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:: Non c’è stata nessuna battaglia di Romolo Bugaro (Marsilio 2019) a cura di Fabio Orrico

5 aprile 2019
Romolo Bugaro

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L’ultimo romanzo di Romolo Bugaro, Non c’è stata nessuna battaglia, è forse una delle sue opere più coraggiosamente sperimentali. Giunto a quattro anni da Effetto domino, libro che riusciva con straordinario acume a catturare il nostro presente, quest’ultimo romanzo ne riprende in modo ancora più radicale la struttura corale, ampliando però lo spettro temporale.
Non c’è stata nessuna battaglia (titolo in larga parte ironico) racconta la storia di un gruppo di amici, dagli anni 70 ad oggi e lo fa attraverso uno struttura prismatica e polifonica capace di restituirci lo scorrere del tempo. Si parte da un episodio drammatico e apparentemente marginale (dal punto di vista del plot) nella vita di Nick the best one (i soprannomi icastici sono una caratteristica dei personaggi) per poi mescolare liberamente i segmenti temporali che hanno, come perno, una giornata estiva del 1976. Quel giorno accavalla momenti e avvenimenti che finiranno per coinvolgere tutti i protagonisti della vicenda e che, subliminalmente, sembrano riverberarsi anche nel loro futuro. È infatti in quella giornata che nascono amori e si rinsaldano amicizie, che scoppiano risse o che semplicemente ci si dedica al cazzeggio. Sono gli anni dell’impegno politico, in cui la città è spazzata da manifestazioni e cortei e Bugaro dà conto di questo nella sua giornata- simbolo. Al solito lo scrittore veneto è bravissimo nel restituire l’air du temp.
Al centro della scena c’è Padova, luogo che ha dato i natali a Bugaro, città palcoscenico e microcosmo tutto italiano in cui è possibile leggere in filigrana il collasso di una nazione e di un’idea di stato. Gli stessi ragazzi sfaccendati e goliardici li ritroveremo tragicamente adulti. A volte, ed è il caso della Canova, personaggio femminile centrale nello sviluppo degli avvenimenti, accanto a persone che scontano in prima persona le conseguenze della propria hybris (nel caso specifico, un marito processato per corruzione). La carriera politica è una delle strade naturalmente intrapresa da più di un personaggio e a Bugaro riesce particolarmente bene descrivere il mondo della politica cittadina, degli assessori e dei consiglieri, l’attività di piccolo cabotaggio e i maneggi per avere la propria fetta di potere. Padova, il veneto, il ricco nord est sono come sempre motore dell’ispirazione di Bugaro, territorio realmente privilegiato per restituire la temperatura morale di un paese che, attraverso l’accumulo del denaro, cerca di capitalizzare la promessa di un possibile benessere.
Lo scrittore padovano alterna registri diversi, attento a preservare la caratteristica oralità di ciascun personaggio, di volta in volta chiamato a prendere la parola e le fila del racconto e chiude con lo strumento più risolutivo e privato. Le mail di qualcuno che se ne è andato per poi tornare, misurando la propria distanza, anche e soprattutto geografica, sul tempo ormai irrimediabilmente trascorso.

Romolo Bugaro (1962, Padova) ha pubblicato La buona e brava gente della nazione (Baldini e Castoldi 1998, finalista al premio Campiello, di prossima ripubblicazione presso Marsilio), Il venditore di libri usati di fantascienza (Rizzoli 2000), Dalla parte del fuoco (Rizzoli 2003), Il labirinto delle passioni perdute (Rizzoli 2006, finalista al premio Campiello) ed Effetto domino (Einaudi 2015). Per Marsilio, insieme a Marco Franzoso ha pubblicato anche I nuovi sentimenti (2006) e Ragazze del Nordest (2010).

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Si ringrazia Chiara dell’Ufficio stampa Marsilio.

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