Posts Tagged ‘Il Giorno della Memoria’

:: Un libro di poesie per bambini tra passato e presente: “In cammino. Poesie migranti” di Michael Rosen, illustrazioni di Quentin Blake (Mondadori Ragazzi 2021)

25 aprile 2021

Rosen è conosciuto a livello mondiale per aver scritto uno dei classici della letteratura per l’infanzia, A caccia dell’orso, ma ben pochi in Italia conoscevano il suo passato di migrazione e la sua sensibilità per questo argomento.

«Tutti provengono da qualche parte. Tutti hanno un passato. Tutti all’inizio sono da qualche parte. Tutti sono da qualche parte alla fine

Queste alcune delle (bellissime) parole che compongono un albo da sfogliare, leggere, osservare, guardare e rileggere. Si tratta di un libro di poesie per bambini e proprio per questo è arricchito dalle illustrazioni di un altro grande del mondo della letteratura dell’infanzia anglosassone, Quentin Blake.

Il libro di Rosen (Mondadori lo ha pubblicato per la giornata della memoria il 27 gennaio 2021) è diviso in quattro sezioni, le prime tre riguardano direttamente la sua vita, la sua esperienza famigliare di migrazione (figlio di ebrei polacchi comunisti), di guerra (i campi di concentramento per tanti suoi famigliari), di dolore ed emarginazione. La quarta sezione si intitola Di nuovo in cammino, ed “è pensata come un confronto con le odierne migrazioni nel mondo, una maniera per usare la memoria come consapevolezza e strumento con cui osservare la società, la posizione che abbiamo e che prendiamo in essa e la relatività della “Fortuna””.

Migranti di ieri e migranti di oggi a confronto in un libro lieve, profondo e diretto al cuore di tutti noi. Il libro è perfettamente sintetizzato nelle parole di Rosen poste a conclusione dell’introduzione alla raccolta:

Credo che noi, tutti, siamo cittadini del mondo, e che questa casa non dovrebbe essere delimitata da confini. Casa è dove la trovi.”.

Per gli insegnanti che volessero utilizzare il libro per lavorare sul tema della migrazione (ma anche dell’Olocausto) è stato creato un materiale didattico dal sito Leggendo leggendo Proposte per leggere a scuola. Consigliatissimo.

:: Il mio maestro Janusz Korczak di Itzchak Belfer (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

21 gennaio 2019

coverTra i libri di cui ho deciso di parlarvi per il Giorno della Memoria (il prossimo 27 gennaio) vi è un libro per bambini, dai sei anni in su, edito da Gallucci Editore dal titolo Il mio maestro Janusz Korczak, dello scultore e pittore polacco Itzchak Belfer.

È un breve libro illustrato, i disegni, molto belli, sono dello autore stesso, ed è un libro autobiografico in cui Belfer ci parla della sua infanzia molto particolare, vissuta nella Casa degli Orfani a Varsavia retta da Janusz Korczak (il cui vero nome era Henryk Goldszmit) un insigne medico pediatra polacco, di origine ebraica, che dedicò tutta la sua vita alla cura e all’educazione dei bambini.

Seppure i protagonisti sono piccoli orfani, a volte anche di entrambi i genitori, è un libro allegro e carico di speranza e ottimismo, ci parla infatti di infanzie felici, cosa piuttosto rara anche oggi.

Data l’eccezionalità del narrato Belfer si premura di assicurare che è tutto vero quello che scrive, per i dubbiosi che stentano a credere che un mondo a misura di bimbo possa esistere nella realtà. Dunque è tutto vero, Janusz Korczak ha davvero fatto esistere un mondo in cui i bambini oltre ad essere rispettati, hanno la possibilità di decidere, delimitare i loro spazi, appianare le loro controversie (anche utilizzando la nobile arte del pugilato se è il caso), giudicare anche gli adulti (ebbene anche loro sbagliano e Janusz Korczak fu il primo ad accettare il responso di questi tribunali fatti di bambini) e coltivare i loro talenti (il giorno più bello dell’ infanzia di Itzchak Belfer fu quando gli furono dati carta e matite colorate per disegnare).

janNon si può parlare di Janusz Korczak però senza nominare Stefania Wilczyńska, sua stretta collaboratrice nella Casa degli Orfani, una vera e propria mamma per questi ragazzi.

L’intento di Belfer, ormai consapevole di essere uno degli ultimi che hanno conosciuto Janusz Korczak in vita e sono stati suoi allievi, è appunto consegnare queste memorie ai bambini di oggi perché le conservino e a loro volta le tramandino ai loro figli e nipoti, in una catena di memoria virtuosa.

Janusz Korczak morì il 6 agosto del 1942, nel viaggio verso il campo di sterminio di Treblinka, avrebbe potuto salvarsi, infatti gli stessi nazisti l’avevano riconosciuto come personaggio eminente e volevano che non salisse a bordo del treno per il campo, ma Janusz Korczak non volle lasciare i suoi ragazzi.

Spesso nei sopravvissuti alla Shoa è presente una sorta di senso di colpa, proprio per essere restati in vita mentre amici e parenti sono morti, (credo lo stesso disturbo che psicologi e assistenti sociali devono fronteggiare ogni giorno con i sopravvissuti dei barconi che arrivano in Europa carichi di migranti) ma c’è un senso nella loro sopravvivenza, e in molti l’hanno trovato nel preservare e tramandare la memoria, per cui ogni 27 gennaio non provate fastidio a sentire questi racconti anche se ormai il tempo sembra avere diluito l’intensità dei fatti narrati. Infondo si celebra la vita, ed è bene che sia così. Più che davanti al tribunale della storia dobbiamo farlo davanti al tribunale della nostra coscienza.

Itzchak Belfer (Varsavia, 1923) è un pittore e scultore, che visse dall’età di sette anni fino ai 15 nella Casa degli Orfani di Janusz Korczak. È uno dei pochissimi testimoni di quell’esperienza straordinaria che siano sopravvissuti alla Shoah. Dopo la guerra si è trasferito in Israele, dove ha potuto coltivare il proprio talento artistico, dedicandosi in particolare alla commemorazione dell’Olocausto e al ricordo del suo indimenticabile maestro.

Source: Copia inviata al recensore dalla casa editrice. Si ringrazia Marina Fanasca dell’Ufficio Stampa Gallucci.