E va bene, forse appena cominciata la lettura de Il signore delle crociate. È nato un guerriero le peripezie vissute da John di Tatewic nella Damasco del 1148 potrebbero farci pensare: «Ecco qui un altro libro che racconta le antiche guerre con protagonisti i crociati!» Questa però è solo una prima impressione, perché entrando sempre più nel libro di Jack Hight ci si accorge che lo scrittore americano racconta sì le famose Crociate, ma lo fa da un punto di vista nuovo, narrando gli eventi attraverso gli occhi dei mussulmani. Inoltre, Hight focalizza l’attenzione nel piccolo mondo domestico e di guerra di chi affrontò da vicino i soldati venuti dall’Europa: il Saladino. Nelle pagine de Il signore delle crociate viene narrata la gioventù di quel ragazzino mingherlino e apparentemente fragile, che sarà conosciuto ai posteri come uno dei maggiori strateghi di tutti i tempi, ma che all’anagrafe si chiamava Yusuf. Yusuf e John, un mussulmano e un cristiano, un adolescente in crescita e un giovane soldato in cerca di redenzione. Un padrone e uno schiavo che diventeranno amici e alleati in battaglia, dimostrando come grazie al dialogo e alla conoscenza reciproca è possibile superare i pregiudizi e le barriere tra culture diverse. Il crociato John ho un ruolo molto importante in tutta la vicenda esposta, poiché è proprio grazie al suo agire che noi lettori siamo condotti alla conoscenza di Yusuf e di quel percorso evolutivo che lo investirà, facendolo diventare un uomo saggio e molto colto. Nel libro di Hight sfilano tanti personaggi storicamente esistiti, le battaglie raccontate sono realmente avvenute e lo scrittore – come spiega nella nota di chiusura – ha riportato in forma romanzata questa storia dopo un lungo processo di ricerca. Il signore delle crociate è un mix perfetto tra realtà a finzione dal quale prende vita un romanzo storico avvincente, dove non solo il lettore conoscerà la storia antica di Damasco e delle terre circostanti, ma scoprirà usi, costumi e abitudini che successivamente saranno adottate dagli europei (la consuetudine di lavarsi o la conoscenza della medicina ne sono un esempio). L’esordio narrativo di Hight è interessante, perché rielaborando la Storia con la fantasia – nei dialoghi o attraverso alcuni personaggi presenti- si percepisce una profonda attenzione e rispetto nei confronti del vero e questo permette a chi legge di conoscere in modo piacevole un’epoca passata e le grandi battaglie che l’hanno determinata. Il signore delle crociate è un romanzo d’avventura dove non c’è una semplice successione di date, ma ci sono intrighi politici, ripicche tra consanguinei, tresche amorose, tradimenti e sotterfugi di ogni genere che rendono la narrazione avvincente e appassionate. Il raccontare le crociate dal punto di vista delle popolazioni arabe ci permette di entrare nel loro cosmo esistenziale conoscendolo dal punto di vista politico, militare e domestico. In questo percorso di svelamento si scopre come la fede, il rispetto e l’onore siano i principi fondamentali che i protagonisti cercano di seguire nonostante i sentimenti del cuore, spesso, rendano difficile questo compito. Tra tutti i valori messi in gioco nel Il signore delle crociate, quello che assume maggiore evidenza è l’amicizia che riesce a legare persone (Yusuf e John) appartenenti a due mondi e due culture completamente diverse tra loro. Il signore delle crociate è una biografia romanzata di vita del Saladino, ma allo stesso tempo è un pellegrinaggio nel tempo alla scoperta di eventi (le crociate) e di una civiltà (quelle araba mussulmana) e del modo in cui essa visse le crociate. È un libro che consiglio per apprendere un po’ di storia lontana da noi e perché il rapporto di amicizia tra Yusuf e John è molto importante e utile per imparare a superare i pregiudizi verso l’altro e a conoscere il “diverso” da noi.
Jack Hight , laureato ad Harvard, ha conseguito un dottorato in Storia all’università di Chicago. Ha già pubblicato il romanzo Costantinopoli 1453. L’assedio (Rizzoli). Attualmente vive a Washington D.C., dove sta ultimando il terzo volume della trilogia dedicata al Saladino. Sul sito www.jackhight.com oltre alle informazioni sulle sue attività di scrittore a tempo pieno troverete curiosità e interessi letterari e filmici dell’autore americano.
Come ho già avuto modo di scrivere qualche settimana fa in una mia recensione, adoro le bancarelle dei libri usati!
Siamo a Niceville, sonnolenta cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti fondata nel 1764: prati ben curati, ville signorili, viali di querce, case e negozi dai mattoni rossi, il cimitero confederato e nelle vicinanze colline nebbiose, e un fiume, il Tulip River, che scorre ai piedi della parete rocciosa del Tullalah’s Wall in cima alla quale tra una fitta selva di alberi secolari e nel cuore dell’antica foresta, c’è un ampia dolina circolare, colma d’acqua nera, il Crater Sink. Un laghetto misterioso, nel quale si diceva che tutto quello che entrava non ne uscisse, un luogo in cui già le leggende indiane narravano che ci abitasse il Male.
Cari amici,
Miradar è il romanzo di esordio di Ilaria Mavilla. Miradar è il vincitore del concorso nazionale Ilmioesordio 2011 indetto dal Gruppo editoriale L’Espresso e dalla scuola Holden.
Oltre a Mo Yan, fresco vincitore del Nobel per la letteratura, un altro scrittore e blogger cinese sta raggiungendo una sorta di fama da rock star. Forse non l’avete mai sentito nominre ma Han Han ha un blog con 450 milioni di visitatori all’anno e una media di quasi 15.000 commenti quotidiani. Scrive per il New York Times e rappresenta un punto di riferimento per molti suoi coetanei cinesi e non solo. Oltre che blogger dicevo è anche scrittore. Ha già pubblicato nel 2011 Le tre porte, ottenendo un buon successo di critica e di pubblico, e ora sta per uscire il 7 novembre per la casa editrice milanese Metropoli d’Asia con Verso Nord Unonoveottootto. Ecco la trama del libro tratta dal sito dell’editore per chi fosse curioso di conoscere il suo punto di vista sulla Cina contemporanea.
Amici di Liberi di Scrivere, come avrete notato sul nostro blog ci sono libri gialli, thriller, storie di vita vera e d’avventura e pure qualcosa dedicato all’amore per deliziare i cuori più teneri. E va bene…. ve lo confesso, ma perdendomi nel fantastico e vario mondo dei libri – e mi succede ogni volta che entro in una libreria – ho scovato, nello scaffale riservato al fumetto, una curiosa raccolta di vignette ironico satiriche realizzata da Cinzia Poli e intitolata Titoli di coda. Dalla bandana di Silvio al loden di Mario. Protagonista costante del libro è un simpatico micione a strisce – nel quale identificherei un alter ego della Poli stessa-, accanto al quale compaiono i più disparati, e a volte anche disperati concedetemelo, abitanti del mondo animale che con il gattone si scambiano sferzanti battute. Cani, volatili di varia specie, puzzole, serpenti, pesci, tartarughe, maialini di dimensione varia e mucche, nei quali identificherei un po’ tutti noi italiani impegnati con piacere, grazie alla sembianza fumettistica, a dialogare con il saggio e colto Mineow – un nome scelto con esplicito riferimento al direttore di RaiNews Corradino Mineo, con il quale l’allegra banda di Catterpillar A. M. si collega ogni mattina tra le 6.00 e le 7.30- sempre pronto a rispondere. Il tratto delle immagini è semplice, lineare a tal punto da creare un impatto visivo efficace e ad effetto. Questa purezza espressiva permette alle creature di Cinzia Poli di imprimersi con facilità nella mente del lettore. I disegni sono simpatici e sempre accompagnati dalle sagaci battute dell’abile disegnatrice, contraddistinta da un‘ironia incisiva che le dona quella giusta eleganza nel saper punzecchiare tutti e nel cogliere lo stato d’animo della gente comune. Sfogliando Titoli di coda si passa dal mondo della politica presa di mira nel singolo rappresentante di partito o nell’ intero movimento, passando all’ istruzione, al mondo del lavoro e alla società italiana, a dimostrazione del fatto che tutti sono possibili obiettivi del pennarello di Cinzia Poli. La cosa che piacevolmente stupisce è la capacità di centrare il bersaglio con ironia senza la minima volgarità e cattiveria, proprio perché i personaggi scaturiti dalla mente e dalla mano della Poli evidenziano un’astuta capacità – figlia della creatrice stessa – di fare satira senza essere offesivi (e non tutti riescono in questo). Ogni disegno coglie in pieno l’obiettivo con raffinato umorismo, scatenando in chi legge il sorriso e la riflessione sulla contemporaneità. Titoli di coda è un libro da leggere come si vuole, nel senso che lo si può fruire dall’inizio alla fine seguendo l’ordine cronologico con il quale è stato assemblato, leggendo le vignette dal 16 settembre 2011 fino al 30 maggio 2012, per avere un quadro generale di quello che è accaduto nel nostro stivale in quei nove mesi. L’altra modalità di lettura è casuale, perché chi prenderà Titoli di coda potrà anche aprirlo a caso, in un giorno qualsiasi della stagione di Catterpillar A. M. 2011/12, per ridere con piglio razionale del nostro mondo che è passato e anche di noi stessi. Il tutto fa sorridere e allo stesso riflettere sulla complessità che caratterizza la società italiana, dove ogni lettore e ascoltatore – e poi vi spiego perché vi ho chiamati ascoltatori – vive quotidianamente. Quindi… oltre tenere sempre portata di mano Titoli di coda di Cinzia Poli, la mattina, dalle 6.00, provate ad ascoltare Catterpillar A. M. su Radio2 perché assieme al mitico trio Solibello, Lusenti, Ardemagni -sempre pronto ad informarci e coinvolgerci sull’attualità-, quando meno ve lo aspetterete arriveranno Cinzia, il micio e Co. a darvi il giusto tocco di adrenalina per sorridere di prima mattina e per affrontare la giornata nella nostra caotica, ma sempre bella, Italia.
Sotto la sabbia e il sangue. Il petrolio. Il maledetto petrolio.
Siamo infine giunti alla XII edizione del Premio Scerbanenco per il migiore romanzo noir italiano edito nell’anno e con una certa curiosità sono andata a leggere l’elenco dei 15 noir da cui verrà tratta la cinquina dei finalisti. Che dire alcuni li ho letti, altri no, alcuni che avrei inserito io mancano, comunque è una rassegna che seguo e per cui voto ogni anno. Eccoli:
New York Grand Central Terminal, Foto scattata ca. 1935-1941. (Courtesy NYC Municipal Archives)
Leggere, leggere, leggere e ancora leggere per cibare la mente, lo spirito e perché no anche il corpo! Torna a Chiari, in provincia di Brescia, da venerdì 9 a domenica 11 novembre la X edizione della Microeditoria, l’interessante appuntamento con protagoniste più di 100 tra le piccole e medie case editrici italiane che animano il panorama editoriale indipendente. La rassegna si terrà, come vuole la tradizione, nell’affascinate cornice liberty di Villa Mazzotti Biancinelli. Il tema portante delle tre giornate sarà Il Vento dello Spirito. Ripartiamo dall’Uomo, che pone al centro l’essere umano e il suo rinnovarsi partendo dalla dimensione interiore e spirituale dell’ego, in quanto la creazione del proprio io da parte dell’individuo si riconferma il terreno fertile, dove trovano spazio il gioco, l’ avventura e il confronto. Tutto questo offrirà ai visitatori un’ampia varietà di percorsi possibili di rinnovamento, che hanno nelle diverse forme culturali le loro modalità espressive e di indagine delle complessa e problematica realtà, dove l’uomo contemporaneo vive oggi. Attorno a questo argomento ruoteranno gli incontri con gli autori, i laboratori per bambini, gli interessanti readings e gli eventi collaterali come gli spettacoli teatrali, i concerti e le mostre d’arte. Fede, solidarietà, cooperazione condivisione ed economia solidale animeranno la serie di appuntamenti della Microeditoria con il fine di far comprendere ai visitatori la vasta gamma di ambiti nei quali l’uomo può agire. Il calendario delle tre giornate della Microeditoria è ricco e intenso (
Alcuni anni fa la sua trilogia di Gemma Doyle, romanzi fantagotici di ispirazione vittoriana, avevano stupito positivamente per l’originalità in un settore, quello della narrativa fantastica per adolescenti, che spesso pecca in ripetitività e banalità.
























