cruelty-free, sostenibili o equo-solidali. Al contrario, riconosce il valore di queste pratiche. Tuttavia, ci spinge a chiederci: basta comprare etico per sentirci a posto? O c’è il rischio che queste azioni, senza una riflessione più profonda, diventino strumenti per alimentare il capitalismo, creando nuove opportunità di profitto? Secondo Ferrarese, il consumo etico può trasformarsi in una sorta di ideologia: un gesto che sembra virtuoso, ma che spesso finisce per rinforzare le stesse logiche che vorrebbe combattere.

Il libro si rifà alla teoria critica della Scuola di Francoforte, in particolare agli scritti di Theodor W. Adorno e vuole dimostrare come il mercato sia così flessibile e adattabile da inglobare persino le migliori intenzioni morali, trasformandole in opportunità per crescere economicamente. Il capitalismo, sostiene l’autrice, è una macchina talmente perfetta che, anziché contrastarlo, il consumo responsabile spesso gli offre nuova energia, rendendo ancora più difficile un vero cambiamento.

Un concetto chiave del libro è quello di “misura”, che viene esplorato come un equilibrio tra moderazione e calcolo. Da una parte, il consumo responsabile punta a ridurre sprechi e danni; dall’altra, si affida a logiche e strumenti che si integrano perfettamente con le dinamiche capitalistiche. Questo paradosso è centrale: mentre cerchiamo di fare del bene, rischiamo di rimanere intrappolati in un sistema che alimenta ciò che vorremmo superare. L’autrice si interroga anche su cosa significhi davvero un prezzo “giusto”, analizzandolo non solo dal punto di vista economico, ma anche attraverso le sue implicazioni etiche e sociali.

Il libro affronta anche le teorie di pensatori contemporanei come Axel Honneth e Rahel Jaeggi, che vedono nel mercato uno spazio dove possono emergere valori morali. Estelle Ferrarese, però, si discosta da questa idea. Per lei, il capitalismo non può essere corretto attraverso scelte individuali: la sua natura è orientata all’accumulo di capitale, non al bene comune.

Un altro tema affascinante è il legame tra consumo etico e narrazioni apocalittiche, come quelle sul cambiamento climatico: pur nascendo da preoccupazioni sincere, queste retoriche rischiano di ridurre il consumo responsabile a un gesto di auto-conservazione, più che a una vera azione collettiva per il cambiamento. Così, il consumo etico finisce per diventare una rassicurazione personale.

Questo saggio non offre risposte semplici, ma invita a guardare oltre le apparenze. Estelle Ferrarese illumina le zone d’ombra delle nostre scelte quotidiane e ci sfida a chiederci: stiamo davvero cambiando qualcosa o stiamo solo adattandoci meglio al sistema?

Si tratta di una lettura indispensabile per chi cerca un’analisi intellettualmente stimolante e coraggiosa delle dinamiche del capitalismo contemporaneo e del ruolo, a volte ambiguo, che le nostre azioni giocano al suo interno. Il lettore viene sfidato a guardare oltre la superficie del “bene” e del “giusto”, non limitandosi a smontare le illusioni di virtù legate al consumo responsabile, ma aprendosi a nuovi spazi di riflessione e di consapevolezza.

Estelle Ferrarese è Professoressa di Filosofia morale e politica presso l’Università Picardie Jules Verne e membro senior dell’Institut Universitaire de France. È stata visiting professor presso la New School for Social Research di New York, fellow della Fondazione Alexander von Humboldt presso la Humboldt Universität di Berlino e research fellow presso il Marc Bloch Franco German Center of Social Science Research di Berlino. Ha dedicato diversi lavori al pensiero politico di Jürgen Habermas, alla filosofia di Theodor W. Adorno e alle teorie femministe. Si occupa di teoria critica, filosofie femministe, teorie della democrazia e dello spazio pubblico, filosofia della vulnerabilità e politiche delle forme di vita. Castelvecchi ha pubblicato Manifesto per una teoria critica femminista e La fragilità della cura degli altri (2023).

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Castelvecchi.