Posts Tagged ‘Micol Borzatta’

:: La donna che collezionava farfalle, Bernie McGill (Bollati Boringhieri, 2011) a cura di Micol Borzatta

9 Maggio 2015

donnachecolezionavafarfalle1982 Charlotte, una bambina di pochi anni, solo quattro, viene ritrovata morta per soffocamento dentro al guardaroba di casa sua con le mani legate. La colpa ricade sulla madre Harriet, conosciuta per i suoi metodi molto rigidi di punire i figli. Harriet, infatti, aveva l’abitudine di chiudere i figli dentro al guardaroba per punirli e solo lei era capace di fare il nodo che aveva bloccato le mani alla piccola.
1968 Anna, ultima discendente di Harriet, è incinta e sta tornando a casa con il marito, però prima di far ritorno vuole fare chiarezza sul terribile fatto che ha colpito la sua famiglia.
Inizia così un lunghissimo scambio di lettere tra Anna e la sua tata Maddie, che era al servizio per Harriet ai tempi della morte di Charlotte, e la lettura del diario che Harriet scrisse mentre era in carcere.
Un romanzo davvero coinvolgente che collega due epoche molto particolari trasportando il lettore indietro nel tempo, in un periodo in cui i rapporti tra genitori e figli erano molto duri.
Le descrizioni sono poco minuziose a livello fisico, essendo il romanzo scritto come una raccolta di lettere, ma molto approfondite a livello psicologico e sentimentale facendo vivere al lettore in prima persona tutti i dubbi provati da Harriet e i dolori emozionali provati durante la sua infanzia, cresciuta da una madre che le preferiva la sorella e la puniva per qualsiasi azione e pensiero da lei compiuto, con l’unica passione quella di collezionare farfalle, seguire la loro crescita da quando erano solo larve, accudirle e vedere sbocciare, per poi infilzarle ancora vive in modo da non perderne i colori. Proprio da questa sua passione arriva il titolo del libro.
Il tema trattato è molto forte, specialmente trattandosi di un fatto accaduto realmente e documentato.
Un romanzo che consiglierei veramente a tutti che fa aprire gli occhi su alcune mancanze che purtroppo sono esistite nella nostra storia.

Bernie McGill vive a Portstewart, nell’Irlanda del Nord, con la sua famiglia ed è una commediografa. Nel 2008 ha vinto il premio Zoetrope: All-Story Fiction Contest voluto da Francis Ford Coppola. La donna che collezionava farfalle è il suo primo romanzo.

:: Da una fine all’altra del mondo, Michele Moro (Ottolibri, 2015) a cura di Micol Borzatta

4 Maggio 2015

ottUn ragazzo che ha appena perso il lavoro si trova a passare le sue giornate da solo in casa con il suo gatto Loki nella periferia milanese. Il suo migliore amico Teo cerca di spronarlo per fargli cambiare quel carattere introverso, ma non ottiene nessun risultato. Solo un sogno che lo tormenta tutte le notti e l’arrivo di una strana busta gialla contenete una cassetta con la voce della nonna morta riescono a far cambiare lo stile di vita del ragazzo portandolo a uscire di casa per indagare su questo mistero inspiegabile: uno strano suono che ha la capacità di guarire chi lo ascolta.
Appena inizia le indagini il ragazzo non sarà solo, infatti tutte le notti riceve la visita di un maiale antropomorfo di nome Mr. Krinkle, riceverà telefonate anonime che lo minacciano e sarà seguito ogni passo.
Un romanzo molto allucinogeno che trasporta il lettore in un modo strano, onirico, a metà tra il sogno e la veglia creando situazioni paradossali.
Le descrizioni sono fatte davvero molto bene, i personaggi sono descritti a 360 gradi, molto approfonditamente, mentre i luoghi sono descritti specificatamente ma solo dal punto di vista del protagonista.
L’argomento trattato è molto particolare e interessante, ma molto allucinogeno, porta il lettore a seguire con ansia e attenzione tutto il romanzo, ma la fine è un po’ deludente, lasciando il lettore con tante domande senza risposte come se l’autore avesse fretta di concludere senza curare l’ultima parte come ha curato tutto il resto del romanzo.

Michele Moro nasce a Milano nel 1987, ma si trasferisce a Bareggio dove vive e lavora tutt’ora nel campo della ristorazione. Nel 2015 pubblica la raccolta Destro artistico edita da Cellardoor Editore e scrive periodicamente sul blog ilbrucomangiasogni.wordpress.com.

:: Una favola a Manhattan, Alberto Ferreras, (Baldini & Castoldi, 2013) a cura di Micol Borzatta

13 aprile 2015

9788866208419Bella è una pubblicitaria, una ragazza come tante altre, ma a differenza delle altre ragazze la sua vita non è facile, perché Bella è grassa. A causa della sua mole ha iniziato a farsi chiamare solo B perché non sentendosi bella non le sembra giusto portare il suo nome, le sembra uno scherzo di cattivo gusto.
La sua carriera lavorativa non decolla perché la sua capa, per paura che la sua bravura la metta in oscurità, prende la scusa del peso per non promuoverla.
Bella è disperata, ma un giorno mentre fa la dichiarazione dei redditi conosce Madame, una signora russa che le cambierà per sempre la vita.
Quando ho visto questo libro mi sono lasciata incuriosire da una recensione che avevo letto che lo dichiarava “il libro giusto al momento giusto”, anche se continuavo a pensare che sarebbe stato l’ennesima copiatura di Il diavolo veste Prada o l’ennesima storia della Cenerentola del caso, ma man mano che procedevo nella lettura devo dire che ho dovuto ricredermi.
Una favola a Manhattan è veramente il libro giusto che arriva al momento giusto. Qualsiasi sia il momento in cui lo leggi, lui ha sempre da insegnarti come affrontare la vita.
In un epoca dove la bellezza a cui siamo obbligati è del tipo anoressico, trovare una protagonista cicciottella, con i suoi chili di troppo che riesce a stare bene con se stessa fino al punto di trovarsi bella dà veramente una spinta in più.
La grinta che trasmette, aiutata dalle descrizioni fantastiche e dalla trama mozzafiato che tiene il lettore attaccato alle sue pagine, porta a relazionarsi con se stessi e con la protagonista, seguendone i cambiamenti e cercando di imparare da essi per poterli mettere in pratica nella nostra vita reale.
Un ottimo romanzo dove l’autore vuole trasmettere a tutte le persone che non esistono persone belle o brutte, ma solo persone stupende con le loro caratteristiche particolari che li evidenziano e fanno sì che possiamo distinguerci gli uni dagli altri.

Alberto Ferreras nasce a Madrid ma cresce a Caracas in Venezuela. Artista, scrittore e regista ha creato My Audition per Aldomovar e trasmesso sulla rete televisiva HBO, e ha collaborato come traduttore per Madonna.
B as in Beauty (Una favola a Manhattan) è il suo primo romanzo e ha vinto il premio narrativa nelle International Latino Book Awards. Particolarità è che l’autore lo ha scritto prima in inglese e poi lo ha tradotto in spagnolo.

:: La danza degli inganni, David Dalglish, (Fabbri Editore, 2015) a cura di Micol Borzatta

26 marzo 2015

shNeldar, città di Veldaren. Thren Felhorn, mastro della Gilda del Ragno, è un assassino spietato oltre che capo della gilda di ladri più potente di tutte le gilde. Temuto anche da Re Edwin vaelor e dal Triumvirato, l’alleanza delle tre famiglie più potenti di tutta la terra di Drezel, che si uniscono ogni due anni per festeggiare e ostentare sfarzo e potere nella festività chiamata Kensgold.
Ed è proprio a Kensgold che Thren vuole attaccare, e per farlo deve riunire tutte le gilde sotto il suo controllo.
Anche Aaron, figlio di Thren, teme suo padre, a tal punto che a otto anni uccide suo fratello maggiore solo per compiacere il padre e diventare l’unico erede, crescendo però inizia a capire che non vuole diventare uguale al padre.
Nel frattempo le Senzavolto, guerriere del Tempio di Karak, aiutano Alyssa, figlia di un membro del Triumvirato, a fuggire dalle celle del padre e la guidano per prendere le redini della famiglia.
Un romanzo fantasy molto avvincente che si allontana dai classici fantasy perché concentrato solo ed esclusivamente su una sola categoria di personaggi: i ladri.
Pur mancando i classici guerrieri, maghi e stregoni, non se ne sente la mancanza durante la lettura sia perché l’autore riesce a inserire ugualmente magie e combattimenti spettacolari mescolandoli a una trama avvincente, dinamica e misteriosa.
I personaggi vengono descritti minuziosamente sia a livello fisico, dando modo al lettore di immaginarseli perfettamente durante la lettura, che a livello emotivo e psicologico, rendendoli così reali che il lettore non può fare a meno di affezionarcisi, conquistando la fedeltà e la curiosità che lo porteranno a leggere i successivi capitoli, essendo questo il primo volume di una saga.
Pieno di colpi di scena e mistero è un ottima lettura per vivere il fantasy in modo diverso ma ugualmente affascinante che trasporterà in villaggi fantastici, dove grazie alle descrizioni particolareggiate possiamo toccare con mano le pareti in sasso delle case, nasconderci con i protagonisti dietro ai barili o ai carri, o addirittura partecipare agli incontri clandestini nelle taverne.
Detto questo non mi resta che augurarvi una buona lettura e un buon viaggio.

David Dalglish Scrittore statunitense, vive in Missouri con la moglie e le due figlie. Ha scritto cinque saghe, ma Shadow Dance è l’unica tradotta in italiano, di cui sono già stati pubblicati quattro volumi ed entro la primavera del 2015 verranno pubblicati anche il quinto e il sesto.

:: Il colore della magia, Terry Pratchett, (TEA, 1998) a cura di Micol Borzatta

17 marzo 2015

icSi narra che nell’universo ci sia una grandissima tartaruga divina, A’Tuin, che nuota nello spazio infinito. Il sesso di questa tartaruga non si conosce ed è da sempre una delle domande esistenziali che gli scienziati si pongono. L’importanza di saperlo deriva dal fatto che sul guscio di A’Tuin ci sono quattro elefanti, Berilia, Tubul, Gran’T’Phon e Jerakeen, che sorreggono sulle loro spalle il disco del mondo, Mondo Disco, la cui circonferenza è ghirlandata dalle cascate e sormontato dalla volta celeste. Il sole e la luna percorrono le loro orbite intorno al mondo tant’è che spesso gli elefanti si ritrovano a dover alzare una zampa per fare in modo che possano percorrere il loro tragitto.
Ecco si può ben immaginare che gli scienziati siano interessati a sapere il sesso di A’Tuin per sapere che cosa potrebbe accadere al loro mondo quando nel loro viaggio incontreranno un’altra tartaruga.
Su Mondo Disco la vita scorre normalmente, gli eroi sono in viaggio, le principesse nelle loro torri, gli studiosi di Krull continuano le loro spedizioni per determinare il sesso di A’Tuin, e a Ankh-Morpork i maghi continuano i loro studi, tutti tranne uno: Scuotivento.
Infatti il nostro povero mago non può memorizzare nessun incantesimo, nemmeno il più semplice ed elementare, perché la sua mente è occupata da uno degli otto imponenti e potenti incantesimi che sorreggono il loro mondo, memorizzato a causa di una scommessa e che non può usare a causa della sua potenza. Viene così scelto per fare da guida turistica a Due Fiori, un turista proveniente da Mondo Contrappeso, accompagnato da un baule che cammina da solo su mille piedini e vive di vita propria, famoso per la sua fedeltà unica al suo padrone.
Inizia così per i due compagni un viaggio avventuroso per tutto il mondo alla scoperta di misteri, mostri, eroi, e guidati a loro insaputa dagli Dei, come piccole pedine di un’interminabile partita a scacchi a più giocatori.
Il colore della magia è il primo libro del ciclo Scuotivento e primo di una sessantina di libri scritti da Terry Pratchett nella sua lunga carriera.
Come in tutti i suoi romanzi troviamo uno stile ironico con cui crea una parodia del generale genere fantasy, stereotipando al massimo i personaggi, ma rendendoli così anche molto reali.
Nelle sue narrazioni si ritrovano i libri di Tolkien, di Howard, ma si nota anche che Pratchett attinge da Lovecraft, Shakespeare, dai miti e dalle leggende, creando così un suo genere unico e spettacolare.
I personaggi e gli ambienti sono descritti con una minuzia di particolarità immensi che li rende vivi e concreti e si ha la sensazione durante la lettura di vederli intorno a noi mentre compiono le loro gesta.
Lo stile umoristico porta il lettore a divertirsi come un bambino durante la lettura spingendolo a continuare pagina dopo pagina.
Una trama avvincente che seppur simile alle mille avventure fantasy risulta essere unica e inaspettata, piena di misteri e meraviglie grazie proprio allo stile di narrazione scelto.
Un grande romanzo di un grande scrittore che dovrebbero leggere tutti almeno una volta.

Sir Terence David John Pratchett, conosciuto come Terry Pratchett, nasce a Beaconsfield il 28 aprile 1948 e muore a Broad Chalice il 12 marzo 2015.
Nella sua vita è stato uno scrittore di fantasy umoristici e ha studiato astronomia e giornalismo, appassionato di fantascientifico.
Find ai tredici anni aveva la passione per la scrittura e scriveva sul giornale della scuola.
Le sue prime letture furono Wells e Doyle.
Nel 1981 pubblica il suo primo romanzo Il popolo del tappeto, ma è solo nel 1983 con la pubblicazione di Il colore della magia, libro che ha dato vita a Mondo Disco, che inizierà il suo grandissimo successo portandolo a scrivere più di 60 libri in tutta la sua carriera letteraria, diventando l’autore più venduto degli anni novanta con una media di due libri scritti e pubblicati all’anno.
Nel 2007 ha iniziato a soffrire di Alzheimer, ma ha continuato lo stesso a combattere registrando un programma per la BBC, aiutando la ricerca scientifica testando nel 2008 un prototipo per rallentare il progresso della malattia e a scrivere dettando i testi al suo assistente o a un programma con riconoscimento vocale fino alla fine dei suoi giorni senza mai arrendersi.

:: Uragano, Clive Cussler e Graham Brown, (Longanesi, 2013) a cura di Micol Borzatta

13 marzo 2015

7Oceano Indiano. Una squadra di ricercatori della NUMA sta raccogliendo alcuni campioni per indagare su alcune anomalie nella temperatura dell’acqua quando vengono attaccati da una strana chiazza scura e densa molto simile al petrolio, ma che come uno sciame di formiche rosse assassine avvolge il catamarano distruggendo e disintegrando l’equipaggio e bruciando l’imbarcazione.
I resti vengono trovati qualche giorno dopo alla deriva, insospettendo il direttore della NUMA, Dirk Pitt, che chiede immediatamente a Kurt Austin di indagare.
Le indagini li conducono prima su un’isola artificiale privata e poi in Yemen dove trovano una strana setta che vuole comandare il tempo atmosferico per poter comandare il mondo.
Romanzo avvincente non meno dei precedenti che racchiude tutte le abilità di Cussler.
Le descrizioni degli ambienti sono minuziose come siamo abituati dall’autore che oltre a trasportare il lettore in viaggi fantastici denota le enormi conoscenze di Clive Cussler.
I personaggi invece non sono descritti tutti così profondamente, infatti molti di essi hanno solo un nome e vengono definiti solo dalle loro azioni, ma a differenza di altri libri i personaggi di Cussler sono coerenti, ovvero i cattivi sono sempre e solo cattivi e i buoni sempre e solo buoni.
La trama sceglie una linea temporale lineare e liscia senza salti temporali.
Gli avvenimenti invece vengono narrati con ritmi diversi dando la sensazione di calma o di freneticità richiesti.
Il lessico usato è lo stesso che usa sempre Cussler, ovvero per niente tecnico e complicato, ma allo stesso tempo perfetto ed esauriente che cattura anche il lettore che non ha conoscenze specifiche.
I salti tra un’ambientazione e l’altra vengono fatti con il cambio di capitolo trasportando il lettore da un posto all’altro senza creargli confusione e tenendo ben separati i vari avvenimenti fino a quando la storia non richiede che si uniscano.
Molto avvincente che sa tenere il lettore legato anche nelle parti dove la narrazione è più lenta.

Clive Cussler nasce nel 1931 ad Aurora nell’Illinois, da madre americana e padre tedesco.
Interrotti gli studi a Pasadera si arruola nell’aviazione partecipando alla guerra di Corea, diventa sergente e lavora anche come meccanico e ingegnere aeronautico per il Military Air Transport Service.
Negli anni ’60, finito il militare, lavora nel settore pubblicitario come direttore creativo vincendo anche molti premi con le sue creazioni.
Nel 1978 fonda la National Underwater & Marine Agency (NUMA), una fondazione no profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero dei relitti marini di rilevanza storica.
La sua carriera letteraria inizia nel 1965 mentre fa il turno di notte nel badare i figli essendo la moglie al lavoro in polizia.
Nel 1973 esordisce nella narrativa con Enigma, che anche se viene pubblicato per primo è in realtà il suo secondo romanzo.
Il primo, Vortice, viene pubblicato solo nel 1982.
Da allora fino a oggi ha pubblicato 57 romanzi, due dei quali sono avventure vere della sua vita.

:: L’anello dei Faitoren, Emily Croy Barker, (Giunti, 2015) a cura di Micol Borzatta e Elena Romanello

11 marzo 2015
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Micol Borzatta

Non si può dire che la vita di Nora sia perfetta, anzi è sempre più convinta che la sua vita sia proprio un disastro, ma non immagina di quanto realmente cambierà.
Infatti un giorno, mentre sta passeggiando per le montagne ripensando alla fine della sua relazione si imbatte in un vecchio cimitero con all’ingresso una lapide con uno strano epitaffio che non può fare a meno di leggere e ripetere più volte ad alta voce. Di colpo si accorge che intorno a lei il paesaggio è cambiato, cerca di tornare sui suoi passi ma del cimitero nemmeno l’ombra, quando a un tratto incontra una signora vestita in modo ricercato ma seguendo la moda di altri tempi che dice di chiamarsi Ilissa.
Nora si fa conquistare subito dai toni mielosi di Ilissa e dall’ambiente perfetto che la circonda, forse troppo perfetto. Scoprirà molto presto che non tutto appare per quello che è realmente, purtroppo nel modo peggiore possibile sfiorando la morte dopo aver superato prove davvero dure.
L’anello dei Faitoren è un romanzo per ragazzi con ambientazione fantasy che si discosta molto dalla visione odierna sia di romanzo per ragazzi che di fantasy, infatti alcune scene vengono descritte in modo forse un po’ troppo diretto e crudo, come la parte dove Nora perde il bambino dopo una brutta caduta dalle scale.
I personaggi sono descritti molto minuziosamente sia fisicamente che caratterialmente e pur essendo molti di essi magici o trasmutazioni di animali sono molto diversi dai classici e ormai banali personaggi di libri analoghi.
le ambientazioni prendono connotazioni magiche come se effettivamente si trasformassero anche intorno al lettore durante lo scorrere delle pagine seguendo le vicende da paese in paese o semplicemente il cambio della magia che ha colpito uno stesso luogo.
Unico neo trovato sono le reazioni di Nora davanti alla magia appena arriva all’Altro Mondo. Nora infatti non crede alla magia, ma quando ci si trova davanti invece di rimanere sorpresa, diffidente, spaventata, non ha alcuna reazione e l’accetta come cosa normale, e lo stesso la reazione della sua famiglia quando torna a casa.
Nel complesso è comunque un romanzo avvincente che sa conquistare i suoi lettori sia giovani che più grandicelli, un libro per ragazzi che non è solo per ragazzi.

Elena Romanello

Nora Fischer, giovane ricercatrice universitaria in letteratura, è stata appena lasciata dal fidanzato e la sua carriera non sta andando propriamente come lei sperava: un giorno, durante una passeggiata in campagna, si trova di colpo in un sontuoso palazzo, dove incontra il bellissimo Raclin, che si innamora di lei e le propone di diventare sua moglie, spalleggiato dalla sua affascinante madre Ilissa. Nora si immerge in questo nuovo mondo, dove però ci sono alcuni aspetti inquietanti e strani, finché un giorno non incontra il mago Auriendel, che le rivela di essere stata vittima di un incantesimo da parte di un’antica stirpe fatata, in cerca di una donna umana che diventi madre della loro progenie e le offre una via di salvezza da un mondo che non è il suo e in cui il tempo scorre in maniera diversa dalla sua realtà.
Questo romanzo è vittima di un equivoco di fondo: molti l’hanno snobbato pensando che fosse l’ennesima operina a base di vampiretti che brillano al sole e cosette simili, ma in realtà ci si trova di fronte a una storia molto diversa, molto più complessa e affascinante. Innanzitutto la protagonista non è una ragazzina romantica e poco furba, ma una professionista che si trova coinvolta in un intreccio con echi di Alice nel paese delle meraviglie, ma soprattutto del folklore legato al Piccolo Popolo e alla loro abitudine di rapire gli esseri umani per assicurarsi bambini e madri per i loro figli.
La trama è complessa, e smonta tutta una serie di luoghi comuni di un certo genere di fantastico non proprio di qualità degli ultimi anni, a cominciare da quello dell’amore incondizionato della ragazza umana di turno per il sovraumano: Raclin è il cattivo della situazione, da cui Nora dovrà salvarsi, con una metafora di tanti, troppi amori pericolosi della vita reale, con l’aiuto di Auriendel, molto lontano da certi cliché e per questo molto più interessante.
La descrizione del mondo in cui Nora si trova, con un ingresso vicino ad un cimitero e con un’antica iscrizione, è interessante e insolita, con forti riferimenti all’immaginario celtico e al lato oscuro di fiabe e leggende. Una storia fantasy per un pubblico adulto, con al centro la ricerca di sé di una ragazza di oggi, non più nell’età di credere alle favolette. Tra l’altro, pare che sia il primo di una serie, ed effettivamente il finale non è del tutto concluso e può dare adito a nuovi viaggi e minacce. Per chi crede nelle potenzialità del fantasy quando pesca da fiabe e folklore, anche quello più cupo, le sue fonti di ispirazione.

Emily Croy Barker vive nel New Jersey e si è laureata a Harvard. Dopo un’esperienza di vent’anni nel campo del giornalismo, ha deciso di dedicarsi alla scrittura, esordendo con l’originalissimo fantasy L’anello dei Faitoren, accolto con grande entusiasmo dal pubblico. Oltre all’attività di scrittice, Emily Croy Barker dirige la rivista The American Lawyer.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Mariliou dell’Ufficio Stampa Giunti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: La casa dei fantasmi, John Boyne, (Rizzoli, 2015) a cura di Micol Borzatta e Elena Romanello

11 marzo 2015
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Micol Borzatta

1867, Londra. Eliza Caine vive da sola con il padre dopo che in tenera età ha perso la madre di parto e la sorellina mentre nasceva. Ha avuto un’infanzia meravigliosa confortata dall’amore paterno e dall’amore per la letteratura trasmessagli dal padre. Un giorno leggono sul giornale che il grande Charles Dickens avrebbe tenuto una lettura di persona al museo lì vicino. Pur essendo malato il padre vuole andarci a tutti i costi, Eliza cerca di fargli cambiare idea ma non ci riesce e così lo accompagna.
Al ritorno il padre peggiora e dopo nemmeno una settimana muore.
Eliza è sconvolta, come se non bastasse scopre anche che la casa in cui è sempre vissuta non era di proprietà del padre ma solo in affitto e da sola non può mantenerla.
Proprio in quel momento trova un’inserzione sul giornale che cercano un’istitutrice in un paesino vicino a Norfolk. Eliza decide di partire immediatamente, ma appena arriva scopre che qualcosa non è come dovrebbe essere.
Nella casa accadono strani avvenimenti e la gente del posto appena scopre chi è lei cambia immediatamente atteggiamento. Nessuno risponde alle sue domande o le dice cosa sia successo.
Un romanzo davvero eccezionale che pur dopo una partenza un po’ lenta sa creare suspance e domande nel lettore alle quali non troverà una vera risposta se non alla fine, ma non si sente nemmeno dimenticato dall’autore perché per tutta la durata della lettura avrà dei piccoli indizi e delle piccole risposte che gli daranno soddisfazione e nello stesso tempo gli creeranno altre domande, tenendolo così legato a sé per tutta le sue pagine.
Le descrizioni sono fatte a livello minuzioso sia degli ambienti che dei personaggi, talmente profondamente che il lettore ha la sensazione che tutto intorno a lui cambi e si trasformi ritrovandosi nelle campagne inglesi del 1800.
Una storia mozzafiato che anche se parla di un argomento ormai usato in tutte le salse, ovvero i fantasmi, viene descritto, narrato, utilizzato e sviluppato in un modo del tutto nuovo rimanendo molto invitante e avvincente che fa venire voglia di cercare un altro libro dell’autore sperando di ritrovare la stessa capacità di creare empatia tra personaggi e lettore e amore per la lettura.

Elena Romanello

La vita di Eliza Caine, giovane donna colta nella Londra vittoriana di Charles Dickens, si divide tra le cure all’anziano padre e il suo lavoro come insegnante in una scuola femminile: la morte improvvisa del genitore, dopo un’infreddatura rivelatasi fatale presa proprio ad una conferenza di Dickens, la porta a dover sconvolgere la sua vita e ad accettare una proposta di lavoro come istitutrice nel remoto Norfolk, presso un castello abitato da due bambini, Isabella e Eustace, che sembrano non avere altri parenti dopo un oscuro dramma familiare. Presto Eliza scoprirà i segreti di un posto che ha già portato alla morte le precedenti governanti e dove non mancano i pericoli, di natura paranormale, anche per lei, mentre verrà a conoscenza di cosa si è consumato in quelle mura. La sua priorità sarà cercare di salvare se stessa e i due bambini da una presenza capace di divorare tutto quello che viene vicino a lei, per un’oscura gelosia che ha distrutto la sua vita e la rende incapace di far vivere gli altri.
Normale pensare a Il giro di vite di Henry James leggendo la trama di questa nuova fatica di John Boyne, che si occupa di nuovo di bambini, in una chiave diversa rispetto al suo ottimo Il bambino con il pigiama a righe, diventato un classico per parlare ai più giovani di Shoah. Ci sono molti punti in comune tra le due vicende, entrambe con protagoniste due governanti, uno dei pochi lavori concessi alle donne nell’Inghilterra ottocentesca, se erano colte e non riuscivano a sposarsi, entrambe con bambini in pericolo, entrambe con fantasmi che minacciano. Ma Eliza è diversa dall’austera e un po’ bigotta miss Giddens di James, è una ragazza con ambizioni moderne, più simpatica e pronta a non cedere alla paura e alle minacce, oltre che capace di amare i bambini che le sono stati affidati oltre le regole sociali e le convenzioni.
Nel libro ci sono tutti gli elementi delle storie gotiche, che oggi vanno di nuovo di gran moda, basti pensare a The crimson peak di Guillermo del Toro al cinema o a Penny Dreadful in tv, ma tutto è ben dosato, interessante, avvincente e alla fine non ripetitivo e scopiazzato. John Boyne riesce a costruire in maniera egregia una storia di fantasmi vecchia maniera, omaggiando i classici senza seguirli pedissequamente, ricostruendo un’epoca e delle atmosfere che sono alla base di tanto immaginario di allora e posteriore. Un libro che funziona dalla prima pagina all’ultima, un’indagine negli abissi dell’animo umano e su cosa possono portare drammi e troppo amore che avvolge fin dalle prime pagine, una storia gialla e paranormale intrisa dell’atmosfera dell’epoca ma alla fine eterna. Per chi ha nostalgia delle storie di fantasmi di una volta, che sono sempre attuali e affascinanti, ma anche per chi ama un’epoca e un immaginario impareggiabili come quelli vittoriani.

John Boyne nasce in Irlanda nel 1971 e passa la sua vita a Dublino.
Nella sua carriera letteraria scrive 14 romanzi sia per adulti che per ragazzi e vengono tradotti in più di 40 lingue.
Il suo primo libro Il bambino con il pigiama a righe ha avuto un successo internazionale in pochissimi anni, e nel 2008 è stata fatta una trasposizione cinematografica con la regia di Mark Herman.

Source: libri dei rispettivi recensori.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Nella mente dell’ipnotista, Lars Kepler, (Longanesi, 2015) a cura di Micol Borzatta

25 febbraio 2015

nelSono passati cinque anni dal primo libro di Lars Kepler L’ipnotista, si cui è stato fatto anche un film nel 2012, che ha avuto un enorme successo e anche stavolta Kepler ha fatto centro pubblicando un altro successo.
Alla polizia svedese arriva un video di You Tube dove la protagonista è una donna che si sta vestendo ripresa a sua insaputa da fuori dalla sua finestra e il giorno dopo viene trovata morta.
Margot Silvermann, esperta di serial killer, gay e incinta di nove mesi, inizia a indagare sul caso, ma dopo una settimana non è ancora arrivata a una soluzione e le arriva un secondo filmato.
Questa volta però quando trovano la vittima scoprono anche che il marito sotto shock ha ripulito tutto e ha cancellato dalla memoria ogni ricordo. Entra così in scena Erik Maria Bark, l’ipnotista che avevamo incontrato anche nel primo libro, per sondare la mente del marito e aiutare in questo modo a risolvere il caso.
Purtroppo le cose non vanno come dovrebbero ed Erik finisce a sua volta nei guai.
Un romanzo che come i precedenti sa conquistare il lettore con una storia mozzafiato piena di suspance e colpi di scena che guidano il lettore per tutto il libro portandolo a indagare insieme alla polizia e come i personaggi del libro a volte viene fuorviato per poi trovarsi davanti a un nuovo colpo di scena.
Altra caratteristica di Kepler è la sua capacità di rispettare sempre nei suoi libri la parità dei sessi e di ideologie, i suoi personaggi infatti hanno diversi gusti sessuali, diverse religioni, ma vengono accolti tutti nella stessa maniera e descritti a 360° senza nessun pregiudizio.
I luoghi sono molto interessanti e la minuziosa caratterizzazione denota la conoscenza degli autori dei paesaggi descritti.
Un thriller da cardiopalma come ce ne sono pochi, che farà innamorare tutti sia dei protagonisti che degli autori.

Lars Kepler è lo pseudonimo di Alexander Ahndoril, classe 1967, e Alexandra Coelho Ahndoril, classe 1966, entrambi svedesi. Abitano a Stoccolma, con le loro tre figlie, nei pressi della centrale della polizia.
Nel 2009 decidono di sospendere le loro carriere lavorative per seguire il loro sogno e scrivere un romanzo giallo a quattro mani. Per non mischiare lavoro e passione decidono di pubblicare con lo pseudonimo Lars Kepler.
Il loro primo romanzo L’ipnotista esce nel 2010 diventando subito un best seller e nel 2012 ne viene tratto un film. Questo è il loro quinto libro.

:: Il dio del deserto, Wilbur Smith, (Longanesi, 2014) a cura di Micol Borzatta

2 febbraio 2015

il dioTamose, nuovo faraone e figlio del deceduto Mamose VIII, si ritrova a dover governare l’Egitto, ma per fortuna è seguito da Taita che gli rende le cose più semplici.
Non sono semplici però per Taita che si trova a dover fare anche da tutore alle due sorelle minori di Tamose, che rimaste orfane non hanno più nessuno che le guidi e si prenda cura di loro a parte il fratello, e lui lo ha promesso alla regina Lostris sul letto di morte.
A rendere ulteriormente complicate le cose arriva anche il momento in cui sorge la necessità si sigillare l’alleanza con Creta offrendo in dono a Minosse due vergini: le sorelle minori di Tamore, Tehuti e Bakatha. Ovviamente il compito ingrato di accompagnarle durante il viaggio spetta a Taita.
Le due ragazze però non hanno ereditato dalla madre solo l’aspetto fisico ma anche lo spirito e non accettano a cuor leggero la decisione.
Durante il viaggio che non è libero da sfide, avventure, imprevisti e guai, le due ragazze si innamorano rispettivamente di un luogotenente di Taita e di un soldato della flotta facendo aumentare a livelli spropositati le preoccupazioni del povero eunuco.
Arrivati a Creta dopo mille peripezie Taita scopre di essere solo all’inizio dei problemi.
Ultima uscita per ora della saga egizia non tradisce le aspettative dei lettori dimostrando ancora una volta che Wilbur Smith è il miglior romanziere storico dei suoi tempi.
Le descrizioni dei luoghi e gli avvenimenti storici raccontati denotano una conoscenza accurata derivata da grande passione e studio da parte dell’autore.
Anche stavolta la narrazione scelta è in prima persona con voce narrante quella di Taita.
I personaggi sono sempre molto realistici come ci ha abituato nei suoi libri precedenti.
Un romanzo che riempie il cuore e l’animo del lettore lasciando un vuoto grande alla sua fine.

Wilbur Smith nasce a Broken Hill, Zambia, nel 1933.
Nel 1954 consegue la laurea in scienze commerciali alla Natal and Rhodes University.
Dal 1954 al 1963 ha lavorato come contabile.
I suoi primi scritti vennero rifiutati da tutti gli editori sia europei che sudafricani. Un giorno però venne contattato da un editore londinese che lo incoraggiò e gli diede lo stimolo necessario per continuare a scrivere.
Ha venduto oltre 122 milioni di libri nel mondo, molti dei quali in Italia dove ha avuto più successo.

:: Il dio del fiume, Wilbur Smith, (Longanesi, 2010) a cura di Micol Borzatta

1 febbraio 2015

il-dio-delLostris è appena divenuta donna ed è pronta per vivere il suo amore con Tanus, guerriero agli ordini di suo padre, il Visir, e con cui è cresciuta fin da piccola. I due giovani sono seguiti e aiutati dall’eunuco Taita, schiavo del padre di Lostris che dopo averlo preso come amante, una notte, avendolo trovato a letto con una donna lo ha fatto castrare e ha fatto uccidere lei.
Lostris prega Taita di ottenere dal Visir il consenso per sposare Tanus, ma come risposta viene fatto frustare perché nel profondo il Visir odia Tanus.
Nel frattempo arriva la festa di Osiride e Taita fa partecipare alla rappresentazione Lostris e Tanus. Rappresentazione che porterà il faraone Mamose VIII a innamorarsi di Lostris e ottenere il consenso del padre alle nozze, e a punire Tanus per il discorso fatto alla fine della rappresentazione dove denuncia i problemi dell’Egitto. Il Visir chiede la morte di Tanus ma il faraone gli concede due anni per sistemare i problemi da lui denunciati, se ci riuscirà avrà salva la vita altrimenti la morte.
Taita dal canto suo ha una visione dove vede Lostris e Tanus insieme che crescono i loro figli, ma lei orami è la moglie del Faraone, com’è possibile? Eppure le sue visioni non sbagliano mai.
Primo romanzo della saga egizia di Wilbur Smith.
La scelta di narrazione fatta da Smith è quella di raccontare le vicende in prima persona usando come voce narrante quella di Taita, come se fosse un diario scritto di suo pugno.
Le ambientazioni sono descritte e raccontate fin nei minimi particolari denotando uno studio approfondito da parte dell’autore.
I personaggi poi sono davvero fantastici. Descritti con grande maestria trasmettono al lettore ogni singolo pensiero ed emozione che provano coinvolgendo il lettore non solo mentalmente ma anche sentimentalmente fin nel profondo.
Un romanzo davvero spettacolare che rivela tutta la bravura di Wilbur Smith.

Wilbur Smith nasce a Broken Hill, Zambia, nel 1933. Nel 1954 consegue la laurea in scienze commerciali alla Natal and Rhodes University. Dal 1954 al 1963 ha lavorato come contabile. I suoi primi scritti vennero rifiutati da tutti gli editori sia europei che sudafricani. Un giorno però venne contattato da un editore londinese che lo incoraggiò e gli diede lo stimolo necessario per continuare a scrivere. Ha venduto oltre 122 milioni di libri nel mondo, molti dei quali in Italia dove ha avuto più successo.

:: Blood magic, Tessa Gratton, (Piemme, 2012) a cura di Micol Borzatta

21 gennaio 2015

1578-Sovra.inddSiamo nel 1908, Philip incontra Josephine, una bambina speciale e decide di prenderla con sé. Per Josephine il cambiamento sembra essere noioso, sì sta imparando a leggere, a scrivere, a vivere nella società per bene, ma non sono solo questi i cambiamenti, Philip infatti è uno stregone del sangue e le insegnerà tutto riguardo alla magia, anche a come prolungare la vita in modo da poter vivere quasi per sempre.
Giorni d’oggi. Drusilla e Reese sono rimasti orfani, tutti dicono che il padre ha ucciso la loro madre e poi si è suicidato, ma loro continuano a non crederci e i sospetti aumentano quando scoprono il libro degli incantesimi di loro padre. Iniziando a studiare e indagare Drusilla si innamora di Nick, ma scopre anche che la madre di lui era legata in qualche modo al padre di lei ed entrambi sapevano usare la magia.
Quale mistero unisce le due famiglie e perché sembra che qualcuno li stia cercando e voglia far loro del male?
Un libro mozzafiato pieno di colpi di scena che tiene il lettore legato a sé in uno stato febbricitante che lo porta a voler arrivare alla fine il prima possibile per sapere come si svolgono i fatti.
I personaggi sono descritti talmente a fondo anche a livello psicologico ed emotivo che è facile instaurare un rapporto empatico con loro e considerarli come degli amici di vecchia data.
I sentimenti vissuti vengono provati in prima persona per tutta la lettura e riempiono il cuore del lettore avvolgendolo in un bozzolo di emozioni che lo isola dal mondo esterno coinvolgendolo ancora di più nelle avventure dei protagonisti.
La trama è ben sviluppata, anche se nelle prime pagine del libro non sembra, infatti fin dalla prima riga viene introdotto immediatamente l’argomento di fondo del libro dando l’impressione che manchi un’introduzione, ma continuando a leggere l’impressione svanisce subito e ci si trova trasportati immediatamente in un nuovo mondo pieno di sorprese.
Un ottimo paranormal-romance che consiglierei non solo alle teenagers ma anche a un target più adulto.

Tessa Gratton ha sempre voluto fin da bambina diventare una maga una paleontologa. Crescendo ha studiato poesia epica, inglese e tedesco. Dopo aver viaggiato molto ha deciso di vivere in Kansas. Blood Magic è il suo romanzo di esordio. Nel 2012 è uscito il seguito The blood keeper.