Archive for the ‘Segnalazioni’ Category

:: I Mastini POLILLO EDITORE – le novità di dicembre 2011

2 dicembre 2011

Peter Cheyney, LEMMY CAUTION – PERICOLO PUBBLICO
(1936, This Man Is Dangerous)
I Mastini n. 9 – 256 pagine – Euro 14,40
Traduzione: Bruno Amato
GIÀ IN LIBRERIA

 

Lemmy Caution è un autentico duro. Si muove con disinvoltura nell’ambiente malavitoso degli Stati Uniti, dove è noto per la sua fama di gangster pronto a tutto per un valido tornaconto. Condannato a vent’anni di reclusione per aver ucciso un poliziotto, due mesi dopo è evaso dal carcere di Oklahoma City e ha fatto perdere le sue tracce. Ora Lemmy, dopo essersi imbarcato da Marsiglia con un passaporto falso, si trova a Londra a caccia di una sua vecchia conoscenza, la bella e spregiudicata Miranda van Zelden, l’unica figlia di uno degli uomini più ricchi degli Stati Uniti. Ma non è il solo ad avere delle mire sulla ragazza. Il famigerato Ferdie Siegella, una vera istituzione nel racket dei sequestri di persona, è giunto in Inghilterra allo scopo di rapire Miranda per poi trasportarla fuori dal paese. Così ha assoldato proprio Lemmy perché avvicini la ragazza e la porti tra le braccia dei suoi aguzzini. Ma la cosa non è per niente facile perché Miranda, il cui arrivo in territorio britannico non è certo passato inosservato, fa gola a molte bande rivali… Scritto dal più americano degli autori inglesi, un classico del 1936 con la prima apparizione di quel Lemmy Caution, «un po’ eroe e un po’ anti-eroe», che è uno dei personaggi più memorabili e popolari della storia del giallo hardboiled.

 

Reginald Evelyn Peter Cheyney (1896-1951), ultimo di cinque figli, nacque a Londra. Il padre, dedito più all’alcol che al lavoro, si separò dalla moglie quando Reg (così allora veniva chiamato) aveva solo due anni e fu lei a farsi carico della famiglia. Il futuro che la madre aveva immaginato per lui era la carriera forense, ma Reg aveva in mente soprattutto il teatro, di cui già si occupava il fratello più grande. Lo scoppio della prima guerra mondiale sconvolse i programmi: a 19 anni fu inviato sul fronte della Somme, dove venne ferito. Quelli che seguirono furono anni tormentati; dopo aver tentato vari mestieri, Peter (aveva infine scelto quel nome) aprì un’agenzia investigativa, facendo lui stesso l’investigatore. L’esordio nella narrativa avvenne nel 1936 con This Man Is Dangerous (Lemmy Caution – Pericolo Pubblico), scritto, pare, per scommessa con un editore. Il successo fu enorme e immediato. Stroncato dalla critica che riteneva le sue storie troppo violente e scritte in un linguaggio rozzo, Cheyney fu adorato dal pubblico. Estremamente prolifico, all’apice della fama vendeva circa 2 milioni di copie all’anno in tutto il mondo, con una punta, dopo il secondo conflitto, di quasi 5 milioni. Di lui i giallisti Boileau e Narcejac hanno scritto: «Con Cheyney nasce un genere che si colloca nettamente tra il romanzo tout-court e il romanzo poliziesco. È un progresso indiscutibile».
George Harmon Coxe, L’OCCHIO INDISCRETO
(1935, Murder with Pictures)
I Mastini n. 10 – 256 pagine – Euro 14,40
Traduzione: Francesca Stignani
GIÀ IN LIBRERIA
Il più importante processo dell’anno si è appena concluso con l’assoluzione dell’imputato, Nate Girard, dall’accusa di omicidio, e i giornalisti schizzano verso le cabine telefoniche per dettare i loro articoli mentre i fotografi tempestano di flash il sorridente Girard e Mark Redfield, il suo avvocato. Quella sera, per festeggiare la vittoria, Redfield dà un ricevimento al quale invita anche Kent Murdock, il fotografo di punta del Boston Courier-Herald, che abita nel suo stesso palazzo. Alla festa Murdock trova alcune sorprese spiacevoli (l’ex moglie con la quale è in cattivi rapporti) e piacevoli (una deliziosa biondina vestita di blu che però non gli dà la benché minima corda), ma dopo un po’, annoiato, decide di tornarsene a casa. Mentre è in bagno per fare una doccia, sente un rumore di passi nell’appartamento e poco dopo gli compare davanti, pallida e spaventata, la stessa biondina conosciuta al party. «Apri l’acqua», gli intima lei e s’infila vestita nella doccia. Le sorprese, in quella strana notte, non sono ancora finite: qualche istante più tardi, infatti, il tenente Bacon della Squadra Omicidi irrompe nel bagno. «Ciao, Kent», gli dice. «C’è stato un omicidio nel palazzo. Hai per caso visto una ragazza?». Pubblicato originariamente nel 1935 e finora inedito in Italia, un romanzo avvincente con un protagonista che conquisterà subito le simpatie dei lettori.
 
George Harmon Coxe (1901-1984), nato a Olean, nello stato di New York, dopo aver abbandonato gli studi trovò lavoro dapprima come boscaiolo, poi in una fabbrica di automobili. Ben presto, però, il suo amore per la scrittura lo spinse a dedicarsi al giornalismo e tra il 1922 e il 1927 collaborò con varie testate. Nel 1927 si trasferì a Cambridge, Massachusetts, dove lavorò in un’agenzia di pubblicità fino al 1932 quando decise di rimettersi a scrivere. Tre anni dopo diede alle stampe il suo primo romanzo, Murder with Pictures (L’occhio indiscreto), nel quale introdusse il suo personaggio più famoso, il fotoreporter Kent Murdock. Fu per lui l’inizio di una lunga carriera letteraria durante la quale pubblicò 63 opere, 23 delle quali con Murdock come protagonista. Dal 1936 al 1938 lavorò per la MGM come sceneggiatore. Stimato dalla critica e dai colleghi («Il più professionista dei professionisti», lo definì il noto critico e scrittore Anthony Boucher), nel 1964 fu insignito del Grand Master Award dai Mystery Writers of America, associazione della quale era stato presidente nel 1952. Il suo ultimo romanzo, No Place for Murder (Fenner: la morte mi perseguita) fu pubblicato nel 1975, nove anni prima della sua morte avvenuta a Old Lyme nel Connecticut.

:: Segnalazione di Avevano spento anche la luna di Ruta Sepetys – Garzanti

10 agosto 2011

Avevano spento anche la luna di Ruta SepetysIspirato a una storia vera, un romanzo unico e sconvolgente, che spezza il silenzio su uno dei più terribili genocidi della storia.

Dal 25 agosto in libreria

«Morirono più di venti milioni di persone. Ma c’è ancora chi nega questa realtà. Ruta Sepetys, figlia di un rifugiato lituano, dimostra che la verità è un’altra.
Commovente. Un romanzo importante, che merita il maggior pubblico possibile.»
«Booklist»

Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell’università, è sulla lista nera, insieme a molti altri scrittori, professori, dottori e alle loro famiglie. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all’arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno.
Ma c’è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. È l’unico modo, se c’è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi. Lina si batte per la propria vita, decisa a non consegnare la sua paura alle guardie, giurando che, se riuscirà a sopravvivere, onererà per mezzo dell’arte e della scrittura la sua famiglia e le migliaia di famiglie sepolte in Siberia.

Ispirato a una storia vera, Avevano spento anche la luna spezza il silenzio su uno dei più terribili genocidi della storia, le deportazioni dai paesi baltici nei gulag staliniani. Venduto in ventotto paesi, appena uscito in America è balzato in testa alle classifiche del «New York Times». Definito all’unanimità da librai, lettori, giornalisti e insegnanti un romanzo importante e potente, racconta una storia unica e sconvolgente, che strappa il respiro e rivela la natura miracolosa dello spirito umano, capace di sopravvivere e continuare a lottare anche quando tutto è perso.

RUTA SEPETYS è nata in Michigan, da una famiglia di rifugiati lituani. Non ha mai dimenticato le sue origini e la storia della sua famiglia. Per questo è andata in Lituania, nel tentativo di recuperare la memoria paterna. Per scrivere Avevano spento anche la luna le ricerche sono state impegnative e l’hanno portata a visitare i campi di lavoro in Siberia e a conoscere storici e tantissimi sopravvissuti, che l’hanno aiutata a descrivere i particolari più importanti di quel passato di atrocità.

IL CONTESTO STORICO

La Lituania, la Lettonia e l’Estonia scomparvero dalle mappe geografiche nel 1941 e non riapparvero fino al 1990. Tutti sanno dell’Olocausto subito dalla popolazione ebraica, ma non sono molti coloro che sanno che nello stesso momento si stava verificando un altro Olocausto ai danni di un altro popolo. L’autrice Ruta Sepetys dà voce ai milioni di persone che persero la loro vita durante le purghe etniche di Stalin negli stati baltici. Dopo la prima guerra mondiale, gli stati baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) diventarono indipendenti. Tuttavia nel 1939 Stalin e Hitler firmarono il patto di non aggressione, nel quale si impegnavano a non attaccarsi a vicenda. Il patto includeva anche le aree di controllo reciproche, e Stalin si accaparrò gli stati baltici e una parte della Polonia. I cittadini che erano sulla “lista” degli antisovietici (scrittori, professori, militari, dottori…) venivano catturati e divisi: gli uomini venivano mandati in prigione, le donne e i bambini venivano deportati in Siberia. Nessuno di loro aveva commesso alcun crimine. Non sono molti coloro che sono a conoscenza del fatto che 20 milioni di persone morirono così, durante la dittatura di Stalin.

:: Segnalazioni: I Mastini di Aprile Polillo Editore

7 aprile 2011

Per gli amanti dell hard boiled classico la Polillo editore ha da poco inaugurato una collana I Mastini con l’intezione di proporre ai suoi lettori le opere introvabili o addirittura spesso inedite in riedizioni integrali e ritradotte, appartenenti a quel filone della narattiva poliziesca, soprattutto statunitense ma non è escluso che qualche francese non faccia parte della collezione, che in tutte le sue forme dalla suspense, al noir, al thriller, al poliziesco procedurale fino al romanzo d’azione ha rivoluzionato il giallo classico.  Per chi volesse scoprire le origini di questo genere che vede in autori come Raimond Chandler e Daschiell Hammett i maestri incontrastati la lettura dei Mastini è da non perdere. Oggi 7 aprile nella pregevole collana escono Il passato si sconta sempre di Ross Macdonald e Se muoio prima di svegliarmi di Sherwood King.

passato rossRoss Macdonald, IL PASSATO SI SCONTA SEMPRE
(1964, The Far Side of the Dollar)
Traduzione integrale a cura di Giovanni Viganò

I mastini n. 4 – 304 pagine – Euro 14,40

Uno dei pochi autori di gialli entrati nel novero dei grandi narratori americani, Ross Macdonald si servì della formula poliziesca per raccontare la realtà del suo paese, introducendo nella detective story una profondità psicologica e una complessità etica senza precedenti. E con Lew Archer, il suo personaggio per eccellenza, trasformò l’investigatore privato nella coscienza morale di una società violenta e corrotta. Scritto nel pieno della sua maturità espressiva, questo romanzo del 1964 è considerato uno dei punti più alti della sua produzione. Quando un adolescente ribelle scompare da un istituto di Los Angeles per ragazzi difficili dove era stato spedito dalla sua ricca famiglia, Archer viene incaricato dal direttore della scuola di ritrovarlo. Sembra un caso semplice, il giovane se l’è svignata mal sopportando la disciplina, e invece la storia diventa via via più intricata. Perché i suoi disperati genitori sono così restii a collaborare col detective, trattenendo informazioni che potrebbero essere di vitale importanza? E perché tutte le piste conducono a un hotel abbandonato di Santa Monica che un tempo ospitava attricette, marinai e truffatori e in cui ora un cadavere ancora caldo fa bella mostra di sé? Muovendosi nell’opulenta società californiana, Archer porterà alla luce gelosie, avidità, depravazione e foschi segreti di famiglia.
Ross Macdonald (1915-1983), pseudonimo di Kenneth Millar, nacque a Los Gatos, in California, ma crebbe in Canada. Dopo la laurea e il servizio in marina durante la guerra, nel 1944 esordì nella narrativa gialla con The Dark Tunnel (Il tunnel), il primo di quattro romanzi firmati col suo vero nome. Quando si rese conto che i suoi libri potevano essere confusi con quelli della moglie Margaret Millar, a sua volta giallista in ascesa, prese uno pseudonimo. Nel quinto mystery, The Moving Target (Bersaglio mobile), introdusse Lew Archer che, tranne in due casi, compare in tutto il resto della sua produzione ed è stato impersonato sullo schermo da Paul Newman in Detective’s Story e in Detective Harper: acqua alla gola. Il personaggio conquistò enorme fama grazie a romanzi come The Drowning Pool (1950, Il vortice), The Chill (1964, Il delitto non invecchia), The Far Side of the Dollar (Il passato si sconta sempre), vincitore del premio della Crime Writers’ Association per il miglior libro, e The Blue Hammer (1976, Lew Archer e il brivido blu), l’ultimo. Pur richiamandosi alla lezione di Chandler e Hammett, i due grandi maestri dell’hardboiled, Macdonald è considerato superiore a entrambi da una parte della critica per aver dato al romanzo poliziesco, come scrisse lui stesso, “una serietà e una complessità di stile e di trama che in passato non aveva”.
muoio prima SherwoodSherwood King, SE MUOIO PRIMA DI SVEGLIARMI
(1938, If I Die Before I Wake)

Traduzione: Bruno Amato

I mastini n. 5 – 224 pagine – Euro 13,90
Ispirandosi a questo romanzo del 1938, Orson Welles diresse nel 1946 il celeberrimo film La signora di Shanghai, interpretato da Rita Hayworth e dallo stesso regista. Welles spiazzò pubblico e critica, così come il lettore resterà spiazzato dalle svolte sorprendenti nell’intreccio di questo piccolo capolavoro della letteratura noir. Scritta in uno stile immediato e asciutto, come osservò la rivista Time, la storia segue le vicende di Laurence Planter, un giovane e aitante ex marinaio che viene ingaggiato come autista da un grosso avvocato di New York sposato a una donna bellissima. Un giorno, il socio dell’avvocato gli fa una curiosa e ardita proposta, e Laurence, pur sentendo puzza di bruciato, è tentato dalla prospettiva di una vita migliore. Quando si rende conto di essere capitato in un nido di vipere in cui è impossibile distinguere gli amici dai nemici, è già in trappola, una trappola raffinatissima che lui stesso ha inconsapevolmente contribuito a costruire, e sul suo capo pende un’accusa di omicidio. Lo attende la pena di morte se non riuscirà a dimostrare la propria innocenza.
Raymond Sherwood King (1904-1973) nacque a Yonkers, New York, ma crebbe tra il Kansas e Milwaukee, nel Wisconsin, dove si laureò alla Marquette University.  Trasferitosi a Chicago, dopo esperienze nel campo della pubblicità e delle vendite, divenne collaboratore fisso del quotidiano Chicago Tribune. Pur essendosi dedicato alla narrativa, con una predilezione per quella poliziesca, fin da giovanissimo, pubblicò il suo primo romanzo, il mystery Between Murders, solo nel 1935. Oggi la sua fama è legata al libro successivo, If I Die Before I Wake (Se muoio prima di svegliarmi), che risulta essere la sua ultima opera.
PROSSIME USCITE DELLA COLLANA “I BASSOTTI”
n. 95 – Dorothy L. Sayers, “Lord Peter e l’altro” (uscita prevista per il 26 maggio)
n. 98 – Cortland Fitzsimmons, “Delitto ai grandi magazzini” (in uscita il 21 aprile)

:: DI NUOVO I PORTICI DI CARTA A TORINO a cura di Elena Romanello

17 settembre 2010

Sabato 18 e domenica 19 settembre il centro di Torino ospita l’edizioni del 2010 di Portici di carta, dove la passeggiata tra piazza Carlo Felice, di fronte a Porta Nuova, e piazza Castello passando per via Roma e piazza San Carlo diventa una gigantesca libreria all’aperto, protetta dalle intemperie (purtroppo le previsioni per il week-end danno pioggia) e dall’accesso di calore, proponendo poi in piazza San Carlo gli spazi per gli incontri e i dibattiti.

 

Quest’anno Portici di carta spegne le quattro candeline: è riuscita a sopravvivere più che dignitosamente ai tagli alla cultura e alla crisi, anche se non si possono più mettere in palio Fiat 500 piene di libri, ma in compenso si focalizza il tutto sul mondo dei libri, tenendo conto che quest’anno non ci sono sovrapposizioni con Torino Spiritualità, che si terrà il week-end successivo. In ogni caso l’entusiasmo di presentare e confrontarsi sui libri resta uguale, in una città come Torino che conta su uno dei migliori sistema bibliotecari italiani, su oltre cento librerie indipendenti e su un Salone del libro annuale al Lingotto, a cui Portici di carta è collegato dalla stessa fondazione, La Fondazione per il libro e la cultura.

 

Come sempre i libri verranno organizzati per aree tematiche, con nome di vie, in base all’argomento: ci sarà una via apposita degli editori piemontesi, la Via dei ragazzi, uno spazio dedicato alla degustazione del cioccolato, e lo spazio interessantissimo del Libro ritrovato, dove acquistare i best-seller di qualche anno fa.

 

La parte più interessante degli incontri di piazza San Carlo riguarderà Italo Calvino, con una conferenza sabato alle 21 e una passeggiata tra i luoghi dell’autore domenica dalle 10, e Gianni Rodari, grande protagonista dello Spazio ragazzi, gestito dalle Biblioteche torinesi, che propongono anche letture di fiabe popolari in varie lingue, a cominciare da Pinocchio letto in cinese. Tra gli altri appuntamenti, si potranno ascoltare i docenti universitari Carlo Ossola e Gian Luigi Beccaria, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che parlerà del suo libro La sfida, l’autrice albanese Ornella Vorpsi che parlerà di emigrazione, così come Nejma Bani e Daniela Boarino.

 

Ma Portici di carta è innanzitutto un’occasione per poter passeggiare in mezzo ai libri, essere informati sulle novità, confrontarsi con librai ed editori. L’accesso alla manifestazione e a tutti i suoi appuntamenti è gratuito, per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.porticidicarta.it/

 

 

 

Elena Romanello