
Sulla Croce di Gesù
c’è tanto spazio ancora!
Ognuno di noi vi salga
ad occupare il posto suo
in spirito di amore e di riparazione!
“Dio non si stanca di perdonare e voi non dovete mai stancarvi di chiedere perdono”, ha affermato Papa Francesco. Ma per chiedere il perdono occorre avere il senso del peccato… che molti non hanno! Noi ci salveremo quando avremo compreso che il Bene Spirituale è superiore a quel bene materiale, che ci è dato vivere fino a quando rimarremo su questa terra. E’ desolante, pertanto, gettare lo sguardo sui costumi morali dell’attuale società, constatando che il male derivante dal nostro peccato, è esaltato come modello di vita da seguire, mentre la virtù, che normalmente eleva e nobilita l’essere umano, è considerata come un orpello da cui liberarsi, un peso del quale il “farsi carico” è fuori tempo e fuori luogo. La soluzione ad una simile decadenza consiste nel prenderne coscienza e correre alla riparazione del male fatto. A tal fine, Dio accetta anche l’intercessione di quelle anime sante che si adoperano a riparare non solo peccati personali, ma anche queli altrui. Dio è sommo Bene e Bontà infinita ma, essendo anche somma Giustizia, dovrà ricevere l’offerta della nostra riparazione.
Dal libretto di don Giuseppe Tomaselli, si legge:
Riparazione- Gesù afferma: “Ogni strappo che si fa alla Divina Giustizia si deve riparare.Ciò che si toglie all’amore divino, si dia raddoppiato e possibilmente centuplicato. La mia vita fu una continua riparazione dei peccati del mondo. Però l’atto più eccellente di riparazione lo compio sulla Croce, ove io, Vittima Divina, sospeso tra cielo e terra, pagavo i grandi debiti dell’umanità.
Tu, o anima, fa’ di tutto per diventare un’anima Ostia, cioè offrimi le tue pene fisiche e morali, per riparare i peccati dell’umanità. C’è tanto da riparare… per i tuoi familiari, per la tua città, per il mondo intero!
Gesù ha sete di anime
Dal libretto Anime Ostie di don Giuseppe Tomaselli.
Le Mortificazioni- Gesù dice: ”praticando bene una sola virtù, facilmente se ne praticano tante altre. Devi dare alla tua natura il necessario, mai il superfluo, più le darai, più ti chiederà. Le piccole rinunzie a cui potrai ricorrere possono essere: parlare piano; rispondere dolcemente; sedere con compostezza;alzarsi dal letto prontamente; essere sempre sorridente, anche nel momento in cui il tuo cuore è amareggiato; superare con generosità un puntiglio; non evitare la compagnia di una persona antipatica; non accalorarsi nelle discussioni e cedere facilmente dove non c’è errore o male;leggere con un poco di ritardo una lettera desiderata; non lamentarsi dei cibi; bere con ritardo; rinunciare ad un rinfresco nei calori estivi; frenare la curiosità di sentire un fatto; privarsi di un frutto o di un dolce; evitare di lodarsi; evitare la critica diretta contro gli altri; accettare lezioni di umiltà e di carità, ringraziando umilmente. Pregare per chi ci tratta male”.
Lo scrupolo
Alcune anime pie, disposte a sacrificarsi per Gesù, potrebbero cadere nella diabolica e terribile insidia dello “scrupolo”, architettata per tarpare le anime generose, facendogli sprecare il tempo che potrebbe essere utilizzato in attività proficue. La vita di queste anime diventa pesante ed opprimente. L’anima scrupolosa fa continui esami di coscienza, fino ad esaurire le forze fisiche e diventare quasi incapace di lavorare. E’ tentata ad abbandonare la vita spirituale, per darsi ai piacere del mondo. Fino a quando quest’anima lotta contro il peccato mortale e contro mancanze involontarie, anche piccole, prova una grande pace, conseguendo discreti risultati. Ma poi, a causa di ripetuti esami di coscienza, pensando e ripensando a cose immaginarie, la fantasia si altera molto, tanto che appare “male” anche quello che tale non è.
Don Giuseppe Tomaselli afferma che, alle persone scrupolose e tormentate dalle più terribili tentazioni, occorre fare delle domande: “Se mentre voi siete con la mente ripiena di cattivi pensieri o dubbi sulla fede, io dicessi: ‘ Volete commettere un peccato mortale? Volete andare all’Inferno?’
Se l’interrogato dovesse rispondere: ‘Ma io non vorrei mai offendere Gesù!’
Io direi:’ In tanti anni di tormento non avete mai offeso Gesù! Avrete forse commesso delle imperfezioni, mai però una colpa grave!’
Il peccato mortale si fa solo quando l’anima nella pienezza delle sue facoltà dicesse: questo è un grave male, lo so e lo voglio fare con tutto il cuore! E’ quasi impossibile che le persone delicate arrivino a questo!”.
Amare il prossimo
Gesù afferma: “Anima ostia, la virtù che devi coltivare innanzitutto è la carità! Amatevi gli uni e gli altri dissi agli Apostoli, da questo sarete riconosciuti per miei discepoli. Più l’anima Ostia sarà caritatevole, meglio sarà amata da me. E ogni piccola indelicatezza verso il prossimo è una spina dolorosissima conficcata nel mio Cuore”. Colui che manifesta un piccolo interesse al prossimo, condivide con Gesù una pena. Chi procura un piccolo piacere al suo simile, toglie una spina dal cuore di gesù.
Ogni volta, poi, che ti comunichi, la prima preghiera sarà per quelli che ti hanno fatto soffrire, dicendo: ‘O Gesù, per il mio prossimo, cambia in benedizioni e gioie i dispiaceri che ho ricevuto!’. Gesù Ostia perdona, dimentica e benedice. L’anima ostia faccia lo stesso.
Chi è L’autrice di questa amalgama di preziosi ammaestramenti? Elena Golia, nata ad Aversa (Caserta) nel 1945, dopo gli studi giovanili si reca a San Giovanni Rotondo, presso la Casa Sollievo della Sofferenza, per compiere una singolare esperienza di fede e di assistenza agli infermi, seguendo la direzione spirituale di padre Pio da Pietrelcina. Consegue il diploma di “Infermiera Professionale”; entra in contatto con Don Dolindo Ruotolo, Servo di Dio, ed incontra provvidenzialmente il Sacerdote siciliano don Giuseppe Tomaselli che la guarisce dai postumi di una malattia. Ad Aversa si sposa con un medico-chirurgo, diventa mamma di due figlie e nonna di cinque nipoti. Nel 1981, accede alla Scuola Statale dalla quale, in età matura, si colloca in pensione quale insegnante di scuola primaria. La sua fede religiosa si profonde in una produzione letteraria costituita da vari articoli, libri di testimonianza, di riflessione religiosa, preghiere. Esporta di recente la sua stampa in Polonia.
Grazie ad una meditata ricerca letteraria, con questo libretto – edito da Edizioni Segno – è riuscita a disegnare un quadro preciso circa la dovuta Riparazione che gli esseri umani sono tenuti a rendere a Dio per risolvere il proprio “mal fatto”.
Come ci insegnano padre Pio da Pietrelcina, don Giuseppe Tomaselli, e molti altri santi, il nostro Creatore, Sommo Bene e continua Provvidenza, è anche Somma Giustizia. Testimone principale di questa espiazione è nostro Signore Gesù Cristo, Dio incarnato, che con il suo Estremo Sacrificio è il Sommo Riparatore nella storia di questo mondo. A tale Riparazione, tuttavia, ciascuno dovrà aggiungere “ciò che manca alla sua Passione e Morte”.
Un impegno particolare dovrà essere svolto dai governanti delle Nazioni, affinché si convertano a giusti propositi, per apportare nel mondo Giustizia, Verità, e Pace. Dai testi scolastici per bambini, al campo dell’università più facoltosa, ai gangli della comunità terrena, oggi l’uomo è sfinito da quello stesso idolo materiale che si è costruito come fantoccio da idolatrare al posto di Dio, di Gesù.
Siamo scivolati con la pancia in sù, mentre il camion della guerra ci getta nella spazzatura del tempo per ritrovarci nudi di fronte al passato e al futuro. Ritroviamo la fede, e tornerà La Terra baciata dal Sole di Nostro Signore Gesù Cristo e di Maria Santissima, Sua e nostra dolce Madre.

























