Un libro privato, una biografia appassionante ed appassionata di un pontefice visto nella sua intimità più vera ed avvolgente.
L’autrice, Caroline Pigozzi, affianca Giovanni Paolo II per lunghi periodi e ne “ ruba” i momenti più autentici, regalando a noi lettori l’immagine di un Uomo meravigliosamente complesso nelle sue certezze e nelle sue debolezze.
Ci mostra quindi un Papa nella sua quotidianità, lontano dai riflettori e dal bon ton dell’ufficialità dell’evento in sé; dall’alba al tramonto, senza veli ed ipocrisie. Possiamo toccare con mano i suoi incontri meno pubblicizzati, conoscere gli amici a lui più cari.
Caroline Pigozzi gli è accanto dunque quando compie i gesti più semplici, nei momenti di preghiera, a qualche incontro privato; ma anche nella solennità più ridondante di udienze e di celebrazioni.
L’ha seguito all’Avana o ancora al Muro del Pianto di Gerusalemme, quando lo stesso Papa ha fatto scivolare tra le millenarie pietre color ocra una lettera di scuse e di pentimento per le umiliazioni e le sofferenze inferte al Popolo Ebraico.
Nulla si può dire sia sfuggito alla capace penna dell’autrice che ha perfino conosciuto la cosiddetta “cerchia polacca” di Wojtyla; ovvero quelle persone care e fidate di cui lui amava circondarsi per colmare l’enorme vuoto lasciato dalla morte dei suoi parenti.
Interessante all’interno di questo testo, la breve ma intensa intervista che la Pigozzi sottopone ai membri dell’equipe medica che aveva in cura il Pontefice. Una serie di domande e di risposte che evidenziano la precarietà e la voglia di vivere di una figura che senz’altro ha segnato due epoche!
Caroline Pigozzi, di origine italiana , ha compiuto gli studi presso l’istituto San Domenico di Roma e ha frequentato per breve tempo la facoltà di giurisprudenza .
Ha studiato alla New York University. Ha lavorato per Le Figaro Magazine e da ben 13 anni è a Paris Match, per il quale in qualità di grand reporter ha avvicinato personalità internazionali come Juan Carlos di Spagna, Elisabetta II e il sultano del Brunei.
A partire dal 1996 ha ripetutamente trascorso lunghi periodi in Vaticano a diretto contatto con il Papa. Per i suoi reportage su Wojtyla ha ricevuto nel 1997 il Prix Mumm e il suo primo libro, Le Pape en privé, bestseller in Francia e in Polonia, è stato tradotto persino in arabo.
Source: libro del recensore.
“Col tempo mi accorgo che l’unica cosa che vale e che fa pienamente uomini è la ricerca, che muove l’intelligenza e il cuore”.
Lady Diana e Santa Madre Teresa di Calcutta – due icone che non appartengono più al Tempo – sono edere pulsanti nel nostro registro dei ricordi.
Il Talmud è, in un certo senso, il libro del grande mistero del popolo ebraico. È un libro misterioso non perché è scritto in una lingua diversa e con uno stile tutto suo, ma perché è un libro unico nella letteratura mondiale. Inizia come un’opera circoscritta nei suoi scopi, un commentario alla Torà Orale, ma presto arriva a affrontare ogni possibile argomento che sia rilevante per l’umanità, ovunque si trovi. Scritto in un linguaggio semplice, con tutta la sua semplicità contiene profondità di saggezza, di conoscenza e di analisi di ogni possibile domanda. Il Talmud è un libro del mistero che è totalmente aperto perché il segreto che contiene non ha bisogno di essere nascosto, essendo così profondo e criptico che ci si può solo connettere ad esso, ma non si può mai arrivare a comprenderlo appieno. Per gli ebrei il Talmud è un libro vitale perché in una certa misura da lui dipende la loro stessa esistenza, ma, contemporaneamente, il Talmud trasmette al mondo intero un messaggio, che forse il mondo, solo adesso, può cominciare a comprendere.
La figura di San Giuseppe mi ha da sempre affascinato, per cui ho colto l’occasione di leggere Giuseppe – Il padre di Gesù di Gianfranco Ravasi, Edizioni San Paolo, con un misto di curiosità e aspettativa, e devo ammettere che sono tante le cose che ho appreso, alcune decisamente lontane dall’iconografia classica. Giuseppe, c’è poco da dire, è una figura misteriosa, circondata da un‘aura di riserbo e di silenziosa discrezione. Cosa sappiamo realmente di lui? Dai vangeli canonici poco, appare più come una figura dimessa, sullo sfondo della vita di Gesù, di Maria e degli apostoli. Sappiamo che era un uomo giusto e gentile, di età in un certo senso avanzata, dotato di una fede forte e profonda (messaggeri divini gli apparivano in sogno e lui non esitava a eseguire cosa gli veniva comandato) e di un certo coraggio, fidanzato e poi sposo di Maria, padre legale di Gesù, un gran lavoratore, un falegname, discendente della stirpe di Davide sebbene la sua condizione sociale fosse modesta. Ravasi comunque non si limita a presentarci la figura di Giuseppe che emerge dai vangeli canonici, e qui sta sicuramente la parte più interessante del libro, ma aggiunge anche notizie tratte dai vangeli apocrifi, quei testi anche molto antichi che non rientrano nei testi giudicati dalla chiesa di ispirazione divina. In appendice troviamo per esempio il testo integrale della Storia di Giuseppe il falegname, testo apocrifo in cui viene descritta la morte di Giuseppe, e apprendiamo per esempio che era vedovo quando sposò Maria e già padre di numerosi figli (i celebri fratelli di Gesù?). O a pagina 46, notizie tratte dal Vangelo arabo dell’infanzia, da cui apprendiamo i nomi dei due condannati che saranno crocifissi con Gesù a Gerusalemme, e le circostanze un po’ avventurose del loro incontro precedente in Egitto con la sacra famiglia. Curioso il capitolo intitolato Un falegname high-class in cui Ravasi riporta la polemica tra chi “vorrebbe continuare a classificare Gesù e la sua famiglia nella categoria della povertà e chi, invece, vorrebbe promuoverlo al rango della media borghesia”. Polemica della quale ero del tutto all’oscuro. Naturalmente è un testo scritto da un teologo, che riporta versetti e citazioni bibliche, ma con una certa leggerezza che permette anche ai meno avvezzi ai testi teologici di trovare spunti di riflessione interessanti. Curioso per esempio anche l’accostamento tra Lenin e San Paolo di pagina 65, che non vi anticipo, lo scoprirete durante la lettura, o l’elenco di rappresentazioni pittoriche in cui appare l’effige di Giuseppe. Bella per esempio la copertina con la riproduzione di San Giuseppe con Gesù bambino, 1640-1642, di Guido Reni. Sebbene sia un testo relativamente breve, perfetto come regalo per la festa del papà, Giuseppe – Il padre di Gesù racchiude un ritratto approfondito della figura di Giuseppe, con un occhio all’universo bliblico e un altro alle tracce culturali, come sintetizza lo stesso autore nell’ introduzione. Letto in un pomeriggio, senza sforzo grazie a uno stile semplice e discorsivo, privo di asperità. 
























