Posts Tagged ‘PETER’S TeaHouse’

:: English Breakfast Tè nero e “di notte” di Mercedes Lauenstein

23 ottobre 2017

20171014_185328

Noto con piacere che i miei lettori sono incuriositi da queste mie incursioni nel gusto e nell’abbinamento di tè e libri. E devo dire che mi sto divertendo molto anche io, sebbene richieda un po’ di lavoro di documentazione e tempo per la preparazione di tè e dolci.

Oggi vi parlo dell’ Enghish Breakfast Tè nero uno dei tè che ho avuto modo di degustare grazie a PETER’S TeaHouse. Sono tè di pregio, sfusi non in bustina, molto vari e provenienti da tutto il mondo.

L’ Enghish Breakfast Tè nero è un tè classico, il più classico di tutti, dal gusto asciutto, deciso, forse un po’ amaro, consiglio perciò di zuccherarlo molto e aggiungervi, non amando il latte, una spruzzata di limone e dall’aroma forte e colore rosso scuro. Ottimo per la prima colazione, energizzante, forte, si abbina con i più vari sapori sia salati che dolci. Credo sia un tè molto maschile, corposo, adatto a chi non ama i sapori speziati. E’ ottimo, come tutti i tè che ho avuto modo di degustare, sebbene il mio preferito resti Magia Invernale Tè nero.

teaMa vediamo la composizione e la provenienza. E’ un tè nero, composto da una miscela forte di tè broken, dal tradizionale gusto inglese. Le foglie di tè provengono dall’India, Sri Lanka e Indonesia.

Costa € 5,30 all’etto Potete acquistarlo: qui

Preparazione:

Portate l’acqua a una temperatura di 95°C.

Tempi di infusione: 3-5 minuti.

Per la preparazione di un’ ottimo tè e la conservazione del tè rimando al post precedente: qui https://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2017/09/28/magia-invernale-te-nero-prova-a-fermarmi-di-lee-child/

Consiglio goloso

Non essendo aromatizzato, è consigliabile sia con biscotti dolci come i muffin o con stuzzichini salati (ottimo con i tramezzini speck e formaggio). Prendete del pane da tosto, tagliatelo a triangoli e farciteli con speck e formaggio. Potete gustarli freddi, o dopo averli infornati per qualche minuto. Il formaggio si scioglie e il pane acquista un colore dorato. Per questa occasione l’ho abbinato al dolce più classico, la torta di mele fatta in casa, con zucchero aromatizzato alla cannella (semplice da fare: si sceglie la quantità desiderata di zucchero bianco o di canna, e si trita finissimamente una minima quantità di cannella, e il risultato e sorprendente). Con questo zucchero così aromatizzato si può zuccherare anche il caffè, provatelo con una scorretta di limone bio non trattato (tutto l’anno), o una scorzetta di mandarino sempre non trattato (durante le feste natalizie). Se non siete diabetici potete servire la fetta di torta con una pallina di gelato alla crema!

Torta di mela della nonna

Ingredienti:

250 gr di farina 00 (può essere usata anche farina di riso)
150 gr di zucchero di canna aromatizzato con la cannella (tritare poi il tutto nel tritacaffè perché diventi a velo)
60 gr di burro o 30 gr di olio
2 rossi d’uovo e 1 uovo intero (uova a temperatura ambiente, non appena tolte dal frigo)
400 g di mele medie sbucciate e senza torsolo, dunque tagliate a spicchi, poi mescolate nell’ impasto (io prediligo le Golden Delicious non troppo mature).
50 gr di uvetta passa (se la mangeranno adulti mettete l’uvetta precedentemente a macerare nel liquore, io prediligo il maraschino, ma regolatevi con cosa avete in casa anche rum e amaretto di Saronno sono perfetti)
1 bustina di lievito vanigliato (corretto con un pizzico di bicarbonato, vedrete la differenza) se volete che non cresca dimezzate il lievito
un pizzico di sale
scorza di limone bio non trattato grattugiato (sul momento)
mezzo bicchiere di latte intero (montato a schiuma) volendo anche il latte di soya può essere usato.

Preparazione:

Questo è un dolce che potete preparare assieme ai vostri bambini (si divertiranno molto). Lavorate in una terrina il burro (precedentemente sciolto a bagnomaria o frullato in tocchetti col Moulinex) con lo zucchero, le uova, il pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone, la farina, il lievito, le mele, l’uvetta passa nell’ ordine. Se l’impasto è troppo denso, aggiungere un po’ di latte, finché non raggiunge la consistenza desiderata. Poi preparare la tortiera: imburratela, non solo sul fondo ma anche nei lati, cospargetela di pangrattato molto fine. Ruotate la tortiera più volte e il sopravanzo di pangrattato toglietelo.

Mettete l’impasto nella tortiera, delicatamente aiutandovi con una spatola di legno. Cuocete 40 minuti a 180 ° con forno pre riscaldato. Lasciate riposare per 5 minuti. Rovesciate la torta sul piatto di portata. E buon appetito!

Curiosità letteraria:

Si beve tè anche nei libri, molti scrittori sono insospettabili cultori di questo piccolo rito, oggi vi parlo dello scrittore, poeta e drammaturgo irlandese James Joyce, e del suo capolavoro l’ Ulisse. Ebbene sì quando Leopold Bloom prepara alla moglie la colazione (che le porterà a letto), forse la colazione più famosa della letteratura, le prepara anche il tè, e si dilunga anche nella preparazione. Ma vediamo le parole stesse che Joyce ha usato (traduzione di Giulio de Angelis).

Mr Leopold Bloom mangiava con gran gusto le interiora di animali e volatili. (…) I rognoni erano nel suo pensiero mentre si moveva quietamente per la cucina, sistemando le stoviglie per la colazione di lei sul vassoio ammaccato. Luce e aria gelida nella cucina ma fuori una dolce mattina d’estate dappertutto. Gli facevano venire un po’ di prurito allo stomaco.
I carboni si arrossavano.
Un’altra fetta di pane e burro: tre quattro: giusto. Non le piaceva il piatto troppo pieno. Giusto. Lasciò il vassoio, sollevò il bollitore dalla mensola e lo smise di sbieco sul fuoco. Stava lì, grullo e accosciato, col beccuccio sporgente. Tazza di tè fra poco.

Aspettando che l’acqua bolla esce per alcune compere.

Si avvicinò alla mescita di Larry O’ Rourke. Dall’ inferriata della cantina veniva fuori a fiotti il molle fetore della birra. Dalla porta aperta il bar sprizzava effluvi di zenzero, polvere di tè, briciole di biscotti.

Tornando verso casa:

Impiastri su un occhio malato. Odorare il dolce vapore del tè, il fumo della padella, il burro sfrigolante.

Tornato a casa, e salito nella stanza della moglie:

– Poldy!
Che c’è?
Riscalda la teiera.
Stava bollendo di certo: un pennacchio di vapore dal becco. Riscaldò a vuoto la teiera e ci mise dentro quattro cucchiaini colmi di tè, inclinando poi il bollitore per versarci l’acqua. Aspettando che il tè fosse pronto, tolse il bollitore dal fuoco e schiacciò la padella sui carboni accesi e stette a guardare il grumo di burro scivolare e struggersi.
(…)
Il tè era pronto. Riempì la sua tazza salvabaffi, porcellana imitazione Crown Derby sorridendo.
(…)
Infilò una forchetta nel rognone e lo rivoltò: poi sistemò la teiera sul vassoio. Come lo sollevava, l’ammaccatura scattò. C’è tutto? Pane e burro, quattro, zucchero, cucchiaino, la panna. Sì. Lo portò di sopra, col pollice infilato a uncino nel manico della teiera.
(…)
– Quanto tempo ci hai messo, ella disse.
Nell’ alzarsi vivacemente con il gomito sul guanciale, fece tintinnare gli anelli d’ ottone. Abbassò calmo gli occhi sulla mole di lei e tra le grosse morbide tette pendule entro la camicia da notte come le mammelle d’ una capra. Il calore di quel corpo coricato si librava nell’aria, mescolandosi all’aroma del tè che lei versava.
(…)
Le sue labbra piene, nel bere, sorridevano.

Consiglio musicale:

Pink Floyd – Alan’s Psychedelic Breakfast

Tè del mondo: un perfetto tè all’ inglese

Inizio col dire che non esiste la ricetta perfetta, ogni esperto ha i suoi consigli e segreti (solo tè in foglia, anche in bustina, il latte si mette prima, no il latte si mette dopo etc…) Per cui il vero segreto è bilanciare tutto secondo il proprio gusto personale e trasgredire le regole se è il caso. La creatività prima di tutto, anche della tradizione, se ciò ci rende felici. E il tè è una pausa di calma e felicità in giornate anche impegnative. E soprattutto usate il buon senso che è davvero molto old british!

Per trasgredire le regole però bisogna conoscerle (principio che vale anche per l’uso della punteggiatura) per cui ci sono alcuni principi che bisognerebbe non ignorare.

Innanzitutto c’è un orario in cui viene servito il tè: tra le 15, 30 e le 17. Ricordate il classico tè delle 5 della regina? La tradizione del tè delle 5 venne iniziata dalla regina Vittoria il giorno della sua incoronazione il 28 giugno 1838 e da allora fa parte delle tradizioni più amate di un paese per certi versi molto conservatore e attento all’etichetta.

E’ indispensabile pre riscaldare la teiera con acqua bollente bollita a parte, o usando semplicemente l’acqua calda del rubinetto (da alcuni pratica sconsigliata per la presenza di cloro e di calcare).

Sempre la tradizione prescrive l’uso di tè sfuso direttamente messo nella teiera, senza colini o filtri (il metallo potrebbe alterare il sapore).

Per le dosi ci si regola in questo modo: un cucchiaino per ospite, più uno per la teiera. Dopo di che si versa l’acqua bollente. Tempi di infusione del tè: dai 3 ai 5 minuti. Se lo volete più carico non aumentate i tempi di infusione, semplicemente maggiorate le quantità di tè.

Si serve con una goccia di latte, preferibilmente intero, il cui uso aveva una funzione precisa: serviva a non far sbrecciare e lesionare le delicate e preziose tazze di porcellana in cui veniva servito. L’uso di aggiungere il latte poi è diventato parte della tradizione inglese. Secondo i puristi quindi va aggiunto prima del tè. Ma ricordiamo cosa Orwell diceva.

E’ un tè che non si beve amaro, di norma viene zuccherato e si predilige l’uso di zollette. Vengono naturalmente tollerati anche dolcificanti dietetici o il miele. Rappresentando un mini pasto di metà pomeriggio lo si beve accompagnandolo con snack sia dolci che salati: sandwiches, tramezzini, scones, biscotti, torte dolci o salate, brownies, e non possono mancare i tipici i muffin).

E infine: God Save the Queen! (Magari suonata dai Sex Pistols).

E ora veniamo al mio consiglio di lettura:

Consiglio di sorseggiare l’ Enghish Breakfast Tè nero leggendo “di notte” di Mercedes Lauenstein edito da Voland e tradotto da Elisabetta Dal Bello.

Source libro: libro inviato dall’editore, si ringrazia marco dell’ Ufficio Stampa Voland.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.

:: English Rose tè nero & Il morto in piazza di Ben Pastor

2 ottobre 2017

20171001_103057

Iniziamo questo soleggiato mese di ottobre con un buon tè, davvero ottimo.

Anche i lettori sono golosi, perlomeno io lo sono, amo sorseggiare del buon tè mentre leggo un libro, specie nelle giornate di pioggia c’è un mood tutto particolare.

Il tè di oggi che ho avuto modo di assaggiare e degustare è l’ English Rose tè nero sempre della famiglia dei tè neri che abbiamo conosciuto la scorsa volta. Sono tè robusti, decisi, energizzanti adatti alla prima colazione. Dal profumo intenso e dall’aroma particolare.

English Rose Té neroL’ English Rose tè nero è un tè pregiato e nello stesso tempo delicato, molto femminile. Costa € 5,90 all’etto. E’ composto da una miscela di tè neri di Ceylon e Darjeeling con petali di rosa e di girasole, scorza d’arancia, pezzetti di vaniglia, impreziosita con aromi di frutta. Un bouquet molto raffinato che soddisferà anche i consumatori di tè più esigenti.

L’ English Rose tè nero è un tè in cui sono presenti profumatissimi petali di rosa, che ne determinano l’aroma inconfondibile e prevalente. Il sapore è dolce, fruttato, se volete abituarvi gradualmente a bere un tè non dolcificato questo è l’ideale.

E’ un tè chiaro tra i tè neri, dal colorito caldo, giallo dorato. E’ un tè aromatico intensamente profumato sia fresco che in tazza. Una volta bevuto lascia un persistente e piacevole sapore fruttato in bocca. Anche se non amate gli intensi tè neri questo è molto delicato, lo troverete altrettanto gradevole di tè più morbidi.

Preparazione, tempi e dosi

Per la preparazione del English Rose tè nero è consigliato portare l’acqua a una temperatura di 95 °. (Spegnete il fuoco un  attimo prima della piena bollitura).

Dosi consigliate: 1 cucchiaino di tè per tazza, uno per la teiera.

Tempo di infusione: dai 3 ai 4 minuti (un segreto, se lo volete più carico non aumentate i tempi di infusione, ma maggiorate la quantità di tè).

Per la preparazione di un’ ottimo tè e la conservazione del tè rimando al post precedente: qui

Per l’acquisto, troverete qui la pagina dedicata da PETER’S TeaHouse a questo tè.

Consiglio goloso

English Rose tè nero lo consiglio con i Cantuccini toscani fatti in casa (biscotti alle mandorle), il sapore della mandorla si abbina in modo delizioso all’essenza di rosa.

Per la preparazione, (sono facilissimi da preparare) li ha fatti mio fratello seguendo una ricetta molto semplice (li potete vedere qui in foto) per renderli più delicati ha evitato di spennellarli di crema d’uovo (assumerebbero un colorito più giallo) invece sono al naturale.

1 biscotti

Cantuccini di Prato: “Cucina toscana”, Guido Pedrittoni, Giunti 2003, pag. 134

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, setacciatela insieme al bicarbonato. Unitevi progressivamente lo zucchero, un pizzico di sale, la buccia di arancia senza la parte bianca, i semi di anice e le mandorle intere: rompete due uova e impastate con cura, aggiungendo un po’ di latte (noi usiamo quello di soia) se il composto fosse troppo asciutto. Modellate quindi 3 filoncini grossi come due dita, disponeteli sulla piastra del forno unta di burro e spennellateli con il tuorlo dell’uovo (noi non l’abbiamo fatto) che avete tenuto da parte. Poi infornateli per ¼ d’ora a 190 ° C e quindi tagliateli in obliquo ottenendo la classica forma dei cantuccini. Infine ripassateli in forno per 5 minuti.

Ingredienti:

300 g di farina di frumento, 200 g di zucchero, 100 gr di mandorle dolci sgusciate, 3 uova, 1 cucchino di buccia d’arancia grattugiata, 1 cucchino di semi d’anice, latte, 1 pizzico di bicarbonato, 1 pizzico di sale, burro per la piazza del forno.

Curiosità letteraria

Si beve tè anche nei libri, molti scrittori sono insospettabili cultori di questo piccolo rito, oggi vi parlo dell‘ inglese Lewis Carroll, nel suo celeberrimo Le avventure d’Alice nel paese delle meraviglie il capitolo VII è tutto dedicato alla cerimonia del tè, per quanto bislacca e singolare, si intitola Un tè di matti e vede protagonisti la Lepre-marzolina, Alice e il Cappellaio Matto.

tè di matti

Vignette di Giovanni Tenniel edizione Mcmillan e co 1872

Tè del mondo

Oggi vi parlo del tè turco, o çay (pronunciato chai) in lingua turca. Forse non tutti sanno ma la Turchia è un grande esportatore, e produttore di tè, soprattutto nero, ma ne esistono anche altre qualità come il tè verde, alla mela, o l’ earl grey. Il tè si può dire ha un vero valore culturale e simbolico, ed è la vera bevanda tradizionale di questo paese forse più ancora del caffè. Se ne beve davvero tanto, in tutte le ore del giorno. Servire il tè agli ospiti fa parte del cerimoniale legato all’ospitalità e all’amicizia.

Il tè turco è un tè forte, carico, prodotto quasi esclusivamente sulla costa orientale del mar Nero. Anche la sua preparazione avviene in modo tradizionale, viene utilizzato una teiera solitamente di alluminio, ma ce ne sono di ceramica, smalto, vetro, peltro, rame, composta da due teiere messe una sull’altra chiamate çaydanlık.

Nella teiera più piccola, messa in cima, lontana dal fuoco, dove si sprigionerà il vapore, viene messo in infusione il tè sfuso in foglie. Dopo un’ infusione di 20 minuti è pronto. Viene così prodotto un tè molto forte, che può essere diluito con l’acqua della seconda teiera a seconda del gusto. Il colore del tè così ottenuto è di un rosso molto intenso.

Il tè viene servito in appositi bicchieri di vetro a forma di piccoli tulipani, molto caldo con due zollette di zucchero (a volte non dolcificato) e senza latte o limone. Per la pulizia delle teiere ci sono modi naturali e molto efficaci.

Per rimuovere il calcare per esempio è sconsigliato usare detersivi o prodotti chimici, basta riempire le teiere d’acqua e farle bollire con del succo di limone. O se no lasciarle una notte riempite d’aceto. Al mattino scolarle e aggiungere del bicarbonato.

E ora veniamo al mio consiglio di lettura:

English Rose tè nero è perfetto leggendo Il morto in piazza di Ben Pastor. Martin Bora sono certa predilige il tè inglese, e raffinato e colto come è sicuramente ama la cerimonia del tè. Abbino questo tè a questo libro per addolcire le asprezze della vita con una nota fruttata.

Source libro: acquisto personale.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.

:: Magia Invernale Tè nero & Prova a fermarmi di Lee Child

28 settembre 2017

20170928_083600

Iniziamo oggi la preziosa collaborazione con PETER’S TeaHouse che confesso mi rende molto felice, con una premessa: io sono una forte consumatrice di tè, tisane e in minor quantità caffè. Per questione di prezzo non sempre posso acquistare tè pregiati, ma posso garantirvi conosco e apprezzo la differenza tra un tè dozzinale comprato al supermercato e un tè sfuso di qualità. Ho gusti e preferenze del tutto personali, (ho richiesto per esempio all’azienda unicamente tè nero, il mio preferito) ma sono curiosa e mi piace sperimentare, per cui in futuro non sarà impossibile che assaggi anche altri tipi di tè.

Ma ora vediamo perché si chiama tè nero e come è composto

Il tè nero è un tè le cui foglie assumono un colore molto scuro per via dei processi di fermentazione e essicazione, che gli conferiscono anche quel particolare aroma, molto intenso, che me lo fa preferire tra gli altri. Durante l’infusione il colorito tenderà al rossiccio.

Quando si assaggia un tè di qualità è difficile tornare indietro e poi accontentarsi, quindi siate consapevoli che il viaggio che intraprenderete dà assuefazione.

E’ un tè forte, robusto, molto energizzante, indicato soprattutto per la prima colazione. Ma naturalmente potrete berlo anche in altre ore del giorno. Evito giusto di berlo alla sera. Preferendo una tisana.

Il primo tè che ho assaggiato è stato Magia Invernale Tè nero. E’ un tè pregiato. Costa € 6,10 all’etto. E’ composto da una miscela di tè neri provenienti da Ceylon e dalla Cina, alla quale si aggiunge MANDORLA, fiori di girasole, fiordaliso, cartamo, aroma naturale di mandorla, amarena e limone.

Valori nutrizionali 100ml: Energia. 2kJ/ 0kcal, grassi 0g (saturi 0g), carboidrati. 0g (zuccheri 0g), proteine 0,1g

È un tè superbo, vellutato, dalla miscela calda e aromatica, ottimamente bilanciato. Me ne sono subito innamorata. (Peccato che non potete sentirne il profumo ma vi assicuro è molto piacevole).

Ora vediamo come si prepara

La cosa principale quando si prepara una buona tazza di tè, oltre alla scelta del tè stesso, è l’acqua. Se non avete alternativa e l’acqua del vostro acquedotto è buona, (priva di calcare e di sapore di cloro) potete anche usarla, ma è preferibile usare acqua naturale poco mineralizzata e mi raccomando bollitela una volta sola.

Per la preparazione del Magia Invernale Tè nero è consigliato portare l’acqua a una temperatura di 95 °. (Spegnete il fuoco un  attimo prima della piena bollitura).

Dosi consigliate: 1 cucchiaino di tè per tazza, uno per la teiera.

Scaldate la teiera, versate l’acqua tolta dal fuoco e mettete il tè in infusione dai 3 ai 4 minuti, a secondo del gusto. Poi filtrate o utilizzate un infusore da tè.

Usate tazze di ceramica o di vetro. Anche se non è tradizionale io adoro la trasparenza del vetro e vedere il colore del tè.

Sì beve caldissimo ma non bollente, attenzione a non ustionarvi la lingua o non ne protrete apprezzare il sapore.

E’ un tè intensamente profumato sia fresco che in tazza dopo l’infusione. Il sapore di mandorla è prevalente, ma l’aroma floreale è delizioso e ben si sposa con il tutto.

E’ un tè invernale, fortemente aromatizzato, dal sapore intenso e deciso, dal colore denso e rossiccio. Se non amate questo tipo di tè orientatevi verso tè più leggeri e meno corposi.

Potete trovarlo qui.

Consigli per la conservazione

Il tè fresco è sensibile al calore, alla luce e soprattutto all’umidità. Tutte queste tre componenti possono innescare processi chimici che attiverebbero gli enzimi in esso contenuti e lo deteriorerebbero. Perciò conservatelo lontano dalle fonti di calore, al buio, e in luoghi asciutti e ventilati. Non conservate il tè in frigorifero o nel freezer mi raccomando.

I tè freschi hanno date di scadenza? Sì. Controllatela sempre e attenetevi alle istruzioni.

Il tè nero fa bene alla salute? Sì. Non è un elisir di lunga vita ma poco ci manca. E’ drenante e diuretico, contentiene anti ossidanti, può coadiuvare le terapie dell’asma e della bronchite, è fonte di benessere sia per il fisico che per l’anima.

Dolcificati o naturali?

Per gustare l’aroma autentico il tè (oltre a essere correttamente conservato e non “bruciato” durante la preparazione) andrebbe bevuto senza dolcificanti, amaro, al naturale. E’ una questione di abitudine, che si acquisisce con l’uso. Io per esempio ho imparato a bere tè al gelsomino pasteggiando nel mio ristorante cinese di fiducia. Anche nel caso di diete, non contiene calorie, per cui è una bevanda fortemente indicata.

Il sapore del tè amaro può non piacere e naturalmente si possono usare dolcificanti come zucchero white, zucchero di canna, latte o miele.

Io consiglio un compromesso. Tè amaro, e a parte biscottini o torte fatte in casa.

Costruirsi l’area relax deve diventare una tradizione di pace e di benessere, e non è tutto migliore quando dosiamo gli ingredienti e facciamo le cose con le nostre mani? Sempre meglio il poco ma di ottima qualità. Ci viziamo, e nello stesso tempo contribuiamo al nostro benessere.

Consiglio goloso

Magia Invernale Tè nero lo consiglio con biscotti casalinghi al caramello. Per la preparazione, ho trovato ottima questa guida, dettagliata e facile da seguire anche dalle cuoche meno esperte: qui.

Curiosità letteraria:

Si beve tè anche nei libri, molti scrittori sono insospettabili cultori di questo piccolo rito, oggi vi parlo di George Orwell che il 12 gennaio 1946 scrisse per l’edizione serale del quotidiano “Evening Standard” un celebre articolo su come si prepara una perfetta tazza di tè. Qui troverete un estratto audio delle sue 11 regole.

E ora veniamo al mio consiglio di lettura:

Magia Invernale Tè nero è perfetto leggendo Prova a fermarmi di Lee Child. Due personalità decise, sia il tè che il protagonista del romanzo. Buona lettura!

E un ultimo consiglio, non abbiate fretta, sorseggiate il tè lentamente in compagnia di felici pensieri.

Source libro: libro inviato dall’editore, ringraziamo Tommaso dell’ Ufficio stampa Longanesi.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.

Collaborazione con PETER’S TeaHouse

26 settembre 2017

main-logoGentili lettori,

da oggi il nostro blog inizia a collaborare con PETER’S TeaHouse. Dire che sono felice è dire poco. E’ una bellissima occasione per parlare di qualcosa che amo almeno quanto i libri. Sorseggiare una tazza di tè mentre si legge i libri credo sia uno dei piaceri più belli e delicati della vita. E bere tè di qualità e tanto importante quanto leggere bei libri. Perciò siamo felici che l’azienda abbia creduto in noi e ci abbia investito, seppure virtualmente, della qualifica di ambasciatori del tè.

La prima PETER’S TeaHouse nasce a Bolzano nel 1994, oggi è presente su tutto il territorio nazionale non solo come negozi specializzati nella vendita del tè, ma è anche come Caffetterie, Tea Room, nell’area relax di Hotel e Centri benessere. E da oggi ha un posticino anche su Liberi di scrivere.

Come è nata l’idea di questa collaborazione? Scherzando sono anni che mi dico con tutto il caffè, il tè, le tisane che bevo mentre leggo dovrei avviare collaborazioni con le aziende che li producono. Ci scherzavo su ma non ho mai intrapreso i passi necessari per avviare queste collaborazioni. Leggendo il blog La sala da tè di una lettrice invece ho visto che si poteva fare davvero. Perciò eccomi qui.

L’azienda mi ha mandato 6 campioncini di tè diversi secondo le mie preferenze (io prediligo i tè neri più forti e corposi), e abbinerò un tè a un libro, e così recensirò sia il tè, che il libro, in tempi diversi, in post diversi, ma uniti da questo sottilissimo fil rouge, se l’iniziativa sarà apprezzata dai miei lettori, la continuo. Vediamo cosa nascerà da tutto ciò.

Sarà divertente recensire dei té, naturalmente lo farò a modo mio, con un po’ di storia, un po’ di curiosità, alcuni miei piccoli segreti per la preparazione del tè. Come molti dei miei lettori sono una vera consumatrice di tè, sinceramente appassionata di questa antichissima tradizione orientale. Li colleziono (come le saponette), li bevo, sia caldi che freddi, li uso per fare creme e dolci. Insomma unisco una mia passione a qualcosa che può divertire o essere utile anche a voi lettori. Fatemi sapere cosa ne pensate. Ci tengo.