Archive for the ‘Uncategorized’ Category

:: Segnalazione: i nuovi titoli Revolver

16 marzo 2012

I nuovi titoli Revolver: giovedì 22 marzo esce “L’impiccato“, di Russel D. McLean, considerato l’astro nascente della letteratura noir scozzese, e il 29 marzo sarà in libreria “Dietro le sbarre” di Allan Guthrie, maestro del tartan noir, anche lui scozzese, definito “cupo e meraviglioso” dal The Guardian.

“L’impiccato” di Russel D. McLean

McNee, detective privato a Dundee, viene incaricato da James Robertson di scoprire perché suo fratello abbia deciso di togliersi la vita. Il corpo di Daniel è stato infatti trovato che dondolava da un albero: impiccato.
Robertson ha poche notizie su di lui: quel che è certo è che dalla Scozia suo fratello era andato a cercar fortuna a Londra trent’anni prima, diventando il tirapiedi di un boss della mala. McNee è scettico,ma, raccolte le prime prove, si rende conto che Daniel non aveva un motivo per farla finita e, peggio ancora, la polizia sembra a tutti i costi voler liquidare il caso al più presto. Il detective capisce di aver ficcato il naso in un affare più grande di lui, e un’indagine come tante diventa un gioco nero che si svela un po’ alla volta. Fra colpi di scena e macabre sorprese,McNee stesso rischia di naufragare negli incubi del proprio passato. Un libro dalle atmosfere crude,violente, da incubo, con uno stile claustrofobico e pieno di poesia malata. Una girandola delirante che gronda dolore, con un finale pieno di ombre, quelle che nemmeno la pioggia perenne del romanzo potrà mai più lavar via dall’anima.

Russel A. McLean È l’astro nascente del noir scozzese: le sue storie tagliano come pugnali. Finalista allo Shamus Award è amatissimo da Ken Bruen di London Boulevard. Vive a Dundee, in Scozia. Autore di due romanzi, con L’impiccato ha raggiunto il successo di critica e pubblico, ottenendo una nomination allo ShamusAward.

“Dietro le sbarre” di Allan Guthrie

Edimburgo. Scozia. Nick Glass è un  giovane secondino. Vessato dai  colleghi  e  umiliato  dai  carcerati, sembra sempre sul punto di crollare. Quando il più potente fra i detenuti gli chiede di fargli  da“mulo”per portare droga
in prigione, Glass dapprima si rifiuta. Ma uno psicopatico viene mandato a far visita a sua moglie e sua figlia. A questo punto Glass deve cedere. Entrerà  in un gioco crudele e violento, tentando in tutti i modi  di uscirne vincitore. Con il suo stile cupo e incalzante, Allan Guthrie dà vita a un romanzo che incrocia il miglior Palahniuk e il più delirante Irvine Welsh. In Dietro le sbarre, il maestro del tartan noir racconta l’inferno quotidiano del carcere, proponendo una riflessione allucinata e inquietante sulla condizione umana.

Allan Guthrie è stato definito dal Guardian uno dei re del Tartan Noir la particolare miscela crime scozzese definita così da Sua
Maestà James Ellroy. Vive a Edimburgo. Autore di cinque romanzi e tre novelle, e tradotto in sei lingue, ha vinto nel 2007 il Theakstons Old Peculier Crime Novel Of The Year ed è stato finalista
all’Edgar, all’Anthony e al Gumshoe Award.

:: Un ‘intervista con Richard Godwin

16 marzo 2012

Salve Richard. Grazie per aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Chi è Richard Godwin? Punti di forza e di debolezza.

Scrivo narrativa crime e horror, poesie e anche narrativa letteraria. Ho iniziato la mia carriera scrivendo opere teatrali. Ho fatto il lettore di letteratura sia inglese che americana. Sono nato a Londra e ho girato il mondo sia per lavoro che per interesse culturale. Sono laborioso e determinato, ardente e passionale, leale con i miei amici e onesto, mi interessa la gente e mi piace il vino. È possibile scegliere tra questi quali siano i punti di forza e quelli di debolezza.

Raccontaci qualcosa del tuo background, i tuoi studi, la tua infanzia.

Sono per metà croato e per metà inglese. Ho trascorso gran parte della mia infanzia in Croazia. Ho anche viaggiato molto quando studiavo. Parlo correntemente francese sin da adolescente quando passavo le mie estati in Francia. Ho studiato alla London University e vi ho lavorato come lettore.

Cosa ti ha spinto a diventare uno scrittore? Cosa ti ha fatto decidere di iniziare a scrivere crime?

Volevo scrivere sin da quando ero adolescente. Il lavoro a volte non me l’ ha permesso, ma di recente mi sono ritrovato in grado di prendere un anno sabbatico. Mi sono dato sei mesi per essere pubblicato ed avere successo. Ora sono nella fortunata posizione di scrivere a tempo pieno. Sono per lo più conosciuto per i miei romanzi horror e crime, ma scrivo anche poesie e narrativa letteraria. Mi piace la crime fiction perché è un modo per esplorare i meccanismi irrazionali che motivano le persone e anche la linea tra legge e ordine.

Quali sono le qualità tipiche di un buon scrittore?

Dipendono dallo stile. Per me, un buon stile e una voce originale sono importanti, i personaggi forti sono sempre la linfa vitale di una grande storia, la struttura, il dialogo eccellente e la possibilità di far si che il lettore senta il tuo libro.

Raccontaci qualcosa del tuo debutto. La tua strada verso la pubblicazione. Hai ricevuto molti rifiuti?

Ho iniziato come drammaturgo. La mia satira The Cure All, su un gruppo di truffatori che utilizzano la New Age per raggirare i loro avidi e venali clienti, è stata portata a teatro a Londra. Ho quindi scritto un sacco di storie e le ho pubblicate in una serie di riviste. Tutti ricevono rifiuti, perché molto dipende da una questione di gusto personale. Devi trovare il tuo pubblico. Poi il mio primo romanzo Apostle rising è stato pubblicato lo scorso anno in edizione tascabile da Black Jackal Books. Ha venduto molto bene e ho venduto i diritti esteri in Europa. Il mio secondo romanzo Mr. Glamour è uscito questo mese con Black Jackal Books.

Ci descrivi una tua tipica giornata dedicata alla scrittura?

Scrivo ogni giorno. Considero la scrittura un po’ come il tennis.

Cosa ti ha ispirato a scrivere i tuoi libri?

L’amore per la letteratura. Penso che la letteratura ci permetta di esplorare la condizione umana.

Ci sono scrittori che ti hanno particolarmente influenzato nello stile o nella struttura narrativa?

Elmore Leonard e Cormac McCarthy.

Dimmi un aggettivo per ognuno di questi scrittori: Paul David Brazill, (levigato) Tony Black, (conciso) Cornell Woolrich, (versatile) Jim Thompson, (estremo)Raymond Chandler, (classico) Dashiell Hammett, (brillante) John Maxwell Coetzee, (ottimo) Don DeLillo, (eccellente)David Foster Wallace, (fragile) Paul Auster, (ingegnoso) Kurt Vonnegut (divergente).

Ti piace la letteratura italiana? Quali sono i tuoi scrittori italiani preferiti?

Amo la letteratura italiana, l’Italia, gli italiani, il vino italiano, il calcio italiano, l’opera italiana, il clima italiano, e la lingua italiana. Alcuni dei miei preferiti sono: Dante, Leopardi, Moravia, Giuttari, Carlotto,Carofiglio. L’elenco potrebbe continuare, ma avrei dovuto invitarti a cena sorseggiando una bottiglia di vino.

Puoi dirci qualcosa sui tuoi libri?

Apostle Rising ha per protagonista un detective della polizia inglese che non riuscì a catturare un serial killer. Anni dopo un imitatore inizia a colpire ricreando le scene degli antichi omicidi e giocando con la vita del detective. La rivelazione dell’identità del killer è scioccante perché sovverte ogni previsione. Ecco un riassunto: L’ ispettore capo Frank Castle non ha catturato il Killer di Woodlands e questo quasi l’ha distrutto. Ora, anni dopo, aspramente criticato dalla stampa, e traumatizzato da incubi, si trova ad affrontare un killer copycat con la conoscenza approfondita dall’interno del caso originale. Lui e il suo partner DI Jacki Stone entrano in un labirinto mortale, e al suo centro si trova l’uomo che Castle credeva essere il responsabile delle prime uccisioni. L’indagine ha un effetto devastante sulla vita di Castle e Stone. Il killer crocifigge alcuni politici, alza sempre la posta in gioco scivolando attraverso le loro mani. Oscuri omicidi rituali hanno per vittime figure di alto profilo e il numero dei cadaveri è sempre in aumento. Castle si avvale di un brillante psicologo per aiutarlo a risolvere il caso, e comincia a scavare nella psiche del killer. Ma alcuni psicopatici sono più intelligenti di altri.
Il mio secondo romanzo Mr. Glamour è stato pubblicato questo mese. E’ ambientato nel mondo della moda, pieno di oggetti di design, belle donne che indossano abiti di Versace e di Gucci, incontrano i  loro amanti,  e c’è un killer in mezzo a loro. Ecco la sinossi: Qualcosa di oscuro sta offuscando lo sfarzo del mondo del glamour. DCI Jackson Flare e l’ispettore Mandy Steele stanno indagando su una serie di bizzarri omicidi di ricchi e famosi. Gente della tv, griffe famose, belle donne e uomini ricchi riempiono le pagine di questo oscuro racconto che vi terrà con il fiato sospeso fino al finale davvero imprevedibile. L’assassino in Mr. Glamour sa tutto sul design, lui sa cosa significa il brand. Lui sta invadendo e distruggendo la loro volontà. E la polizia è perplessa. L’ ispettore capo Flare e l’ispettore Steele cercano di catturare un killer che ha scavato dall’interno le loro teste. Mentre indagano mettono il piede in una sala degli specchi e si trovano di fronte ad un muro di segretezza. L’inchiesta guida Flare e Steele, che anche loro nascondono segreti, a far luce nelle tenebre. E il killer intanto guarda tutti.

Pensi che i critici abbiano influenzato il tuo lavoro?

No. Penso che i critici stiano cercando di progettare la cultura.

A proposito del tuo stile. Nasce spontaneo naturalmente o è il frutto di varie riscritture?

Quando si trova la propria voce si trova il proprio stile.

Ritieni che il tuo stile sia cinematografico? Ci sono film che hanno influenzato il tuo stile o il tuo lavoro in genere?

Ho scritto un romanzo che penso sia cinematografico. Verrà pubblicato entro la fine dell’anno. Penso che Mr Glamour sarebbe facile adattarlo in un film.

Quando pubblicherai i tuoi libri in Italia? Verrai in Italia a presentare i tuoi romanzi?

Spero che entrambi i miei romanzi siano tradotti in italiano. Il mio agente sta lavorando attivamente per questo. Sono stato anche avvicinato da un editore italiano che mi ha commissionato di scrivere un racconto Noir per il mercato italiano. E’ ambientato a Londra e spero di vederlo pubblicato quest’anno. Sarei lieto di venire in Italia per parlare con la gente dei miei libri.

Cosa stai leggendo in questo momento?

Di Michael Connelly The Brass Verdict.

Qual è il tuo rapporto  con i lettori? Come possono entrare in contatto con te?

Mi piace sentire i miei lettori, e a loro dopo tutto che mi rivolgo. Possono andare sul mio sito, dove è possibile vedere un trailer di 30 secondi di Apostle Rising e contattarmi tramite la pagina dei contatti. Una delle email più belle che ho ricevuto è quella di un soldato in guerra che ha letto il mio romanzo Apostle Rising e mi ha detto che l’ha aiutato a superare una battaglia.

Infine, l’inevitabile domanda: a cosa stai lavorando ora?

Sto scrivendo il racconto che ho citato per il mercato italiano e sto scrivendo il sequel di Apostle Rising. Grazie per essere una padrona di casa gentile e intelligente.

:: Lo strano caso di Thomas Jay

16 marzo 2012

Chi è quest’uomo?
Sembra una domanda curiosa e invece nasconde un piccolo giallo che sta animando un po’ i blog letterari in questi giorni. Tutto nasce da una mail che un po’ tutti abbiamo ricevuto inviata da una signora che si chiama Giovanna Galeassi ed è presidente del Comitato Free Thomas Jay. In questa mail è narrata la vicenda di uno scrittore italoamericano che attualmente dovrebbe scontare il carcere a vita per futili motivi. Un autore di culto di cui Fazi dovrebbe pubblicare in Italia le sue opere. Circola anche un video in cui il suo agente letterario Aaron Farrell, sua moglie, e una giovane scritrice italiana con bimbo in braccio, sostengono la campagna promossa per arrivare alla sua liberazione. E’ tutta una montatura? Thomas Jay non esiste? Il tizio con barba sale e pepe, la moglie sono attori pagati per interpretare una parte? Ci vorrebbe Lightman di Lie to me per capire se mentono. In rete è praticamente impossibile trovare tracce dei suoi libri. Molti blogger hanno condotto indagini, anche qualche giornale, telefonate all’ambasciata, controlli ad Arezzo tra i Lorenzini, vero nome, beh vero, diciamo così dello scrittore. Se fosse tutta una montatura a che pro? Essere presi in giro fa solo arrabbiare e non spinge a comprare libri, o sì? Qui ci vorrebbe Lucius Etruscus esperto di pseudobiblia. Sinceramente non so che dire. Andando controcorrente quasi mi auguro che Thomas Jay esista davvero, quasi quasi mi è anche simpatico, ma io non faccio testo ero convinta che anche Morgan Perdinka fosse reale, e mi son dovuta arrendere solo ascoltando la viva voce di Danilo Arona. Vediamo che succede, non che la nostra vita cambierà di molto ma è divertente vedere fino a che punto si spingono le nuove frontiere del viral marketing.

:: Intervista a Stefano Santarsiere a cura di Daniele Imperi

16 marzo 2012

Perché la scelta di un’ambientazione italiana per il thriller?

I thriller e i noir affascinano per la loro capacità di sondare gli aspetti più oscuri della psicologia umana e degli ambienti sociali. Uno scrittore che desideri cimentarsi con questi generi narrativi e voglia che la sua ambientazione non sia soltanto una specie di palcoscenico artefatto per i suoi personaggi, deve scrivere di luoghi familiari. Nel mio caso c’è forse un vantaggio in più: io provengo dalla Lucania, un contesto poco conosciuto e non molto presente nella narrativa italiana, che per di più si presta alle atmosfere intrise di spiritualità, folklore e mistero presenti nel romanzo.

Ti sei ispirato a qualche opera o autore in particolare per la scrittura del romanzo?

I modelli sono stati molti, per i contenuti, il ritmo, la costruzione delle scene. Ne cito uno solo – forse inaspettato – rispetto all’architettura complessiva del libro: ‘Il 42° parallelo’ di Dos Passos. Avevo in mente quel libro mentre sviluppavo i vari blocchi narrativi del romanzo, corrispondenti alle vicende dei singoli personaggi.

Qual è la stata la difficoltà maggiore nel creare un thriller?

Anche se estremamente stimolante, scrivere un thriller è abbastanza complesso, specie quando vi si stratificano elementi apparentemente eterogenei, come in ‘Ultimi quaranta secondi’. Una difficoltà è quella di individuare gli snodi narrativi più originali – tra i tanti possibili – e renderli credibili e perfettamente interdipendenti. Inoltre, in un romanzo dove la vicenda è narrata a più voci, era importante che i personaggi fungessero da cassa di risonanza dell’intera storia, ciascuno dal proprio punto di vista: alimentare questo meccanismo di riflessi e richiami tra le vicende personali è stata la sfida più grande.

Da dove è nata l’idea principale della storia e come si è evoluta nel corso della stesura del romanzo?

Ero affascinato dal culto delle Madonne nere. In qualche modo sono convinto – e forse è davvero così – che rappresentino il retaggio di un culto preesistente, più antico di quello cristiano. Volevo che questa idea fosse il nucleo di una storia dominata dall’inganno e dalla violenza, in cui si alludesse a una verità sconvolgente sull’origine umana. Nel corso della stesura l’idea si è dimostrata un ottimo motore narrativo, si evolveva intorno al concetto delle ritualità soppresse che tendono a riaffermarsi, dava energia al racconto – e lo trascinava inesorabilmente verso lo scontro finale.

Parlaci dei personaggi principali: come sono nati e come hai costruito le loro storie?

Sono nati tutti nella prima stesura, man mano che avevo bisogno di ‘personificare’ un sotto-tema o mi serviva aggiungere un elemento narrativo che solo uno specifico personaggio poteva offrire alla storia. Ad esempio, Belisario rappresenta lo sconcerto dell’uomo comune dinanzi agli accadimenti descritti, sensazione amplificata dai dubbi che lo attanagliano riguardo al figlio. Elena Mecca è portatrice di verità alternative e rappresenta il pregiudizio che esse a volte suscitano. Roberto è l’emblema di come il passato possa rivelarsi molto diverso da come lo ricordavamo, in pratica rappresenta la nostra paura di vivere una vita illusoria, ingannevole. Poi ho lavorato su ciascuno di essi, sulla fisiologia, il carattere, la storia personale…

Che parte ha avuto la documentazione per “Ultimi quaranta secondi della storia del mondo”?

Enorme. Ho lavorato molto sui meccanismi di proselitismo utilizzati dalla chiesa, sui contenuti delle bibbie apocrife, sulla diffusione e sul significato dei rituali pagani assimilati dal cattolicesimo. E’ stato importante per costruire uno sfondo credibile e per lo sviluppo della trama.

Come hai scelto il titolo del romanzo? Rappresenta la tua prima idea o è cambiato nel corso del tempo?

Non è stata la ‘prima scelta’. L’ho individuato alla fine della prima stesura, dopo aver letto un saggio. In pratica rimanda a una semplificazione della storia del pianeta in cui, immaginando che essa si svolga nell’arco di ventiquattro ore, l’homo sapiens occupa gli ultimi quaranta secondi.

Indagine poliziesca, racconto esoterico, libro di denuncia: come convivono nel tuo romanzo questi tre aspetti della letteratura?

Attraverso le vicende dei personaggi, che offrono una lettura a più livelli del testo. Un’altra sfida è stata proprio di rendere tutti questi livelli funzionali alla storia.

Che cosa ha di diverso questo thriller da quelli americani che siamo abituati a vedere nelle librerie e perché i lettori italiani dovrebbero leggerlo?

L’ambientazione, la profonda appartenenza a una cultura nostrana e a una spiritualità nella quale ci possiamo riconoscere, e che deriva dalla nostra sensazionale e ineguagliabile  storia. Ma la trama rimanda anche a misteri che trascendono il contesto provinciale, raccontando molto di più. Credo inoltre che lo stile del libro sia un po’ meno disadorno e impersonale di quello anglosassone.

Pensi che il tuo thriller rappresenti realmente un quadro del nostro paese o si discosta molto dalla realtà quotidiana?

Sì e no. Racconta una storia che è frutto di invenzione, benché in un’ambientazione reale, connotata da passioni, atteggiamenti, vizi ben precisi. Ma nel complesso descrive qualcosa di profondamente vero: la nostra paura per l’ignoto e la necessità di aggrapparci ai simboli per combatterla.

:: Altrisogni a Cartoomics 2012

16 marzo 2012

Questo weekend (venerdì 16, sabato 17 e domenica 18) a Milano presso FieraMilanoCity (zona Lotto/Amendola) si tiene CARTOOMICS 2012, appuntamento ormai imprescindibile per tutto quello che è fumetto ma anche fantastico in generale. Da alcuni anni ormai la fiera dedica ampio spazio alla letteratura di genere e ai fenomeni popolari più importanti tangenti all’avventura e al fantastico.In occasione di Cartoomics 2012, ALTRISOGNI e la casa editrice DBOOKS.IT hanno organizzato LE CHATROOM DI ALTRISOGNI. Due incontri / chiacchierate con diversi scrittori, blogger ed esperti su temi legati alla narrativa di genere horror, sci-fi e weird.Gli incontri si terranno presso lo spazio CerchioGiallo / Dbooks.it. In entrambe le giornate saranno realizzate inoltre brevi videointerviste con quegli autori, blogger ed editori che vorranno intervenire. Tali videointerviste verrebbero registrate con mezzi agili come iPhone o piccole videocamere, e inserite nella pagina Facebook, nei siti collegati ad Altrisogni e a dbooks.it e su Youtube, con la possibilità per chiunque di riprenderle e riutilizzarle.

Due pagine-evento su FB:

http://www.facebook.com/events/189197297860244/
http://www.facebook.com/events/268837793195311/

PROGRAMMA: ALTRISOGNI A CARTOOMICS

SABATO, 17 MARZO 2012

Sabato, 14.30

Chatroom Altrisogni – Altrisogni 5 e i racconti Nel buio:

La redazione di Altrisogni organizza una chiacchierata di gruppo sul numero in uscita di Altrisogni (il 5) e sull’antologia foto-letteraria Nel buio, di recente distribuzione.

Interverranno:

– Samuela Iaconis, copertinista di Altrisogni 5
– Yuri Abietti, vincitore del concorso letterario Nel buio
– Roberto Rossi e Mirko Dadich, autori dell’antologia Nel buio e di Altrisogni
– Laura Iuorio e Corrado Sobrero, autori di dbooks.it e di Altrisogni
– Massimiliano Monti e Gabriele Lattanzio, autori di Altrisogni.

Altri ospiti: autori e blogger di narrativa fantastica

Modera: la Redazione di Altrisogni

Durante la giornata: Voci e volti del Fantastico. Interviste  a scrittori, lettori, appassionati, artisti, esperti e opinion leader che animano il mondo della narrativa fantastica.

DOMENICA, 18 MARZO 2012

Domenica, 15.30
Chatroom Altrisogni – Narrativa apocalittica e scenari estremi:

La Redazione di Altrisogni incontra blogger, scrittori ed esperti per parlare della “Fine del mondo” nella narrativa fantastica italiana e straniera.

Interverranno:

– Emanuele Manco, curatore di FantasyMagazine.it
– Adriano Barone, autore dei romanzi Zentropia e Il ghigno di Arlecchino
– Yuri Abietti, vincitore del concorso letterario Nel buio
– Anna Giraldo, autrice dei romanzi 436 e Thunder + Lightning.

Altri ospiti: autori e blogger di narrativa fantastica

Modera: la Redazione di Altrisogni

Durante la giornata: Voci e volti del Fantastico. Interviste  a scrittori, lettori, appassionati, artisti esperti, e opinion leader che animano il mondo della narrativa fantastica.

Per maggiori informazioni:

dbooks.it Tel +39 02 36531809; Fax +39 02 87399133; www.dbooks.it Redazione Altrisogni  altrisogni@dbooks.it – Redazione dbooks.it  info@dbooks.it

:: Recensione di Fidel Castro – Biografia non autorizzata di Gordiano Lupi

15 marzo 2012

Per alcuni Cuba resta un sogno, una piccola isola comunista situata nel Mar dei Caraibi proprio di fronte al gigantesco colosso capitalista americano, un Davide straccione e sporco pronto a sfidare Golia con caparbietà, ostinazione e un pizzico di sana temerarietà a colpi di giustizia sociale, lavoro e istruzione per tutti, lotta al razzismo, solidarietà con i più deboli, spirito rivoluzionario indomito figlio di un socialismo utopistico e idealizzato che scalda il cuore di chi ancora crede che su questa terra si possa creare una società migliore, giusta, a misura d’uomo. Per alcuni Cuba resta un sogno, appunto. Parlare di Cuba senza esserci stati, senza averci vissuto ma da cubani, non come turisti viziati in uno dei numerosi resort per turisti, veri e propri Disneyland caraibici, non avrebbe senso a meno che non si decida di fidarsi dell’esperienza di chi ci è stato e descrive cosa ha visto, senza preconcetti, senza motivazioni occulte che non siano l’amore per la verità, l’obbiettività e il coraggio di dire anche cose scomode quando serve. La mia esperienza di Cuba è un’esperienza riflessa, mediata dalle voci dei cubani esuli, degli entusiasti occidentali che sognano un giorno di lasciare le comodità borghesi, la ricchezza corrotta del nostro decadente capitalistico inferno per rifugiarsi in quel piccolo Eldorado. A Cuba non ci sono mai stata, per cui non mi resta che fidarmi, delle voci degli altri, di chi la ama o la odia. E dire Cuba inevitabilmente significa parlare di Fidel Castro. Perché Fidel Castro è Cuba, volenti o nolenti a questo non si sfugge. Gordiano Lupi, un esperto di cose cubane, traduttore di scrittori come Alejandro Torreguitart Ruiz, curatore della versione italiana del blog di Yoani Sánchez, Generación Y, anima e icona simbolo del dissenso anticastrista, ha da pochi mesi pubblicato con le Edizioni A.Car una biografia non autorizzata di Fidel Castro, e devo dire che leggendola sono rimasta sorpresa, innanzitutto perché conosco il punto di vista fortemente critico sul regime in atto a Cuba del suo autore, conosco il suo spirito caustico e corrosivo da toscano verace che gli ha causato non pochi scontri dialettici nel corso degli anni, conosco le sue lotte instancabili a denunciare le condizioni degli oppositori in carcere, delle jineteras, mi aspettavo toni accesi, polemici, intransigenti, estremisti e invece ho trovato una grande sobrietà di linguaggio, una calma profonda, una obbiettività priva da ogni faziosità. Attacchi ce ne sono, impennate che non comparirebbero in una agiografia di regime pure, Gordiano Lupi non ama Fidel Castro ma compie uno sforzo insolito e raramente fatto da chi lo combatte, separa Fidel Castro uomo, da Fidel Castro politico o dittatore, che dir si voglia. Molto pacatamente, con ragionevolezza e senza intenti diffamatori o offensivi parla di tutto, dall’eccidio nascosto del 13 luglio 1994, a casi di corruzione, ma ciò che si evince  è essenzialmente la delusione di un uomo di sinistra verso una rivoluzione mancata che avrebbe potuto trasformarsi in un autentico paese socialista e invece è diventato un regime. Questa è l’unica vera condanna che si percepisce, i dittatori, sono dittatori, non c’è altro da aggiungere. Se mai Fidel Castro leggesse questo volumetto che potrebbe essere un pamphlet polemico ma non lo è, lontano dai riflettori, lontano dal ruolo istituzionale che ancora ricopre sebbene dal 2006 il fratello Raul l’abbia sostituito, non potrebbe che provare una certa amarezza certo, ma soprattutto considerare obbiettivamente i suoi errori, la sua mancata lungimiranza se vogliamo. Certo c’è anche da considerare che Cuba non è Haiti, e Fidel Castro non è Pinochet, niente desperacidos, squadroni della morte, oppositori seppelliti in mare. Yoani Sánchez pur con tutte le limitazioni che deve subire, è libera in casa sua di continuare la sua lotta neanche tanto silenziosa. Comunque il fatto che Castro è Cuba è una grande verità, il suo carisma, il suo ascendente hanno costruito il regime cubano che forse non sopravvivrà alla sua morte. Forse Castro di questo è consapevole, e forse lo sono anche i suoi oppositori, dopo non resterà che affidare alla storia il suo implacabile verdetto.

:: Le Prince Noir: un concorso per celebrare André Héléna

14 marzo 2012

Per celebrare André Héléna a quarant’anni dalla sua scomparsa, la casa editrice cagliaritana Aisara, che da anni si occupa di pubblicare in Italia le opere del maestro del noir francese,  ha indetto un concorso ideato e curato da Alessandro Greco che raccoglierà i racconti di 12 scrittori italiani impegnati a far rivivere lo spirito di Héléna. Ogni racconto liberamente ispirato ad uno dei 12 romanzi di Héléna pubblicati da Aisara andrà a far parte di una antologia con prefazione di Serge Quadruppani che sarà presentata a Novembre 2012 in anteprima assoluta.

Cinque titoli sono stati già assegnati:

Il gusto del sangue – Luigi Bernardi
I viaggiatori del venerdì – Sacha Naspini
Il buon Dio se ne frega – Gianluca Morozzi
Gli sbirri hanno sempre ragione – Mauro Marcialis
Massacro all’Anisette – Alessandro Greco

Titoli rimanenti sono:

Il ricettatore, Divieto di soggiorno, I clienti del Central Hotel, Vita dura per le canaglie, Il festival dei cadaveri, Il bacio della vedova, Viva la muerte!.

Per maggiori dettagli vi rimando al bando del concorso sul sito di Aisara: qui

Personalmente amo moltissimo Héléna e sicuramente parteciperò con un racconto ispirato a Divieto di soggiorno. Vi ricordo infine le recensioni dedicate al Prince Noir  da Liberi di scrivere:

Il bacio della vedova
Divieto di soggiorno
Il festival dei cadaveri
Vita dura per le canaglie
Massacro all’anisette

:: Fantomas a Cartoomics

14 marzo 2012

In occasione della mostra

“Histoire de Fantômas”

dedicata al primo criminale mascherato della storia,in programma nell’ambito della 19ª edizione del Salone del fumetto milanese, in collaborazione con

ilCERCHIOGIALLO

e dbooks.it,

presenta un omaggio al personaggio di Fantômas:
La vendetta del Fantasma,
un romanzo firmato da Stefano Di Marino
scaricabile gratuitamente da tutti i visitatori del sito www.cartoomics.it
Per sapere come fare cliccate qui.

Per saperne di più sulla mostra cliccate qui.

:: Segnalazione di L’ultima eclissi di James Rollins

13 marzo 2012

Titolo originale: Deep Fathom
Categoria: Narrativa
Pagine: 450
Prezzo: € 19,60
Editore: Nord

In libreria:  15 marzo 2012

Okinawa, 25 luglio. Nessuno aveva mai creduto a suo padre. Invece adesso Karen Grace ha davanti a sé l’indiscutibile conferma delle sue teorie: due enormi piramidi di metallo, emerse dall’oceano in seguito a un violentissimo terremoto, e coperte di scritte in una lingua sconosciuta. Elettrizzata, Karen sfida il coprifuoco per recarsi a studiare quello straordinario reperto, ma un gruppo di uomini armati la sta aspettando…

Guam, 25 luglio. È un’emergenza nazionale quella che costringe Jack Kirkland, ex agente della US Navy, a rientrare in servizio: l’Air Force One è precipitato nel Pacifico, trascinando verso una morte orribile il presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, quando giunge sul luogo dell’incidente, Jack non trova traccia né dei superstiti né delle scatole nere: c’è solo un gigantesco pilastro, coperto di scritte in un idioma incomprensibile, che ha attirato a sé i rottami dell’aereo, come se fosse un gigantesco magnete. Jack però capirà ben presto che svelare il mistero di quell’antica colonna è solo il primo passo per fermare la catena di catastrofi naturali che si è abbattuta sulla Terra e che rischia di sterminare l’intero genere umano.

James Rollins è stato per vari anni un apprezzato veterinario ma, a un certo punto della sua vita, ha deciso di anteporre al lavoro le sue tre grandi passioni: la speleologia, le immersioni subacquee e, soprattutto, la scrittura. Fin dal suo esordio, si è segnalato come una delle voci più nuove e convincenti nel campo del romanzo d’avventura; grazie a La mappa di pietra, L’ordine del sole nero, Il marchio di Giuda, La città sepolta, L’ultimo oracolo, La chiave dell’apocalisse e Il teschio sacro, ha raggiunto un meritatissimo successo di pubblico e di critica. Attualmente vive in California.

:: A Cartoomics 2012 Marilyn Monroe: indagine non autorizzata

11 marzo 2012

Cartoomics e Ilcerchiogiallo

presentano

Marilyn Monroe: indagine non autorizzata

Se vuoi saperne di più l’appuntamento è per il 13 marzo alle 20.30 all’Arcobaleno Film Center in Viale Tunisia.
Dopo la presentazione della mostra, alle 21,30, seguirà la proiezione di A qualcuno piace caldo di Billy Wilder.

Intervengono:

Filippo Mazzarella direttore artistico di Cartoomics 2012

Andrea Carlo Cappi scrittore

Maurizio Porro critico del Corriere della Sera

Ingresso gratuito

Per informazioni: http://marilynitaly.blogspot.com/

In occasione di Cartoomics 2012, dal 16 al 18 marzo a Fieramilanocity, Ilcerchiogiallo ospita Marilyn Monroe: indagine non autorizzata. La mostra, a cura di Catia Lattanzi, Riccardo Mazzoni e Luca Temolo Dall’Igna, permette di scoprire come Marilyn è stata raccontata dai fumettisti italiani.

:: Intervento in diretta streaming di Clara Sánchez a Libri come

10 marzo 2012

Oggi sabato 10 marzo, ore 18 – Intervento in diretta streaming a Libri come di Clara Sánchez, autrice di Il profumo delle foglie di limone e del nuovo La voce invisibile del vento “Come scrivo i miei libri”  Brunella Schisa conversa con lei.
L’intervento dell’autrice ripreso dal sito di Telecom Italia e possibile vederlo grazie a Garzanti sul nostro blog. Libri come, la Festa del Libro e della Lettura promossa e organizzata dalla Fondazione Musica per Roma che si svolge da giovedì 8 a domenica 11 marzo 2012 all’Auditorium Parco della Musica di Roma è arrivata alla terza edizione.

http://librinellarete.telecomitalia.com/garzanti/player.html

:: Segnalazione di Se non ora quando? di Eve Ensler

8 marzo 2012

Titolo originale: A Memory, a Monologue, a Rant, and a Prayer
Pagine: 224 Prezzo: 15,00 euro Piemme

“Il mondo comincia a cambiare quando uno dice: si può fare.”

Eve Ensler

“La Ensler si è fatta la reputazione di ‘una che rompe i tabù’ con i Monologhi della vagina: qui continua con quello spirito, chiamando la violenza sulle donne “una questione che sopravvive sfacciatamente in tutto il mondo ma di cui non si parla, non si vede, non le si dà peso ne’ significato”.

Publishers Weekly

Non si stanca mai Eve Ensler. Non si ferma mai. Da quando nel 1996 I monologhi della vagina (Obie Award 1997) furono messi in scena per la prima volta al Cornelia Street Cafè nel Greenwich Village di New York, diventando quello che sono diventati per tutti noi – tradotti in 48 lingue e “gridati dal palco” in ben 120 paesi dalle voci di donne a attrici “giganti” come Susan Sarandon, Melanie Griffith, Cate Blanchett, e in Italia da Lella Costa, Athina Cenci e tante altre -, la Ensler non si è più fermata.
Autrice cult, drammaturga leggendaria, poetessa, regista, veterana paladina dei diritti delle donne, ha fondato nel 1998 il V-day, un movimento internazionale per fermare la violenza contro le donne annoverato nel 2001 dal Worth Magazine fra i migliori cento “best charities”. Nel giugno del 2006, a New York, come emanazione del V-day, la Ensler mise in piedi la prima edizione di Until the Violence Stop Festival, una due settimane di manifestazioni e performance artistiche in giro per la città, in occasione della quale la “vagina warrior”, come è anche chiamata, commissionò una serie di monologhi e scritti d’avanguardia a significative voci di autori e autrici, drammaturghi e drammaturghe, celebrities e femministe di tutto il mondo. Il risultato fu A memory, a monologue a rant and a prayer: due performance teatrali, due serata di reading a New York City che videro calcare la scena a Jane Fonda, Brittany Murphy, Isabella Rossellini. Un anno dopo quell’esperienza diventò un libro curato dalla Ensler insieme con Mollie Doyle, edito da Villard Books (4 stelle su GoodReads, recensione del Publishers Weekly), e oggi pubblicato da Piemme con il titolo Se non ora quando? Contro la violenza e per la dignità delle donne (riprendendo nell’omonimia della domanda “Se non ora, quando?”, il nome di un movimento “per le donne” nato nel nostro paese nell’ultimo anno e che ha visto scendere in piazza nomi noti dell’arte, della cultura, dello spettacolo). Un coro di voci autorevoli colme di sdegno, un grido per la dignità e la libertà di ogni donna “il cui potere”, scrive Publishers Weekly, “sta nell’effetto combinato dei racconti, che, uno dopo l’altro, tirano fuori tutti i modi sottili e spaventosi in cui la violenza è stata ed è ancora oggi perpetrata contro le donne”. Un libro che arriva al cuore del dibattito sociale e civile sulla questione, in ogni sua forma, in ogni luogo. Da quel giugno newyorchese, nell’ambito del V-day, Se non ora quando? è stato portato sulla scena a scopo benefico centinaia di volte, dalle università ai piccoli centri (e, se interessati, il libro spiega come fare). In esso risuona un messaggio di denuncia inequivocabile e una “chiamata alle armi” per la nostra coscienza: la violenza sulle donne è ovunque. In alcuni paesi del mondo è plateale e brutale. Così quotidiana da sembrare ineluttabile. In altri, in quella “progredita” realtà occidentale che ben conosciamo e in cui le donne hanno conquistato almeno formalmente ogni diritto sociale, civile, politico, essa invece è insidiosa, strisciante, nascosta. Perfino glamour, talvolta. Nomi importanti di scrittori come Dave Eggers e Edwige Danticat, femministe storiche come Alice Walker e Carol Gilligan, e celebrità come Jane Fonda e Kathy Najimy, si uniscono all’energia della Ensler per strappare i lettori alla loro passività. Michael Cunnigham ci parla di automutilazione; Eggers di rapimento in Sudan; la Gilligan racconta di una figlia testimone di continue violenze sulla madre; Susan Miller di donne sole nel crescere i figli; Patricia Bosworth testimonia intimamente dello stupro subito. Tanti altri sono gli scritti: di Hanan al-Shaykh, di Tariq Ali. E tutti, in fondo, rilevano un’unica, bestiale realtà: la violenza femminile è tentacolare e multiforme. Se andiamo in Congo, in Ruanda, in Darfur, le donne, lo sappiamo, sono vittime di stupri etnici e politici, rapite, picchiate e violate perché pedine fragili sullo scacchiere dei conflitti tribali. Se restiamo qui, in Italia, in America, sono tante le compagne, le mogli che quotidianamente vengono picchiate tra le mura di casa. E le figlie costrette a esserne testimoni impotenti. Non basta lavorare, fare politica, avere ottenuto per legge pari libertà e pari diritti degli uomini. Ad uno sguardo più consapevole e attento, le sorelle africane non sono lontane da noi. Questi racconti, toccanti, tragici, arrabbiati, ispirati, emozionanti e a tratti leggeri e poetici sono qui per ricordarcelo. Per non farci abbassare la guardia, mai, sulla dignità della donna. Un bene che va difeso per un mondo migliore.

Eve Ensler è scrittrice, drammaturga, poetessa, sceneggiatrice e regista. Ha alle spalle una lunga militanza come attivista per i diritti delle donne. Vive a New York, dove insegna drammaturgia all’università. La sua opera più importante, I monologhi della vagina (insigniti nel 1997 del prestigioso Obie Award) è stata tradotta in 48 lingue e portata in scena con grande successo in 120 paesi: a Broadway (da star come Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith e Winona Ryder), a Londra (da Kate Winslet e Cate Blanchett), in Italia (da Lella Costa, Lucia Vasini, Lucrezia Lante della Rovere, Athina Cenci). Da questa pièce è nato il V-Day, contro la violenza sulle donne. Per Piemme ha pubblicato Io sono emozione.