
Dal 17 al 19 aprile torna Torino Comics, nei padiglioni 1 e 2 del Lingotto, per celebrare sotto la Mole la cultura legata al fumetto, al cinema, alla narrativa di genere, ai filoni del fantastico, ai giochi di ruolo, al cosplay, una cultura ormai passata da fenomeno di nicchia a passione condivisa e che unisce più generazioni.
Un appuntamento che nei suoi ventun anni di vita è cresciuto, acquistando importanza e diventando un punto di riferimento: a Torino Comics ci sono i fumetti, ma non solo, e accanto ai fumetti, che ormai vengono considerati narrativa disegnata, trovano spazio tanti altri filoni.
A Torino Comics si possono trovare fumetti, gadget, accessori per il cosplay, oggettistica, cibo, dvd, artigianato fatto dai fan e anche libri, perché ormai il fandom è molto vario e composito e si trova davvero qualcosa per tutti i gusti e qualsiasi interesse uno abbia.
Il programma completo della manifestazione, che comprende workshop di fumetto e illustrazione, sfilate cosplay, incontri con autori e disegnatori, un festival di cinema horror, dimostrazioni di giochi di ruolo e rievocazioni storiche tra le altre cose è disponibile nel sito http://www.torinocomics.com/.
Ma ecco qualche informazione su dove trovare libri e graphic novel all’interno della mostra.
Quest’anno Torino Comics, su modello di altre fiere del settore, sarà organizzata ad aree tematiche: nella Books&Books trovano spazio le case editrici con le novità, di fumetti, graphic novel e anche qualche libro, oltre l’immancabile libreria interna dove si trovano le ultime uscite e non solo di narrativa di genere. Nella sezione Japangate ci saranno anche manga e libri sul Giappone e la sua cultura, mentre Torino Games ospiterà negli stand manuali di giochi di ruolo e narrativa fantastica. Se si cercano cose non recentissime, da vecchi Urania ai libri usciti negli anni Settanta e Ottanta su serial come Goldrake e Candy Candy, senz’altro merita un giro il Comics Bazar, con espositori anche non dell’area torinese. Nella parte Underground city spazio alle autoproduzioni e all’editoria indipendente, di fumetti e libri, mentre in Dragon’s Lair si parlerà di fantasy, con libri e celebrazione dei medesimi, da Harry Potter a Il trono di spade, in attesa che lo zio George si decida a scrivere gli ultimi due titoli della saga.
Tra l’altro, i cosplayer hanno libertà di scelta nel loro personaggio, tra manga, comics, videogames, cinema, telefilm e anche libri, tenendo conto della plurimedialità di molte figure iconiche, e negli anni si sono visti i protagonisti dei romanzi di Tolkien, dell’universo di Harry Potter, Alice nel paese delle meraviglie e anche figure come Phèdre, eroina della saga di Terre d’Ange di Jacqueline Carey.
Per cui occhi aperti a Torino Comics e niente pregiudizi: i tesori e le passioni si trovano spesso anche nei posti più impensati.
Idolatrati da più di una generazione ed emblema di un immaginario che si manifesta oggi in fiere ed eventi in tema sparsi anche qui in Italia, i cartoni animati giapponesi sono passati nella saggistica da una fase di demolizione ad una di esaltazione eccessiva e spesso acritica. I tempi, però, sono maturi per una trattazione più ampia e interessante, fuori dai pregiudizi ma anche dal fandom.
La giovanissima Alice Ranucci è autrice del commosso e disincantato romanzo In silenzio nel tuo cuore, ritratto di un’adolescenza al femminile a Roma tra drammi, aspirazioni, sogni, scoperte. Le abbiamo chiesto qualcosa in più su se stessa, abbastanza diversa ma non del tutto dalla sua protagonista Claudia.
Per fortuna questo titolo, più vicino all’originale Drawing life, disegnare la vita, ha sostituito quello provvisorio, che sapeva davvero troppo di soap opera, e cioè Matrimonio d’amore con tradimento, perché questo romanzo ha profondità di commedia umana, anche se non è tutto omogeneo e convincente.
Il romanzo storico è, insieme al giallo, un genere evergreen, dove semmai l’unica cosa che cambia è l’epoca specifica. Il Medio Evo continua ad essere una delle epoche più amate, con la tendenza anche, molto interessante, a raccontare vicende meno note e aspetti più oscuri, e sempre più le storie non di principi e cardinali ma della povera gente, o della classe comunque lavoratrice che costruì e mandò avanti la società verso il futuro.
Tra i nomi delle ultime generazioni che si cimentano nel genere fantasy, dopo la rivoluzione che ha fatto George R.R. Martin, spicca Joe Abercrombie, uno degli autori più innovativi e originali, capaci di creare universi fantastici mescolandoli con suggestioni noir e western, quelli alla Sergio Leone per intenderci, oltre che con richiami al cinema di Akira Kurosawa nella sua epicità.
Trevor, uomo di oggi, racconta ai suoi figli quello che gli successe nell’ormai lontana estate del 1990, quando il padre, in crisi con la moglie, lo trascinò nella zona di Seattle, nella casa di famiglia di Riddell House, costruita dal bisavolo commerciante in legno e devastatore di foreste, per cercare di venderla e di sistemare l’anziano padre, e risolvere così i problemi economici e personali. Niente andrà come era previsto.
Quest’anno ricorre il centenario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, ed è dall’anno scorso, quando ricorreva invece il secolo dallo scoppio del primo conflitto mondiale, che escono romanzi, saggi, film. Tra i tanti spicca il romanzo di Jorge Dìaz, seicento pagine ambientate in Spagna, Paese che restò neutrale durante le due guerre mondiali del Novecento, sia pure per motivazioni diverse.
La forma del racconto o novella, introdotta tra gli altri dal nostro Boccaccio della letteratura, vive alti e bassi ancora oggi, visto che dai più viene preferito il romanzo, considerato, a torto e ragione, più blasonato ed interessante, oltre che più ampio e approndito, visto che ci sarebbe lo spazio per raccontare tutto.
Se ne è andato a soli 67 anni per una forma rara e aggressiva di Alzheimer Terry Pratchett, autore fantasy tra i più amati, con al suo attivo oltre settanta libri in oltre trent’anni di carriera.


























