Archive for the ‘Fiere Festival Presentazioni’ Category

:: Liberi di Scrivere al Salone Internazionale del Libro di Torino 2015 – tra il quarantennale della morte di Pasolini, piccoli editori e modernità, a cura di Federica Guglietta

19 Maggio 2015

Piccola premessa a quest’articolo (no, scherzo, chiamatelo post, sproloquio, riassuntone, fate un po’ come volete) straordinariamente di parte (e c’era da aspettarselo): io amo i libri, ma generalmente odio le fiere. Di qualsiasi tipo.

Per quale motivo?

La gente, il rumore, gli spintoni, il vociare, le code, il caldo, gli altoparlanti, l’aver dimenticato il trolley vuoto da riempire di libri, perdersi incontri con scrittori e/o su vasti ambiti dell’editoria vecchia e nuova, così come ci si perde fisicamente in uno spazio enorme, per fortuna ben organizzato. Non stiamo parlando di un evento letterario così come si parla della prima sagra di paese che potrebbe balenarvi in mente, sia chiaro.

Insomma, il Salone Internazionale del Libro di Torino al Lingotto Fiere, giunto ormai alla sua XXVIII edizione (dal 14 al 18 maggio 2015), è un evento imperdibile.

Eppure io non ci ero mai stata.

Quest’anno, grazie alla mia collaborazione con Liberi di Scrivere, ho avuto modo di partire ed esserci, almeno per un giorno.

Vi racconto com’è andata.

1Sabato 16 maggio. Mattina.

In programma una miriade di cose da fare, vedere, leggere e, perché no, comprare.

Meno male che, per facilitarci le cose, il SalTo2015 è stato organizzato in modo tale da essere girato senza paura di perdersi, non avevamo bisogno di bussole, mappe e navigatori: l’App ufficiale dell’evento si dimostrata in grado di fare da Cicerone senza intoppo alcuno.

Una gigantesca fiera dell’editoria, quindi. Grandi e piccoli editori si incontrano e si scontrano, non si si incrociano quasi mai. I grandi nomi acclamatissimi, gli emergenti hanno avuto la fortuna di farsi conoscere di più o se ne stanno lì con l’amaro in bocca.

Alla base di tutto c’è la commercializzazione della cultura. In tutti i settori. Quella cultura che dovrebbe essere alla portata di tutti viene, se si può dire, mercificata.

Cosa ci vai a fare alla Fiera del Libro, se poi pensi queste cose? – direte voi. Ci sono andata per gli eventi, gli incontri e la possibilità di scambio di idee. Niente di più. I grandi editori dovrebbero limitarsi un pochino, i piccoli, al contrario, dovrebbero imparare a cacciar fuori un po’ gli artigli. Soprattutto attraverso i social, grande mezzo per far conoscere il proprio lavoro dappertutto. Molti sottovalutano questo aspetto… e fanno male.

Altra parentesi criticona a parte, per me è stata una bellissima esperienza dal punto di vista formativo e professionale e spero di ripeterla anche in futuro.

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Infatti, da brava neofita di un evento di tale portata, avevo riempito la mia to do list di mille, ma che dico, diecimila eventi, incontri e conferenze. Della serie: o tutto o niente.

Qualche esempio?

L’incontro con Marco Santagata sui 750 anni dalla nascita di Dante, quello su Moravia, Calvino e Sciascia, un altro incontro su Dante, con Dante, per Dante, un workshop su scrittori e social network e un altro sullo storytelling digitale… e ancora un altro sul mondo dei blogger e del selfpushing, per non parlare di quello sulla distribuzione degli e-book messa in relazione al mondo dell’editoria cartacea… e, quel giorno, poi c’erano Alberto Angela, Daria Bignardi e tanti altri.

Mancando, purtroppo, del dono dell’ubiquità ho scelto col cuore e ho assistito all’incontro tenuto alle 17 in nella Sala Rossa, quello su Pasolini fuori dal mito. Fila chilometrica e conseguente sala gremita di gente. Quella sala di un bel rosso acceso che tanto sarebbe piaciuto allo stesso P.P.P.

A fare da relatori c’erano Lidia Ravera, scrittrice e giornalista, madrina del SalTo2015, assessore alla Cultura della Regione Lazio e membro della Commissione tecnico-scientifica che ha il compito di promuovere e coordinare le iniziative culturali in ricordo di Pasolini a quarant’anni dalla sua scomparsa; così come fa parte della stessa commissione Walter Veltroni, ora regista e scrittore, ma con una lunga carriera politica alle spalle, in cui ha avuto anche il privilegio di conoscere il Pasolini ideologo da vicino negli anni ‘70; presente anche Walter Siti, curatore dell’opera omnia di Pier Paolo Pasolini per la collana I Meridiani (Mondadori), di cui scrive anche l’introduzione; last but not least, la relatrice anagraficamente più giovane, Chiara Valerio, scrittrice e critica letteraria.

Al centro dell’intera conferenza c’era la figura di Pasolini come quella di scrittore più discusso che letto e più ammirato che amato. Questo a causa della risaputa aggressione del tutto pasoliniana verso l’altro da sé, del suo essere un classico – non classico perturbante e moderno. Più moderno dei moderni.

Pasolini amava la verità, in tutte le sue forme.

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Non si sarebbe mai fatto seppellire dalla benevolenza dei trapassati.

Secondo Lidia Ravera, l’opera tutta di P.P.P. non è da considerarsi un classico, è sì immortale, ma ancora si dimostra divisivo. Più che un classico, è diventato un brand: da una parte per la sua rappresentazione delle borgate romane, dei ragazzi di vita, dell’opinione pubblica, della tanto amata campagna friulana e dall’altra parte per la sua “preveggenza” ideologica e sociale e per il suo pensiero sempre fuori dal coro. Figura intellettuale “postumamente post moderno”, è capace di esibire la sua vita e la sua omosessualità. Anche queste due caratteristiche fanno parte della sua verità.

Walter Siti considera P.P.P. un artista completo: sicuramente come scrittore non è stato il migliore della sua epoca. Era diventato più un’icona pop, poco letto, ma apprezzato molto più per il suo cinema. Altra peculiarità dell’uomo Pasolini era la sua onnipresente inquietudine: non stava mai fermo, non era mai soddisfatto. Da solo cominciò la sua battaglia contro i media, come un titano puramente intellettuale. Tuttavia, non va idealizzato: nelle sue convinzioni, molte volte, aveva anche torto e, a metà degli anni ’60,  scatenò non poche polemiche, come quella mossa contro il suo cinema dai semiotici, sulla sua concezione di Dante mossagli da Segre e sull’aborto. Inoltre, all’inizio del suo operato, non era il Pasolini coraggioso degli ultimi anni, ma ha saputo reagire solo quando venne toccata la sua opera. Anche il suo profetismo si rivelò tante volte inesatto, come quando in Betulle Nane immaginò l’URSS come un posto piacevole per vivere a vent’anni da quella parte.

Si interessava al mondo per capire se stesso, come se fosse per lui un bisogno fisico e carnale: “Io non riesco a respirare, se il mondo diventa così brutto.”, in quest’affermazione è racchiusa anche buona parte della sua visione politica.

Pasolini provava uno spropositato amore per il dubbio, le certezze non esistono, non sono altro che figlie del dubbio.

Walter Veltroni incontra per la prima volta Pasolini alla sezione del PCI di via Scarlatti a Roma, al comitato di base del Tasso : entrò si mise in fondo e cominciò a prendere appunti anche delle ‘castronerie’ che allora che quei giovani militanti dicevano. Probabilmente, dice,  è da quelle visite che nacque la celebre invettiva di Valle Giulia a difesa dei poliziotti – figli dei poveri e contro i figli di papà. Concorda con Siti sul fatto che sia stato molto in tutti gli ambiti, ma mai il primo.

Chiara Valerio pone l’accento sul libro – documentario L’odore dell’India in cui lo scrittore avrebbe paragonato l’Italia all’India: una casta fatti di dominanti e dominati, ricchi e poveri, immobilità in un paesaggio metafisico. Anche la Valente concorda sul fatto che per P.P.P. si dovesse guardare fuori di sé per guardarsi dentro.

Sul delitto Pasolini, una sola ed unica verità: Pino Pelosi non era solo.

L’incontro si conclude con l’assunto che non esiste né, probabilmente, esisterà mai un altro Pier Paolo Pasolini perché la nostra società dà per scontato che un cambiamento sia politico che culturale radicale sia del tutto negativo.

Sono stata sinceramente stupita di trovare la Sala Rossa così piena di persone interessate alla vita e alla memoria di questo artista poliedrico e per l’affluenza al SalTo2015 più che positiva.

Che dire, costruiamoci un Salone delle Meraviglie personale continuando a leggere, leggere, leggere ad infinitum.

(www.salonelibro.it)

© foto Enrico Tribuzio

:: Il Cile paese ospite d’onore al XXVI Salone Internazionale del Libro di Torino Lingotto Fiere dal 16 al 20 Maggio 2013

7 Maggio 2013

pablo-nerudaQuest’anno sarà il Cile il paese ospite d’onore del Salone del libro di Torino 2013. Molti gli appuntamenti dedicati alla cultura del Cile, dunque.
Per la poesia in una serata condotta da Luis Sepulveda con Bruno Arpaia si leggeranno testi di Gabriela Mistral, la prima donna latinoamericana a ottenere il Premio Nobel nel 1945, di Pablo Neruda, anch’egli premio Nobel, di Gonzalo Rojas, Vicente Huidobro e Nicanor Parra. Con loro una nuova generazione di poeti come Oscar Hahn, Raul Zurita, e Elikura Chihuailaf, esponente di spicco della minoranza mapuche.
Per la narrativa la moglie Carolina Lopez, Javier Cercas, e Roberto Brodsky ricorderanno Roberto Bolaño sabato 18 alle ore 21 Sala rossa, accompagnati da nuove voci come quelle di Alejandro Zambra, Lina Meruane e Maria José Viera-Gallo.
Luis Sepulveda presenterà il suo nuovo libro Ingredienti per una vita di formidabili passioni, (Guanda) oltre al quale il decano degli scrittori cileni Jorge Edwards, narratore e diplomatico (oggi ambasciatore a Parigi), sarà presente per un incontro con l’autore venerdì 17 alle ore 18, Spazio Cile.
Ci saranno inoltre Roberto Ampuero, padre dell’investigatore Brulé, protagonista di sei romanzi tradotti da Garzanti e  Arturo Fontaine, che si misura con il tema del tradimento attraverso la storia di tre donne che, già militanti di sinistra, diventano tra le più spietate collaboratrici del regime di Pinochet. Alejandro Zambra presenterà il suo romanzo Modi di tornare a casa tradotto da Mondadori. Poi ci saranno Lina Meruane, di origini palestinesi con «Sangue negli occhi» (La Nuova Frontiera) e Maria-José Viera Gallo che racconta i difficili percorsi di formazione di giovani donne nel Cile dello sviluppo industriale

Per il programma completo degli incontri dedicati al Cile rimando al sito del Salone del Libro http://www.salonelibro.it/programma/eventlist.html?filter=%20-%20paese%20ospite:%20il%20Cile&filter_type=title

:: LE CORDE DELL’ANIMA – Cremona, dal 31 maggio al 2 giugno 2013

6 Maggio 2013

image001Milano, 6 maggio 2013. Presentata oggi la quarta edizione per il Festival “Le corde dell’Anima” di Cremona che si tiene quest’anno dal 31 maggio al 2 giugno e si conferma uno tra gli appuntamenti più interessanti del variegato panorama dei festival culturali italiani, con una formula originale che unisce letteratura e musica in un unico grande spettacolo. Forte del grande successo della passata edizione che ha visto raddoppiare in soli tre anni il numero degli spettatori – 30mila nel 2010, 40mila nel 2011, 60mila nel 2012 –  anche quest’anno il Festival ha in programma oltre 40 incontri con più di 100 protagonisti, per la gioia del pubblico che si è sempre mostrato appassionato e caloroso. Piazza Duomo, il Cortile Federico II, Piazza della Pace, Palazzo Affaitati, Palazzo Calciati, il recentissimo Museo del Violino, luoghi storici della città nota in tutto il mondo per la sua grande tradizione musicale, fanno da suggestivo palcoscenico a scrittori, musicisti e artisti che si alternano in un accostamento continuo di voci diverse, di parole, note e suoni in dialogo, con un ricco programma di incontri e concerti, reading, anteprime, spettacoli e laboratori.

Le anteprime

Tre gli appuntamenti in anteprima per il pubblico di Cremona: anteprima mondiale per il Premio Pulitzer Paul Harding che sul palco di piazza del Duomo legge pagine dal suo prossimo libro, Eron (Neri Pozza) in uscita in autunno, cimentandosi anche alla batteria, con l’accompagnamento di Tony Bowers al basso; anteprima italiana per la regina del thriller internazionale Tess Gerristen che debutta con il nuovo romanzo, L’ultima vittima (Longanesi), mostrandosi nell’inedita veste di violinista; e per Karim Miskè che presenta il suo singolare noir Arab Jazz (Fazi) ambientato nella Parigi multietnica la cui atmosfera è ben restituita dalle note jazz di Rita Marcotulli e Luciano Biondini.

Gli ospiti internazionali

La carrellata di ospiti internazionali continua con Quim Monzò, celebrato sceneggiatore dei film di Bigas Luna, il cui mood ironico è qui ben interpretato dallo scanzonato duo The Sweet Life Society; Sergio Alvarez accompagnato dalle sonorità sudamericane degli Atlantico Negro; Tim Parks con l’ultimo avvincente romanzo Il sesso è vietato (Bompiani) insieme ad Alice; le scrittrici spagnole Alicia Gimenez Bartlett, signora del giallo e grande appassionata di jazz, insieme a The Thrust; e Clara Sanchez, l’autrice più letta del momento, accompagnata dalla voce di Antonella Ruggero e dalle letture di Federica Fracassi.

Gli ospiti italiani

Non meno noti gli ospiti italiani, pronti a raccontarsi e confrontarsi in un dialogo eccellente tra parole e musica: Daria Bignardi, che nella sua Acustica perfetta (Mondadori) narra di un violinista, incontra Uto Ughi; Lella Costa con il suo sguardo ironico dialoga con Pacifico; Pupi Avati presenta la sua recente autobiografia, che svela una vita nel cinema volendo essere un musicista, accompagnato dalla celebre tromba di Paolo Fresu; Salvatore Niffoi racconta la grande amicizia con Fabrizio De André, insieme a Dori Ghezzi e il figlio Cristiano; Vinicio Capossela prosegue il suo omaggio alla Grecia e presenta la nuova fatica letteraria Tafteri. Il libro dei conti in sospeso (Il Saggiatore) fresco di stampa; Franco Battiato e Manlio Sgalambro scoprono, attorno al libro Teoria della canzone (Bompiani), un’amicizia e un’alleanza creativa; Gianni Biondillo e Luca Crovi incrociano le loro atmosfere noir con le musiche di Carlo Fava, Gianni Mura svela le sue passioni tra le pagine di Tanti amori (Feltrinelli), in uscita a breve, accompagnato dalla chitarra di Ricky Gianco; Lorenzo Amurri ripercorre in Apnea (Fandango) la sua drammatica storia, diventata un caso letterario, con il sonoro di Laura Arzilli e Roberto Sinigaglia; Daniele Bresciani, accompagnato dalle canzoni di Roberto Angelini, presenta il recentissimo Ti volevo dire (Rizzoli); Francesco Carofiglio parla di Wok (Piemme) con la colonna sonora di Guano Padano mentre Luca Bianchini si affida alle melodie di Bianco per raccontare il nuovo romanzo sull’amore ritrovato Io che amo solo te (Mondadori). Chiude il Festival, domenica sera in Piazza Duomo, il recital per pianoforte e voce di Moni Ovadia e Carlo Boccadoro.

Musica, musica, musica…

Come da tradizione, nei tre giorni del Festival grande attenzione è data alla musica in tutte le sue declinazioni, spaziando dalla classica, al jazz, dal pop al rock alla musica etnica. Si va dalle 500 storie che hanno fatto la storia del rock di Ezio Guaitamacchi riproposte dalla bella voce di Brunella Boschetti Ventura, all’appassionata narrazione autobiografica delle canzoni degli ultimi 50 anni di Luigi Manconi, con Maurizio Maggiani presentatore d’eccezione e Vasco Brondi di Luci della Centrale Elettrica al pianoforte;  dal dj set di Laura Gramuglia e Guido Vitiello agli aneddoti sul panorama musicale emergente di Francesco Bommartini accompagnato dai Perturbazione. Non mancano gli omaggi, la musica dei ricordi. Primo fra tutti quello a Lucio Dalla con il racconto appassionato di Marco Alemanno Dalla luce alla notte (Bompiani) e la reinterpretazione dei brani più celebri del cantautore di Marta sui tubi. Alla leggenda dei Beatles è dedicato l’incontro con Andrea Kerbaker, Alberto Tonti e Franco Zanetti che con Let it Beatles (Skira) celebrano i 50 anni dalla nascita del più famoso gruppo musicale del Novecento, con la partecipazione del complesso Miscellanea Beat. Molto attesi anche gli appuntamenti dedicati agli amanti della musica classica, con il maestro iraniano Ramin Bahrami che accompagnandosi al pianoforte testimonia la fuga dall’oppressione descritta nel libro Come Bach mi ha salvato la vita (Mondadori); con il musicologo di vasta e raffinata sensibilità Paolo Terni che nel suo La melodia nascosta (Bompiani) ripercorre lo straordinario percorso esistenziale; con il fascino immortale delle atmosfere veneziane pervase dalla Sonata a Kreuzer  descritte da Giorgio Caponetti in Due belle sfere di vetro ambrato (Marcos y Marcos), qui accompagnato al pianoforte da Massimo Fiocchi Malaspina.

Cambia mestiere

Due originali appuntamenti chiudono le giornate di venerdì e sabato, Due incontri nei quali scrittori, musicisti, attori e giornalisti giocano a mostrarsi in vesti insolite. Niccolò Ammaniti svela il suo volto inedito di profondo conoscitore di musica contemporanea, accompagnato al piano da Vittorio Cosma; la voce del gruppo cult Virginiana Miller Simone Lenzi veste con La generazione (Dalai) i panni dello scrittore e dialoga con il beniamino del pubblico Marco Malvaldi, per l’occasione cantante, e Thony, cantante nei panni di attrice nel film di Virzì di prossima uscita tratto dal romanzo.

Suggestioni etniche

Sabato dopo la mezzanotte tre celebri poeti dagli Emirati Arabi evocano le atmosfere del loro mondo tra tradizione e modernità, accompagnati dai virtuosismi di Marwan Abado, maestro di oud. Una Notte Araba resa possibile grazie alla Fondazione Sheikh Zayed Book Award, promotrice di un prestigioso premio letterario tra i più ricchi al mondo, il cui obiettivo è far nascere, sviluppare e consolidare i rapporti tra tutte le culture. Frutto della collaborazione con il progetto Lingua Madre, rinnovata anche quest’anno, è l’incontro con le tre autrici vincitrici dell’VIII edizione del Concorso Lingua Madre, la cui premiazione avverrà al Salone Internazionale del Libro di Torino il prossimo 20 maggio. Dalla Turchia, dal Brasile e dalla Romania fino all’Italia, Guel Ince, Karla Pegorer Dias  e Irina Turcanu raccontano le loro esistenze divise a metà con l’accompagnamento musicale dell’Orchestra di via Padova.

Le attività collaterali

Arricchiscono il programma del Festival diverse attività collaterali e iniziative di turismo culturale che guideranno i visitatori alla scoperta di percorsi ed esperienze insolite. Tra le principali: In rotta sul Po, battello in partenza dal pontile Largo Marinai d’Italia, sul quale  Guido Conti presenta Il grande fiume Po (Mondadori). Curiosità e aneddoti in navigazione con l’accompagnamento musicale di Vladimir Dennisenkov alla fisarmonica (sabato 1 giugno, alle 17 e alle 18).
Genius Loci, un percorso (parkour) di arte partecipativa per “sentire” i luoghi della città, scandito da un banditore che guiderà il pubblico in un’originale sequenza di “reinaugurazioni” di alcuni celebri monumenti cremonesi (domenica 2 giugno dalle 15 alle 17).
Lib(e)ro Scambio. Se ami un libro lascialo libero: un’intera strada, Corso Campi, organizza il primo appuntamento di bookcrossing della città, un modo “diverso” per scambiarsi consigli, suggerimenti e libri, lasciando che siano loro a trovare i lettori, grandi e bambini.
Picnic Library, un parco pubblico che si trasforma in una insolita biblioteca all’aperto e un cestino del picnic nel quale durante i giorni del Festival i bambini troveranno insieme alla merenda racconti da leggere sull’erba.
pAssaggi Accordati, per coniugare cibo, musica e letteratura (Palazzo Cattaneo, domenica 2 giugno dalle 10 alle 17).
In seno al festival. Musica, letteratura e informazione contro il tumore al seno:  l’anima del Festival fa vibrare le proprie corde solidali sostenendo la Scuola italiana di senologia e offrendo alle donne di Cremona un’opportunità per approfondire le tematiche della prevenzione e della diagnosi precoce (Palazzo Trecchi, venerdì 31 Maggio alle ore 18).

Nato da un progetto di Anna Folli e Nicoletta Polla-Mattiot, il Festival si avvale di un comitato scientifico composto inoltre da Vittorio Cosma e Mercedes Meloni ed è reso possibile sotto il profilo organizzativo e finanziario, grazie a PubliAEventi, agenzia che fa capo alla Società editoriale cremonese presieduta da Antonio Piva, oltre a una serie di altri sponsor privati.

LE CORDE DELL’ANIMA – Cremona, varie location del centro storico dal 31 maggio al 2 giugno 2013

Ingresso libero – Info per il pubblico +39 0372 404512

Tutto il programma su www.lecordedellanima.it

:: DI NUOVO I PORTICI DI CARTA A TORINO a cura di Elena Romanello

17 settembre 2010

Sabato 18 e domenica 19 settembre il centro di Torino ospita l’edizioni del 2010 di Portici di carta, dove la passeggiata tra piazza Carlo Felice, di fronte a Porta Nuova, e piazza Castello passando per via Roma e piazza San Carlo diventa una gigantesca libreria all’aperto, protetta dalle intemperie (purtroppo le previsioni per il week-end danno pioggia) e dall’accesso di calore, proponendo poi in piazza San Carlo gli spazi per gli incontri e i dibattiti.

 

Quest’anno Portici di carta spegne le quattro candeline: è riuscita a sopravvivere più che dignitosamente ai tagli alla cultura e alla crisi, anche se non si possono più mettere in palio Fiat 500 piene di libri, ma in compenso si focalizza il tutto sul mondo dei libri, tenendo conto che quest’anno non ci sono sovrapposizioni con Torino Spiritualità, che si terrà il week-end successivo. In ogni caso l’entusiasmo di presentare e confrontarsi sui libri resta uguale, in una città come Torino che conta su uno dei migliori sistema bibliotecari italiani, su oltre cento librerie indipendenti e su un Salone del libro annuale al Lingotto, a cui Portici di carta è collegato dalla stessa fondazione, La Fondazione per il libro e la cultura.

 

Come sempre i libri verranno organizzati per aree tematiche, con nome di vie, in base all’argomento: ci sarà una via apposita degli editori piemontesi, la Via dei ragazzi, uno spazio dedicato alla degustazione del cioccolato, e lo spazio interessantissimo del Libro ritrovato, dove acquistare i best-seller di qualche anno fa.

 

La parte più interessante degli incontri di piazza San Carlo riguarderà Italo Calvino, con una conferenza sabato alle 21 e una passeggiata tra i luoghi dell’autore domenica dalle 10, e Gianni Rodari, grande protagonista dello Spazio ragazzi, gestito dalle Biblioteche torinesi, che propongono anche letture di fiabe popolari in varie lingue, a cominciare da Pinocchio letto in cinese. Tra gli altri appuntamenti, si potranno ascoltare i docenti universitari Carlo Ossola e Gian Luigi Beccaria, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che parlerà del suo libro La sfida, l’autrice albanese Ornella Vorpsi che parlerà di emigrazione, così come Nejma Bani e Daniela Boarino.

 

Ma Portici di carta è innanzitutto un’occasione per poter passeggiare in mezzo ai libri, essere informati sulle novità, confrontarsi con librai ed editori. L’accesso alla manifestazione e a tutti i suoi appuntamenti è gratuito, per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.porticidicarta.it/

 

 

 

Elena Romanello