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:: Free Book #Giveaway: Un romanzo inglese di Stephanie Hochet

6 gennaio 2018

un romanzo inglese

Ecco il libro scelto per il primo giveaway del 2018: una copia cartacea di Un romanzo inglese di Stephanie Hochet messa gentilmente a disposizione dall’editore Voland e da Marco che ringraziamo.

Come si partecipa?

E’ semplice: commentando questo post e scrivendo quale è il titolo del romanzo inglese che avete più amato e le ragioni di questo amore. Tra tutti i partecipanti verrà estratta copia del romanzo più alcuni adesivi di Liberi.

Alcune regole:

  • Possono partecipare a questo giveaway tutti i lettori di Liberi (maggiorenni) residenti in Italia (non effettuerò spedizioni all’estero).
  • Si partecipa commentando questo post e rispondendo alla domanda secondo le modalità sopra riportate.
  • Nessun acquisto è necessario. Ogni persona può partecipare con un solo commento.
  • Il libro è messo a disposizione dall’editore, io mi occuperò della spedizione.
  • Il vincitore non è obbligato a recensire il libro. Ma se poi vuole lasciare un commento, sempre a questo post sarà molto gradito, come una foto che dimostra che l’ ha ricevuto. Se lo recensite sul vostro blog, segnalate che l’avete ricevuto gratuitamente tramite il blog Liberi di scrivere.
  • Il giveaway apre oggi sabato 6 gennaio e termina sabato 27 gennaio. Il vincitore sarà avvertito per email lunedì 29 gennaio e dovrà fornire un indirizzo valido per la spedizione.
  • C’è una soglia minima di partecipanti: devono partecipare almeno 10 lettori altrimenti il giveaway sarà annullato (e io mi tengo il libro 🙂 )
  • Gradita, ma non obbligatoria, una foto che testimoni il ricevimento del libro.

Ecco è tutto! Partecipate numerosi!

Vince: Isabella.

:: Un romanzo inglese di Stephanie Hochet (Voland 2017)

6 gennaio 2018
un romanzo inglese

Clicca sulla cover per l’acquisto

Un romanzo inglese, di Stephanie Hochet, (Un roman anglais, 2015), edito in Italia da Voland nella collana Amazzoni, e tradotto dal francese da Roberto Lana, è un breve romanzo squisitamente femminista capace di toccare corde profonde del lettore, quasi disabituato a sondare l’animo femminile senza sovrastrutture e preconcetti.
Anna Whig, la protagonista del romanzo, è una donna schietta, intellettualmente indipendente, imprigionata in un matrimonio ormai fatto di apparenze e convenzioni. Cosa ne abbia determinato questo declino non è dato sapere, forse una decadenza insita di per sé in ogni matrimonio borghese, o lo spegnersi di un amore, nato con le migliori intenzioni, per un uomo per cui col passare del tempo è diventato più importante calibrare orologi che vegliare sulla felicità della moglie.
La nascita del piccolo Jack non sembra riaver avvicinato la coppia, che non percepisce la sua profonda infelicità, finché non entra sulla scena George, creduto per un bizzarro gioco di specchi per un po’ la nuova “governante” del bambino. Scoprire che George è un ragazzo, giovane, buono, dallo sguardo limpido, (e non una ragazza con pseudonimo maschile) è per Anna la prima microfrattura da cui si aprirà una voragine.
Siamo in Sussex, Inghilterra, nel 1917, in piena Prima Guerra Mondiale. La famiglia Whig ha lasciato Londra per sfuggire i bombardamenti e vive tutte le ristrettezze della guerra nel suo eremo, quasi dorato, di campagna.
La volontà di Anna di riprendere a tradurre la porta a cercare una governante per il suo bambino, con tanto di inserzione sul Times.
Tra le risposte è la lettera di George a colpirla nel profondo, a generare una comunanza spirituale e un legame col ragazzo destinati a cambiare per sempre le loro vite. Jack adora George, (amore ricambiato), e se questo viene benvisto da Anna, non altrettanto da Edward che si sente quasi minacciato e scalzato dal giovane insegnante, e forse proprio questa gelosia innescherà anche se involontariamente il dramma.
Il ruolo della donna nella società inglese di primo Novecento, nelle sue vesti di moglie, di madre, ma anche di lavoratrice, (con tutti gli uomini al fronte non era raro che alcuni ruoli precedentemente solo maschili ora venissero ricoperti anche da donne per cui non è così difficile pensare per Anna che George fosse una donna invece che un ragazzo) e il ruolo della guerra nel movimentare le dinamiche sociali e politiche sono forse i due temi principali del romanzo, che si intrecciano a una poetica più legata ai sentimenti e alla vicinanza spirituale dei personaggi.
George è il vero eroe del romanzo e non a caso l’autrice riuscirà a fargli guadagnare una sorta di eternità nelle pagine finali della storia, dove incontreremo un Jack ormai adulto alle prese con i drammi della Seconda Guerra Mondiale. Questo senso di continuità ci accompagna e cadenza piacevolmente la storia, scritta con sensibilità, garbo e misura e densa di bellezza.
Una storia assai piacevole da leggere nonostante le derive assai drammatiche, che tuttavia non si discostano dalle tematiche dei drammi classici di inizio Novecento. Tanti i richiami letterari, gli omaggi e i tributi a molte scrittrici e scrittori del periodo, non a caso proprio una citazione de Le onde di Virginia Woolf troviamo messa in esergo.

Stephanie Hochet nata a Parigi nel 1975, ha esordito nel 2001. Autrice di undici romanzi e un saggio letterario, ha ricevuto il Prix Lilas (2009), il Thyde Monnier de la Société des Gens de Lettres (2010), e più di recente, nel 2017, il Prix Printemps du roman. Ha curato una rubrica per “Le Magazine des Livres” e collaborato con “Libération”. Attualmente scrive per il settimanale “Le Jeudi”.  http://stephaniehochet.net/

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Marco dell’Ufficio stampa Voland.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.