:: Un’ intervista con Alice Ranucci, a cura di Elena Romanello

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diLa giovanissima Alice Ranucci è autrice del commosso e disincantato romanzo In silenzio nel tuo cuore, ritratto di un’adolescenza al femminile a Roma tra drammi, aspirazioni, sogni, scoperte. Le abbiamo chiesto qualcosa in più su se stessa, abbastanza diversa ma non del tutto dalla sua protagonista Claudia.

Come è nata l’idea del tuo romanzo?

Due anni fa ho cominciato a lavorare a un progetto di volontariato che si chiama Civico Zero. E’ un progetto di ‘Save the Children’, che tutela minori non accompagnati immigrati in Italia. Ho cominciato facendo interviste e riprese del posto, ma in realtà è stato come aprire uno squarcio su un altro mondo. Mi sono affacciata, all’inizio solo con la testa, forse un po’ spaventata, poi mi sono proprio tuffata in questo progetto, affezionandomi ai ragazzi, conoscendo le loro storie. Ciò che mi ha ispirato però, non è stato solo Civico, è stato il rientro a scuola, nel mio di mondo, il contrasto stridente. La critica costante a tutto quello che stava fuori da quel mondo, primi fra tutti quelli che venivano classificati generalmente come “immigrati”, ma con la consapevolezza che quelli che si permettevano di parlare non sapevano, non conoscevano. E allora questo romanzo è nato anche per fargli vedere, sentire. È nato come un parallelo tra due mondi che ho tentato di incrociare.

A leggere le tue note biografiche, sembra proprio che tra te e Claudia ci sia ben poco in comune. Cosa ti tende simile a lei e cosa ti rende diversa?

Claudia per me è stata una compagna, un’amica. Ma forse ancora di più è stato un filtro. All’inizio è estremamente diversa da me: forse ne ho fatto l’incarnazione dei valori che criticavo. E’ stata per me come uno sfogo, così è nata, dalla rabbia. La sua rabbia mi apparteneva. Poi, pian piano, è cresciuta insieme a me, e mentre la sua vita veniva sconvolta da traumi terribili, io mi affezionavo sempre di più a lei. Quindi un po’ mi assomiglia, è inevitabile. Molti dei suoi giudizi, delle sue opinioni e delle osservazioni sul mondo che la circonda, sono miei.

Quali sono i principali problemi, pregi e difetti dei giovani di oggi?

Penso che definire i “giovani” come un’unica categoria sia fondamentalmente sbagliato. È come dire, “quali sono i problemi degli adulti?”. Beh penso che ogni individuo abbia i propri problemi, i propri pregi e difetti. Ci sono tantissimi adolescenti con voglia di fare, intelligenti, colti, interessati. Con passioni e prospettive, con valori e motivazioni. Ma raramente se ne parla. Vengono sempre soppiantati nei discorsi dai giovani svogliati, delinquenti, violenti, con valori sbagliati. Esistono entrambi. Ma penso che di difetti naturali non ce ne siano, perché nessuno nasce sbagliato, e anche i comportamenti più estremi hanno spesso dietro delle motivazioni. Devono solo essere comprese. L’assenza di una famiglia, l’omologazione, certamente giocano un ruolo. La verità è che la nostra è un età molto difficile, perché tutto ci sembra infinitamente grande, e perché ci troviamo a prendere decisioni che influenzeranno totalmente il nostro futuro, le persone che saremo, a volte senza essere preparati a farlo.

Come vivi il tuo rapporto con la tua città, Roma, capitale d’Italia e simbolo di tante cose?

Roma è una città molto grande, bellissima, e non si finisce mai di scoprire cose meravigliose. Qualche volta mi capita di desiderare di vivere in una città più piccola, amo molto Firenze, ma per me Roma è casa. Credo che lo rimarrà per sempre, anche se l’anno prossimo andrò a studiare a Londra e poi chissà dove mi porteranno i miei studi.

Tu fai volontariato e questo traspare nel libro. Come pensi che ti abbia cambiata?

Mi ha cambiata moltissimo. E’ lo sguardo, la prospettiva quella che è cambiata. Come dicevo prima, conoscere un mondo tanto lontano dal mio mi ha dato anche l’opportunità di capire meglio me stessa, e quanto sono fortunata. Quante cose della mia vita ero abituata a dare per scontate, a confronto con ragazzi che, a dispetto di tutto, comunque sono riusciti a mantenere il sorriso.

I tuoi prossimi progetti?

Adesso sto preparando l’IB, l’esame di maturità inglese, e spero vada bene perché vorrei studiare Psicologia e Neuroscienze a Londra. Però ho già in testa l’idea del prossimo romanzo, ho buttato giù una scaletta e qualche pagina. Di una cosa sono certa: ovunque andrò, non smetterò mai di scrivere…

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