Archive for the ‘Addii’ Category

:: Jack Ketchum, pseudonimo di Dallas Mayr (Livingston, 10 novembre 1946 – New York, 24 gennaio 2018)

25 gennaio 2018

Jack Ketchum

:: Ursula Le Guin (Berkeley, 21 ottobre 1929 – Portland, 22 gennaio 2018)

24 gennaio 2018

le guin

:: Addio a Blake B. Blink l’autrice di Zora Von Malice a cura di Elena Romanello

16 dicembre 2017

oddoeroIl 9 dicembre scorso se ne è andata di colpo Carla Oddoero, nota con il nome d’arte di Blake B Blink: aveva solo 35 anni ed era diventata famosa con la saga di Zora von Malice, vampira che non ricorda niente del suo passato quando si risveglia in una villa della collina torinese ma che si trova a dover lottare per la sua vita e per svelare i misteri che la circondano.
Impiegata nel commercio nella sua Pinerolo, Blake aveva scoperto l’amore per la scrittura nel 2010, un amore alimentato da un grande interesse per il fantastico e il gotico in particolare, che divideva con l’amica Jo Rebel, autrice di Craving.
In un momento in cui andavano per la maggiore storie di vampiri luccicanti degne dei peggiori Harmony, Blake propose una storia di vampiri tosta, nera, divertente, con una protagonista interessante che conquistò subito gli appassionati, grazie anche alle atmosfere torinesi, che niente avevano da invidiare a città culto degli appassionati di gotico come Londra o New Orleans.
La serie di Zora, uscita per Golem edizioni, era diventata anzi di culto, grazie anche alla collaborazione con il musicista Madaski già collaboratore dei Subsonica. Tutti aspettavano il terzo capitolo di questa epopea, un capitolo che non arriverà mai e Zora sarà un’altra di quelle eroine mitiche, perse nell’ombra e con un finale aperto, mentre magari si gira per Torino con un tour nei luoghi della sua storia.
Nel 2016 Blake aveva scritto la favola Blue e la bambina senza cuore, storia di un cinghiale e di una bambina senza cuore, per parlare di diversità, di creare ricordi, di affetto. Quasi un testamento. Il libro aveva avuto un buon successo grazie anche ai disegni di Andrea Berlinghieri e era disponibile anche in inglese, oltre che in versione audiolibro.
A portarla via alla sua famiglia, al papà Luigi regista tra le altre cose dello spettacolo de La maschera di ferro, alla mamma Rita Curletti, alle sue due bambine, ai suoi amici e ai suoi appassionati è stata un’emorragia cerebrale, frutto di una malformazione congenita di cui nessuno nei suoi 35 anni si era mai accorto, una bomba ad orologeria che in una fredda mattina di dicembre ha stroncato una vita intensa ma troppo breve.
In questi frangenti il rischio di essere retorici è davvero forte, ma si può comunque dire che Zora vivrà nei cuori di tutti coloro che hanno amato le sue avventure, così come Blake, capace di far sognare e di far capire ancora una volta l’importanza di una vita vissuta fino in fondo, per dare il meglio in ogni istante concesso.

:: Sam Shepard (Fort Sheridan, 5 novembre 1943 – Midway, 30 luglio 2017)

31 luglio 2017

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Cosa dire? Stasera (ri)leggerò Il grande sogno.

:: Sergio Altieri (Milano, 1952 – Milano, 16 giugno 2017)

17 giugno 2017

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:: Addio a Jiro Taniguchi, a cura di Elena Romanello

15 febbraio 2017

jiro-taniguchiA soli 69 anni se ne è andato Jiro Taniguchi, un mangaka che ha mostrato anche in Occidente le potenzialità autoriali del fumetto giapponese, molto popolare e amato dagli appassionati ma spesso, anche a torto, snobbato dalla critica come troppo seriale e commerciale.
Come altri suoi coetanei, Taniguchi è appassionato di manga fin da bambino, e iniziò la sua carriera come assistente di Kyota Ishikawa. Debuttò nel 1970 con Kurorohorumu (Cloroformio), e da allora si distinse per i temi insoliti che trattava nelle sue opere, a partire da Kareta heya (La stanza arida), storia breve incentrata su una stanza in cui l’autore aveva abitato e che era stata in precedenza una casa d’appuntamento. Nel 1971 vinse il premio Big Comics con Tōi koe (Voci lontane), mentre nel 1975 debutta con la sua prima serie, Namae no nai dobutsutachi (Animali senza nome), incentrata sugli animali appunto che saranno tra i suoi argomenti preferiti.
Nel corso degli anni Taniguchi collabora con lo scrittore Natsuo Sekikawa con cui realizza alcuni manga noir tra cui spicca la raccolta Tokyo killers e con Caribu Marley insieme al quale si occupa di raccontare storie ambientate nel mondo della boxe. Ma i suoi interessi sono vari, e vedono la nascita di opere diversissime, come Bocchan no jidai (Ai tempi di Bocchan), da un classico della letteratura giapponese, Bocchan di Soseki Natsume, ambientato nel periodo Meiji (1868-1912), il fantascientifico Blanca, le serie di racconti Genju jiten (Enciclopedia degli animali primordiali) e Aruku hito (L’uomo che cammina), il romanzo di formazione a fumetti Chichi no koyomi (Al tempo di papà), Ikaru (Icaro), frutto di una collaborazione con Moebius, il thriller Sōsakusha (La ragazza scomparsa), il western Ten no taka (Sky Hawk) .
Jiro Taniguchi ha vinto alcuni dei più importanti premi fumettistici giapponesi, come il premio Osamu Tezuka, è stato insignito in Francia della medaglia di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dallo Stato francese e del premio della fiera di Angouleme ed ha partecipato nel 2011 a Lucca Comics and Games.
Le sue opere, spesso autoconclusive e storie comunque brevi, si distinguono per uno stile di disegno limpido e maturo e per tematiche incentrate su riflessioni sulla vita, i sentimenti, la società. Lo stesso Taniguchi si è sempre sentito un outsider nel mondo dei manga.
In Italia le sue opere sono edite da Coconino, Planet Manga e Rizzoli e sono di abbastanza facile reperibilità, oltre che molto interessanti per chi cerca storie nuove, tra i manga e non, nell’opera di un autore che in molti hanno definito un vero e proprio poeta.

:: Predrag Matvejevic (7 ottobre 1932 – 2 febbraio 2017)

2 febbraio 2017

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:: Addio a Richard Adams, l’autore de La Collina dei Conigli, a cura di Elena Romanello

11 gennaio 2017

image_book-phpTra gli scomparsi di quest’ultimo periodo si segnala anche Richard Adams, morto a 96 anni, autore oggi un po’ dimenticato, almeno qui in Italia, ma protagonista di un’intensa stagione di successo tra anni Settanta e Ottanta.

Classe 1920, laureato in Storia ad Oxford, soldato durante la seconda guerra mondiale in Palestina, Europa e Estremo Oriente, membro del servizio civile britannico nel dopoguerra, attivista ambientalista, cominciò a raccontare alle figlie le storie sugli animali che poi diventarono oggetto dei suoi libri.

Il suo primo grande successo nonché il suo libro più famoso fu La collina dei conigli (Watership Down del 1972), trasposto anche in un film d’animazione e epica storia di un gruppo di conigli che cercano una nuova casa. Tra gli altri suoi libri di successo sono da citare il fantasy La valle dell’orso (Shardik, 1974), I cani della peste (The plague dogs, 1977), La ragazza sull’altalena (The girl in a swing, 1980) e La collina dei ricordi. Nuove storie dalla collina dei conigli (Tales from Watership Down, 1996).

Nei suoi libri si parla di animali e ambiente, ma anche d’amore e di mondi alternativi: a torto viene considerato un autore per ragazzi, quando in realtà ha aderito alla tradizione di storie fantastiche con protagonisti gli animali, che nei decenni hanno dato vita a capolavori come Il vento tra i salici e La fattoria degli animali.

Per il resto, Richard Adams ha vissuto per la maggior parte della sua vita nell’Hampshire, Inghilterra rurale, tenendo anche corso di letteratura in alcune città statunitensi. Vincitore di numerosi premi letterari, è rimasto in contatto con i suoi lettori fino a tempi recenti: in Italia le sue opere sono state pubblicate da Rizzoli e purtroppo non sono più disponibili nelle librerie, occorre affidarsi all’usato o alle biblioteche, e non sarebbe male poterlo riscoprire come autore di storie che possono essere ancora molto interessanti, oltre ad essere ormai diventate dei classici, soprattutto per quello che riguarda La collina dei conigli.

:: Claudio Pavone (Roma, 30 novembre 1920 – Roma, 29 novembre 2016), a cura di Daniela Distefano

1 dicembre 2016

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E’ morto lo scorso ventinove novembre lo storico e partigiano Claudio Pavone, avrebbe compiuto 96 anni il giorno successivo, il trenta novembre. È stato presidente, per il quadriennio 1995-1999, della Società italiana per lo studio della storia contemporanea nonché direttore della rivista di studi storico-politici “Parolechiave”. Dall’autunno del 1943 prese parte alla Resistenza.
Tale esperienza, oltre ad incidere sulla sua coscienza civile e sulla sua visione politica, si rivelò determinante anche per la sua attività di ricercatore scientifico nel campo storico, infatti esercitò per molti anni l’attività di funzionario degli Archivi di Stato.
Dal 1975 è stato professore incaricato e dal 1980 al 1991 professore associato, presso l’Università di Pisa.
È stato presidente della SISSCO dal 1995 al 1999. Nel 2007 è stato insignito del Premio Internazionale Ignazio Silone per la saggistica.
Con la sua scomparsa si disperdono i rivoli di una testimonianza lucida, a tratti aspra, ma sempre autentica: le voci della lotta alla follia nazista e fascista, il coro dei fucilati che morivano per vivere nei ricordi futuri.
Tutto quello che è stato raso al suolo dalla falce della Morte ha preso forma di materiale grezzo che la Storia e suoi interpreti – come Claudio Pavone – hanno disossato per far affiorare la Verità di un’epoca dannata e da non dimenticare. Perché non accada mai più quello che nessuno mai aveva osato concepire.

:: Addio a Juliette Benzoni, decana del romanzo storico francese, a cura di Elena Romanello

12 febbraio 2016

julieIn Italia fu pubblicata, solo parzialmente, tra gli anni Sessanta e Settanta sul’onda di altre storie del genere, con alcuni dei suoi romanzi, che comunque si possono ancora trovare sulle bancarelle: in Francia, invece, Juliette Benzoni, morta l’8 febbraio scorso a 95 anni, anzi quasi 96 anni, visto che era nata nel 1920, è considerata una gloria nazionale, oltre che una delle autrici più prolifiche di sempre di romanzi a sfondo storico.
La sua produzione, molto eclettica, con diverse miniserie e senza mai fossilizzarsi più di tanto su un unico personaggio, si è incentrata sul genere storico, spaziando su varie epoche, con eroine al femminile ma non solo, scrivendo un totale di 85 libri a partire dagli anni Cinquanta, quando approdò alla letteratura dopo aver lavorato come giornalista.
L’ultimo libro di Juliette Benzoni è stato pubblicato il 28 gennaio 2016 con il titolo  “Le Vol de Sancy”  ed è la quindicesima avventura del principe Aldo Morosini, da Venezia alla Francia; l’autrice è rimasta in contatto con i suoi fan tramite i social network e Internet.
La sua serie più famosa è quella di Catherine, ambientata nella Francia del Quattrocento, durante la guerra dei Cent’anni e l’epopea di Giovanna d’Arco. Tra gli altri romanzi che ha scritto, ci sono la saga di Marianne, durante l’epoca di Napoleone, quella di Le Gerfaut des brumes, che ricostruisce l’epopea della Rivoluzione francese, Marie, che racconta la vita della realmente esistita Marie de Chevreuse, dama di Luigi XIII, e La Florentine, rimasta inedita da noi stranamente, perché è ambientata a Firenze sotto Lorenzo il Magnifico.
Juliette Benzoni ha anche scritto alcuni libri di saggistica storica divulgativa, come Le roman des chateaux de France, dove racconta alcuni aneddoti inediti di castelli poco noti, e Dans les lits des reines, sugli amori delle sovrane dall’antichità al Novecento.
Un’autrice di narrativa popolare, certo, ma molto amata: alcuni suoi libri sono stati trasposti al cinema o in tv, ma di questo molto poco è trapelato al di fuori dalla Francia, ed è un peccato, perché i suoi libri si inseriscono nella tradizione romanzesca alla Dumas senza troppe sbavature sentimentali e possono essere una piacevolissima lettura se si ama il genere.
Si trova qualcosa su Catherine e Marianne nelle vecchie edizioni Garzanti, altrimenti occorre rivolgersi al mercato francese, magari approfittando di una vacanza, dove i romanzi di Juliette Benzoni sono tutti disponibili, in edizione economica.
Per sapere di più su di lei si può anche visitare il suo sito ufficiale: http://www.bibliojbenzoni.unblog.fr

William McIlvanney, (25 Novembre 1936 – 5 Dicembre 2015)

5 dicembre 2015

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:: Addio a Ruth Rendell, maestra del thriller a cura di Elena Romanello

6 Maggio 2015

rendell-ruth-credit-jerry-bauerDopo Pd James, il mondo della letteratura thriller perde un’altra sua importante voce, quella della britannica Ruth Rendell, che ci lascia all’età di 85 anni, dopo una breve malattia che ha stroncato all’ultimo una carriera letteraria ancora attiva negli ultimissimi anni, con opere anche inedite da noi.
Figlia di insegnanti, con una madre di origini danesi, giornalista come primo impiego, Ruth Rendell cominciò a scrivere libri negli anni Cinquanta, incentrandosi in particolare sul personaggio dell’ispettore Wexford, indagatore degli aspetti più nascosti e oscuri dell’animo umano, soprattutto in ambienti sociali degradati. Con lo pseudonimo di Barbara Vine ha pubblicato altri romanzi sempre thriller ma soprattutto di introspezione psicologica e familiare.
La sua produzione letteraria è vastissima, è stata oggetto di moltissimi premi, e in Italia ha avuto in vari casi più di un’edizione, per Mondadori spesso nella collana I gialli e poi per Fanucci: i libri sono abbastanza reperibili, c’è da sperare in ristampe e proposte dei titoli ancora inediti.
Tre suoi libri sono diventati famosi film: da La morte non sa leggere, dramma che diventa crimine di una cameriera analfabeta, Claude Chabrol trasse il film Il buio nella mente nel 1995 con Isabelle Huppert e Sandrine Bonnaire. Sempre Chabrol ha realizzato, da Il pugnale di vetro, nel 2004 La damigella d’onore, mentre Pedro Almodovar trasse il suo Carne tremula del 1986 da Carne viva. Tra gli altri suoi libri sono da ricordare La crociata dei bambini, I tredici scalini, La bambola che uccide, e come Barbara Vine, Occhi nel buio e La villa dei ricordi cattivi. Ruth Rendell è anche autrice di racconti, sia inseriti in sue raccolte che in antologie.
Oltre all’attività di scrittrice, Ruth Rendell è stata anche attivista sociale nonché membro del partito laburista, eletta anche alla Camera dei Lords. Fino ad anni molto recenti, ha partecipato a fiere ed eventi legati al libro in Gran Bretagna, attirando sempre un vasto pubblico che ha amato e ama i suoi intrecci avvincenti, viaggi nell’animo umano e nei drammi della nostra società.

Photo credit Jerry Bauer