Posts Tagged ‘Andrea Camilleri’

:: Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925 – Roma, 17 luglio 2019)

17 luglio 2019

camilleri

:: Ora dimmi di te. Lettera a Matilda di Andrea Cammilleri (Bompiani, 2018) a cura di Daniela Distefano

24 dicembre 2018

ANDREA CAMMILLERI - Ora dimmi di teÈ Natale, e la fine dell’anno. Tempo di bilanci come quelli che fa in questo libro lo scrittore Andrea Camilleri. Rivolgendosi alla nipotina, il papà del commissario Montalbano traccia una parabola della propria esistenza, senza recriminazioni o troppi rimorsi.

Ma perché sento il bisogno impellente di scriverti? Rispondo alla mia stessa domanda con una certa amarezza: perché ho piena coscienza, per raggiunti limiti di età, che mi sarà negato il piacere di vederti maturare di giorno in giorno, di ascoltare i tuoi primi ragionamenti, di seguire la crescita del tuo cervello. Insomma, mi sarà impossibile parlare e dialogare con te. Allora queste mie righe vogliono essere una povera sostituzione di quel dialogo che mai avverrà tra di noi. Perciò, prima di tutto, credo sia necessario che io ti dica qualcosa di me”.

Tra gioie e dolori, buona parte della sua clessidra, che tutti abbiamo a disposizione in questo mondo, è trascorsa bypassando le dannazioni irrimediabili.

Non vorrei che ti facessi di me un’idea errata. Anche io ho commesso errori, anche io ho sbagliato, ma ho sbagliato, credimi, non sapendo di sbagliare. Certe volte ho avuto torto, però quando me ne sono reso conto, ho domandato scusa. Anche io, soprattutto nel periodo della giovinezza, ho detto delle menzogne. Menzogne, attenzione, non falsità. Poi ho smesso e ho detto sempre la verità, non per un fatto etico ma perché avevo potuto sperimentare che dire la verità era il modo più comodo per uscire da certe situazioni incresciose. La menzogna, per poterla sostenere nel tempo, comporta la necessità di dire altre menzogne e ci fa entrare così in un labirinto tortuoso che sembra non avere vie di uscita. La verità invece è come un punto fermo. Oltre non si può andare. Può produrre situazioni di rottura, può produrre la fine magari di un’amicizia o di un rapporto di lavoro ma comunque non può avere un seguito. La verità è sempre una”.

Forse il cammino è stato pieno di buche ma anche di salti stellari, ed è arrivato il successo a coronamento di una crescita interiore, non solo materiale.

Altra idea errata che tu potresti farti leggendo queste mie parole non è che l’età mi abbia reso alquanto pessimista. Non è così, io non patisco dell’ ”umore nero del tramonto” di cui scriveva Alfieri. Credo di non avere nessun rimpianto per il tempo passato, non ho mai detto la frase che è sulla bocca di molte persone di età avanzata, quella che comincia con “Ai miei tempi…”, anzi credo che la vecchiaia mi stia dando un certo ottimismo. Il fatto è che io credo nell’umanità, io ho fiducia nell’uomo”.

Cosa dire ai ragazzi del pianeta?

Ai molto giovani, che mi vengono a trovare in questi ultimi tempi domandando consigli, io rispondo che hanno un preciso dovere: quello di fare tabula rasa di noi. Noi oggi siamo dei morti che camminano. Morti nel senso che le nostre convinzioni appartengono a un tempo che non ha futuro, quindi “lasciate che i morti seppelliscano i morti. I giovani hanno in loro la capacità di far questa tabula rasa e di ridare alla politica la sua etica perduta. Sono certo che questa mia fiducia non sarà tradita”.

Questo volumetto ci spiega la strada che ha percorso un uomo dal destino speciale; ognuno tragga le conclusioni che più ritiene idonee, più giuste per imparare a cogliere i preziosi suggerimenti impliciti. Da vero affabulatore dei nostri giorni, Camilleri incanta con le sue storie, ed invita a riflettere con beffarda bonarietà, a sperare, a non abbandonarsi alla viltà delle sconfitte, anche queste sono pietre che consentono di attraversare il personale fiume della vita.

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle il 6 settembre 1925. Padre del Commissario Montalbano e di innumerevoli altri personaggi e racconti, tradotto in tutto il mondo, dopo una vita dedicata al teatro è diventato il più amato scrittore italiano.

Source: libro inviato dall’Editore. Ringraziamo l’Ufficio Stampa “Bompiani”.

:: Lorenzo Mazzoni intervista Andrea Camilleri

27 gennaio 2010

1Con sottofondo di Boca Colora, di Joe Vasconcellos

E’ uscito nel maggio dell’anno scorso La danza del gabbiano, il quindicesimo con protagonista il Commissario Montalbano, un Montalbano disilluso, sempre più vecchio nell’animo, stanco. Ha voglia di parlarci di questo romanzo? La crisi di Montalbano sembra nascere da un pensiero sulla morte che sempre meno abbandona il personaggio, Lei stesso tempo fa ha dichiarato: “E poiché è avanzato con gli anni, si lamenta ed è stanco di lavorare, ma non potrà sfuggire al suo destino.” Questo riguarda solo il commissario o, in qualche modo anche il mestiere di scrittore?

A Montalbano capita quello che capita a molti uomini passata la cinquantina e a molte donne passata invece la quarantina. Cioè di diventare grandi. Il fisico inizia a cedere, la memoria perde qualche colpo, la grinta viene meno sempre più spesso e inizia un lento distacco dall’immagine giovanile  che si aveva di se stessi. Inoltre bisogna a calcolare che Montalbano è usurato dal mestiere. Soprattutto perché ritiene di avere a che fare sostanzialmente con degli stupidi. Il mio caso di scrittore è invece ben diverso. Io ho a che fare con i miei lettori, che mi creda, spesso sono i critici più attenti, scrupolosi, ed intelligenti che possa augurarmi.

Da dove nasce il personaggio del Commissario Montalbano?

Come ho detto diverse volte nasce da una mia esigenza di ordine narrativo. Il romanzo giallo in questo senso mi ingabbia dentro regole ben precise. Il successo del primo Montalbano mi ha poi felicemente “obbligato” a scriverne altri.

Quando ha iniziato a scrivere utilizzando espressioni del dialetto e del parlato siciliano pensava potesse avere così grande successo? Inizialmente ha avuto difficoltà nel presentarlo agli editori?

Neanche lontanamente, sono stato sconsigliato anche da Sciascia. D’altronde non potevo fare diversamente: è l’unico modo che ho per comunicare, anche se passati gli 80 cerco di scrivere qualcosa in italiano.

Quanta importanza ha il linguaggio cinematografico nel suo lavoro narrativo?

Tanta, ma ancor di più ha importanza il dialogo teatrale.

Oltre a lei, moltissimi autori, italiani e non, hanno creato personaggi polizieschi: Khadra, Izzo, Lucarelli, Carlotto, Montalbàan, Taibo II, Macchiavelli, Willeford, Arjouni… C’è qualche autore di genere che le piace particolarmente?

Simenon, Izzo, Durenmatt, Gadda, Chakri e tanti tantissimi altri. Tra tutti Sofocle con l’Edipo.

Quali sono, secondo Lei, le qualità per essere un buon scrittore? C’è una giornata tipo nei periodi di lavoro creativo?

Non conosco regole per essere un buono scrittore. Purtroppo non ne conosco neanche per la buona o cattiva giornata. La mia giornata è sempre la stessa, o almeno tento di fare in modo che sia la stessa, di una monotonia esasperante.

Pensa che in Italia ci sia una reale crisi del libro? Quali potrebbero essere gli strumenti per risolverla?

Non c’è nessuna crisi del libro. C’è la crisi dei lettori. In Italia c’è una fioritura di romanzieri e narratori di grande livello. Purtroppo mancano i lettori.

Sta lavorando a qualche nuovo libro?

Fino a quando ne avrò la forza io lavorerò  sempre a qualche nuovo libro.

Grazie, buona giornata e buon lavoro.