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:: L’enigma degli Arcani di Sergio Fanucci (Time Crime, 2026) a cura di Patrizia Debicke

30 giugno 2026

Con L’enigma degli Arcani ancora una volta Sergio Fanucci sceglie di coniugare thriller, suspense e cultura. Se con il primo capitolo/episodio della Trilogia degli Enigmi aveva posto solide fondamenta, con questo secondo amplia gli orizzonti, aumenta la tensione e mira a una vicenda  più ambiziosa, nella quale scienza d’avanguardia, simbologia esoterica e giochi di potere internazionale si intrecciano pericolosamente.
L’incipit dispone del fascino delle migliori  grandi occasioni. Nella sontuosa cornice di un salone della Reggia di Versailles, luogo dove per secoli si sono decisi gli equilibri politici del continente, il professor Molina è pronto a presentare una scoperta destinata a rivoluzionare la medicina: una nanotecnologia in grado di sconfiggere il cancro. Una conquista scientifica che potrebbe cambiare la medicina, ma che diverrà immediatamente l’oggetto del desiderio di governi, multinazionali e organizzazioni disposte a tutto pur di impadronirsene. Quando poi, poco dopo, detto scienziato muore in circostanze misteriose, prenderà forma una lunga sequenza di omicidi accomunati da un particolare minacciosamente inquietante: accanto al cadavere di ogni nuova vittima compare un Arcano Maggiore dei tarocchi.
Da questo momento il romanzo accelera. Con ritmo crescente, Sergio Fanucci costruisce una trama complessa, ricca di false piste e colpi di scena, trasformando ogni scoperta in una domanda. Nulla è casuale, ma spesso un dettaglio assume valore pagine dopo. Non si è testimoni degli eventi, ma bisogna interpretarli, magari tornando indietro in caccia di qualche particolare sfuggito.
A rendere più intrigante la trama sono soprattutto le protagoniste: Elisabeth Scorsese e Anna Pareto, due figure ormai complementari. Elisabeth mantiene il temperamento impulsivo e determinato già emerso nel precedente romanzo. Avvocato internazionale di origine italo-americana, porta sulle spalle il peso di una tormentata storia familiare, densa di tradimenti, servizi segreti e rapporti in sospeso. Fragilità nascosta dietro un’apparente sicurezza che la rende lontana dall’immagine dell’infallibile eroina.
Anna Pareto rappresenta invece il volto razionale dell’indagine. Docente di Storia delle religioni, affronta gli enigmi attraverso lo studio dei simboli, delle antiche tradizioni e dei testi sacri. È una donna brillante, pragmatica, divisa tra la vita accademica e quella familiare, capace di trasformare ogni riferimento storico in uno strumento investigativo. Quando si immerge nei suoi appunti per decifrare un codice o interpretare il significato degli Arcani, il lettore vuole collaborare con lei, condividendone dubbi, intuizioni e ragionamenti.
Il rapporto tra le due donne funziona perché nasce da diversità, istinto, logica, esperienza giuridica e conoscenza storica che integrandosi danno vita a una coppia investigativa ben affiatata. Intorno alle due protagoniste poi ruota un cast ricco di personaggi o comprimari che dir si voglia. Agenti dell’Europol, ricercatori, uomini di potere, religiosi e criminali affollano una storia corale nella quale nessuno pare del tutto innocente e in ogni alleanza, la fiducia è merce rara, potrebbe virare al tradimento.
Una delle più azzeccate caratteristiche del romanzo si rivela lo strano equilibrio creato fra elementi apparentemente inconciliabili. Da una parte la bioingegneria, le nanotecnologie e le enormi implicazioni economiche di una scoperta scientifica rivoluzionaria; dall’altra il mondo dei miti egizi, di Iside,  dei tarocchi, degli Arcani Maggiori.
Fanucci tuttavia evitando di trasformare la componente esoterica in decorazione, ne usa i simboli come un codice narrativo, come una chiave interpretativa.
Anche le ambientazioni assumono un ruolo fondamentale. Versailles, Ginevra, Zurigo e le sedi operative dell’Europol non rappresentano semplici scenografie, ma partecipano alla costruzione dell’atmosfera. Il contrasto tra palazzi storici, laboratori ultramoderni e corridoi del potere rafforza la sensazione di trovarsi davanti a una partita globale, nella quale il confine tra progresso scientifico e controllo politico si fa sempre più esile.
L’autore scrive in modo facile ma con precisione. I capitoli brevi alzano la tensione, i continui cambi di prospettiva  tengono vivo l’interesse sull’indagine, intanto che i dialoghi appaiono naturali e la documentazione storica e scientifica ben si integra nella narrazione senza appesantirla.
Secondo capitolo di una (promessa in anticipo) trilogia, L’enigma degli Arcani si dimostra  efficace come  e più di un  thriller. È un romanzo infatti che par voler invitare il lettore a osservare, dedurre, interpretare…
Sergio Fanucci consegna dunque al lettore un nuovo intreccio nel quale suspense, cultura, mistero e tecnologia convivono armoniosamente fino a un finale in grado di sorprendere, lasciando aperte nuove  prospettive.

Sergio Fanucci (1965), figlio e nipote di editori, ha lavorato fin da ragazzo nelle aziende di famiglia e nel 1990 ha ereditato la casa editrice del padre. Da allora ha costruito un catalogo specializzato nella letteratura di genere creando il Gruppo Editoriale Fanucci. Vive a Roma con la moglie, due figlie e un cocker spaniel inglese di nome Bloom. Per Rizzoli ha pubblicato Codice Scorsese (2015), primo volume della Trilogia dei Codici di cui la principale protagonista è l’avvocato italo-americano Elisabeth Scorsese, e il successivo Codice Scriba (2016), cui fa seguito l’ultimo e conclusivo romanzo, Codice Lumière (2018). Dopo L’Enigma del Patriarca, con cui inaugura la Trilogia degli Enigmi sempre con Elisabeth Scorsese, è disponibile ora il seguito L’Enigma degli Arcani. Di prossima pubblicazione in questa stessa collana il romanzo che chiude la trilogia, L’Enigma di Horus.