Posts Tagged ‘Micol Borzatta’

:: La verità sul caso Harry Quebert, Joël Dicker (Bompiani 2013) a cura di Micol Borzatta

28 agosto 2015
images

Clicca sulla cover per l’acquisto

Aurora 1975. Harry Quebert, scrittore trentaquattrenne si trasferisce da New York ad Aurora per cercare di concentrarsi e scrivere il suo grande romanzo. Arrivato nel piccolo paesino trova una realtà completamente diversa da quella a cui è abituato e appena si presenta come uno scrittore trova la fama che ha sempre sognato, ad Aurora infatti tutti lo considerano un personaggio molto importante da trattare con i guanti. Appena arriva incontra Nola Kellergan, una ragazza di 15 anni molto bella e amata da tutti, mentre sta passeggiando e improvvisando alcuni passi di danza sulla spiaggia.
Tra i due nasce subito un forte sentimento, ma la grande diversità di età e il fatto che lei fosse minorenne ovviamente sono di ostacolo. I due amanti però, dopo vari tentativi, non riescono a stare lontani uno dall’altro e iniziano a frequentarsi. Fino a quando il 30 agosto 1975 Nola scompare nel nulla, l’unica persona che ha notizie è la signora Cooper che viene trovata morta a causa di un colpo di pistola subito dopo aver chiamato la polizia per dire che ha visto Nola piena di sangue nella sua cucina, dopo averla vista poco prima inseguita da un uomo nella foresta.
Giugno 2008. Marcus Goldman sta passando un periodo di depressione e di crisi lavorativa. Marcus è uno scrittore e un paio d’anni prima ha pubblicato il suo primo romanzo che ha ottenuto un successo straordinario, però finita l’onda del successo, superato anche il momento adatto per uscire con un secondo libro in modo da poterla continuare a cavalcare quell’onda, si ritrova con il blocco dello scrittore e non riesce a scrivere più nulla. Decide così di telefonare a Harry Quebert, grande scrittore, suo ex docente di letteratura, amico, compagno di boxe e colui a cui deve tutto il suo successo perché è stato l’unico a credere in lui e a insegnargli a scrivere.
Harry è felice di sentire finalmente il suo pupillo, talmente felice che si dimentica anche del dolore provato quando è sparito totalmente troppo preso dal suo successo, e lo invita a raggiungerlo ad Aurora per aiutarlo a superare questo momento nero. Marcus accetta immediatamente l’offerta e lo raggiunge il giorno stesso.
Il suo soggiorno si protrae per qualche mese, ma purtroppo non ottiene i risultati sperati, il blocco dello scrittore infatti rimangono e l’unica cosa che riesce a ottenere è una litigata con Harry dopo aver frugato negli effetti del padrone di casa e aver scoperto una scatola contenete una foto di una ragazzina, un biglietto per un appuntamento segreto e delle lettere d’amore. Marcus non sapeva niente delle situazioni sentimentali di Harry e ne rimane sorpreso, così cerca di approfondire la cosa e scopre che la ragazza nella foto si chiama Nola Kellergan e aveva solo 15 anni.
Marcus torna a New York e si concentra per trovare spunto per scrivere il suo nuovo romanzo quando riceve una telefonata da Harry che gi comunica che hanno trovato il cadavere di Nola e lo hanno accusato del suo omicidio.
Marcus torna di volata ad Aurora e si impegna completamente a indagare per riabilitare Harry perché convinto della sua innocenza.
Inizia così a fare molte domande in giro e quello che scopre è davvero sconcertante e sconvolgente.
Un romanzo a cui mi sono avvicinata tardi rispetto alla sua uscita, ma che ho sempre visto con curiosità. Un caso letterario che è stato amato e criticato ai suoi tempi e che devo dire ho amato dalla prima all’ultima pagina.
Dicker riesce con uno stile molto semplice a creare una storia che si sviluppa intorno a tre personaggi e si svolge in epoche diverse ma legate a doppio filo tra di loro. Storia che affronta le tematiche più profonde e complicate della vita umana tra cui l’amore, la solitudine, i pregiudizi.
I personaggi sono descritti veramente nel profondo e il lettore si trova ad affezionarsi subito a Harry vivendo insieme a lui la gioia e l’amore all’inizio del libro e il dolore della perdita e della verità alla fine.
Una delle bravure dell’autore riscontrati è la capacità di stravolgere completamente il pensiero del lettore. Mi spiego meglio, fin dall’inizio il lettore viene portato a credere a determinati fatti, crede di aver imparato a conoscere i personaggi in una determinata maniera in base ai loro pensieri, alle loro azioni, al loro modo di interagire con l’ambiente e le altre persone, ma andando avanti con la lettura si scoprono segreti e avvenimenti che trasformano tutto, specificando alcuni caratteri e trasformando del tutto altri. Questi cambiamenti vengono affrontati durante le indagini che fa Marcus. Parte che all’inizio trasmette la sensazione di essere a un punto morto e di non fare progressi ma senza risultare pesante e lenta, ma incitando il lettore ad andare avanti a cercare insieme al protagonista perché non è possibile che non si riesca a sbrogliare la matassa. Ed è proprio con questa perseveranza sia di Marcus che del lettore che Dicker gioca rivelando nella seconda parte del romanzo in poi avvenimenti e segreti che sconvolgono tutto quello che si era creato nella mente del lettore fino a quel momento, per poi stravolgere nuovamente tutto quanto nella terza parte del romanzo per poi esplodere nell’epilogo finale.
Un romanzo certamente non corto, ma talmente coinvolgente che si legge tutto d’un fiato lasciando in suspance il lettore ogni volta che deve per forza di cose bloccare la lettura.
Consigliato di cuore a tutti è il classico romanzo che non si può non amare.

Joël Dicker nasce nel 1985 a Ginevra. Nel 2010 si laurea in legge all’Università di Ginevra.
Sempre nel 2010 vince il premio del concorso Prix des Genevois Ecrivains con il romanzo Les Dernies Jours de Nos Peres, finito di scrivere nel 2009 ma fino a quando non ha vinto il premio non era riuscito a interessare nessun editore. Nel  2010, il titolare della casa editrice svizzera L’Age d’Homme, Vladimir Dimitrijevic, lo contatta per pubblicare l’opera. Decidono di pubblicarlo per settembre 2010, ma a causa della morte di Dimitrijevic, non sarà pubblicato prima del 2012.
Il 2012 è anche l’anno di pubblicazione del romanzo La verità sul caso Harry Quebert, che a differenza dell’altro romanzo ottiene subito un grande successo, viene tradotto in 33 lingue e vince il premio Grand Prix du roman de l’Académie français.

Source: acquisto personale

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria

:: Niente di vero tranne gli occhi, Giorgio Faletti, (Baldini & Castoldi, 2004) a cura di Micol Borzatta

22 agosto 2015
Giorgio Faletti - Niente di vero tranne gli occhi

Clicca sulla cover per l’acquisto

Roma e New York, Maureen Martini e Jordan Marsalis, due città lontane e diverse, due persone ancora più lontane ma non così tanto diverse. Denominatore comune un assassinio seriale che dopo aver ucciso posiziona i cadaveri nelle consuete pose dei Peanuts.
Jordan Marsalis è un ex tenente di New York e anche il fratellastro da parte di padre del sindaco. Un giorno viene chiamato proprio dal fratello, che non sentiva da molto tempo, che gli comunica la morte del figlio, ovvero il nipote di Jordan, e gli chiede di prendere in mano le indagini anche se al momento non fa più parte della polizia.
Jordan all’inizio rifiuta, ma viste le insistenze del fratello decide di accettare per mettere dietro alle sbarre l’assassino.
Nel frattempo si verificano altri omicidi e non solo a New York, ma anche a Roma. E proprio a Roma Maureen Martini, poliziotta e mezza americana, viene coinvolta a causa della morte del suo fidanzato che viene collegata agli omicidi di New York.
Inizia così una collaborazione tra le due città e i due poliziotti per trovare il serial killer.
Un romanzo davvero eccezionale che come il primo, Io uccido, sa coinvolgere appieno il lettore con una trama intrigante, indagini approfondite e descrizioni minuziose sia relative ai luoghi che ai personaggi.
Rispetto al primo romanzo si denota una crescita dell’autore dimostrata dall’andamento più brioso e dallo stile più leggero che rendono il romanzo ancora più avvincente.
Le descrizioni sono esattamente come ci aveva abituato nel primo romanzo, trasportando il lettore nei vari scenari e legandolo ai vari personaggi creando un legame morale e simbiotico trasformandoli in amici di vecchia data.
Un romanzo che si è rivelato davvero una notevole scoperta e che dimostra appieno la grande abilità di Faletti anche nel campo della letteratura.

Giorgio Faletti nasce ad Asti nel 1950 e muore a Torino nel 2014. Comico, cabarettista, attore, cantante riesce nel suo meglio anche come scrittore pubblicando ogni volta grandi successi.
Suo libro di esordio Io uccido ha riscosso un enorme successo ed è stato tradotto in diverse lingue e pubblicato in vari paesi stranieri tra cui Francia, Germania, Spagna, Giappone e Stati Uniti d’America.
Niente di vero tranne gli occhi è la sua seconda opera.

Source: acquisto del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Ti ricordi Connor?, Eleonora Giacomelli, (Miraviglia, 2015) a cura di Micol Borzatta

27 luglio 2015
9788889993743

Clicca sulla cover per l’acquisto

Eleonora è figlia di una famiglia agiata che hanno già programmato tutta la sua vita per farle ottenere una posizione agiata come credono che le spetti per evitare che la gente possa commentare e giudicare.

Eleonora però sogna altro. La sua più grande passione sono i Highland White Terrier e vorrebbe davvero averne uno. Un giorno riesce a comprarne uno. È giovane e ingenua e così si affida al negozio di animali vicino a casa sua. Purtroppo, come quasi sempre accede, il cucciolo muore quasi subito perché era un piccolo trasportato in pessime condizioni dall’Est.

I genitori di Eleonora le regalano subito un altro cucciolo. All’inizio lei non lo accetta, ma piuttosto che lasciarlo a casa dei suoi genitori dove non sarebbe considerato nel modo appropriato, decide di tenerlo con sé fino ad affezzionarsi.

Inizia a partecipare alle prime mostre dove scopre che dietro ci sono mostre truccate, che se non sei un allevatore non vieni considerato, che non viene giudicato effettivamente il cane, ma le invidie e le bustarelle.

Un romanzo denuncia autobiografico che vuole far conoscere a tutti gli appassionati del mondo cinofilo il dietro le quinte di un mondo che nasce per rispettare i cani e purtroppo è mutato in un mondo falso.

Un romanzo scritto con uno stile leggero e semplice per quanto riguarda il linguaggi, ma che trasmette tutte le tinte forti e i sacrifici che un’allevatrice seria, rispettosa e che ama davvero gli animali, come la nostra autrice, deve affrontare ogni giorno.

Un romanzo che insegna ad amare i cani per quello che sono e non perché le mode del momento determinano un qualche nuovo standard.

Eleonora Giacomelli è laureata in Economia e commercio e vive a Ferrara. Ben presto abbandona la strada tracciata dalla famiglia per dedicarsi ai West Highland White Terrier. Vince tutto quello che un’allevatrice può ottenere, a livello nazionale e internazionale e Best in Show; ha selezionato alcune delle linee di sangue tra le più importanti al mondo. Il suo allevamento “Ariostea”, a Ravalle, ha ottenuto una visibilità internazionale ancora oggi senza pari. “Ti ricordi Connor?” è il suo primo romanzo ed inaugura la collana “I miei amati cani” di Miraviglia Editore.

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Paola dell’Ufficio Stampa Miraviglia Editore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Un giorno come un altro. Storia d’amore, perle e riscatti, Filippo Venturi, (Pendragon, 2015), a cura di Micol Borzatta

24 luglio 2015
1

Clicca sulla cover per l’acquisto

Siamo nel 2014 a Bologna. La mostra “Il mito della Golden Age”, organizzata nel fatiscente Palazzo Fava, espone il famosissimo dipinto di Vermeer dal titolo La ragazza con l’orecchino di Perla.
Martino, un meccanico spiantato che si dedica ai furti di cerchioni, riesce a entrare nel palazzo e a rubare il dipinto. Ciò non avviene grazie alla sua bravura e alla sua astuzia, ma grazie a una serie di circostanza fortuite.
Martino infatti non sa bene come muoversi e la sua goffaggine lo porta a fare passi incerti e catastrofici che però non saranno per niente d’aiuto ai funzionari di polizia che non sapranno cogliere la fortuna.
Un romanzo molto divertente e fuori dagli schemi che porta il lettore a tifare per i cattivi che riescono a fare breccia nel suo cuore grazie alle loro azioni imbranate e alla loro ingenuità.
Lo stile di narrazione è molto semplice e leggero, ma non per questo mancano i colpi di scena che danno quella marcia in più che coinvolge a fondo il lettore.
Una trama ben sviluppata che permette di conoscere una Bologna un po’ diversa dal solito.

Filippo Venturi, nasce nel 1972. Vive e lavora a Bologna come ristoratore.
Ha già pubblicato nel 2010 Intanto Dustin Hoffman non fa più un film. Nel 2012 Forse in paradiso incontro John Belushi. Nel 2013 Un saluto ai ragazzi, raccolta di racconti scritto insieme a Emilio Marrese e Cristiano Governa. Tutte le pubblicazioni sono con Pendragon.

Source: ebook inviato dall’autore, ringraziamo Filippo Venturi per la disponibilità.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Creole Belle, James Lee Burke, (Parallelo45 Edizioni, 2015) a cura di Micol Borzatta

6 luglio 2015
burke

Clicca sulla cover per l’acquisto

New Orleans. Dave Robicheaux si sveglia in ospedale dopo essere stato operato per aver ricevuto una pallottola nella schiena durante una sparatoria in Bayou Teche, ma la sua battaglia più grossa l’affronta non tanto per il post operazione ma quanto per la morfina che stanno usando per non fargli sentire il dolore.
Purtroppo la morfina non gli sta facendo passare solo il dolore, ma gli sta annebbiando la mente facendogli rivivere i ricordi che lo hanno afflitto in passato. Dave però non riesce a distinguere quali sono i ricordi e quali i fatti reali che gli stanno capitando intorno.
Una notte riceve la visita di Tee Jolie Melton, una sua vecchia conoscenza con un passato molto difficile. La mattina dopo però viene a sapere da Clete Purcel, suo vecchio partner in polizia, che Tee Jolie è scomparsa molti giorni prima e a tutti sembra strano che sia ricomparsa solo per andare a trovare in ospedale una vecchia conoscenza.
Sarà proprio l’ex partner che lo aiuterà a scoprire la verità su quanto accaduto.
Un romanzo emozionante che guida il lettore passo passo nella battaglia interiore di Dave vivendo tutti i drammi personali come se stesse combattendo anche lui in prima persona.
La lunghezza un po’ di quanto siamo abituati per un giallo non comporta comunque nessuna difficoltà nella lettura grazie a uno stile brioso e coinvolgente che guida per tutta la narrazione.
Le descrizioni degli ambienti sono totalmente reali che fanno vivere appieno l’atmosfera di New Orleans, non come siamo abituati a vederla nei film o nei telefilm, tutta colori, feste e balli, ma una New Orleans più suggestiva e oscura.
Anche i personaggi sono molto ben descritti, e non solo fisicamente, ma a livello molto più profondo e intimo che fa sì che il lettore possa creare un legame empatico con il suo personaggio preferito.
Un ottimo romanzo adatto anche a chi non conosce l’autore e a chi non è un fan del genere giallo.

James Lee Burke nasce a Houston nel 1936. Cresciuto sulla costa del Golfo del Texas-Louisiana frequenta il Southwestern Louisiana Institute e in seguito ottiene una laurea in inglese nel 1958 e un master presso l’università del Missouri nel 1960.
Nel corso degli anni ha svolto molti lavori tra cui geometra, giornalista, professore universitario d’inglese, assistente sociale, impiegato per il servizio occupazionale e istruttore negli U.S. Job Corps.
Premiato per ben due volte come Miglior Romanzo Criminale dell’Anno, è stato uno dei vincitori del Breadloaf & Guggenheim Fellowship e ha ricevuto il premio della NEA (National Educational Association).
Al momento della pubblicazione del suo romanzo The Lost Get-Back Boogie da parte della Louisiani State University fu nominato per il premio Pulitzer.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: La porta delle tenebre, Glenn Cooper, (Editrice Nord, 2015) a cura di Micol Borzatta

6 luglio 2015
image

Clicca sulla cover per l’acquisto

Emily e John sono finalmente rientrati alla loro epoca, ma appena tornano scoprono che l’apertura del portale ha portato nell’Oltre la sorella e i nipoti di Emily che erano nella sala mensa insieme a una scienziata e altre otto persone sparite dalle loro abitazioni.
Rincomincia così un nuovo viaggio nell’Oltre per salvare i nuovi spariti e per farlo John ed Emily dovranno allacciare alleanze con persone molto pericolose che nel loro primo viaggio hanno tradito o evitato del tutto, ma questo e altro per salvare i propri familiari.
Anche in questo nuovo viaggio Cooper mantiene un terminologia molto semplice che permette a qualsiasi lettore di potersi avvicinare ai suoi scritti, appassionandosi subito senza nemmeno più accorgersi del tempo che scorre, rimanendo attento e concentrato nella lettura fino all’ultima pagina senza volersi mai fermare.
Le descrizioni sono sempre molto minuziose e profonde come siamo stati abituati, infatti già dalle prime righe si ha la sensazione di rincontrare vecchi amici che avevamo salutato 7 mesi fa,m provando le stesse emozioni e gli stessi legami provati per gli altri suoi libri in generale e con Dannati in particolare.
Anche stavolta il viaggio nel tempo viene aiutato dalle descrizioni degli ambienti che riprendono perfettamente l’altro libro portano una perfetta continuità nella storia che fa dimenticare al lettore il fatto che sia passati 7 mesi tra una pubblicazione e un’altra.
Anche stavolta il finale è totalmente aperto dando l’impressione che ci sia un terzo libro in uscita che ovviamente aspetteremo con ansia.
Consigliato vivamente anche ai non amanti del genere per la qualità della trama e della scrittura.

Glenn Cooper  Nato a New York l’8 gennaio 1953 è cresciuto a White Plains, nella periferia di New York. Laureato in archeologia alla Harvard University e in medicina alla Tufts University School of Medicine. Finiti gli studi ha lavorato nel campo dell’industria farmacologica diventando presidente e amministratore delegato di un’azienda di biotecnologie nel Massachusetts.
Nel 2009 pubblica il suo primo libro, Library of the Dead, tradotto in 22 paesi, in Italia conosciuto con il titolo La biblioteca dei morti.
Subito ha sceneggiato e prodotto il suo primo film, Long Distance, con la sua casa di produzione, la Lascaux Pictures.
Nel maggio 2010 ha pubblicato l’atteso seguito del precedente romanzo, Il libro delle anime (Book of Souls) avente sempre Will Piper come protagonista.
In contemporanea viene pubblicato in Inghilterra il terzo libro The Tenth Chamber, arrivato in Italia in 20 gennaio 2011 con il titolo La mappa del destino.
Nel 2011 esce in Inghilterra The Devil will come, in Italia è stato pubblicato il 7 dicembre dello stesso anno con il titolo Il marchio del Diavolo, ambientato interamente in Italia.
Nella città di Solofra in provincia di Avellino è presidente onorario dell’Associazione culturale A.S.BE.CU.SO (Associazione Salvaguardia BEni CUlturali SOlofra) dove ha ricevuto il 20 novembre del 2012 la cittadinanza onoraria.
Quello stesso anno pubblica Il tempo della verità, I custodi della biblioteca e L’ultimo giorno. L’anno successivo, nel 2013, pubblica Il calice della vita.

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Barbara dell’ufficio stampa edizioni Nord.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Eternal War: Gli Eserciti dei Santi, Livio Gambarini, (Acheron Books, 2015) a cura di Micol Borzatta

26 giugno 2015
et

Clicca sulla cover per l’acquisto

Toscana, Firenze, fine 1260. La battaglia tra Guelfi e Ghibellini impervia. A Montaperto i Ghibellini riescono a sconfiggere i Guelfi uccidendo molti guerrieri e decimando la famiglia Cavalcanti, tra cui anche Schiatta, il patriarca.
Vent’anni dopo il nipote di Schiatta, Guido Cavalcanti, oramai adolescente, decide di fare qualcosa per fermare la guerra che continua a mietere vittime, così approfitta del suo amore per Bice degli Uberti per chiedere la sua mano al fratello e unire le due parti.
Questo è quello che conosciamo tutti, quello che racconta anche la storia, ma quello che non sappiamo è che i grandi patrioti della storia sono guidati da Ancestrarchi che si uniscono nel mondo dello spirito ai pater familias e li consigliano.
Kabal, l’Ancestrarca dei Cavalcanti, si ritrova però in una situazione molto difficile, il suo protetto Guido infatti è nato con due anime. Una cosa che nessuno credeva fosse possibile, ma ben presto scopre che un altro giovane fiorentino ha la stessa anomalia di nascita: Dante Alighieri.
Un romanzo davvero avvincente che dopo una partenza molto lenta, ma al contempo necessaria per far capire al lettore il periodo storico in cui è ambientato, prende un ritmo molto frenetico e brioso che lega il lettore alle sue pagine fino alla fine portandolo a voler sapere gli avvenimenti senza quasi respirare.
Le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono talmente minuziose che non possiamo non innamorarci di loro e non sentirci trasportati nel passato.
Un ottimo romanzo che unisce fantasia e storia in maniera magistrale, facendo venire voglia di approfondire l’argomento e quindi avvicinare i giovani alla storia.

Livio Gambarini nasce nel 1986. Cresce nelle vallate della bergamasca e a oggi è l’autore più giovane di Acheron Books.
Si è laureato in lettura fantasy in Italia e al momento tiene un corso di scrittura creativa all’Università Cattolica di Milano.
Ha già pubblicato un romanzo ambientato nella Lombardia del 1325, Le colpe dei padri, e diversi racconti che hanno ricevuto dei premi e menzioni in concorsi italiani di fantascienza, horror e fantasy.
Le sue più grandi passioni sono i videogiochi, i giochi di ruolo, le arrampicate in montagna e la psicologia, insieme alla recitazione, al parkour e le arti marziali vietnaminte.

Source: ebook inviato dall’editore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Missione d’onore, Giovanni Melappioni (Rai Eri, 2015) a cura di Micol Borzatta

16 giugno 2015

giSicilia, Seconda Guerra Mondiale, sbarco degli Alleati.
Ines e Cosimo sono fratelli, orfani di madre vivono con un padre violento e una nonna gretta e meschina in un luogo dove le donne sono relegate al margine della società come esseri inferiori. Ines vuole scappare da tutto questo e portare via anche suo fratello e per questo, a differenza di tutte le altre ragazze, legge e studia tutti i libri che ha ereditato da sua madre di nascosto.
Con l’arrivo della guerra però cambia tutto. Un giorno, durante lo sbarco degli alleati nell’isola, mentre in cielo ci sono gli scontri aerei e i cannoni risuonano come se fossero la normalità, una squadra di paracadutisti tedeschi viene inviata tra le linee nemiche per recuperare una lista di nomi scritta dal parroco per il paese secondo i voleri di Don Amelio, una lista molto importante e per questo molto pericolosa che viene nascosta dal parroco stesso nel momento della sua morte.
Le strade dei tedeschi e dei due fratelli si incrociano più volte trasformando la vita dei due bambini che si ritrovano a dover affrontare scelte contrarie alla loro etica e ai loro desideri che li porterà a trasformare loro stessi per poter sopravvivere in un mondo dove solo il più forte può andare avanti.
Un romanzo storico molto interessante che è stato vincitore nel 2014 del premio Giara D’Argento grazie alla capacità dell’autore di raccontare avvenimenti storici senza nessun tipo di pregiudizio ma descrivendo solo ed esclusivamente i fatti per come sono.
Descrizioni veramente minuziose che rendono i personaggi molto reali e la guerra è talmente dettagliata che denota la competenza storica dell’autore.
Unico neo riscontrato in questo romanzo è la scelta dello stile dell’autore che è molto lento e in alcune parti difficile da seguire e impedisce al lettore di rimanere totalmente concentrato sulla lettura, portandolo a doversi fermare e distrarsi per poter proseguire la lettura.
Un romanzo fantastico a livello storico, ma adatto solo a un target di appassionati del genere.

Giovanni Melappioni nasce a Civitanova Marche nel 1980, dove vive e lavora tutt’ora.
Grande appassionato di storia, è diventato uno studioso preferendo in particolar modo l’epoca medievale e la Seconda Guerra Mondiale. Studi che lo portano a tenere conferenze e incontri in giro per l’Italia. Nel 2011 pubblica L’ultima offensiva e vari racconti. Inizia a scrivere vari articoli per il web e racconti brevi a tema storico per siti e forum.

:: The Academy, Amelia Drake, (Rizzoli, 2015) a cura di Micol Borzatta

10 giugno 2015

drakeTwelve è una ragazza all’apparenza come tante altre. Solo all’apparenza perché Twelve è un’orfana di dodici anni. Il nome non deriva dalla sua età, è sempre stata chiamata Twelve, da quando la direttrice dell’orfanotrofio Moser l’ha trovata, il nome infatti deriva dal fatto che è stata la dodicesima orfanella trovata nel suo anno, anno definito Anno Nero perché dal primo gennaio al 31 dicembre gli orfanelli raccolti sono stati settanta.
Come per tutti gli ospiti dell’orfanotrofio e della città intera anche per Twelve è giunto il momento, con il compimento del suo dodicesimo anno di età, di affrontare gli esami di selezione per entrare in una delle diciotto accademie della città che permetteranno di entrare, al loro termine, nel mondo del lavoro.
Twelve supera alla grande la selezione e mentre si sta dirigendo verso l’Accademia di Servizio, quella in cui le hanno fatto credere di essere entrata, viene rapita e portata alla diciannovesima Accademia, l’Accademia dei Ladri. Un’accademia segreta conosciuta solo come una leggenda.
Twelve cerca di scappare, ma le scoperte che fa sono strabilianti…
Un romanzo fantastico che punta a un target di adolescenti, ma in realtà adatto per qualsiasi lettore di qualsiasi età perché sa coinvolgere in un modo quasi magico.
Trasporta il lettore in un mondo di invenzione che per tutta la durata della lettura sembra reale, a tal punto che il lettore non vuole staccarsi da quelle pagine per paura quasi di poter perdere anche un solo attimo delle avventure dei protagonisti. Personaggi che sono descritti talmente minuziosamente che legano immediatamente con il lettore che si ritrova a patteggiare per uno o per l’altro, incitandoli e supportandoli a ogni pagina, a ogni riga, a ogni parola di tutto il romanzo.
Lo stile segue perfettamente le atmosfere diventando più calmo o più frenetico in base alle esigenze, e il linguaggio semplice permette di potersi godere la lettura senza doversi concentrare troppo su passaggi complessi ma seguendolo come se scorresse linearmente nell’anima.
Un romanzo consigliato a tutti che alla sua fine lascia un senso di vuoto come se avessimo salutato dei cari amici portandoci a voler iniziare il prima possibile il seguito della saga per poterli rincontrare e sapere come proseguono le loro avventure.

Di Amelia Drake si conosce davvero molto poco. Non ama molto le foto e difatti non ne troviamo nemmeno una. Seguendo i suoi racconti autobiografici sappiamo essere molto alta e con i capelli neri, ama i tatuaggi e ne ha fatto uno alla base del collo a forma di lacrima.
Ama i libri, a tal punto che nel suo piccolo appartamento si dice ne abbia più di diecimila.
Ha lavorato per molto tempo come cameriera in un ristorante di lusso, ed è proprio mentre serviva i tavoli che le è venuta in mente la storia di Twelve, così non ha potuto fare altro che prendere la sua penna stilografica d’ottone che si è costruita da sola e iniziare a scrivere il primo volume di questa meravigliosa saga.

:: Le memorie di Talarana – L’ombra del Tiranno, Alessandro H. Den (Smashwords Editions, 2015) a cura di Micol Borzatta

3 giugno 2015

pIl signor Olton, Sovrintendente del Commercio Transoceanico dell’impero di Selthon, durante uno dei suoi viaggi naufraga. Ormai convinto che la sua vita sia alla fine si lascia andare per seguire il destino dei suoi compagni di viaggio, ma Dalagoth, creatura magica e genio delle acque, ha altri programmi per lui. Infatti dopo averlo salvato e portato alla presenza degli Dei, gli affida un bambino, ancora in fasce, con l’ordine di crescerlo come se fosse suo figlio e prepararlo per il compito a cui è destinato; per fare ciò Olton deve promettere che farà studiare la magia al bambino.
Gli anni passano e il bambino, che Olton ha chiamato Greg, crescendo inizia a dimostrare capacità magiche e una curiosità per la conoscenze formidabili. Olton però, pur avendo fatto una promessa a Dalagoth, non vuole per nessun motivo che il figlio si avvicini alla magia, ma pretende che segua le sue orme nel settore marittimo. Greg però non si lascia convincere e di nascosto inizia a prendere lezioni di magia con i suoi amici da Maestro Dovan.
La vita sembra trascorrere tranquilla fino a quando un complotto non mette a rischio la pace tra i due grandi imperi, Selthon e Naren e viene rubata una pietra magica importantissima viene rubata per far sì che i Demoni possano riprendere il possesso della Terra, dopo che millenni prima gli Angeli li avevano relegati nel sottosuolo.
Primo di una saga di sei romanzi rientra nel classico fantasy: un bambino orfano predestinato, un destino segnato, la nemesi cattiva, la battaglia tra Angeli e Demoni, l’imposizione del padre che tenta di non far avverare il destino e il cambiamento dell’eroe predestinato che prende coscienza del suo ruolo.
L’ambientazione non è molto classica, infatti l’autore mischia la classica ambientazione in stile medievale con elementi ultratecnologici, alcuni dei quali sono quasi fantascientifici anche per la nostra epoca. Questo aspetto però invece di rovinare l’effetto del libro è l’unico che lo rende un po’ innovativo e diverso dal solito senza accentuare il déjà vu descritto sopra.
Le descrizioni degli ambienti sono molto particolareggiate e portano il lettore a immaginarsi i paesaggi realisticamente, come se in un lontano passato abbia avuto l’opportunità effettiva di visitarli. Non si può dire lo stesso dei personaggi. O meglio, la presentazione dei personaggi è fatta molto minuziosamente sia a livello fisico che mentale e sentimentale, è l’evolversi che viene tralasciato, specialmente per quanto riguarda il protagonista che passa da bambino ribelle e quasi infantile a eroe predestinato nel giro di nemmeno due righe lasciando il lettore un po’ sdubbiato.
Altra piccola parte che lascia un po’ di amaro in bocca è quando l’amica di Greg, Lisa, viene posseduta da un Demone che la manovra come una marionetta. Oltre a essere molto e troppo simile alla serie televisiva Supernatural il lettore si sente preso in giro quando Lisa, una volta liberata dal Demone, inizia a domandarsi se effettivamente il malvagio sia lui o qualcun altro, magari proprio Greg. Dubbio che non torna con la storia narrata.
In conclusione un ottimo romanzo fantasy nel suo insieme, specialmente vista la moda del momento a raccontare di creature più leggendarie come licantropi e vampiri, che però vista ormai l’eccessivo sfruttamento di questo filone riporta troppi riferimenti e déjà vu.

Alessandro H. Den nasce e cresce a Firenze. Fin dai tempi dell’asilo dimostra una grande passione per la scrittura iniziando i primi scarabocchi, passando poi ai tempi delle elementari ai primi raccontini e continuando con romanzi negli anni successivi, lasciando prove di questo anche sui banchi di scuola oltre che sui vari fogli.
Appassionato a troppe cose sceglie come linea di studio un corso poliedrico e decide di frequentare la Facoldtà di Design.
Il primo libro della saga scrive a sedici anni, però riesce a consegnare la copia definitiva per la pubblicazione solo anni dopo, quando lo ha già cestinato e riscritto almeno cinque volte.
La sua passione è così forte che al momento pur essendo impegnato a frequentare il secondo anno della laurea magistrale in Architettura, sta scrivendo il quarto romanzo della saga Le pietre di Talarana e il secondo romanzo breve della saga Le memorie di Talarana.

:: La donna che leggeva troppo, Bahiyyih Nakhjavani, (BUR, 2009) a cura di Micol Borzatta

26 Maggio 2015

LaPersia 1800. Tahirih Qurratu’l-Ayn non è come tutte le donne. Nasce in una famiglia benestante e questo le permette di ottenere un po’ quello che vuole, infatti viene cresciuta come un uomo potendo studiare, cosa che era totalmente vietata alle donne, viste come esseri inferiori e utili solo per procreare. Tahirih è bella, sensibile, curiosa, adora scrivere poesie, discutere di politica e questo la porta a proclamare la dignità delle donne guadagnando la fama di ribelle e poetessa tra quelli che la seguono e di puttana e strega tra coloro che la temono.
Un giorno viene accusata di omicidio, riesce a fuggire per un po’ ma alla fine viene catturata. Nel momento della cattura si toglie il velo, gesto che la porta a entrare nella storia, e il suo fascino unito alla sua saggezza confondono i persecutori e quando viene consegnata riesce a farlo innamorare attirandosi l’odio della madre del sovrano.
Un libro interessante che ci porta a conoscere realtà a noi lontane e sconosciute, peccato per la lentezza dello stile e la narrazione statica che portano il lettore ad annoiarsi un po’ se non è un appassionato del genere.
Se si riesce a superare l’ostacolo della lentezza il romanzo merita davvero trasportando il lettore in un’epoca e in luoghi a noi del tutto sconosciuti trasmettendo totalmente il pensiero e il credo della gente, facendoci vivere le lotte morali affrontate dai personaggi.
Le descrizioni a volte sono un po’ pesanti però necessarie perché altrimenti non riusciremmo a capire le tematiche.
Consigliato a chi vuole conoscere il mondo che lo circonda.

Bahiyyih Nakhjavani nasce in Iran in una famiglia bahai, ovvero con fede monoteista, cresce in Uganda, studia nel Regno Unito e negli Stati Uniti e attualmente vive in Francia. Scrittrice iraniano-statunitense insegne letteratura americana. Nel 2007 l’Università di Liegi le conferisce la laurea honoris causa per la sua attività letteraria.

:: Principessa dei Coralli, Tea Stilton, (Piemme, 2009) a cura di Micol Borzatta

10 Maggio 2015

teaUn tempo il regno della fantasia era un unico regno governato da un unico sovrano. Purtroppo il troppo potere lo ha reso egoista e malvagio, costringendo così un nuovo sovrano a combatterlo e detronizzarlo. Il nuovo sovrano aveva cinque figlie e ha così deciso di dividere il regno tra di loro: il regno dei ghiacci, il regno dei corali, il regno del deserto, il regno delle foreste e il regno del buio.
È proprio nel regno dei coralli che si svolge questa storia.
Kalea è la principessa del regno dei coralli. Vive nel palazzo con due fratellastri, due ragazzi gemelli trovati nel mare quando erano ancora in fasce e fatti crescere al palazzo come se fossero stati i suoi fratelli.
La vita sembra scorrere tranquillamente, quando un giorno viene ritrovato in spiaggia un ragazzo. Kaliq viene dal regno del deserto, era in spedizione per studiare nuove tipologie di piante quando la sua nave viene attaccata dai pirati. La nave cola a picco e tutto l’equipaggio è stato ucciso, tranne lui.
Kaliq riesce a conquistare la fiducia e il cuore di Kalea, ma strani avvenimenti fanno sì che tra di loro insorgano dei dubbi…
Un ottimo romanzo per bambini, ma anche per i più grandi.
La trama è talmente coinvolgente che ti porta a leggere il libro tutto d’un fiato, passando l’intera nottata attaccata alle sue pagine, sentendo il cuore battere all’unisono con quello della protagonista, tifando per i gemelli e per Kalea quando gli eventi fanno credere che il nemico sia la persona sbagliata.
Descrizioni strepitose come siamo abituati a trovare nei libri degli Stilton, partendo da quelli di Gerolamo arrivando fino a Tea ai tanti loro parenti.
Una fiaba che sa far sognare insegnando anche l’importanza della sincerità, della famiglia e dell’amore.

Tea Stilton Elisabetta Dami nasce a Milano nel 1958 ed è l’autrice e l’inventrice dei libri di Geronimo Stilton e di tutta la famiglia Stilton, compresa Tea Stilton, pseudonimo che utilizza per la saga delle Principesse del regno della fantasia.
Figlia dell’editore Pietro Dami, fondatore nel 1972 della Dami Editore, inizia a soli 13 anni a lavorare come correttrice bozze nella casa editrice di famiglia. A 19 anni inizia a scrivere brevi racconti per ragazzi e assiste come volontaria bambini malati, esperienza che la porta a inventare il personaggio di Geronimo Stilton. L’idea di creare un topo antropomorfo come protagonista di storie ha talmente successo che inizia a scrivere usando prima il suo personaggio come pseudonimo, poi creandogli una famiglia intera intorno, trasformando la sorella Tea Stilton in scrittrice anch’essa. Tutto questo successo permette alla Dami di continuare ad aiutare i bambini malati, orfani e abbandonati.