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:: Ferite nella memoria di Giuseppe Battaglia (LArgoLibro, 2021) a cura di Giulietta Iannone

10 giugno 2021

La vita è fatta di memoria, se così non fosse non proveremo quel tale senso di vuoto perdendola. La memoria è linfa e nutrimento di cosa di più intimo, prezioso e profondo l’essere umano possiede: la sua coscienza. La poesia serve a tramandare memoria e a vivificare la coscienza perché non si rattrappisca, inaridisca e muoia. Ecco questo è il testamento morale che Giuseppe Battaglia ci ha voluto lasciare con la sua ultima opera dal titolo emblematico Ferite nella memoria. Una raccolta poetica di rara sensibilità, accorata, graffiante, pudica, in un mondo dove il pudore è sempre raro. I versi sono rarefatti, quasi epigrammi orientali che raccolgono quel grumo aspro che è il senso della vita come noi lo percepiamo, iridescente e remoto. Anche chi non ama la poesia troverà in questi versi nutrimento e un po’ di tregua dagli affanni, dal tran tran quotidiano. Sopra/ il respiro/ senza bagliori/ polvere antica/ pensieri vaghi, ecco cosa differenzia la coscienza dall’incoscienza, e dalla mancanza di senso: il respiro e il pensiero. I versi di questo poeta portano a compimento questo senso con apparente leggerezza e senza sforzo. La vita è respiro e memoria, è ciò che diamo agli altri e cosa riceviamo, tutto della stessa importanza, del medesimo valore. Con generosità Giuseppe Battaglia ci ricorda che il bene e accanto al male (di cui vede consapevolmente tutte le ombre dal dolore al tradimento) ma non lo sovrasta. Chiuderei questo commento alla silloge con alcuni suoi versi presagi dell’imminente destino che ci accomuna tutti: Ritagli/ d’infanzia/ rompono/ il sonno/ sotto/ il legno/ della crocifissione. Versi scarni che per intensità mi sono rimasti in mente e mi hanno portato alla mente versi di altri grandi poeti e mistici che hanno riflettuto sull’assenza e sulla morte. Epigrammi che per il loro significato etimologico hanno il precipuo scopo poetico di lasciare il ricordo d’una vita.

Giuseppe Battaglia nasce a Ragusa il 27 settembre del 1953. Laureato in Sociologia presso l’Università di Urbino, ha conseguito specifiche formazioni professionali in Psicoterapia, Psicanalisi individuale e di gruppo e Psicoterapia analitica. Ha pubblicato opere poetiche in dialetto siciliano e con Manni Editore Respiro dello Sciamano. Con l’Edizioni L’ArgoLibro ha pubblicato Rumore del tempo nella memoria e Sotto una montagna di carte titolo d’esordio della collana Agorà diretta da Nicola Vacca.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo l’Ufficio stampa L’ArgoLibro.   

:: Respiro dello sciamano di Giuseppe Battaglia (Manni 2018) a cura di Nicola Vacca

21 dicembre 2018

gbGiuseppe Battaglia è uno psicanalista prestato alla poesia. In questi anni ha pubblicato alcune raccolte dedicandosi con cura alle parole.
Battaglia è un poeta che ama prendersi cura di quello che scrive. A lui interessa fare una poesia senza maschere.
Quello che apprezzo molto della sua poesia è l’autentica vocazione al dire senza mai nascondersi.
In questi giorni è uscito per Manni editori Respiro dello sciamano. Questo è senza dubbio il libro della maturità.
Il poeta sotto l’ira dell’inchiostro rovente si presenta nudo davanti alle parole. Egli scava per trovare una profondità nella parola aspra che sta sulla radura spoglia del tempo.
La vita è un mistero, compito del poeta (che è allo stesso tempo sciamano e veggente) è attraversare tutte le sue architetture contorte, insinuarsi nelle crepe del suo quotidiano equilibrio precario senza mai chiedere ragione al tempo del suo scorrere.

«Conoscersi / è il viaggio del poeta / irrequieto / per nascita o / per destino incerto».

Battaglia dà voce alle visioni annegate, come un filosofo insonne va per le strada con le sue ferite.
Incollato alla propria coscienza dalle sue stesse parole, il poeta scrive per non tacere davanti a tutto il fango che sporca l’esistenza.
Giuseppe Battaglia è un poeta della consapevolezza.
Davanti alla miseria del nulla non arretra.
Il vuoto ogni giorno avanza e comanda.
Il poeta davanti all’orrore del vuoto è lucido, rinuncia a posizioni nichiliste e si mette a scrivere poesie davanti alle fiamme che si propagano minacciose.
Respiro dello sciamano è il libro di un poeta che non ha paura di bere il vino amaro del suo tempo in cui si affacciano i mostri della coscienza. Ogni suo verso ci fa sentire addosso i brividi di un freddo che ci appartiene.
Giuseppe Battaglia apre il cassetto delle parole. Quelle parole, che hanno la volontà di potenza dei chiodi, sono diventate le poesie di questo libro.
Lascerà un segno la poesia senza maschere di un poeta che ha deciso di non tacere e di lottare contro i minuti di una civiltà impazzita.